Thursday, July 29, 2021

Intervista a Dino Junior Di Cicco, Presidente della prima Associazione Internazionale dei Waste Manager denominata ASSIWAMA

Professionista di Waste Management (Gestione dei rifiuti) abbracciando il mondo degli sviluppi Ecosostenibili e della Circular & Green Economy che si conclude con l’acquisizione della conoscenza, di come, dove, quando e perché un rifiuto finisce la sua vita, con il termine inglese ‘’Waste End ’’

Nel 2017 assume la qualifica di Project Manager, attestato da una UNI ISO:21500 rilasciata dall’ Istituto Italiano Project Management (ISIPM) completando il percorso di manager nel mondo dei rifiuti.

Il 2 Agosto 2018 diventa Presidente della prima Associazione Internazionale dei Waste Manager denominata ASSIWAMA.

Insomma, Dino Junior Di Cicco è un Waste Manager che GECO FOR SCHOOL non poteva perdersi di intervistare del 26 luglio 2021: www.gecoforschool.com/intervista-a-dino-junior-di-cicco/

Raccontaci la figura del Waste Manager: chi è, di cosa si occupa, che competenze deve avere e perché è importante?

Il Waste Manager è una figura professionale specializzata che opera prevalentemente nel panorama aziendale delle PMI e vede tra i propri compiti principali l’analisi, il monitoraggio e l’ottimizzazione dei costi di gestione & smaltimento dei rifiuti garantendo che le aziende rispettino gli standard normativi.

Parte dell’attività del Waste Manager consta nella corretta gestione di tutti i rifiuti speciali, urbani, solidi, liquidi, pericolosi e non pericolosi presso le sedi dei clienti attraverso l’utilizzo di sistemi innovativi che permettono di gestire gli scarti secondo procedure che puntano al completo reimpiego degli stessi. Per questo al Waste Manager è richiesta un’ampia conoscenza delle norme e una vera competenza nella loro applicazione pratica, anche alla luce del recepimento delle Direttive “Circular Economy”.

È evidente quanto la gestione dei rifiuti necessiti di formazione approfondita, autorevole e puntuale non solo per evitare le pesanti conseguenze in termini di sanzioni e responsabilità previste nel settore, ma ancor più per cogliere le opportunità di una disciplina in continuo aggiornamento ed evoluzione.


Che impatto ha il Waste Management sul successo e sui costi di un’impresa?

La gestione dei rifiuti è divenuta sempre più strategica in tutti i paesi, non solo sul piano ambientale ma anche in ambito industriale ed economico. È noto che negli ultimi anni diversi sono stati gli interventi normativi recepiti dalle aziende, derivati da nuove esigenze di mercato, legate alla sostenibilità e alla razionalizzazione delle risorse materiali

Il settore dei rifiuti urbani costituisce, d’altra parte, una realtà economica e industriale rilevante per questo si rende ancor più necessario che, suddetta trasformazione, sia guidata da nuove professionalità dotate di formazione specifica e che possano condurre l’azienda nella transizione verso modelli più sostenibili, efficienti e competitivi sul mercato.

Dobbiamo però immaginare che una azienda possa non avere queste competenze al proprio interno ed ecco che viene in soccorso una figura o ad una società esterna specializzata, che le aziende tendono appunto ad esternalizzare o integrandola con HSE Manager. Ecco che così è possibile ottenere un buon margine di risparmio in quanto il servizio non ha gli stessi costi di una o più assunzioni. Ciò avviene con le stesse modalità di un Responsabile Tecnico iscritto all’Albo Gestori Ambientali che esercita in libera professione. Perché ricordiamo che il Waste Manager può svolgere la sua attività come libero professionista per più aziende contemporaneamente aprendo la Partita IVA.

Il tema della gestione dei rifiuti industriali in Italia è particolarmente delicato e spesso è stato al centro di illeciti anche molto gravi. Quanto è diffusa fra le aziende italiane la consapevolezza dell’importanza di un Waste Management accurato ed efficace? E cosa si può fare per sensibilizzare su questo tema?

L’Ecomafia, termine con il quale si indicano quei settori della criminalità organizzata che hanno scelto il traffico e lo smaltimento illecito dei rifiuti, pare davvero non arrestarsi nè conoscere crisi nel nostro Paese tanto che, negli ultimi due anni, i reati contro l’ambiente sono aumentati: 34.648 quelli accertati. Gli ecocriminali sono attivi in tutte le filiere: dal ciclo del cemento a quello dei rifiuti, dai traffici di animali fino allo sfruttamento delle energie rinnovabili e alla distorsione dell’economia circolare.

Da capogiro il business potenziale complessivo dell’ecomafia che dal 1995 a oggi ha toccato quota 419,2 mld.

Questi dati ci confermano l’importanza per le aziende di possedere professionisti del settore al fine di monitorare i processi riguardanti la gestione e lo smaltimento di rifiuti.

Occorre creare percorsi professionali mirati che permettano di formarsi in tale ambito che sarà nel prossimo futuro strategico per aziende pubbliche e private.

Gli indirizzi normativi europei e nazionali stanno orientando sempre più le politiche e i processi verso un percorso che educhi i cittadini e le istituzioni a forme di prevenzione sui rifiuti e ancor più ad instaurare percorsi che incentivino il riutilizzo di beni altrimenti destinati allo smaltimento. Ma questo non sarà possibile se, ad ogni livello, ci si doti di professionisti capaci di guidare tali processi.

Quali sono le innovazioni più interessanti che vedremo in questo settore nel prossimo futuro?

Siamo già nel futuro me lo lasci dire. La crisi pandemica ha prodotto, in termini positivi, un importante avanzamento nel Paese in riferimento ai temi ambientali basti pensare alle norme in tema di sostenibilità previste dal New Green Deal europeo.

Sarà fondamentale per le aziende dal un lato riuscire ad adattarsi ai nuovi modelli di business “green” e dall’altro investire i fondi previsti dal Next Generation EU in politiche volte a facilitare la transizione ecologica.

Il progresso tecnologico sarà davvero centrale nel rinnovamento generale del parco impianti del settore del Waste Management.  Per il trattamento della frazione organica, si stanno sviluppando nuovi impianti capaci di produrre anche biocarburanti di qualità sempre migliori e nuovi materiali come, ad esempio, le bioplastiche prodotte a partire dalle biomasse. 

Le risorse a disposizione non sono infinite è necessario per questo aderire ad un sistema di produzione che consenta di prendere una materia e continuare ad utilizzarla, trasformandola.

La rilevanza che assumerà questa nuova professione sarà centrale se si pensa che Legambiente ha stimato come una rigorosa applicazione dell’attuale legislazione sui rifiuti farà crescere nei prossimi anni i posti di lavoro di circa quattrocento mila unità.


Nell’ambito di Geco For School, il percorso didattico formativo che abbiamo ideato rivolto alle scuole superiori, qual è il suo suggerimento per coinvolgere i ragazzi sulle tematiche di cui si occupa?

La formazione rappresenta momento fondamentale per creare consapevolezza e sensibilizzare le nuove generazioni sul tema della sostenibilità. Geco For School, è esempio virtuoso in tal senso.

La sinergia constante tra le agenzie educative ed il mondo del lavoro tramite aziende sponsor, enti sociali ed Università è l’aspetto che, a mio avviso, rappresenta il maggior valore.

Instillare nei giovani, attraverso percorsi pratici, la centralità nel presente e nel futuro rispetto le tematiche riguardanti: energie rinnovabilieco-foodmobilità greeneconomia circolare e turismo sostenibile è di centrale importanza.

È in tal senso centrale, per coinvolgere i ragazzi, rendere concreto l’impatto che hanno ed avranno nel prossimo futuro le scelte orientate alla sostenibilità per la comunità tutta e per il nostro Pianeta.

Nutro enorme fiducia nei nostri giovani che hanno mostrato con le tante mobilitazioni globali a tutela dell’ambiente, basti pensare al Fridays for future, di avere ben chiara l’importanza dei temi legati alla sostenibilità. Percorsi come Geco For School raccolgono tale fermento permettendo ai giovani di comprendere quanto le loro scelte di oggi e di domani n Pianeta eco e green.

Intervista GFS – 26 luglio 2021 >>> www.gecoforschool.com/intervista-a-dino-junior-di-cicco/

Primo incontro del Tavolo tecnico sull’idrogeno. Alessandro Delli Noci, Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia: “Un passo importante verso l’istituzione dell’Osservatorio sull’Idrogeno”

Pubblichiamo con grande piacere l’articolo di giovedì 22 luglio sul Quotidiano della Puglia, perchè il nostro centro studi europeo CETRI-TIRES partecipa alle attività del Piano regionale fin dalla costituzione delle varie commissioni e gruppi di lavoro per trasformare una visione in progetti concreti, come indicato dal nostro prof. Jeremy Rifkin per un Green New Deal globale con l’Idrogeno Verde.

PRIMO INCONTRO DEL TAVOLO TECNICO SULL’IDROGENO. DELLI NOCI: “UN PASSO IMPORTANTE VERSO L’ISTITUZIONE DELL’OSSERVATORIO SULL’IDROGENO”. REGIONE PUGLIA, 21 LUGLIO 2021.

“Abbiamo accolto con entusiasmo la richiesta di incontro giunta dai distretti tecnologici e produttivi pugliesi finalizzata a fare il punto sulla strategia per l’idrogeno, parte integrante del Piano energetico che intendiamo costruire. Anche incoraggiati dalle parole della Ministra del Sud e della Coesione territoriale Mara Carfagna, che ha annunciato la possibilità concreta di realizzare in Puglia una Hydrogene Valley, riteniamo opportuno accelerare il processo di incontro e confronto con gli attori principali, confronto che vogliamo sia teso alla produzione di linee di ricerca e progettazione in grado di trasformare la visione strategica in progetti concreti. Questo processo coinvolgerà tutti gli stakeholder della regione così come abbiamo previsto nella delibera di Giunta con cui abbiamo approvato la candidatura del territorio regionale ad accogliere la localizzazione del “Centro Nazionale di Alta Tecnologia per l’Idrogeno”, previsto nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). La delibera in questione – continua Delli Noci – prevedeva sia l’istituzione di un gruppo di lavoro interdipartimentale – che sarà convocato la prossima settimana – coordinato dal Direttore del Dipartimento Sviluppo Economico, a cui affidare l’elaborazione del Piano regionale dell’Idrogeno, sia l’istituzione dell’Osservatorio Regionale sull’Idrogeno. Ricordo che l’Osservatorio sarà composto da esperti rappresentativi della filiera della produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, del settore della produzione di idrogeno e celle a combustibile, del settore della ricerca, delle università, nonché da rappresentanti dell’ANCI, delle associazioni ambientaliste, dei distretti produttivi pugliesi attivi nel settore delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, degli enti non a scopo di lucro attivi nella promozione dell’uso dell’idrogeno e da rappresentanti delle strutture regionali con competenza nei settori energia, mobilità, ambiente e innovazione. L’incontro di oggi rappresenta un primo passo verso l’istituzione di questo importante organismo che avrà il compito di rendere fattivo e accelerare il processo di decarbonizzazione verso un modello ecosostenibile”.

CONTINUA LA LETTURA >>> www.regione.puglia.it/web/press-regione/-/primo-incontro-del-tavolo-tecnico-sull-idrogeno.%C2%A0delli-noci-un-passo-importante-verso-l-istituzione-dell-osservatorio-sull-idrogeno- 21 luglio 2021

Alessandro Delli Noci, Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia: “Un passo importante verso l’istituzione dell’Osservatorio sull’Idrogeno”

Intervista a Domenico Letizia, l’importanza della tracciabilità dei prodotti alimentari, con focus sui grani antichi e sul pescato comune, grazie alla biotecnologia

Marketing Communication Manager, Consulente export e internazionalizzazione per le imprese, FoodSea Digital Marketing e Broker assicurativo. Il giornalista Domenico Letizia è stato il responsabile dell’Ufficio Stampa del Digital Seafood Trade Show, la prima fiera ittica mondiale interamente virtuale organizzata da Assoittica Italia. Ha svolto numerose ricerche, eventi e approfondimenti sull’importanza della tracciabilità dei prodotti alimentari, con un focus specifico sui grani antichi del Mediterraneo e sul pescato comune, senza sottovalutare l’apporto positivo della biotecnologia e dell’innovazione come avviene in alcuni contesti interessantissimi in Canada e negli USA.

Intervista GFS: www.gecoforschool.com/intervista-a-domenico-letizia/

Il settore della pesca è stato messo spesso sotto accusa, negli ultimi anni, per la scarsa sostenibilità di alcune pratiche. Come si fa a rendere la pesca sostenibile?

