Tuesday, May 11, 2021

Verso la nuova società ad impatto zero sull’ambiente: discussione su un cambiamento già in atto con il nostro Coordinatore generale Antonio Rancati e gli amici di 3Bee

Continuano gli appuntamenti del venerdì con gli ospiti della Call for Impactability, che giudicheranno poi in fase finale i vincitori del montepremi complessivo di 6.500 euro.

Pubblichiamo con grande piacere il post di 3Bee con il nostro Coordinatore generale Antonio Rancati, componente del comitato scientifico dal 2010, e Niccolò Calandri, Founder & CEO di 3Bee, in diretta LIVE iscrivendovi subito al link: https://www.youtube.com/watch?v=NUZVUa4YXcI

Venerdì, 14 maggio alle 17:30, accogliamo sui nostri canali Antonio Rancati, coordinatore generale della didattica e della formazione del centro studi europeo per la Terza Rivoluzione Industriale

Antonio ci racconterà del suo percorso sostenibile e ci svelerà alcuni aneddoti per ridurre gli sprechi e vivere una vita a impatto zero.

Vi consigliamo di non perdervi l’evento iscrivendovi subito al link: https://www.youtube.com/watch?v=NUZVUa4YXcI

Scopri di più sulla nostra Call for Impactability: ??https://www.3bee.it/impactcall/

Conferenza di YES-Italy sul Green New Deal con il nostro Coordinatore generale Antonio Rancati in diretta LIVE domenica 16 maggio alle ore 17,00

YES è un’associazione europea di studenti e giovani professionisti interessati al mondo dell’energia, che conta più di 750 membri in tutta Europa.

L’obiettivo di YES è formare i leader energetici di domani, attraverso incontri online o in presenza. Il team italiano (YES-Italy) ha organizzato una serie di webinar a tema “energia e sostenibilità” che si tengono durante il mese di maggio. Una delle conferenze approfondirà il tema economico, grazie alla presentazione di Antonio Rancati, membro del comitato scientifico del CETRI-TIRES dal 2010.

Link per iscriversi alla conferenza: https://linktr.ee/yes.italy

Presentazione conferenza di domenica 16 maggio alle ore 17,00
?“Green Deal europeo: per una reale transizione energetica”?
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Green Deal europeo, la sua composizione, quali nazioni sono state le promotrici e quali parti hanno avanzato delle opposizioni.
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Durante l’incontro cercheremo di capire quali sono le nazioni che godono dei finanziamenti europei maggiori e come pensano di usufruirne.
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Infine, verrà lasciato spazio per analizzare il comportamento dell’Italia in confronto con le altre nazioni.

Link per iscriversi alla conferenza: https://linktr.ee/yes.italy

Social: 

Instagram: https://www.instagram.com/yes.italy/ 
LinkedIn: https://www.linkedin.com/company/yes-europe-italy/
Facebook: https://www.facebook.com/yes.energy.italy/

Antonella Palladino: “Noi, la Scuola… la Terra al centro, riflettendo sulla sinfonia del Mare”

Non un solo giorno per ricordare il nostro pianeta ma un intero anno, fra i banchi o in DAD, con il centro studi europeo CETRI-TIRES sulle teorie della Terza Rivoluzione Industriale con il Green New Deal del prof. Jeremy Rifikin.

Quest’anno l’Educazione Civica ha inondato le scuole di linee progettuali e programmatiche con temi di alto valore umano: fra questi l’Educazione Ambientale e tutto ciò che tale ambito include.

Partire dalla parola “r i s p e t t o”, è stata questa la sfida dei ragazzi della scuola Media “A.Fulco” di Tortora in Calabria, una regione amata dalla natura, accarezzata dal sole e bagnata da acque solcate da grandi civiltà, le stesse che hanno dato le basi allo sviluppo di città oggi annoverate fra le più moderne e sviluppate…civiltà che guardano al futuro però con un grande timore: la scarsità delle fonti energetiche primarie, l’inquinamento, la deturpazione. Dall’obiettivo progresso allo stato di “regresso”…tutto ciò deriva dalla mancanza di quel famoso “rispetto” sui quali l’educazione civica, la storia, ma anche il semplice confronto educativo, ci insegnano a riflettere, come hanno fatto in particolar modo le classi IIIB E IIB della scuola media di primo grado di questo angolo di mondo, racchiuso fra monti e mare in un abbraccio che esplode in spruzzi di verde e azzurro.

Durante l’intero anno questi laboriosi studenti, non arrendendosi agli obblighi della DAD, hanno continuato ad entusiasmarsi grazie agli stimoli formativi continui e pedanti della responsabile di plesso di Ed. Civica la prof.ssa Antonia Palladino, la collaborazione dei colleghi di arte Sanfilippo e tecnologia Ritondale, ma soprattutto grazie alla fiducia ed all’attento monitoraggio del dirigente scolastico prof. Giuseppe Peduto (in foto), sempre accorto e particolarmente sensibile allo sviluppo delle tematiche ambientali.

Conferimento dell’Attestato di Merito al dirigente scolastico prof. Giuseppe Peduto

L’unità didattica trasversale si è conclusa proprio il 22 aprile nella Giornata Mondiale della Terra, momento in cui i ragazzi hanno avuto modo di seguire con le loro docenti un webinar sulle problematiche dell’inquinamento e sul rispetto delle regole per la salvaguardia della biodiversità. L’acqua, in particolar modo, al centro delle riflessioni degli alunni che hanno sviluppato lavori di notevole pregio contenutistico, un messaggio per i coetanei ma anche per noi adulti responsabili di gran parte dei danni subiti dal pianeta.

Tutto questo è stato possibile grazie al continuo affiancamento del Centro studi Europeo CETRI-TIRES, alla figura del segretario generale Antonio Rancati ed alle attive testimonianze di Jeremy Rifkin, personaggio unico in questo contesto che ha aiutato, in contesti come questo, i docenti a far chiarezza con i suoi interventi in varie parti del mondo, sui problemi inerenti quella che oggi viene definita “Terza rivoluzione Industriale”. Ecco dunque che la piattaforma digitale informativa della CETRI diventa lavagna luminosa sui problemi ambientali attraverso interviste, indagini e testimonianze che aiutano a conoscere e a diffondere nuove buone pratiche di rispetto per la natura e i suoi abitanti. Ecco che diventano capitoli di discussione e crescita: le videolezioni sulla base dei materiali forniti dal centro studi europeo CETRI-TIRES sulle teorie della Terza Rivoluzione Industriale dell’economista americano Jeremy Rifkin; Lory Cocconcelli e “La tartaruga marina, una nuotatrice antichissima da proteggere” e la visione ed il commento del Video ufficiale della Campagna 30×30 nazionale per salvare i mari e il nostro futuro. Ma non solo, tanto altro questo sito riserva alle scuole che ne fanno una sorta di “testo digitale attivo”  per le scuole più dinamiche e gli alunni attenti e creativi come  quelli della media “A.Fulco” di Tortora (Cosenza).

Sinceri complimenti all’instancabile prof.ssa Antonella Palladino dal Consiglio direttivo e dal Comitato scientifico CETRI-TIRES per il suo grande contributo di insegnamento alla nuove generazione per vivere in un mondo più pulito e per il bene comune (4 maggio 2021)

La sostenibilità spiegata ai bambini e ai ragazzi per sensibilizzare le nuove generazioni alla sostenibilità ambientale

In sfogliazione gratuita online il numero 121 di AMBIENTE – Marzo 2021: https://www.ambiente.news/paper/ambiente121/mobile/index.html

Care e cari lettori #green,

anche questo inverno per le limitazioni di spostamento e per mantenere il distanziamento sociale a causa della pandemia del Coronavirus abbiamo colto l’occasione di visitare diversi campi di golf in Toscana dalla Tenuta di Castelfalfi nel comune di Montaione a quello di Tirrenia nel Parco naturale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli, e con i consulenti ambientali di FederGolf, Stefano Boni e Marta Visentin,  abbiamo dedicato raddoppiato le pagine dedicate al mondo Green del Golf,  inteso come patrimonio da salvaguardare e tutelare, nel rispetto delle risorse naturali. Da oltre trent’anni il golf italiano è impegnato a raggiungere miglioramenti nella gestione e manutenzione dei percorsi dal punto di vista ambientale, cambiando marcia rispetto al passato, quando la conservazione della natura non era considerata un punto cardine, intorno al quale ruota anche la vita di sport che, come il golf, in essa si svolgono. Un golf ancora più “Green” per antonomasia, uno sport a contatto con la natura, che la preserva e la valorizza. 

Sulla copertina abbiamo pubblicato in primo piano l’appello della cara amica biologa marina Mariasole Bianco: “La nostra vita dipende dal mare, il futuro del mare dipende da noi”, con il suo nuovo splendido libro Pianeta Oceano, impegnata in prima persona per la campagna nazionale per proteggere il 30% dei mari italiani entro il 2030 con il patrocinio della World Commission on Protected Areas (WCPA) – International Union for Conservation of Nature (IUCN), che siamo onorati di supportare.

La campagna 30×30, a cura di Worldrise Onlus, è una iniziativa nazionale che contribuisce ad uno sforzo internazionale indirizzato alla protezione, attraverso l’istituzione di Aree Marine Protette (AMP), di almeno il 30% dell’oceano entro il 2030. La campagna punta ad applicare questo target nelle acque italiane, un obiettivo tanto grande quanto necessario a garantire la funzionalità e produttività del Mare nostrum.

In questo numero consigliamo la lettura di Paolo Marraffa, manager all’innovazione sostenibile, con “La sostenibilità spiegata ai bambini” e “La sostenibilità spiegata ai ragazzi”, due piccoli libri per sensibilizzare le nuove generazioni alla sostenibilità ambientale perché, trovandosi a essere la generazione futura, devono essere consapevoli delle conseguenze delle loro azioni sull’ambiente. Fondamentale che nel prossimo anno scolastico i ministeri competenti applichino definitivamente la Legge sull’educazione ambientale e sullo sviluppo sostenibile nelle scuole.

Mi preme sottolineare l’inizio di una bella collaborazione con l’associazione I Borghi del Respiro, una realtà nazionale sempre più vivace volta al benessere della natura e dell’uomo. Un sano stile di vita in luoghi non inquinati dove fare attività fisica, ricreativa, socio-culturale e spirituale all’aria aperta, è la proposta dei primi 15 Comuni che hanno dato vita ai Borghi del Respiro, un punto di partenza per promuovere, direttamente con la loro esperienza quotidiana e il loro esempio, la protezione della natura, il consumo di suolo zero, la valorizzazione delle risorse naturali, il turismo sostenibile, con l’obiettivo di tutelare la salute.

