mardi, mai 11, 2021

Verso la nuova società ad impatto zero sull’ambiente: discussione su un cambiamento già in atto con il nostro Coordinatore generale Antonio Rancati e gli amici di 3Bee

Continuano gli appuntamenti del venerdì con gli ospiti della Call for Impactability, che giudicheranno poi in fase finale i vincitori del montepremi complessivo di 6.500 euro.

Pubblichiamo con grande piacere il post di 3Bee con il nostro Coordinatore generale Antonio Rancati, componente del comitato scientifico dal 2010, e Niccolò Calandri, Founder & CEO di 3Bee, in diretta LIVE iscrivendovi subito al link: https://www.youtube.com/watch?v=NUZVUa4YXcI

Venerdì, 14 maggio alle 17:30, accogliamo sui nostri canali Antonio Rancati, coordinatore generale della didattica e della formazione del centro studi europeo per la Terza Rivoluzione Industriale

Antonio ci racconterà del suo percorso sostenibile e ci svelerà alcuni aneddoti per ridurre gli sprechi e vivere una vita a impatto zero.

Vi consigliamo di non perdervi l’evento iscrivendovi subito al link: https://www.youtube.com/watch?v=NUZVUa4YXcI

Scopri di più sulla nostra Call for Impactability: ??https://www.3bee.it/impactcall/

Conferenza di YES-Italy sul Green New Deal con il nostro Coordinatore generale Antonio Rancati in diretta LIVE domenica 16 maggio alle ore 17,00

YES è un’associazione europea di studenti e giovani professionisti interessati al mondo dell’energia, che conta più di 750 membri in tutta Europa.

L’obiettivo di YES è formare i leader energetici di domani, attraverso incontri online o in presenza. Il team italiano (YES-Italy) ha organizzato una serie di webinar a tema « energia e sostenibilità » che si tengono durante il mese di maggio. Una delle conferenze approfondirà il tema economico, grazie alla presentazione di Antonio Rancati, membro del comitato scientifico del CETRI-TIRES dal 2010.

Link per iscriversi alla conferenza: https://linktr.ee/yes.italy

Presentazione conferenza di domenica 16 maggio alle ore 17,00
?“Green Deal europeo: per una reale transizione energetica”?
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Green Deal europeo, la sua composizione, quali nazioni sono state le promotrici e quali parti hanno avanzato delle opposizioni.
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Durante l’incontro cercheremo di capire quali sono le nazioni che godono dei finanziamenti europei maggiori e come pensano di usufruirne.
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Infine, verrà lasciato spazio per analizzare il comportamento dell’Italia in confronto con le altre nazioni.

Link per iscriversi alla conferenza: https://linktr.ee/yes.italy

Social: 

Instagram: https://www.instagram.com/yes.italy/ 
LinkedIn: https://www.linkedin.com/company/yes-europe-italy/
Facebook: https://www.facebook.com/yes.energy.italy/

Antonella Palladino: « Noi, la Scuola… la Terra al centro, riflettendo sulla sinfonia del Mare »

Non un solo giorno per ricordare il nostro pianeta ma un intero anno, fra i banchi o in DAD, con il centro studi europeo CETRI-TIRES sulle teorie della Terza Rivoluzione Industriale con il Green New Deal del prof. Jeremy Rifikin.

Quest’anno l’Educazione Civica ha inondato le scuole di linee progettuali e programmatiche con temi di alto valore umano: fra questi l’Educazione Ambientale e tutto ciò che tale ambito include.

Partire dalla parola “r i s p e t t o”, è stata questa la sfida dei ragazzi della scuola Media “A.Fulco” di Tortora in Calabria, una regione amata dalla natura, accarezzata dal sole e bagnata da acque solcate da grandi civiltà, le stesse che hanno dato le basi allo sviluppo di città oggi annoverate fra le più moderne e sviluppate…civiltà che guardano al futuro però con un grande timore: la scarsità delle fonti energetiche primarie, l’inquinamento, la deturpazione. Dall’obiettivo progresso allo stato di “regresso”…tutto ciò deriva dalla mancanza di quel famoso “rispetto” sui quali l’educazione civica, la storia, ma anche il semplice confronto educativo, ci insegnano a riflettere, come hanno fatto in particolar modo le classi IIIB E IIB della scuola media di primo grado di questo angolo di mondo, racchiuso fra monti e mare in un abbraccio che esplode in spruzzi di verde e azzurro.

Durante l’intero anno questi laboriosi studenti, non arrendendosi agli obblighi della DAD, hanno continuato ad entusiasmarsi grazie agli stimoli formativi continui e pedanti della responsabile di plesso di Ed. Civica la prof.ssa Antonia Palladino, la collaborazione dei colleghi di arte Sanfilippo e tecnologia Ritondale, ma soprattutto grazie alla fiducia ed all’attento monitoraggio del dirigente scolastico prof. Giuseppe Peduto (in foto), sempre accorto e particolarmente sensibile allo sviluppo delle tematiche ambientali.

Conferimento dell’Attestato di Merito al dirigente scolastico prof. Giuseppe Peduto

L’unità didattica trasversale si è conclusa proprio il 22 aprile nella Giornata Mondiale della Terra, momento in cui i ragazzi hanno avuto modo di seguire con le loro docenti un webinar sulle problematiche dell’inquinamento e sul rispetto delle regole per la salvaguardia della biodiversità. L’acqua, in particolar modo, al centro delle riflessioni degli alunni che hanno sviluppato lavori di notevole pregio contenutistico, un messaggio per i coetanei ma anche per noi adulti responsabili di gran parte dei danni subiti dal pianeta.

Tutto questo è stato possibile grazie al continuo affiancamento del Centro studi Europeo CETRI-TIRES, alla figura del segretario generale Antonio Rancati ed alle attive testimonianze di Jeremy Rifkin, personaggio unico in questo contesto che ha aiutato, in contesti come questo, i docenti a far chiarezza con i suoi interventi in varie parti del mondo, sui problemi inerenti quella che oggi viene definita “Terza rivoluzione Industriale”. Ecco dunque che la piattaforma digitale informativa della CETRI diventa lavagna luminosa sui problemi ambientali attraverso interviste, indagini e testimonianze che aiutano a conoscere e a diffondere nuove buone pratiche di rispetto per la natura e i suoi abitanti. Ecco che diventano capitoli di discussione e crescita: le videolezioni sulla base dei materiali forniti dal centro studi europeo CETRI-TIRES sulle teorie della Terza Rivoluzione Industriale dell’economista americano Jeremy Rifkin; Lory Cocconcelli e “La tartaruga marina, una nuotatrice antichissima da proteggere” e la visione ed il commento del Video ufficiale della Campagna 30×30 nazionale per salvare i mari e il nostro futuro. Ma non solo, tanto altro questo sito riserva alle scuole che ne fanno una sorta di “testo digitale attivo”  per le scuole più dinamiche e gli alunni attenti e creativi come  quelli della media “A.Fulco” di Tortora (Cosenza).

Sinceri complimenti all’instancabile prof.ssa Antonella Palladino dal Consiglio direttivo e dal Comitato scientifico CETRI-TIRES per il suo grande contributo di insegnamento alla nuove generazione per vivere in un mondo più pulito e per il bene comune (4 maggio 2021)

La sostenibilità spiegata ai bambini e ai ragazzi per sensibilizzare le nuove generazioni alla sostenibilità ambientale

In sfogliazione gratuita online il numero 121 di AMBIENTE – Marzo 2021: https://www.ambiente.news/paper/ambiente121/mobile/index.html

Care e cari lettori #green,

anche questo inverno per le limitazioni di spostamento e per mantenere il distanziamento sociale a causa della pandemia del Coronavirus abbiamo colto l’occasione di visitare diversi campi di golf in Toscana dalla Tenuta di Castelfalfi nel comune di Montaione a quello di Tirrenia nel Parco naturale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli, e con i consulenti ambientali di FederGolf, Stefano Boni e Marta Visentin,  abbiamo dedicato raddoppiato le pagine dedicate al mondo Green del Golf,  inteso come patrimonio da salvaguardare e tutelare, nel rispetto delle risorse naturali. Da oltre trent’anni il golf italiano è impegnato a raggiungere miglioramenti nella gestione e manutenzione dei percorsi dal punto di vista ambientale, cambiando marcia rispetto al passato, quando la conservazione della natura non era considerata un punto cardine, intorno al quale ruota anche la vita di sport che, come il golf, in essa si svolgono. Un golf ancora più “Green” per antonomasia, uno sport a contatto con la natura, che la preserva e la valorizza. 

Sulla copertina abbiamo pubblicato in primo piano l’appello della cara amica biologa marina Mariasole Bianco: “La nostra vita dipende dal mare, il futuro del mare dipende da noi”, con il suo nuovo splendido libro Pianeta Oceano, impegnata in prima persona per la campagna nazionale per proteggere il 30% dei mari italiani entro il 2030 con il patrocinio della World Commission on Protected Areas (WCPA) – International Union for Conservation of Nature (IUCN), che siamo onorati di supportare.

La campagna 30×30, a cura di Worldrise Onlus, è una iniziativa nazionale che contribuisce ad uno sforzo internazionale indirizzato alla protezione, attraverso l’istituzione di Aree Marine Protette (AMP), di almeno il 30% dell’oceano entro il 2030. La campagna punta ad applicare questo target nelle acque italiane, un obiettivo tanto grande quanto necessario a garantire la funzionalità e produttività del Mare nostrum.

In questo numero consigliamo la lettura di Paolo Marraffa, manager all’innovazione sostenibile, con “La sostenibilità spiegata ai bambini” e “La sostenibilità spiegata ai ragazzi”, due piccoli libri per sensibilizzare le nuove generazioni alla sostenibilità ambientale perché, trovandosi a essere la generazione futura, devono essere consapevoli delle conseguenze delle loro azioni sull’ambiente. Fondamentale che nel prossimo anno scolastico i ministeri competenti applichino definitivamente la Legge sull’educazione ambientale e sullo sviluppo sostenibile nelle scuole.

Mi preme sottolineare l’inizio di una bella collaborazione con l’associazione I Borghi del Respiro, una realtà nazionale sempre più vivace volta al benessere della natura e dell’uomo. Un sano stile di vita in luoghi non inquinati dove fare attività fisica, ricreativa, socio-culturale e spirituale all’aria aperta, è la proposta dei primi 15 Comuni che hanno dato vita ai Borghi del Respiro, un punto di partenza per promuovere, direttamente con la loro esperienza quotidiana e il loro esempio, la protezione della natura, il consumo di suolo zero, la valorizzazione delle risorse naturali, il turismo sostenibile, con l’obiettivo di tutelare la salute.

