Thursday, July 2, 2020

CETRI FOR FRIDAY – La Terza Rivoluzione Industriale nei venerdì per il futuro

Lo sciopero climatico di venerdì 15 marzo ha mobilitato milioni di ragazzi in tutto il mondo. Greta Thunberg ha fatto da detonatore a un grande movimento mondiale per il clima che covava sotto la cenere e non attendeva altro che l’occasione giusta per manifestarsi. Il CETRI-TIRES accogli con la più grande felicità il prorompente emergere sulla scena mondiale di questo movimento e si mette a disposizione dei ragazzi per acquisire le conoscenze necessarie ad affrontare la dura battaglia che li attende in difesa della biosfera, secondo la visione del professor Jeremy Rifkin, del Creato, secondo la terminologia di Papa Francesco nella sua meravigliosa enciclica Laudato Si’.

Jeremy Rifkin

Il CETRI-TIRES assisterà tutti i giovani che ne facciano richiesta attraverso la casella postale info@cetri-tires.org, e presto anche attraverso una applicazione on line interattiva su questo sito, a elaborare una piattaforma di richieste e proposte concrete per ombattere concretamente il cambiamento climatico, introducendo nuove tecnologie di terza rivoluzione industriale atte a garantire la piena decarbonizzazione dell’economia e della società e un futuro senza fonti fossili.

Foto: Petra Reith

Gli esperti del CETRI sono a disposizione anche per fornire gli argomenti scientifici e tecnici per battere le tesi negazioniste e le posizioni anti ambientali e retrograde opposte ai giovani di questo movimento sia in assemblea che sui social network.

Il nucleo iniziale degli esperti a disposizione del programma CETRI FOR FRIDAY, copre i seguent campi di interessi: le seguenti aree:

Energia e termodinamica

Clima e Meteorologia

Ecologia e Ambiente

Economia

Biologia

Astrofisica

Comunicazione e informazione

Medicina e Salute

Gli esperti del CETRI a disposizione degli studenti del movimento dei Friday for future sono coordinati dagli autori del manifesto Territorio Zero, prof. Livio de Santoli, pro Rettore dell’Università La Sapienza e coordinatore delle politiche energetiche, e Angelo Consoli, Presidente del CETRI-TIRES e Direttore dell’Ufficio Europeo di Jeremy Rifkin.

Legge di iniziativa popolare per la transizione energetica depositata in Cassazione.

Parte da oggi la corsa semestrale prevista dall’articolo 71 della Costituzione per la proposta di legge di iniziativa popolare per la transizione energetica e l’idrogeno verde. il testo che è stato depositato in Cassazione da un gruppo qualificato di cittadini comprendente avvocati, imprenditori, medici, professori universitari e comunicatori, è stato elaborato dal professor Nicola Conenna Presidente della fondazione Università dell’idrogeno.

La Proposta di Legge risponde all’appello alla società civile di tutto il mondo del Segretario delle Nazioni Unite Antonio Guterres affinché non si superino 1,5 °C di aumento della temperatura media del Pianeta, rispetto ai livelli preindustriali. Gli impegni governativi attuali, rispetto al taglio delle emissioni, porterebbero a un disastroso aumento di oltre 3° C. Occorre agire ora, invertire la tendenza all’aumento a partire dal 2020, per azzerare le emissioni climalteranti entro il 2050.

La Proposta di Legge per l’Italia prende a modello la “Legge per la Transizione energetica e la crescita verde” approvata in Francia nell’agosto 2015 e che ha aperto la strada all’Accordo di Parigi, attualmente ratificato da 184 nazioni, compresa l’Italia, su 197 aderenti alla Convenzione UNFCCC delle Nazioni Unite;

la Legge approvata dalla California nel settembre scorso;

la Direttiva RED II dell’Unione Europea che ha appena completato il suo iter;

il Piano Idrogeno dello Stato francese del giugno scorso;

l’Hydrogen Iniziative sottoscritta a novembre a Linz dai ministri dell’Energia dell’Unione Europea;

il documento analogo internazionale di Tokyo immediatamente successivo;

la Direttiva DAFI sui carburanti alternativi, tutti documenti approvati o sottoscritti dall’Italia.

La Proposta di Legge propone (a differenza della famigerata SEN-Strategia Eneregtica Nazionale) per la prima volta un nuovo modello energetico, basato sulla Transizione dai fossili alle rinnovabili, sull’energy storage mediante vettore idrogeno, (utilizzato a fini industriali, di mobilità, per l’edilizia), sui trasporti a zero emissioni.

La presentazione della Proposta di Legge avviene subito dopo la Conferenza COP 24 delle Nazioni Unite di Katowice in Polonia conclusasi il 15.12.2018, e immediatamente dopo la presentazione della Proposta di Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima del 31.12.2018.

Il CETRI-TIRES sarà in prima fila per la campagna di raccolta firme al fianco dell’ANCI e della Fondazione H2U.

La TRI con gli studenti del liceo scientifico Vitruvio di Avezzano

“The Third Industrial Revolution: a radical New Sharing Economy”

Pubblicato il marzo 12, 2019 da redazionesettimanascientifica

Continuano le proiezioni del film “La Terza Rivoluzione Industriale – Una sharng economy radicalmente nuova, di e con Jeremy Rifkin diretto da Eddy Moretti.

Questa volta ad aprire le danze al Castello Orsini di Avezzano davanti a duecento studenti entusiasti e attentissimi del Liceo Vitruvio, è l’ingegnere Giovanni De Cristofaro per la seconda giornata della settimana scientifica, in cui è stata affrontata la tematica strettamente attuale della la terza rivoluzione industriale.

L’iniziativa è stato ungrande successo e si iscrive nel quadro delle iniziative della Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica
L’ingegnere Giovanni De Cristofaro è coordinatore regionale del
CETRI-TIRES, Circolo Europeo per la Terza Rivoluzione Industriale e centro studi dedicato alle problematiche delal transizione dalla seconda alla Terza Rivoluzione Idnustriale secondo la narrazione e la visione del prof. Jeremy Rifkin.
Tutti conosciamo e studiamo le prime due rivoluzioni industriali, quella della macchina a vapore e del carbone e quella del petrolio e della comunicazione, ma in pochi conoscono la Terza RivoluzionenIndustriale che invece rappresenta una importante tappa storica, che caratterizza il secolo in cui viviamo.
La terza rivoluzione industriale come è stata a descritta e prevista da Jeremy Rifkin, (che è un esperto in economia, sociologia e sostenibilità ambientale), con questo docu-film proposto agli alunni dall’ing. Giovanni De Cristofaro, diventa accessibile anche agli studenti oltre che agli studiosi, perchè il film pone l’attenzione sulla grande crisi in atto e gli strumenti con cui essa può essere affrontata.
Rifkin si pone inoltre l’obiettivo di conciliare i cambiamenti tecnologici con un minor impatto ambientale, per trarre vantaggi economici, ma anche ecologici.
La Terza Rivoluzione Industriale è anche l’emergere della sharing economy, che porta a una società post-carbon e all’avvento di un’era eco-sostenibile che comporta vantaggi ecologici ma anche sociali ed economici perchè permette la più ampia redistribuzione delal ricchezza e abbassa la soglia di accesso alle addività energetiche per tutti i cittadini (ragione per cui Rifkin parla di “power to the people” parafrasando John Lennon).
Il cambiamento, quindi, abbraccia tutti i campi, da quello tecnologico, economico e ambientale, a quello sociale.
È sulla scia delle idee di Rifkin, che De Cristofaro invita i “millenials” a partecipare attivamente ad iiniziative che portino ad una realizzazione di questa rivoluzione volta a preservare e avere cura del nostro ecosistema.
Sicuramente la spettacolare location della sala multimediale interna al Castello Orsini di Avezzano ha creato la giusta atmosfera con un forte connubio tra la storia del passato e le prospettive green del futuro di centinaia di studenti, in occasione della 15° edizione della “Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica”, organizzata in modo esemplare dal corpo docente e da tutti i collaboratori scolastici Liceo Vitruvio di Avezzano.
La scaletta dell’evento è stata così articolata: presentazione dei pilastri delle teorie di Jeremy Rifkin; proiezione del suo docufilm e dibattito con gli studenti sulle prospettive professionali che la Terza Rivoluzione Industriale offre loro.
Dopo la proiezione del film l’ing. De Cristofaro ha illustrato con alcune slides con approfondimenti specifici mettendo in risalto due importanti questioni: da una parte far emergere le problematiche
legate ai cambiamenti climatici e dall’altra le opportunità che possono scaturire, con tutti i dettagli
degli 8 pilastri del prof. Rifkin, rimarcando che per ognuno di essi può nascere un loro stimolo per intraprendere attività future.



A conclusione dell’evento ha lanciato dal palco tre suggerimenti molto graditi dagli studenti e soprattutto dal corpo docente con i professori presenti, instancabili organizzatori e promotori del programma della settimana scientifica, Patrizia Di Giulio, Giuseppina Ruggeri, Tiziana Scenna, Domenica Ranalli e Delia D’Angelo:

  • Sviluppare una tesina ad ogni studente relativamente alla casa dove abitano (rilevando i consumi elettrici e termici) e ipotizzare le fonti rinnovabili da poter usufruire per annullare i costi e quindi le emissione di CO2; analoghe valutazioni per i loro mezzi di trasporti e l’alimentazione.
  • Aderire al movimento “Fridays For Future” di Greta Thunberg e in particolare partecipare allo “Sciopero Mondiale per il Futuro” indetto per venerdì prossimo 15 marzo, ma a condizione che ogni studente al ritorno in classe, elencasse ai professori almeno 5 buone pratiche (virtuose) da inserire nel proprio stile di vita per la salvaguardia del pianeta.
  • Invito agli istituti cittadini a partecipare all’evento nazionale “Pensa in Verde” in programma mercoledì 27 marzo a Firenze in occasione di MEF 2019, per visitare gratuitamente le 7 aree espositive tematiche: Automazione, Termoidraulica, Impianti Speciali, Attrezzature, Risparmio Energetico, Illuminazione e Elettrotecnica.
    Alla fine dell’incontro, davanti al suggestivo Castello Orsini, il coordinatore regionale CETRI-TIRES ing. Giovanni De Cristofaro ha consegnato ai docenti, circondati dagli studenti, gli Attestati di
    Merito per l’impegno profuso nella promozione delle attività di green educational nel loro istituto, per la crescita di nuove generazioni sempre più consapevoli della terza rivoluzione industriale in
    atto con una nuova radicale economia della condivisione, e vivi
  • apprezzamenti da Bruxelles e Roma del presidente Angelo Consoli e del coordinatore nazionale Antonio Rancati.




Fonte redazione Blog della Settimana Scientifica con testi di Floriana Rossi e Valentina Di Giammatteo – Avezzano (AQ) – 12 MARZO 2019
https://settimanascientifica.wordpress.com/2019/03/12/the-third-industrial-revolution-a-radical-
new-sharing-economy/

Per maggiori informazioni: https://settimanascientifica.wordpress.com/2019/03/12/the-third-industrial-revolution-a-radical-new-sharing-economy/

Gli studenti pensano “in verde”. A cominciare dalla Toscana…

Ha avuto luogo la manifestazione iniziale della Terza edizione di “Pensa in verde”, di green educational per MEF 2019 con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente.

Rivolta agli studenti che frequentano gli istituti tecnici e professionali a indirizzo elettronico, elettrotecnico, termotecnico e meccanica, con tirocini per i più meritevoli. Il Presidente del Consiglio Regionale della Toscana, Eugenio Giani, presente al primo degli incontri formativi

Opportunità per gli studenti che frequentano gli istituti tecnici e professionali a indirizzo elettrotecnico o elettronico. E’ la terza edizione del progetto “Pensa in verde, porta in Mostra la tua classe”, patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

L’iniziativa, ideata e promossa da MEF Distribuzione Materiale Elettrico, coinvolgerà quest’anno circa 2000 alunni di oltre 30 scuole. E per due studenti, i più meritevoli, si concretizza la possibilità di effettuare altrettanti tirocini da 2 a 6 mesi in azienda.


Il progetto ha preso il via all’Istituto di Istruzione Superiore Benvenuto Cellini di Firenze, dove il centro studi europeo Cetri-Tires, partner di MEF nell’iniziativa, ha previsto un’ora di lezione in materia di risparmio energetico, green economy e tutela dell’ambiente. A salutare l’avvio della formazione scolastica, il Presidente del Consiglio Regionale della Toscana, Eugenio Giani.

“MEF è un’esperienza imprenditoriale vincente, cresciuta a tal punto negli anni da richiamare la partecipazione di prestigiosi investitori a livello internazionale – ha rimarcato il Presidente Giani -. Tuttavia rimane una sorta di start-up, nata e cresciuta a Firenze, che solo nella nostra città dà lavoro a più di 400 persone. La famiglia che la guida ha da sempre una vocazione di attenzione alla comunità che si concretizza anche attraverso la formazione nelle scuole: un modo per coinvolgere gli studenti nel momento di proiezione esterna massima, ovvero la tradizionale Mostra Elettrotecnica che quest’anno cambia location e si sposta in uno spazio più capiente, quello della Fortezza da Basso. Una grande opportunità che permette agli studenti di vedere da una finestra privilegiata cosa significa il mondo del lavoro nella dimensione produttiva e fieristica, mostrando loro il meglio dell’elettronica e dell’elettrotecnica. I miei complimenti a MEF e agli Istituti, come il Benvenuto Cellini, che hanno risposto positivamente all’iniziativa”.

Per conto di MEF, è stato il responsabile della comunicazione, Luca Janovitz, a descrivere agli studenti le finalità del progetto: “E’ volontà di MEF di avvicinare il mondo delle scuole a quello del lavoro perché in azienda cerchiamo innanzitutto competenza, che viene agevolata indubbiamente tramite lo studio ma anche e soprattutto attraverso l’esperienza. E un tirocinio è un primo passo verso la creazione della competenza. I ragazzi sono invitati a partecipare alla prima giornata di Mostra Elettrotecnica, per sottolineare l’importanza della loro presenza. Due le grandi novità di quest’anno. I test per accedere all’ottenimento dei due tirocini remunerati, offerti da MEF, potranno essere svolti tramite un’app direttamente sul proprio smartphone. Inoltre, avendo partecipato a Didacta nell’ottobre scorso, abbiamo preso contatti con Istituti tecnici e Università di tutta Italia e, per la prima volta, ospiteremo anche studenti fuori regione. Al taglio del nastro sono attesi oltre 2000 ragazzi”.

Il Presidente Eugenio Giani con Antonio Rancati, all’Istituto Cellini di Firenze.


Le lezioni vengono condotte da Antonio Rancati coordinatore nazionale di Cetri-Tires con alcuni delegati regionali e componenti del comitato scientifico. “Durate ogni incontro – spiega – oltre alle modalità di accesso al tirocinio, mostreremo agli studenti dei video con docufilm legati ai temi dell’energia e della green economy. Viene poi fatto un excursus su quella che è la prospettiva dei green job, fornendo dei numeri legati ai posti di lavoro che sta generando la green economy. Una nuova cultura per una generazione più consapevole, è essenziale per investire su un futuro più pulito e aumentare la tutela dell’ambiente in cui viviamo”.