Per sensibilizzare sui temi Plastic Free i Comuni e gli amministratori locali per ridurre l’utilizzo della plastica monouso sui propri territori e sensibilizzare la cittadinanza sui temi della prevenzione e produzione di rifiuti plastici, nonché sulla loro dispersione nell’ambiente, continuiamo a sostenere con forte convinzione l’associazione Plastic Free Odv Onlus, nata con l’obiettivo di informare e sensibilizzare più persone possibili sulla pericolosità della plastica, in particolare quella usa e getta, si impegna su progetti e iniziative varie anche in collaborazione con le amministrazioni comunali per creare sinergie e combattere per un obiettivo condiviso. Plastic Free propone ai Comuni interessati la sottoscrizione di Protocolli d’Intesa finalizzati alla promozione di iniziative varie tra cui: appuntamenti di raccolta della plastica, lezioni di educazione ambientale nelle scuole, informazione e sensibilizzazione online sui social ed attraverso stand, passeggiate ecologiche e turistiche nel territorio. Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina web https://www.plasticfreeonlus.it/comuni-plastic-free/ o mandare una mail a ente@plasticfreeonlus.it

Potrete così vedere online i Comuni che sottoscriveranno il Protocollo di intesa e quelli che diventeranno Comuni Plastic Free.

Iniziamo in questo nuovo anno una importante collaborazione con il famoso giornalista Marco Frittella con alcune sue interessanti interviste ai Sindaci di Bovino, Gardone Riviera, Lerici e San Leo per far emergere il loro impegno sostenibile e la virtuosità nel migliorarsi sempre più con il contributo di tutti, amministratori e cittadini uniti insieme, per la valorizzazione delle risorse locali e per lo sviluppo della cultura dell’accoglienza, un turismo sostenibile in tutte le sue componenti.

Nell’accingermi a passare il testimone della direzione editoriale, dopo un terzo della vita trentennale della nostra testata AMBIENTE, colgo l’occasione per ringraziare tutti i compagni di viaggio dalla fine del 2009 ad oggi e per augurare una buona lettura anche ai futuri viaggiatori verso una unica destinazione green, sostenibile per tutti!

Antonio Rancati

CLICCA QUI PER LEGGERLO IN SFOGLIAZIONE GRATUITA: https://www.ambiente.news/paper/ambiente121/mobile/index.html

Il Parco Marino della Calabria attrattore del nuovo decennio, tra natura e storia un patrimonio da scoprire – Gaetano Bruno

IL PARCO MARINO ATTRATTORE DEL NUOVO DECENNIO

Ottocento chilometri di costa. Un immenso patrimonio culturale, archeologico e naturalistico che racconta gli scambi commerciali e le influenze che la storia ha inciso in ogni borgo, dal mare alla montagna. La Calabria rappresenta da millenni una delle principali porte del Mediterraneo. Una terra baciata da Dio, con eccellenze straordinarie in tanti settori, con bellezze mozzafiato meritevoli di una valorizzazione globale e complessiva, da mettere a sistema, come si dice spesso e che ancora ha da esprimere il suo pieno potenziale soprattutto sotto il profilo turistico.

E se è vero come è vero che questi lunghi mesi di pandemia hanno imposto tanti limiti, oggi più che mai i territori incontaminati, da scoprire e valorizzare, possono rappresentare mete turistiche di prossimità appetibili per i nuovi flussi demassificati, che ricercano il contatto con la natura, che desiderano esperienze di viaggio a tutto tondo per arricchirsi della storia, della cultura e della bellezza che nei territori si vive e si respira e che forse, a volte, si dà per scontata.

In una regione praticamente immersa nel mar Mediterraneo non poteva non trovare dimora un parco marino. Un unico ente regionale istituito con decreto del Presidente della Giunta Regionale il 28 dicembre del 2016 che ha accorpato cinque aree marine protette precedentemente istituite. Si va dal Parco Marino Riviera dei Cedri fortemente voluto dall’allora assessore regionale Diego Tommasi e dal compianto Palmiro Manco dei Verdi di Scalea di cui fanno parte le due uniche isole calabresi, l’Isola di Dino di Praia a Mare e l’Isola di Cirella, alla Baia di Soverato, dalla Costa dei Gelsomini, al Parco Marino degli Scogli di Isca fino ad arrivare all’area che comprende i fondali dell’area di Capocozzo – Sant’Irene a Vibo Marina, Pizzo, Capo Vaticano e Tropea segnalati come uno degli esempi più belli di flora e fauna mediterranea.

UN CAPITANO PER SALVARE L’AMBIENTE

E se l’esigenza della salvaguardia dell’ambiente avvertita a livello globale e non più rinviabile sembra ormai essere nell’agenda della politica a qualsiasi latitudine e ambito istituzionale, la Regione Calabria, nel 2020, per volontà della compianta Presidente Jole Santelli, ha calcato la mano conferendo la delega all’ambiente a Sergio De Caprio, meglio conosciuto come Capitano Ultimo, già a capo dell’unità Crimor dei ROS dei Carabinieri, e noto soprattutto per aver arrestato Totò Riina il 15 gennaio 1993 e vice comandante del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente a Roma.

Un gesto dal grande valore simbolico in una terra dove la criminalità organizzata ha spesso devastato l’ambiente infiltrandosi e manipolando la gestione dei rifiuti o della depurazione o con scempi edilizi che hanno pregiudicato intere zone di grande interesse paesaggistico e ambientale. Allo stesso tempo un atto concreto e chiaro per impostare politiche di tutela, salvaguardia e valorizzazione dell’ambiente per farlo diventare vera risorsa culturale e, di conseguenza economica.

Il grande obiettivo dell’attività di De Caprio come assessore all’ambiente è quello di attrarre e investire circa 800milioni di euro del Recovery Fund per fare della Calabria una comunità energetica rinnovabile. La regione è al momento l’unica d’Italia che si è mossa con decisione in questa direzione con la legge numero 25 del 2020, dove il Parco Marino è visto come motore degli investimenti per un turismo naturalistico da incastonare all’interno di un più generale disegno di rilancio del territorio che faccia di tutta la Calabria una grande e preziosa riserva naturale.

Un progetto nel quale le comunità devono essere il punto di riferimento per cittadini e imprese alla lotta contro la povertà energetica in una battaglia che si fonda sullo sviluppo dell’ambiente come risorsa chiave.  Da qui si dovrà partire per dotare i comuni di almeno 200 chilowatt di fotovoltaico senza consumo di suolo e con punti di accumulo e distribuzione di energia per auto e biciclette elettriche, di sistemi di digitalizzazione dell’illuminazione pubblica a cui chiaramente potranno collegarsi i cittadini e le imprese, di interventi per separare le acque bianche dalle acque nere deficienza che rappresenta il primo problema della depurazione e poi interventi per i contratti di fiume, di costa e di lago.

Un patrimonio economico che, nelle intenzioni del Capitano Ultimo, dovrà essere investito direttamente tramite accordi volontari di progettazione negoziata tra comuni, Regione ed enti come ad esempio i parchi marini. In un recente consiglio comunale nella città di Scalea durante il quale l’amministrazione comunale ha votato l’atto di indirizzo di adesione al parco marino regionale, l’assessore all’ambiente ha sottolineato che la Calabria ha pensato ad una programmazione basta sulla sostenibilità ambientale prima che venisse creato il ministero della transazione ecologica immaginando il futuro delle generazioni sulla sostenibilità e sul sistema delle riserve marine regionali per promuovere il turismo naturalistico e archeologico che solo la Calabria può permettersi di esprimere in tutto il Mediterraneo.

L’ARCHITETTO DEL PARCO

A coordinare le attività presenti ma soprattutto quelle future del parco marino della Calabria l’architetto Ilario Treccosti. Il suo curriculum è legato a doppio filo alle tematiche ambientali. Tra i più importanti incarichi ricoperti c’è l’impegno nell’ufficio del commissario per l’emergenza ambientale nella Regione Calabria dal 2003 al 2007 nel settore depurazione per la provincia di Reggio Calabria e successivamente la nomina a responsabile della rete ecologica regionale del dipartimento politiche dell’ambiente fino al 2009 prima di ricoprire l’incarico di responsabile della gestione delle aree naturali protette (parchi naturali, riserve e oasi)  con funzioni dirigenziali di coordinamento e controllo dell’attività dell’Osservatorio Regionale sulla Biodiversità.

Nel 2017 riceve la nomina a Commissario Straordinario dell’Ente per i Parchi Marini Regionali e, ad oggi, ricopre anche la carica di Vicepresidente della Commissione di Riserva “Area Marina Protetta Capo Rizzuto” nominato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare – Direzione per la Protezione della Natura e del mare. La sua è una visione chiara impostata sul connubio natura e turismo che si traduce in tre parole: informazione, sensibilizzazione e sostenibilità.

La Calabria può vantare infatti i tre Parchi nazionali Pollino, Sila e Aspromonte, a i quali si affiancano il Parco regionale delle Serre, l’Area Marina Protetta Capo Rizzuto, le Riserve Naturali Regionali del Lago Tarsia e della Foce Crati, la Riserva Naturale delle Valli Cupe ed i cinque Parchi marini regionali. Uno scrigno di biodiversità con enorme potenziale di sviluppo economico, sostenibile e duraturo.

Quella dei parchi marini calabresi è una storia però da far ripartire perché solo nel 2019 con la costituzione dell’Ente per i Parchi Marini sono state avviate iniziative per la valorizzazione del patrimonio marino-costiero. Oggi si può visitare il sito istituzionale www.parchimarinicalabria.it, si può interagire con i profili social e sono in cantiere esperienze di affiancamento alle amministrazioni comunali ricadenti nel perimetro del parco per la candidatura al programma di “Bandiera Blu 2021”.

Molto importanti il lavoro avviato per l’aggiornamento dei piani di gestione delle zone speciali di conservazione che ha portato alla pubblicazione del volume “Meraviglie sommerse della Calabria” edito da Rubbettino e l’accordo sottoscritto con il Dipartimento di Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio e Ingegneria Chimica dell’Università della Calabria per l’assistenza tecnico-scientifica su progetti di ricerca mentre è in fase di ultimazione un accordo di collaborazione con il Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio.

Il cambiamento più radicale nella composizione della struttura organizzativa del parco è stato finalizzato a snellire i processi decisionali riducendo a soltanto tre organi le funzioni: il Direttore Generale, il Comitato di Indirizzo e il revisore unico dei conti. A differenza del passato non sono previsti organi politici in senso stretto quali presidenti, consigli direttivi e comunità del parco, ma solo organi con funzioni tecnico-operative e consultive a cui è demandata la rappresentanza dei territori.

Diverso il discorso per le sedi operative che restano ubicate nei comuni di Soverato, Brancaleone, Vibo Valentia, Belmonte Calabro e Praia a Mare mentre sono in via di predisposizione gli atti per la dotazione organica del piano triennale dei fabbisogni di personale. Tutte azioni indirizzate anche a sfatare il mito che gli enti collegati alla regione siano poco più che degli strumenti per conferire incarichi e costruire consenso ferma restando la necessità di dotare il parco di risorse finanziare e umane per raggiungere gli obbiettivi e trasformarlo definitivamente in un volano di sviluppo.

LA CHIAVE DELLA RIPRESA: IL TURISMO SOSTENIBILE

Contrariamente a quanto spesso si crede, infatti, la dicotomia tra cultura ambientale e sviluppo economico è in via di definitivo superamento sia perché è cresciuta nelle popolazioni locali un diverso e più maturo approccio alla tutela dell’ambiente e sia perché è ormai pacifico che occorre favorire uno sviluppo sostenibile e duraturo coniugando ambiente ed economia. C’è anche un modo, “aperto” e “dal basso”, di pianificare lo sviluppo del territorio fondato sulla condivisione e sulla partecipazione di tutti gli attori locali che rappresenta il luogo più adatto a superare ogni residuo pregiudizio e ad includere tutte le esigenze valorizzandole.

