Permacultura (Cultura permanente)

Il Tavolo Tecnico del Cetri-Tires per la permacultura si prefigge di diffondere la conoscenza e la pratica di questa disciplina mediante un lavoro di divulgazione, sensibilizzazione e connessione nel solco delle attività condotte dai permacultori nel mondo.

Coordinatore: Flavio Troisi

La Permacultura è un movimento globale paritario costruito intorno a tre etiche universali condivise – cura della Terra, cura delle persone, equa condivisione delle risorse – e a un set di principi per la progettazione e la vita di tutti i giorni.

In permacultura non ci sono gerarchie, ma connessioni fra pari che accettano il principio del feedback e della autoregolazione, in accordo con le intenzioni originali del padre fondatore del movimento, Bill Mollison (1928- 2016), che dedicò la sua vita alla divulgazione di questa scienza di progettazione. La permacultura viene tramessa a tutt’oggi, e per espressa volontà di Mollison, principalmente attraverso un sistema di educazione informale, sebbene non manchino esempi in ambito educativo formale.

Che cos’è la permacultura?

La permacultura – dalla contrazione delle parole inglesi “Permanent Culture” [Cultura Permanente] – è un quadro concettuale per la progettazione e realizzazione di modi di vivere resilienti, sostenibili e rigenerativi per la terra, le persone e l’economia. È un metodo pratico per sviluppare sistemi in armonia con la natura, efficienti e produttivi, che possono essere applicati da tutti e ovunque.
Quando parliamo di permacultura, quindi, ci riferiamo a una cultura che intende essere l’opposto della cultura dell’effimero, del transitorio e della precarietà in cui siamo immersi attualmente.

La permacultura non è niente di strano o complicato – i suoi principi e le sue strategie sono alla portata di chiunque e ovunque:

  • alloggi in città, cortili
  • case e giardini in periferia
  • orti e piccole tenute
  • spazi comunitari
  • fattorie e grandi proprietà
  • zone di campagna e aree protette
  • aree commerciali e industriali
  • strutture educative
  • terreni abbandonati e inquinati
“La sfida più grande che dobbiamo vincere è passare dal consumo alla produzione, anche su piccola scala, nei nostri giardini. Se lo farà anche solo il 10%, avremo abbastanza per tutti.”BILL MOLLISON

Come è nata?

La permacultura ha avuto origine dalle osservazioni e ricerche dei due cofondatori Bill Mollison e David Holmgrem, in Australia negli anni Settanta, e da allora si è diffusa in tutto il mondo, evolvendosi e abbracciando una rosa di discipline sempre più ampia. È un corpus di conoscenze in evoluzione, con una sua letteratura di stampo scientifico, umanista e spirituale (ma non religioso, perché la permacultura è laica e trasversale a tutti i credo).

 Bill Mollison

La permacultura affronta temi come la coltivazione, l’architettura sostenibile la creazione di comunità, il business. I suoi principi vengono applicati, sviluppati e affinati da donne e uomini in tutto il mondo, in diversi contesti ambientali e culturali, sempre con l’obiettivo di minimizzare l’impatto ambientale e massimizzare il benessere e i benefici derivanti da una vita in armonia con la natura. La permacultura è in costante evoluzione, non è un corpus dogmatico, ma un quadro concettuale che aiuta a pensare in modo sistemico.

Apprendere e praticare la permacultura significa entrare a far parte di una comunità globale di persone unite da una comune concezione delle priorità, e possedere una chiave efficace per realizzare il cambiamento che tutti desideriamo nel mondo.

La permacultura non è solo buon senso di una volta?

Quanto alla formazione in permacultura, occorre bandire alcuni equivoci. La si sente talvolta descrivere come un mero ritorno al buon senso comune, spesso di radici contadine. Benché la permacultura sia una fervida alleata della cultura contadina che lavora con la natura anziché contro di essa, essa non si esaurisce in un ritorno al passato, ma propone un modello che punta al futuro.

David Holmgren

La permacultura non è qualcosa che si apprende per osmosi solo perché si vive in campagna o si coltiva l’orto – sebbene molti principi siano senza dubbio stati tramandati dai coltivatori tradizionali. È qualcosa di leggermente diverso.

L’apprendimento delle basi scientifiche per la progettazione in permacultura avviene in tutto il mondo soprattutto attraverso la partecipazione a un corso intensivo codificato da Bill Mollison e denominato PDC – Permaculture Designe Course [Corso di Progettazione in Permacultura]

Se non si partecipa a tale corso intensivo, ne esistono molti altri introduttivi o focalizzati su specifici temi. Inoltre sono presenti tantissimi libri di permacultura, purtroppo solo alcuni in italiano, da cui attingere.

La permacultura è alla portata di tutti – non è appannaggio dei soli agronomi, architetti o di altre categorie professionali – ma va precisato che richiede l’apprendimento di alcune conoscenze essenziali. Non un ritorno al buon senso comune, quindi, ma la costruzione di un buon senso niente affatto ordinario, sebbene fortunatamente in espansione.

 

 

Una soluzione semplice a problemi complessi

Al di là di ogni altra considerazione, la permacultura è prima di tutto uno strumento per risolvere la crisi ecologica in corso cominciando da casa propria, ovunque ci si trovi.

“Sedendo sugli scalini dietro casa, abbiamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno per vivere una buona vita. Siamo circondati da sole, vento, altre persone, edifici, pietre, mare, uccelli e piante. Cooperare con tutte queste cose porta armonia, competere contro di loro porta disastri e caos.” BILL MOLLISON

È inoltre una potenziale fonte di benessere, connessione, evoluzione e serenità per ogni donna, uomo e bambino di questo pianeta, ed è tenendo a mente questo che il Cetri-Tires apre il suo tavolo tecnico sulla permacultura, un luogo di confronto e raduno per tutti i permacultori e sostenitori di questa visione di un futuro in armonia con la natura. A cominciare da subito.

“Nonostante i problemi del mondo siano sempre più complessi, le soluzioni restano di una semplicità imbarazzante.” BILL MOLLISON

 Flavio Troisi e Rosemary Morrow, una pioniera della permacultura