La pesca artigianale, quella che lega le comunità all’occupazione, i territori alla storia locale è da sempre sostenibile. L’innovazione tecnologica può apportare quel granello in più in tema di sostenibilità. Per essere concreto, riporto l’esempio di un progetto che ho seguito dedicato alla valorizzazione e alla tutela della pesca, in particolare per acciuga, cernia, tilapia e tonno rosso, con la finalità di garantire la tracciabilità del prodotto ittico nel Mediterraneo e combattere la pesca illegale. La pesca è infatti una delle più grandi industrie dell’area del Mediterraneo, fornisce reddito rilevante e opportunità commerciali in molti paesi della costa, ma è spesso inefficiente e dispendiosa, perché non regolamentata. La pesca illegale è purtroppo una pratica assai diffusa, inclusa la pesca eccessiva e le frodi. Per questo settore deve essere molto importante un ripensare le modalità di azione, considerato il calo della fiducia tra i consumatori anche nei confronti di aziende che praticano responsabilità ambientale e sociale.

Su iniziativa di Slow Food Tebourba Association e Gi.&Me. Association ho avuto il piacere di seguire, analizzare e monitorare, anche se a distanza, un’interessante iniziativa organizzata dalle associazioni menzionate a Tebourba, a pochi chilometri da Tunisi, durante un approfondimento dedicato all’approccio del consumatore locale verso il prodotto ittico, la tracciabilità, l’autenticità della pesca e un nuovo approfondimento sulle aspettative del progetto “Surefish”. Surefish intende dare slancio e implementare un meccanismo globale di sicurezza, che si avvali dello sviluppo tecnologico e della ricostruzione della filiera di approvvigionamento della pesca nel Mediterraneo per valorizzare l’ambiente, le comunità locali e l’occupazione. In tema di sostenibilità mi permetto anche di ricordare la prima fiera ittica virtuale. Ideato e patrocinato da Assoittica Italia, Digital Seafood Trade Show è stata la prima fiera in ambito digitale per il settore ittico che ha avuto luogo il 20 e il 21 maggio 2021 in quello che è stato a tutti gli effetti un polo fieristico digitale. Uno strumento online per sviluppare opportunità di connessione e di networking interattivo con i rappresentanti del mondo ittico di numerosi paesi diversi e più di cento imprese differenti, con un fatturato complessivo di oltre sette miliardi di euro. La fiera non più come semplice luogo in uno spazio fisico ma stand interattivi e personalizzati per ognuno dei partecipanti. Tutela del mare, della pesca, della sostenibilità e della biodiversità sono divenute una prerogativa urgente per le economie nazionali e per la comunità internazionale.

Il 20 maggio del 2021, Giornata europea del mare, la possiamo ricordare come una data storica per il mercato ittico post emergenza sanitaria, per le nuove visioni legate all’export dei prodotti ittici e per i processi di internazionalizzazione frutto della blue economy analizzati proprio durante i lavori fieristici.

Quali passi deve fare, secondo te, l’industria alimentare per contribuire a un’economia circolare efficace?

Comunicazione 4.0, formazione innovativa e processi aziendali sostenibili anche con l’avallo delle più importanti innovazioni tecnologiche quali la tecnologia blockchain. Il settore e le dinamiche legate all’agrifood innovativo riguardano un’importante percentuale della popolazione mondiale e l’innovazione nel settore rappresenta una delle principali opportunità di sviluppo economico e occupazionale. Guardando all’Italia, nel 2019, il mercato italiano dell’Agricoltura 4.0 è aumentato rispetto all’anno precedente per un valore totale di 450 milioni di euro, equivalente al 5% di quello mondiale. L’innovazione agricola è legata all’economia circolare. Attualmente, nel mondo, le startup legate all’agricoltura 4.0 ammontano ad un valore di 13.5 miliardi di dollari. L’Europa copre il 31% e si posiziona al secondo posto dietro il Nord America che detiene una quota del 39% e un valore del 37% del totale. Tuttavia, le novità più interessanti provengono dal sud dell’Europa. Mediterraneo Allargato, Africa, Tecnologie gastronomiche, Sviluppo sostenibile, Mare, Blockchain, Internet delle Cose, Web e innovazione sono gli argomenti dell’attualità legati al food e alla produzione sostenibile.

L’Italia è chiamata a svolgere un ruolo importante, sia per quanto riguarda la produzione di cibo sia soprattutto per la produzione di eccellenza del cibo stesso, ma anche per la “qualità” di una nuova cultura verso il cibo che proprio il nostro paese deve essere in grado di esprimere. Se guardiamo al ruolo dell’Italia nei dati del Food Sustainability Index notiamo che il nostro paese sta generando meccanismi di innovazione a livello di sostenibilità della produzione agricola, grazie, probabilmente, anche alle spinte innovative che arrivano a livello di Agricoltura 4.0 e Smart Agrifood e al sostegno sia del Mipaaf che della comunità internazionale. La sostenibilità è una questione di conoscenza, di cultura e di mobilitazione, in particolare, delle nuove generazioni. Per l’economista Jeffrey Sachs non c’è tempo da perdere, le risorse si stanno consumando a una velocità tale che non ci è consentito nessun ulteriore ritardo ed è assolutamente necessario intervenire al più presto per cambiare il sistema alimentare globale. Sachs richiama gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu che tracciano una roadmap verso la sostenibilità dove siamo già in ritardo, dove occorre recuperare e a maggior ragione occorre accelerare l’innovazione culturale proprio perché il grosso rischio è quello di non avere la consapevolezza del pericolo e dei pericoli che minacciano il pianeta.

In un mondo dove la sostenibilità economica, intesa come capacità di generare in particolare reddito e lavoro, ma anche di salvaguardare il capitale economico, umano, sociale e naturale, la rivoluzione innescata dalla blockchain nel settore agroalimentare riveste sicuramente un’importanza di primo piano. Sono tematiche che interessano anche la sponda nord dell’Africa. In un recente webinar, organizzato dalla società Euromed International Trade e altri partner istituzionali e imprenditoriali del Marocco, che ho avuto il piacere di moderare, ciò che è emerso dalle analisi dei protagonisti economici del Marocco è la volontà di voler inseguire l’innovazione e la tecnologia per produrre un prodotto autentico, tracciato, sostenibile e nel rispetto dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. L’economia circolare produce ricchezza e nuove forme di lavoro.  

A tal riguardo, scrutando la nostra attualità quali sono le innovazioni più interessanti nel mondo dell’eco-food?

Tantissime e variegate. Personalmente, ciò che mi ha colpito di più sono le conquiste della biotecnologia nell’ambito delle ricerche sul DNA e sui successi dell’ingegneria genetica che inducono a riflettere sull’importanza della loro applicazione in agricoltura. Una recente iniziativa online, alla quale ho avuto il piacere di partecipare, organizzata dall’Ambasciata degli Stati Uniti d’America e dall’Ufficio Affari Agricoli in Italia sulle biotecnologie innovative, come il genome editing e il CRISPR, ha posto l’innovazione in agricoltura e le più recenti norme in materia al centro del dibattito. Le conquiste della biotecnologia nell’ambito delle ricerche sul DNA e i successi dell’ingegneria genetica inducono a riflettere sull’importanza della loro applicazione in agricoltura. La messa a punto di prodotti innovativi, antiossidanti e bioinsetticidi e lo sviluppo di nuove tecniche di coltivazione sono elementi essenziali per le imprese agricole in Europa e negli Stati Uniti d’AmericaL’innovazione in campo biotecnologico permette di studiare gli alimenti, la loro composizione e le loro proprietà, con particolare attenzione alla salute dell’uomo e degli animali.

In Italia, il 49% delle imprese biotech ha come settore di applicazione prevalente quello legato alla salute umana, mentre il 39% ha come attività prevalente la produzione e lo sviluppo di prodotti e servizi per applicazioni industriali o ambientali (29,9%) o per applicazioni veterinarie, agricole e zootecniche (8,6%). Il giudizio culturale e la paura del consumatore rappresentano un pregiudizio da superare attraverso la conoscenza e la promozione di eventi pubblici che diffondano l’importanza della ricerca e della biotecnologia in agricoltura.

L’Unione Europea guarda con interesse alle biotecnologie nei diversi settori di attività. Comunicare queste innovazioni e comunicare la sostenibilità dei prodotti può riscrivere le logiche commerciali dei prodotti alimentari e far crescere le vendite.

Qualche esempio specifico di tale dinamica dove lo possiamo rintracciare?

Restando negli USA e analizzando nuovamente il mercato ittico è doveroso portare all’attenzione del pubblico ciò che sviluppa l’Alaska. L’Alaska ha giuridicamente sancito che pescatori, scienziati e cittadini devono collaborare per concretizzare e implementare l’occupazione della filiera ittica sostenibile del Paese al fine di rendere il mare un luogo di sviluppo sostenibile per il presente e il futuro. In tutto il mondo è oramai riconosciuta l’importanza di salvaguardare l’industria della pesca e diviene sempre più importante la certificazione della gestione sostenibile della pesca rispettando gli standard internazionali stabiliti dalla FAO.

Attualmente, il modello dell’Alaska Fisheries Management System, divulgato e diffuso dall’Alaska Seafood Marketing Institute (ASMI), risulta essere un esempio da seguire per anteporre la conservazione dell’ecosistema allo sfruttamento commerciale del territorio e della fauna ittica. La gestione della pesca in Alaska è oggetto di continue correzioni, modifiche e mutamenti in base alla stagione e all’analisi ambientale dei ricercatori. Le autorità possono consentire o vietare la pesca in determinate aree valutando il comportamento del salmone, il livello dell’acqua e altri fattori ambientali. Gli scienziati e gli esperti del National Marine Fisheries Service (NMFS) svolgono continuamente studi approfonditi su tutti gli aspetti biologici delle specie di pesce bianco dell’Alaska, monitorando costantemente l’ambiente biotico del Golfo dell’Alaska e del Mare di Bering. Il personale della International Pacific Halibut Commission (IPHC) conduce studi simili sugli Halibut nei vari punti conosciuti del loro habitat, dalla California alla Russia.

Che ruolo ha la cooperazione internazionale nel raggiungimento di una società globalmente sostenibile? E come si comporta l’Italia, da questo punto di vista, nello scenario internazionale?

Proprio su questo aspetto ho avuto un maestro: il rotariano Franz Martinelli. Grazie a Martinelli e in occasione della presentazione del programma della “IV Settimana della cucina italiana nel mondo”, evento annuale promosso dal ministero degli Esteri in collaborazione con il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, dell’Istruzione e Sviluppo economico, l’Italia e la Tunisia, hanno approfondito le opportunità di network e collaborazione. Al centro del dibattito le politiche sulla sicurezza alimentare. La creazione di progetti comuni con al centro le politiche agroalimentari è tra le priorità della regione che insegue sicurezza e sostenibilità alimentare. La collocazione geografica e la vicinanza nel Mediterraneo aiutano ulteriormente a comprendere le esigenze alimentari ed occupazionali, favorendo ulteriormente la collaborazione tra la Tunisia e la nostra Penisola. In questo caso la cooperazione e la diplomazia del food hanno avuto un ruolo preciso nella crescita delle relazioni.

Altro esempio importante è quello olandese. Obiettivo delle istituzioni dei Paesi Bassi e di numerosi enti di ricerca è quello di coniugare la coltivazione dei fiori con la crescita sostenibile dell’agricoltura, perseguendo politiche di sostenibilità ambientale, lotta allo spreco alimentare e alla malnutrizione che colpisce molte popolazioni della Terra. Il dramma della nostra attualità, al quale le istituzioni del governo dei Paesi Bassi, vogliono dare una risposta è quello di poter sfamare, entro il 2050, quasi nove miliardi di persone, fornendo un food di qualità, sano, sostenibile e tracciato.

La risposta degli esperti è unanime: “per raggiungere questo obiettivo dobbiamo ripensare al modo in cui coltiviamo e alla catena di distribuzione dell’agroalimentare. Essenziale è anche sviluppare città vivibili e in armonia con l’ambiente. Un sistema alimentare sostenibile che possa stimolare la crescita economica contemporanea inseguendo innovazione e tutela della biodiversità”.

Un sistema alimentare sostenibile che possa sviluppare l’economia circolare e la green economy, valorizzando le giovani generazioni imprenditoriali e sviluppando importanti partnership tra istituzioni, governi, istituti di ricerca e cittadinanza. Il Ministero per l’Agricoltura dei Paesi Bassi ribadisce l’essenzialità di un nuovo approccio all’agricoltura che possa fermare la crescita continua delle megalopoli. Inoltre, particolare importanza è posta alla coltivazione dei fiori e di come tali tecniche possano essere utili anche per la produzione agroalimentare, prestando una particolare attenzione alle specifiche sfide dell’attuale mercato cinese, caratterizzato da numerosi problemi demografici.