Se ad oggi il parco marino calabrese non ha ancora definito lo strumento del Piano del Parco, questa mancanza è da considerarsi un vantaggio perché è ancora del tutto aperta la possibilità di individuare le norme prima di tutto per la tutela ambientale e contemporaneamente per la diportistica, la pesca, il traffico marittimo ma anche quelle che promuovono la nascita e lo sviluppo di attività di impresa legate alla fruizione ed alla promozione delle aree costiere e marine tramite un serio confronto con le parti interessate. E in questo i comuni, insieme alle associazioni ambientaliste, hanno un ruolo fondamentale nel formulare proposte e pareri sulle attività attraverso il comitato di indirizzo.

Altro capitolo riguarda il rapporto con le scuole perché la coscienza ambientale si forma e si allena tramite la conoscenza e, di conseguenza, la comunicazione. Il mondo marino è caratterizzato da immagini che raccontano qualcosa di sconosciuto e per questo affascinante ma il piano di comunicazione del parco marino calabrese prevede non solo la fruizione passiva quanto l’interazione tramite storie interattive che accrescono le conoscenze sulle specie marine e un personaggio di fantasia, una bolla d’aria di nome “Posy” che ha la missione di attrarre anche i più piccoli, informandoli e istruendoli in modo divertente.

Dalla Posidonia oceanica, in grado di liberare nell’ambiente fino a 20 litri di ossigeno per ogni metro quadrato, al Corallo Nero del Mediterraneo, il mare calabrese offre un patrimonio subacqueo immenso e variegato da raccontare ma anche da vivere. E qui entra in gioco la filiera turistica specifica e di nicchia. Perché in Calabria non servono soltanto infrastrutture che consentano un più agevole arrivo di turisti da tutto il mondo e spostamenti interni più fluidi ma anche le cosiddette infrastrutture immateriali. Una professionalizzazione sempre più dettagliata in un settore che è rimasto per molti aspetti confinato ad un impatto artigianale dal quale bisogna necessariamente e definitivamente affrancarsi.

Il turista, o forse sarebbe meglio dire il viaggiatore moderno, è spesso mosso da interessi particolari e ha necessità di trovarsi di fronte interlocutori che ne possano nutrire le passioni con competenza e cura. Ecco che l’approccio culturale, didattico e ricreativo in forme compatibili con la difesa della natura e del paesaggio può giocare un ruolo fondamentale per l’intera economia calabrese.

Perché ciò avvenga è determinante la consapevolezza della necessità di preservare ciò che è il principale attrattore per un determinato territorio, ovvero le risorse naturali e gli elementi identitari della cultura e del paesaggio perché se è vero che le idee camminano sulle gambe di uomini e donne è proprio di questo che il parco marino ha più bisogno: una struttura organizzativa solida e appassionata per poter progettare e realizzare le buone idee.

Scalea, 30 aprile 2021

Gaetano Bruno

www.lappunto.net – gaetano@lappunto.net

Dritti al punto di Greenaetwork! Giovanni Mori di Fridays for Future con il nostro socio onorario Prof. Livio de Santoli, Prorettore La Sapienza alla Sostenibilità

Giovanni Mori di Fridays for Future https://www.linkedin.com/in/giovanni-mori-energy/ con il nostro socio onorario Prof. Livio de Santoli, Prorettore La Sapienza alla Sostenibilità https://www.linkedin.com/in/livio-de-santoli-9463357/

DRITTI AL PUNTO!

Video webinar molto interessante di martedì 27 aprile 2021 organizzato da Greenaetwork

Greenaetwork è la piattaforma digitale che consente ad AziendeEnti, Istituzioni ed Individui di comunicare le proprie azioni di sostenibilità ambientale e sociale attraverso la condivisione di news, eventi, progetti e risultati a tema green. La sua forma è di un social network perchè collega utenti business e individui su tematiche che, seppur attuali e di estrema importanza, sono ancora difficili da comprendere conoscere .

“L’amore per il nostro pianeta e il desiderio di benessere collettivo, ci ha spinto a dedicarci al raggiungimento di un obiettivo preciso: creare una soluzione per diffondere la cultura e le informazioni green, ovvero gli sforzi che piccole e grandi realtà compiono ogni giorno in tutela dell’ambiente e della società”

Su Greenaetwork, si entra a far parte di una community di utenti attivi e consapevoli che vogliono agire in modo concreto per la tutela della società e del pianeta.

Può un social network salvare il pianeta?

Si, clicca qui: greenaetwork-il-social-network-per-la-sostenibilita-1

Livio de Santoli ci aiuta a orientarci nell’era del greenwashing

Livio de Santoli riceve il T.R.I. Award da Jeremy Rifkin

Con un bell’articolo dal titolo “La decarbonizzazione è un optional e le lobby sperano” apparso sul supplemento Extraterrestre del Manifesto del 29 aprile 2021, il pro Rettore dell’Università La Sapienza incaricato delle politiche di sostenibilità ci aiuta a fare chiarezza in un momento di grande confusione sulle scelte in corso sia a livello italiano che europeo, e a capire cosa è davvero “green” e cosa invece viene solo spacciato come green. L’articolo esamina certo il PNRR ma lo fa alla luce delle nuove regole in corso di definizione a livello europeo note come “Tassonomia verde”. La parola Tassonomia, presa in prestito dal greco, significa classificazione dei principi (taxos e nomos) e ha la funzione di fornire indicazioni per valutare se un investimento è verde o meno alla luce dei principi del Green Deal Europeo. La tassonomia stabilisce dunque alla luce di quali elementi si può considerare green una tecnologia. E se è scontato che il fotovoltaico o l’eolico pèassino l’esame, un po’ meno scontato era che che facessero domanda per entrare nel club anche il nucleare e il gas, che tanto green a rigore di logica non possono essere considerati. Livio de Santoli spiega con grande efficacia cosa sta succedendo e perché. L’articolo costituisce la parte centrale di un supplemento “Extraterrestre” significativamente intitolato “Ora e sempre Resilienza” con un geniale riferimento allo slogan più famoso della festa della liberazione appena trascorsa, “ora e sempre Resistenza”…

Buona lettura.

https://ilmanifesto.it/la-decarbonizzazione-e-un-optional-e-le-lobby-sperano/

Europrogettazione con la nostra GRAND Academy per il Green New Deal di Jeremy Rifkin

La GRAND l’Academy al servizio dei progetti per il Green New Deal

A cura di Patrizia Di Giannantonio e Marco Sambati

Ormai da settimane l’Italia si chiede come potrà spendere i circa 220 miliardi di euro dei fondi europei che arriveranno dal cosiddetto Recovery Fund, il principale strumento europeo per bilanciare la crisi economica provocata dalla pandemia da coronavirus.

Il 10 novembre u.s. la Corte dei Conti Europea ha pubblicato la sua relazione annuale analizzando peraltro le erogazioni delle risorse stanziate nei cinque fondi strutturali di investimento europei (FESR, FSE, FC, FEASR e FEAMP), che rappresentano uno degli strumenti più importanti del bilancio europeo per consentire condizioni economiche omogenee tra i diversi Paesi dell’Unione. Dall’esame della Tabella del Rapporto 2019 sull’assorbimento (ossia sull’utilizzo) dei Fondi Strutturali europei da parte degli Stati membri, emerge con evidenza come, nel penultimo anno della Programmazione 2014-2020, sia stato erogato in media solo il 40% dei finanziamenti Ue: si tratta di 264 miliardi sui 640 previsti. La percentuale è più bassa del tasso medio di assorbimento del 2012 – il penultimo anno del precedente bilancio 2007-2013 – quando la percentuale di utilizzo aveva già raggiunto il 46%.

Purtroppo l’Italia, che era già in fondo alla classifica nel precedente settennato, risulta, nel 2019, al penultimo posto davanti alla Croazia (fanalino di coda), con una percentuale di utilizzo dei finanziamenti europei fermo al 30,7%, non registrando alcun progresso rispetto al periodo 2007-2013; c’è comunque tempo fino a dicembre 2023 per utilizzare i fondi impegnati e oltretutto l’Italia spende meno proprio nei settori di cruciale importanza per il Recovery Plan, quali il contrasto al cambiamento climatico, la lotta alla povertà orientata al raggiungimento dell’equità sociale, l’ammodernamento della pubblica amministrazione.

Ciò premesso, la GRAND, l’academy costituita dal CETRI-TIRES, con vari altri soggetti eccellenti nel campo della sostenibilità in partnership con il Pro-Rettore alle politiche energetiche dell’ Università La Sapienza, il Prof. Livio De Santoli, include nel suo piano di formazione anche dei moduli dedicati all’euro-progettazione per consentire a tutte quelle imprese e amministrazioni locali di avere le giuste competenze per la programmazione, l’accesso e l’utilizzo dei fondi europei.

In questo articolo si anticipano alcune considerazioni in merito alle metodologie di base necessarie per la presentazione delle domande di finanziamento in ambito europeo, in particolare per le call for proposal (inviti a presentare domande), condizione essenziale per rispondere ed aver successo per la partecipazione ai bandi europei ed utile sia alle imprese, ma anche per le amministrazioni regionali e locali nell’ambito dei fondi a gestione indiretta, nella fase di programmazione con la quale si definisce il quadro di intervento dopo l’analisi del contesto territoriale e settoriale, allo scopo di individuare i fabbisogni, le priorità e le opportunità e che sono chiamate alla gestione del programma e alla redazione dei bandi.

I finanziamenti europei si distinguono in fondi a gestione diretta, che rappresentano circa il 20% del bilancio comunitario, che sono gestiti a livello centrale dalla Commissione Europea e collegati ai diversi programmi tematici o settoriali; per questi strumenti le risorse sono erogate direttamente ai beneficiari del progetto direttamente dalle varie DG o dalle Agenzie esecutive che sono responsabili della definizione del programma di lavoro (Work Programe), della pubblicazione dei bandi, della selezione e valutazione delle proposte e del controllo amministrativo e finanziario dei progetti finanziati. Tali interventi non consentono di solito il finanziamento di opere strutturali, ma l’implementazione di progetti innovativi che abbiano un carattere transnazionale e di regola è necessario formare un partenariato.

Circa però l’80% dei fondi europei sono a gestione indiretta e vengono attuati da paesi partner dell’UE, da paesi extra-UE, da organizzazioni internazionali o da agenzie per lo sviluppo dei paesi dell’UE. Si tratta di risorse finanziarie la cui gestione è demandata ad attori istituzionali delle amministrazioni centrali e periferiche degli Stati membri, attraverso un sistema di responsabilità condivisa tra la Commissione europea e le autorità degli Stati membri. Nello specifico si fa riferimento ai Fondi strutturali e di investimento e al Fondo di coesione.

I PROGETTI

Esiste un largo consenso a livello nazionale ed internazionale ad utilizzare la parola progetto come un insieme di attività scadenzate nel tempo che diano un determinato risultato. In realtà i progetti si possono suddividere in due macro categorie:

  • quelli riguardanti un’opera civile
  • e quelli riguardanti un progetto di sviluppo-socio economico.