E’ invece il direttore commerciale e marketing di MEF, Daniele Giaffreda, a illustrare quali sono i requisiti per partecipare all’assegnazione dei tirocini offerti: “Gli studenti dovranno aver conseguito il diploma di scuola media superiore in un istituto specialistico e dovranno recarsi alla Mostra Elettrotecnica, mercoledì 27 marzo, per rispondere ai quesiti di un questionario incentrato sul risparmio energetico e per partecipare alla creazione di uno slogan sull’Efficienza Energetica, che potrà essere utilizzato nella prossima campagna pubblicitaria MEF. Tra i migliori 15 risultati, valutati da un’apposita commissione composta da un rappresentante MEF e da uno di Cetri-Tires, l’azienda procederà a un successivo colloquio con i candidati, riservandosi la possibilità di non assegnare il tirocinio ove non ci siano elaborati con le caratteristiche adeguate”. La formazione proposta da MEF si svolge con cadenza biennale ed è propedeutica a Mostra Elettrotecnica, il più grande evento espositivo dedicato all’impiantistica elettrica, illuminotecnica, termoidraulica e alle soluzioni di risparmio energetico, che si svolgerà quest’anno alla Fortezza da Basso, dal 27 al 30 marzo.

Porta la tua Scuola mercoledì 27 marzo al MEF 2019!

Per informazioni: educational@cetri-tires.eu

A Parma si scrive blu ma si legge “green”.

Blu Parma, è il nome del progetto elaborato e presentato da quattro scuole della città ducale che mira a trasformare un’area degradata in un campus a misura di cittadino (oltre che di studente).

Le scuole sono quelle di via Toscana e cioè l’Itis Da Vinci, Ipsia Levi, liceo Bertolucci e Isiss Giordani uniti in un progetto aperto alla città per migliorare spazi esterni che ogni giorno ospitano più di settemila persone

I quattro istituti, guidati dall’ Itis Da Vinci (capofila), hanno deciso di unire le forze per dare un nuovo volto, più verde, sostenibile, partecipato e funzionale, agli spazi esterni delle quattro scuole superiori. Il progetto si chiama Blu Parma e sarà il nuovo campus di via Toscana. L’obiettivo è connettere le aree al fine di realizzare un luogo di relazione sociale, di scambi, di condivisione di competenze tra studenti, docenti e cittadini; un luogo di incontro e di crescita culturale aperto alla tutta la città. Oltre alle scuole sono stati coinvolti numerose associazioni ed enti, chiamati a redigere proposte per animare, in futuro, gli spazi esterni attraverso azioni educative di vario tipo.

L’iniziativa è stata proposta dall’Associazione Culturale Manifattura Urbana che attualmente sta coordinando questa fase di analisi conoscitiva, ha il sostegno della FONDAZIONE CARIPARMA, il patrocinio e la collaborazione di Città di Parma e Provincia di Parma, Università degli Studi di Parma, Arpae, Upi, CCV Parma Centro, WWF Italia, Legambiente Parma, PARMA 360 Festival, Fruttorti Parma, ADA Onlus – Associazione Donne Ambientaliste, Slow Food Parma, Respiro Libero, McLuc Culture (Parma), AltroGiro Parma, ArcheoVEA Impresa Culturale, CETRI-TIRES, Parma Sostenibile.

Perché Blu Parma ? Perché sono definite Blu, dal professor Michel Poulain, le aree della terra in cui la longevità è maggiore, e “noi vorremmo proprio che il campus di via Toscana rappresentasse un luogo ‘longevo’ nel tempo, in grado, per tanti e tanti anni, di migliorare la qualità di vita di chi lo frequenta e del quartiere tutto”.

Ai professori, agli studenti, alle famiglie e ai cittadini sono stati distribuiti dei questionari per capire quali sono le esigenze per migliorare gli spazi esterni e renderli più vivibili durante il giorno sera compresa. L’iniziativa su cui puntano i dirigenti scolastici Elisabetta Botti, Giorgio Piva, Aluisi Tosolini e Antonia Lusardi, nasce a in seguito al progetto didattico dal titolo Il cortile reinventato che gli istituti hanno ideato e vinto nell’ambito di un bando del Miur.

L’area oggetto di intervento ha una superficie complessiva di 60mila mq, in cui se ne identificano 15mila di spazi aperti, cortili, dello stesso polo scolastico, che ogni giorno ospita più di settemila persone. Questi spazi, oggi, spiegano i promotori dell’iniziativa, si presentano come aree pavimentate, o meglio asfaltate, mal tenute, alcune aiuole da tempo senza manutenzione, cancellate, arrugginite a tratti, aperte durante il giorno per permettere appunto i flussi della popolazione scolastica, che si muove per il cortile senza viverlo. L’ambizione educativa del progetto è pensata in un arco temporale di cinque – dieci anni, tempi necessari per mettere a regime il meccanismo rigenerativo.

Affinché lo spazio diventi accogliente, fruibile e vissuto durante l’intera giornata, permeabile alla città, ricucendo il tessuto urbano oggi frammentato da barriere. Un lavoro che dovrà coinvolgere cittadini, associazioni, imprese, studenti per “rendere contemporanea, fruibile e accessibile l’area per i giovani studenti”; spazi dinamici e flessibili, percorsi funzionali, luoghi di sosta, connessione wifi, realtà aumentata, diffusione musicale, strutture per scenografie e street art, tavoli e sedie mobili, attrezzature sportive, palchi polifunzionali sono alcune delle idee proposte.

Vegetazione, tetti verdi, sistemi di ombreggiamento, strutture leggere, fontane e giochi d’acqua, permeabilità del suolo e illuminazione dovranno migliorare gli ambienti che andranno custoditi promuovendo il senso civico nella cura del bene comune e del patrimonio collettivo. Tutto questo, aspetto non secondario, non potrà che migliorare il senso di sicurezza dei luoghi attraverso la qualità degli interventi e il presidio spontaneo da parte dei cittadini. A tal fine, viene redatto un progetto preliminare dell’intera area esterna (15mila mq) e individuati diversi stralci funzionali. Quindi sarà la volta del progetto definitivo ed esecutivo dei primi passaggi individuati.

Come prima opera sarà realizzata una manutenzione minima generale sull’area cortilizia, per renderla pulita ed idonea agli interventi successivi, compresi i rilievi. In cantiere anche una eventuale realizzazione in autocostruzione con studenti e cittadini di elementi individuati nel primo stralcio.

Il progetto di rigenerazione urbana e umana è stato presentato venerdì dai dirigenti scolastici Botti, Tosolini, Piva e Lusardi, Manifattura Urbana, alla presenza, tra gli altri, dell’assessore comunale all’istruzione Ines Seletti.

Il presidente del CETRI-TIRES Angelo Consoli e il coordinatore Antonio Rancati, si congratulano con il membro del nostro comitato scientifico, architetto Francesco Fulvi, anima e motore del progetto e ideatore di Manifuattura Urbana.

Gki insegnanti che coordinano Blu Parma. A destra l’architetto Francesco Fulvi.

Chi voglia informarsi più dettagliatamente su questo splendido progetto, a cui il CETRI-TIRES ha concesso il patrocinio, può consultare i link dellqui sotto.

https://parma.repubblica.it/cronaca/2019/02/08/news/blu_parma_le_scuole_di_via_toscana_sognano_un_campus_a_misura_di_studente-218642604/

Blu Parma

BLU PARMA – Il campus di via Toscana

https://www.parmatoday.it/attualita/presentato-il-progetto-blu-parma-il-campus-di-via-toscana.html

https://drive.google.com/file/d/1sdZKc2pn8xFLVggJJiFpK1akPbbmblXT/view

Taranto, sentenza CEDU: grande vittoria o occasione mancata?

E’ notizia recente che il governatore della Puglia Michele Emiliano abbia proposto, commentando la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, che il governo rinunci ad impugnarla ed anzi ne approfitti per approvare una legge per il risarcimento del danno biologico e ambientale per tutta la comunità tarantina. “Solo così – rileva Emiliano – si segnerebbe un cambio di passo rispetto al passato, ai soprusi subiti dai cittadini di Taranto, alle tesi negazioniste lette addirittura negli atti difensivi del Governo“.
Ma cosa ha detto veramente la Corte di Strasburgo in questa sentenza originata dal ricorso di un gruppo di associazioni tarantine coordinate dalla nota ambientalista tarantina Lina Ambrogi Melle?

Lina Ambrogi Melle alla conferenza stampa sulla sentenza CEDU

In attesa di poter intervistare la battagliera consigliera tarantina sulle motivazioni profonde del ricorso da lei portato avanti alla CEDU, e le prospettive che si aprono adesso per il movimento di cui lei è espressione, in vista di un riconoscimento formale del diritto dei Tarantini a vedersi considerati come vittime di danno ambientale da processi industriali (ricordiamo che ufficialmente la diossina che ha contaminato le pecore dell’allevatore Vincenzo Fornaro potrebbe anche essere dovuta al traffico…) abbiamo ritenuto utile approfondire gli aspetti giuridici della decisione di Strasburgo.

Lina Ambrogi Melle

Abbiamo dunque consultato l’avvocato e esperto di diritto ambientale Maurizio Rizzo Striano che la questione ILVA la conosce benissimo essendo stato Presidente della Commissione IPPC (Prevenzione e controllo dell’Inquinamento).

Ecco cosa ci ha detto:

AVVOCATO RIZZO STRIANO, SECONDO LEI, LA SENTENZA DELLA CEDU NEL CASO ILVA/TARANTO RICONOSCE L’ESISTENZA DI UNA LESIONE DEL DIRITTO ALLA VITA COMMESSA DALLO STATO?

La pronuncia della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) non risponde a questo interrogativo . 
Occorre premettere che la decisione della CEDU , ribadisce che la condotta dello Stato Italiano e’ illecita per essere venuto meno al dovere di intervenire in modo efficace e tempestivo a tutela dei diritti dei cittadini. Questo accertamento non e’ piu’ revocabile in dubbio, sia alla luce dei precedenti della CEDU ( il primo in tal senso, seppure riferito ad un caso successo nel Regno Unito, risale addirittura al 1990), sia alla luce di quanto accertato,proprio con riguardo a ILVA, anche se incidenter tantum, dalla Corte Costituzionale. 
Per affermare la lesione del diritto alla vita questi accertamenti non sono pero’ sufficienti. E’ necessario anche provare l’esistenza del nesso di causalita’ fra inquinamento e morti e malattie. 
Quando la CEDU si occupo’ per la prima volta del problema (nel caso Smaltini contro Italia ) scrisse che: “Fatti salvi i risultati degli studi scientifici futuri, la Corte non può che constatare che la ricorrente non ha provato che alla luce delle conoscenze scientifiche disponibili all’epoca dei fatti di causa,(2005) l’obbligo imposto al Governo di proteggere la sua vita, ai sensi dell’articolo 2 della Convenzione, sotto il profilo procedurale, sia stato violato.”
Scrive oggi la Corte: ” . In quel caso, la Corte aveva in particolare sottolineato che, “alla luce delle conoscenze scientifiche disponibili al momento dei fatti e senza pregiudizio dei risultati di futuri studi scientifici, le decisioni interne erano state debitamente motivate. Nel caso di specie, i ricorrenti lamentano l’assenza di misure statali per proteggere la loro salute e l’ambiente”. È solo su quest’ultima questione, diversa da quella in esame nella causa Smaltini, che la Corte è stata chiamata a pronunciarsi.”

Maurizio Rizzo Striano


La CEDU HA RILEVATO rilevato che nessuno dei ricorrenti abbia proposto una domanda come quella su cui ebbe a pronuciarsi nel caso Smaltini. 
E’ chiaro quindi che la questione della lesione del diritto alla vita rimane tuttora aperta. In altre parole la Corte non si e’ pronunciata sulla stessa, ne’ in senso favorevole, ne’ in senso sfavorevole.
Il problema del nesso di causalita’ fra inquinamento e morti e’ ricorrente anche in sede penale ed e’ stato attentamente vagliato dalla Procura di Taranto nel formulare le accuse nel processo penale in corso . La Procura infatti ha contestato agli imputati il delitto di cui all’art. 439 del codice penale in termini di esposizione a pericolo del bene protetto e non gia’ del delitto piu’ grave (punito con l’ergastolo) di lesione dello stesso con conseguenti decessi.
La distinzione, anche in sede penale, e’ importante. Una cosa e’ provare la sola esistenza di un rischio a cui viene esposta la pubblica incolumita’, tutt’altra cosa e’ provare che quella esposizione a rischio abbia in concreto determinato decessi. 
In altre parole, anche se l’epidemiologia attesta, oltre ogni ragionevole dubbio, un aumento della mortalita’, il danno biologico deve essere provato con riguardo al caso personale e concreto realmente verificatosi. 
Sulla questione la Corte di Assise di Taranto dovra’ pronunciarsi egualmente poiche’ vi sono diverse costituzioni di parte civile che lo hanno richiesto espressamente. 
In siffatto complicato quadro e’ certo che la questione verra’ riproposta alla CEDU.

La CEDU – Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

Le future decisioni dipenderanno molto dagli ulteriori progressi della scienza medica-epidemiologica.
Dall’epoca del caso Smaltini essa ha gia’ fatto enormi progressi. 
De jure condendo potrebbe auspicarsi che la tutela della vittima
sia assicurata in futuro mediante procedimenti celeri e maggiormente accessibili. 
L’interrogativo non ha pertanto una risposta. Occorre, purtroppo, attendere gli ulteriori sviluppi.

MA LA CEDU HA STABILITTO IL DIRITTO A UN RISARCIMEMTO DEL DANNO MORALE…
In alcuni articoli si e’ scritto che la CEDU non ha ricosciuto il danno morale .
Non e’ cosi’. La CEDU , conformandosi a numerosi precedenti nei quali ha ritenuto sussistere la violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare , ha riconosciuto il diritto al danno morale. Solo che ha ritenuto di non doverlo liquidare in una somma di denaro. Scrive al riguardo la Corte che il riconoscimento della violazione della Convenzione costituisce un risarcimento sufficiente per il danno non patrimoniale causato ai ricorrenti. Come dire ai ricorrenti che, siccome possono essere felici e contenti per il risultato conseguito , cio’ compensa la loro pregressa sofferenza morale.


Ragionamento assurdo e giuridicamente infondato e che, peraltro, contrasta apertamente con i precedenti della stessa CEDU. Innanzitutto perche’ c’e’ poco da essere felici di una sentenza praticamente inattuabile , che lascia in ogni caso in atto una situazione di permanenza della violazione accertata. Inoltre opera in modo illogico una estinzione del credito per compensazione giudiziale impossibile , mancando il requisito della omogeneita’. 
E’ chiaro che su questo tema la CEDU abbia voluto lanciare un avvertimento che ha poco di giuridico: non venite a proporre 200.000 ricorsi che chiedono il risarcmento del danno morale . Questa preoccupazione spiega anche perche’ la CEDU non abbia ricosciuto alla propria decisione il valore di sentenza pilota, cioe’ una sentenza che puo’ trovare immediata applicazione da parte dei giudici interni senza dovere ricorrere ogni volta alla CEDU. 
Le sentenze vanno rispettate, salvo il diritto alla loro critica.