Perché hai deciso di portare il tuo contributo nel nostro nuovo format Geco for School?

Semplicissimo. Vedo una squadra di visionari, innovatori e amanti della sostenibilità. Un gruppo che non conosce i confini dell’impossibile o del non praticabile, pronto a sviluppare network, passione, tutela dell’ambiente e un futuro migliore per noi e i nostri figli. Sono onorato dalla semplice idea di poter divenire membro del comitato scientifico e portare le mie idee nel network dove avrò possibilità di apprendere ulteriormente e crescere. Che altro aggiungere? La domanda dovrebbe essere al contrario: Perché non sostenere tali idee? Non farlo è da folli.


Tags: biodiversità • eco food • ecofood • economia circolare • educazione ambientale • natura • percorso sostenibile • sostenibilità • Sostenibilità ambientale • sviluppo sostenibile

Intervista GFS: www.gecoforschool.com/intervista-a-domenico-letizia/

19 LUGLIO 2021

Europa: arriva Fit for Fifty Five, il nuovo pacchetto delle 4 F per la sostenibilità

Con una delle più importanti e partecipate conferenze stampa della sua storia, e dopo aver subito pressioni lobbistiche da paura, la Commissione Europea ha presentato il 14 luglio il pacchetto Fit for Fifty Five www.europarl.europa.eu/legislative-train/theme-a-european-green-deal/package-fit-for-55 che mira a dare attuazione al #GreenDeal europeo per raggiungere i nuovi e più ambiziosi obiettivi climatici che la Commissione von der Leyen ha proposto.

Il pacchetto consta di 12 provvedimenti, (8 proposte di revisione di direttive e regolamenti esistenti e 4 nuove iniziative in materia soprattutto energetica) che rappresentano il cuore del Green Deal europeo come nuova “strategia per la crescita” green e alternativa a quella attuale ancora basata sui combustibili fossili. Il pacchetto ha anche l’obbiettivo di portarci fuori dalla crisi, in sintonia con NEXT GENERATION EU, e di dare nuove prospettive di lavoro e di inclusione sociale, ridisegnando il nostro modo di spostarci, di consumare, di costruire, riducendo non solo il nostro impatto su risorse e ambiente ma anche la diseguaglianza del mondo fossile, perché il nuovo pacchetto rappresenta anche una enorme occasione di redistribuzione delle risorse fra gli esseri umani.

Le misure del pacchetto riguardano l’aumento degli obbiettivi per rinnovabili, l’efficienza energetica, la riorganizzazione del sistema di scambio delle emissioni (ETS) e la sua controversa estensione al settore degli edifici e dei trasporti, il regolamento detto di “condivisione dello sforzo” di abbattimento delle emissioni nei settori finora non coperti dall’ETS, la tassazione energetica, che prevedeva finora stimoli ai combustibili fossili, l’uso del suolo, silvicultura e strategia forestale, norme più stringenti per ridurre le emissioni di automobili e furgoni, regole per le infrastrutture, per i carburanti alternativi (leggi ricariche per mobilità elettrica) e per i carburanti per aviazione e navigazione, misure per imporre dazi ad importazioni ad alto contenuto di CO2 (misure di adeguamento del carbonio alle frontiere); viene poi proposto un Fondo Sociale per il Clima per evitare una reazione di rigetto di queste misure da parte dei settori sociali più in difficoltà. Il Fondo verrebbe finanziato con 72,2 miliardi di risorse europee provenienti per il 25% dai proventi del sistema di scambio di emissioni e potenzialmente da altrettante nazionali nei prossimi 7 anni.
Nei prossimi mesi il pacchetto sarà inoltre completato dalle proposte sulle linee guida per l’applicazione concreta del principio “Energy efficiency first”, il super controverso pacchetto sul gas, la direttiva sugli edifici e le nuove linee guida sugli aiuti di stato, tutti aspetti molto importanti dell’agenda sul Green Deal.

Ora la parola passa al Parlamento Europeo e al Consiglio dei rappresentanti degli Stati, che sono co-legislatori a pari livello. Si prevede che i negoziati dureranno per tutto il 2022.

Per approfondire l’argomento ecco il report da Bruxelles di Renzo Consoli, corrispondente di Askanews:

Bruxelles, 14 lug. (askanews) – La Commissione europea ha approvato oggi il pacchetto legislativo “Fit for 55”, che contiene una dozzina di proposte di direttive, regolamenti e altre iniziative, spesso interconnesse e complementari fra loro, riguardanti tutti i settori dell’economia che sono chiamati a contribuire al nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra dell’Ue del 55% (invece che del 40% previsto in precedenza) entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990. Il pacchetto rappresenta la “roadmap” che dovrà essere seguita per arrivare ai traguardi già decisi e fissati nella legge europea sul clima, ovvero la riduzione del 55% al 2030 e l’obiettivo “zero emissioni nette” (neutralità climatica) entro il 2050, ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen durante una conferenza stampa nel pomeriggio a Bruxelles. Le proposte della Commissione riguardano le politiche dell’Ue in materia di clima, energia, uso del suolo, trasporti e fiscalità energetica, e, secondo quanto afferma l’Esecutivo comunitario in una nota, prevedono di “trasformare radicalmente la nostra economia e la nostra società per costruire un futuro equo, verde e prospero”. Le proposte riguardano, in estrema sintesi: un rafforzamento del sistema europeo di scambio dei permessi di emissione (“Emission trade system” – Ets) e la sua applicazione a nuovi settori (aviazione civile, settore marittimo, trasporti stradali ed edilizia); un aumento della produzione dell’uso di energie rinnovabili; obiettivi vincolanti per l’aumento dell’efficienza energetica; una più rapida diffusione dei modi di trasporto a basse emissioni e delle infrastrutture (punti di ricarica elettrica e di rifornimento per i carburanti alternativi) e dei nuovi combustibili necessari; l’allineamento delle politiche fiscali (in particolare la tassazione dell’energia) con gli obiettivi del Green Deal europeo; misure (“dazi climatici” all’importazione) per prevenire il “carbon leakage” e rilocalizzazione fuori dall’Ue delle industrie ad alta intensità di emissioni; strumenti per preservare e potenziare la capacità dei “pozzi naturali di assorbimento del carbonio”, ovvero le aree agricole e forestali. “Effort Sharing”, nuovi target nazionali di riduzione emissioni A tutte queste misure si aggiunge poi una revisione del regolamento sul cosiddetto “Effort Sharing”, la condivisione dello sforzo di abbattimento delle emissioni nei settori finora non coperti dall’Ets, che stabilisce degli obiettivi nazionali di riduzione per ciascuno Stato membro. I settori interessati sono (e resteranno anche dopo la riforma dell’Ets) gli edifici, il trasporto stradale e il trasporto marittimo interno, l’agricoltura, i rifiuti e le piccole industrie. Rispetto alla riduzione media nell’Ue che era stata inizialmente prevista al 29%; l’obiettivo dell'”Effort Sharing” per il 2030 è stato rafforzato di 11 punti percentuali, portandolo al 40% per contribuire al taglio complessivo dei gas serra ora fissato al 55%. Per l’Italia, l’obiettivo nazionale passa dal 33% al 43,7%. Rafforzamento ed estensione a nuovi settori del sistema Ets Il sistema Ets fissa un prezzo per i permessi di emissioni di CO2 e riduce ogni anno il limite massimo applicabile ai gas serra emessi da determinati settori economici. Negli ultimi 16 anni questo sistema ha consentito di ridurre del 42,8% le emissioni provenienti dalla produzione di energia elettrica e dalle industrie ad alta intensità energetica. Nella sua proposta di oggi, la Commissione propone di abbassare ulteriormente il tetto massimo generale delle emissioni e di aumentarne il tasso annuo di riduzione. L’Esecutivo Ue inoltre propone inoltre di eliminare gradualmente l’allocazione di quote di emissioni a titolo gratuito per l’aviazione civile, allineando il settore al Sistema globale di compensazione e riduzione delle emissioni per il trasporto aereo internazionale (“Carbon Offsetting and Reduction Scheme for International Aviation” – Corsia), negoziato nell’ambito dell’Icao (l’Organizzazione internazionale dell’Aviazione civile). La proposta prevede, inoltre, di includere per la prima volta nell’Ets anche le emissioni generate dal trasporto marittimo, e di istituire un nuovo sistema separato di scambio delle quote di emissione per il trasporto stradale (applicato alla distribuzione di carburante) e per gli edifici (applicato al combustibile per i sistemi di riscaldamento); due settori che, al contrario dell’industria e dell’energia, non hanno ridotto le emissioni negli ultimi anni. La Commissione propone poi di aumentare l’entità dei fondi per l’innovazione e la modernizzazione, finanziati con le entrate generate dal sistema Ets, e prevede che gli Stati membri spendano la totalità delle loro entrate derivanti dallo scambio di quote di emissione per progetti connessi al clima e all’energia. Inoltre, una parte specifica delle entrate provenienti dal nuovo Ets per il trasporto stradale e per gli edifici dovrebbe essere destinata a compensare, almeno in parte, con un “Fondo sociale per il clima”, l’eventuale impatto sociale del nuovo sistema (rincaro dei prezzi dei carburanti e dei combustibili per il riscaldamento), per le famiglie, gli utenti dei trasporti e le microimprese vulnerabili. La nuova direttiva sulle rinnovabili La revisione della direttiva sulle energie rinnovabili fisserà l’obiettivo di aumentare al 40% la produzione della nostra energia da queste fonti entro il 2030. Sono previsti obiettivi specifici nazionali per ogni Stato membro per contribuire all’aumento complessivo europeo; obiettivi specifici settoriali sono poi fissati anche per l’uso delle energie rinnovabili nei trasporti, nel comparto del riscaldamento e della climatizzazione, nell’edilizia e nell’industria. Efficienza energetica La nuova direttiva sull’efficienza energetica fisserà, a livello Ue un obiettivo annuale vincolante per la riduzione del consumo di energia, in modo da arrivare al 9% nel 2030. Alla luce di questo obiettivo gli specifici contributi nazionali all’incremento del risparmio energetico saranno dell’1,5% all’anno, ciò che quasi raddoppierà l’obbligo previsto finora. Il settore pubblico sarà tenuto a ristrutturare ogni anno il 3% dei suoi edifici (in termini di superficie) per renderli più energeticamente più efficienti, al ritmo di un incremento del risparmio energetico annuale dell’1,7%. Nuovi limiti a emissioni dai veicoli, fine del motore a scoppio Saranno imposte delle norme più rigorose in materia di emissioni di CO2 per le autovetture e i furgoni. Le emissioni delle auto nuove dovranno diminuire del 55% a partire dal 2030 e del 100% a partire dal 2035 rispetto ai livelli del 2021. Di conseguenza, tutte le autovetture nuove immatricolate a partire dal 2035 saranno a zero emissioni. In sostanza, viene programmata la fine dei motori a combustione interna entro meno di 15 anni. Infrastrutture per ricarica elettrica e carburanti alternativi Un regolamento sulle infrastrutture per i combustibili alternativi imporrà agli Stati membri di aumentare la capacità di ricarica in linea con le vendite di autovetture a emissioni zero (elettriche a batteria o a idrogeno) e di installare punti di ricarica e di rifornimento a intervalli regolari sulle principali autostrade. Per consentire ai guidatori di avere accesso a una rete certa, affidabile e diffusa in tutta Europa di infrastrutture adatte alla nuova mobilità sostenibile, dovranno esserci stazioni di servizio almeno ogni 60 km per la ricarica elettrica e almeno ogni 150 km delle per il rifornimento di idrogeno. I carburanti per l’aviazione e per il trasporto marittimo In aggiunta all’inserimento nel sistema Ets, i settori dell’aviazione e del trasporto marittimo saranno sottoposti a obblighi relativi all’uso di carburanti con meno emissioni di gas serra. Il regolamento sulle infrastrutture per i combustibili alternativi prevede che anche gli aeromobili e le navi abbiano accesso a energia elettrica pulita nei principali porti e aeroporti. Inoltre, l’iniziativa “ReFuelEU Aviation” obbligherà i fornitori di combustibili ad aumentare la percentuale di carburanti sintetici con più basse emissioni di carbonio (come i cosiddetti “elettrocarburanti”), nel rifornimenti per gli aerei effettuati negli aeroporti dell’Ue. Analogamente, l’iniziativa “FuelEU Maritime” incentiverà l’utilizzo di combustibili marittimi più sostenibili e di tecnologie a zero emissioni, fissando un limite massimo ai gas serra che potranno essere emessi dalle navi che fanno scalo nei porti europei. Tassare non il volume, ma il contenuto di energia La revisione della direttiva sulla fiscalità dell’energia propone di allineare la tassazione dei prodotti energetici alle politiche dell’Ue, promuovendo tecnologie pulite ed eliminando le esenzioni obsolete e le aliquote ridotte che attualmente incoraggiano e sovvenzionano l’uso di combustibili fossili. La Commissione propone un cambiamento della base imponibile, che non sarà più il volume (per i combustibili espresso in litri, per esempio 330 euro per 1.000 litri di gas) ma il contenuto energetico (espresso in joule, per esempio 10,75 euro per un gigaJoule), e calibrerà le nuove aliquote minime in modo da favorire le fonti più sostenibili. Il meccanismo Cbam, un “dazio climatico” sulle importazioni Un tempo veniva indicata come “carbon tax” alle importazioni, oggi è stata ribattezzata Cbam, da “Carbon Border Adjustment Mechanism” (meccanismo di compensazione alle frontiere delle emissioni di carbonio): si tratta di una sorta di “dazio climatico” che verrà imposto su determinati prodotti importati nell’Ue (cemento, fertilizzanti, acciaio, alluminio) per garantire che l’ambizioso quadro normativo ambientale comunitario non svantaggi la competitività dell’industria europea e non favorisca i concorrenti di paesi terzi (soprattutto Cina e Russia, ma anche Turchia) che non sono sottoposti agli stessi obblighi. Solo così si potrà assicurare che le riduzioni delle emissioni europee contribuiscano a davvero a un calo delle emissioni a livello mondiale, e non siano compensate dal “carbon leakage”, ovvero un aumento dei gas serra nei paesi terzi, accompagnato da una delocalizzazione della produzione ad alta intensità di carbonio fuori dall’Europa. Il meccanismo Cbam inoltre incoraggerà l’industria extra europea e i partner internazionali dell’Ue ad adottare misure equivalenti o simili a quelle dell’Unione. E’ previsto che sia introdotto dopo una prima fase di transizione, con l’entrata in funzione nel 2026 e 10 anni di attuazione graduale prima di entrare a pieno regime. Parallelamente alla graduale introduzione del Cbam, verranno eliminate gradualmente le esenzioni per i settori industriali che oggi usufruiscono di quote di emissioni gratuite nel sistema Ets, proprio per evitare il “carbon leakage”. Uso dei suoli, agricoltura e foreste, i “pozzi di carbonio” Il regolamento sull’uso del suolo, sulla silvicoltura e sull’agricoltura, infine, fissa un obiettivo generale dell’Ue per l’assorbimento del carbonio da questi “pozzi” naturali, pari a 310 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 entro il 2030. Gli obiettivi nazionali imporranno agli Stati membri di preservare ed estendere i propri pozzi di assorbimento del carbonio. Entro il 2035 l’Ue dovrebbe mirare a raggiungere la neutralità climatica nei settori dell’uso del suolo, della silvicoltura e dell’agricoltura, comprese le emissioni agricole diverse dallo CO2, come quelle derivanti dall’uso di fertilizzanti e dall’allevamento. Una nuova strategia forestale dell’Ue, inoltre, predispone un piano per piantare tre miliardi di alberi in tutta Europa entro il 2030. La strategia mira a migliorare la qualità, la quantità e la resilienza delle foreste europee, sostiene i silvicoltori e la bioeconomia forestale, e mira a garantire la sostenibilità della raccolta e dell’uso del legname (la biomassa), preservando la biodiversità.

