La Calabria che vorrei, per il rilancio del Mezzogiorno d’Italia di Paolo Marraffa. A quanti sperano ancora in una trasformazione della politica.

La Calabria che vorrei per il rilancio del Mezzogiorno d’Italia di Paolo Marraffa. A quanti sperano ancora in una trasformazione della politica.

Catanzaro – Una terra poco valorizzata dalle Istituzioni, per certi versi abbandonata.
Il programma operativo regionale (POR FSE-FSR) non può essere sconosciuto, soprattutto per le risorse comunitarie e il cofinanziamento regionale e nazionale di € 2,378,956,841.00. I beneficiari possono essere diversi, a seconda della tipologia di azione e bando. Il POR FSE-FSR ha degli obiettivi e degli assi proprietari così elencati al suo interno:

Obiettivi tematici di riferimento

  • Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione
  • Migliorare l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nonché l’impiego e la qualità delle medesime
  • Promuovere la competitività delle PMI
  • Sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio
  • Promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici e la prevenzione e la gestione dei rischi
  • Preservare e tutelare l’ambiente e promuovere l’uso efficiente delle risorse
  • Promuovere il trasporto sostenibile e migliorare le infrastrutture di rete
  • Promuovere un’occupazione sostenibile e di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori
  • Promuovere l’inclusione sociale e combattere la povertà e ogni discriminazione
  • Investire nell’istruzione, nella formazione e nella formazione professionale per le competenze e l’apprendimento permanente
  • Rafforzare la capacità istituzionale delle autorità pubbliche e delle parti interessate a promuovere un’amministrazione pubblica efficiente
  • Assi prioritari
    1 – Promozione della Ricerca e dell’Innovazione
    2 – Sviluppo dell’Agenda digitale
    3 – Competitività dei sistemi produttivi
    4– Efficienza energetica e mobilità sostenibile
    5 – Prevenzione dei rischi
    6 – Tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale
    7 – Sviluppo delle reti di mobilità sostenibile
    8 – Promozione dell’occupazione sostenibile e di qualità
    9 – Inclusione sociale (FESR)
    10 – Inclusione sociale (OT9-FSE)
    11 – Istruzione e formazione (FESR)
    12 – Istruzione e formazione (OT10 – FSE)
    13 – Capacità istituzionale
    14 – Assistenza Tecnica

Poi c’è il programma di sviluppo rurale (PSR) che finanzierà interventi in tutte le sei le priorità di sviluppo rurale, riservando una maggiore attenzione alla preservazione, al ripristino e alla valorizzazione degli ecosistemi relativi all’agricoltura e alle foreste e al miglioramento della competitività di tali settori.

Priorità
1 Favorire il trasferimento di conoscenze e innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali;
2 Potenziare la redditività delle aziende agricole e la competitività dell’agricoltura in tutte le sue forme e promuovere tecnologie innovative per le aziende agricole e la gestione sostenibile delle foreste;
3 Promuovere l’organizzazione della filiera alimentare, comprese la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli, il benessere degli animali e la gestione dei rischi nel settore agricolo;
4 Preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi connessi all’agricoltura e alla silvicoltura (biodiversità e paesaggi, acque, suoli);
5 Incentivare l’uso efficiente delle risorse e il passaggio a un’economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale (efficienza nell’uso delle risorse e riduzione delle emissioni);
6 Promuovere l’inclusione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nelle zone rurali.

Riflessione personale…
Si parla molto di appalti truccati e pilotati. Sono note le operazioni della Guardia di Finanza proprio al riguardo e i traffici criminali connessi. Business poco sostenibili e molto appetibili per la Ndrangheta che detiene un potere enorme sul territorio. La programmazione non può prescindere dal contesto mafioso in cui queste risorse devono essere stanziate e dalle pressioni che possono ricevere i beneficiari. La Commissione europea effettua dei controlli periodici ma non sempre riesce a verificare se c’è qualcosa che non va. La collusione mafiosa passa per lo più inosservata da chi dovrebbe denunciare fenomeni di illegalità. Il programma quindi è uno strumento perfetto che però deve essere accompagnato da un’organizzazione altrettanto perfetta che purtroppo manca.

Paolo Marraffa – Divulgatore scientifico – 7 giugno 2021

Paolo Marraffa con Francesco Cicione di Entopan, esperto nazionale di innovazione tecnologica