Per sensibilizzare sui temi Plastic Free i Comuni e gli amministratori locali per ridurre l’utilizzo della plastica monouso sui propri territori e sensibilizzare la cittadinanza sui temi della prevenzione e produzione di rifiuti plastici, nonché sulla loro dispersione nell’ambiente, continuiamo a sostenere con forte convinzione l’associazione Plastic Free Odv Onlus, nata con l’obiettivo di informare e sensibilizzare più persone possibili sulla pericolosità della plastica, in particolare quella usa e getta, si impegna su progetti e iniziative varie anche in collaborazione con le amministrazioni comunali per creare sinergie e combattere per un obiettivo condiviso. Plastic Free propone ai Comuni interessati la sottoscrizione di Protocolli d’Intesa finalizzati alla promozione di iniziative varie tra cui: appuntamenti di raccolta della plastica, lezioni di educazione ambientale nelle scuole, informazione e sensibilizzazione online sui social ed attraverso stand, passeggiate ecologiche e turistiche nel territorio. Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina web https://www.plasticfreeonlus.it/comuni-plastic-free/ o mandare una mail a ente@plasticfreeonlus.it

Potrete così vedere online i Comuni che sottoscriveranno il Protocollo di intesa e quelli che diventeranno Comuni Plastic Free.

Iniziamo in questo nuovo anno una importante collaborazione con il famoso giornalista Marco Frittella con alcune sue interessanti interviste ai Sindaci di Bovino, Gardone Riviera, Lerici e San Leo per far emergere il loro impegno sostenibile e la virtuosità nel migliorarsi sempre più con il contributo di tutti, amministratori e cittadini uniti insieme, per la valorizzazione delle risorse locali e per lo sviluppo della cultura dell’accoglienza, un turismo sostenibile in tutte le sue componenti.

Nell’accingermi a passare il testimone della direzione editoriale, dopo un terzo della vita trentennale della nostra testata AMBIENTE, colgo l’occasione per ringraziare tutti i compagni di viaggio dalla fine del 2009 ad oggi e per augurare una buona lettura anche ai futuri viaggiatori verso una unica destinazione green, sostenibile per tutti!

Antonio Rancati

CLICCA QUI PER LEGGERLO IN SFOGLIAZIONE GRATUITA: https://www.ambiente.news/paper/ambiente121/mobile/index.html

Il Parco Marino della Calabria attrattore del nuovo decennio, tra natura e storia un patrimonio da scoprire – Gaetano Bruno

IL PARCO MARINO ATTRATTORE DEL NUOVO DECENNIO

Ottocento chilometri di costa. Un immenso patrimonio culturale, archeologico e naturalistico che racconta gli scambi commerciali e le influenze che la storia ha inciso in ogni borgo, dal mare alla montagna. La Calabria rappresenta da millenni una delle principali porte del Mediterraneo. Una terra baciata da Dio, con eccellenze straordinarie in tanti settori, con bellezze mozzafiato meritevoli di una valorizzazione globale e complessiva, da mettere a sistema, come si dice spesso e che ancora ha da esprimere il suo pieno potenziale soprattutto sotto il profilo turistico.

E se è vero come è vero che questi lunghi mesi di pandemia hanno imposto tanti limiti, oggi più che mai i territori incontaminati, da scoprire e valorizzare, possono rappresentare mete turistiche di prossimità appetibili per i nuovi flussi demassificati, che ricercano il contatto con la natura, che desiderano esperienze di viaggio a tutto tondo per arricchirsi della storia, della cultura e della bellezza che nei territori si vive e si respira e che forse, a volte, si dà per scontata.

In una regione praticamente immersa nel mar Mediterraneo non poteva non trovare dimora un parco marino. Un unico ente regionale istituito con decreto del Presidente della Giunta Regionale il 28 dicembre del 2016 che ha accorpato cinque aree marine protette precedentemente istituite. Si va dal Parco Marino Riviera dei Cedri fortemente voluto dall’allora assessore regionale Diego Tommasi e dal compianto Palmiro Manco dei Verdi di Scalea di cui fanno parte le due uniche isole calabresi, l’Isola di Dino di Praia a Mare e l’Isola di Cirella, alla Baia di Soverato, dalla Costa dei Gelsomini, al Parco Marino degli Scogli di Isca fino ad arrivare all’area che comprende i fondali dell’area di Capocozzo – Sant’Irene a Vibo Marina, Pizzo, Capo Vaticano e Tropea segnalati come uno degli esempi più belli di flora e fauna mediterranea.

UN CAPITANO PER SALVARE L’AMBIENTE

E se l’esigenza della salvaguardia dell’ambiente avvertita a livello globale e non più rinviabile sembra ormai essere nell’agenda della politica a qualsiasi latitudine e ambito istituzionale, la Regione Calabria, nel 2020, per volontà della compianta Presidente Jole Santelli, ha calcato la mano conferendo la delega all’ambiente a Sergio De Caprio, meglio conosciuto come Capitano Ultimo, già a capo dell’unità Crimor dei ROS dei Carabinieri, e noto soprattutto per aver arrestato Totò Riina il 15 gennaio 1993 e vice comandante del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente a Roma.

Un gesto dal grande valore simbolico in una terra dove la criminalità organizzata ha spesso devastato l’ambiente infiltrandosi e manipolando la gestione dei rifiuti o della depurazione o con scempi edilizi che hanno pregiudicato intere zone di grande interesse paesaggistico e ambientale. Allo stesso tempo un atto concreto e chiaro per impostare politiche di tutela, salvaguardia e valorizzazione dell’ambiente per farlo diventare vera risorsa culturale e, di conseguenza economica.

Il grande obiettivo dell’attività di De Caprio come assessore all’ambiente è quello di attrarre e investire circa 800milioni di euro del Recovery Fund per fare della Calabria una comunità energetica rinnovabile. La regione è al momento l’unica d’Italia che si è mossa con decisione in questa direzione con la legge numero 25 del 2020, dove il Parco Marino è visto come motore degli investimenti per un turismo naturalistico da incastonare all’interno di un più generale disegno di rilancio del territorio che faccia di tutta la Calabria una grande e preziosa riserva naturale.

Un progetto nel quale le comunità devono essere il punto di riferimento per cittadini e imprese alla lotta contro la povertà energetica in una battaglia che si fonda sullo sviluppo dell’ambiente come risorsa chiave.  Da qui si dovrà partire per dotare i comuni di almeno 200 chilowatt di fotovoltaico senza consumo di suolo e con punti di accumulo e distribuzione di energia per auto e biciclette elettriche, di sistemi di digitalizzazione dell’illuminazione pubblica a cui chiaramente potranno collegarsi i cittadini e le imprese, di interventi per separare le acque bianche dalle acque nere deficienza che rappresenta il primo problema della depurazione e poi interventi per i contratti di fiume, di costa e di lago.

Un patrimonio economico che, nelle intenzioni del Capitano Ultimo, dovrà essere investito direttamente tramite accordi volontari di progettazione negoziata tra comuni, Regione ed enti come ad esempio i parchi marini. In un recente consiglio comunale nella città di Scalea durante il quale l’amministrazione comunale ha votato l’atto di indirizzo di adesione al parco marino regionale, l’assessore all’ambiente ha sottolineato che la Calabria ha pensato ad una programmazione basta sulla sostenibilità ambientale prima che venisse creato il ministero della transazione ecologica immaginando il futuro delle generazioni sulla sostenibilità e sul sistema delle riserve marine regionali per promuovere il turismo naturalistico e archeologico che solo la Calabria può permettersi di esprimere in tutto il Mediterraneo.

L’ARCHITETTO DEL PARCO

A coordinare le attività presenti ma soprattutto quelle future del parco marino della Calabria l’architetto Ilario Treccosti. Il suo curriculum è legato a doppio filo alle tematiche ambientali. Tra i più importanti incarichi ricoperti c’è l’impegno nell’ufficio del commissario per l’emergenza ambientale nella Regione Calabria dal 2003 al 2007 nel settore depurazione per la provincia di Reggio Calabria e successivamente la nomina a responsabile della rete ecologica regionale del dipartimento politiche dell’ambiente fino al 2009 prima di ricoprire l’incarico di responsabile della gestione delle aree naturali protette (parchi naturali, riserve e oasi)  con funzioni dirigenziali di coordinamento e controllo dell’attività dell’Osservatorio Regionale sulla Biodiversità.

Nel 2017 riceve la nomina a Commissario Straordinario dell’Ente per i Parchi Marini Regionali e, ad oggi, ricopre anche la carica di Vicepresidente della Commissione di Riserva “Area Marina Protetta Capo Rizzuto” nominato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare – Direzione per la Protezione della Natura e del mare. La sua è una visione chiara impostata sul connubio natura e turismo che si traduce in tre parole: informazione, sensibilizzazione e sostenibilità.

La Calabria può vantare infatti i tre Parchi nazionali Pollino, Sila e Aspromonte, a i quali si affiancano il Parco regionale delle Serre, l’Area Marina Protetta Capo Rizzuto, le Riserve Naturali Regionali del Lago Tarsia e della Foce Crati, la Riserva Naturale delle Valli Cupe ed i cinque Parchi marini regionali. Uno scrigno di biodiversità con enorme potenziale di sviluppo economico, sostenibile e duraturo.

Quella dei parchi marini calabresi è una storia però da far ripartire perché solo nel 2019 con la costituzione dell’Ente per i Parchi Marini sono state avviate iniziative per la valorizzazione del patrimonio marino-costiero. Oggi si può visitare il sito istituzionale www.parchimarinicalabria.it, si può interagire con i profili social e sono in cantiere esperienze di affiancamento alle amministrazioni comunali ricadenti nel perimetro del parco per la candidatura al programma di “Bandiera Blu 2021”.

Molto importanti il lavoro avviato per l’aggiornamento dei piani di gestione delle zone speciali di conservazione che ha portato alla pubblicazione del volume “Meraviglie sommerse della Calabria” edito da Rubbettino e l’accordo sottoscritto con il Dipartimento di Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio e Ingegneria Chimica dell’Università della Calabria per l’assistenza tecnico-scientifica su progetti di ricerca mentre è in fase di ultimazione un accordo di collaborazione con il Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio.

Il cambiamento più radicale nella composizione della struttura organizzativa del parco è stato finalizzato a snellire i processi decisionali riducendo a soltanto tre organi le funzioni: il Direttore Generale, il Comitato di Indirizzo e il revisore unico dei conti. A differenza del passato non sono previsti organi politici in senso stretto quali presidenti, consigli direttivi e comunità del parco, ma solo organi con funzioni tecnico-operative e consultive a cui è demandata la rappresentanza dei territori.

Diverso il discorso per le sedi operative che restano ubicate nei comuni di Soverato, Brancaleone, Vibo Valentia, Belmonte Calabro e Praia a Mare mentre sono in via di predisposizione gli atti per la dotazione organica del piano triennale dei fabbisogni di personale. Tutte azioni indirizzate anche a sfatare il mito che gli enti collegati alla regione siano poco più che degli strumenti per conferire incarichi e costruire consenso ferma restando la necessità di dotare il parco di risorse finanziare e umane per raggiungere gli obbiettivi e trasformarlo definitivamente in un volano di sviluppo.

LA CHIAVE DELLA RIPRESA: IL TURISMO SOSTENIBILE

Contrariamente a quanto spesso si crede, infatti, la dicotomia tra cultura ambientale e sviluppo economico è in via di definitivo superamento sia perché è cresciuta nelle popolazioni locali un diverso e più maturo approccio alla tutela dell’ambiente e sia perché è ormai pacifico che occorre favorire uno sviluppo sostenibile e duraturo coniugando ambiente ed economia. C’è anche un modo, « aperto » e « dal basso », di pianificare lo sviluppo del territorio fondato sulla condivisione e sulla partecipazione di tutti gli attori locali che rappresenta il luogo più adatto a superare ogni residuo pregiudizio e ad includere tutte le esigenze valorizzandole.