Fonte: https://www.askanews.it/esteri/2021/07/14/commissione-ue-propone-grande-riforma-economia-per-il-clima-pn_20210714_00247/ 14 luglio 2021

Rinnovabili: oltre un milione e mezzo di nuovi posti di lavoro!

Secondo i dati resi disponibili dal più recente rapporto di EUobserv’ER, l’agenzia di monitoraggio europea per le fonti rinnovabili, le rinnovabili in Europa avevano raggiunto il 32,1 % della produzione energetica totale in Europa, producendo 1.510.000 posti di lavoro, ossia 70.000 posti di lavoro in più rispetto all’anno precedente. Il giro d’affari delle rinnovabili per lo stesso periodo nell’Europa a 28 ha raggiunto i 158.9 miliardi di euro (4,2 miliardi in più dell’anno precedente). Questo ha permesso di evitare l’emissione di 351 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio e la spesa di 110 miliardi di euro in combustibili fossili.


Con il superamento della soglia di 1 000 TWh, quasi un TWh su tre nell’UE a 28 proviene da fonti rinnovabili. Per contro, lo sviluppo del riscaldamento e raffrescamento rinnovabile è fermo al 19,7% (+0,2 punti rispetto al 2017).
L’occupazione legata alle energie rinnovabili, come abbiamo visto, cresce fino a 1,51 milioni di posti di lavoro a tempo pieno
Sulla base della metodologia sviluppata da EurObserv’ER, si rileva che nel 2018 nel settore delle energie rinnovabili dell’Unione europea erano impiegate, direttamente o indirettamente, circa 1,51 milioni di persone. Ciò rappresenta una crescita lorda del +4,6% dai livelli del 2017.

EurObserv’ER ha riscontrato che 20 Stati membri su 28 hanno aumentato o mantenuto il loro numero di posti di lavoro nelle ER.
Il corrispondente fatturato negli Stati membri dell’UE-28 ha avuto una crescita lorda di +2,7%.

Per maggiori informazioni accedere a questo link:

https://www.eurobserv-er.org/19th-annual-overview-barometer/


questo è il relativo comunicato stampa

Pensa Circolare Podcast, intervista di Carlo Ghiglietti sulla Terza Rivoluzione Industriale e sugli sviluppi del Green Deal con il Coordinatore generale Antonio Rancati

Pubblichiamo con grande piacere l’intervista di Carlo Ghiglietti, Circular Economy & Sustainability Strategy Advisor • Founder & CEO at .zeroenvironment • Creator of Pensa Circolare Podcast • Co-Founder at Bluenzima, al nostro Coordinatore generale Antonio Rancati (14 luglio 2021)

E’ online il 47esimo episodio di Pensa Circolare Podcast, il tema è la #TerzaRivoluzioneIndustriale e l’ospite non poteva che essere Antonio Rancati Coordinatore generale del centro studi europeo CETRI-TIRES. Con Antonio abbiamo inevitabilmente parlato del prossimo futuro e di come il Green Deal condizionerà le nostre produzioni e i nostri consumi.

Ascolta l’episodio qui >>> https://lnkd.in/dAz7p8c

Antonio Rancati con Jeremy Rifkin

Nell’augurarti buon ascolto, chi chiedo un grande favore: di recente Pensa Circolare Podcast, insieme ad altri meravigliosi contribuiti
podcast, è stato inserito dal portale Apple Podcast, nella sessione LA TERRA NON PUÓ PIÚ ATTENDERE; uno dei pochi podcast indipendenti presenti. Questo ci rende molto orgogliosi, in particolare per il lavoro che, insieme ai nostri ospiti, abbiamo fatto per divulgare il concetto di #economiacircolare e di #sostenibilita, per questo ti chiedo di sostenere il podcast indicando il tuo gradimento sulle 5 stelle che troverai sulla pagina del podcast.

Grazie mille e buona giornata!

Carlo Ghiglietti

LinkedIn: www.linkedin.com/in/carlo-ghiglietti-717247115/

Idee a confronto sulla città di Prato che verrà! 20 luglio 2021 (incontro con dibattito pubblico)

Incontro con dibattito pubblico

PRATO: IL PAESAGGIO DELLA FELICITA’?

Idee a confronto sulla città che verrà!

MARTEDI’ 20 LUGLIO ORE 21,00
CIRCOLO DI BORGONUOVO
VIA LORENZO DA PRATO, 17

Interverranno:

Valerio Barberis – Assessore urbanistica ed ambiente Comune di Prato,

Marco Morelli – Direttore Fondazione PARSEC Centro di Scienze Naturali,

Antonio Rancati – Coordinatore generale Cetri-Tires,

Pierfrancesco Cavicchioni – Perito agrario.

Modera Giacomo Sbolgi – Consigliere comunale Prato Italia Viva

www.facebook.com/events/811873179691022

Per chi lo desidera può partecipare alla “pizzata” al Circolo di Borgonuovo alle ore 20,00 (costo 12,00 euro bevande incluse).
Per info e prenotazioni Andrea 393.3962179

Ingresso libero fino ad esaurimento posti in ottemperanza alle norme vigenti anti Covid19.

PRATO: IL PAESAGGIO DELLA FELICITA’? | Facebook

Al via l’edizione 2021 di “StartCup Lombardia” per nuove imprese ad alto potenziale in ambito IT, ICT & Services, Lifescience & Medtech e Cleantech & Energy con un montepremi di 125 mila euro

Ai nastri di partenza la competizione organizzata dalle Università e dagli Incubatori Universitari lombardi e promossa da Regione Lombardia, con il coordinamento di PoliHub – Innovation Park & Startup Accelerator del Politecnico di Milano. Giunta quest’anno alla XIX edizione, Startcup favorisce la nascita di nuove imprese ad alto potenziale in ambito ICT & Services, Industrial Technologies, Lifescience & Medtech e Cleantech & Energy con un montepremi di 125 mila euro. C’è tempo fino al 13 settembre per presentare la propria idea.

Milano, 7 luglio 2021 – È stata presentata oggi nella suggestiva sede dell’Adi Design MuseumStartcup Lombardia, la competizione organizzata dalle Università e dagli Incubatori Universitari lombardi e promossa da Regione Lombardia – Direzione Generale Sviluppo Economico Assessore Guido Guidesi, con il coordinamento di PoliHub – Innovation Park & Startup Accelerator del Politecnico di Milano.

Nata nel 2003, su iniziativa del Politecnico di Milano, Startcup Lombardia è alla sua XIX edizione. Dal 2016, grazie anche al supporto di Regione Lombardia, la competizione ha assegnato grant per oltre 500 mila euro, contribuito alla nascita di 28 aziende che hanno raccolto più 3 milioni di investimenti cumulati.

“Startcup Lombardia rappresenta un efficace esempio di collaborazione tra gli Atenei lombardi, che si impegnano a mettere a fattor comune i propri sforzi per generare opportunità di sviluppo a favore di nuove iniziative imprenditoriali”, commenta Remo Morzenti Pellegrini, Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo“Ciò è un segnale importante di ripartenza in un contesto post pandemico, in cui gli studenti in primis sono chiamati a dare il proprio contributo, sfruttando i contatti col tessuto imprenditoriale lombardo e generando soluzioni innovative a supporto dei cittadini. Confido che anche questa edizione porterà una rigenerazione nell’ecosistema industriale e nelle comunità accademiche coinvolte”.

“Dopo 19 anni Startcup Lombardia si conferma un’iniziativa capace di attrarre l’interesse degli studenti degli atenei lombardi”, afferma il Rettore del Politecnico di Milano, Ferruccio Resta“Startcup non è solo un momento di premiazione ma un percorso che accompagna e sostiene i progetti fino al loro approdo sul mercato. In un momento storico così delicato le Università e gli Incubatori Universitari continuano a essere attori fondamentali per stimolare lo sviluppo economico grazie al talento dei giovani innovatori”.

“Abbiamo scelto di presentare la nuova edizione Startcup in questo luogo”, afferma l’Assessore Regionale allo Sviluppo EconomicoGuido Guidesi, “in quanto simbolo della storia del design e dell’innovazione lombarda. Sia di buon auspicio ai giovani che lanceranno nuove sfide per portare ancora una volta l’ingegno lombardo in tutto il mondo”.

Andrea Sianesi e Guido Guidesi

I PARTECIPANTI

Possono presentare la candidatura a Startcup Lombardia studentiimprese costituite e aspiranti imprenditori nel cui team dovrà essere presente almeno uno studente universitario o, in alternativa, dottorando, ricercatore, assegnista, professore o alumnus.

I PREMI

Anche per l’edizione 2021 Regione Lombardia ha rinnovato il supporto alla competizione con un montepremi che sale a 125 mila euro per i migliori progetti, candidati in quattro categorie: ICT & Services, Industrial Technologies, Lifescience & Medtech e Cleantech & Energy. Saranno 4 i progetti vincitori, uno per categoria, a cui verrà assegnato un premio di 25 mila euro ciascuno. Verranno inoltre premiati altri 2 progetti che, come i precedenti, avranno diritto ad accedere al Premio Nazionale dell’Innovazione.

