Nativi Digitali 1×1

 

 “Volevano seppellirci  ma non sapevano che eravamo semi  “

Coordinatori: Anna Maria Vassallo,Leonida Bombace,  Angelo Consoli,Luciano Manna,Elisa Ventura.

Nativi Digitali 1×1 quando la cooperazione è aiutarsi reciprocamente… 1X1

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Nativo digitale ( digital native) è una espressione che descrive le capacità interattive di una persona che è cresciuta con tecnologie digitali e l’espressione viene utilizzata per indicare un nuovo modello di pensare e di vivere , collaborativo , alla ricerca di una economia della condivisione che metta fine al sistema economico attuale, insostenibile e centralizzato.

Sono I Commons collaborativi, ovvero comunità di cittadini e attivisti caratterizzate da una forte attitudine alla condivisione di idee, beni e servizi.
L’affermarsi della cooperazione, al posto della competizione, della condivisione, anziché del monopolio, del diritto all’accesso, rispetto a quello della proprietà, dell’armonia con l’ambiente.

Secondo I #NativiDigitali nel futuro si svilupperà un nuovo sistema economico, basato sulla condivisione, sui Commons collaborativi, e si passerà da un mercato di scambio a un mercato di condivisione, inizialmente i due sistemi – quello capitalista e quello collaborativo – vivranno l’uno accanto all’ altro, a volte come rivali, a volte beneficiando l’uno dell’altro, ma alla fine si arriverà alla Eclissi del Capitalismo con una società a costo marginale Zero.

13731493_10157401968915019_5340882276336566865_nI nativi digitali creano per necessità, modificano, inventano e realizzano manufatti per lo più si avvalgono di tutto quello che hanno a disposizione per risolvere problemi e soddisfare bisogni.

Utilizzano il web e tutto ciò che è “Open” per loro unica la fonte d’ispirazione e di crescita per diffondere, implementare e condividere.

 

 

È in costruzione una gigantesca rete neurale che abbraccerà il pianeta, consentendoci di avere il controllo su ciò che accade in ogni suo angolo, miliardi di persone, , saranno in grado di avere accesso a questi dati e condividerli con gli altri per organizzare la loro vita e le loro attività,con una gestione non verticale ma orizzontale, per organizzare e condividere nella maniera più efficiente beni e servizi, un nuovo modello cooperativo destinato a soppiantare quello delle grandi imprese protagoniste del modello capitalistico.

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I guardiani della biosfera, vogliamo chiamarli nativi digitali 1×1.

Utilizzeranno una piattaforma ispirata alla termodinamica che  come nel mondo naturale si alimenta di collaborazione e condivisione, è trasparente, empatica,democratica, non centralizzata.

 

 

Un un bambino fin da piccolo lo sà che l’essenziale è l’accesso, non la proprietà.Oggi siamo tutti bambini , anche per noi è mutata l’idea di proprietà.

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Jeremy Rifkin e Angelo Consoli salutano i nativi digitali 1×1.

L’economia della condivisione

Nei Commons collaborativi ciascuno diventa imprenditore e al tempo stesso consumatore per contribuire al benessere della società, non in virtù di una qualche mano invisibile, ma del fatto che metterà in comune le sue “creazioni”, usufruendo al tempo stesso di quelle degli altri, in modo gratuito.

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Il capitale finanziario per ora resta necessario, ma in un sistema totalmente mutato, come insegna il fenomeno del crowdsourcing dove gruppi di persone danno liberamente il loro contributo per un progetto in cui credono, permettendo che l’imprenditore sociale dia  forma alla sua idea, con la speranza di trarne anche un  vantaggio collettivo.

“Il mondo fornisce abbastanza per soddisfare i bisogni di ognuno,ma non l’ingordigia di uno solo” ..Mahatma Gandhi..non dimentichiamolo

L’economia dei Cerchi

L’economia della condivisione inizia nel villaggio locale, per poi protendersi verso il mondo esterno formato da innumerevoli villaggi.

I cerchi si propagheranno orizzontalmente, mai verticalmente. Finisce quindi il sistema piramidale ed inizia il modello economico dei cerchi, cerchi oceanici sempre più ampi che comprenderanno l’intera umanità in network orizzontali distribuiti e collaborativi.