Se ad oggi il parco marino calabrese non ha ancora definito lo strumento del Piano del Parco, questa mancanza è da considerarsi un vantaggio perché è ancora del tutto aperta la possibilità di individuare le norme prima di tutto per la tutela ambientale e contemporaneamente per la diportistica, la pesca, il traffico marittimo ma anche quelle che promuovono la nascita e lo sviluppo di attività di impresa legate alla fruizione ed alla promozione delle aree costiere e marine tramite un serio confronto con le parti interessate. E in questo i comuni, insieme alle associazioni ambientaliste, hanno un ruolo fondamentale nel formulare proposte e pareri sulle attività attraverso il comitato di indirizzo.

Altro capitolo riguarda il rapporto con le scuole perché la coscienza ambientale si forma e si allena tramite la conoscenza e, di conseguenza, la comunicazione. Il mondo marino è caratterizzato da immagini che raccontano qualcosa di sconosciuto e per questo affascinante ma il piano di comunicazione del parco marino calabrese prevede non solo la fruizione passiva quanto l’interazione tramite storie interattive che accrescono le conoscenze sulle specie marine e un personaggio di fantasia, una bolla d’aria di nome “Posy” che ha la missione di attrarre anche i più piccoli, informandoli e istruendoli in modo divertente.

Dalla Posidonia oceanica, in grado di liberare nell’ambiente fino a 20 litri di ossigeno per ogni metro quadrato, al Corallo Nero del Mediterraneo, il mare calabrese offre un patrimonio subacqueo immenso e variegato da raccontare ma anche da vivere. E qui entra in gioco la filiera turistica specifica e di nicchia. Perché in Calabria non servono soltanto infrastrutture che consentano un più agevole arrivo di turisti da tutto il mondo e spostamenti interni più fluidi ma anche le cosiddette infrastrutture immateriali. Una professionalizzazione sempre più dettagliata in un settore che è rimasto per molti aspetti confinato ad un impatto artigianale dal quale bisogna necessariamente e definitivamente affrancarsi.

Il turista, o forse sarebbe meglio dire il viaggiatore moderno, è spesso mosso da interessi particolari e ha necessità di trovarsi di fronte interlocutori che ne possano nutrire le passioni con competenza e cura. Ecco che l’approccio culturale, didattico e ricreativo in forme compatibili con la difesa della natura e del paesaggio può giocare un ruolo fondamentale per l’intera economia calabrese.

Perché ciò avvenga è determinante la consapevolezza della necessità di preservare ciò che è il principale attrattore per un determinato territorio, ovvero le risorse naturali e gli elementi identitari della cultura e del paesaggio perché se è vero che le idee camminano sulle gambe di uomini e donne è proprio di questo che il parco marino ha più bisogno: una struttura organizzativa solida e appassionata per poter progettare e realizzare le buone idee.

Scalea, 30 aprile 2021

Gaetano Bruno

www.lappunto.net – gaetano@lappunto.net

Dritti al punto di Greenaetwork! Giovanni Mori di Fridays for Future con il nostro socio onorario Prof. Livio de Santoli, Prorettore La Sapienza alla Sostenibilità

Giovanni Mori di Fridays for Future https://www.linkedin.com/in/giovanni-mori-energy/ con il nostro socio onorario Prof. Livio de Santoli, Prorettore La Sapienza alla Sostenibilità https://www.linkedin.com/in/livio-de-santoli-9463357/

DRITTI AL PUNTO!

Video webinar molto interessante di martedì 27 aprile 2021 organizzato da Greenaetwork

Greenaetwork è la piattaforma digitale che consente ad AziendeEnti, Istituzioni ed Individui di comunicare le proprie azioni di sostenibilità ambientale e sociale attraverso la condivisione di news, eventi, progetti e risultati a tema green. La sua forma è di un social network perchè collega utenti business e individui su tematiche che, seppur attuali e di estrema importanza, sono ancora difficili da comprendere conoscere .

« L’amore per il nostro pianeta e il desiderio di benessere collettivo, ci ha spinto a dedicarci al raggiungimento di un obiettivo preciso: creare una soluzione per diffondere la cultura e le informazioni green, ovvero gli sforzi che piccole e grandi realtà compiono ogni giorno in tutela dell’ambiente e della società”

Su Greenaetwork, si entra a far parte di una community di utenti attivi e consapevoli che vogliono agire in modo concreto per la tutela della società e del pianeta.

Può un social network salvare il pianeta?

Si, clicca qui: greenaetwork-il-social-network-per-la-sostenibilita-1

Livio de Santoli ci aiuta a orientarci nell’era del greenwashing

Livio de Santoli riceve il T.R.I. Award da Jeremy Rifkin

Con un bell’articolo dal titolo « La decarbonizzazione è un optional e le lobby sperano » apparso sul supplemento Extraterrestre del Manifesto del 29 aprile 2021, il pro Rettore dell’Università La Sapienza incaricato delle politiche di sostenibilità ci aiuta a fare chiarezza in un momento di grande confusione sulle scelte in corso sia a livello italiano che europeo, e a capire cosa è davvero « green » e cosa invece viene solo spacciato come green. L’articolo esamina certo il PNRR ma lo fa alla luce delle nuove regole in corso di definizione a livello europeo note come « Tassonomia verde ». La parola Tassonomia, presa in prestito dal greco, significa classificazione dei principi (taxos e nomos) e ha la funzione di fornire indicazioni per valutare se un investimento è verde o meno alla luce dei principi del Green Deal Europeo. La tassonomia stabilisce dunque alla luce di quali elementi si può considerare green una tecnologia. E se è scontato che il fotovoltaico o l’eolico pèassino l’esame, un po’ meno scontato era che che facessero domanda per entrare nel club anche il nucleare e il gas, che tanto green a rigore di logica non possono essere considerati. Livio de Santoli spiega con grande efficacia cosa sta succedendo e perché. L’articolo costituisce la parte centrale di un supplemento « Extraterrestre » significativamente intitolato « Ora e sempre Resilienza » con un geniale riferimento allo slogan più famoso della festa della liberazione appena trascorsa, « ora e sempre Resistenza »…

Buona lettura.

https://ilmanifesto.it/la-decarbonizzazione-e-un-optional-e-le-lobby-sperano/

Europrogettazione con la nostra GRAND Academy per il Green New Deal di Jeremy Rifkin

La GRAND l’Academy al servizio dei progetti per il Green New Deal

A cura di Patrizia Di Giannantonio e Marco Sambati

Ormai da settimane l’Italia si chiede come potrà spendere i circa 220 miliardi di euro dei fondi europei che arriveranno dal cosiddetto Recovery Fund, il principale strumento europeo per bilanciare la crisi economica provocata dalla pandemia da coronavirus.

Il 10 novembre u.s. la Corte dei Conti Europea ha pubblicato la sua relazione annuale analizzando peraltro le erogazioni delle risorse stanziate nei cinque fondi strutturali di investimento europei (FESR, FSE, FC, FEASR e FEAMP), che rappresentano uno degli strumenti più importanti del bilancio europeo per consentire condizioni economiche omogenee tra i diversi Paesi dell’Unione. Dall’esame della Tabella del Rapporto 2019 sull’assorbimento (ossia sull’utilizzo) dei Fondi Strutturali europei da parte degli Stati membri, emerge con evidenza come, nel penultimo anno della Programmazione 2014-2020, sia stato erogato in media solo il 40% dei finanziamenti Ue: si tratta di 264 miliardi sui 640 previsti. La percentuale è più bassa del tasso medio di assorbimento del 2012 – il penultimo anno del precedente bilancio 2007-2013 – quando la percentuale di utilizzo aveva già raggiunto il 46%.

Purtroppo l’Italia, che era già in fondo alla classifica nel precedente settennato, risulta, nel 2019, al penultimo posto davanti alla Croazia (fanalino di coda), con una percentuale di utilizzo dei finanziamenti europei fermo al 30,7%, non registrando alcun progresso rispetto al periodo 2007-2013; c’è comunque tempo fino a dicembre 2023 per utilizzare i fondi impegnati e oltretutto l’Italia spende meno proprio nei settori di cruciale importanza per il Recovery Plan, quali il contrasto al cambiamento climatico, la lotta alla povertà orientata al raggiungimento dell’equità sociale, l’ammodernamento della pubblica amministrazione.

Ciò premesso, la GRAND, l’academy costituita dal CETRI-TIRES, con vari altri soggetti eccellenti nel campo della sostenibilità in partnership con il Pro-Rettore alle politiche energetiche dell’ Università La Sapienza, il Prof. Livio De Santoli, include nel suo piano di formazione anche dei moduli dedicati all’euro-progettazione per consentire a tutte quelle imprese e amministrazioni locali di avere le giuste competenze per la programmazione, l’accesso e l’utilizzo dei fondi europei.

In questo articolo si anticipano alcune considerazioni in merito alle metodologie di base necessarie per la presentazione delle domande di finanziamento in ambito europeo, in particolare per le call for proposal (inviti a presentare domande), condizione essenziale per rispondere ed aver successo per la partecipazione ai bandi europei ed utile sia alle imprese, ma anche per le amministrazioni regionali e locali nell’ambito dei fondi a gestione indiretta, nella fase di programmazione con la quale si definisce il quadro di intervento dopo l’analisi del contesto territoriale e settoriale, allo scopo di individuare i fabbisogni, le priorità e le opportunità e che sono chiamate alla gestione del programma e alla redazione dei bandi.

I finanziamenti europei si distinguono in fondi a gestione diretta, che rappresentano circa il 20% del bilancio comunitario, che sono gestiti a livello centrale dalla Commissione Europea e collegati ai diversi programmi tematici o settoriali; per questi strumenti le risorse sono erogate direttamente ai beneficiari del progetto direttamente dalle varie DG o dalle Agenzie esecutive che sono responsabili della definizione del programma di lavoro (Work Programe), della pubblicazione dei bandi, della selezione e valutazione delle proposte e del controllo amministrativo e finanziario dei progetti finanziati. Tali interventi non consentono di solito il finanziamento di opere strutturali, ma l’implementazione di progetti innovativi che abbiano un carattere transnazionale e di regola è necessario formare un partenariato.

Circa però l’80% dei fondi europei sono a gestione indiretta e vengono attuati da paesi partner dell’UE, da paesi extra-UE, da organizzazioni internazionali o da agenzie per lo sviluppo dei paesi dell’UE. Si tratta di risorse finanziarie la cui gestione è demandata ad attori istituzionali delle amministrazioni centrali e periferiche degli Stati membri, attraverso un sistema di responsabilità condivisa tra la Commissione europea e le autorità degli Stati membri. Nello specifico si fa riferimento ai Fondi strutturali e di investimento e al Fondo di coesione.

I PROGETTI

Esiste un largo consenso a livello nazionale ed internazionale ad utilizzare la parola progetto come un insieme di attività scadenzate nel tempo che diano un determinato risultato. In realtà i progetti si possono suddividere in due macro categorie:

  • quelli riguardanti un’opera civile
  • e quelli riguardanti un progetto di sviluppo-socio economico.