Ovviamente per ogni tipo di progetto, si suggerisce una progettazione diversa, cosi’ come indicato dalla Guida della Food and Agriculture Organization (FAO)

Gli approcci progettuali possono essere di due tipi:

blueprint, ovvero progetti completi di ogni dettaglio che si eseguono pedissequamente e

progetti di processo, per la maggior parte rivolti ai rurali poveri, dove si apprende attraverso lo svolgimento del progetto stesso, adattandolo.

Entrambi hanno come comune denominatore comune la volontà di cambiare la situazione presente a livello economico ma soprattutto sociale e renderla migliore.

Il progetto per essere realizzato e realizzabile deve passare attraverso 6 fasi cruciali:

Programmazione

Identificazione

Progettazione

Finanziamento

Realizzazione

Monitoraggio esterno e valutazione

Ogni fase precede un’altra e quindi deve prevedere i suoi effetti sulla successiva. In questo modo ogni fase è creditrice e debitrice rispetto alle altre fas. Ovvero si parla di approccio integrato.

Gli elementi di un progetto si possono riassumere brevemente nella tabella sottostante:

Il progetto deve avere:
Uno scopo o obiettivo specifico che ne definisce il fine ultimo
Un impiego di risorse suscettibili di usi alternativi
Un processo di cambiamento da una situazione negativa/da migliorare ad una situazione positiva/migliorata
Un contesto specifico dove le parti interessate interagiscono in uno spazio determinato
Una durata prestabilita
Un budget prestabilito
Un’organizzazione per la sua realizzazione

La gestione del ciclo del progetto (PCM) si basa sul rispetto da parte ei responsabili delle varie fasi per gli attori che precedono e che seguono e permette di evitare vari rischi legati a vari fenomeni.

Il progetto è un insieme di attività che tendono al raggiungimento dei risultati e di un obiettivo specifico.

La logica dell’intervento è definita inizialmente attraverso la comunicazione e l’apprendimento cooperativo tra le parti interessate.

Esiste una fase importante che consiste nel processo di elaborazione dell’Analisi del QL e si basa sui seguenti binomi:

Causa-effetto: si identificano varie fasi si analizza il contesto e la situazione negativa attuale che si vuole contribuire a migliorare, si applica la diagnosi partecipativa. Si analizzano gli interessi delle parti interessate

Si identificano i problemi

Si selezionano i problemi

Si stabilisce una gerarchia tra i problemi

Situazione negativa-Situazione positiva: L’identificazione degli obiettivi, costituisce la trasposizione in positivo della situazione negativa identificata all’inizio del processo precedentemente descritto di causa-effetto legato ai problemi. In particolare una volta identificati, selezionati e gerarchizzati i problemi si può identificare il problema principale. L’obiettivo specifico o scopo del progetto corrisponderà al problema principale

Si identificano i risultati che si riferiranno alla risoluzione degli altri problemi selezionati.

In questo modo si inizia a trasformare il rapporto di causa-effetto in un rapporto mezzi-fini. Durante queste due fasi si analizzano le strategie di intervento.

Gli studiosi hanno statisticamente rilevato come i progetti formulati nella maniera migliore ottengono risultati migliori. Pertanto è auspicabile adottare una metodologia comprovata che faccia si che i progetti incontrino l’approvazione del finanziatore per essere realizzati.

Nello specifico parliamo di logica dell’intervento, ovvero relazione mezzi-fini

Obiettivi generali ai quali il progetto contribuisceImpattoTerzo livello di risultati – intera collettività, a lungo termine


Relazione Mezzi – Fini
Obiettivo specifico Scopo unico del progettoEffetti (esiti)Secondo livello di risultati-vantaggi (previsti e non previsti) per i gruppi destinatari, al termine del progetto
RisultatiProdotti delle attivitàPrimo livello di risultati-servizi realizzati, prodotti consegnati a singole categorie di beneficiari diretti, intermedi e di gruppi destinatari





Svolgimento temporale
AttivitàAzioni concrete che devono essere svolte, utilizzando i mezzi, in vista del persegui-mento dei risultati
MezziRisorse umane, organizzative, materiali, tecniche, finanziarie, da allocare, in vista della realizzazione delle attività

Si precisa che la metodologia che andremo a descrivere per accedere ai finanziamenti europei è tipica dei principi adottati dalla Commissione Europea per l’accesso ai fondi diretti, ma di fatto costituisce la base e la prassi indispensabile per le imprese che intendono strutturare un progetto per la partecipazione ad un bando comunitario, consentendo di organizzare tutte le fasi del progetto secondo un ordine logico applicando la metodologia del Logical Framework Approach (LFA), un processo analitico a supporto della progettazione e gestione del progetto e, utilizzando la matrice del Quadro Logico (Logical Framework Matrix), cioè un documento sintetico che fornisce una visione d’insieme dello stesso progetto.

Ma entriamo nel dettaglio

La matrice del Quadro Logico


Logica d’interventoIndicatori obiettivamente verificabiliFonti di verificaIpotesi
Obiettivi Generali



Obiettivo specifico (scopo del progetto)



Risultati



Attività
MezziCostiPre-condizioni

Gli Obiettivi Generali possono essere più di uno e costituiscono il prodotto più lontano nel tempo. Un singolo progetto non può realizzare gli obiettivi generali. Solitamente un programma di tanti progetti possono farlo

L’obiettivo Specifico è uno solo per ogni progetto e per ogni QL ed è la diretta conseguenza della realizzazione ed utilizzazione da parte dei beneficiari dei risultati attesi del progetto

I risultati costituiscono il prodotto delle attività del progetto. Ogni obiettivo specifico deve essere supportato da vari risultati

Le attività sono le azioni necessarie per trasformare i mezzi in risultati

I mezzi o risorse sono costituiti da risorse umane, fisiche e finanziarie

Gli indicatori obiettivamente verificabili presentano, rispetto ai beneficiari, la variazione delle grandezze. E i progressi si misureranno in relazione al tempo, al luogo, e si riferiranno sempre a situazioni di partenza e ai vari traguardi (annuale e finale)

Le fonti di verifica i rapporti del progetto, le statistiche, le indagini specifiche potranno essere le fonti, note e quindi trasparenti di verifica dell’informazione relativa all’indicatore

Le ipotesi o condizioni consistono nell’incertezza e nella riflessione su fattori esterni importanti per la riuscita dell’intervento, ma che non sono controllabili.

Le pre-condizioni invece sono fattori esterni che devono realizzarsi precedentemente all’inizio dell’intervento.

Pertanto possiamo concludere come la Progettazione con il Quadro Logico sia la metodica che adotteremo in quanto i progetti scritti in questa maniera sono universalmente riconosciuti e veicolabili per qualsiasi tipo di finanziatore, oltre ad essere naturalmente più facilmente leggibili ed applicabili dagli addetti del settore e dagli attori che saranno partecipi del cambiamento auspicato.

Articolo scritto con il contributo della Dottoressa di Cecilia Chiapero,
Bibliografia: I Progetti di SviluppoMassimo Rossi

Un progetto per aiutare gli Enti locali ad attuare le politiche “verdi” previste dal Green Deal europeo – Questionario online!

Questionario per lo staff delle autorità locali/pubbliche e delle ONG

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeSmxAyEQEtYco1w_U6iZqkvaaAKEWwEToOPNuob0a0TqGuag/viewform

Gestito in Italia da PRISM Impresa Sociale, “European Green Deal for Cities” è un progetto europeo di due anni che ha come partner Italia, Grecia, Cipro, Irlanda, Polonia e Bulgaria. L’obiettivo specifico del progetto è quello di consentire al personale delle autorità locali e ai leader delle ONG di impegnarsi nel cambiamento, per sviluppare competenze settoriali “verdi” e promuovere capacità di leadership, creatività, sviluppo socio-educativo e professionale, attraverso l’azione delle autorità locali e delle ONG.

Un progetto ambizioso che fornirà ai nostri politici locali le competenze necessarie a migliorare la qualità della vita nelle vostre città e piccoli comuni. Il progetto prevede una prima fase di ricerca per identificare le necessità formative dei nostri politici e una successiva elaborazione di materiali formativi per sostenere le azioni concrete dei politici in ambito verde.

Si auspica che il progetto possa essere un primo passo per migliorare l’aria, i trasporti, la gestione dei rifiuti nelle nostre comunità, specialmente in Sicilia.

Per maggiori informazione sul progetto “European Green Deal for Cities” potete visitare la pagina web https://www.prismonline.eu/it/egd4cities-project/ o il sito ufficiale del progetto (in Inglese): https://www.egd4cities.eu/

Per informazioni sul progetto, potete contattare Dario Ferrante tel.3204133764 – email: d.ferrante@prismonline.eu 

Ecco il questionario on line da compilare! Per info sul progetto egd4cities.eu

European Green Deal for Cities

Erasmus+ con Partenariato strategico per l’educazione degli adulti: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeSmxAyEQEtYco1w_U6iZqkvaaAKEWwEToOPNuob0a0TqGuag/viewform

Questionario per lo staff delle autorità locali/pubbliche e delle ONG

EGD4CITIES è un progetto europeo che ha l’obiettivo di fornire materiale formativo per il personale delle autorità locali su come mettere in pratica il Green Deal europeo a livello locale. Il progetto sta coinvolgendo le autorità locali responsabili di una varietà di servizi ambientali relativi all’inquinamento acustico o atmosferico, allo smaltimento dei rifiuti, all’educazione e protezione dei consumatori e/o all’urbanistica che hanno un impatto diretto sulla salute dei cittadini locali e sull’ambiente.

Lo scopo del questionario è indagare la conoscenza delle politiche del Green Deal europeo tra i funzionari pubblici o il personale delle ONG. Il questionario è anonimo e i risultati verranno utilizzati solo ai fini della ricerca del progetto.
Quindi, se sei un dipendente di un autorità pubblica/locale o sei membro di una ONG, compila il seguente questionario. È facile da completare e richiede solo 7-10 minuti.

Il consorzio del progetto EDG4CITIES

Batteri mangia-plastica per riciclare i rifiuti organici, progetto di ricerca dell’Università di Milano-Bicocca realizzato tutto da donne

Micro-Val è il progetto di ricerca dell’Università di Milano-Bicocca per la messa a punto di un processo sostenibile per il riciclo della plastica a base di polietilene presente all’interno della frazione organica dei rifiuti urbani. Al via la campagna di crowdfunding su Produzioni dal Basso

Liberare i rifiuti organici dai residui di plastica a base di polietilene grazie ai batteri in grado di “digerirla”. È l’obiettivo di Micro-Val (MICROrganismi per la VALorizzazione di rifiuti della plastica), il progetto ideato da un team tutto al femminile dell’Università di Milano-Bicocca, guidato da Jessica Zampolli, assegnista di ricerca presso il laboratorio di Microbiologia diretto dalla professoressa Patrizia Di Gennaro del Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze.

Si tratta del quarto progetto lanciato quest’anno da Biunicrowd, il programma di finanza alternativa dell’Ateneo, promosso per consentire a studenti, ex studenti, docenti, ricercatori e dipendenti di realizzare progetti innovativi e idee imprenditoriali attraverso campagne di raccolta fondi su Produzioni dal Bassoprima piattaforma di crowdfunding e social innovation.