MA IN DEFINITIVA CHE TIPO DI SENTENZA E’ QUELLA DELLA CEDU E COME PUO’ ESSERE UTILE?
Se la CEDU avesse riconosciuto la sua sentenza come pilota e se avesse liquidato , anche in misura minima il danno morale (nei casi simili il minimo non e’ mai stato inferiore ai 10.000 euro) avrebbe esposto lo Stato Italiano ad un esborso di almeno due miliardi di euro. Inoltre, avendo attestato la natura permanente della illecita condotta , avrebbe esposto lo Stato anche per il futuro. Se lo avesse fatto la sentenza avrebbe avuto una portata davvero rivoluzionaria: caro Stato hai consentito e vuoi consentire la prosecuzione della attivita’ produttiva? Bene allora sappi che per il passato ogni cittadino di Taranto e Statte avra’ il diritto a chiederti il pagamento di 10.000 euro e per il futuro , fino, a quando non sara’ cessata la permanenza , anche di più. 

IN CONCLUSIONE LA SENTENZA DELLA CEDU E’ UTILE O NO PER LA CAUSA DEI CITTADINI DI TARANTO?
Non credo si possa dire grazie alla CEDU. Ha avuto una grande occasione e l’ha persa.

Idrogeno: La Germania guida. E l’Italia?

La Germania ha investito nella ricerca per le tecnologie dell’idrogeno 2 miliardi di euro per 10 anni dal 2006 a 2016, in un programma che si chiama N.O.W. (National Organization fur Waserstoffen). Il programma ha permesso di sviluppare la ricerca di base per elettrolizzatori, celle a combustibile, accumulatori e bombole di stoccaggio, compressori, erogatori, distributori di idrogeno e sistemi di stoccaggio residenziali e industriali. L’obiettivo è quello di guidare il mercato dell’Idrogeno nel 2030, e diventare fornitori dell’intera Unione Europea. Noi italiani verremo dunque ancora una volta relegati nel ruolo di consumatori e compratori, e avremo perso un’altra grande occasione di sviluppo per la nostra economia che senza idrogeno non avrà mai la necessaria autosufficienza e sovranità energetica per alimentare un nuovo modello industriale sostenibile, distribuito e redistributivo. Il programma N.O.W. è stato rifinanziato per altri 10 anni dal 2016 al 2026, ed è affidato al professor Klaus Bonhff.

Klaus Bonhoff Direttore del programma H2 della Germania

Il programma NOW prevede il finanziamento di progetti in differenti aree di intervento che vanno dallo stoccaggio residenziale e industriale alla mobilità sostenibile, alle infrastrutture ai sistemi di ricarica distribuiti.

Per maggiori informazioni si veda: https://www.now-gmbh.de/en

Mentre rimaniamo sempre più ammirati per la lungimiranza visionaria e pragmativa dei tedeschi, non possiamo fare a meno di notare che noi italiani invece rimaniamo sempre più indietro. Per aumentare il nostro senso di frustrazione e rabbia per la mancata lungimiranza della nostra classe dirigente, abbiamo pensato bene di far tradurre dagli studenti del Solar Lab dell’Istituto Natta di Bergamo (coordinati dal brillante professor Tiziano Pedruzzi ) il programma NOW 2016-2026.

Il prof. Tiziano Pedruzzi con il Solar Lab al Senato
per il TRI AWARD 2017 con il presidente Grasso

Ecco il documento. Buona lettura

Programma governativo per l’idrogeno e le tecnologie delle Fuel Cell 2016-2026

dalla preparazione commerciale ai prodotti competitivi

Dalla continuazione del Programma Nazionale di Innovazione per l’idrogeno e

le Tecnologie delle Fuel Cell 2006-2016 (NIP)

Un programma congiunto di

Ministero Federale dei Trasporti e delle Infrastrutture Digitali (BMVI),

Ministero Federale per gli Affari Economici e dell’Energia (BMWi),

Ministero Federale dell’Educazione e della Ricerca (BMBF) e

Ministero Federale per l’Ambiente, Conservazione Naturale, Edilizia e Sicurezza Nucleare (BMUB)

Contenuti

1Introduzione 3

2Background e motivazioni 4

3Obiettivi del programma sull’idrogeno e sulla tecnologia fuel cell 6

4Campi di azione del programma di governo per l’idrogeno e le tecnologie fuel cell 2016-2026 7

4.1 Agevolare le infrastrutture e i trasporti green per favorire le emissioni zero 7

4.1.1Trasporto stradale 7

4.1.2Trasporto ferroviario 9

4.1.3Trasporto via nave 9

4.1.4Aviazione 9

4.1.5Logistica 10

4.1.6Carburanti 10

4.2 Rendere la sostenibilità ambientale per gli edifici e i processi produttivi una realtà 11

4.2.1Approvvigionamento energetico domestico 11

4.2.2Impianti commerciali e industriali per la produzione di calore e energia (CHP) 11

4.3 Salvaguardia delle infrastrutture critiche 12

4.4 Progettazione delle forniture industriali-incontro dei costi guida 12

4.5 Sfruttando i punti di forza della ricerca di base 13

4.6 Sviluppo ulteriore del programma 14

5Implementazione sotto lo stesso tetto 14

6Finanziamenti 15

7 Sommario e conclusione 16

1Introduzione

Dal 1980 il governo federale ha finanziato la ricerca e lo sviluppo dell’idrogeno e tecnologie delle celle a combustibile. Basato su un piano di sviluppo congiunto degli operatori dei settori politico, scientifico e industriale, le singole attività di ricerca di energia e i trasporti sono stati fusi nel

Programma Nazionale per l’innovazione per idrogeno e Fuel Cell Technology (NIP) dal 2007 con l’obiettivo di prepare il mercato. Escludendo la ricerca e sviluppo, le attività in corso includono anche progetti di dimostrazione e la sperimentazione di sistemi innovativi complessivi nella vita quotidiana in particolare. Nel complesso il livello tecnologico della maturità in termini tecnici ed economici ha significativamente

progredito. In più argomenti quali la sicurezza, processi di approvazione, ulteriore istruzione e formazione come, per esempio, l’accettazione sono stati affrontati insieme da tutti gli operatori in un modo specifico dell’applicazione al fine di creare condizioni favorevoli per l’ingresso nel mercato. A questo scopo l’industria ha speso un totale di 700 milioni di euro per ricerca e sviluppo tra il 2007 e il 2016. Altri 700 milioni di euro sono già stati impiegati dal governo federale unicamente ai progetti NIP.

Oggi i primi prodotti commerciali delle celle combustibili sono disponibili sul mercato. Nel complesso, alla fine della prima fase del NIP, vi è ora un settore industriale moderno con circa 500 aziende e organizzazioni in Germania. Allo stesso tempo, le attività nazionali hanno attratto iniziative e finanziamenti da parte di investitori stranieri, che contribuiscono nel complesso al valore aggiunto in questo settore in Germania.
Il NIP offre sicurezza ai partecipanti in ambito scientifico – industriale in riferimento al quadro di sostegno stabile e a lungo termine. L’ implementazione nello stesso ambito avviene attraverso le strutture della Società Ente Nazionale GmbH Idrogeno e Fuel Cell Technology (NOW) che facilitano il coordinamento efficiente, nonché la gestione strategica del programma generale con la partecipazione di tutti gli attori del settore pubblico a livello federale e statale, dal mondo industriale a quello scientifico. Nella competizione a livello europeo e internazionale, la Germania è stata quindi in grado di affermarsi sia come forza trainante nel settore della tecnologia dell’idrogeno e delle celle combustibili sia come partner importante per l’industria e la tecnologia.

Per l’ormai imminente fase di entrata sul mercato, le attività nazionali scientifiche, industriali e del settore pubblico devono continuare ad essere salvaguardate attraverso un programma di protezione. L’obbiettivo dovrebbe essere quello di sviluppare ulteriormente quelle innovazioni nelle tecnologie ad idrogeno e fuel cell, che non hanno ancora raggiunto la commerciabilità, e quello di costruire rilevanti infrastrutture e supportare le tecnologie che sono in procinto di entrare nel mercato attraverso strumenti e misure adatti. In aggiunta al lancio sul mercato, la ricerca e lo sviluppo continueranno ad essere supportate per le future generazioni delle tecnologie.

I rappresentanti dei settori scientifico ed industriale hanno delineato su carta un piano a continuazione del NIP in due pilastri: in uno, in continuità di ricerca- dall’elementare alla ricerca in uso, lo sviluppo, la dimostrazione e la preparazione del mercato. Nell’altro,strumenti in aggiunta che sono specifiche applicazioni per supportare lancio sul mercato. In un concreto insieme di proposte per l’azione,i sistemi delle industrie partecipanti e le organizzazioni scientifiche hanno identificato gli argomenti e le misure che sono rilevanti secondo il loro punto di vista.

Il governo federale ha monitorato e accompagnato lo sviluppo della tecnologia e del settore finora in un processo continuo nel quadro delle sue misure di sostegno. Si tratta in particolare delle regolari assemblee generali NIP, diversi seminari di stato su temi differenti, nonché il documento di strategia di cui sopra a seguito di una discussione congiunta con il settore industriale ed i giocatori del mondo scientifico. Sulla base di questo lavoro e discussioni e per quanto riguarda il posizionamento internazionale della concorrenza, il governo federale conclude che il programma nazionale per l’innovazione per l’idrogeno e celle a combustibile è quello di continuare con una seconda fase di dieci anni.

La responsabilità primaria per la realizzazione dei prossimi obiettivi e azioni spetta alle industrie e alle compagnie che, come esplicitato nella parte precedente del documento (carta di strategia ), investiranno almeno 2 miliardi di euro durante la seconda fase del NIP. Il governo federale continuerà a sostenere questi obiettivi come partner.

Le azioni descritte nel programma sono a carico del servizio competente e saranno finanziate, purché siano disponibili risorse di bilancio, nell’ambito dei principi di pianificazione finanziaria e di bilancio esistenti.

2Background e motivazioni

Un approvvigionamento energetico sicuro, accessibile, indipendente, rispettoso dell’ambiente ed efficiente sta alla base per il benessere delle società moderne. Di conseguenza il governo federale si sta dedicando ad un ambizioso progetto che ha come fine il rendimento energetico e la protezione del clima/ambiente:

Con il cambiamento energetico il governo federale sta prendendo la strada verso un futuro sicuro, proficuo e rispettoso dell’ambiente per l’approvvigionamento dell’energia. La Germania sta tentando d’ottenere una riduzione nazionale dei gas serra dannosi per il clima/ambiente da un minimo di 40% confrontati da ora al 2020 all’anno di base di 1990, così come pure 80 – 95% da ora al 2050.

Gli elementi chiave sono il crescente utilizzo di energie rinnovabili come la penetrazione del mercato con tecnologie di conversione di energia efficienti.
Al vertice del G7 a Elmau, il leader industriale delle nazioni del mondo ha fissato l’obiettivo di decarbonizzazione del sistema economico entro questo secolo. Dalle considerazioni prese in esame si e visto che è importante sviluppare un sistema energetico integrato in termini di ottimizzazione globale, in cui sono interconnessi i settori di consumo di energia elettrica, calore e trasporto.

La Germania è leader mondiale nello sviluppo delle tecnologie pertinenti e nella progettazione di un sostenibile sistema energetico.

Il governo federale persegue anche obiettivi di politica industriale nei suoi programmi, iniziative e processi così come con la sua strutturazione delle condizioni relative al quadro normativo.Un solido progetto di ricerca, una grande quota interna del valore aggiunto e un solido mercato interno gettano le basi per la competizione a livello mondiale dell’ industria tedesca ed europea. Gli effetti positivi associati all’occupazione così come la diminuzione della dipendenza dall’importazione di energia contribuisce allo sviluppo economico della Germania.

L’idrogeno e le tecnologie fluel cell sono le tecnologie chiave per la trasformazione del sistema energetico. Esempi di applicazioni comprendono l’idrogeno da fonti rinnovabili come combustibile, con efficienza a emissioni zero conduce e fornisce l’elettricità a bordo con delle fluel cell nel settore dei trasporti così come le basse emissioni combinate con il calore e la potenza basate sulle celle a combustibile per fornire sistemi di enegia fissa nell’edilizia, nel commercio, nell’industria e nei servizi così come per la fornitura di energia a basse emissioni nella zona. L’International Energy Agency conclude nella sua vigente analisi della tecnologia delle celle a combustione di idrogeno (IEA Hydrogen Roadmap) che questa possa contribuire al raggiungimento dell’obbiettivo dei due gradi della comunità internazionale.

La concentrazione di azioni su idrogeno e celle a combustibile in un programma di governo per l’idrogeno e la tecnologia delle celle a combustibile è parte di una strategia di innovazione aperta la tecnologia del governo federale, in cui ognuna delle tecnologie chiave rilevanti è procurata in specifici programmi di singoli in modo coordinato . E’ indispensabile per proseguire con l’approccio collaudato adottato finora –il supporto della ricerca obiettivo-orientata e lo sviluppo, nonché di mercato rampa, in cui l’industria è accordata maggiore responsabilità e un ruolo più attivo. C’è un coordinamento particolarmente stretto nel programma di governo dell’elettromobilità, che, come un programma complementare, raggruppa le attività di guida a batteria elettrica.

Ricerca e sviluppo di tecnologie dell’idrogeno e delle celle a combustibile sono anche una componente del 6 ° programma di ricerca nel settore dell’energia “Ricerca per un approvvigionamento energetico ecocompatibile, affidabile e conveniente” del governo federale. Attraverso questa è garantita l’integrazione di queste tecnologie nel contesto complessivo del sistema orientato i compiti del passaggio di energia. Nel programma di consolidamento delle tecnologie e settore aperto “Programma per l’innovazione Centrale per le PMI” ( “Zentrales Innovationsprogramm Mittelstand – ZIM”), è promosso il potere di innovazione e competitività, in particolare nelle piccole e medie imprese. Lo scambio con il programma di governo rafforzerà anche il settore della fornitura.

3Obiettivi del programma sull’idrogeno e sulla tecnologia fuel cell

Il programma del governo federale garantisce la continuità della ricerca, lo sviluppo e la preparazione del mercato attraverso la pratica, in particolare con l’obiettivo di ridurre i costi e aumentare l’affidabilitá del sistema nell’ambito dell’idrogeno e delle fuel cell. Inoltre il governo federale sta accompagnando il mercato attraverso specifiche misure di attivazione specialmente nelle aree dei trasporti e delle infrastrutture e della fornitura di energia. Il riassunto di queste azioni facilita il supporto di tutte le linee di tecnologia su diversi gradi di maturitá che esistono in parallelo, dalla ricerca base al mercato che supporta l’intero processo di innovazione.

