Europrogettazione con la nostra GRAND Academy per il Green New Deal di Jeremy Rifkin

La GRAND l’Academy al servizio dei progetti per il Green New Deal

A cura di Patrizia Di Giannantonio e Marco Sambati

Ormai da settimane l’Italia si chiede come potrà spendere i circa 220 miliardi di euro dei fondi europei che arriveranno dal cosiddetto Recovery Fund, il principale strumento europeo per bilanciare la crisi economica provocata dalla pandemia da coronavirus.

Il 10 novembre u.s. la Corte dei Conti Europea ha pubblicato la sua relazione annuale analizzando peraltro le erogazioni delle risorse stanziate nei cinque fondi strutturali di investimento europei (FESR, FSE, FC, FEASR e FEAMP), che rappresentano uno degli strumenti più importanti del bilancio europeo per consentire condizioni economiche omogenee tra i diversi Paesi dell’Unione. Dall’esame della Tabella del Rapporto 2019 sull’assorbimento (ossia sull’utilizzo) dei Fondi Strutturali europei da parte degli Stati membri, emerge con evidenza come, nel penultimo anno della Programmazione 2014-2020, sia stato erogato in media solo il 40% dei finanziamenti Ue: si tratta di 264 miliardi sui 640 previsti. La percentuale è più bassa del tasso medio di assorbimento del 2012 – il penultimo anno del precedente bilancio 2007-2013 – quando la percentuale di utilizzo aveva già raggiunto il 46%.

Purtroppo l’Italia, che era già in fondo alla classifica nel precedente settennato, risulta, nel 2019, al penultimo posto davanti alla Croazia (fanalino di coda), con una percentuale di utilizzo dei finanziamenti europei fermo al 30,7%, non registrando alcun progresso rispetto al periodo 2007-2013; c’è comunque tempo fino a dicembre 2023 per utilizzare i fondi impegnati e oltretutto l’Italia spende meno proprio nei settori di cruciale importanza per il Recovery Plan, quali il contrasto al cambiamento climatico, la lotta alla povertà orientata al raggiungimento dell’equità sociale, l’ammodernamento della pubblica amministrazione.

Ciò premesso, la GRAND, l’academy costituita dal CETRI-TIRES, con vari altri soggetti eccellenti nel campo della sostenibilità in partnership con il Pro-Rettore alle politiche energetiche dell’ Università La Sapienza, il Prof. Livio De Santoli, include nel suo piano di formazione anche dei moduli dedicati all’euro-progettazione per consentire a tutte quelle imprese e amministrazioni locali di avere le giuste competenze per la programmazione, l’accesso e l’utilizzo dei fondi europei.

In questo articolo si anticipano alcune considerazioni in merito alle metodologie di base necessarie per la presentazione delle domande di finanziamento in ambito europeo, in particolare per le call for proposal (inviti a presentare domande), condizione essenziale per rispondere ed aver successo per la partecipazione ai bandi europei ed utile sia alle imprese, ma anche per le amministrazioni regionali e locali nell’ambito dei fondi a gestione indiretta, nella fase di programmazione con la quale si definisce il quadro di intervento dopo l’analisi del contesto territoriale e settoriale, allo scopo di individuare i fabbisogni, le priorità e le opportunità e che sono chiamate alla gestione del programma e alla redazione dei bandi.

I finanziamenti europei si distinguono in fondi a gestione diretta, che rappresentano circa il 20% del bilancio comunitario, che sono gestiti a livello centrale dalla Commissione Europea e collegati ai diversi programmi tematici o settoriali; per questi strumenti le risorse sono erogate direttamente ai beneficiari del progetto direttamente dalle varie DG o dalle Agenzie esecutive che sono responsabili della definizione del programma di lavoro (Work Programe), della pubblicazione dei bandi, della selezione e valutazione delle proposte e del controllo amministrativo e finanziario dei progetti finanziati. Tali interventi non consentono di solito il finanziamento di opere strutturali, ma l’implementazione di progetti innovativi che abbiano un carattere transnazionale e di regola è necessario formare un partenariato.