La prima battaglia in campo affrontata dei Nativi Digitali 1X1 è stata quella di ideare processi per democratizzare l’energia e garantire a tutti l’autoproduzione attraverso tecnologie rinnovabili e sostenibili e riparabili.

 

 

 

Per questo motivi è stato creato il primo indice al Mondo di  diseguaglianza energetica e dal nome l’E.I.C. = Energy Inequality Critical = Criticità di Disuguaglianza Energetica, che è un indice creato e strutturato dal CETRI-TIRES che ci consente di verificare e confrontare i costi energetici di una nazione in rapporto al reddito pro capite dei suoi cittadini. Questo indice dimostra differenze di 10 a 1 tra I fruitori di energia e i loro redditi nei paese in via di sviluppo , il 73% del pianeta consuma pochi Watt al giorno contro migliaia di Watt consumati dal 27% del pianeta, un rapporto insostenibile per sostenere , educazione, istruzione, sostenibilità, democrazia._

La povertà energetica è una condanna generazionale ingiusta e perenne totalmente diversa dalla povertà alimentare , e dove c’è diseguaglianza energetica c’è anche diseguaglianza sociale.

La ricchezza delle 4 persone più ricche del mondo, è superiore al prodotto interno lordo dei 47 paesi più poveri del mondo. La ricchezza delle 80 persone più ricche del mondo, è superiore al PIL della Cina cioè la ricchezza di 1 miliardo e 300 milioni di persone.

 

Il 4% della ricchezza delle 200 persone più ricche del mondo sarebbe sufficiente per i primi interventi dal punto di vista sanitario, scolastico, alimentare, idrico dell’intera umanità.

Questo vuol dire che il mondo è gestito da 2-300 persone o poco più”.

10520599_838269892862387_5058722896347434270_nLa rendita di 85 miliardari nel mondo equivale al reddito del 50% della popolazione del Pianeta , le disuguaglianze crescenti tra ricchi e poveri, rilevate nel rapporto di Oxfam, vanificano la lotta alla povertà estrema. Dal 2009 il numero di super ricchi nel Pianeta è più che raddoppiato, mentre centinaia di milioni di poveri non hanno cibo sufficiente

Parole Sante:

“andare dalle urgenze della povertà per risolvere le sue cause strutturali, essere testimoni di carità, e divenire CUSTODI e non padroni della terra.” “Per favore siate coraggiosi e non abbiate timore di farvi interrogare nei progetti politici ed economici da un significato più ampio della vita perché questo vi aiuta a servire veramente il bene comune e vi darà forza nel moltiplicare e rendere più accessibili per tutti i beni di questo mondo” ( Papa Francesco)__

La cultura ecologica dei guardiani della biosfera

Nessun cambiamento è possibile né sul piano economico né quello sociale, senza il rispetto della dignità umana,il rispetto dell’essere umano è la differenza fondamentale fra la seconda rivoluzione industriale e la Terza solare che utilizza solo sistemi rinnovabili e sostenibili di fare energia, a confronto l’era del profitto smodato e sconsiderato ai danni dell’uomo e della biosfera e l’era dell’economia della condivisione e della sostenibilità, è chiaro chi vincerà la sfida , è solo una questione di diffondere una cultura ecologica che pone al centro dell’attenzione l’ambiente e lo lega alla società, alla cultura, al progetto umano.

papa-francesco6Costruire la cultura ecologica è una sfida profonda, filosofica e pratica, che riguarda i valori e non solo le informazioni, la conquista della gente e non la sua semplice partecipazione, la diffusione di principi etici e duraturi e non solo utilitaristici e immediati.Occorre un netto cambio di rotta che apporti una rivoluzione energetica democratica e sostenibile attraverso le fonti da energia rinnovabile e la valorizzazione delle risorse locali. 

