Elogio a Jeremy Rifkin, analisi del pensiero del guru della sostenibilità del divulgatore scientifico Paolo Marraffa

La sharing economy può diventare una Circular economy in cui beni e servizi sono ridistribuiti equamente, ma sono necessari un cambiamento ideologico e una volontà politica ben determinata, riducendo drasticamente l’impronta ecologica della società. 

Rifkin è uno dei principali artefici della transizione dell’Unione Europea e della Cinaverso un’abile terza rivoluzione industriale e una nuova e radicale economia di condivisione.

Il genio di Rifkin ci accompagna nella sua visione della società in cui i giovani, grazie a mezzi tecnologici messi al servizio della sostenibilità, daranno vita a un ribaltamento del sistema per cui l’era del consumismo verrà superata e al suo posto prenderà forma un nuovo sistema sostenibile. 

Infatti, il guru della sostenibilità presenta un piano strategico per attuare un nuovo sistema economico che permetterà alle generazioni future di vivere in una società più equa e sostenibile. La sua visione non si basa sul determinismo per cui la tecnologia si evolverà automaticamente per il beneficio degli abitanti del pianeta, bensì, saranno i giovani d’oggi a dovere prendere l’impegno di gestire e guidare con grande attenzione quest’evoluzione. Lui analizza come internet offra infinite opportunità d’imprenditorialità sociale che le generazioni future avranno il dovere di proteggere. La rivoluzione digitale, nonché la terza rivoluzione industriale che ci troviamo ad affrontare, trasformerà il mercato e la cosiddetta “economia della condivisione” contaminerà tutti i settori. 

La piattaforma della “Sharing economy” (in italiano “economia della condivisione”) secondo Rifkin aumenterà la produttività fino a ridurre i costi di produzione e consumo a zero e porterà anche a una diminuzione dell’impronta ecologica.

Nell’economia della condivisione, la proprietà lascia il posto all’accesso, i venditori e gli acquirenti sono sostituiti da fornitori e utenti, il capitale sociale diventa importante quanto il capitale di mercato, il consumismo viene ribaltato dalla sostenibilità e gli indicatori della qualità della vita diventano più importanti del PIL.

“Quello che per qualcuno può essere un’utopia, per altri è un incubo. Provate a immaginare di svegliarvi, una mattina, e di scoprire che ogni cosa che vi riguarda è a pagamento, la vostra vita è diventata un’esperienza di natura esclusivamente commerciale“ — ” In una società in cui tutte le idee sono privatizzate, in forma di capitale intellettuale controllato da aziende globali, che effetti si produrranno sulla coscienza collettiva e sul futuro del dibattito sociale?” — J. Rifkin

Rifkin crede che questo Internet delle cose un’infrastruttura intelligente formata dal virtuoso intreccio di Internet delle comunicazioni, Internet dell’energia e Internet della logistica avrà l’effetto di spingere la produttività fino al punto in cui il costo marginale di numerosi beni e servizi sarà quasi azzerato, rendendo gli uni e gli altri praticamente gratuiti, abbondanti e non più soggetti alle forze del mercato. La Terza rivoluzione industriale è più di una trasformazione tecnologica ed economica. Il nuovo paradigma economico trasformerà anche la società, incoraggiando l’umanità a ripensare le nostre nozioni di libertà, potere e identità mentre ci prepariamo per la vita nell’Era della biosfera.

L’esperto afferma che le imprese private collegate a Internet of Things possono utilizzare Big Data e analisi per sviluppare algoritmi che accelerano l’efficienza, aumentano la produttività e riducono drasticamente il costo marginale a quasi zero nella produzione e distribuzione di una gamma crescente di beni e servizi, dando origine a un’economia di condivisione.

Nell’economia della condivisione, la proprietà lascia il posto all’accesso, i venditori e gli acquirenti vengono sostituiti da fornitori e utenti, prosumer e proprietari e lavoratori di eclissi, il capitale sociale diventa importante quanto il capitale di mercato, la generatività assorbe la produttività, il consumismo viene ribaltato dalla sostenibilità e dalla qualità della vita gli indicatori diventano più importanti del PIL.

“Sappiamo che il cambiamento è necessario e sappiamo anche che è possibile. Il Green Deal europeo è il nostro modello per realizzare questa trasformazione. Al centro di tutto c’è la nostra missione: diventare il primo continente climaticamente neutro entro il 2050. L’obiettivo del Green Deal europeo è quello di diminuire del 60% le emissioni di CO2 entro il 2030 e poi entro il 2050 divenire Carbon Neutral. Dobbiamo eliminare le emissioni di CO2, debellare le fonti fossili; in altre parole, dobbiamo decarbonizzare non solo le nostre città, ma i piccoli comuni, i borghi e le aree rurali.” Antonio Rancati, Coordinatore generale CETRI-TIRES

Mentre il capitalismo non scomparirà, non sarà più l’arbitro esclusivo della vita economica, ma dovrà trovare valore accanto a una nuova emergente economia di condivisione in un sistema economico ibrido che porterà il mondo in una società più sostenibile nel ventunesimo secolo.

Il documentario “The Third Industrial Revolution: una nuova e radicale economia di condivisione” (video YouTube https://youtu.be/QX3M8Ka9vUA sottotitolato in 20 lingue), riassume in modo perfetto il suo pensiero che dovrebbe essere conosciuto da tutti e soprattutto dalle nuove generazioni perché essenziale per il futuro. Documentario disponibile con sottotitoli per comunità, imprese, sistemi universitari e scolastici, nelle città e nelle regioni di tutto il mondo che Mr. Rifkin e il suo team hanno co-sviluppato. I documenti possono essere usati come strumenti di risorse open-source per lo sviluppo di piani regionali di rivoluzione industriale che possano spostare il mondo oltre l’attuale stallo economico e la situazione di stallo del governo. Il film serve per comprendere verso quale direzione andare e come la sostenibilità può trasformare le nostre scelte.

Paolo Marraffa, divulgatore scientifico

Profilo LinkedIn: www.linkedin.com/in/paolomarraffa/

Paolo Marraffa con Francesco Cicione di Entopan, esperto nazionale di innovazione tecnologica