Il governo federale per questo motivo sta cercando di raggiungere l’obiettivo di sfruttare il potenziale di queste tecnologie per una fornitura di energia sostenibile e facilitare le sinergie che nascono da settori che hanno punti in comune. Attraverso l’approccio programmato con partecipanti provenienti dai mondi scientifico e industriale, il governo sta salvaguardando la base scientifica richiesta, creando sicurezza di investimento e permettendo alla Germania di mantenere la sua posizione centrale di competizione nell’area dell’idrogeno e nella tecnologia delle fuel cell.

La continuazione del NIP si prevede per un periodo di dieci anni (2016-2026).

I settori scientifico e industriale si aspettano che la tecnologia a cella di combustibile sarà competitiva dalla metà della prossima decade in varie applicazioni ed i vantaggi intrinseci di questo sistema potranno poi essere completamente realizzati ( cf. Catalogo di misure dell’idrogeno e del settore delle celle di combustibile in Germania dall’industria e dalla scienza dal 10.09.2015).

Subordinati alla disponibilità di fondi, i reparti del governo federale che partecipano nel NIP stanno accompagnando così gli impegni precedentemente presi con l’industria. 

Le azioni nazionali nel NIP sono integrate nel contesto internazionale. 

C’è una stretta collaborazione con il programma di innovazione europeo per il supporto della cella di combustibile e delle tecnologie dell’idrogeno (Celle di combustibile e Impresa Comune Idrogeno, FCH-JU). 

Inoltre il governo federale continuerà la sua partecipazione attiva come membro del “Associazione Internazionale per Idrogeno e per le Celle a Combustibile nell’Economia”. 

Determinato il potenziale che queste tecnologie offrono anche per lo sviluppo e il rinnovamento dei paesi industrializzati, uno scambio intensificato con le parti interessate potrebbe rivelarsi utile.

4Campi di azione del programma di governo per l’idrogeno e le tecnologie fuel cell 2016-2026

4.1Agevolare le infrastrutture e i trasporti green per favorire le emissioni zero

Veicoli elettrici alimentati da batterie e da celle a combustibile, insieme all’uso di energie rinnovabili nel settore dei combustibili, sono necessari per raggiungere obiettivi a medio-lungo termine riguardanti il passaggio, dal punto di vista energetico, del settore dei trasporti. Da una prospettiva odierna si stima che entro il 2050 ci sarà una diminuzione del 40% per quanto riguarda l’uso di combustibili fossili(rispetto al 2005) , con una crescita simultanea proiettata verso i servizi di mobilità, la quale sarà impossibile da sviluppare senza veicoli elettrici ad alta efficienza. La dipendenza verso i combustibili fossili da parte del settore dei trasporti odierno, dovrà portare allo sviluppo di una categoria di carburanti basati sulle risorse rinnovabili, in modo da raggiungere l’obiettivo della decarbonizzazione. Attraverso il programma governativo attuale, il governo federale sta continuando ad implementare una strategia per la mobilità e per lo sviluppo di carburanti “rinnovabili”. Inoltre sta creando una solida base per lo sviluppo e per l’implementazione di una strategia strutturale nazionale per rendere effettiva la direttiva europea 2014/94/EU basata sulla distribuzione su tutto il territorio di infrastrutture che siano in grado di produrre carburanti “alternativi”

4.1.1Trasporto stradale

Nel NIP nel quadro della preparazione del mercato, in particolare nell’ associazione dell’ energia pulita (CEP), è stato dimostrato che le auto a celle a combustibile sono tecnicamente adatti per l’uso quotidiano. Inoltre la ricerca ha dimostrato che la tecnologia -veicoli e rifornimento- stanno sperimentando un elevato livello di accettazione. Per ridurre i costi di ricerca e sviluppo continuerà ad essere necessaria una ricerca dei singoli componenti così come il test del sistema dei veicoli.

Sulla base di queste tecnologie prezzi più convenienti sono il prossimo obbiettivo grazie anche all’introduzione dei primi modelli in serie. La Germania è leader mondiale nella costruzione di infrastrutture per l’idrogeno e per il trasporto sia privato che pubblico. Le norme tecniche, anche nel settore della sicurezza, sono stati stabilite attraverso le PIN come standard tedeschi in tutto il mondo.

Una richiesta orientata all’infrastruttura dell’idrogeno crea la struttura per la distribuzione dei primi modelli della serie di cella a combustibile in Germania e in Europa. Ciò influenzerà positivamente lo sviluppo del mercato e così anche il valore aggiunto in questo campo tecnologico in Germania. All’interno dei progetti di ricerca e sviluppo del CEP ( Clean Energy Partnership ) finanziati a livello federale e statale, il rifornimento di idrogeno dei veicoli a cella a combustibile sta già avvenendo oggi in apposite stazioni di rifornimento accessibili al pubblico in modo sicuro e nel giro di pochi minuti. Insieme a tutte le parti interessate, la costruzione di una rete di stazioni di rifornimento per il rifornimento di idrogeno pressurizzato con una pressione di stoccaggio del veicolo fino a 700 bar sarà avanzata. Per questo lo stabilimento delle pertinenti norme internazionali è un importante processo in cui la Germania partecipa attivamente.

All’interno dell’attuale NIP , si sta attuando il programma delle 50 stazioni di rifornimento;

dal 2016 la prima rete di stazioni di rifornimento è disponibile nelle regioni metropolitane di Berlino, Amburgo, Reno-Rhur, Stoccarda e Monaco, le quali sono integrate dal cosiddetto “corridoio di stazioni di servizio” lungo le strade statali federali che permette lo spostamento dell’idrogeno nell’intera Germania. La continua espansione, con l’obbiettivo di arrivare a circa 400 stazioni di rifornimento di idrogeno entro la metà del prossimo decennio, è già stata delineata nel progetto della “H2 Mobility Deutschland industry”.

A parte garantire un aumento sincronizzato tra il numero dei veicoli e quello delle stazioni di rifornimento che servono loro, criteri aggiuntivi devono essere definiti nei termini di finanziamenti federali per la costruzione di una rete di stazioni di rifornimento durante la fase di accrescimento, fase “no profit” durante la quale vengono utilizzati finanziamenti pubblici. Questo comprende in particolare una serie di accordi per la riduzione delle emissioni di CO2 a monte della catena di produzione dell’idrogeno ( produzione e distribuzione: ossia una maggiore condivisione di idrogeno da parte delle energie rinnovabili nel portfolio della quantità complessiva di idrogeno utilizzato come carburante per i trasporti), la considerazione della copertura nazionale proporzionata all’aumento del numero di veicoli all’interno della progettazione della rete, armonizzazione con rilevanti iniziative da parte dell’UE come per esempio la “Clean Power for Transport package” (CPT) e la “Trans-European Network for Transport” (TEN-T), il raggiungimento degli obbiettivi tecnici ( come per esempio la disponibilità) e il rispetto degli standard tecnici, il raggiungimento dei target di prezzo definiti, accessi non discriminatori alla rete, un processo di contabilità olistico, sinergia con le infrastrutture per il rifornimento per i trasporti pubblici locali e ferroviari, così come la definizione di una ricerca libera e lo sviluppo di domande dove necessario.

Ugualmente gli autobus a “fuel cell” previsti nel CEP furono testati con successo nel trasporto locale pubblico in molte città. Gli autobus sono molto utilizzati dalle persone, e le emissioni interne delle città diminuirono grazie al loro uso. Pertanto sono in grado di contribuire significativamente al mantenimento della linea guida europea per la purificazione dell’aria. Per la prossima costruzione di autobus, esattamente come il raggiungimento degli obbiettivi dei costi, è necessario sviluppare ulteriormente l’affidabilità dei sistemi. La ricerca in uso e lo sviluppo in aggiunta allo sviluppo del sistema e il collaudo saranno prossimamente spiegati

Basandosi sull’esperienze nel CEP, così come nei progetti connessi alla Commissione europea, alcune città tedesche stanno già lavorando insieme al fine di esaminare gli acquisti di mezzi condivisi . Per quanto riguarda le produzioni di autobus, solo in Germania risulta che potenzialmente saranno almeno 100 autobus a fuel cell entro il 2020 per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, a patto che l’investimento e i costi operativi inclusi quelli del rifornimento siano fattibili per gli operatori.

In correlazione con l’obiettivo delle città a emissioni zero, generalmente nella parte interna della città i mezzi di consegna sono tra quelli che offrono la possibilità di essere adattati a veicoli fuel cell disponibile in quanto mezzi leggeri. Nel campo del trasporto delle merci pesanti il potenziale dell’idrogeno e della tecnologia fuel cell dovrebbe essere analizzata nel dettaglio con l’industria degli stakeholder per quanto riguarda il serbatoio a bordo del veicolo e il sistema di guida. Per il settore dei trasporti è importante raggiungere e assicurare il necessario livello di sviluppo, e successivamente migliorare i veicoli, anche quelli per il trasporto di merci pesanti.

4.1.2Trasporto ferroviario

I veicoli con celle di combustibile ad idrogeno attualmente sono in fase di sviluppo in Germania, per sostituire le automotrici a diesel intraprendendo un percorso non elettrificato, in particolare per quanto riguarda il trasporto locale. Gli stati di Baden-Württemberg, Hesse, Lower Saxony e North Rhine-Westphalia hanno documentato la loro intenzione di procurarsi un veicolo omologo a partire dal 2018. La sperimentazione dei primi prototipi, tra cui le infrastrutture di rifornimento necessario (tenendo conto dell’espansione delle infrasturtture per veicoli pubblici e per quelli destinati al trasporto pubblico), lo sviluppo del sistema di azionamento delle series-ready con obbiettivo di produzione in serie a partire dal 2020, così come la fornitura di idrogeno da fonti rinnovabili per questa applicazione, fanno parte del programma.

4.1.3Trasporto via nave

Le celle a combustibile per la fornitura di energia sulle navi possono contribuire a riduerre le emissioni provenienti da operazioni marittime. L’utilizzo di sistemi che utilizzano carburanti con poco contenuto di carbonio, in combinazione con l’elevata efficienza combinata di calore ed elettricità (congenerazione), permette una significativa riduzione degli inquinanti atmosferici (in particolare l’anidride solforosa, particelle di fuluggine e ossidi di azzoto) ed emissioni di CO2. Dotare le navi marittime con relativo sistema di celle a combustibile per la fornitura di energia a bordo fornisce ai cantieri tedeschi nazionali un vantaggio nella competizione. Per le spedizioni che prevedono il passaggio per le vie navigabili interne, le celle a propulsione con sistema ibrido prevedono la possibilità di una mobilità ad emissioni zero.

4.1.4Aviazione

L’industria aeronautica ha fissato un obiettivo di crescita del CO2-naturale a partire dal 2020 e di raggiungere e portare una riduzione del 50% delle emissioni di CO2 da combustibili fossili entro il 2050 rispetto a quelle del 2005. È su questo sfondo e su questo obiettivo che l’industria tedesca insieme a partner di ricerca e scienza sta sviluppando sistemi di celle a combustibile per l’alimentazione a bordo di aerei commerciali di media distanza, così come per il sistema di guida/azionamento per piccoli aerei passeggeri. Entro il NIP corrente, è stato dimostrato con successo un volo con un singolo piano di prova a motore dotato di un sistema di cella a combustibile. Questi sono iniziali sviluppi ottimistici per l’aviazione elettrica basata su emissioni zero che possiede i principali componenti di batterie e celle a combustibile. Ora l’attenzione deve essere posta sullo sviluppo e sull’espansione delle corrispondenti basi industriai in Germania.

4.1.5Logistica

Le opportunità di finanziamento sono disponibili nella NIP per fare logistica e trasporti speciali presso siti industriali o aeroporti ad emissione gratuita e più economica. Per esempio, la cella a combustibile per flotte di carrelli elevatori a forca schierati in una modalità a più turni, a idrogeno da fonti rinnovabili, possono rappresentare un’opzione commerciale interessante per la gestione delle merci e nei processi produttivi. È anche un contributo in direzione della logistica verde. Veicoli speciali, in particolare quelli usati in luoghi come gli aeroporti in grado di ridurre significativamente le emissioni in questi contesti di distribuzione. Per quanto riguarda la fornitura di tali applicazioni con l’idrogeno, deve essere finalizzata a sfruttare le sinergie con la fornitura di sistemi di alimentazioni a bordo dell’aereo.

4.1.6Carburanti

L’energia elettrica può essere usata direttamente per i veicoli elettrici, come, ad esempio, i veicoli a idrogeno ottenuto tramite elettrolisi e utilizzato nelle fuel cells, o come un prodotto intermedio per un gas naturale sintetico o per sintetici liquidi idrocarburici. Le analisi fatte nell’ambito del governo Tedesco della mobilità e delle strategie di carburante conducono alla conclusione che l’elettrolisi è una tecnologia chiave per la svolta dell’energia nel settore dei trasporti. I miglioramenti delle facoltà dell’elettrolisi forniscono simultaneamente a l’opportunità di una operazione di grid-assisting; in tal modo si offre un’opzione di maggior flessibilità per un settore elettrico con un’alta quota di variazione dei rifornimenti di energia rinnovabile.

Tecnologicamente, lo sviluppo dell’elettrolizzatori, economicamente e commercialmente parlando, rappresenta un punto di riferimento nel NIP, sia in termini di ricerca e sviluppo, che nella valutazione dei risultati dagli impianti dimostrativi esistenti. A questo proposito, oltre alla riduzione dei costi, le particolari esigenze relative alle elevate prestazioni del sistema nel campo megawatt, le alte dinamiche e le basse perdite di conversione devono essere presi in considerazione in termini di obiettivi di sviluppo.

Sulla base dei risultati di queste attività e considerando anche i risultati di altre iniziative simili come la Iniziativa di Ricerca di Immagazzinamento di Energia del Governo Tedesco, è necessario analizzare il quadro normativo di tutte le aree per la produzione e la realizzazione di combustibili a base elettrica in collegamento con il settore consumo di energia, calore e trasporti, e se necessario anche plasmarli attivamente – anche per quanto riguarda le direttive europee e la loro attuazione nel diritto nazionale.

Il governo federale con ciò intende proteggere questo approccio tecnologico in vista ai suoi contributi alla decarbonizzazione dei trasporti e la creazione dei prerequisiti per un più grande valore aggiuntivo tedesco ed europeo in questo ramo molto dinamico dell’industria globale.

4.2Rendere la sostenibilità ambientale per gli edifici e i processi produttivi una realtà

La tecnologia fuel cell per applicazioni straordinarie è caratterizzata dall’alta efficienza elettrica che complessivamente può superare quella del calore combinata alla potenza derivante da CHP. Il tutto dipende dalla classe di efficienza e dal contesto di sviluppo, la distinzione viene fatta tra il normale approvvigionamento domestico con impianti CHP e le possibilità di produzione di un impianto CHP commerciale – industriale. Nei luoghi in cui il gas naturale a base fossile è sfruttato, come minimo il 30% del CO2 può essere risparmiato nell’approvvigionamento domestico rispetto all’utilizzo di calore e potenza ordinaria. Buona cosa sarebbe usare il gas sintetico o l’idrogeno come base per le energie rinnovabili. Se connessi insieme anche pochi impianti possono dare un grande contributo. Le opportunità nel NIP2 esistono sia per l’approvvigionamento domestico sia per l’utilizzo su scala industriale e commerciale.