Ovviamente per ogni tipo di progetto, si suggerisce una progettazione diversa, cosi’ come indicato dalla Guida della Food and Agriculture Organization (FAO)

Gli approcci progettuali possono essere di due tipi:

blueprint, ovvero progetti completi di ogni dettaglio che si eseguono pedissequamente e

progetti di processo, per la maggior parte rivolti ai rurali poveri, dove si apprende attraverso lo svolgimento del progetto stesso, adattandolo.

Entrambi hanno come comune denominatore comune la volontà di cambiare la situazione presente a livello economico ma soprattutto sociale e renderla migliore.

Il progetto per essere realizzato e realizzabile deve passare attraverso 6 fasi cruciali:

Programmazione

Identificazione

Progettazione

Finanziamento

Realizzazione

Monitoraggio esterno e valutazione

Ogni fase precede un’altra e quindi deve prevedere i suoi effetti sulla successiva. In questo modo ogni fase è creditrice e debitrice rispetto alle altre fas. Ovvero si parla di approccio integrato.

Gli elementi di un progetto si possono riassumere brevemente nella tabella sottostante:

Il progetto deve avere:
Uno scopo o obiettivo specifico che ne definisce il fine ultimo
Un impiego di risorse suscettibili di usi alternativi
Un processo di cambiamento da una situazione negativa/da migliorare ad una situazione positiva/migliorata
Un contesto specifico dove le parti interessate interagiscono in uno spazio determinato
Una durata prestabilita
Un budget prestabilito
Un’organizzazione per la sua realizzazione

La gestione del ciclo del progetto (PCM) si basa sul rispetto da parte ei responsabili delle varie fasi per gli attori che precedono e che seguono e permette di evitare vari rischi legati a vari fenomeni.

Il progetto è un insieme di attività che tendono al raggiungimento dei risultati e di un obiettivo specifico.

La logica dell’intervento è definita inizialmente attraverso la comunicazione e l’apprendimento cooperativo tra le parti interessate.

Esiste una fase importante che consiste nel processo di elaborazione dell’Analisi del QL e si basa sui seguenti binomi:

Causa-effetto: si identificano varie fasi si analizza il contesto e la situazione negativa attuale che si vuole contribuire a migliorare, si applica la diagnosi partecipativa. Si analizzano gli interessi delle parti interessate

Si identificano i problemi

Si selezionano i problemi

Si stabilisce una gerarchia tra i problemi

Situazione negativa-Situazione positiva: L’identificazione degli obiettivi, costituisce la trasposizione in positivo della situazione negativa identificata all’inizio del processo precedentemente descritto di causa-effetto legato ai problemi. In particolare una volta identificati, selezionati e gerarchizzati i problemi si può identificare il problema principale. L’obiettivo specifico o scopo del progetto corrisponderà al problema principale

Si identificano i risultati che si riferiranno alla risoluzione degli altri problemi selezionati.

In questo modo si inizia a trasformare il rapporto di causa-effetto in un rapporto mezzi-fini. Durante queste due fasi si analizzano le strategie di intervento.

Gli studiosi hanno statisticamente rilevato come i progetti formulati nella maniera migliore ottengono risultati migliori. Pertanto è auspicabile adottare una metodologia comprovata che faccia si che i progetti incontrino l’approvazione del finanziatore per essere realizzati.

Nello specifico parliamo di logica dell’intervento, ovvero relazione mezzi-fini

Obiettivi generali ai quali il progetto contribuisceImpattoTerzo livello di risultati – intera collettività, a lungo termine


Relazione Mezzi – Fini
Obiettivo specifico Scopo unico del progettoEffetti (esiti)Secondo livello di risultati-vantaggi (previsti e non previsti) per i gruppi destinatari, al termine del progetto
RisultatiProdotti delle attivitàPrimo livello di risultati-servizi realizzati, prodotti consegnati a singole categorie di beneficiari diretti, intermedi e di gruppi destinatari





Svolgimento temporale
AttivitàAzioni concrete che devono essere svolte, utilizzando i mezzi, in vista del persegui-mento dei risultati
MezziRisorse umane, organizzative, materiali, tecniche, finanziarie, da allocare, in vista della realizzazione delle attività

Si precisa che la metodologia che andremo a descrivere per accedere ai finanziamenti europei è tipica dei principi adottati dalla Commissione Europea per l’accesso ai fondi diretti, ma di fatto costituisce la base e la prassi indispensabile per le imprese che intendono strutturare un progetto per la partecipazione ad un bando comunitario, consentendo di organizzare tutte le fasi del progetto secondo un ordine logico applicando la metodologia del Logical Framework Approach (LFA), un processo analitico a supporto della progettazione e gestione del progetto e, utilizzando la matrice del Quadro Logico (Logical Framework Matrix), cioè un documento sintetico che fornisce una visione d’insieme dello stesso progetto.

Ma entriamo nel dettaglio

La matrice del Quadro Logico


Logica d’interventoIndicatori obiettivamente verificabiliFonti di verificaIpotesi
Obiettivi Generali



Obiettivo specifico (scopo del progetto)



Risultati



Attività
MezziCostiPre-condizioni

Gli Obiettivi Generali possono essere più di uno e costituiscono il prodotto più lontano nel tempo. Un singolo progetto non può realizzare gli obiettivi generali. Solitamente un programma di tanti progetti possono farlo

L’obiettivo Specifico è uno solo per ogni progetto e per ogni QL ed è la diretta conseguenza della realizzazione ed utilizzazione da parte dei beneficiari dei risultati attesi del progetto

I risultati costituiscono il prodotto delle attività del progetto. Ogni obiettivo specifico deve essere supportato da vari risultati

Le attività sono le azioni necessarie per trasformare i mezzi in risultati

I mezzi o risorse sono costituiti da risorse umane, fisiche e finanziarie

Gli indicatori obiettivamente verificabili presentano, rispetto ai beneficiari, la variazione delle grandezze. E i progressi si misureranno in relazione al tempo, al luogo, e si riferiranno sempre a situazioni di partenza e ai vari traguardi (annuale e finale)

Le fonti di verifica i rapporti del progetto, le statistiche, le indagini specifiche potranno essere le fonti, note e quindi trasparenti di verifica dell’informazione relativa all’indicatore

Le ipotesi o condizioni consistono nell’incertezza e nella riflessione su fattori esterni importanti per la riuscita dell’intervento, ma che non sono controllabili.

Le pre-condizioni invece sono fattori esterni che devono realizzarsi precedentemente all’inizio dell’intervento.

Pertanto possiamo concludere come la Progettazione con il Quadro Logico sia la metodica che adotteremo in quanto i progetti scritti in questa maniera sono universalmente riconosciuti e veicolabili per qualsiasi tipo di finanziatore, oltre ad essere naturalmente più facilmente leggibili ed applicabili dagli addetti del settore e dagli attori che saranno partecipi del cambiamento auspicato.

Articolo scritto con il contributo della Dottoressa di Cecilia Chiapero,
Bibliografia: I Progetti di SviluppoMassimo Rossi

Un progetto per aiutare gli Enti locali ad attuare le politiche « verdi » previste dal Green Deal europeo – Questionario online!

Questionario per lo staff delle autorità locali/pubbliche e delle ONG

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeSmxAyEQEtYco1w_U6iZqkvaaAKEWwEToOPNuob0a0TqGuag/viewform

Gestito in Italia da PRISM Impresa Sociale, “European Green Deal for Cities” è un progetto europeo di due anni che ha come partner Italia, Grecia, Cipro, Irlanda, Polonia e Bulgaria. L’obiettivo specifico del progetto è quello di consentire al personale delle autorità locali e ai leader delle ONG di impegnarsi nel cambiamento, per sviluppare competenze settoriali “verdi” e promuovere capacità di leadership, creatività, sviluppo socio-educativo e professionale, attraverso l’azione delle autorità locali e delle ONG.

Un progetto ambizioso che fornirà ai nostri politici locali le competenze necessarie a migliorare la qualità della vita nelle vostre città e piccoli comuni. Il progetto prevede una prima fase di ricerca per identificare le necessità formative dei nostri politici e una successiva elaborazione di materiali formativi per sostenere le azioni concrete dei politici in ambito verde.

Si auspica che il progetto possa essere un primo passo per migliorare l’aria, i trasporti, la gestione dei rifiuti nelle nostre comunità, specialmente in Sicilia.

Per maggiori informazione sul progetto “European Green Deal for Cities” potete visitare la pagina web https://www.prismonline.eu/it/egd4cities-project/ o il sito ufficiale del progetto (in Inglese): https://www.egd4cities.eu/

Per informazioni sul progetto, potete contattare Dario Ferrante tel.3204133764 – email: d.ferrante@prismonline.eu 

Ecco il questionario on line da compilare! Per info sul progetto egd4cities.eu

European Green Deal for Cities

Erasmus+ con Partenariato strategico per l’educazione degli adulti: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeSmxAyEQEtYco1w_U6iZqkvaaAKEWwEToOPNuob0a0TqGuag/viewform

Questionario per lo staff delle autorità locali/pubbliche e delle ONG

EGD4CITIES è un progetto europeo che ha l’obiettivo di fornire materiale formativo per il personale delle autorità locali su come mettere in pratica il Green Deal europeo a livello locale. Il progetto sta coinvolgendo le autorità locali responsabili di una varietà di servizi ambientali relativi all’inquinamento acustico o atmosferico, allo smaltimento dei rifiuti, all’educazione e protezione dei consumatori e/o all’urbanistica che hanno un impatto diretto sulla salute dei cittadini locali e sull’ambiente.

Lo scopo del questionario è indagare la conoscenza delle politiche del Green Deal europeo tra i funzionari pubblici o il personale delle ONG. Il questionario è anonimo e i risultati verranno utilizzati solo ai fini della ricerca del progetto.
Quindi, se sei un dipendente di un autorità pubblica/locale o sei membro di una ONG, compila il seguente questionario. È facile da completare e richiede solo 7-10 minuti.

Il consorzio del progetto EDG4CITIES

Batteri mangia-plastica per riciclare i rifiuti organici, progetto di ricerca dell’Università di Milano-Bicocca realizzato tutto da donne

Micro-Val è il progetto di ricerca dell’Università di Milano-Bicocca per la messa a punto di un processo sostenibile per il riciclo della plastica a base di polietilene presente all’interno della frazione organica dei rifiuti urbani. Al via la campagna di crowdfunding su Produzioni dal Basso

Liberare i rifiuti organici dai residui di plastica a base di polietilene grazie ai batteri in grado di “digerirla”. È l’obiettivo di Micro-Val (MICROrganismi per la VALorizzazione di rifiuti della plastica), il progetto ideato da un team tutto al femminile dell’Università di Milano-Bicocca, guidato da Jessica Zampolli, assegnista di ricerca presso il laboratorio di Microbiologia diretto dalla professoressa Patrizia Di Gennaro del Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze.

Si tratta del quarto progetto lanciato quest’anno da Biunicrowd, il programma di finanza alternativa dell’Ateneo, promosso per consentire a studenti, ex studenti, docenti, ricercatori e dipendenti di realizzare progetti innovativi e idee imprenditoriali attraverso campagne di raccolta fondi su Produzioni dal Bassoprima piattaforma di crowdfunding e social innovation.