Circa però l’80% dei fondi europei sono a gestione indiretta e vengono attuati da paesi partner dell’UE, da paesi extra-UE, da organizzazioni internazionali o da agenzie per lo sviluppo dei paesi dell’UE. Si tratta di risorse finanziarie la cui gestione è demandata ad attori istituzionali delle amministrazioni centrali e periferiche degli Stati membri, attraverso un sistema di responsabilità condivisa tra la Commissione europea e le autorità degli Stati membri. Nello specifico si fa riferimento ai Fondi strutturali e di investimento e al Fondo di coesione.

I PROGETTI

Esiste un largo consenso a livello nazionale ed internazionale ad utilizzare la parola progetto come un insieme di attività scadenzate nel tempo che diano un determinato risultato. In realtà i progetti si possono suddividere in due macro categorie:

  • quelli riguardanti un’opera civile
  • e quelli riguardanti un progetto di sviluppo-socio economico.

Ovviamente per ogni tipo di progetto, si suggerisce una progettazione diversa, cosi’ come indicato dalla Guida della Food and Agriculture Organization (FAO)

Gli approcci progettuali possono essere di due tipi:

blueprint, ovvero progetti completi di ogni dettaglio che si eseguono pedissequamente e

progetti di processo, per la maggior parte rivolti ai rurali poveri, dove si apprende attraverso lo svolgimento del progetto stesso, adattandolo.

Entrambi hanno come comune denominatore comune la volontà di cambiare la situazione presente a livello economico ma soprattutto sociale e renderla migliore.

Il progetto per essere realizzato e realizzabile deve passare attraverso 6 fasi cruciali:

Programmazione

Identificazione

Progettazione

Finanziamento

Realizzazione

Monitoraggio esterno e valutazione

Ogni fase precede un’altra e quindi deve prevedere i suoi effetti sulla successiva. In questo modo ogni fase è creditrice e debitrice rispetto alle altre fas. Ovvero si parla di approccio integrato.

Gli elementi di un progetto si possono riassumere brevemente nella tabella sottostante:

Il progetto deve avere:
Uno scopo o obiettivo specifico che ne definisce il fine ultimo
Un impiego di risorse suscettibili di usi alternativi
Un processo di cambiamento da una situazione negativa/da migliorare ad una situazione positiva/migliorata
Un contesto specifico dove le parti interessate interagiscono in uno spazio determinato
Una durata prestabilita
Un budget prestabilito
Un’organizzazione per la sua realizzazione

La gestione del ciclo del progetto (PCM) si basa sul rispetto da parte ei responsabili delle varie fasi per gli attori che precedono e che seguono e permette di evitare vari rischi legati a vari fenomeni.

Il progetto è un insieme di attività che tendono al raggiungimento dei risultati e di un obiettivo specifico.

La logica dell’intervento è definita inizialmente attraverso la comunicazione e l’apprendimento cooperativo tra le parti interessate.

Esiste una fase importante che consiste nel processo di elaborazione dell’Analisi del QL e si basa sui seguenti binomi:

Causa-effetto: si identificano varie fasi si analizza il contesto e la situazione negativa attuale che si vuole contribuire a migliorare, si applica la diagnosi partecipativa. Si analizzano gli interessi delle parti interessate

Si identificano i problemi

Si selezionano i problemi

Si stabilisce una gerarchia tra i problemi

Situazione negativa-Situazione positiva: L’identificazione degli obiettivi, costituisce la trasposizione in positivo della situazione negativa identificata all’inizio del processo precedentemente descritto di causa-effetto legato ai problemi. In particolare una volta identificati, selezionati e gerarchizzati i problemi si può identificare il problema principale. L’obiettivo specifico o scopo del progetto corrisponderà al problema principale

Si identificano i risultati che si riferiranno alla risoluzione degli altri problemi selezionati.

In questo modo si inizia a trasformare il rapporto di causa-effetto in un rapporto mezzi-fini. Durante queste due fasi si analizzano le strategie di intervento.