Novità 2021, un Premio Speciale di 25 mila euro per il progetto che sviluppa la migliore soluzione e/o tecnologia in ambito sicurezza e benessere sul luogo di lavoro Tutti i progetti finalisti potranno accedere ad attività di formazione focalizzate sulla stesura del business plan e business model e sulla presentazione della propria idea di business. Le giornate di accelerazione saranno dedicate a supportare i team nella produzione di un executive summary e un pitch deck.

LE FASI DEL PROGRAMMA

Il termine ultimo per la presentazione delle candidature è il 13 settembre 2021. La fase di valutazione e selezione dei progetti si concluderà il 24 settembre. Il Comitato Organizzatore selezionerà i 12 migliori progetti, che potranno accedere agli Acceleration Days, il programma di empowerment imprenditoriale focalizzato su business plan e presentazione dell’idea di business.

A fineottobre, durante la finale, la Giuria decreterà i 6 vincitori, che avranno accesso al Premio Nazionale dell’Innovazione organizzato da PNIcube, in programma Il 30 novembre e il 3 dicembre a Roma.

Startcup Lombardia è organizzata da Politecnico di Milano, PoliHub, Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Pavia, Università degli Studi di Brescia, Università degli Studi di Bergamo, Università degli Studi dell’Insubria, Università Commerciale Luigi Bocconi, Università Cattolica del Sacro Cuore, IULM – Libera Università di Lingue e Comunicazione, Università degli Studi di Milano-Bicocca e Fondazione UniMi.

Tutte le informazioni sul sito www.startcuplombardia.it

Luciano Galimberti
Enrico Capitanio
Roberto Tiezzi e Luca Ravagnan

ELEONORA EVI ELETTA CO-PORTAVOCE DI EUROPA-VERDI, “SUPEREREMO QUALSIASI SBARRAMENTO”

Non nasconde l’emozione Eleonora Evi, eurodeputata di Europa Verde, nel suo appassionato discorso di ieri, in occasione dell’assemblea costituente dei Verdi ed Europa Verde tenutasi a Chianciano.

È stata appena nominata co-portavoce, insieme ad Angelo Bonelli, della nuova formazione e dice: “Ho scelto di aderire a Europa Verde-VERDI perché sono convinta che sia un progetto visionario nel quale mi sono sentita subito a casa. Sono quindi molto emozionata di essere qui e sento un senso di grande responsabilità. La nostra forza sta nelle persone e nelle idee. Io ho iniziato a fare attivismo quando il cambiamento climatico non era ancora un tema così conosciuto, avevo 20 anni ed ero arrabbiata per lo sfruttamento di persone, animali e ambiente. Ora ne ho 37 ma, dopo 7 anni di esperienza nel Parlamento europeo, sento il bisogno di guardare all’Europa come se ne avessi 20, continuando a portare cambiamenti concreti nelle vite delle persone, come la richiesta di abolire le gabbie nell’allevamento, che oggi sta diventando realtà e di cui vado orgogliosa”. 

”Sono convinta, – ha proseguito la parlamentare europea, – che i VERDI siano gli unici ad aver sempre guardato al mondo come se avessero 20 anni, gli unici ad avere a cuore il futuro del pianeta e delle generazioni che verranno, con il coraggio di dire NO quando è necessario, come abbiamo fatto con la Climate Law, che contiene standard troppo bassi di riduzione della CO2. Come abbiamo fatto e continueremo a fare con la PAC, ritenendo inaccettabile continuare a finanziare gli allevamenti intensivi e le grandi aziende a scapito dei piccoli agricoltori”. 

Evi ricorda poi la recente vittoria in Europa con l’impegno da parte della Commissione a legiferare entro il 2023 per l’abolizione degli allevamenti in gabbia, una sua battaglia storica portata in Parlamento Europeo, attraverso l’iniziativa dei cittadini europei End the cage age. 

Le sue parole trasudano passione ed energia, anche quando rivolge lo sguardo alla situazione italiana: “Dobbiamo opporci a questo Governo che ha generato un PNRR rivolto al passato. Gli italiani sono stati ingannati con la grande bugia di dover scegliere tra lavoro e salute. Falso! Le imprese green hanno resisto meglio e superato la crisi pandemica. I posti di lavoro che si creeranno con le rinnovabili, la cura della natura e delle persone, con l’economia circolare, la cultura, sono molti di più di quelli che ci chiedono di salvare nel settore delle fonti fossili. 

Un esempio su tutti, il Report commissionato dai Greens/EFA a Cambridge Econometrics sulla Legge europea sul Clima, che dimostra come un taglio emissioni più ambizioso del 60% al 2030 avrebbe portato alla creazione di più posti di lavoro, un milione in Europa dei quali la maggior parte proprio in Italia. 

Nessuno pensa che sia facile, ma noi ci batteremo per non lasciare indietro nessuno e per arrivare a più persone possibile. Il nostro obiettivo concreto è quello di entrare in tutte le istituzioni, superando le soglie di sbarramento, qualunque esse siano. Diciamolo con chiarezza: mai con la Lega, mai con Fratelli d’Italia. Saremo alleati con il centrosinistra, ma mai una stampella o partito cuscinetto. Parleremo con tutti, senza pregiudizi e faremo parlare le ragazze e i ragazzi arrabbiati che protestano nelle strade, come i GEV”. 

Infine, l’impegno per il futuro:

“Mi impegnerò al massimo per portare la famosa onda verde anche in Italia, unendo le forze e costruendo ponti. Da quando mi sono iscritta ho ricevuto una bandiera: con il cuore voglio sventolarla qua. Viva Europa Verde!”- conclude Evi tra gli applausi dei presenti.

#EuropaVerdeCiSiamo – 11 luglio 2021

David Sassoli, Presidente del Parlamento europeo: Costruire un nuovo umanesimo europeo – 11 luglio 2021

Estratti del discorso del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, alla commemorazione dell’eccidio nazista di Cibeno (11 luglio 2021)
 Il discorso completo è disponibile qui
“Il mio pellegrinaggio oggi qui ha un solo motivo – ricordare che non basta credere di essere al riparo. Voglio ribadire che l’orrore che ci travolse nasceva dentro grandi culture democratiche, liberali, progressiste anche, in un tempo di grandi invenzioni tecnologiche, di scoperte, di artisti, letterati e filosofi cosmopoliti e pieni di ingegno, ma tutti, tutti, incapaci di fiutare per tempo il pericolo del fascismo e del nazismo.”

Il Presidente ha sottolineato il bisogno di essere vigili contro l’intolleranza crescente:
 
“Dicono lo stesso anche a noi oggi, quando diciamo di salvare i migranti ci dicono che stiamo facendo il gioco degli scafisti, oppure che la magistratura indipendente o il giornalismo sono espressioni di disordine, oppure che è meglio non agitare il buon senso quando difendiamo la dignità di persone che vogliono amarsi.”

“A Cibeno, qui a Fossoli è accaduto. Può accadere ancora.”

“Giuseppe Dossetti scrisse che la coscienza storica da sola non basta. La nostra coscienza deve essere “vigile”, capace cioè di “opporsi a ogni inizio di sistema di male, finché ci sia tempo”, Ecco perché non possiamo permetterci di sottovalutare le manifestazioni di odio, violenza, discriminazioni che si manifestano nello spazio europeo.”

Il Presidente ha proseguito concentrandosi su ciò che l’Europa ha fatto per proteggere i valori fondamentali e sul perché i regimi autoritari prendono sempre più di mira l’Europa:
 
“Bene che il dibattito sulla ripresa, sulla ricostruzione delle nostre economie, corra di pari passo con quello che riguarda la difesa dello Stato di diritto, dei nostri valori fondamentali, delle libertà che devono essere garantite ai nostri cittadini. Mai il dibattito, la denuncia e il richiamo verso fenomeni degenerativi presenti in alcuni Stati europei era stato così attento e ci vede pronti con nuovi e inediti meccanismi sanzionatori.”

“La pandemia ha colpito e ha fermato l’Europa e il mondo. Questa volta però l’Europa non è stata passiva come avvenne in occasione della grave crisi finanziaria di dieci anni or sono. Questa volta l’Europa è stata capace di compiere un balzo in avanti. Non una risposta ordinaria, ma un cambio di paradigma. Che prelude – così vogliamo pensare – a una Europa più giusta e più forte nella dimensione globale”

“Perché tutti i regimi autoritari si preoccupano di noi? Vi è un solo motivo. I valori europei mettono paura, perché le libertà consentono uguaglianza, giustizia, trasparenza, opportunità, pace. E se è possibile in Europa, è possibile ovunque.”

 “Per questo non tolleriamo che nello spazio europeo vi siano paesi in cui la magistratura o il giornalismo vengano umiliati nella loro funzione, in cui un vento antisemita costringa famiglie ebree europee a trasferirsi in Nord America o in Canada, in cui gli immigrati e i rifugiati vengano considerati uno scarto, in cui le donne siano sottopagate, in cui leggi nazionali producano discriminazioni, in cui si sostenga che territori europei vengono dichiarati “LGTBI free zone”. In Europa i diritti di ogni persona sono diritti di tutti.”

Infine, il Presidente Sassoli ha spiegato perché l’Europa deve continuare a svilupparsi:

“L’Europa è una costruzione sempre in divenire. E non dovrà mai fermarsi. È un cantiere che non smette mai di operare, o se si vuole, è una cattedrale la cui officina richiede l’impegno di successive generazioni.”

 “Per questo motivo siamo così determinati ad imprimere velocità al processo di adesione dei Balcani Occidentali, e a mantenere le promesse fatte dall’Europa per una riconciliazione dello spazio politico con lo spazio geografico. Non vogliamo che la delusione di Albania e Macedonia del Nord prevalga e il loro sguardo si rivolga altrove. E lo stesso vale per tutti quei paesi che sentono ancora forte il desiderio di far parte della nostra famiglia.”

11 luglio 2021

Campo Fossoli (Carpi), i presidenti Ursula von der Leyen e David Sassoli alla commemorazione dell’eccidio nazista del 1944

Parma vista dall’alto é ancora più bella

Con il lockdown abbiamo capito quanto é impattante la nostra presenza sulla vita della Terra.

Siamo finalmente certi che se ci fermiamo il nostro pianeta ricomincia a respirare. Ci muoviamo con mezzi di trasporto che fanno male alla nostra salute e chilometro dopo chilometro rilasciano sostanze che stanno distruggendo la vita sulla Terra. Il tema della mobilità sostenibile é sicuramente al centro dell’attenzione della scena pubblica. Siamo sicuri che una macchina elettrica sia la soluzione? Vogliamo solo cambiare la trazione delle nostra automobili e mantenere lo stesso stile di vita? Perché non stravolgere le nostre certezze e trasformare le nostre strade in luoghi di incontro e vita quotidiana? In questo articolo voglio spiegarvi la mia idea per rendere più a misura d’uomo la mia città, Parma. Un grande progetto per ridare alle persone ciò che le auto si sono prese negli anni,
caratterizzato dalla mobilità sostenibile.
Parma, capoluogo emiliano che conta quasi 200.000 abitanti, si candida così ad essere capofila nella transizione a città da terza rivoluzione industriale, in linea con le direttive della Commissione europea per un’Europa a impatto climatico zero entro il 2050.
Nel progetto un ruolo fondamentale lo giocano le energie rinnovabili, che alimenteranno interamente il trasporto pubblico, il quale non sarà composto solo da comuni mezzi, ma saranno sperimentati nuovi metodi di trasporto.
Idea cardine del piano è costruire una cabinovia lungo l’asse nord sud della città, che intrecciandosi con il torrente Parma, fornisce una nuova prospettiva sui tetti del centro. Sul suo percorso collega molti punti di interesse come l’autostrada, la stazione ferroviaria, numerose scuole e infine il campus universitario. L’avvento dei sistemi di trasporto via fune
in città é di recente sviluppo. Le cabinovie infatti uniscono il vantaggio dell’alimentazione elettrica, al fatto che non necessitano di batterie. Inoltre sono di facile realizzazione, economicamente convenienti rispetto ad una nuova linea di metropolitana, ma soprattutto il continuo flusso di cabine rende i tempi di attesa praticamente nulli e non risentendo del traffico la durata del viaggio é sempre costante. Tempi certi e continua possibilità di fruire del servizio, sono due elementi che creano interesse nell’utente, in quanto é certo della durata totale del viaggio.
Sulla direttrice est ovest, della città di Parma, ho pensato a una tranvia che non si limiti ai confini cittadini ma arrivi fino alla prima periferia in modo da includere nel progetto anche i cittadini che abitano nei paesi più vicini alla città, portando così il bacino di utenza a raggiungere le 250.000 persone.
In una transizione verso le energie rinnovabili, non verranno più acquistati autobus alimentati da combustibili fossili. In una prima fase verranno adottati mezzi elettrici a batteria, per poi spostarsi su mezzi alimentati a idrogeno. L’attuale percorso delle linee urbane sarà ripensato in modo da coprire in modo efficiente tutta la città e sfruttare la cabinovia e il tram per gli spostamenti più lunghi.
Un ruolo fondamentale sarà ricoperto dalla micromobilità, alla quale sono dedicati i maggiori interventi. L’attuale rete di piste ciclabili sarà revisionata e potenziata. Anche qui l’obiettivo é dare la possibilità anche a chi abita in periferia di raggiungere la città in modo rapido e sicuro. Verranno creati numerosi depositi bici, luoghi sicuri in cui poter lasciare il proprio mezzo.
Il centro storico sarà reso completamente pedonale, in modo da garantire una maggiore interazione tra le persone e dare la possibilità ai commercianti di sfruttare meglio il suolo pubblico.
All’interno del centro verranno adottati mezzi autonomi che permetteranno di spostarsi e raggiungere tutti i borghi, sarà garantito il passaggio al tram, a una velocità ridotta, come già succede in molte aree pedonali in Europa.
Decementificare è un altro punto importante del progetto. Credo infatti che ci sia bisogno di ricucire il rapporto dell’uomo con la natura, creando veri e propri boschi urbani che, oltre a mitigare il caldo, porterebbero numerosi vantaggi.
Gli effetti del cambiamento climatico sono sotto i nostri occhi tutti i giorni, se non agiamo tempestivamente il mutamento sarà irreversibile. Sono consapevole che questo progetto richiederà grandi investimenti e molto tempo, ma credo che se non cambiamo in modo radicale il nostro stile di vita non riusciremo ad arginare l’impatto che abbiamo avuto in questi secoli sul nostro pianeta.