Il 65% dei composti plastici prodotti globalmente è rappresentato dalle plastiche a base di polietilene, sia per le ottime caratteristiche chimico-fisiche e meccaniche, sia per i bassi costi di produzione del materiale. Purtroppo, questi materiali plastici contaminano anche i rifiuti organici, nella fase della loro raccolta differenziata. Spesso, infatti, per errore i materiali non biodegradabili si ritrovano nei rifiuti dell’umido perché non vengono correttamente differenziati all’origine.

«Una soluzione per la riduzione di queste plastiche che contaminano i rifiuti organici urbani – spiega Jessica Zampolli – è la rottura e la trasformazione delle catene del polimero. Questo processo può avvenire grazie all’utilizzo di microrganismi in grado di biotrasformare e biodegradare, almeno parzialmente, il polietilene».

Micro-Val si articolerà in due fasi. Le prove in laboratorio serviranno a studiare le proprietà dei batteri mangia-plastica e a valutarne la loro efficacia per liberare la frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU) dalla componente di rifiuto indesiderato, costituita per lo più da polietilene (circa 5 per cento). Nella seconda fase, il team di ricerca verificherà la possibilità di applicare il trattamento biologico per uno scale-up in un impianto in collaborazione con un’azienda leader nel settore del recupero e il riciclo di rifiuti. 

Il progetto prevede anche lo sviluppo di un’applicazione per smartphone che fornirà consigli all’utente nello svolgimento della raccolta differenziata, permettendo a ogni cittadino di contribuire all’ambizioso obiettivo del team di ricerca.

Per maggiori informazioni e sostenere “Micro-Val”:

https://www.produzionidalbasso.com/project/micro-val-microrganismi-per-la-valorizzazione-di-rifiuti-della-plastica/

Milano, 21 aprile 2021

Ufficio Stampa Università di Milano-Bicocca

Milano – laboratorio U4 piazza della scienza

Nella foto il gruppo di studio composto da tutte donne operative presso l’università degli Studi di Milano-Bicocca:

  • Dott.ssa Jessica Zampolli – team leader del progetto, assegnista di ricerca presso il laboratorio di microbiologia della prof.ssa Patrizia Di Gennaro del Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze. Appassionata delle vastissime capacità dei microrganismi e impegnata da diversi anni nella ricerca e studio di batteri in grado di eliminare contaminanti nocivi per l’uomo.
  • Dott.ssa Alessandra De Giani – studentessa del corso di Dottorato in Tecnologie Convergenti per i Sistemi Biomolecolari (TeCSBi) presso il laboratorio di microbiologia della prof.ssa Patrizia Di Gennaro. Oltre alla passione per la ricerca in ambito biologico è appassionata di comunicazione attraverso i canali social, attraverso materiale fotografico e produzione di video per la divulgazione di informazioni scientifiche.
  • Prof.ssa Patrizia Di Gennaro – è la responsabile del laboratorio di ricerca di microbiologia presso il Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze e docente di Microbiologia Generale e Molecolare. Da anni si occupa di portare avanti la ricerca volta allo studio e alla caratterizzazione di microrganismi per le loro capacità di degradare sostanze contaminanti.
  • Prof.ssa Elena Collina – docente di Chimica Ambientale presso il Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra, si occupa di valorizzazione di rifiuti e scarti industriali. È referente per la tematica “Risorse e rifiuti” in BASE (Bicocca, Ambiente, Società, Economia), struttura che propone, pianifica e realizza il piano di sostenibilità dell’Ateneo.
  • Prof.ssa Marina Lasagni – docente di Chimica Ambientale presso il Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra, si occupa di metodi analitici per la caratterizzazione di rifiuti e scarti. Negli ultimi anni l’attività di ricerca si è focalizzata sulla determinazione di microplastiche in diverse matrici ambientali.

Un’azienda leader nella gestione e smaltimento di rifiuti organici e plastici per il recupero energetico e il riciclo di materia collabora al progetto Micro-Val. Permetterà la raccolta dei materiali plastici su cui effettuare le prove di laboratorio e permetterà la valutazione di uno scale-up a livello industriale.

Milano – laboratorio U4 piazza della scienza

LES PROPOSITIONS DU PRÉSIDENT JUNCKER : NOUVELLES AMBITIONS ET ANCIENNES DIFFICULTÉS.

Par son discours sur l’état de l’Union prononcé au Parlement européen le 13 septembre dernier, le Président de la Commission européenne a voulu reprendre l’initiative politique alors qu’une « fenêtre d’opportunités » s’est ouverte en vue de la relance du projet d’intégration européenne après les élections françaises et allemandes. Juncker a tenté de tirer parti d’une opportunité politique particulièrement propice à une telle relance, alimentée par une série d’événements favorables. Ainsi, bien qu’ayant mis en question l’attractivité du projet européen, le Brexit permettra d’éviter qu’après mars 2019, le Royaume-Uni mette son veto à la révision des traités européens et au nouveau cadre de financement de l’Union européenne après 2020. Les chefs d’État et de gouvernement ont adopté une déclaration de principe le 25 mars 2017, dans laquelle ils réaffirment leur intention de relancer le projet d’intégration européenne par l’adoption d’une série de mesures dans les domaines de la sécurité, de la politique sociale et des relations extérieures de l’Union, qui devraient permettre de regagner le soutien politique des citoyens européens à l’égard de l’Union européenne. La reprise économique se généralise dans tous les pays de l’Union et le chômage, tout en demeurant élevé, a atteint son niveau le plus bas depuis neuf ans. L’attitude « isolationniste » de la nouvelle administration américaine a convaincu une bonne partie des dirigeants politiques européens que l’Europe devra davantage compter sur elle-même pour assurer sa propre sécurité. Et, enfin, l’élection du président Macron et ses déclarations concernant la construction d’une nouvelle souveraineté européenne assurent à la Commission européenne le soutien politique d’un grand pays de l’Union qui, dans le passé, a certes été à l’origine du projet européen mais qui en a également freiné le développement en diverses occasions (échec de la Communauté européenne de défense en 1954, crise de la chaise vide et compromis de Luxembourg en 1965/66, rejet de la Constitution européenne en 2005). Tirant parti de cette dynamique, le président Juncker a avancé dans son discours une série de propositions à la fois politiques et institutionnelles, dans le cadre du débat sur l’avenir de l’Union européenne. Les propositions formulées par le président de la Commission peuvent toutes être réalisées dans le cadre des traités en vigueur (contrairement à celles suggérées successivement par le président Macron dans son discours à la Sorbonne). En effet, la Commission européenne, dont l’une des fonctions consiste à être la « gardienne » des traités, n’a jamais à ce jour utilisé le pouvoir de formuler des propositions de révision de ces derniers, que lui confèrent l’article 48 du traité de Lisbonne ainsi que de précédentes dispositions, sur un pied d’égalité avec les États membres. Le projet Pénélope de 2002, qui constitue l’initiative la plus ambitieuse élaborée par la Commission en cette matière, a ainsi été déclassé par le président Prodi en une simple « étude de faisabilité » à la suite des réactions négatives du président de la Convention européenne, Giscard d’Estaing, et des commissaires eux-mêmes, qui n’avaient pas été impliqués dans la rédaction du projet (1).

1) Les propositions institutionnelles.

Concernant les institutions européennes et le processus décisionnel de l’Union, le président Juncker a soumis la quasi-totalité des propositions qui peuvent être mises en œuvre sans modification des traités et, donc, sans ouvrir la « boîte de Pandore » de la révision des traités (« boîte de Pandore » qui a en revanche été ouverte par le président Macron dans son discours à la Sorbonne). En quelque sorte, Juncker a « raclé les fonds de tiroir » de tout ce qu’il est possible de faire à traités constants pour améliorer ou simplifier le fonctionnement du processus décisionnel européen. Toutefois, comme nous le verrons plus loin, les propositions de Juncker ne sont pas exemptes de difficultés politico-institutionnelles, décelées dès l’entrée en vigueur du traité de Lisbonne (et qui ont entravé à ce jour la mise en œuvre des mesures en question).

1.1.) Le recours aux clauses « passerelles » pour permettre l’adoption de décisions à la majorité dans les domaines actuellement soumis à la règle de l’unanimité.

Le traité de Lisbonne a prévu la possibilité que le Conseil européen décide à l’unanimité d’introduire la règle de la majorité qualifiée pour statuer sur des mesures politiquement sensibles qui requièrent actuellement le vote unanime des États membres (par exemple, dans les domaines de la politique extérieure et de la fiscalité). De la même manière, le Conseil européen peut décider à l’unanimité de permettre la participation égale du Parlement européen (à savoir, la codécision) dans les cas dans lesquels le Conseil statue actuellement avec l’avis non contraignant de cet organe. Juncker a cité le marché unique parmi les domaines dans lesquels les décisions devraient être prises à la majorité qualifiée et a évoqué en particulier une série de mesures fiscales (au nombre desquelles l’impôt des sociétés, la TVA et la taxe sur les transactions financières) pour lesquelles l’unanimité devrait être remplacée par la majorité qualifiée. Bien que la proposition de Juncker soit dictée par le bon sens, eu égard aux difficultés auxquelles se heurte l’harmonisation fiscale dans l’Union européenne, la probabilité que les États membres renoncent au droit de veto dans le domaine fiscal sont très faibles, voire inexistantes. D’une part, certains États membres tirent un avantage économique de taille de la règle de l’unanimité, étant donné que le droit de veto leur permet d’appliquer des régimes fiscaux plus favorables en faveur des multinationales qui investissent sur leur territoire (citons les cas les plus fragrants de l’Irlande et du Luxembourg, mais aussi l’Autriche et les Pays-Bas qui tirent profit de l’absence d’harmonisation fiscale). D’autre part, le traité de Lisbonne a prévu une garantie procédurale supplémentaire vu que le parlement national d’un seul État membre peut bloquer la décision du Conseil européen dans un délai de six mois. Ainsi, en son temps, le Parlement britannique avait interdit à son gouvernement l’utilisation de cette clause du traité. Après le Brexit, il est prévisible que les parlements des pays susmentionnés adopteront des initiatives analogues (rappelons que l’Irlande a subordonné la ratification du traité de Lisbonne à l’obtention de garanties relatives au maintien de son régime fiscal). Par conséquent, la proposition du président Juncker d’utiliser les clauses passerelles dans le domaine de la fiscalité risque de ne pas emporter l’adhésion unanime du Conseil européen ou d’être bloquée par le veto préventif d’un parlement national.

1.2.) La fusion des présidences de la Commission et du Conseil européen.