4.2.1Approvvigionamento energetico domestico

Nella prima fase NIP, la maturità del mercato degli impianti di riscaldamento delle celle a combustibile per la fornitura di energia delle famiglie è stata provata con successo. Gli operatori del settore partecipanti e le associazioni, insieme con gli utenti, hanno parlato positivamente nei confronti di questa tecnologia in termini di installazione e di utilizzo. Nella seconda fase NIP, invece, sono continuate le azioni di ricerca e di sviluppo per l’ ottimizzazione dei singoli componenti della cella a combustione insieme ad altri componenti del sistema. Nel quadro di un programma per una tecnologia all’ avanguardia, finanziato con fondi per il programma di efficienza energetica della BMWi, ulteriori incentivi di mercato sono in corso di attuazione in cui, tra le altre cose, il lancio sul mercato di riscaldatori a celle a combustione stazionarie, altamente produttivi nella bassa gamma di produzione, sarà supportato a partire dal 2016 attraverso un programma di sovvenzione agli investimenti temporanei.

Attraverso questo approccio basato sulla domanda,i quantitativi unitari devono essere aumentati, ci sarà una riduzione dei costi e una competitività di questa tecnologia avanzata. Il coinvolgimento di Now GmbH ha permesso traguardi tecnici e commerciali da raggiungere e raccomandazioni per ulteriori attività di ricerca e di sviluppo per essere di conseguenza derivata. Allo stesso tempo i progetti iniziali nel settore della fornitura di energia a basse emissioni nei distretti con sistemi a celle a combustibile stazionarie devono essere testate.

4.2.2Impianti commerciali e industriali per la produzione di calore e energia (CHP)

Riguardo l’area commerciale e/o industriale l’uso della cogenerazione tramite celle a combustibile con una alta resa sopra il megawatt, la BMWi continua le proprie misurazioni per la ricerca e sviluppo con l’obbiettivo di ottimizzare il sistema e ridurre i costi. Questi sistemi possono provare la loro maturità sul mercato

attraverso dimostrazioni individuali sui progetti. Le stime dei dipartimenti nell’ambito delle rispettive competenze la possibilità per il supporto di ulteriori progetti dimostrativi che potrebbero servire come modelli, per esempio, nell’ambito del programma di protezione del clima per le città e/o lo sviluppo distrettuale.

Sullo sfondo della favorevole possibilità di estrazione del calore con medie e alte temperature le celle di combustibile, distribuite in edifici di grandi dimensioni oltre ai processi industriali che richiedono energia e calore

“giusti”. A partire dalle prospettive economiche, questi sistemi di fuel cell sono attualmente non competitive quando comparate con i convenzionali motori a combustibile o turbine a gas di impianti CHP. Assieme con

gli investitori, si deve valutare se gli adeguati strumenti di finanziamento possono essere identificati i quali sosterranno l’introduzione nel mercato di queste tecnologie ad alta efficienza.

4.3Salvaguardia delle infrastrutture critiche

Supportato dai progetti  nel NIP corrente, nonché attraverso la messa in rete dei giocatori tramite NOW in il pulito potenza netta (CPN), è sviluppato un settore che sviluppa e fornisce sistemi di celle a combustibile per la salvaguardia delle infrastrutture critiche, anche per quanto riguarda i sistemi di approvvigionamento energetico al di fuori della rete. Rispetto al

consueti sistemi di generatore per le batteria o diesel, ad esempio quelli utilizzati nei settori della tecnologia, di trasporto di telecomunicazioni, radio servizi di emergenza, il settore energetico (ad esempio per la salvaguardia dei quadri elettrici in sottostazioni della rete di alimentazione elettrica)così come nella zona di

SI, la cella a combustibile fornisce run time e benefici ambientali. Oltre al mercato in Germania e

Europa, buone possibilità anche esistere nell’area di esportazione per lo sviluppo positivo degli affari in questo

settore che è spesso caratterizzato da giovani compagnie start-up. Per i paesi in via di sviluppo, esiste il potenziale per sviluppare un’infrastruttura assente o rudimentale, come ad esempio nelle aree di energia basate su celle a combustibile – e quindi di evitare di investire nelle convenzionali infrastrutture che

hanno poca speranza di avere un futuro a lungo termine.

Nella zona di ricerca e sviluppo, BMW i supporta lo sviluppo della sistemi concentrandosi sulla riduzione dei costi, nonché la produzione di idrogeno e logistica (distribuzione,

deposito). Inoltre, deve essere  considerato come un largo progetto che può essere implementato e utilizzato come modello, in connessione con l’espansione della rete a banda larga in Germania.

4.4Progettazione delle forniture industriali-incontro dei costi guida

Ricerca e sviluppo, economie di scala nella produzione e fornitori competitivi sono i fattori chiave che incidono sulla riduzione dei costi. Il settore dell’idrogeno e delle celle a combustibile in Germania è guidato dai produttori nel settore automobilistico e termico, da molte start-up, nonché da piccole – medie imprese.
In una fase di transizione tra la preparazione del mercato e lancio sul mercato stesso di nuovi prodotti, il fornitore gestisce un livello particolarmente elevato di rischio. Dietro scenari relativi a quantità iniziali incerte, sono necessari ulteriori sforzi di ricerca e sviluppo – soprattutto nel caso di pile, di sistemi per componenti per celle a combustibile e per l’elettrolisi nelle diverse applicazioni insieme ai processi produttivi che sono richiesti.
Attraverso l’uso delle competenze scientifiche presenti in Germania, in particolare nel campo della ricerca e sviluppo applicati, devono essere stabilite strutture idonee e possibilità di supporto in modo da raggiungere l’obiettivo prestabilito nel settore di produzione dei componenti chiave del sistema di celle a combustibile e dell’elettrolisi. Questo permette, ad esempio, il verificarsi nell’ambito di centri di competenza in cui gli attori nella rete di specifici ambiti (interagiscano) reciprocamente e utilizzino l’infrastruttura tecnica. In termini di servizio, questo può, in particolare per il fornitore e per il miglioramento della competitività internazionale, incorporare anche la qualificazione di sistemi e componenti finalizzata ad un confronto internazionale.

4.5Sfruttando i punti di forza della ricerca di base

Ad oggi, applicato dimensioni della ricerca e sviluppo con progetti di dimostrazione che culminano nella introduzione nel mercato fosse un focus del NIP. In futuro, la ricerca fondamentale è anche quello di essere legato più strettamente al programma, al fine di preparare la prossima generazione di tecnologie delle celle a combustibile e dell’idrogeno, e di utilizzare le loro potenzialità per trasformare il sistema energetico nel modo più ampio possibile. Gli sviluppi tecnologici sono sempre più frequenti in diverse – e, a volte parallele – generazioni tecnologiche. Mentre la prima generazione è già compiendo primi passi verso l’introduzione sul mercato, la seconda generazione è in fase di sviluppo tecnologico e la terza ancora in fase di fondazione. La maggiore integrazione della ricerca di base è quindi un fattore decisivo per lo sviluppo e l’implementazione della tecnologia di successo. Qui, esistono ancora domande riguardo ad alimentare pile cellulari nonché per la produzione e lo stoccaggio di idrogeno, in settori quali scienza dei materiali, elettrochimica e nella catalisi. Nel settore del sostegno istituzionale di ricerca, la Germania vanta un paesaggio di ricerca riconosciuto a livello mondiale 1covering i settori scientifici e tecnologici fondamentali nel settore della tecnologia delle celle a combustibile. Nell’ambito delle aree BMBF di responsabilità così come le altre funzioni coinvolte, gli sforzi devono essere intrapresi per interconnettere questo in modo mirato con misure di sostegno del progetto, al fine di sfruttare le sinergie ricavate dai programmi esistenti e consentire conoscenze acquisite con i test orientati all’applicazione in PIN da utilizzare per la determinazione dei requisiti per la ricerca di base e programmi futuri. Nella zona di sostegno specifico per il progetto di ricerca di base, il BMBF intende utilizzare le strutture del NIP insieme con l’esperienza di Ora, al fine di identificare i problemi che possono quindi essere presi in considerazione all’interno di propri programmi e iniziative di finanziamento del reparto.

4.6Sviluppo ulteriore del programma

Le misure adottate nel programma di dieci anni sono continuamente rivalutate. La base per le modifiche è un continuo processo di valutazione di misure e di esaminazione di obbiettivi e scopi. Alla metà della scadenza dello “status quo” è rivalutato al fine di regolare misure preesistenti o iniziarne di nuove.

5Implementazione sotto lo stesso tetto

La NOW GmbH National Organisation for Hydrogen and Fuel Cell (NOW)è stato stabilito con l’inizio del NIP (National Innovation Programme for Hydrogen and Fuel Cell Technology) come il programma di gestione delle associazioni del governo federale,che rappresenta un’interfaccia tra politica, industria e scienza. In connessione con l’attuazione del NIP, le attività svolte da NOW includono il coordinamento tra aree e dipartimenti coinvolti, l’intersettoriale diffusione di intuizioni e risultati, ad esempio, in workshop, nelle conferenze, nelle pubblicazioni e nelle linee guida indicate al fine di renderlo accessibile a un pubblico più vasto e per semplificare l’ingresso nello sviluppo delle tecnologie ad esse associate per ulteriori giocatori in Germania. Attraverso la NOW Advisory Board, i rappresentanti dei vari gruppi interessati sono coinvolti nello strategico monitoraggio del NIP.

Queste strutture hanno dimostrato il loro valore. NOW è riconosciuto come punto di contatto tra l’idrogeno e il settore del fuel cell in Germania. Inoltre, NOW si è affermato come specialista della cooperazione, partner europeo e internazionale riguardo le ricerche e lo sviluppo . Ha informato il governo federale nel campo e, se commissionato per farlo, rappresenterebbe l’interesse del governo federale in rilevanza nazionale, europeo e internazionale in comitati e iniziative.

Nello specifico, NOW può offrire servizi e supporto riguardo a seguire i compiti relativi all’idrogeno e alle tecnologie fuel cell:

– Il programma di coordinazione interdipartimentale delle misure del NIP verso ricerca, sviluppo, dimostrazioni e preparazione al mercato, oltre a supportare lo sviluppo responsabile per l’attivazione del mercato di prodotti attinente al trasporto, così come nelle applicazioni statiche: accompagnamento attivo del lancio sul mercato, raccomandazioni per l’azione e lo sviluppo di suggerimenti sulle aree tematiche e le applicazioni per il desing programmatico di misure per l’attivazione del mercato che raggiunge maturità del mercato in un prossimo futuro. (vedi capitolo 4);

– Consigli su progetti strategici della relativa ricerca e dei processi di politica industriale;

– Specialisti nazionali e informazioni di servizio per l’idrogeno/tecnologie fuel cell;

– Supporti in speciali comitati a livello europeo ed internazionale;

– Cooperazione internazionale con lo scopo di un multilaterale cambiamento con relativi programmi in altre città;

– Comunicazione delle prospettive ed effetti della tecnologie nel mercato:

– al pubblico (sviluppo e consegna di una politica di dialogo e promozione dello scambio di informazioni tra intra-industrie),

– riguardo ai risultati e prospettive del programma.

6Finanziamenti

Con il documento del settembre 2015 dal titolo “tecnologie per l’idrogeno e le celle a combustibile” Pilastri di sostegno della svolta energetica; Catalogo delle misure per la continuazione del Programma nazionale per l’innovazione per le tecnologie per l’idrogeno e le celle a combustibile” (Wasserstoff- und Brennstoffzellen-Tecnologie – Tragende Säulen der Energiewende; Maßnahmenkatalog zur Fortsetzung des Nationalen Innovationsprogramms Wasserstoff- und Brennstoffzellentechnologie), rappresentanti dall’industria e dalla scienza nel settore dell’idrogeno e celle a combustibile tedesco dichiarano il loro la preparazione di investire più di 2 miliardi di euro nei prossimi dieci anni in ricerca e sviluppo, nonché sul lancio nel mercato dei prodotti corrispondenti.

A seguito di una revisione delle applicazioni industriali per i requisiti di finanziamento si sono ottenuti un volume di finanziamento di euro 1,4 miliardi. Il governo federale intende sostenere le misure e gli obiettivi spiegati al Capitolo 4, nell’ambito dei programmi pertinenti a disposizione dei dipartimenti dei rispettivi governi. Questo vuol dire che circa il 40% dei fondi verrà assegnato alla ricerca, allo sviluppo, alla dimostrazione e allo sviluppo del mercato, e circa il 60% per le misure di sostegno temporanee per attivazione del mercato.

I singoli dipartimenti governativi intendono in tal modo garantire un quadro di finanziamento stabile per il periodo di tempo che si estende fino al 2026. I fondi effettivamente disponibili derivano dal rispettivo degli stanziamenti di bilancio dipartimentali per i relativi programmi.

7Sommario e conclusione

Con questo programma di governo, il governo federale fornisce una panoramica della prosecuzione interdipartimentale del Programma Nazionale per l’Innovazione sull’Idrogeno e sulla tecnologia Fuel Cell (NIP – Nationales Innovationsprogramm Wasserstoff- und Brennstoffzellentechnologie).

L’ obiettivo è l’introduzione sul mercato, da parte dell’industria, di prodotti competitivi fino alla metà del prossimo decennio. Il governo federale delinea con questo programma come intende sostenere la ricerca e lo sviluppo con misure per l’attivazione del mercato nel settore dell’idrogeno e delle celle a combustibile fino al 2026.

Il programma identifica i campi d’azione prefissati e coinvolti.

I rispettivi dipartimenti federali avranno responsabilità sui singoli temi in accordo con le relative dotazioni finanziarie. Il coordinamento del programma tra i dipartimenti sarà intrapreso con il coinvolgimento di NOW GmbH come associazione di raccordo sul programma. Il ruolo di Presidente del Consiglio di Sorveglianza di NOW GmbH continuerà ad essere detenuto dal BMVI (Ministero Federale dei Trasporti e delle Infrastrutture Digitali).

Con la continuazione del NIP, il governo federale sta plasmando attivamente un processo di innovazione tecnologica per la svolta energetica. Esso fornisce incentivi mirati per colmare il divario tra il mercato e la ricerca e sviluppo. L’industria sarà così posta in condizione di poter accelerare il lancio sul mercato di tecnologie innovative per un efficiente sistema energetico basato su energie rinnovabili e mobilità sostenibile.