Il Soledo per esempio si interpone tra questa esigenza e la capacità di utilizzare il sole come risorsa democratica appartenente a tutti, rappresenterà per le Comunità rurali del Sud del Mondo lo strumento per raggiungere la piena autodeterminazione, sia economica che sociale, attraverso un processo di responsabilizzazione individuale e collettiva delle stesse comunità che partecipano al progetto. Il SOLEDO è una “moneta empatica” che acquisisce il suo valore a seguito di una proposta di accordo-baratto tra energia prodotta con sistemi rinnovabili ed un paniere di beni comprendenti oggetti artigianali, prodotti agricoli, cibo e/o accordo di fornitura di servizi di ospitalità, il tutto attraverso il coordinamento operativo del comitato scientifico del CETRI-TIRES e la garanzia delle Istituzioni locali coinvolte (Municipi) e le Assoziazioni Ong partner. Il SOLEDO è convertito dal CETRI con un rapporto di cambio 1/1 con il Watt elettrico rinnovabile prodotto da sistemi energetici “stand alone”.1 SOLEDO = 1 Watt Rinnovabile ( Wr)

Il CETRI-TIRES propone, quindi, un modello di equità economica e sociale sulla base di una conversione ENERGIA/BENI non impostata sulle monete forti (EURO, USD) come mezzo di scambio, bensì fondata sulla corrispondenza in ORE/LAVORO necessarie alla produzione dei beni contenuti in un paniere di riferimento (ospitalità, cibo locale, oggetti artigianali etc.). Questo permette la costruzione di un nuovo paradigma economico dove l’uguaglianza sociale la dignità umana sono una risorsa e non un problema.

Il SOLEDO è una moneta-contratto emessa dal CETRI attraverso ASSOCIAZIONI UMANITARIE – ONG – ONLUS – (denominate agenzie o sportelli della SOLEDO BANK) a copertura del finanziamento degli interventi descritti nel piano di esigenze energetiche del Municipio richiedente (piano energetico e sociale preliminare).

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PIANO ENERGETICO E SOCIALE PRELIMINARE

Per arrivare alla strutturazione di  tali principi verrà effettuato un accurato studio sociologico ed energetico del contesto oggetto dell’intervento, le scelte progettuali terranno conto dello studio del clima, dell’irraggiamento solare, della logistica e dell’organizzazione sociale delle comunità,il progetto sarà concepito in modo da garantire che la realizzazione e la manutenzione delle tecnologie fornite vengano conseguite avvalendosi anche di materiali e maestranze locali. Ciò comporterà da un lato la crescita sociale e professionale della manodopera locale (tecnici, artigiani,agricoltori ), dall’altro la diffusione della tecnologia fotovoltaica alle realtà limitrofe.

ONG – ONLUS – ASS. UMANITARIE

Le Associazioni che operano localmente dovranno

  • Raccogliere dati preliminari per l’applicazione ottimale della tecnologia fotovoltaica;
  • Valutare le risorse umane e materiali delle amministrazioni beneficiarie;
  • Comporre un paniere di beni (ospitalità, cibo locale, oggetti artigianali etc.) su misura della realtà beneficiaria, da offrire in contraccambio alla tecnologia fotovoltaica e alla potenza da installare;
  • Creare percorsi di ospitalità turistica coinvolgendo la popolazione locale;
  • Stimolare l’artigianato locale.
  • Promuovere l’agricoltura biologica e i processi di trasformazione;
  • Valutare il valore dei beni locali barattabili e tradurlo in ore/lavoro applicate per la loro produzione (esempio: per produrre 10 kg di pane occorrono 2 ore/lavoro; per cucire una borsa in iuta occorre 1 ora/lavoro etc.), questi dati serviranno al Cetri-Tires per calcolare il valore dei beni da offrire in cambio della tecnologia fotovoltaica.

Le attività svolte sono principalmente

  • Il contributo per una corretta gestione ambientale della foresta amazzonica, mirato al miglioramento delle qualità della vita delle popolazioni ivi esistenti;
  • La promozione e la realizzazione dell’indagine scientifica in qualsiasi campo attinente alla foresta amazzonica nella sua integrità di ecosistema;
  • Il sostegno morale, didattico, economico, assistenziale e materiale ai bambini, adolescenti e adulti con la particolare attenzione per quelli che presentano patologie gravi ed handicap di natura medica o sociale.
  • Organizzare o partecipare a programmi ad “impatto zero” che si propongono di piantare alberi per la riforestazione;
  • Partecipare ad eventi promossi dal volontariato nazionale ed internazionale , con tematiche socio- ambientali;

 

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Tutti questi progetti mirano ad una società a costo marginale zero

Ringraziamo Anna Maria Vassallo per essere stata lungimirante e visionaria nel consentire molti di questi progetti operativi investendo tempo e risorse in idee e azioni innovative e interattive.

Grazie Anna .