Il 65% dei composti plastici prodotti globalmente è rappresentato dalle plastiche a base di polietilene, sia per le ottime caratteristiche chimico-fisiche e meccaniche, sia per i bassi costi di produzione del materiale. Purtroppo, questi materiali plastici contaminano anche i rifiuti organici, nella fase della loro raccolta differenziata. Spesso, infatti, per errore i materiali non biodegradabili si ritrovano nei rifiuti dell’umido perché non vengono correttamente differenziati all’origine.

«Una soluzione per la riduzione di queste plastiche che contaminano i rifiuti organici urbani – spiega Jessica Zampolli – è la rottura e la trasformazione delle catene del polimero. Questo processo può avvenire grazie all’utilizzo di microrganismi in grado di biotrasformare e biodegradare, almeno parzialmente, il polietilene».

Micro-Val si articolerà in due fasi. Le prove in laboratorio serviranno a studiare le proprietà dei batteri mangia-plastica e a valutarne la loro efficacia per liberare la frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU) dalla componente di rifiuto indesiderato, costituita per lo più da polietilene (circa 5 per cento). Nella seconda fase, il team di ricerca verificherà la possibilità di applicare il trattamento biologico per uno scale-up in un impianto in collaborazione con un’azienda leader nel settore del recupero e il riciclo di rifiuti. 

Il progetto prevede anche lo sviluppo di un’applicazione per smartphone che fornirà consigli all’utente nello svolgimento della raccolta differenziata, permettendo a ogni cittadino di contribuire all’ambizioso obiettivo del team di ricerca.

Per maggiori informazioni e sostenere “Micro-Val”:

https://www.produzionidalbasso.com/project/micro-val-microrganismi-per-la-valorizzazione-di-rifiuti-della-plastica/

Milano, 21 aprile 2021

Ufficio Stampa Università di Milano-Bicocca

Milano – laboratorio U4 piazza della scienza

Nella foto il gruppo di studio composto da tutte donne operative presso l’università degli Studi di Milano-Bicocca:

  • Dott.ssa Jessica Zampolli – team leader del progetto, assegnista di ricerca presso il laboratorio di microbiologia della prof.ssa Patrizia Di Gennaro del Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze. Appassionata delle vastissime capacità dei microrganismi e impegnata da diversi anni nella ricerca e studio di batteri in grado di eliminare contaminanti nocivi per l’uomo.
  • Dott.ssa Alessandra De Giani – studentessa del corso di Dottorato in Tecnologie Convergenti per i Sistemi Biomolecolari (TeCSBi) presso il laboratorio di microbiologia della prof.ssa Patrizia Di Gennaro. Oltre alla passione per la ricerca in ambito biologico è appassionata di comunicazione attraverso i canali social, attraverso materiale fotografico e produzione di video per la divulgazione di informazioni scientifiche.
  • Prof.ssa Patrizia Di Gennaro – è la responsabile del laboratorio di ricerca di microbiologia presso il Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze e docente di Microbiologia Generale e Molecolare. Da anni si occupa di portare avanti la ricerca volta allo studio e alla caratterizzazione di microrganismi per le loro capacità di degradare sostanze contaminanti.
  • Prof.ssa Elena Collina – docente di Chimica Ambientale presso il Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra, si occupa di valorizzazione di rifiuti e scarti industriali. È referente per la tematica “Risorse e rifiuti” in BASE (Bicocca, Ambiente, Società, Economia), struttura che propone, pianifica e realizza il piano di sostenibilità dell’Ateneo.
  • Prof.ssa Marina Lasagni – docente di Chimica Ambientale presso il Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra, si occupa di metodi analitici per la caratterizzazione di rifiuti e scarti. Negli ultimi anni l’attività di ricerca si è focalizzata sulla determinazione di microplastiche in diverse matrici ambientali.

Un’azienda leader nella gestione e smaltimento di rifiuti organici e plastici per il recupero energetico e il riciclo di materia collabora al progetto Micro-Val. Permetterà la raccolta dei materiali plastici su cui effettuare le prove di laboratorio e permetterà la valutazione di uno scale-up a livello industriale.

Milano – laboratorio U4 piazza della scienza

Parma vista dall’alto é ancora più bella

Con il lockdown abbiamo capito quanto é impattante la nostra presenza sulla vita della Terra.

Siamo finalmente certi che se ci fermiamo il nostro pianeta ricomincia a respirare. Ci muoviamo con mezzi di trasporto che fanno male alla nostra salute e chilometro dopo chilometro rilasciano sostanze che stanno distruggendo la vita sulla Terra. Il tema della mobilità sostenibile é sicuramente al centro dell’attenzione della scena pubblica. Siamo sicuri che una macchina elettrica sia la soluzione? Vogliamo solo cambiare la trazione delle nostra automobili e mantenere lo stesso stile di vita? Perché non stravolgere le nostre certezze e trasformare le nostre strade in luoghi di incontro e vita quotidiana? In questo articolo voglio spiegarvi la mia idea per rendere più a misura d’uomo la mia città, Parma. Un grande progetto per ridare alle persone ciò che le auto si sono prese negli anni,
caratterizzato dalla mobilità sostenibile.
Parma, capoluogo emiliano che conta quasi 200.000 abitanti, si candida così ad essere capofila nella transizione a città da terza rivoluzione industriale, in linea con le direttive della Commissione europea per un’Europa a impatto climatico zero entro il 2050.
Nel progetto un ruolo fondamentale lo giocano le energie rinnovabili, che alimenteranno interamente il trasporto pubblico, il quale non sarà composto solo da comuni mezzi, ma saranno sperimentati nuovi metodi di trasporto.
Idea cardine del piano è costruire una cabinovia lungo l’asse nord sud della città, che intrecciandosi con il torrente Parma, fornisce una nuova prospettiva sui tetti del centro. Sul suo percorso collega molti punti di interesse come l’autostrada, la stazione ferroviaria, numerose scuole e infine il campus universitario. L’avvento dei sistemi di trasporto via fune
in città é di recente sviluppo. Le cabinovie infatti uniscono il vantaggio dell’alimentazione elettrica, al fatto che non necessitano di batterie. Inoltre sono di facile realizzazione, economicamente convenienti rispetto ad una nuova linea di metropolitana, ma soprattutto il continuo flusso di cabine rende i tempi di attesa praticamente nulli e non risentendo del traffico la durata del viaggio é sempre costante. Tempi certi e continua possibilità di fruire del servizio, sono due elementi che creano interesse nell’utente, in quanto é certo della durata totale del viaggio.
Sulla direttrice est ovest, della città di Parma, ho pensato a una tranvia che non si limiti ai confini cittadini ma arrivi fino alla prima periferia in modo da includere nel progetto anche i cittadini che abitano nei paesi più vicini alla città, portando così il bacino di utenza a raggiungere le 250.000 persone.
In una transizione verso le energie rinnovabili, non verranno più acquistati autobus alimentati da combustibili fossili. In una prima fase verranno adottati mezzi elettrici a batteria, per poi spostarsi su mezzi alimentati a idrogeno. L’attuale percorso delle linee urbane sarà ripensato in modo da coprire in modo efficiente tutta la città e sfruttare la cabinovia e il tram per gli spostamenti più lunghi.
Un ruolo fondamentale sarà ricoperto dalla micromobilità, alla quale sono dedicati i maggiori interventi. L’attuale rete di piste ciclabili sarà revisionata e potenziata. Anche qui l’obiettivo é dare la possibilità anche a chi abita in periferia di raggiungere la città in modo rapido e sicuro. Verranno creati numerosi depositi bici, luoghi sicuri in cui poter lasciare il proprio mezzo.
Il centro storico sarà reso completamente pedonale, in modo da garantire una maggiore interazione tra le persone e dare la possibilità ai commercianti di sfruttare meglio il suolo pubblico.
All’interno del centro verranno adottati mezzi autonomi che permetteranno di spostarsi e raggiungere tutti i borghi, sarà garantito il passaggio al tram, a una velocità ridotta, come già succede in molte aree pedonali in Europa.
Decementificare è un altro punto importante del progetto. Credo infatti che ci sia bisogno di ricucire il rapporto dell’uomo con la natura, creando veri e propri boschi urbani che, oltre a mitigare il caldo, porterebbero numerosi vantaggi.
Gli effetti del cambiamento climatico sono sotto i nostri occhi tutti i giorni, se non agiamo tempestivamente il mutamento sarà irreversibile. Sono consapevole che questo progetto richiederà grandi investimenti e molto tempo, ma credo che se non cambiamo in modo radicale il nostro stile di vita non riusciremo ad arginare l’impatto che abbiamo avuto in questi secoli sul nostro pianeta.

Pietro Bernardi – Dipartimento Mobilità Sostenibile CETRI-TIRES

Parma, 26 settembre 2020

L’idrogeno arrivò a Bruxelles con Romano Prodi

Nel 2003 Prodi, allora Presidente della Commissione Europea, lancia una nuova iniziativa su impulso di Jeremy Rifkin: la nuova strategia europea per l’Economia dell’Idrogeno. Obiettivo strategico arrivare a un 2050 post carbon basato esclusivamente sull’economia delle rinnovabili e dell’idrogeno. Ecco il discorso che tenne in quell’occasione per fissare questa ambiziosa strategia.

L’Idrogeno è uno degli elementi essenziali della transizione energetica, ed è stato incluso nella omonima proposta di Legge di Iniziativa Popolare lanciata dalla H2U Università dell’Idrogeno. Se oggi possiamo intraprendere una battaglia verso uil futuro dell’energia anche in Italia è perchè nel passato leader europei lungimiranti come Romano Prodi hanno lanciato questa sfida al mondo del petrolio, dei fossili e del nucleare.

Ocasio-Cortez: the Green New Deal is feasible and affordable

Originally put forward by the European Federlist movement as a way to re estblish a citizen Europe idea close to that of Altiero Spinelli’s Manifesto of Ventotene, the Green New Deal has been invoked in Europe at various levels until it became the main focus of Alexandria Ocasio-Cortez ‘s main strategy for the American Democratic Party. While Europe is pushing forward with a very ambitious decarbonization strategy and the Circular Economy package (a 12 Directives package overlly that is inspired to a vision totslly opposed to US trump’s one. It therefore becomes evodent that green policies under a new powerful format like the Green New Deal can help Europe and the US gt back n the same track and put an end to the misfortunate Trump’s period.

Ocasio-Cortez Presenting the Green New Deal in Washington DC

There are three main ideas of the Green New Deal Resolution introduced by Congresswoman Alexandria Ocasio-Cortez and Senator Ed Markey.

The first is to decarbonize the US energy system — that is, to end the emissions of carbon dioxide (CO2) from burning coal, oil and natural gas, in order to stop global warming.

The second is to guarantee lower-cost, high-quality health coverage for all.

The third is to ensure decent jobs and living standards for all Americans, in part by making colleges and vocational schools affordable for all.

The right wing and corporate lobbies are already hyperventilating: It is unachievable; it will bankrupt us; it will make us into Venezuela.