Juncker a souhaité que l’Union européenne se dote d’un président unique, exerçant les fonctions actuellement distinctes de président de la Commission et de président du Conseil européen. L’idée n’est pas nouvelle étant donné qu’elle a été avancée pour la première fois par le député français Pierre Lequiller lors de la Convention européenne présidée par Giscard d’Estaing. À l’époque, la suggestion n’avait guère eu d’écho, notamment parce que de nombreux « conventionnels » des pays plus petits s’opposaient à l’institution d’une présidence stable pour le Conseil européen. Toutefois, ni le traité constitutionnel ni le traité de Lisbonne n’ont exclu la possibilité d’une fusion des deux fonctions, en ne prévoyant aucune incompatibilité dans leurs textes. La proposition a été ultérieurement relancée par Michel Barnier dans un discours de 2011, sans cependant recueillir davantage de soutien. A première vue, cette nouvelle proposition de Juncker semble elle aussi empreinte de bon sens, car elle simplifierait la structure institutionnelle de l’Union et, surtout, aux yeux des citoyens, les plus hautes fonctions de l’Union européenne seraient incarnées par une seule et même personne. En outre, la célèbre question de Kissinger (« L’Europe, quel numéro de téléphone ? ») trouverait enfin une réponse. Néanmoins, la proposition se heurte à des difficultés politico-institutionnelles découlant des fonctions différentes assumées par les deux présidents et, surtout, des dispositions des traités en vigueur :

a) Le président de la Commission européenne dirige une institution qui a pour tache de promouvoir l’intérêt général de l’Union (art. 17 TUE), alors que le président du Conseil européen œuvre pour faciliter la cohésion et le consensus au sein du Conseil européen (art. 15, par. 6, TUE). En d’autres termes, institutionnellement, le président de la Commission a un rôle d’initiative législative et de contrôle de l’application des traités et des mesures adoptées par les institutions. Quant au président du Conseil européen, il se pose en médiateur entre les positions divergentes des chefs d’État et de gouvernement et vise un consensus unanime. Il est manifeste que le rôle de la Commission européenne a évolué au fil des années et que son président est dès lors plus enclin à rechercher le consensus au sein du Conseil européen qu’à défendre bec et ongles les propositions de son institution (2). Toutefois, la fusion des deux fonctions risquerait indubitablement de renforcer cette tendance, plutôt que de l’atténuer.

b) Le président de la Commission européenne est élu pour cinq ans par le Parlement européen sur la base d’une proposition du Conseil européen, qui tient compte des résultats des élections européennes. Le Parlement européen a le droit de censurer l’action de la Commission et d’entraîner ainsi sa démission. Dans ce cas, le président de la Commission devrait lui aussi démissionner en cas de vote d’une motion de défiance. Pour sa part, le président du Conseil européen est directement élu par les chefs d’État et de gouvernement pour un mandat de deux ans et demi, renouvelable, sans aucune implication du Parlement européen. On imagine difficilement que les chefs d’État et de gouvernement acceptent qu’une éventuelle motion de censure de la Commission européenne par le Parlement européen puisse entraîner la démission du président du Conseil européen. Dans le cas contraire du maintien du président du Conseil européen dans ses fonctions, le dualisme qui existe actuellement serait rétabli de facto.

Par conséquent, même si elle est réalisable à traités constants, l’idée de fusionner les fonctions de président de la Commission et de président du Conseil européen risque de se heurter aux obstacles politiques et institutionnels décrits ci-dessus. Il conviendrait dès lors de modifier les traités afin d’éliminer les contradictions présentes dans les dispositions actuelles. A cela, s’ajoute encore le fait que la fusion des deux présidences est susceptible de renforcer l’aspect intergouvernemental de la désignation et de la fonction du président du Conseil européen, au détriment de la méthode communautaire basée sur le droit d’initiative de la Commission européenne, le vote à la majorité et la mission de contrôle politique du Parlement européen, que Juncker voudrait précisément renforcer par ses propositions. L’expérience tirée de l’élaboration conjointe de documents par les quatre ou cinq présidents des institutions européennes en vue de la consolidation de l’Union économique et monétaire (dont les feuilles de route ont été écartées par le Conseil européen) ne contredit pas, mais renforce plutôt cette conclusion.

1.3.) L’institution d’un ministre européen de l’économie et des finances, qui devrait être le commissaire européen en charge de l’économie et des finances et le président de l’Eurogroupe.

La proposition d’instituer la fonction de ministre européen de l’économie, gérant une ligne budgétaire pour la zone euro, contrôlant l’application correcte des dispositions relatives à l’UEM, présidant l’Eurogroupe, étant l’interlocuteur privilégié de la Banque centrale européenne et répondant de son action devant le Parlement européen (éventuellement composé uniquement des députés de la zone euro) est également une proposition dictée par le bon sens, qui renforcerait à la fois l’efficacité et le caractère démocratique des institutions européennes. Toutefois, l’idée de confier cette fonction au commissaire en charge des affaires économiques (actuellement, le français Moscovici) pose des problèmes analogues de nature institutionnelle et de possibles conflits d’intérêts :

a) le président de l’Eurogroupe est lui aussi désigné par les États membres sans intervention du Parlement européen, tandis que, bien qu’étant initialement désigné par les États membres, le commissaire en charge des affaires économiques reçoit l’approbation du Parlement européen et est responsable devant ce dernier à l’instar de tous les membres de la Commission européenne ;

b) en tant que membre de la Commission européenne, le commissaire chargé des affaires économiques exerce un droit d’initiative législative à l’égard de l’Eurogroupe. Exercer simultanément le droit de proposition propre à la Commission européenne et la fonction de médiation propre au président de l’Eurogroupe pourrait occasionner un conflit d’intérêts entre les deux fonctions (étant donné que le président de l’Eurogroupe doit, institutionnellement, rechercher un compromis afin de faciliter la conclusion d’un accord sur une proposition de la Commission européenne). En outre, la fonction de supervision de l’application des dispositions du traité, propre à la Commission européenne, pourrait être influencée par sa désignation par les États membres, que le Commissaire aux affaires économiques serait contraint de sanctionner en cas de violation des dispositions européennes.

La comparaison faite traditionnellement avec la double casquette du haut représentant pour la politique étrangère (Federica Mogherini), qui est à la fois vice-président de la Commission européenne et président du conseil « Affaires étrangères » n’est pas pertinente. En effet, d’une part, la Commission européenne ne possède pas le pouvoir d’initiative législative dans le domaine de la politique étrangère et le Conseil « Affaires étrangères » délibère à l’unanimité dans la très grande majorité des cas, raisons pour lesquelles d’éventuels conflits d’intérêts entre les deux fonctions sont exclus. D’autre part, le Conseil « Affaires étrangères » prend habituellement des décisions de nature exécutive, et non législative, comme l’envoi de missions de paix ou d’observation des élections sensibles, la définition de stratégies politiques à l’égard d’un pays tiers ou l’imposition de sanctions à des pays qui ne respectent pas les droits de l’homme. Dans de tels cas, le haut représentant pour la politique étrangère exerce des fonctions de nature exécutive, tant en sa qualité de vice-président de la Commission qu’en celle de président d’une formation du Conseil.

Par conséquent, tandis que la fonction de haut représentant pour la politique étrangère ne comporte pas de conflits d’intérêts potentiels avec celle de vice-président de la Commission européenne, il pourrait en aller autrement dans les relations entre la fonction de président de l’Eurogroupe et celle de Commissaire en charge des affaires économiques et financières.

1.4.) Le renforcement de la zone euro et la création d’une ligne budgétaire

Le président Juncker est essentiellement préoccupé par l’unité des 27 pays au sein de l’Union européenne et n’est pas favorable au « dédoublement » de l’Union en deux cercles concentriques. Il n’exclut pas que des initiatives soient mises en œuvre par des groupes plus restreints de pays, mais il ne propose pas un renforcement institutionnel de la zone euro (voir le troisième scénario du Livre blanc de la Commission sur l’avenir de l’Europe). Par conséquent, Juncker n’a pas proposé la création d’un budget autonome pour la zone euro financé par des impôts européens, comme le suggérait le président Macron, mais uniquement d’une ligne budgétaire dédiée à la zone euro dans le cadre du budget de l’Union européenne. Conformément à son intention d’agir à traités constants, Juncker propose en réalité la création d’un instrument financier de stabilisation macroéconomique dans le cadre du budget de l’Union européenne, qui puisse être utilisé en faveur des pays disposant de la monnaie unique (alors que la création d’un budget autonome pour la zone euro financé par des impôts européens nécessiterait la modification des traités).

1.5.) La démocratisation de l’Union européenne.

Fidèle à son approche générale consistant à agir dans le cadre des traités existants, Juncker se déclare favorable à la poursuite de l’expérience des « Spitzenkandidaten » lors des prochaines élections européennes et manifeste, en son propre nom et avec prudence, son soutien à la proposition plus déterminée du président Macron et d’autres dirigeants européens de créer des listes transnationales pour les élections de 2019. Dans son discours, Juncker exprime son appui à l’organisation de conventions démocratiques de citoyens européens, comme proposé par le président Macron, afin de poursuivre le débat sur l’avenir de l’Europe en 2018. Les autres propositions de Juncker pour la démocratisation de l’Union portent sur l’utilisation des clauses passerelles pour accroître le vote à la majorité et sur la fusion des fonctions de président de la Commission et de président du Conseil européen, dont nous avons déjà souligné la difficulté.

2) Les propositions politiques.

Dans son discours sur l’état de l’Union et dans sa lettre d’intention adressée au président du Parlement européen et au président du Conseil, Juncker énumère une série de propositions significatives que la Commission européenne s’engage à présenter en partie dans le courant de l’actuelle législature (18 prochains mois) et en partie à l’horizon 2025 (même si Juncker ne peut engager la prochaine Commission européenne qui sera renouvelée en 2019). Juncker a recours à la méthode traditionnellement utilisée par la Commission européenne dans le cadre de l’élaboration de ses programmes de travail (à savoir la « feuille de route » qui expose la teneur essentielle des diverses propositions et leurs dates de présentation). Une analyse rédigée par la task force de la Commission européenne souligne, et ce n’est pas un hasard, que 80% des propositions formulées le 27 septembre par le président Macron coïncident avec les propositions avancées par Juncker dans le programme de travail de la Commission européenne.