Yvan Sagnet Eroe del nostro tempo

Il programma di Rai 3 i nuovi eroi ha dedicato uno special a Yvan Sagnet, il nostro Vice Presidente. La trasmissione può essere vista a questo link https://www.raiplay.it/video/2019/01/Nuovi-Eroi-bdf27004-518a-4c8d-9e00-e2076fe07257.html

Lo scorso anno la storia di Yvan e della sua battaglia contro i nuovi schiavisti (meglio conosciuti come caporali) diventò un Docufilm (Jululu), che vinse il premio per la miglior regia a Venezia. (https://www.artribune.com/arti-performative/cinema/2017/09/jululu-anima-africana-un-film-sul-caporalato-e-i-nuovi-schiavi-venezia-migranti/)

Il film è stato trasmesso dalla Rai lo scorso anno e può essere visto a questo link https://www.raiplay.it/social/video/2017/09/Corto—Jululu—Cortometraggio-f967fd40-8c34-49cc-a9a5-f6203bd66e5d.html

La storia di Yvan comincia nell’agosto 2011 con la rivolta contro i caporali da lui organizzata e diretta, che venne immediatamente sostenuta dal CETRI e dalla CGIL con il concerto NO CAP replicato nella piazza di Nardò anche l’anno seguente ( a questo link la performance del trapper Laioung al concerto NO CAP 2011 https://www.youtube.com/watch?v=KvnSqRDLkuY)


Jean Pierre Yvan Sagnet arriva in Italia per studiare nel 2007. Sin da piccolo ha sempre sognato il nostro paese per il calcio, la moda, il clima e l’accoglienza della gente. Aveva cinque anni quando i suoi eroi della nazionale del Camerun giocavano i mondiali del ’90, e proprio in quel periodo Yvan conosce l’Italia. Studia l’italiano, gli usi, i costumi e le nostre tradizioni, si appassiona alla storia, alla politica e la società, finché realizza il suo sogno arrivando in Italia e vincendo una borsa di studio al Politecnico di Torino, la città della sua Juventus, squadra che tifava sin da bambino. Terminata la borsa di studio cerca lavoro per continuare a pagarsi gli studi, così nell’estate del 2011 parte per la Puglia ed arriva a Nardò nella masseria Boncuri dove incontrerà altri braccianti per la raccolta del pomodoro. Yvan scopre così il mondo del caporalato, quello che per pagare pochi spiccioli costringe il bracciante a lavorare sedici ore sotto il sole e a vivere in condizioni disumane. Sfruttamento e diritti calpestati che inducono Yvan e altri braccianti ad organizzare il primo grande sciopero che mette in ginocchio parte della filiera agroalimentare, fondamentale per l’economia regionale.

Da quel giorno la vita di Yvan non sarà più la stessa: denuncia i caporali, partono le indagini e si avvia il processo penale SABR (abbreviazione del nome di uno dei principali imputati, il tunisino Saber Ben Mahmoud Jelassi, detto “Giuseppe il tunisino” o “Capo dei capi”) dove lui stesso è testimone chiave e parte civile. Inoltre la rivolta di Nardò avvia l’iter legislativo che produce la prima legge sul caporalato (Legge n. 148/2011) ed oggi il nuovo disegno di legge approvato questa estate al Senato (Ddl 2217) , che prova a migliorare la precedente legge. Il processo SABR si conclude con undici persone condannate con una sentenza in primo grado della Corte d’Assise di Lecce, un processo partito dall’inchiesta nata nel 2008 del procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone e dei carabinieri del Ros. La sentenza letta dal presidente Roberto Tanisi, la prima in Italia per “riduzione in schiavitù”, conferisce ad ognuna delle seguenti persone undici anni di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici.

Dopo 4 anni di lavoro a denunciare le condizioni disumane di lavoro dei nuovi schiavi (non solo stranieri) in FLAI CGIL, Yvan è diventato Vide Presidente del CETRI e ha costitutito l’Associazione NO CAP di cui è Presidente. Con NO CAP, la battaglia di Yvan passa dalla protesta alla proposta.

Infatti NO CAP è sintetizzato in un decalogo avanzatissimo che identifica l’impresa agricola virtuosa dal punto di vista etico, umano sociale ed ecologico. Eccolo


DECALOGO NO CAP

1)
Rispetto per il lavoro. Niente sfruttamento di manodopera sottopagata o schiavizzata. Contratti di lavoro legali e soprattutto UMANI.
2)
Rispetto per l’ambiente e il paesaggio. Le attività economiche non devono distruggere le coste, i boschi, le montagne i laghi e le altre risorse naturali che sono la base dell’economia del turismo e generano PIL sostenibile per il Paese.
3)
Rispetto per la salute dei cittadini. Produzione senza contaminanti e nessuna immissione di sostanze nocive nell’ambiente che inquinano il suolo, avvelenano l’aria o l’acqua e causano malattie.
4)
Produzione di energia senza emissioni. Decarbonizzazione progressiva dei processi produttivi secondo il modello energetico distribuito e interattivo della Terza Rivoluzione Industriale, incentivando l’attività dell’autoproduzione (prosumer), e l’aggregazione di micro reti digitali di energia rinnovabile integrata nelle attività d’impresa.
5)
Finanziamento etico delle attività di impresa. Anche i finanziamenti delle attività economiche devono seguire il modello democratico e distribuito, con la massima diffusione del micro credito, dell’azionariato popolare (crowdfunding) e della finanza popolare tramite appositi pacchetti specifici delle banche cooperative e delle casse di credito locali.
6)
Ritorno alla filiera corta e locale  per la diffusione commerciale dei prodotti con l’introduzione di norme di favore per la vendita di filiera corta a vantaggio delle piccole aziende per una giusta distribuzione commerciale.
7)
Valorizzazione della trasformazione con processi ad alto valore aggiunto realizzati il più vicino possibile ai luoghi di produzione e integrati nei processi aziendali.
8)
Adozione di pratiche a rifiuti zero sia nella produzione e nella distribuzione. Diminuzione progressiva di imballaggi e sistemi premianti per il riuso e riciclo che devono essere integrati nelle attività aziendali ed incentivate.
9)
Promozione di nuove proposte turistiche ispirate all’offerta di un “turismo esperienziale” che porti sotto la guida di cittadini esperti, turisti provenienti da realtà urbane a conoscere tramite il lavoro, nelle arti, nell’artigianato e nella coltivazione, secondo la logica espressa da Carlo Petrini, secondo cui oltre a far viaggiare i prodotti verso i consumatori, vanno fatti viaggiare anche i consumatori verso i prodotti.
19)
I Contratti di Rete  Si tratta di un modello di collaborazione tra imprese che consente, pur mantenendo la propria indipendenza, autonomia e specialità, di realizzare progetti ed obiettivi condivisi, incrementando la capacità innovativa e limitando i costi di gestione.

https://www.raiplay.it/video/2019/01/Nuovi-Eroi-bdf27004-518a-4c8d-9e00-e2076fe07257.html

Piano per la transizione energetica sul modello di Francia e California presentato al Senato a Roma.


L’Agenzia stampa AdnKronos ha riportato l’informazione che ieri al Senato è stata presentata la Legge di Iniziativa Popolare per la Transizione energetica

“Come la Francia e la California. Anche l’Italia può intraprendere la strada della transizione energetica per uscire gradualmente dall’uso dei combustibili fossili in vista dell’obiettivo del 100% delle energie rinnovabili entro il 2050, secondo gli obiettivi della Conferenza di Parigi. Ma per farlo ci vuole una legge. E Maurizio Buccarella (vice presidente del gruppo Misto), insieme al fisico Nicola Conenna, presidente della Fondazione H2U-The Hydrogen University, ha presentato una proposta di Legge di Iniziativa Popolare ai sensi dell’art. 71 della mCostituzione, messo a punto da un gruppo di esperti di modelli energetici sostenibili e con la collaborazione dell’ANCI, presentato il 17 gennaio in una conferenza stampa a palazzo Madama, con Pasquale Murgante (sindaco di Accadia, Foggia, dove è pianificato un progetto avanzatissimo di idrogeno sostenibile da fonte eolica). Fra i punti della LIP: Carbon tax, vista come strumento di sostegno alla politica energetica con valori di 56 euro a tonnellata di Co2 emessa al 2020 e 100 euro per tonnellata emessa al 2030; finanziamento di 5 miliardi l’anno in tre anni per la transizione energetica; Piano nazionale idrogeno; l’autoproduzione e l’autoconsumo (diritto per cittadini e comunità ad autoprodurre energia e a condividerla con i vicini). Vengono incentivati gli edifici a ‘energia positiva’ (ossia in grado di produrre più energia di quanta ne consumino); viene inoltre prevista la perseguibilità penale e civile (come “truffa”) dell’obsolescenza programmata, in favore della riparabilità dei prodotti; si fissano il divieto di estrazione da terra e mare, di idrocarburi e la rinuncia definitiva al nucleare con “decomissioning” degli impianti esistenti. Buccarella, (ex senatore  M5S), ha definito la LIP “la strada per guardare al futuro di tutti noi, puntando all’autosufficienza energetica virtuosa” e ha auspicato un’intesa che superi le barriere tra maggioranza e opposizione per affrontare questa sfida che è la più importante che l’umanità si trova a dover affrontare anche se la politica la ignora e sottovaluta, da cui l’importanza di questa iniziativa. Erano presenti alla presentazione alcuni parlamentari fra cui la senatrice del Pd Assuntela Messina, della commissione Ambiente. (Fan/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222 17-GEN-19 14:11 NNNN

— 

Viene presentata oggi la Legge di Iniziativa Popolare per la transizione energetica.

Il Senatore Maurizio Buccarella, vice Presidente del Gruppo Misto del Senato della Repubblica introdurra oggi la conferenza stampa di presentazione della Proposta di Legge di iniziativa popolare su Transizione Energetica e Idrogeno rinnovabile che verrà presentata da Nicola Conenna Presidente Fondazione H2U The Hydrogen University. Sarà presente anche Ivan Stomeo Sindaco delegato Energia dell ANCI Associazione Nazionale Comuni Italiani.

Nicola Conenna

La Proposta di Legge è stata scritta da un gruppo di esperti coordinati da Nicola Conenna, in collaborazione con ANCI Nazionale, facendo seguito a protocollo d’intesa sottoscritto a maggio 2018 fra ANCI e Fondazione H2U. L’avvocato Antonella Galeone direttrice del dipartimento giuridico della Fondazione H2U, a assicurato la supervisione degli aspetti giuridici della proposta che viene presentata oggi e che risponde all’appello alla società civile di tutto il mondo del Segretario delle Nazioni Unite Antonio Guterres affinché non si superino 1,5 °C di aumento della temperatura media del Pianeta, rispetto ai livelli preindustriali. Gli impegni governativi attuali, rispetto al taglio delle emissioni, porterebbero a un disastroso aumento di oltre 3° C. Occorre agire ora, invertire la tendenza all’aumento a partire dal 2020, per azzerare le emissioni climalteranti entro il 2050.

Antonella Galeone

La Proposta di Legge per l’Italia prende a modello la “Legge della Transizione energetica e della crescita verde” approvata in Francia nell’agosto 2015 e che ha aperto la strada all’Accordo di Parigi, attualmente ratificato da 184 nazioni, compresa l’Italia, su 197 aderenti alla Convenzione UNFCCC delle Nazioni Unite. La Legge approvata dalla California nel settembre scorso; la Direttiva RED II dell’Unione Europea che ha appena completato il suo iter; il Piano Idrogeno dello Stato francese del giugno scorso, l’Hydrogen Iniziative sottoscritta a novembre a Linz dai ministri dell’Energia dell’Unione Europea, il documento analogo internazionale di Tokyo immediatamente successivo, la Direttiva DAFI sui carburanti alternativi, tutti documenti approvati o sottoscritti dall’Italia.

La Proposta di Legge che viene presentata implementa un nuovo modello energetico, basato sulla Transizione dai fossili alle rinnovabili, sull’energy storage mediante vettore idrogeno, (utilizzato a fini industriali, di mobilità, per l’edilizia), sui trasporti a zero emissioni.

Nicola Conenna con uno dei mezzi a i drogeno dell’H2U

La presentazione della Proposta di Legge avviene subito dopo la Conferenza COP 24 delle Nazioni Unite di Katowice in Polonia conclusasi il 15.12.2018, e immediatamente dopo la presentazione della Proposta di Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima del 31.12.2018.

Durante la Conferenza stampa verrà annunciato anche il Convegno del 31 gennaio prossimo, presso la sala Isma (Istituto di Santa Maria di Aquino) del Senato di piazza Capranica, che avrà lo scopo di approfondire il tema della transizione energetica così come proposto dalla Legge.

Al Convegno, è stato invitato il Governo ( con i tre Ministeri competenti MISE, AMBIENTE e TRASPORTI), il Presidente della Commissione Industria del Senato, vari Enti competenti sull’Energia.

Verrà annunciato inoltre un primo progetto operativo concreto, di produzione di idrogeno da surplus di corrente elettrica da mancata produzione eolica. Il “Progetto ACCADUEACCADIA”, con il Sindaco di Accadia Pasquale Murgante, sui monti Dauni in Puglia. Il Progetto verrà presentato nel Convegno del 31 gennaio.

La conferenza stampa avrà luogo Giovedì 17 gennaio 2019 dalle ore 13,00 alle ore 14,00  nella Sala “Caduti di Nassirya” presso il Senato della Repubblica piazza Madama, 11

I giornalisti potranno accreditarsi secondo le modalità consuete inviando un fax al numero 06 6706.2947

Per accreditarsi o per informazioni inviare mail a:
Segreteria Gruppo Misto Senato – Angela Pancaldi: angela.pancaldi@senato.it


Waiting for the Encyclical:the Environment Pope!

The vatican observer John Allen has anticipated the Encyclical on the environment coming out today with a book called The Francis Miracle. This is an excerpt from that book recently appeared on TIME magazine.

Francis is making the environment a top concern and speaking out against the ‘sin’ of ‘exploiting the Earth’
This month marks the second anniversary of Pope Francis’ election.
The following is taken from THE FRANCIS
MIRACLE: Inside the Transformation of the Pope and the Church by John L. Allen Jr.
TIME Books
It was probably
inevitable that the first pope named Francis—inspired by a saint who preached to birds and gave pet names to the sun and the moon— has turned out to be a strong environmentalist. In fact, Francis has said that concern for the environment is a defining Christian virtue. (The young Jorge Bergoglio trained as a chemist, so he has a foundation to appreciate the scientific issues involved.) This elementof the social gospel bubbled to the surface as early as his inaugural mass, when Francis issued a plea to “let us be ‘protectors’ of creation, protectors of God’s plan inscribed in nature, protectors of one another and of the
environment.”
St. Francis’s imprint on this pope is clearly strong. In unscripted comments during a meeting with the
president of Ecuador in April 2013, he said, “Take good care of creation. St. Francis wanted that. People
occasionally forgive, but nature never does. If we don’t take care of the environment, there’s no way of getting
around it.

Francis is making the environment a top concern and speaking out against the ‘sin’ of‘ exploiting the Earth’This month marks the second anniversary of Pope Francis’ election.