These claims are dead wrong. The Green New Deal agenda is both feasible and affordable. This will become clear as the agenda is turned into specific legislation for energy, health care, higher education, and more.

The Green New Deal combines ideas across several parts of the economy because the ultimate goal is sustainable development. That means an economy that delivers a package deal: good incomes, social fairness, and environmental sustainability. Around the world, governments are aiming for the same end — a “triple-bottom line” of economic, social, and environmental objectives.

The key ideas of the Green New Deal — decarbonization, lower-cost health care, and decent living standards for the working class — have been studied for years. The Green New Deal Resolution is the opportunity, finally, to put that vast knowledge into effect.

What is absolutely clear is that the Green New Deal is affordable. The claims about the unaffordability of these goals are pure hype. The detailed plans that will emerge in the coming months will expose the bluster.

Decarbonizing energy

Consider the challenge of decarbonizing the energy system. As noted in the Green New Deal resolution, the recent report of the Inter-Governmental Panel on Climate Change calls for global decarbonization by 2050, an achievable goal that requires coherent and accelerated actions by the US and other nations.

The Green New Deal is the occasion to put America’s utilities, builders, and automakers to the challenge of accelerating their technological overhauls to complete decarbonization by 2050 or earlier. The resolution calls for a 10-year mobilization effort to achieve “net-zero greenhouse gas emissions” but not for a precise timeline for completing decarbonization. The timing will depend on the pace of new zero-carbon investments and the phase-out of existing fossil fuel-based technologies.

The costs of renewable energy are plummeting, making decarbonization eminently feasible. Detailed estimates put the costs of substantial decarbonization (80% or more by 2050) at around 1% of GDP per year or less. (See here for one recent study). In many cases, renewable energy is already at “grid parity,” meaning that it is at a cost point comparable to fossil fuels. Most of the modest costs of decarbonization will never hit the federal budget, as they will be absorbed by the utility industry, the automobile producers, and other parts of the private economy.

Decarbonization is already underway in the US, just not yet with the pace and scale required. US utilities are no longer building coal-fired power plants; many are now scrapping plans for gas-fired plants in favor of renewable energy. Investors and in-house lawyers are warning companies not to invest in fossil fuels, as these investments would be stranded in future years. Automobile companies are rapidly shifting to electric vehicles. New buildings are going electric, with tough efficiency codes. These transformations are being driven mainly by environmental regulations, integrated resource planning by utilities, and market forces, not by federal outlays.

Medicare for all

The US spends around 17% of its gross domestic product (GDP) on health care coverage, while other countries spend 10-12%. The main difference lies with the high prices of US health care, for drugs, hospital stays, medical procedures, and other goods and services, rather than with greater utilization of health services. These high prices have resulted in part from the rising concentration and market power of health care providers at the metropolitan level. The result is outlandish salaries, bloated administration, heavy costs of advertising, and other inefficiencies that result in high incomes for the health care industry and exorbitant costs for taxpayers and for workers paying for private health care plans.

The question is therefore not whether we can afford Medicare for All, but whether we will get there before the private health care industry bankrupts us. As one approach, the private insurance premiums now flowing to private health insurers could be re-directed to a Medicare account that would reimburse the health providers at Medicare rates, with much lower management salaries and administrative costs. The nationwide cost savings of Medicare for All — hundreds of billions of dollars per year — could be remitted to taxpayers or used to reduce the federal budget deficit.

College for all

Similar budget analyses demonstrate the feasibility of other parts of the Green New Deal. Can debt-free higher education for all be achieved? The other rich countries all accomplish it. One proposal for “College for All,” presented by Senator Bernie Sanders, would cost around one-quarter of 1% of GDP, a price point that is tiny compared with the burdens of a society weighed down by student debts that create lifelong anxieties until retirement years.

The Green New Deal proponents are absolutely correct on the merits. Decarbonization, Medicare for All, debt-free higher education, and other social benefits are feasible, affordable, and smart. They will deliver great savings in the case of health care, environmental benefits in the case of decarbonization, and renewed social mobility in the case of debt-free higher education.

As a next step, the Green New Deal ideas should be turned into legislation, plans and budgets. When the Federal Interstate Highway System was being debated in 1955, every Congressman received a booklet with detailed maps showing how their district would benefit from an interstate highway system. It’s now important to provide a roadmap of the Green New Deal, showing for each part of the country how the Green New Deal package can be accomplished at low cost and with enormous economic, social and environmental benefits.

The Green New Deal is a new fully comprehensive vision of the economy and the society based on sustainable investments and the transition to a post carbon society. Will the American Democratic party under the Ocasio-Cortez leadership be able to show the way and help the climate and environmental cause? For sur Europe will be totally on their side.

Europe: The future of energy is RED!

On November 16th, the European Union has approved the new energy package started with the Commission Communication CLEAN ENERGY FOR ALL EUROPEANS (https://ec.europa.eu/energy/en/topics/energy-strategy-and-energy-union/clean-energy-all-europeans) issued ony two years before (30th of November 2016). aimed at providing the necessary stable legislative framework – and thereby taking a significant step towards the creation of the Energy Union and delivering on the EU’s Paris Agreement commitments.

The new policy framework brings regulatory certainty, in particular through the introduction of the first national energy and climate plans, and will encourage essential investments to take place in this important sector. It empowers European consumers to become fully active players in the energy transition and fixes two new targets for the EU for 2030: a binding renewable energy target of at least 32% and an energy efficiency target of at least 32.5% – with a possible upward revision in 2023. These ambitious targets will stimulate Europe’s industrial competitiveness, boost growth and jobs, reduce energy bills, help tackle energy poverty and improve air quality.

When these policies are fully implemented, they will lead to steeper emission reductions for the whole EU than anticipated – some 45% by 2030 relative to 1990 (compared to the existing target of a 40% reduction).

To strive towards a long-term greenhouse gas reduction objective, the framework also sets up a robust governance system for the Energy Union and outlines specific measures for the building sector – the largest single energy consumer in Europe with considerable potential for gains in energy performance.

These new targets also played an important part in the Commission’s preparations for its long-term vision for a climate neutral Europe by 2050, published on 28 November 2018.

The package includes 8 different legislative proposals (each with a linked impact assessment), with political agreement having been reached on five of the eight files, as shown below (as of December 2018):

The package also include three communications and a report

These proposals build on existing EU policies and funding opportunities, such as research, development and innovation projects under the Horizon 2020 Programme, and ongoing EU-financed investment programmes, for example  the Connecting Europe Facility, the European Energy Programme for Recovery and other European Structural Investment Funds (ESIF), as well as funding through the European Fund for Strategic Investments (EFSI), where there are more projects related to energy than any other sector.

Among the Directives, by now the first four of the previous list of eight proposals have been approved, including the Directive for the promotion of the use of energy from renewable sources, (in Brussels shortened in Renewable Energy Directive, acronimous: RED)

It is not an exaggeration to say that this ground breaking directive is a real revolution because it gives official legal recognition and aknowledgement to the “prosumer” and to the “energy Communities” as portraid in his visionary work of 2011 by professor Livio de Santoli. Here following one can  read articles 21 and 22, that we reproduce here below:

Article 21

Renewables self-consumers

1.  Member States shall ensure that consumers are entitled to become renewables self-consumers, subject to this Article.

2.  Member States shall ensure that renewables self-consumers, individually or through aggregators ?, are entitled ?:

(a)  to generate renewable energy, including for their own consumption, store and sell their excess production of renewable electricity , including through renewables power purchase agreements, ?electricity suppliers and peer-to-peer trading arrangements, without being subject ?:

(i)  in relation to the electricity that they consume from or feed into the grid, to discriminatory or disproportionate procedures and charges, and to network charges that are not cost-reflective;

(ii)  in relation to their self-generated electricity from renewable sources remaining within their premises, to discriminatory or disproportionate procedures, and to any charges or fees;

(b)  to installing and operating electricity storage systems combined with installations generating renewable electricity for self-consumption without liability for any double charge, including network charges, for stored electricity remaining within their premises;

(c)  to maintaining their rights and obligations as final consumers;

(d)  to receiving remuneration, including, where applicable, through support schemes, for the self-generated renewable electricity that they feed into the grid, which reflects the market value of that electricity and which may take into account its long-term value to the grid, the environment and society .

3.  Member States may apply non-discriminatory and proportionate charges and fees to renewables self-consumers, in relation to their self-generated renewable electricity remaining within their premises in one or more of the following cases:

(a)  if the self-generated renewable electricity is effectively supported via support schemes, only to the extent that the economic viability of the project and the incentive effect of such support are not undermined;

(b)  from 1 December 2026, if the overall share of self-consumption installations exceeds 8 % of the total installed electricity capacity of a Member State, and if it is demonstrated, by means of a cost-benefit analysis performed by the national regulatory authority of that Member State, which is conducted by way of an open, transparent and participatory process, that the provision laid down in point (a)(ii) of paragraph 2 either results in a significant disproportionate burden on the long-term financial sustainability of the electric system, or creates an incentive exceeding what is objectively needed to achieve cost-effective deployment of renewable energy, and that such burden or incentive cannot be minimised by taking other reasonable actions; or

(c)  if the self-generated renewable electricity is produced in installations with a total installed electrical capacity of more than 30 kW.

4.  Member States shall ensure that renewables self-consumers located in the same building, including multi-apartment blocks, are entitled to engage jointly in activities referred to in paragraph 2 and that they are permitted to arrange sharing of renewable energy that is produced on their site or sites between themselves, without prejudice to the network charges and other relevant charges, fees, levies and taxes applicable to each renewables self-consumer. Member States may differentiate between individual renewables self-consumers and jointly acting renewables self-consumers. Any such differentiation shall be proportionate and duly justified .

5.  The renewables self-consumer’s installation may be owned by a third party or managed by a third party for installation, operation, including metering, and maintenance provided that the third party remains subject to the renewables self-consumer’s instructions. The third party itself shall not be considered to be a renewables self-consumer.

6.  Member States shall put in place an enabling framework to promote and facilitate the development of renewables self-consumption based on an assessment of the existing unjustified barriers to, and of the potential of, renewables self-consumption in their territories and energy networks. That enabling framework shall, inter alia:

(a)  address accessibility of renewables self-consumption to all final customers, including those in low-income or vulnerable households;

(b)  address unjustified barriers to the financing of projects in the market and measures to facilitate access to finance;

(c)  address other unjustified regulatory barriers to renewables self-consumption, including for tenants;

(d)  address incentives to building owners to create opportunities for renewables self-consumption, including for tenants;

(e)  grant renewables self-consumers, for self-generated renewable electricity that they feed into the grid, non-discriminatory access to relevant existing support schemes as well as to all electricity market segments;

(f)  ensure that renewables self-consumers contribute in an adequate and balanced way to the overall cost sharing of the system when electricity is fed into the grid.

Member States shall include a summary of the policies and measures under the enabling framework and an assessment of their implementation respectively in their integrated national energy and climate plans and progress reports, pursuant to Regulation (EU) 2018/… (36) .

7.  This Article shall apply without prejudice to Articles 107 and 108 TFEU.

Article 22

Renewable energy communities

1.  Member States shall ensure that final customers, in particular household customers, are entitled to participate in a renewable energy community while maintaining their rights or obligations as final customers, and without being subject to unjustified or discriminatory conditions or procedures that would prevent their participation in a renewable energy community, provided that for private undertakings, their participation does not constitute their primary commercial or professional activity .