Un examen détaillé des propositions annoncées par Juncker dans son discours et dans sa lettre d’intention adressée aux présidents des deux institutions européennes n’a pas sa place dans cet article. Il convient toutefois de mettre en évidence la volonté du président Juncker d’avoir recours au droit d’initiative de la Commission européenne pour renforcer la croissance économique et les investissements (en particulier par un train de mesures dans le domaine du marché unique numérique), réaliser une Union européenne de l’énergie par des propositions ambitieuses en matière de changements climatiques, élaborer une nouvelle stratégie pour la politique industrielle de l’Union européenne (malgré l’insuffisance des compétences prévues par le traité) et consolider le marché intérieur. En particulier, il importe de mettre en exergue l’intention du président Juncker de présenter un train de mesures intitulé « justice fiscale » pour la création d’un espace TVA unique et une proposition autorisant l’imposition des bénéfices générés par les multinationales grâce à l’économie numérique. Vu les critiques dont le président Juncker a fait l’objet pour avoir permis dans le passé les pratiques permissives du Luxembourg en matière de régime fiscal applicable aux multinationales, il s’agit d’un juste retour des choses. Dans le domaine de la politique sociale, Juncker se borne à proposer la proclamation par les institutions européennes du socle européen des droits sociaux, ainsi que la création d’une autorité européenne du travail afin de renforcer la coopération entre les autorités nationales et d’autres initiatives en faveur d’une mobilité équitable, telles que le numéro de sécurité sociale européen. Sans minimiser la portée symbolique d’une nouvelle charte européenne des droits sociaux, on ne peut que difficilement affirmer que cette initiative concrétise l’objectif d’une Europe plus sociale, comme annoncé dans la Déclaration de Rome du 25 mars 2017. D’autres mesures à caractère législatif, et, partant, contraignantes pour les États membres seraient nécessaires sur le plan social pour regagner le soutien des citoyens à l’égard du projet européen. Citons notamment l’institution d’un revenu minimum européen et/ou la création d’une allocation européenne de chômage, mesures déjà proposées par certains pays de l’Union et par le Parlement européen. Il ne fait aucun doute que l’insuffisance de l’actuel budget européen et le manque de nouvelles ressources propres sont des obstacles majeurs à la mise en œuvre de telles mesures, qui pourraient néanmoins être financées provisoirement par des contributions financières des États membres, à condition que ceux-ci soient exemptés de l’obligation de respecter le critère des 3% du déficit annuel de leur budget national. Les propositions de Juncker dans le domaine du renforcement de l’Union économique et monétaire sont davantage significatives. Elles prévoient la transformation de l’actuel Mécanisme européen de stabilité (MES) en un véritable Fonds monétaire européen géré par le futur ministre européen des Finances, ainsi que la création d’une ligne budgétaire consacrée à la zone euro prévoyant une aide financière aux réformes structurelles nationales, ayant une fonction de stabilisation macroéconomique de la zone euro et facilitant la convergence économique des pays qui ne disposent pas encore de la monnaie unique. Toutefois, dans la mesure où les propositions de Juncker se basent sur les traités actuels, la création de tels instruments financiers sera confrontée au caractère limité de l’actuel budget européen et ne saurait représenter l’embryon d’un futur budget « fédéral » européen, requérant, a fortiori, l’institution préventive de nouvelles ressources propres. Les propositions de Juncker relatives à la politique migratoire et à un espace de justice et de droits fondamentaux basé sur la confiance mutuelle méritent également une mention particulière. Citons notamment dans ce cadre le train de mesures en matière de lutte contre le terrorisme qui devrait renforcer la sécurité des citoyens européens et contribuer à une meilleure perception par ceux-ci de la valeur ajoutée du projet européen. Soulignons également l’initiative législative programmée pour l’automne 2018 visant à améliorer le respect de l’État de droit dans l’Union européenne. Sur ce plan, les institutions européennes avaient perdu une partie de leur crédibilité en renonçant jusqu’à présent à lancer la procédure prévue par l’art. 7 du traité à l’encontre de la Hongrie et de la Pologne afin de constater l’existence d’une violation grave et persistante par ces États membres des valeurs de démocratie et d’état de droit. Il est certain que la nécessité d’obtenir l’unanimité au Conseil européen pour constater l’existence d’une telle violation limite fortement le caractère dissuasif de l’article 7 du traité, mais l’incapacité d’intervenir pour défendre les droits fondamentaux dans l’Union européenne a fortement miné la crédibilité de l’Union dans sa dénonciation des violations du même genre commises par des pays tiers. Par conséquent, l’initiative annoncée par le président Juncker est positive.

3) Conclusions.

Cette brève analyse des propositions formulées par le président Juncker dans son discours permet de conclure que ses propositions institutionnelles n’ont que peu de probabilités de voir le jour en raison des obstacles politico-institutionnels difficilement surmontables sans une révision des traités (suppression des clauses restrictives et des incompatibilités entre les dispositions en vigueur). La seule exception concerne la création d’une ligne budgétaire pour la zone euro dans le cadre de l’actuel budget de l’Union européenne. Cette proposition réitère en réalité sous une autre forme la suggestion de création d’un instrument financier à l’intention des pays de la zone euro, préconisée dans le « Blueprint » de la Commission européenne de novembre 2012. Il en va par contre autrement pour les propositions portant sur la teneur des politiques, dont l’adoption pourrait constituer un élément significatif de la relance du projet européen (même si l’institution d’un instrument contraignant dans le domaine de la politique sociale continue à faire défaut, alors qu’il permettrait aux citoyens européens de percevoir la valeur ajoutée de l’Union européenne dans la lutte contre le chômage et l’exclusion sociale). Le discours du président de la Commission européenne n’est donc pas « le baroud d’honneur d’un fédéraliste obstiné » (3), mais plutôt une tentative visant à rendre à la Commission européenne le rôle « monnetien » d’initiative législative et d’interprète privilégié de l’intérêt européen. Toutefois, les propositions les plus marquantes de Juncker ont été reléguées au second plan par les propositions encore plus ambitieuses formulées par le président Macron dans son discours à la Sorbonne du 27 septembre. Le président Macron ne s’étant pas borné aux interventions pouvant être réalisées à traités constants, mais s’étant projeté dans la perspective des deux prochaines élections européennes et, partant, à l’horizon 2025, ses recommandations sont plus ambitieuses que celles de Juncker, aussi bien sur le plan institutionnel que politique, étant donné qu’elles visent à créer une souveraineté européenne et à modifier les structures institutionnelles actuelles (budget distinct pour la zone euro, réduction du nombre de commissaires, élection de la moitié du Parlement européen sur des listes transnationales, création d’une force d’intervention et d’un budget commun pour la défense, création d’une véritable corps de police commun aux frontières externes de l’Union). Ce n’est pas un hasard si le président Juncker a transmis aux chefs d’État et de gouvernement un document rédigé par sa task force pour la stratégie politique, dans lequel il souligne l’importante convergence des propositions des deux dirigeants (80% des propositions de Macron auraient déjà été proposées ou seraient incluses dans le programme de travail de la Commission présenté par Juncker) et précise que les propositions les plus ambitieuses du président Macron requièrent une modification des traités et, donc, des délais d’exécution plus longs. Quoi qu’il en soit, ainsi que nous l’avons indiqué, les propositions institutionnelles du président Juncker nécessitent en réalité elles aussi des modifications des traités destinées à supprimer les clauses de sauvegarde et les incompatibilités présentes dans les dispositions du traité de Lisbonne.

Notes de bas de page :

  1. En réalité, même si la Commission européenne n’a jamais avancé de propositions formelles de modification des traités, le président Delors et son équipe de négociateurs ont obtenu des modifications significatives des traités en vigueur aussi bien lors de la conférence intergouvernementale ayant débouché sur l’Acte unique (extension des compétences communautaires, augmentation du nombre des dispositions soumises au vote à la majorité, accroissement des pouvoirs du Parlement européen, introduction de l’intégration différenciée sur le marché unique (art. 100, par 4, TCE) que durant celle de Maastricht consacrée à l’Union économique et monétaire.
  2. Il serait difficilement envisageable que la Commission européenne retire aujourd’hui sa proposition relative au programme Erasmus, comme le fit la Commission Delors en 1986, parce que le Conseil avait demandé une réduction de plus de 50% du budget du programme. De la même manière, la Commission pourrait difficilement obtenir aujourd’hui l’adoption du projet Galileo qui, au moment de sa présentation, s’était heurté à l’opposition de plusieurs Etats membres (Allemagne, Royaume-Uni, Pays-Bas et Danemark) représentant une minorité de blocage.
  3. Voir l’article de Riccardo Perissich « UE: l’ultimo urrà del Presidente Juncker » du 23/09/2017 (http://affarinternazionali.it/2017/09/ue-urra-pe-juncker/).

Paolo Ponzano – Professeur de gouvernance européenne et d’histoire de l’intégration européenne au Collège européen de Parme.

Vers une technologie Solaire Thermodynamique (CSP) plus propre et moins couteuse

solare_termodinamico_sali_fusiSolaire thermodynamique; une technologie du futur, ou déjà une réalité?
Nisrine Kebir, membre du comité scientifique du CETRI a visité l’usine d’Archimede Solar Energy à Massa Martana (Perouse – Italie), et voici sa réflexion sur cette technologie interesseante.

Le développement des sources des énergies propres au service de la préservation de l’environnement ne cesse de s’accélérer avec le changement climatique qui devrait s’accentuer dans les prochaines années. Néanmoins, la gestion et la valorisation des systèmes de production de ces énergies en fin de vie deviennent un souci majeur. Toujours est-il que plusieurs études se font sur les modes de décomposition et de recyclage des panneaux photovoltaïques ou de l’éolienne, mais qu’on est-il de la technologie solaire thermodynamique (CSP)?

Bien que l’installation soit simplement recyclable après démantèlement, l’élimination écologique des huiles synthétiques ou minérales faisant partie du processus de production représente une préoccupation environnementale de taille, en raison de leur caractère extrêmement polluant vis-à-vis du sol et de l’eau. C’est delà que la société Archimede Solar Energy (ASE) née en 2007 a fait un pas en avant vers la recherche de solutions réduisant l’impact de la technologie sur l’environnement.

Cette dernière a développé conjointement avec le centre de recherche italien ENEA un brevet pour un cycle combiné qui utilise exclusivement les sels fondus comme fluide caloporteur, ce qui a rendu l’utilisation de ces huiles dispensable, pour cette technologie.

Angelantoni
Gianluigi e Federica Angelantoni

D’ailleurs, le nom de la société s’inspire du génie Archimédien ayant historiquement utilisé des miroirs ardents pour défendre la ville de Syracuse en Sicile, contre les romains en 213 avant J.C, il y a plus que 2000 ans.

D’autant plus que le cœur biodégradable de ce système moderne à sels fondus est économique et disponible en grande quantités étant un simple mixte de nitrate de sodium et de potassium. En plus, il est à très faible risque d’inflammation et d’incident d’exploitation, sans oublier le fait que l’huile synthétique doit être changée régulièrement soit un pourcentage approximatif de 2% à 3% de l’ensemble du volume de la centrale annuellement, ce qui amplifie davantage le risque. En ce qui concerne le processus thermodynamique, le maintient de la température du fluide caloporteur au niveau opérationnel désiré est assuré grâce à la tubo_ricevitore-solare-angelantonistructure et la conception ingénieuse des tubes des récepteurs solaires développés par ASE sous licence ENEA, et qui garantissent des performances optique, thermique et de stabilité spéciales. Ces récepteurs solaires sont caractérisés principalement par une technologie qui rassemble des matériaux hétérogènes à savoir:

?? Le verre borosilicate doté d’un revêtement antireflet déposé sur les surfaces interne et externe. Un traitement hydrophobe de la surface externe est en mesure d’incrémenter la résistance du revêtement antireflet aux agents atmosphériques et de compléter la technologie de l’enveloppe protectrice.

? ?L’acier inoxydable austérique sélectionné pour optimiser la résistance à la corrosion.

? Le CERMET pour aider à maximiser l’absorption de l’irradiation solaire et minimiser son émission garantissant ainsi un facteur de conversion d’énergie solaire en énergie thermique élevé.

?? Un revêtement nano composite composé d’une couche supérieure en matière céramique avec un haut pouvoir antireflet aux radiations visibles et d’une couche inférieure en matière métallique permettant de réfléchir les radiations infrarouges.