The following is taken from THE FRANCISMIRACLE: Inside theTransformation of thePope and the Church byJohn L. Allen Jr.TIME BooksIt was probablyinevitable that the firstpope named Francis—inspired by a saint who preachedto birds and gave pet names to the sun and the moon—has turned out to be a strong environmentalist. In fact,Francis has said that concern for the environment is adefining Christian virtue. (The young Jorge Bergogliotrained as a chemist, so he has a foundation toappreciate the scientific issues involved.) This elementof the social gospel bubbled to the surface as early as hisinaugural mass, when Francis issued a plea to “let us be‘protectors’ of creation, protectors of God’s plan inscribed in nature, protectors of one another and of the environment.”St. Francis’s imprint on this pope is clearly strong. Inunscripted comments during a meeting with thepresident of Ecuador in April 2013, he said, “Take goodcare of creation. St. Francis wanted that. People occasionally forgive, but nature never does. If we don’t take care of the environment, there’s no way of getting around it.

The two previous popes were also environmentalists. The mountain­ climbing, kayaking John Paul II was a strong apostle for ecology, once issuing an almost apocalyptic warning that humans “must finally stop before the abyss” and take better care of nature.

Benedict XVI’s ecological streak was so strong that he earned a reputation as “the Green Pope” because of his repeated calls for stronger environmental protection, as well as gestures such as installing solar panels atop a

Vatican audience hall and signing an agreement to make the Vatican Europe’s first carbon­neutral state.

Francis is carrying that tradition forward. Among other things, he told French President François Hollande during a January 2014 meeting that he is working on an encyclical on the environment. (An encyclical is considered the most developed and authoritative form of papal teaching.) The Vatican has since confirmed that Francis indeed intends to deliver the first encyclical ever devoted entirely to environmental issues.

In a July 2014 talk at the Italian university of Molise, Francis described harm to the environment as “one ofthe greatest challenges of our times.” It’s a challenge, he said, that’s theological as well as political in nature. “I look at . . . so many forests, all cut, that have become land . . . that can [no] longer give life,” the pope continued, citing South American woodlands in particular. “This is our sin, exploiting the Earth. . . .

This is one of the greatest challenges of our time: to convert ourselves to a type of development that knows how to respect creation.” Not so long ago, the idea of Catholic environmentalism would have struck some as a contradiction in terms. In the 1960s and 1970s, it was fashionable among pioneers of the environmental movement to fault the entireJudeo-­Christian tradition for humanity’s savage indifference to the earth. Lynn White, Jr., of the University of California published an influential article in the journal Science in 1967 in which he blamed the Bible for making Westerners feel “superior to nature, contemptuous of it, willing to use it for our slightest whim.” While acknowledging contrary currents in Christian history such as St. Francis, White nonetheless ended with a sweeping indictment: “We shall continue to have a worsening ecological crisis until we reject the Christian axiom that nature has no reason for existence save to serve man.” Today things are virtually upside down, with Pope Francis seen as an important environmental advocate. Writing in The Atlantic Monthly, Tara Isabella Burton praised Francis for “publicly—with the dizzying reach granted to a man in his position—emphasizing an understanding of nature that, in contrast to the combative dichotomy so prevalent in mainstream politico­ religious discourse, is intrinsically positive in its treatment of the physical world.” Burton called thepope’s vision one “that is, radically and profoundly, pro­ life.” Burton’s reference to “pro­life” connotes that

Francis is leading Catholics to view environmental concern as part and parcel of what it means to foster a “culture of life,” and therefore of equivalent importance as resisting abortion and gay marriage.

In the argot of contemporary environmental thinkers, if Benedict XVI was the Green Pope, then Francis may be remembered as the “Dark Green Pope”—a figure who intensifies the Church’s commitment to the environment by linking it to the corrosive effects of consumerism and runaway global capitalism. Before Francis arrived on the scene, the American political theorist Jeremy Rifkin forecast that issues such as GMOs and climate change would dissolve the old left­/right divisions, creating a new “biopolitics” in which defenders of nature on the left and defenders of human life on the right would find themselves allies, standing against a 21st­century hyper­industrialism that sees everything, including nature and organic life, as a commodity. Francis, the pope of the social gospel, could develop into the leader who makes Rifkin’s predictioncome true.

Excerpted from THE FRANCIS MIRACLE: Inside the Transformation of the Pope and the Church

by John L. Allen Jr., published by TIME Books, an imprint of Time Home Entertainment

Sparta lives on. In Taranto

On the initiative of tiredless activist Marco De Bartolomeo,  tomorrow the cituzen of Taranto will open the debate on their future and theior pas. In fact taranto and Sparta were twin cities. taranto was a colony of the Spartans and survived to see or days.

Marco De Bartolomeo tells the story wonderfully in an exciting presentation called Taranto Spartan City.

This is also becoming a brand name for the future of a city whose present image is suffering of the negative externalities created on the economy, public health and environment by the crazy choice of making a natural and historic paradise, host ground for heavy steel industries.

This model is a typical fossile second industrial revolution model and is now in a terminal crisis. The only way out is a new model based on the  Thrid Industrial Revolution principles, based on the territory, its biosphere, its people its food and natural resources and its culture.  These assetts will garantee a more balanced development of Taranto that will take the city in his glourious Spartan Past and out of steel and fossil energies. . Millions of people in the world feel attracted to the Spartanity, call their football teams with Spartan names, have an adoration for the “300” movie.

Marco De Bartolomeo

Let them come to Taranto to see the heritage of Sparta with Spartan races and competition, enogastronomical experiences, theme parks, renewable energies,  hydrogen boats, 3D printed souvenirs and items, and forget about the steel once and for all.

The Association Taranto the Spartan City aims at redefining the future through the past and discussing in an inclusive and open way all ideas on this framework in an event that takes place in Taranto on the 18th of June, in the shadow of 2300 years old doric columns.

This is a presentation (in Italian) of the event:

——————————————————

La città e la provincia di Taranto sono al centro di complessi e storici processi di transizione tali da richiedere una immediata e speciale attenzione ed un vigoroso sostegno da parte delle componenti sociali locali e, in particolare, delle alte dirigenze sia pubbliche che private. A differenza di quanto accaduto a favore di altre province del sud e centro Italia, le azioni dei governi nazionali e regionali condotte nell’area tarantina sono apparse sino a questo momento orientate a garantire e favorire prevalentemente le attività delle grandi industrie pesanti specializzate nella produzione massiva di manufatti adatti al mercato nazionale ed internazionale, ma non in grado di dare corpo ad una virtuosa e locale rete dell’indotto. La programmazione ed i finanziamenti privilegiati a favore delle produzioni pesanti, definite strategiche per l’intera filiera nazionale, hanno pertanto garantito la prosecuzione e la continuità delle attività affini anche in altri centri industriali remoti, senza però comportare una benefica ricaduta per tutte le altre imprese locali. I relativi cicli produttivi hanno finito tra l’altro per generare importanti ed estese esternalità negative soprattutto sul piano ambientale e sanitario, le quali hanno offuscato l’immagine generale del territorio e danneggiato le altre attività tradizionali. Le azioni condotte a difesa dei comparti produttivi tradizionali, spesso spontanee, si sono invece mostrate deboli, insufficienti e frammentate poiché poste al di fuori di un contesto e di un progetto unitario ed integrato sostenuto a livello nazionale ed europeo. La peculiarità si è pertanto articolata in un profondo stato di crisi del territorio ionico, risolto spesso con la cessazione ed il ridimensionamento persino di noti e storici marchi ed esercizi di imprese private di piccole e medie dimensioni; in pratica, della vera e principale ossatura della filiera produttiva ionica. Le categorie più colpite sono state quelle di commercianti, artigiani, pescatori, allevatori, agricoltori, ma sono risultate penalizzate in generale anche tutte le altre libere professioni. Malgrado i generali e negativi fattori congiunturali ed il momento storico particolarmente sfavorevole, altri centri provinciali pugliesi sono riusciti lo stesso ad avviare un graduale e provvidenziale processo di riconversione e differenziazione, mentre la programmazione economica ed industriale operata nel territorio ionico si è rivelata spesso un vero e proprio tallone d’Achille in grado di far perdere alla comunità locale importanti opportunità di sviluppo e di riconversione, quelle stesse promosse e finanziate anche e soprattutto dalla Comunità Europea e, purtroppo, prossime all’esaurimento in virtù dell’imminente uscita delle regioni meridionali dagli elenchi di attenzione riservati alle aree svantaggiate. In uno scenario talmente critico e recessivo sarebbe stato opportuno prendere atto dell’esaurimento e della restrizione verificatasi sul fronte della domanda nel mercato interno, per poi puntare sulla selezione di tutte le attività alternative con indici economici positivi e stabili, quelle caratterizzate da una forte domanda da coltivare nel tentativo di intercettare e dirottare nuovi flussi finanziari esteri e idonee a riportare la provincia ionica nell’alveo delle attività sicure e con grandi ricadute occupazionali ed economiche per tutti e non solo per pochi. A tale proposito, non è da escludere il ricorso alla sinergia e alla cooperazione internazionale. Ma le azioni atte ad imprimere una svolta duratura e concreta ad un complesso processo di riconversione, possono essere coronate dal successo esclusivamente in presenza di unimpegno comune e partecipato di tutti i soggetti portatori di interessi. Per tale motivo, l’Associazione “Taranto, la Città Spartana”, consapevole delle esigenze e delle opportunità generate dal corretto utilizzo del patrimonio e delle risorse territoriali, in associazione ad un brand di respiro internazionale, ha posto non a caso all’attenzione delle parti sociali il problema di concentrare gli sforzi e le energie a favore di un piano omogeneo ed integrato, valorizzato da un tema portante ed universalmente riconosciuto, in grado di svolgere il ruolo di volano e di rilanciare tutte le attività produttive da sempre reale espressione delle naturali, storiche e genuine vocazioni del territorio ionico. In quest’ottica, l’Associazione “Taranto, la Città Spartana”, ha già identificato quattro principali filoni attraverso i quali promuovere il rilancio del territorio, e relativi alla cultura e al turismo, alla logistica e alla organizzazione dei flussi internazionali di merci, all’esportazione dei prodotti locali e infine all’industria della ottimizzazione dei servizi pubblici e privati. Tali attività sono state inquadrate e sviluppate nell’ambito di 5 distretti polifunzionali e integrati; l’obiettivo è semplice: sostenere lo sviluppo di Taranto incentrato sul turismo, sulla cultura, sulla ricchezza storica, artigianale ed enogastronomica del nostro territorio, ma anche sulla logistica e sul traffico internazionale delle merci. Tuttavia, l’intervento strategico proposto dalla nostra Associazione e che nelle linee generali mira a dotare il territorio di tutte le infrastrutture ancora mancanti e necessarie a sostenere le nuove attività, non vuole essere unico ed esclusivo ma desidera piuttosto compendiare ed integrare armonicamente gli altri valenti progetti a favore della provincia e della città di Taranto. Si tratta, in sintesi, di un insieme di linee guida di fusione ed armonizzazione più che di un unico progetto, che vogliamo costruire assieme a tutta la cittadinanza. Fino ad oggi la nostra Associazione, attraverso incontri e presentazioni, ha cercato di far conoscere il potenziale che, come città, abbiamo a disposizione. Ma oggi appare finalmente maturo anche il tempo di passare alla dimensione reale ed operativa dei progetti a breve, medio e lungo termine. Noi ne abbiamo alcuni, ma siamo consapevoli che sono solo una minima parte di ciò che una comunità come quella tarantina, può ancora esprimere e sostenere.. Per questo lanciamo una CALL PUBBLICA, un incontro aperto a tutti da realizzarsi nella giornata del 18 giugno, ore 17, presso il Salone della Provincia, dove invitiamo tutti coloro che vogliono unirsi a noi per iniziare questo percorso, a partire dalle associazioni che da anni sono attive nel valorizzare il nostro patrimonio culturale e naturale, dal mare che può essere uno splendido “acquario senza vasche” alla scoperta degli affascinanti segreti dell’Isola del Centro Storico. Dalle radici spartane fino alla Taranto contemporanea, passando per tutte le civiltà susseguitesi nel tempo, non c’è alcun contrasto tra i vari elementi perché costituiscono un unicum tarantino. Il pian strategico proposto alla cittadinanza tarantina è compatibile e non è in contrasto con nulla, ma si pone come un nuovo tassello in una necessaria e inderogabile dimensione di rete, in cui ognuno sostiene e promuove gli altri, per offrire ai viaggiatori italiani e stranieri un “pacchetto” esperienziale unico al mondo. Per salire negli standard internazionali e diventare una meta di qualità davvero appetibile, c’è tuttavia bisogno del contributo di tutti, dei professionisti dell’accoglienza e del marketing turistico, di studiosi, archeologi, ingegneri, architetti, artigiani, commercianti, imprenditori, ma anche di singoli cittadini che hanno buone idee e la voglia di realizzarle, si tratti di start-up di giovani o di un artigiano in pensione. Tutta la società alla quale, lo abbiamo probabilmente dimenticato, appartiene il territorio in cui vive, può diventare artefice del proprio futuro. Ne ha la possibilità e anche il dovere. La progettazione è un valore assoluto e l’esperienza della vicina Matera ci indica la strada giusta da percorrere. Per questo iniziamo ufficialmente il nostro viaggio con una “call”, perché crediamo nel valore della partecipazione attiva, un concetto ben coltivato negli altri Paesi quando occorre affrontare temi che hanno un forte impatto sulla vita di una comunità. Nel nostro caso, il tema è come detto un turismo sostenibile che rilanci e sostenga parte della nostra economia per il prossimo secolo. Desideriamo offrire il nostro contributo a questo processo: ci incontreremo, discuteremo e insieme, magari creando un comitato ad hoc nei prossimi mesi, decideremo una road map da seguire. Anche il sito web, che verrà attivato in occasione della call, sarà una piattaforma dove proporre idee, singole disponibilità e competenze, dove tutti i progetti che verranno scelti saranno monitorati in modo trasparente in tutte le fasi di sviluppo. Questa è la partenza di un viaggio comune che speriamo porti lontano, che inizia il 18 giugno, ore 17, presso il Salone della Provincia, dove sono invitati tutti i cittadini di Taranto. Tutti coloro che vogliono aderire al dibattito sono pregati di prenotare i propri interventi rispondendo alla mail sottostante scrivendo “PRENOTO INTERVENTO” oppure prenotandosi in sede di evento attraverso la registrazione che verrà eseguita prima della Call pubblica. N.b. Ogni intervento avrà max 5 minuti di tempo a disposizione. Farà fede l’ordine cronologico di prenotazione.

Per info: tarantocittaspartana@gmail.com

fb: tarantolacittaspartana

twitter: tacittaspartana

tel: 3939523786

TTIP: STARSBOURG DELAYS VOTE. WE WON A BATTLE, NOT THE WAR. KEEP THE FIGHT ON!

Strasbourg; the the vote on pro-TTIP resolution in the European Parliament, shockingly,  was called off this week in Strasbourg..

Officially, Martin Schulz, president of the European Parliament, said the debate had been postponed “to give more time … to further reflect on the outstanding issues and to reduce as much as possible the large number of amendments tabled.”

In reality we know that the MEPs received a lot of pressure from their constituents also thanks to the mail bombing organized by the STOP TTIP  campaign.

CETRI-TIRES has  joined the  “STOP TTIP” Campaign and feels very satisfied about this result.