2.  Member States shall ensure that renewable energy communities are entitled to:

(a)  produce, consume, store and sell renewable energy, including through renewables power purchase agreements;

(b)  share, within the renewable energy community, renewable energy that is produced by the production units owned by that renewable energy community, subject to the other requirements laid down in this Article and to maintaining the rights and obligations of the renewable energy community members as customers;

(c)  access all suitable energy markets both directly or through aggregation in a non-discriminatory manner.

3.  Member States shall carry out an assessment of the existing barriers and potential of development of renewable energy communities in their territories.

4.  Member States shall provide an enabling framework to promote and facilitate the development of renewable energy communities. That framework shall ensure, inter alia, that:

(a)  unjustified regulatory and administrative barriers to renewable energy communities are removed;

(b)  renewable energy communities that supply energy or provide aggregation or other commercial energy services are subject to the provisions relevant for such activities;

(c)  the relevant distribution system operator cooperates with renewable energy communities to facilitate energy transfers within renewable energy communities;

(d)  renewable energy communities are subject to fair, proportionate and transparent procedures, including registration and licensing procedures, and cost-reflective network charges, as well as relevant charges, levies and taxes, ensuring that they contribute, in an adequate, fair and balanced way, to the overall cost sharing of the system in line with a transparent cost-benefit analysis of distributed energy sources developed by the national competent authorities;

(e)  renewable energy communities are not subject to discriminatory treatment with regard to their activities, rights and obligations as final customers, producers, suppliers, distribution system operators, or as other market participants;

(f)  the participation in the renewable energy communities is accessible to all consumers, including those in low-income or vulnerable households;

(g)  tools to facilitate access to finance and information are available;

(h)  regulatory and capacity-building support is provided to public authorities in enabling and setting up renewable energy communities, and in helping authorities to participate directly;

(i)  rules to secure the equal and non-discriminatory treatment of consumers that participate in the renewable energy community are in place.

5.  The main elements of the enabling framework referred to in paragraph 4, and of its implementation, shall be part of the updates of the Member States’ integrated national energy and climate plans and progress reports pursuant to Regulation (EU) 2018/… (37) .

6.  Member States may provide for renewable energy communities to be open to cross-border participation.

7.  Without prejudice to Articles 107 and 108 TFEU, Member States shall take into account ?specificities of renewable energy communities when designing support schemes in order to allow them to compete for support on an equal footing with other market participants.

This piece of European legislation takes way forward the most advanced ideas on energy production and distribution and starts a new process in the European democratic access to energy production and use, recognizing new figures that until just a couple of years ago were completely unknown to the European baggage of knowledge and terminology: prosumers (consumers and producers of energy) and energy communities.

The EU paints its energy policy  RED.

Red like the sun.

RED as the Renewable Energy Derective.

 

 

The Third Industrial Revolution film event in the Italian Parliament

 

 

 

 

 

 

The Third Industrial Revolution European Society and the Camera dei Deputati

present

a film by Eddy Moretti

Rome 15th of October 10 am

Aula dei gruppi parlamentari, (Parliamentary Groups room)
Camera dei Deputati – Rome

After the film there will be a panel discussion with
Eddy Moretti and Jeremy Rifkin

 

A detailed event program will follow
Entrance allowed upon invitation and registration

Film trailer here: https://www.youtube.com/watch?v=ntBlNdI0wXo

 

The Venue is in Via del Campo Marzio 74.

 

 

 

Hydrogen on the EU agenda!

Federal Minister Elisabeth Köstinger and EU Commissioner Miguel Arias Cañete at the informal meeting of energy ministers on 18 September 2018

On 18 September 2018 the use of hydrogen as a future?oriented energy form was among the items on the agenda of the informal meeting of EU energy ministers.

“The Austrian Presidency of the Council of the European Union proposed a Hydrogen Initiative that many member states approved of and signed”, said Elisabeth Köstinger, current chair of the EU energy minister meetings. “Under this initiative, the signatory states commit themselves to continue research and investment in the production and use of hydrogen as a future?oriented technology”,

Elisabeth Köstinger added. In Linz, where the informal meeting of energy ministers took place on 17 and 18 September, one of the most modern European hydrogen production plants is currently being built.

“In order to achieve the European?wide 2030 climate and energy goals, renewable energy forms have to be strengthened and better integrated”, Elisabeth Köstinger emphasised. “A big challenge is also being able to use renewable energy at those times when the sun is not shining, the water level is low or the wind is not blowing. Therefore, energy storage solutions are crucial in order to stock energy and to store it in the case of overproduction.”

According to Elisabeth Köstinger, renewable hydrogen could, in future, play an important role in this area. Moreover, she said, hydrogen constituted not only a potential future?oriented technology for storing energy but its use as a vehicle fuel would also add to reducing the role of fossil energy sources in mobility. “With the Hydrogen Initiative we want to send out a strong signal for renewable hydrogen and a European-wide cooperation”, Elisabeth Köstinger said.

EU Commissioner Miguel Arias Cañete also welcomed the initiative of the Austrian Presidency of the Council of the European Union:

“Green hydrogen offers significant potential for the d“WE HAD A VERY OPEN AND ACTIVE DISCUSSION ON THE POINTS MENTIONED ABOVE. IN THESE DISCUSSIONS, THE POSITIONS OF ALL MEMBER STATES WERE FULLY RESPECTED. THIS IS ONE OF THE BASIC PREREQUISITES FOR MAKING PROGRESS POSSIBLE AND POTENTIALLY FINALISING THE CLEAN ENERGY PACKAGE IN THE COMING MONTHS.”ecarbonisation of the European economy. The Commission warmly welcomes the Hydrogen Initiative as it will further harness the innovative drive across the EU.”

More information about the informal meeting of energy ministers can be found on the event page.

We, the signatories of this initiative, gathered in Linz, Austria, on the 17th and 18th of September 2018, collectively aim to maximise the great potentials of sustainable hydrogen technology for the decarbonisation of multiple sectors, the energy system and for the long-term energy security of the EU. Acknowledging climate change as a common global challenge and focusing on our commitments to the UNFCCC, we especially underline the key role of sustainable energy technologies in the targeted process of decarbonisation. We need to increase our ambition in all sectors to fulfil the targets set by the Paris Agreement, namely to hold the increase in the global average temperature to well below 2°C above pre-industrial levels and pursuing efforts to limit the temperature increase to 1.5°C above pre-industrial levels. The signatories of this declaration stress that in light of the continuous progress of automation and digitalisation in industry, the energy sector should prepare for new challenges in energy demand, usage, transport and storage. We highlight the potential of renewable hydrogen as an energy storage solution as well as a sustainable climate neutral energy carrier and feedstock. Therefore, renewable hydrogen is able to store as well as provide reliable and timely access to renewable energy, thus offering new opportunities to increase energy security and reduce the Energy Union’s dependency on fossil imports…

The full text is available here  The Hydrogen Initiative (not available in an accessible format) (EN only)

Germany in the lead for the hydrogen implementation strategy.

Klaus Bonhoff

Klaus Bonohff, Managing director of the German Hydrogen support and research organisation that had been funded with 2 bn euro until 2026, sends us a short update on the situation.
The German Government has approved to continue the National Innovation Program for Hydrogen and Fuel Cell Technologies (NIP) for another ten years (2016-2026). While in the first phase (2007-2016) the target was on market preparation of respective technologies, with the result of market-ready technical performance,  the second phase (2016-2026) will focus on (i) continued R&D to further reduce costs and (ii) market activation. Market activation for transportation will especially include support for a commercial development of a hydrogen station network (e.g. via H2 Mobility Germany), development of hydrogen production based on renewable power (electrolysis), incentive programs for fuel cell vehicles (especially rail and busses) and green logistics (FC applications at production sites, airports etc.).

For further information on the Nationale Organisation Wasserstoffen please go to this page:
https://www.now-gmbh.de/de

TAP with no flow!

Today, at a board meeting in Luxembourg the European Investment Bank (EIB) has decided, for now, to postpone loaning €1.5 billion to the controversial Trans-Adriatic Pipeline (TAP).

A growing number of civil society groups are calling on the EIB not to fund this fossil fuel pipeline. In the last few days over 4000 people across Europe and beyond told the bank’s board members that supporting TAP with a massive public loan would be inconsistent with the EIB’s attendance at the One Planet Summit in Paris where the bank pledged, once again, to align its finance with the Paris climate Agreement.

Traversing Greece, Albania and the Adriatic Sea before making a landfall on Italy’s southern shores, TAP is envisaged as the western section of the Southern Gas Corridor. A 3500 kilometre long chain of pipelines starting in Azerbaijan’s Shah Deniz II offshore gas field, this grandiose project is designed to annually pump 10 billion cubic meters of gas to Europe starting 2020, in addition to 6 billion cubic meters to Turkey as early as next year.

Nevertheless, TAP, and the entire Southern Gas Corridor, is a climate-busting fossil fuel project that serves to prop-up corrupt regimes that trample over human-rights, and today’s tragic news of the gas explosion in Baumgarten, Austria, demonstrates that these pipelines increase danger and vulnerability, not European energy security.

On a day in which the World Bank pledged to end funding for oil and gas exploration and gas extraction projects, the EIB board seemed to recognize the myriad problems with the TAP project and decided it needs further discussion before deciding on such a large, controversial loan. The project has been sitting in the bank’s pipeline for more than two years now, and the board will discuss the loan again no earlier than February 2018.

Anna Roggenbuck, EIB Policy Office with CEE Bankwatch Network, says:

“Acknowledging the impacts the project would have on both the climate and impacted communities, the EIB board decided it needs more discussion. We expect the board to demand the bank responds meaningfully to all the complaints raised so far by affected communities along the pipeline route.”

Xavier Sol, Director of Counter Balance, says:

“This further postponement of the Board’s decision on TAP is an important sign that the project’s toxicity has become increasingly obvious. The climate paradox at the heart of the project, together with the human rights abuses, impacts on local communities and corruption links associated with it have made it harder and harder for the EU’s bank to endorse.”

Cécile Marchandclimate and public actors campaigner from Friends of the Earth France says:

“Clearly it was too much even for the EIB to fund this fossil fuel mega project on the anniversary of the Paris Agreement – now they should make sure that 2018 sees them end support for fossil fuels entirely’’

Tim Ratcliffe from 350.org says:

“Communities in Italy, like the people of Melendugno, have been bravely resisting this pipeline in the face of fascist-era laws. Now, everyone that has been demanding the European Investment Bank defund the Trans Adriatic Pipeline just got the decision on a €1.5bn delayed until next year. This is a massive blow to this dangerous new pipeline – we’re turning the tide on new fossil fuel projects. TAP will not go ahead.”

