Intervista a Domenico De Rito, Architetto della Luce, dalla pianificazione urbana e territoriale alla progettazione architettonica, dal product design all’interior design

Ha elaborato la disciplina del linguaggio luminoso come parte integrante del processo progettuale complessivo, puntando alla salvaguardia dell’ambiente, al benessere della gente e alla riduzione dei consumi energetici, per uno sviluppo sostenibile. Dal 2007 indaga le disabilità visive per l’autonomia e l’uguaglianza della donna e dell’uomo. Le sue attività di ricerca nello studio ddra+d spaziano con i principi del design sostenibile. Tutte le sue esperienze maturate, vanno dalla pianificazione urbana e territoriale alla progettazione architettonica, dal product design all’interior design e dalle mostre agli incontri di architettura. Ecco chi è Domenico De Rito. Oggi lo intervistiamo a GECO FOR SCHOOL in un percorso sostenibile che parte da un’idea ed arriva al progetto realizzato.

Intervista: gecoforschool.com/intervista-allarchitetto-domenico-de-rito/

Cosa vuol dire ricercare la sostenibilità nell’Architettura?

Significa pensare sostenibile e progettare in modo sostenibile con materiali eco e riciclabili, che non siano un peso per la terra.

Da dove si deve cominciare?

Bisogna pensare sostenibile e poi progettare, è un aspetto determinante, capire ciò a mio avviso significa sviluppare un processo corretto. Bisogna educare le nuove generazioni alla scuola di sostenibilità, negli spazi della formazione si può fare davvero molto con gli studenti di ogni ordine e grado.

Che cos’è l’Architettura della luce?

Ah, la luce! La mia passione!
Per l’Architettura della luce bisogna fare un distinguo:
1) Luce per spazi pubblici o privati. Un esempio per tutte le nostre città, dove la luce in primis è sicurezza, senza creare inquinamento luminoso, abbattendo i consumi energetici, creando attrattori con la luce colorata “solo” per comunicare iniziative o eventi.
2) Luce per spazi interni, sempre a risparmio energetico, nei luoghi dell’istruzione la luce deve garantire concentrazione, essere dimmerabile e accogliente come la luce naturale; poi la luce delle nostre case, gli uffici, le attività commerciali, luce a risparmio energetico, calda e che abbraccia.

Architetto, pensa che il design possa contribuire a creare un ambiente più sostenibile?

Assolutamente si. Design significa progettare e progettare significa capire esigenze, forme e materiali per realizzare progetti sostenibili, domandarsi tutto ciò significa progettare sostenibile.

Quali sono gli aspetti del suo lavoro che pensa debbano ancora progredire sul fronte della sostenibilità?

Serve solcare il sentiero della sostenibilità, indagare la natura sperimentano materiali che non inquinano, tutto ciò è determinante.

Quali sono le innovazioni più interessanti che prevede per il prossimo futuro?

L’esercizio quotidiano di un edificio è costosissimo: luce, riscaldamento, raffreddamento e manutenzione incidono incredibilmente. Lo sviluppo dell’energie rinnovabili , insieme all’impiego di materiali eco e riciclabili, potranno dare un grosso contributo in termini di risparmio di costi, .

Perché ha deciso di partecipare al nostro Comitato Scientifico per promuovere GECO for School?

Innanzitutto ringrazio per l’invitato il Cav. Antonio Rancati, sempre vulcanico e propulsivo, lo stimo tanto. Far parte del Comitato Scientifico GECO For School e promuovere green education per confrontarsi e parlare di design e sviluppo sostenibile con le nuove generazioni è sempre emozionante.