Monday, July 13, 2020

Yvan Sagnet riceve il premio Don Diana per la sua azione contro tutti i caporalati.

Yvan Sagnet è stato insignito oggi del prestigioso premio antimafia intitolato a Don Peppino Diana “Per amore del mio popolo”. Si tratta di  Ilaria Cucchi, Yvan Sagnet, Marco Puglia, Roberto Di Bella.
La scelta dei premiati viene fatta dal “Comitato don Peppe Diana”, congiuntamente con la famiglia di don Diana  e resa pubblica il 21 di marzo, il primo giorno di primavera, che corrisponde anche al giorno dei funerali del sacerdote ucciso dalla camorra  il 19 marzo del 1994. Il Premio sarà consegnato in una cerimonia pubblica oggi 4 luglio a Casal di Principe, simbolicamente nel giorno del compleanno di don Diana.

Ecco la motivazione del premio:

“Yvan Sagnet, Ingegnere ed ex bracciante, Associazione NoCap. 
Perché contro ogni forma di caporalato, credendo nella forza della parola, continua ad illuminare le condizioni di vita dei braccianti stranieri nei ghetti di Italia. Con la sua battaglia, insieme ad altre persone sfruttate nell’agricoltura, descrive il caporalato come sistema diffuso e non come singolo atto criminale, che coinvolge tutte le fasce deboli della società.  Nel 2017 è riuscito a far introdurre il reato di caporalato nella Giurisprudenza Italiana. 
Ho scoperto che le cause reali del fenomeno risiedono nella grande distribuzione organizzata, che impone a monte prezzi dei prodotti sempre più bassi, facendo sì che una parte del nostro sistema imprenditoriale, soprattutto i contadini, non ce la facciano più a reggere, a tenere il mercato, per cui sono costretti ad abbassare il costo del lavoro“, ha detto Sagnet.

Pola Clemente

Nell’accettare il premio, l’ingegnere attivista Camerounense ha voluto dedicare il premio a Paola Clemente, la bracciante tarantina morta quattro anni fa a soli 49 anni sotto il sole cocente nelle campagne di Andria, e per la cui morte la procura di Trani ha incriminato sei intermediari i quali sono attualmente in attesa di giudizio. Dagli atti di quel giudizio sono stati estratti i testi del Docufilm “la Giornata” scritto da Antonella Gaeti e diretto da Pippo Mezzapesa dedicato a Paola Clemente che lavorava per due euro l’ora in condizioni disumane. Yvan Sagnet ha voluto ricordare Paola Clemente perchè fu uno dei primi a denunciarne la morte e contribuì ad impedire che la tragedia venisse silenziata ed occultata, nell’interesse e ad esclusiva convenienza degli ambienti legati al caporalato pugliese.

Fra gli altri premiati, Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, per la sua “lotta contro ogni tipo di tortura e per far emergere la verità sulla morte del fratello Stefano, avvenuta il 22 ottobre 2009, Marco Puglia, napoletano, magistrato del Tribunale di Sorveglianza di Napoli, per la sua attività in favore del recupero e della redenzione di persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Roberto Di Bella, messinese, Presidente del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, perché credendo nella possibilità di un’alternativa e rompendo l’automatismo offre ai figli delle famiglie mafiose appartenenti alla ‘ndrangheta, una scelta diversa, allontanandoli dall’ambiente e dalla cultura mafiosa.

Ilaria Cucchi

A Yvan e a tutti gli altri premiati le più sincere felicitazioni da parte di tutto il CETRI-TIRES!

Continua il feeling a base di TRI delle Università di ispirazione vaticana.

Grande successo del film TRI del nostro prof. Jeremy Rifkin alla Pontificia Università Angelicum di Roma.

Il coordinatore nazionale Antonio Rancati ha risposto alle numerose domande degli studenti del XXI Master in “Management delle organizzazioni del terzo settore e delle imprese sociali” provenienti da tutto il mondo: Ecuador, Ucraina, Filippine, Ghana…

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Un particolare ringraziamentoa Valerio Pierleoni di Adjuvantes Onlus organizzatore dell’evento e tutor del corso professionale, splendidamente condotto dalla prof.ssa Helen Alford in una delle sette università del Vaticano.

Media partner AMBIENTE.news, Rinnovabili.it e TeleAmbiente.it

Roma, 26 giugno 2019

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Il docufilm, che racconta le infrastrutture intelligenti della sharing economy, è stato presentato per la prima volta alla Pontificia Università Angelicum, una delle sette università del Vaticano, grazie a VICE, la media company per millennial numero uno al mondo, in collaborazione con il centro studi europeo CETRI-TIRES.

The Third Industrial Revolution: A Radical New Sharing Economy” è stato proiettato per la prima volta alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, con intenso dibattito con gli studenti del Master in Management delle organizzazioni del terzo settore e delle imprese sociali, mercoledì 26 giugno, con la prof.ssa Helen Alford OP della Pontificia Università Angelicum e con Antonio Rancati del centro studi europeo CETRI-TIRES sulle teorie della Terza Rivoluzione industriale del prof. Jeremy Rifkin.