For more information contact

Xavier Sol
Director, Counter Balance
xavier.sol@counter-balance.org
+ 32(0)2 893 08 61
Twitter: @xavier_sol

Anna Roggenbuck
EIB Policy Officer, CEE Bankwatch Network
annar@bankwatch.org
Mobile: +48 509970424 Office: +48 91 831 5392
Twitter: @RoggenbuckA

Cécile Marchand (in the One Planet Summit)
Climate and Public Actors Campaigner, Friends of the Earth France
cecile.marchand@amisdelaterre.org
Mobile: +33 (0)6 69 97 74 56
Twitter: @Cecile_Mcd

Mark Raven
European Communications Specialist, 350.org
mark@350.org
+447841474125 (UK) +90544145425 (Turkey)

L’Eurodeputato Tamburrano rimette in carreggiata il Regolamento sull’Energia

Buone notizie da Bruxelles: le commissioni energia ed ambiente del Parlamento Europeo introducono con il contributo determinante del Movimento 5 Stelle nuovi elementi nel regolamento UE per la governance dell’Unione dell’energia, eliminando i sussidi all’energia fossile e mettendo in corsia preferenziale gli interventi per l’efficienza energetica.

Dario Tamburrano al Parlamento Europeo

Cominciamo col dire che le lobby fossili hanno sempre operato in modo da stroncare qualunque tentativo di introdurre norme di favore a livello europeo per l’efficienza energetica e il risparmio di consumi energetici, per una ragione molto semplice. I monopoli dell’energia fossile non vedono di buon occhio il restringimento del mercato che questo comporta. Ovviamente. E la seconda cosa che non hanno mai visto di buon occhio è la perdita dei privilegi fiscali e dei sussidi diretti e indiretti che generosamente i poteri pubblici hanno sempre loro accordato (tanto per capire di che si parla, all’incirca 700 miliardi di euro che rappresentano quasi il doppio dei 400 miliardi invece accordati all’energia solare).
Ebbene, le commissioni Energia e Ambiente (ITRE & ENVI) hanno votato per l’eliminazione entro il 2020 di tutti i sussidi, diretti ed indiretti, ai combustibili fossili.

Nell’UE questo enorme flusso di denaro, a seconda di come si fanno i calcoli, ammonta alla bellezza di 39-200 miliardi di euro ogni anno (FONTE Parlamento Europeo – Fossil Fuel Subsides a pag. 4). La stima del Fondo Monetario Internazionale, che include anche le esternalità, è addirittura di 300 miliardi annui (FONTE Commissione Europea – Action to boost the clean energy transition a pag. 6).

E non è tutto: sono stati votati a maggioranza anche gli emendamenti che infondono nel quadro legislativo il concetto, finora del tutto assente, di “energia sociale” e il riconoscimento degli interventi di efficienza energetica come “opere infrastrutturali”.

Le commissioni parlamentari ITRE (industria ed energia) ed ENVI (ambiente) hanno approvato giovedì 7 dicembre le modifiche che vorrebbero apportare al testo del Regolamento UE sulla Governance dell’Unione dell’energia proposto dalla Commissione Europea. Come nel caso della direttiva efficienza energetica, bisognava scegliere fra due serie contrapposte di emendamenti relativi alle politiche UE su clima ed energia: una rigorosamente orientata verso rinnovabili, efficienza energetica e riduzione delle emissioni; l’altra molto più bendisposta a perpetuare l’uso dei combustibili fossili. Il  voto del M5S é stato determinante insieme a quello di Verdi, S&D (socialisti), GUE (sinistra) e ALDE (liberali).

Questo regolamento è l’architettura portante delle politiche UE su energia e clima fino al 2030 poiché stabilisce come gli Stati membri dovranno concretamente recepire diversi provvedimenti in merito alle politiche energetiche dell’Unione, tra i quali la nuova direttiva rinnovabili e la nuova direttiva efficienza energetica. Viene stabilito inoltre come gli Stati membri dovranno redigere i loro piani nazionali energia e clima per diminuire le emissioni climalteranti e per raggiungere i target di efficienza energetica e di energia rinnovabile al 2030.

Sono indicati, ovviamente, anche gli strumenti con cui l’UE controllerà che gli obiettivi nazionali vengano effettivamente raggiunti e siano coerenti con quelli unionali.

EFFICIENZA ENERGETICA ELEVATA AL RANGO DI INFRASTRUTTURA ED ELIMINAZIONE DEI SUSSIDI AI COMBUSTIBILI FOSSILI ENTRO IL 2020

In base agli emendamenti approvati dalle commissioni ITRE ed ENVI, il regolamento stabilisce che la ristrutturazione finalizzata al risparmio di energia é un investimento prioritario e che l’efficienza energetica é un’infrastruttura. Questo recepisce completamente l’ emendamento 580 di questo elenco) presentato da Dario Tamburrano e cofirmato dagli europarlamentari Pedicini, Borrelli, Evi e D’Amato.

Ancora, gli emendamenti “incorporano” nel regolamento gli accordi di Parigi che mirano a contenere entro due gradi (possibilmente entro 1,5 gradi) il riscaldamento globale e inseriscono quindi nei piani nazionali relativi ad energia e clima l’obbligo di

  • eliminare tutti i sussidi ai combustibili fossili entro il 2020 ed indicare la traiettoria verso questo obiettivo. Era uN emendamento specifico (in questo elenco al numero 553), sempre cofirmato dagli eurodeputati suddetti.
  • raggiungere i target di rinnovabili e di efficienza energetica attraverso una traiettoria lineare
  • mirare alla decarbonizzazione dell’economia entro il 2050, muovendosi verso un sistema basato sulle rinnovabili e sull’efficienza energetica.
ENERGIA SOCIALE

Per quanto riguarda la dimensione “sociale” dell’energia, sempre in base agli emendamenti approvati in commissione i piani nazionali dovranno:

  • indicare quante persone si trovano in condizioni in condizioni di povertà energetica e, se sono in numero significativo, le misure per ridurle
  • stabilire un target di energia rinnovabile prodotta dai cittadini e dalle comunità per l’energia, e la traiettoria per raggiungerlo
  • specificare quali benefici i cittadini trarranno dall’autoproduzione ed autoconsumo di energia rinnovabile
  • essere il frutto di consultazione e partecipazione pubblica
I PROSSIMI PASSI

Queste novità andranno confermate dal voto in assemblea plenaria, che avverrà presumibilmente in gennaio, insieme alla direttiva rinnovabili e alla direttiva efficienza energetica.

Sarà quindi una delle plenarie più importanti della legislatura e la più importante per le politiche energetiche dell’Unione. I risultati finora ottenuti sono molto buoni e in parte insperati. Ma in plenaria si dovrà lottare per ogni singolo voto dato che sono coinvolti estesi interessi geopolitici, enormi quelli finanziari.

Il testo che sarà approvato in plenaria servirà come base per i negoziati con il Consiglio UE – l’altro co legislatore europeo – durante i quali nascerà la versione definitiva del regolamento. Nell’UE, un regolamento  è un atto legislativo superiore alle direttive perché viene direttamente applicato in tutti gli Stati membri senza che vi siano ulteriori passaggi per recepirlo nelle legislazioni nazionali.

Il percorso è ancora lungo, ma siamo inaspettatamente in una buona direzione, grazie a Dario Tamburrano.

Per ulteriori riferimenti si può consultare l’articolo dello stesso Dario Tamburrano a questo link: https://www.dariotamburrano.it/governance-unione-energia-sussidi-combustibili-fossili/

Parma: nuova vita in chiave “educational” per il Modulo Eco.

Dopo quasi un anno, e centinaia di manifestazioni a cui hanno preso parte decine di migliaia  d ragazzi e ragazze, Il Modulo Eco si sposta da Piazzale della Pace alla sua sede definitiva
nel Parco Testoni del quartiere Crocetta.

L’Associazione Manifattura Urbana sotto la sapiente direzione dell’architetto Francesco Fulvi, del Comitato Scientifico del CETRI e responsabile del modulo “high School” del CETRI Educational, organizza una serie di workshop che si svolgeranno in una o più giornate ciascuno, alternando momenti didattici di lezione frontale, tenute da professionisti ed aziende sponsor leader nel settore, e momenti
operativi di costruzione dei vari elementi durante le varie fasi costruttive del Modulo.

Antonio Rancati e Francesco Fulvi

Una splendida occasione di fare l’ esperienza di un cantiere in autocostruzione!
Fin dalla nascita del progetto CETRI-TIRES ha concesso con entusiasmo il suo patrocinio per le numerose attività di educational e tutti gli eventi in linea alle teorie della Terza Rivoluzione Industriale di
Jeremy Rifkin.

COS’É IL MODULO ECO?
E’ un progetto dell’associazione culturale Manifattura Urbana costruito da volontari sotto la direzione di Francesco Fulvi, senza l’uso di soldi pubblici come strumento di divulgazione e didattica sui temi della sostenibilità economica, ambientale e sociale. E’ uno spazio per il quartiere e la cittadinanza dove incontrarsi e fare rete. Luogo per realizzare iniziative a carattere sociale e culturale, fondamentale per la socializzazione e per un processo di riappropiazione delle città da parte di chi la vive.

CHI LO FINANZIA?
Lo smontaggio e rimontaggio da Piazzale della Pace al Parco Testoni è realizzato grazie al sostegno di Fondazione Cariparma. I materiali per la costruzione del padiglione sono sponsorizzate da aziende del settore. Il progetto è sostenuto dal Comune di Parma e da Fondazione Cariparma. In foto la splendida iniziativa “La tua Casa in Classe A” per aiutare tutti i cittadini negli interventi di efficentamento energetico.
CHI PUO’ PARTECIPARE?
Cittadini, scuole, associazioni, enti proponendo temi, progetti o eventi.
Anche società sportive come le Zebre Rugby di Parma, che si sono rese disponibili a promuovere le nostre lanterne green per i bambini che vivono al buio.

CANTIERE DIDATTICO IN AUTOCOSTRUZIONE

Impianto domotico dell’ecomodulo controllabile vi smartphone

Chi volesse partecipare come osservatore o collaborare alle fasi di assemblaggio delle varie parti ed alla loro verifica attraverso una serie di workshop tematici, come l’assemblaggio della struttura in legno, la
posa dei serramenti, del tetto verde, la realizzazione di muri ed intonaci in terra cruda, sistema di tenuta all’aria, impianto elettrico, fotovoltaico, VMC, domotico, blower door test e diagnostica.

In questo primo anno di attività il Modulo ECO ha ricevuto 9 certificazioni e premi nazionali, ed alcuni studenti che ne hanno fatto argomento per la loro Tesi di Laurea, che hanno anche ricevuto importanti attestati istituzionali.

PER PARTECIPARE: è necessario compilare il form online disponibile sul sito internet e su facebook, e MUNIRSI DI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (scarpe antinfortunistiche, guanti e caschetto).
LE DATE DI OGNI WORKSHOP VERRANNO COMUNICATE IN RELAZIONE ALLA SVOLGIMENTO DEI LAVORI

COSTO
Singola giornata € 10 + 5 € quota associativa
WS completo € 40 + 5 € quota associativa

A BREVE INSERIREMO IL LINK DEL FORM PER L’ISCRIZIONE AD OGNI SINGOLO
WORKSHOP. SE SIETE INTERESSATI E PER OGNI INFO NON ESITATE A SCRIVERE A:
manifatturaurbana@gmail.com

E’ UN’OCCASIONE DA NON PERDERE!
http://www.facebook.com/ModuloECO

 

 

 

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