Pietro Bernardi – Dipartimento Mobilità Sostenibile CETRI-TIRES

Parma, 26 settembre 2020

L’idrogeno arrivò a Bruxelles con Romano Prodi

Nel 2003 Prodi, allora Presidente della Commissione Europea, lancia una nuova iniziativa su impulso di Jeremy Rifkin: la nuova strategia europea per l’Economia dell’Idrogeno. Obiettivo strategico arrivare a un 2050 post carbon basato esclusivamente sull’economia delle rinnovabili e dell’idrogeno. Ecco il discorso che tenne in quell’occasione per fissare questa ambiziosa strategia.

L’Idrogeno è uno degli elementi essenziali della transizione energetica, ed è stato incluso nella omonima proposta di Legge di Iniziativa Popolare lanciata dalla H2U Università dell’Idrogeno. Se oggi possiamo intraprendere una battaglia verso uil futuro dell’energia anche in Italia è perchè nel passato leader europei lungimiranti come Romano Prodi hanno lanciato questa sfida al mondo del petrolio, dei fossili e del nucleare.

Ocasio-Cortez: the Green New Deal is feasible and affordable

Originally put forward by the European Federlist movement as a way to re estblish a citizen Europe idea close to that of Altiero Spinelli’s Manifesto of Ventotene, the Green New Deal has been invoked in Europe at various levels until it became the main focus of Alexandria Ocasio-Cortez ‘s main strategy for the American Democratic Party. While Europe is pushing forward with a very ambitious decarbonization strategy and the Circular Economy package (a 12 Directives package overlly that is inspired to a vision totslly opposed to US trump’s one. It therefore becomes evodent that green policies under a new powerful format like the Green New Deal can help Europe and the US gt back n the same track and put an end to the misfortunate Trump’s period.

Ocasio-Cortez Presenting the Green New Deal in Washington DC

There are three main ideas of the Green New Deal Resolution introduced by Congresswoman Alexandria Ocasio-Cortez and Senator Ed Markey.

The first is to decarbonize the US energy system — that is, to end the emissions of carbon dioxide (CO2) from burning coal, oil and natural gas, in order to stop global warming.

The second is to guarantee lower-cost, high-quality health coverage for all.

The third is to ensure decent jobs and living standards for all Americans, in part by making colleges and vocational schools affordable for all.

The right wing and corporate lobbies are already hyperventilating: It is unachievable; it will bankrupt us; it will make us into Venezuela.

These claims are dead wrong. The Green New Deal agenda is both feasible and affordable. This will become clear as the agenda is turned into specific legislation for energy, health care, higher education, and more.

The Green New Deal combines ideas across several parts of the economy because the ultimate goal is sustainable development. That means an economy that delivers a package deal: good incomes, social fairness, and environmental sustainability. Around the world, governments are aiming for the same end — a “triple-bottom line” of economic, social, and environmental objectives.

The key ideas of the Green New Deal — decarbonization, lower-cost health care, and decent living standards for the working class — have been studied for years. The Green New Deal Resolution is the opportunity, finally, to put that vast knowledge into effect.

What is absolutely clear is that the Green New Deal is affordable. The claims about the unaffordability of these goals are pure hype. The detailed plans that will emerge in the coming months will expose the bluster.

Decarbonizing energy

Consider the challenge of decarbonizing the energy system. As noted in the Green New Deal resolution, the recent report of the Inter-Governmental Panel on Climate Change calls for global decarbonization by 2050, an achievable goal that requires coherent and accelerated actions by the US and other nations.

The Green New Deal is the occasion to put America’s utilities, builders, and automakers to the challenge of accelerating their technological overhauls to complete decarbonization by 2050 or earlier. The resolution calls for a 10-year mobilization effort to achieve “net-zero greenhouse gas emissions” but not for a precise timeline for completing decarbonization. The timing will depend on the pace of new zero-carbon investments and the phase-out of existing fossil fuel-based technologies.

The costs of renewable energy are plummeting, making decarbonization eminently feasible. Detailed estimates put the costs of substantial decarbonization (80% or more by 2050) at around 1% of GDP per year or less. (See here for one recent study). In many cases, renewable energy is already at “grid parity,” meaning that it is at a cost point comparable to fossil fuels. Most of the modest costs of decarbonization will never hit the federal budget, as they will be absorbed by the utility industry, the automobile producers, and other parts of the private economy.

Decarbonization is already underway in the US, just not yet with the pace and scale required. US utilities are no longer building coal-fired power plants; many are now scrapping plans for gas-fired plants in favor of renewable energy. Investors and in-house lawyers are warning companies not to invest in fossil fuels, as these investments would be stranded in future years. Automobile companies are rapidly shifting to electric vehicles. New buildings are going electric, with tough efficiency codes. These transformations are being driven mainly by environmental regulations, integrated resource planning by utilities, and market forces, not by federal outlays.

Medicare for all

The US spends around 17% of its gross domestic product (GDP) on health care coverage, while other countries spend 10-12%. The main difference lies with the high prices of US health care, for drugs, hospital stays, medical procedures, and other goods and services, rather than with greater utilization of health services. These high prices have resulted in part from the rising concentration and market power of health care providers at the metropolitan level. The result is outlandish salaries, bloated administration, heavy costs of advertising, and other inefficiencies that result in high incomes for the health care industry and exorbitant costs for taxpayers and for workers paying for private health care plans.

The question is therefore not whether we can afford Medicare for All, but whether we will get there before the private health care industry bankrupts us. As one approach, the private insurance premiums now flowing to private health insurers could be re-directed to a Medicare account that would reimburse the health providers at Medicare rates, with much lower management salaries and administrative costs. The nationwide cost savings of Medicare for All — hundreds of billions of dollars per year — could be remitted to taxpayers or used to reduce the federal budget deficit.

College for all

Similar budget analyses demonstrate the feasibility of other parts of the Green New Deal. Can debt-free higher education for all be achieved? The other rich countries all accomplish it. One proposal for “College for All,” presented by Senator Bernie Sanders, would cost around one-quarter of 1% of GDP, a price point that is tiny compared with the burdens of a society weighed down by student debts that create lifelong anxieties until retirement years.

The Green New Deal proponents are absolutely correct on the merits. Decarbonization, Medicare for All, debt-free higher education, and other social benefits are feasible, affordable, and smart. They will deliver great savings in the case of health care, environmental benefits in the case of decarbonization, and renewed social mobility in the case of debt-free higher education.

As a next step, the Green New Deal ideas should be turned into legislation, plans and budgets. When the Federal Interstate Highway System was being debated in 1955, every Congressman received a booklet with detailed maps showing how their district would benefit from an interstate highway system. It’s now important to provide a roadmap of the Green New Deal, showing for each part of the country how the Green New Deal package can be accomplished at low cost and with enormous economic, social and environmental benefits.

The Green New Deal is a new fully comprehensive vision of the economy and the society based on sustainable investments and the transition to a post carbon society. Will the American Democratic party under the Ocasio-Cortez leadership be able to show the way and help the climate and environmental cause? For sur Europe will be totally on their side.

Europe: The future of energy is RED!

On November 16th, the European Union has approved the new energy package started with the Commission Communication CLEAN ENERGY FOR ALL EUROPEANS (https://ec.europa.eu/energy/en/topics/energy-strategy-and-energy-union/clean-energy-all-europeans) issued ony two years before (30th of November 2016). aimed at providing the necessary stable legislative framework – and thereby taking a significant step towards the creation of the Energy Union and delivering on the EU’s Paris Agreement commitments.

The new policy framework brings regulatory certainty, in particular through the introduction of the first national energy and climate plans, and will encourage essential investments to take place in this important sector. It empowers European consumers to become fully active players in the energy transition and fixes two new targets for the EU for 2030: a binding renewable energy target of at least 32% and an energy efficiency target of at least 32.5% – with a possible upward revision in 2023. These ambitious targets will stimulate Europe’s industrial competitiveness, boost growth and jobs, reduce energy bills, help tackle energy poverty and improve air quality.

When these policies are fully implemented, they will lead to steeper emission reductions for the whole EU than anticipated – some 45% by 2030 relative to 1990 (compared to the existing target of a 40% reduction).

To strive towards a long-term greenhouse gas reduction objective, the framework also sets up a robust governance system for the Energy Union and outlines specific measures for the building sector – the largest single energy consumer in Europe with considerable potential for gains in energy performance.

These new targets also played an important part in the Commission’s preparations for its long-term vision for a climate neutral Europe by 2050, published on 28 November 2018.

The package includes 8 different legislative proposals (each with a linked impact assessment), with political agreement having been reached on five of the eight files, as shown below (as of December 2018):

The package also include three communications and a report

These proposals build on existing EU policies and funding opportunities, such as research, development and innovation projects under the Horizon 2020 Programme, and ongoing EU-financed investment programmes, for example  the Connecting Europe Facility, the European Energy Programme for Recovery and other European Structural Investment Funds (ESIF), as well as funding through the European Fund for Strategic Investments (EFSI), where there are more projects related to energy than any other sector.

Among the Directives, by now the first four of the previous list of eight proposals have been approved, including the Directive for the promotion of the use of energy from renewable sources, (in Brussels shortened in Renewable Energy Directive, acronimous: RED)

It is not an exaggeration to say that this ground breaking directive is a real revolution because it gives official legal recognition and aknowledgement to the “prosumer” and to the “energy Communities” as portraid in his visionary work of 2011 by professor Livio de Santoli. Here following one can  read articles 21 and 22, that we reproduce here below:

Article 21

Renewables self-consumers

1.  Member States shall ensure that consumers are entitled to become renewables self-consumers, subject to this Article.

2.  Member States shall ensure that renewables self-consumers, individually or through aggregators ?, are entitled ?:

(a)  to generate renewable energy, including for their own consumption, store and sell their excess production of renewable electricity , including through renewables power purchase agreements, ?electricity suppliers and peer-to-peer trading arrangements, without being subject ?:

(i)  in relation to the electricity that they consume from or feed into the grid, to discriminatory or disproportionate procedures and charges, and to network charges that are not cost-reflective;

(ii)  in relation to their self-generated electricity from renewable sources remaining within their premises, to discriminatory or disproportionate procedures, and to any charges or fees;

(b)  to installing and operating electricity storage systems combined with installations generating renewable electricity for self-consumption without liability for any double charge, including network charges, for stored electricity remaining within their premises;

(c)  to maintaining their rights and obligations as final consumers;

(d)  to receiving remuneration, including, where applicable, through support schemes, for the self-generated renewable electricity that they feed into the grid, which reflects the market value of that electricity and which may take into account its long-term value to the grid, the environment and society .