En résumé, on peut dire qu’une telle technologie a permis de simplifier la configuration de l’installation conventionnelle en éliminant l’échangeur de chaleur du système thermique d’accumulation vu que le fluide qui circule dans le champ solaire du système est identique. Elle a permis aussi de réduire le volume des réservoirs de stockage de deux tiers grâce aux températures atteintes qui s’élèvent à 580 C° au lieu de 400 C°, ce qui se traduit par des baisses de coût avoisinant les 30%.archgimede solar

Cette technologie, en fait, a déjà été testée en 2010 sur un système de 5MWp installé par ENEL a Priolo, symboliquement prés de la ville de Syracuse, et en 2013 sur un DEMO-Plant de recherche d’une puissance de 2MW installé localement au niveau d’une plateforme de la société Archimede Solar dans la ville italienne de Massa Martana. Actuellement, une centrale thermodynamique «CSP» à sels fondus est en cours de construction en Chine d’une puissance de 450 MW, prévue d’être opérationnelle en 2017.

sede_archimede (1)

 

Jeremy Rifkin était à Bruxelles avec la Commission Juncker

Jeremy Rifkin était à Bruxelles pour tenir une série de discussions avec la Commission Juncker (nouvellement créée) et les nouveaux dirigeants du Parlement européen.
A cette occasion, était une réunion avec la radio
TV Oorobarl, et d’expliquer les principes de la nouvelle économie de partage, qui est le sujet de son nouveau livre, Economie coût marginal de zéro
Au-delà de la capitale, vers une économie partagée
06’18 « 11/11/2014
Le retour du Prophète économie / 1
« Le rêve européen / 2
Jeremy Rifkin est maintenant vantant une nouvelle révolution | 3
Avec l’économie numérique sera de réduire les coûts et la croissance sera plus de vitesse / 4
Nous avons rencontré un économiste au Parlement européen / 5
Jeremy Rifkin est retourné en Europe une nouvelle prophétie 6 /
Mais cette fois, on peut dire que votre vision du monde a déjà commencé à mettre en œuvre / 7
Et maintenant, vous voulez sortir de l’avant / 8
Le coût marginal de la Communauté, zéro, est le centre de Nboitkm. Mma signifie / 9
Il est le titre de mon nouveau livre, et ne doit pas être effrayant / 10
Il est facile de comprendre le sens du coût marginal de la communauté, zéro / 11
Actuellement, trois milliards de personnes connectées à Internet dévoile / 12
« Produits de consommation | 13
Et pas le vendeur, pas l’acheteur, pas le propriétaire, et ne tiennent pas compte, mais produit de consommation / 14
Personnes produites et ont partagé leur propre musique / 15
Sur l’Internet à un coût proche de zéro, et que l’industrie de la musique Ptjaozhm / 16
Partager leurs nouvelles et des médias / 17
 »
Après de nombreux ouvrages, dont « La fin du travail», «économie de l’hydrogène
Et
 »
Et à un certain moment, chacun d’eux devient
 »
Le coût marginal est proche de zéro, et que Ptjaozhm pour les journaux / 18
Les gens produisent des vidéos sur YouTube, contournant ainsi la TV / 19
Dynamics sont les mêmes. Nous parlons maintenant avec plusieurs dirigeants européens / 20
… Ici, au Parlement européen réuni le régime du président Schulz, le nouveau comité / 21
Pourquoi demandez-vous des dirigeants européens pour assurer accélérer ces processus / 22
Je suis d’accord avec l’austérité, et avec les réformes du marché du travail et de l’impôt / 23 marché
Mais si nous nous sommes arrêtés Anz cette limite, il ne sera pas suffisant / 24
Nous assistons à la baisse de la seconde révolution industrielle / 25
Chaque révolution économique apporte avec elle de nouvelles technologies dans les domaines des télécommunications / 26 champ
Nouvelles sources d’énergie, et un nouveau moyen de transport / 27
Nous sommes toujours liés à un réseau central connectivité / 28
Sources d’énergie anciennes tels que le carburant, Almstanat, et l’énergie nucléaire / 29
Et les moyens de transport, comprenant le vieux combustion interne / 30 moteurs
Nous ne pouvons plus produire de coordination avec ces moyens, et l’économie est plus progressant / 31
Les jeunes ne trouvent pas de nouveaux emplois dans ce Aldharov / 32
Ye voir le réseau de communications clé Anternit Kaanasra / 33
En Allemagne, comme vous le savez, je l’ai informé la chancelière allemande Depuis son arrivée / 34
L’Allemagne a maintenant 27% de l’énergie verte Almtaatjaddedh, soleil et le vent / 35
Et commencé à mettre en place Anternit énergie / 36
Je BDAO dans le développement du réseau électrique et de développer le réseau d’énergie et Anternit numérique intelligent / 37
Donc, il peut être pour des millions de personnes de produire leur propre énergie verte, les coopératives de personnel / 38 pour l’électricité
Et il a été envoyé au réseau électrique et à l’Internet révèle numérique / 39
Heck et Del énergie électrique à travers l’Allemagne et l’Europe / 40
Comment pouvons-nous assurer une concurrence / 41
Moyens chacun connecté à l’Internet révèle / 42
Human tout combiné dans environ 10 ans
Vous pouvez utiliser toutes ces grandes données provenant de ces trois / 43 réseaux
Et chacun d’entre nous peut être un produit de consommation / 44
Et la production et l’échange de produits et de nos services / 45
Que faible coût marginal sur le marché / 46
Ou coût marginal proche de zéro dans cette mutuelle émergents / 47 économie
Diffusez nos voitures, la participation de nos appartements, nos maisons, nos vêtements et nos outils / 48
Cela se fait déjà à la jeunesse de cette génération / 49
Mais ici nous avons des questions très importantes ici / 50 Adresse
Nous devons nous assurer que ceux-ci émergent Internet des choses / 51
Aurons-nous tous l’utilisation, les connexions sont neutres / 52 réseau
Et il est pas approprié par le nombre limité d’entreprises et d’usines / 53
Nous nous assurons données personnelles / 54 la sécurité
Doit être, toutes les créations et contenu, garantis. Ntkhadd et nous ont à se méfier du terrorisme-mail / 55
… Je l’ai écrit que ce serait la fin du capitalisme / 56
Je ne dis pas qu’il ne le fait pas
«Je dis que le capitalisme va voir un changement / 57
Parce que le système capitaliste est en train de donner naissance à un nouveau bébé / 58
« Partage de l’économie dans les zones communes / 59
Cela signifie la création d’un parent / 60
Jusqu’à présent sur le capital les entreprises doivent s’adapter à cette nouvelle commande de naissance / 61
Ce Bngdath, lui permettant de respirer, le laisser grandir. Et au cours des 25 prochaines années / 62
Nous allons avoir économistes Ndamin prospérer et l’un de l’autre côté / 63
Parent, le capitalisme et le nouveau contrôle des naissances, qui désormais mûri / 64
Nous constatons déjà, notre jeunesse / 65
Passer une partie de leur vie dans le marché de l’immobilier, dans l’économie d’échange et d’autres produisent et l’échange / 66
Non seulement les vidéos et les nouvelles de leur propre, mais aussi leur propre / 67 énergies renouvelables
Autopartage leurs produits imprimés système à triple dimensions, le partage dans leur voiture par / 68
« Coût marginal Société de zéro
Dans mon livre
Ce soi-disant né
 »
Partager leurs maisons et de leurs maisons par / 69
Donc, il est déjà économique avec le nouveau double Enbat / 70 génération numérique
« Il ya dix ans, je écrit un livre« Le rêve européen / 71
«Je suis ma possession ce livre / 72
Était attendu à surperformer l’Europe, les États-Unis d’Amérique a salué Nmodj / 73 croissance économique
Dix ans plus tard, nous sommes ici en face de cette crise économique / 74
Nous essayons très difficile de sortir de cette crise / 75
Celui qui a demandé, où se trouve Kte / 76
Je vais vous dire où vous se trouve déjà / 77 Kte
Je ai un problème dans les derniers stades de la seconde révolution industrielle / 78
Saluant les prix du carburant et du carburant a continué d’augmenter / 79
Dans le même temps, nous utilisons Alticnologia / 80
Comme la combustion interne et centrale moteurs Electricité / 81
Ils ont perdu leur productivité / 82
Ce que nous voyons maintenant est la somme de l’infrastructure de la révolution industrielle / 83
Comme les technologies et énergies / 84
Télécommunications, l’énergie et le transport savaient prospère / 85
Par conséquent, nous nous trouvons, nous tous dans une position inconfortable très / 86
Il est considéré comme un point de transit entre les deux révolutions industrialisés / 87
Bien que l’Europe mène maintenant la troisième révolution industrielle / 88
Anternit réseau de communication, qui se réunit les énergies renouvelables Pantrnett / 89
Et de stock Blogisticah transports / 90-connexes
L’Union européenne se dirige maintenant à la substance Internet / 100
Voilà le rêve Aruba pour la deuxième phase de son voyage / 101
«Je l’ai écrit
L’Union européenne veut parler de nouveaux investissements et des infrastructures / 102
Et sur la façon d’intégrer un marché unique / 103
Thalta et comment nous pouvons numériser Europe / 104
Nous avons regroupé. Maintenant, chacun d’eux avec une certaine / 105
Et voici ce que fait Christdt demain matin
. Avec la nouvelle commission, il y aura une nouvelle ère / 106
.jeremy Rifkin, je vous remercie beaucoup / 107
Soyez le bienvenu. Merci

Jeremy Rifkin à Paris pour l’économie collaborative ce 4 juin 2015

4 Juin 2015 à Paris – Économie collaborative : l’entreprise se réinvente ici, lors d’une journée thématique World Forum for a Responsible Economy. A ne pas manquer, les témoignages de 10 experts internationaux, dont Jeremy Rifkin.

La Troisième Révolution Industrielle en marche: revue de presse du Master Plan pour la Région Nord-Pas de Calais

 
Un mois aprés le World Forum de Lille et de la révélation du Master Plan confié à Jeremy Rifkin par la Chambre de commerce et d’industrie de la région Nord de France et le Conseil régional du Nord-Pas de Calais, découvrez la revue de presse des initiatives au coeur de la Troisième Révolution Industrielle

Jeremy Rifkin présente le Master Plan de la Troisième Révolution Industrielle pour la Region du Nord Pas de Calais

 
Le 25 octobre Jeremy Rifkin a presentè le Master Plan de Troisième Révolution Industrielle à conclusion du World Forum de Lille.
 
5000 persons venues à Lille de toute la France ont assistè à son discurs final et tributè à l'economiste americain un applause chaud et prolongè à la conclusion de son discours.

Le Caporalato sur Cash Investigation de France 2: esclavage moderne en Italie

 
Pour les consommateurs, la baisse du montant de leur Caddie serait mieux, forcément mieux. Mais le bonheur des uns ne ferait-il pas le malheur des autres? Cette pression sur les prix a-t-elle un coût pour la main-d'oeuvre qui récolte, ramasse ou pêche les aliments?

Le Nord-Pas-de-Calais prépare sa révolution industrielle

 
Jeremy Rifkin va aider la région Nord-Pas-de-Calais à préparer sa révolution industrielle. Un chantier sans précédent, une première en France.

La Troisieme Revolution Industrielle est en marche dans la Region Nord/Pas de Calais

 
La Chambre de commerce et d’industrie de région Nord de France et le Conseil régional Nord-Pas de Calais ont confié à Jeremy Rifkin l’élaboration d’une feuille de route (Masterplan) engageant la région vers la transition énergétique.
 

 

Angelo Consoli, président du CETRI-TIRES, Cercle Europeenne pour la Troisieme Revolution Industrielle, fait partie des groupes de travail pour la preparation du Masterplan.

STOP VIVISECTION: un million de signatures pour mettre fin à l’expérimentation animale

 
Chers amis,
 
La directive européenne 2010/63 "relative à la protection des animaux utilisés à des fins scientifiques", a ignoré les voix qui se sont élevées contre l’expérimentation animale

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