Gli studiosi hanno statisticamente rilevato come i progetti formulati nella maniera migliore ottengono risultati migliori. Pertanto è auspicabile adottare una metodologia comprovata che faccia si che i progetti incontrino l’approvazione del finanziatore per essere realizzati.

Nello specifico parliamo di logica dell’intervento, ovvero relazione mezzi-fini

Obiettivi generali ai quali il progetto contribuisceImpattoTerzo livello di risultati – intera collettività, a lungo termine


Relazione Mezzi – Fini
Obiettivo specifico Scopo unico del progettoEffetti (esiti)Secondo livello di risultati-vantaggi (previsti e non previsti) per i gruppi destinatari, al termine del progetto
RisultatiProdotti delle attivitàPrimo livello di risultati-servizi realizzati, prodotti consegnati a singole categorie di beneficiari diretti, intermedi e di gruppi destinatari





Svolgimento temporale
AttivitàAzioni concrete che devono essere svolte, utilizzando i mezzi, in vista del persegui-mento dei risultati
MezziRisorse umane, organizzative, materiali, tecniche, finanziarie, da allocare, in vista della realizzazione delle attività

Si precisa che la metodologia che andremo a descrivere per accedere ai finanziamenti europei è tipica dei principi adottati dalla Commissione Europea per l’accesso ai fondi diretti, ma di fatto costituisce la base e la prassi indispensabile per le imprese che intendono strutturare un progetto per la partecipazione ad un bando comunitario, consentendo di organizzare tutte le fasi del progetto secondo un ordine logico applicando la metodologia del Logical Framework Approach (LFA), un processo analitico a supporto della progettazione e gestione del progetto e, utilizzando la matrice del Quadro Logico (Logical Framework Matrix), cioè un documento sintetico che fornisce una visione d’insieme dello stesso progetto.

Ma entriamo nel dettaglio

La matrice del Quadro Logico


Logica d’interventoIndicatori obiettivamente verificabiliFonti di verificaIpotesi
Obiettivi Generali



Obiettivo specifico (scopo del progetto)



Risultati



Attività
MezziCostiPre-condizioni

Gli Obiettivi Generali possono essere più di uno e costituiscono il prodotto più lontano nel tempo. Un singolo progetto non può realizzare gli obiettivi generali. Solitamente un programma di tanti progetti possono farlo

L’obiettivo Specifico è uno solo per ogni progetto e per ogni QL ed è la diretta conseguenza della realizzazione ed utilizzazione da parte dei beneficiari dei risultati attesi del progetto

I risultati costituiscono il prodotto delle attività del progetto. Ogni obiettivo specifico deve essere supportato da vari risultati

Le attività sono le azioni necessarie per trasformare i mezzi in risultati

I mezzi o risorse sono costituiti da risorse umane, fisiche e finanziarie

Gli indicatori obiettivamente verificabili presentano, rispetto ai beneficiari, la variazione delle grandezze. E i progressi si misureranno in relazione al tempo, al luogo, e si riferiranno sempre a situazioni di partenza e ai vari traguardi (annuale e finale)

Le fonti di verifica i rapporti del progetto, le statistiche, le indagini specifiche potranno essere le fonti, note e quindi trasparenti di verifica dell’informazione relativa all’indicatore

Le ipotesi o condizioni consistono nell’incertezza e nella riflessione su fattori esterni importanti per la riuscita dell’intervento, ma che non sono controllabili.

Le pre-condizioni invece sono fattori esterni che devono realizzarsi precedentemente all’inizio dell’intervento.

Pertanto possiamo concludere come la Progettazione con il Quadro Logico sia la metodica che adotteremo in quanto i progetti scritti in questa maniera sono universalmente riconosciuti e veicolabili per qualsiasi tipo di finanziatore, oltre ad essere naturalmente più facilmente leggibili ed applicabili dagli addetti del settore e dagli attori che saranno partecipi del cambiamento auspicato.

Articolo scritto con il contributo della Dottoressa di Cecilia Chiapero,
Bibliografia: I Progetti di SviluppoMassimo Rossi