3.  Member States may apply non-discriminatory and proportionate charges and fees to renewables self-consumers, in relation to their self-generated renewable electricity remaining within their premises in one or more of the following cases:

(a)  if the self-generated renewable electricity is effectively supported via support schemes, only to the extent that the economic viability of the project and the incentive effect of such support are not undermined;

(b)  from 1 December 2026, if the overall share of self-consumption installations exceeds 8 % of the total installed electricity capacity of a Member State, and if it is demonstrated, by means of a cost-benefit analysis performed by the national regulatory authority of that Member State, which is conducted by way of an open, transparent and participatory process, that the provision laid down in point (a)(ii) of paragraph 2 either results in a significant disproportionate burden on the long-term financial sustainability of the electric system, or creates an incentive exceeding what is objectively needed to achieve cost-effective deployment of renewable energy, and that such burden or incentive cannot be minimised by taking other reasonable actions; or

(c)  if the self-generated renewable electricity is produced in installations with a total installed electrical capacity of more than 30 kW.

4.  Member States shall ensure that renewables self-consumers located in the same building, including multi-apartment blocks, are entitled to engage jointly in activities referred to in paragraph 2 and that they are permitted to arrange sharing of renewable energy that is produced on their site or sites between themselves, without prejudice to the network charges and other relevant charges, fees, levies and taxes applicable to each renewables self-consumer. Member States may differentiate between individual renewables self-consumers and jointly acting renewables self-consumers. Any such differentiation shall be proportionate and duly justified .

5.  The renewables self-consumer’s installation may be owned by a third party or managed by a third party for installation, operation, including metering, and maintenance provided that the third party remains subject to the renewables self-consumer’s instructions. The third party itself shall not be considered to be a renewables self-consumer.

6.  Member States shall put in place an enabling framework to promote and facilitate the development of renewables self-consumption based on an assessment of the existing unjustified barriers to, and of the potential of, renewables self-consumption in their territories and energy networks. That enabling framework shall, inter alia:

(a)  address accessibility of renewables self-consumption to all final customers, including those in low-income or vulnerable households;

(b)  address unjustified barriers to the financing of projects in the market and measures to facilitate access to finance;

(c)  address other unjustified regulatory barriers to renewables self-consumption, including for tenants;

(d)  address incentives to building owners to create opportunities for renewables self-consumption, including for tenants;

(e)  grant renewables self-consumers, for self-generated renewable electricity that they feed into the grid, non-discriminatory access to relevant existing support schemes as well as to all electricity market segments;

(f)  ensure that renewables self-consumers contribute in an adequate and balanced way to the overall cost sharing of the system when electricity is fed into the grid.

Member States shall include a summary of the policies and measures under the enabling framework and an assessment of their implementation respectively in their integrated national energy and climate plans and progress reports, pursuant to Regulation (EU) 2018/… (36) .

7.  This Article shall apply without prejudice to Articles 107 and 108 TFEU.

Article 22

Renewable energy communities

1.  Member States shall ensure that final customers, in particular household customers, are entitled to participate in a renewable energy community while maintaining their rights or obligations as final customers, and without being subject to unjustified or discriminatory conditions or procedures that would prevent their participation in a renewable energy community, provided that for private undertakings, their participation does not constitute their primary commercial or professional activity .

2.  Member States shall ensure that renewable energy communities are entitled to:

(a)  produce, consume, store and sell renewable energy, including through renewables power purchase agreements;

(b)  share, within the renewable energy community, renewable energy that is produced by the production units owned by that renewable energy community, subject to the other requirements laid down in this Article and to maintaining the rights and obligations of the renewable energy community members as customers;

(c)  access all suitable energy markets both directly or through aggregation in a non-discriminatory manner.

3.  Member States shall carry out an assessment of the existing barriers and potential of development of renewable energy communities in their territories.

4.  Member States shall provide an enabling framework to promote and facilitate the development of renewable energy communities. That framework shall ensure, inter alia, that:

(a)  unjustified regulatory and administrative barriers to renewable energy communities are removed;

(b)  renewable energy communities that supply energy or provide aggregation or other commercial energy services are subject to the provisions relevant for such activities;

(c)  the relevant distribution system operator cooperates with renewable energy communities to facilitate energy transfers within renewable energy communities;

(d)  renewable energy communities are subject to fair, proportionate and transparent procedures, including registration and licensing procedures, and cost-reflective network charges, as well as relevant charges, levies and taxes, ensuring that they contribute, in an adequate, fair and balanced way, to the overall cost sharing of the system in line with a transparent cost-benefit analysis of distributed energy sources developed by the national competent authorities;

(e)  renewable energy communities are not subject to discriminatory treatment with regard to their activities, rights and obligations as final customers, producers, suppliers, distribution system operators, or as other market participants;

(f)  the participation in the renewable energy communities is accessible to all consumers, including those in low-income or vulnerable households;

(g)  tools to facilitate access to finance and information are available;

(h)  regulatory and capacity-building support is provided to public authorities in enabling and setting up renewable energy communities, and in helping authorities to participate directly;

(i)  rules to secure the equal and non-discriminatory treatment of consumers that participate in the renewable energy community are in place.

5.  The main elements of the enabling framework referred to in paragraph 4, and of its implementation, shall be part of the updates of the Member States’ integrated national energy and climate plans and progress reports pursuant to Regulation (EU) 2018/… (37) .

6.  Member States may provide for renewable energy communities to be open to cross-border participation.

7.  Without prejudice to Articles 107 and 108 TFEU, Member States shall take into account ?specificities of renewable energy communities when designing support schemes in order to allow them to compete for support on an equal footing with other market participants.

This piece of European legislation takes way forward the most advanced ideas on energy production and distribution and starts a new process in the European democratic access to energy production and use, recognizing new figures that until just a couple of years ago were completely unknown to the European baggage of knowledge and terminology: prosumers (consumers and producers of energy) and energy communities.

The EU paints its energy policy  RED.

Red like the sun.

RED as the Renewable Energy Derective.

 

 

The Third Industrial Revolution film event in the Italian Parliament

 

 

 

 

 

 

The Third Industrial Revolution European Society and the Camera dei Deputati

present

a film by Eddy Moretti

Rome 15th of October 10 am

Aula dei gruppi parlamentari, (Parliamentary Groups room)
Camera dei Deputati – Rome

After the film there will be a panel discussion with
Eddy Moretti and Jeremy Rifkin

 

A detailed event program will follow
Entrance allowed upon invitation and registration

Film trailer here: https://www.youtube.com/watch?v=ntBlNdI0wXo

 

The Venue is in Via del Campo Marzio 74.

 

 

 

Hydrogen on the EU agenda!

Federal Minister Elisabeth Köstinger and EU Commissioner Miguel Arias Cañete at the informal meeting of energy ministers on 18 September 2018

On 18 September 2018 the use of hydrogen as a future?oriented energy form was among the items on the agenda of the informal meeting of EU energy ministers.

“The Austrian Presidency of the Council of the European Union proposed a Hydrogen Initiative that many member states approved of and signed”, said Elisabeth Köstinger, current chair of the EU energy minister meetings. “Under this initiative, the signatory states commit themselves to continue research and investment in the production and use of hydrogen as a future?oriented technology”,

Elisabeth Köstinger added. In Linz, where the informal meeting of energy ministers took place on 17 and 18 September, one of the most modern European hydrogen production plants is currently being built.

“In order to achieve the European?wide 2030 climate and energy goals, renewable energy forms have to be strengthened and better integrated”, Elisabeth Köstinger emphasised. “A big challenge is also being able to use renewable energy at those times when the sun is not shining, the water level is low or the wind is not blowing. Therefore, energy storage solutions are crucial in order to stock energy and to store it in the case of overproduction.”

According to Elisabeth Köstinger, renewable hydrogen could, in future, play an important role in this area. Moreover, she said, hydrogen constituted not only a potential future?oriented technology for storing energy but its use as a vehicle fuel would also add to reducing the role of fossil energy sources in mobility. “With the Hydrogen Initiative we want to send out a strong signal for renewable hydrogen and a European-wide cooperation”, Elisabeth Köstinger said.

EU Commissioner Miguel Arias Cañete also welcomed the initiative of the Austrian Presidency of the Council of the European Union:

“Green hydrogen offers significant potential for the d“WE HAD A VERY OPEN AND ACTIVE DISCUSSION ON THE POINTS MENTIONED ABOVE. IN THESE DISCUSSIONS, THE POSITIONS OF ALL MEMBER STATES WERE FULLY RESPECTED. THIS IS ONE OF THE BASIC PREREQUISITES FOR MAKING PROGRESS POSSIBLE AND POTENTIALLY FINALISING THE CLEAN ENERGY PACKAGE IN THE COMING MONTHS.”ecarbonisation of the European economy. The Commission warmly welcomes the Hydrogen Initiative as it will further harness the innovative drive across the EU.”

More information about the informal meeting of energy ministers can be found on the event page.

We, the signatories of this initiative, gathered in Linz, Austria, on the 17th and 18th of September 2018, collectively aim to maximise the great potentials of sustainable hydrogen technology for the decarbonisation of multiple sectors, the energy system and for the long-term energy security of the EU. Acknowledging climate change as a common global challenge and focusing on our commitments to the UNFCCC, we especially underline the key role of sustainable energy technologies in the targeted process of decarbonisation. We need to increase our ambition in all sectors to fulfil the targets set by the Paris Agreement, namely to hold the increase in the global average temperature to well below 2°C above pre-industrial levels and pursuing efforts to limit the temperature increase to 1.5°C above pre-industrial levels. The signatories of this declaration stress that in light of the continuous progress of automation and digitalisation in industry, the energy sector should prepare for new challenges in energy demand, usage, transport and storage. We highlight the potential of renewable hydrogen as an energy storage solution as well as a sustainable climate neutral energy carrier and feedstock. Therefore, renewable hydrogen is able to store as well as provide reliable and timely access to renewable energy, thus offering new opportunities to increase energy security and reduce the Energy Union’s dependency on fossil imports…

The full text is available here  The Hydrogen Initiative (not available in an accessible format) (EN only)

Germany in the lead for the hydrogen implementation strategy.

Klaus Bonhoff

Klaus Bonohff, Managing director of the German Hydrogen support and research organisation that had been funded with 2 bn euro until 2026, sends us a short update on the situation.
The German Government has approved to continue the National Innovation Program for Hydrogen and Fuel Cell Technologies (NIP) for another ten years (2016-2026). While in the first phase (2007-2016) the target was on market preparation of respective technologies, with the result of market-ready technical performance,  the second phase (2016-2026) will focus on (i) continued R&D to further reduce costs and (ii) market activation. Market activation for transportation will especially include support for a commercial development of a hydrogen station network (e.g. via H2 Mobility Germany), development of hydrogen production based on renewable power (electrolysis), incentive programs for fuel cell vehicles (especially rail and busses) and green logistics (FC applications at production sites, airports etc.).

For further information on the Nationale Organisation Wasserstoffen please go to this page:
https://www.now-gmbh.de/de

TAP with no flow!

Today, at a board meeting in Luxembourg the European Investment Bank (EIB) has decided, for now, to postpone loaning €1.5 billion to the controversial Trans-Adriatic Pipeline (TAP).

A growing number of civil society groups are calling on the EIB not to fund this fossil fuel pipeline. In the last few days over 4000 people across Europe and beyond told the bank’s board members that supporting TAP with a massive public loan would be inconsistent with the EIB’s attendance at the One Planet Summit in Paris where the bank pledged, once again, to align its finance with the Paris climate Agreement.

Traversing Greece, Albania and the Adriatic Sea before making a landfall on Italy’s southern shores, TAP is envisaged as the western section of the Southern Gas Corridor. A 3500 kilometre long chain of pipelines starting in Azerbaijan’s Shah Deniz II offshore gas field, this grandiose project is designed to annually pump 10 billion cubic meters of gas to Europe starting 2020, in addition to 6 billion cubic meters to Turkey as early as next year.

Nevertheless, TAP, and the entire Southern Gas Corridor, is a climate-busting fossil fuel project that serves to prop-up corrupt regimes that trample over human-rights, and today’s tragic news of the gas explosion in Baumgarten, Austria, demonstrates that these pipelines increase danger and vulnerability, not European energy security.

On a day in which the World Bank pledged to end funding for oil and gas exploration and gas extraction projects, the EIB board seemed to recognize the myriad problems with the TAP project and decided it needs further discussion before deciding on such a large, controversial loan. The project has been sitting in the bank’s pipeline for more than two years now, and the board will discuss the loan again no earlier than February 2018.

Anna Roggenbuck, EIB Policy Office with CEE Bankwatch Network, says:

“Acknowledging the impacts the project would have on both the climate and impacted communities, the EIB board decided it needs more discussion. We expect the board to demand the bank responds meaningfully to all the complaints raised so far by affected communities along the pipeline route.”