TTIP — Transatlantic Trade and Investment Partnership — is a massive corporate power grab that would grant corporations unprecedented power over our lives. Members of European Parliament were scared they would lose the critical vote on the pro-TTIP resolution, so they postponed the vote at the last minute.

People-powered movements have played a huge part in stopping this resolution from passing. We’ve contributed to this immense public pressure with our European-wide campaign against TTIP: As of this week more than 2 million people have signed the self-organised European Initiative to stop TTIP.

Members of the European Parliament have heard us loud and clear. One battleis won, but the war is still raging on.

The ennemy is rich and powerful. We cannot  afford to lower the guard right now.

That is why we have to  ramp up the pressure and make sure no pro-TTIP resolution will never pass in the European Parliament, and this dangerous trade deal will bite the dust!

Anyone who wants to know more the details about TTIP, just can’t.

This deal is being negotiated behind closed doors, with only government representatives and corporate lobbyists able to read its  The deal clauses are being discussed between non elected governemnt officials and non elected corporate lobbyists. But several leaks of secret treaty drafts have let us know just how dangerous the trade deal is!

It is outrageous that the profits  of a few global corporations should prevail on the interests of the citizen to a clean environment, social rights, safe food.

Yes, with TTIP, all the  workers’ protection, Environment standards and our food safety, clean energy, social rights and many other things we care about are on the chopping block.

Hundreds of corporate lobbyists and government officials thought it would be easy to push this massive trade deal through. But we aren’t taking the biggest corporate power grab in history laying down.

CETRI-TIRES joined efforts with more than 400 partner organisations all across the European Union to form a self-organised, EU-wide citizens’ initiative ‘Stop TTIP’. With over 2 million signatures, we have become the largest European Citizens’ Initiative (ECI) ever.

The bigger we get, the more likely we’ll be able to win the fight against TTIP.

Two years ago, conventional wisdom said that in the epic fight between the corporate-backed trade deal and regular citizens, stopping this dangerous deal would be nearly impossible. Across the Atlantic, another massive trade deal called the Trans-Pacific Partnership (TPP) is being negotiated and the chances of stopping it seemed similarly bleak.

But we came together and fought battle after battle: Everywhere that world leaders and trade negotiators have gone for their secret talks, from Hawaii to Brussels, SumOfUs have been there too. We’ve funded newspaper and radio ads all over the world, and overwhelmed key decision-makers’ offices and email inboxes to stop the secret trade deals.

Thanks to the work that all of us, and our partners across the globe, these deals are no longer a sure bet: In Europe, the EU commission didn’t get the expected green light from European Parliament. And in the US, we’ve managed to delay “Fast Track” — a bill that will speed the trade deals through Congress without democratic oversight.

We’ve come a long way, now let’s keep up the pressure and stop these deals for good. Now it is not the time to stop. Let’s keep the pressure high.

Can you add your voice to the European Citizens’ Initiative against TTIP now?

TTIP discussion must not be post-poned, it must be cancelled!

Many thanks to all those who will become active, signing and pressurizing any MEP they know against TTIP.

Let’s make the voice of the citizen heard louder than the voice of the corporate lobbyists.

TTIP is a total travesty! Stop now before is too late.

The European Parliament is about to decide about the TTIP.

The Third Industrial Revolution European Society endorses unconditionately the call of the Green Group of the European Parliament to  make some noise and let your voice be heard by sharing this video! Let us not put profit before people! Let us not permit the ISDS (Investor State Dispute Settlement) that allows Monsanto to sue Italy for opposing GMO’s, Vattenfall to sue Germany for stopping nuclear power and Mac Donald to sue France for setting higher food standards.

Let us all take action and make pour MEPs know how we feel about this betrayal of their public duties!

STOP TTIP NOW!!!

https://www.facebook.com/greensefa?fref=ts

Jeremy Rifkin in Paris on the 4th of June to speak about the collaborative economy




Sharing economy, collaborative commons, sustainable energy and digital Europe, are some of the topics that tomorrow Jeremy Rifkin will touch at the “collaborative Economy conference in paris where he will be introduced by Philippe Vasseur, President of the World Economic Forum and of the Chamber of Commerce of the Nord Pas de Calais Region in France. The event will also see the Presence of Claude Lenglet, head of the Third Industrial Revolution department of the Region.  The French are way ahead!

For more information go here: https://www.weezevent.com/journee-thematique-world-forum-for-a-responsible-economy

On Being African in Europe …. a young black man, Ivan Sagnet, an engineer from Cameroon..


Congratulations to Yvan Sagnet, Vice President of the CETRI-TIRES for making it to the NEW YORK TIMES!

ROME — While the recent spate of deadly police confrontations with black men in America has sparked a renewed debate about racism, the conversation in Europe about violence, social exclusion and immigration has studiously avoided the issue of race.

But for some Europeans of African descent, the message is clear.

“Honestly, it’s quite tiring watching black people dying all the time,” Tamara Gausi, a journalist who was born in London to parents of Malawian origin, told me. “Whether it’s in Baltimore or in the Mediterranean Sea, in the media it’s almost as if it’s completely normal for black people to die, and that is a terrible message.”

My talks with Ms. Gausi revolve around the deep disappointment we feel about the lack of outrage over the brutal experiences of black migrants. Worse, most Europeans of African roots ignore what is happening on the other side of the Mediterranean.

In Southern Europe, being black is often synonymous with being an African immigrant or a refugee, and therefore an easy target. In 2013 and 2014, in Spain, Greece, Italy, Poland and Ukraine, hundreds of people of African origin were physically assaulted, and many of them killed, the European Network Against Racism reports.

I am of Eritrean descent, though I am light-skinned, and the issue of Afro-European identity is new to me. I was raised in an all-Italian environment, where my African heritage was largely ignored. Even my father, a black man born in Asmara during Italy’s colonial period, rarely acknowledges our ties with Africa. For a long time, I didn’t really question color and seldom realized how frustrating the constant negative portrayal of black people can be. Yet witnessing the oppression and the suffering of those who are fleeing Africa shook my Eurocentric indifference.

There has not been a serious effort to build a narrative about the black experience in Europe that takes into account class and power relations. Though there are eight million blacks living in Europe, there is little debate about the underrepresentation of people of color, who have lived and worked here for generations yet rarely attain positions of power.

Even in Britain, which many see as the most tolerant European country for multiculturalism, most blacks receive inferior educations and have access to low-quality health care. They generally work low-paying jobs, and their unemployment rate is high. In France’s suburbs, the third and fourth generations of immigrants from North Africa face the same fate. This situation has provoked violent riots in both France and Britain in recent years and has created fertile ground for extremism. The neglect reveals ineradicable ties with Europe’s colonial history that clash with Europe’s human rights values.

Creating a black narrative requires questioning old colonial symbols first. This is happening, with a more aware and networked generation of activists. One example is the campaign against Zwarte Piet, or Black Pete, the dull, Afro-looking servant of Santa Claus, dear to Dutch and Belgian traditions. In 2011, artists and human rights groups organized protests until Zwarte Piet’s look was changed. He now appears without the frizzy dark hair and big red lips, though his face is still painted black.

One reason such offensive symbols weren’t questioned until recently is because of the fragmentation among black activists across Europe. In the United States, there has been a comprehensive cultural construction of African-American identity, and a movement that responds when there is injustice or violence. We Euro-Africans still lack our own positive, inspiring symbols and leaders, our Martin Luther Kings, our Rosa Parkses, our Barack Obamas.

“We should be more active in telling our stories and not be afraid of celebrating our culture,” Johny Pitts, a photographer born in England to an African-American father and a British mother, told me. Touring the Continent, he has portrayed hundreds of black Europeans for a street photography project called “An Afropean Odyssey.”

“It is all about opening dialogue, and not just about race or for the sole defense of blackness,” Mr. Pitts said. He is not interested in antiracism militancy. He wants to reframe the image of black men and women in Europe to highlight the dignity and the strengths of African descendants.

Entrenched attitudes are hard to overcome. On a train to Rome recently, I saw ticket collectors blocking access to first-class seats to a young black man, Ivan Sagnet, an engineer from Cameroon. After Mr. Sagnet showed his ticket, they let him in. He noticed my indignation and smiled. “This is not the first time it happens, but I have learned not to react,” he said.

He told me he went to Italy’s Puglia region for the melon season four years ago to earn money for his university fees. There, he helped organize farm workers against exploitative labor practices. He now works for the trade unions, assisting immigrants and raising awareness about worker rights.

“I was happy to see some antiracism groups supporting our actions, but we warned them that the exploited were not just black Africans, since many were Eastern Europeans and Middle Eastern,” Mr. Sagnet said. “Our fight was not about race, but injustice.”

Vittorio Longhi, an Italian journalist, is the author, most recently, of “The Immigrant War: A Global Movement Against Discrimination and Exploitation.”


By VITTORIO LONGHI , Source The New York Times

A NEW SMART GREEN DIGITAL EUROPE IN A NEW SMART GREEN DIGITAL WORLD

The digital economy will revolutionize every commercial sector, disrupt the workings of virtually every industry, bring with it unprecedented new economic opportunities, put millions of people back to work, and create a more sustainable low-carbon society to mitigate climate change.

The European Union is embarking on a bold new course between 2015 and 2020 to create a high-tech 21st Century integrated single market that can unite its 500 million citizens and 28 member states, making Europe potentially the most productive commercial space in the world. The plan is called Digital Europe.

Jeremy Rifkin released a new version of his famous “Digital Europe” paper at the occasion of the introductory lecture for the Conference of thje European Speakers of the EU in Rome. The Third Industrial Revolution Digital future is ahead. Wether that would be for all human kind or just a restricted privileged minority will depend largely on the choices we are making today. This paper helps understanding the trend and anticipating it, by creating the zero marginal cost Communities and Comnmons and establishing the citizen and territoria  energy, food and economic soveregnty. The Third Industrial Revolution European Society felt compelled to make this paper available  to anyone who may want to anticipate the future in planning economic and social strategies for a more sustainable and fairer world.

download the pdf of the Digital Europe Rifkin paper.

JEREMY RIFKIN ALLA CAMERA DEI DEPUTATI: PER USCIRE DALLA CRISI L’EUROPA DEVE DIVENTARE SMART, GREEN E DIGITALE

Jeremy Rifkin lunedì alla Camera con il segretario generale del CETRI Leonida Bombace e l’architetto Silke Krawietz, membro del comitato scientifico del CETRI per gli edifici a energia positiva

Piccola grande lezione di Terza Rivoluzione Industriale alla Camera  da parte di Jeremy Rifkin lunedì scorso in occasione della seduta solenne di apertura della Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti dell’Unione Europea.

Dopo aver ricordato che le grandi rivoluzioni economiche avvengono sempre quando si verifica la convergenza fra nuovi sistemi di comunicazione per gestire più efficientemente le attività economiche , nuovi modelli energetici per alimentarle in modo più efficiente e nuovi modelli logistici per favorire gli scambi e i movimenti in modo più rapido e efficiente, il grande pensatore americano ha esortato i presidenti delle assemblee legislative di tutta Europa convenuti a Roma per ascoltarlo a favorire e mettere in corsia preferenziale atti legislativi intesi a favorire la transizione verso una terza rivoluzione industriale  smart, green e digitale.

Rifkin ha  anche ricordato che l’Europa Digitale è molto di più che la banda larga o il wi fi gratuito, ma è la predisposizione dell’infrastruttura dell’internet delle cose con miliardi e miliardi di sensori in rete fra di loro per la gestione di tutte le attività economiche e sociali dell’essere umano sulla terra.

Ecco il link dove si può ascoltare il suo intervento integrale

https://www.youtube.com/watch?v=aVZaY9jdn2c

Jeremy Rifkin explains the Internet of Things




With the Internet of Things we all can transform from Consumers to Prosumers!


The obsessive race to profit and extremized productivity has produced the phenomenon of the Zero Marginal Cost, which has made available in the market an abundance of goods and services that cost nearly Zero to produce. The economic life then re-aggregates itself according to the scheme of the Collaborative Commons, leaving behind the competitive capitalist market’s one.


In the following video, Jeremy Rifkin explains the facts and the vision in less than 10 minutes: enjoy the video and share to let your friends know!


https://www.youtube.com/watch?v=3xOK2aJ-0Js

JEREMY RIFKIN BRINGS THE THIRD INDUSTRIAL REVOLUTION VISION AND DIGITAL ECONOMY AT THE EU SPEAKERS CONFERENCE 2015

Jeremy Rifkin is the keynote speaker at the 2015 speakers conference organized at the Camera dei Deputati plenary by President Laura Boldrini.

Jeremy Rifkin will deliver an opening keynote address at the annual conference of the speakers of the 28 European Union (EU) member state parliaments to be held in Rome, Italy in the plenary hall in Palazzo Montecitorio on April 20th 2015. Mr. Rifkin will urge Europe’s parliamentary leaders to enact legislation to erect an Internet of Things infrastructure for a digital Europe and a Third Industrial Revolution.

Mr. Rifkin argues that Digital Europe involves much more than providing universal broadband, free Wi-Fi, and a flow of Big Data. To grasp the enormity of the economic change taking place in the European Union, we need to understand the technological forces that have given rise to new economic systems throughout history. Mr. Rifkin points out that “Every great economic paradigm requires three elements, each of which interacts with the other to enable the system to operate as a whole: new communication technologies to more efficiently manage economic activity; new sources of energy to more efficiently power economic activity; and new modes of transportation to more efficiently move economic activity.”

In the 19th century, steam-powered printing and the telegraph, abundant coal, and locomotives on national rail systems gave rise to the First Industrial Revolution. In the 20th Century, centralized electricity, the telephone, radio and television, cheap oil, and internal combustion vehicles on national road systems converged to create an infrastructure for the Second Industrial Revolution.

Today, the EU is laying the ground work for a Third Industrial Revolution. The digitalized Communication Internet is converging with a digitalized renewable Energy Internet, and a digitalized automated Transportation and Logistics Internet, to create a super-Internet of Things (IoT) infrastructure. In the Internet of Things era, sensors will be embedded into every device and appliance, allowing them to communicate with each other and send data in real-time to the Communication, Energy, and Transportation and Logistics Internets, providing up to the moment information for managing, powering, and moving economic activity across the myriad value chains in a smart Digital Europe. Mr. Rifkin explains that “In this expanded digital economy, private enterprises connected to the Internet of Things can use Big Data and analytics to develop algorithms that speed efficiency, increase productivity, and dramatically lower the marginal cost of producing and distributing goods and services, making making European businesses more competitive in an emerging post-carbon global marketplace.” (Marginal cost is the cost of producing an additional unit of a good or service, after fixed costs have been absorbed.) The marginal cost of some goods and services in a digital Europe will even approach zero, allowing millions of prosumers connected to the Internet of Things to produce and exchange things with one another, for nearly free, in the growing Sharing Economy.

Mr. Rifkin concludes that “A digital Europe will revolutionize every commercial sector, bring with it unprecedented new economic opportunities, put millions of people back to work, and create a more sustainable low-carbon society to mitigate climate change. The digitalized Internet of Things platform is the core of the Third Industrial Revolution.”

here is the program in Italian

RSS Feed