Xavier Sol, Director of Counter Balance, says:

“This further postponement of the Board’s decision on TAP is an important sign that the project’s toxicity has become increasingly obvious. The climate paradox at the heart of the project, together with the human rights abuses, impacts on local communities and corruption links associated with it have made it harder and harder for the EU’s bank to endorse.”

Cécile Marchandclimate and public actors campaigner from Friends of the Earth France says:

“Clearly it was too much even for the EIB to fund this fossil fuel mega project on the anniversary of the Paris Agreement – now they should make sure that 2018 sees them end support for fossil fuels entirely’’

Tim Ratcliffe from 350.org says:

“Communities in Italy, like the people of Melendugno, have been bravely resisting this pipeline in the face of fascist-era laws. Now, everyone that has been demanding the European Investment Bank defund the Trans Adriatic Pipeline just got the decision on a €1.5bn delayed until next year. This is a massive blow to this dangerous new pipeline – we’re turning the tide on new fossil fuel projects. TAP will not go ahead.”

For more information contact

Xavier Sol
Director, Counter Balance
xavier.sol@counter-balance.org
+ 32(0)2 893 08 61
Twitter: @xavier_sol

Anna Roggenbuck
EIB Policy Officer, CEE Bankwatch Network
annar@bankwatch.org
Mobile: +48 509970424 Office: +48 91 831 5392
Twitter: @RoggenbuckA

Cécile Marchand (in the One Planet Summit)
Climate and Public Actors Campaigner, Friends of the Earth France
cecile.marchand@amisdelaterre.org
Mobile: +33 (0)6 69 97 74 56
Twitter: @Cecile_Mcd

Mark Raven
European Communications Specialist, 350.org
mark@350.org
+447841474125 (UK) +90544145425 (Turkey)

L’Eurodeputato Tamburrano rimette in carreggiata il Regolamento sull’Energia

Buone notizie da Bruxelles: le commissioni energia ed ambiente del Parlamento Europeo introducono con il contributo determinante del Movimento 5 Stelle nuovi elementi nel regolamento UE per la governance dell’Unione dell’energia, eliminando i sussidi all’energia fossile e mettendo in corsia preferenziale gli interventi per l’efficienza energetica.

Dario Tamburrano al Parlamento Europeo

Cominciamo col dire che le lobby fossili hanno sempre operato in modo da stroncare qualunque tentativo di introdurre norme di favore a livello europeo per l’efficienza energetica e il risparmio di consumi energetici, per una ragione molto semplice. I monopoli dell’energia fossile non vedono di buon occhio il restringimento del mercato che questo comporta. Ovviamente. E la seconda cosa che non hanno mai visto di buon occhio è la perdita dei privilegi fiscali e dei sussidi diretti e indiretti che generosamente i poteri pubblici hanno sempre loro accordato (tanto per capire di che si parla, all’incirca 700 miliardi di euro che rappresentano quasi il doppio dei 400 miliardi invece accordati all’energia solare).
Ebbene, le commissioni Energia e Ambiente (ITRE & ENVI) hanno votato per l’eliminazione entro il 2020 di tutti i sussidi, diretti ed indiretti, ai combustibili fossili.

Nell’UE questo enorme flusso di denaro, a seconda di come si fanno i calcoli, ammonta alla bellezza di 39-200 miliardi di euro ogni anno (FONTE Parlamento Europeo – Fossil Fuel Subsides a pag. 4). La stima del Fondo Monetario Internazionale, che include anche le esternalità, è addirittura di 300 miliardi annui (FONTE Commissione Europea – Action to boost the clean energy transition a pag. 6).

E non è tutto: sono stati votati a maggioranza anche gli emendamenti che infondono nel quadro legislativo il concetto, finora del tutto assente, di “energia sociale” e il riconoscimento degli interventi di efficienza energetica come “opere infrastrutturali”.

Le commissioni parlamentari ITRE (industria ed energia) ed ENVI (ambiente) hanno approvato giovedì 7 dicembre le modifiche che vorrebbero apportare al testo del Regolamento UE sulla Governance dell’Unione dell’energia proposto dalla Commissione Europea. Come nel caso della direttiva efficienza energetica, bisognava scegliere fra due serie contrapposte di emendamenti relativi alle politiche UE su clima ed energia: una rigorosamente orientata verso rinnovabili, efficienza energetica e riduzione delle emissioni; l’altra molto più bendisposta a perpetuare l’uso dei combustibili fossili. Il  voto del M5S é stato determinante insieme a quello di Verdi, S&D (socialisti), GUE (sinistra) e ALDE (liberali).

Questo regolamento è l’architettura portante delle politiche UE su energia e clima fino al 2030 poiché stabilisce come gli Stati membri dovranno concretamente recepire diversi provvedimenti in merito alle politiche energetiche dell’Unione, tra i quali la nuova direttiva rinnovabili e la nuova direttiva efficienza energetica. Viene stabilito inoltre come gli Stati membri dovranno redigere i loro piani nazionali energia e clima per diminuire le emissioni climalteranti e per raggiungere i target di efficienza energetica e di energia rinnovabile al 2030.

Sono indicati, ovviamente, anche gli strumenti con cui l’UE controllerà che gli obiettivi nazionali vengano effettivamente raggiunti e siano coerenti con quelli unionali.

EFFICIENZA ENERGETICA ELEVATA AL RANGO DI INFRASTRUTTURA ED ELIMINAZIONE DEI SUSSIDI AI COMBUSTIBILI FOSSILI ENTRO IL 2020

In base agli emendamenti approvati dalle commissioni ITRE ed ENVI, il regolamento stabilisce che la ristrutturazione finalizzata al risparmio di energia é un investimento prioritario e che l’efficienza energetica é un’infrastruttura. Questo recepisce completamente l’ emendamento 580 di questo elenco) presentato da Dario Tamburrano e cofirmato dagli europarlamentari Pedicini, Borrelli, Evi e D’Amato.

Ancora, gli emendamenti “incorporano” nel regolamento gli accordi di Parigi che mirano a contenere entro due gradi (possibilmente entro 1,5 gradi) il riscaldamento globale e inseriscono quindi nei piani nazionali relativi ad energia e clima l’obbligo di

  • eliminare tutti i sussidi ai combustibili fossili entro il 2020 ed indicare la traiettoria verso questo obiettivo. Era uN emendamento specifico (in questo elenco al numero 553), sempre cofirmato dagli eurodeputati suddetti.
  • raggiungere i target di rinnovabili e di efficienza energetica attraverso una traiettoria lineare
  • mirare alla decarbonizzazione dell’economia entro il 2050, muovendosi verso un sistema basato sulle rinnovabili e sull’efficienza energetica.
ENERGIA SOCIALE

Per quanto riguarda la dimensione “sociale” dell’energia, sempre in base agli emendamenti approvati in commissione i piani nazionali dovranno:

  • indicare quante persone si trovano in condizioni in condizioni di povertà energetica e, se sono in numero significativo, le misure per ridurle
  • stabilire un target di energia rinnovabile prodotta dai cittadini e dalle comunità per l’energia, e la traiettoria per raggiungerlo
  • specificare quali benefici i cittadini trarranno dall’autoproduzione ed autoconsumo di energia rinnovabile
  • essere il frutto di consultazione e partecipazione pubblica
I PROSSIMI PASSI

Queste novità andranno confermate dal voto in assemblea plenaria, che avverrà presumibilmente in gennaio, insieme alla direttiva rinnovabili e alla direttiva efficienza energetica.

Sarà quindi una delle plenarie più importanti della legislatura e la più importante per le politiche energetiche dell’Unione. I risultati finora ottenuti sono molto buoni e in parte insperati. Ma in plenaria si dovrà lottare per ogni singolo voto dato che sono coinvolti estesi interessi geopolitici, enormi quelli finanziari.

Il testo che sarà approvato in plenaria servirà come base per i negoziati con il Consiglio UE – l’altro co legislatore europeo – durante i quali nascerà la versione definitiva del regolamento. Nell’UE, un regolamento  è un atto legislativo superiore alle direttive perché viene direttamente applicato in tutti gli Stati membri senza che vi siano ulteriori passaggi per recepirlo nelle legislazioni nazionali.

Il percorso è ancora lungo, ma siamo inaspettatamente in una buona direzione, grazie a Dario Tamburrano.

Per ulteriori riferimenti si può consultare l’articolo dello stesso Dario Tamburrano a questo link: https://www.dariotamburrano.it/governance-unione-energia-sussidi-combustibili-fossili/

Parma: nuova vita in chiave “educational” per il Modulo Eco.

Dopo quasi un anno, e centinaia di manifestazioni a cui hanno preso parte decine di migliaia  d ragazzi e ragazze, Il Modulo Eco si sposta da Piazzale della Pace alla sua sede definitiva
nel Parco Testoni del quartiere Crocetta.

L’Associazione Manifattura Urbana sotto la sapiente direzione dell’architetto Francesco Fulvi, del Comitato Scientifico del CETRI e responsabile del modulo “high School” del CETRI Educational, organizza una serie di workshop che si svolgeranno in una o più giornate ciascuno, alternando momenti didattici di lezione frontale, tenute da professionisti ed aziende sponsor leader nel settore, e momenti
operativi di costruzione dei vari elementi durante le varie fasi costruttive del Modulo.

Antonio Rancati e Francesco Fulvi

Una splendida occasione di fare l’ esperienza di un cantiere in autocostruzione!
Fin dalla nascita del progetto CETRI-TIRES ha concesso con entusiasmo il suo patrocinio per le numerose attività di educational e tutti gli eventi in linea alle teorie della Terza Rivoluzione Industriale di
Jeremy Rifkin.

COS’É IL MODULO ECO?
E’ un progetto dell’associazione culturale Manifattura Urbana costruito da volontari sotto la direzione di Francesco Fulvi, senza l’uso di soldi pubblici come strumento di divulgazione e didattica sui temi della sostenibilità economica, ambientale e sociale. E’ uno spazio per il quartiere e la cittadinanza dove incontrarsi e fare rete. Luogo per realizzare iniziative a carattere sociale e culturale, fondamentale per la socializzazione e per un processo di riappropiazione delle città da parte di chi la vive.

CHI LO FINANZIA?
Lo smontaggio e rimontaggio da Piazzale della Pace al Parco Testoni è realizzato grazie al sostegno di Fondazione Cariparma. I materiali per la costruzione del padiglione sono sponsorizzate da aziende del settore. Il progetto è sostenuto dal Comune di Parma e da Fondazione Cariparma. In foto la splendida iniziativa “La tua Casa in Classe A” per aiutare tutti i cittadini negli interventi di efficentamento energetico.
CHI PUO’ PARTECIPARE?
Cittadini, scuole, associazioni, enti proponendo temi, progetti o eventi.
Anche società sportive come le Zebre Rugby di Parma, che si sono rese disponibili a promuovere le nostre lanterne green per i bambini che vivono al buio.

CANTIERE DIDATTICO IN AUTOCOSTRUZIONE

Impianto domotico dell’ecomodulo controllabile vi smartphone

Chi volesse partecipare come osservatore o collaborare alle fasi di assemblaggio delle varie parti ed alla loro verifica attraverso una serie di workshop tematici, come l’assemblaggio della struttura in legno, la
posa dei serramenti, del tetto verde, la realizzazione di muri ed intonaci in terra cruda, sistema di tenuta all’aria, impianto elettrico, fotovoltaico, VMC, domotico, blower door test e diagnostica.

In questo primo anno di attività il Modulo ECO ha ricevuto 9 certificazioni e premi nazionali, ed alcuni studenti che ne hanno fatto argomento per la loro Tesi di Laurea, che hanno anche ricevuto importanti attestati istituzionali.

PER PARTECIPARE: è necessario compilare il form online disponibile sul sito internet e su facebook, e MUNIRSI DI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (scarpe antinfortunistiche, guanti e caschetto).
LE DATE DI OGNI WORKSHOP VERRANNO COMUNICATE IN RELAZIONE ALLA SVOLGIMENTO DEI LAVORI

COSTO
Singola giornata € 10 + 5 € quota associativa
WS completo € 40 + 5 € quota associativa

A BREVE INSERIREMO IL LINK DEL FORM PER L’ISCRIZIONE AD OGNI SINGOLO
WORKSHOP. SE SIETE INTERESSATI E PER OGNI INFO NON ESITATE A SCRIVERE A:
manifatturaurbana@gmail.com

E’ UN’OCCASIONE DA NON PERDERE!
http://www.facebook.com/ModuloECO

 

 

 

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