Nel dibattito successivo alla proiezione del docufilm, Antonio Rancati coordinatore nazionale di CETRI-TIRES, ha risposto alle numerose domande degli studenti provienienti da tutto il mondo: Ecuador, Ucraina, Ghna, Filippine,…

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Un particolare ringraziamento a Valerio Pierleoni di Adjuvantes Onlus organizzatore dell’evento e tutor del corso professionale giunto alla sua 21° edizione.

Media partner dell’evento sui canali internet e social network:

AMBIENTE.news, Rinnovabili.it e TeleAmbiente.it.

Nel film, Rifkin sostiene che la sharing economy della Terza rivoluzione industriale sia il primo sistema economico innovativo dopo il capitalismo e il socialismo del 19esimo secolo, e questo ne fa un evento storico fondamentale. Rifkin è consulente dellUnione Europea e della Repubblica Popolare Cinese, nonché il principale pensatore dietro le impalcature della Terza rivoluzione industriale.Se negli Stati Uniti di Trump si continuano a finanziare infrastrutture obsolete pensate per la Seconda rivoluzione industriale, lUnione Europea e la Repubblica Popolare Cinese stanno mettendo in campo nuove infrastrutture intelligenti che coniugano comunicazione internet in 5G, e nuova mobilità driverless: la combinazione di questi fattori cambierà radicalmente il modo in cui Europa, Cina e il mondo intero pensano e muovono leconomia nel 21esimo secolo.

Secondo la European Energy Review, forse nessun altro autore o pensatore ha avuto uninfluenza sulle politiche climatiche ed energetiche europee pari al famoso visionarioamericano Jeremy Rifkin.

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Per ulteriori informazioni e per conoscere le attività di educational del centro studi CETRI-TIRES inoltra richiesta a educational@cetri-tires.eu

Cavalieri di Leonardo: la famiglia cresce!

Si è tenuta a Vinci la seconda cerimonia ufficiale per il conferimento della onorificienza di Cavaliere di Leonardo da Vinci. Sono stati nominati venticinque nuovi cavalieri, quattro di loro su proposta del Presidente del CETRI che era stato insignito di questo prestigioso Cavalierato nella edizione dello scorso anno.

Si tratta di Antonio Rancati, Simone Aaron Efrati, Olimpia Troili e Laura Margottini.

Rancati, Efrati, Troili, e Margottini

Antonio Rancati, coordinatore nazionale delle attività educational del CETRI è stato nominato Cavaliere di Leonardo per aver contribuito nel corso degli anni a portare la Terza Rivoluzione Industriale a conoscenza di migliaia di studenti “millennials” contribuendo a farla entrare nel loro senso comune, con centinaia di iniziative nelle scuole di ogni ordine e grado.

Antonio Rancati e il Sindaco Torchia di Vinci
Antonio Rancati riceve la scultura dei cavalli leonardeschi di Grittini

Simone Aaron Efrati, imprenditore romano, è stato insignito del cavalierato di Leonardo da Vinci per le attività svolte a favore della gioventù a rischio devianza. Nella motivazione per il suo cavalierato si legge “in tutti i giovani c’è un genio assopito in attesa di essere svegliato che può contribuire al progresso sociale tramite la musica, l’arte e lo sport anche dei soggetti più difficili. Per questo l’imprenditore romano Simone Aaron Efrati ha fondato l’agenzia “A New Life” che ha contribuito al riscatto sociale e umano di decine di giovani a rischio devianza aprendoli a una “Nuova Vita”.

Efrati

Laura Margottini, giornalista scientifica che collabora con il Fatto Quotidiano, è stata insignita del cavalierato per i meriti acquisiti sul campo con le sue numerose inchiste sul disseccamento degli ulivi impropriamente attribuito al batterio xyelella. Nella sua motivazione si legge ” perfetta interprete di un nuovo tipo di giornalismo scientifico e di inchiesta al tempo stesso, laureata in matematica e specializzata in giornalismo scientifico all’Imperial College di Londra, si é formata giornalisticamente alla BBC, e dopo aver collaborato con le maggiori riviste internazionali — come Science magazine e New Scientist — su temi quali ricerca scientifica, nuove tecnologie, privacy, ambiente, medicina e diritti umani, ha cominciato a scrivere per il Fatto Quotidiano svelando con competenza e passione, in una serie di articoli ormai famosi, la truffa pseudo scientifica della xylella in Puglia e contribuendo in modo determinante a ristabilire la verità sul disseccamento degli ulivi e a rivelare al grande pubblico l’intricato gioco di potere di centri di ricerca e lobby economiche interessati a distruggere la millenaria cultura dell’olivo per il loro tornaconto immediato”.

Olimpia Troili, poliedrica come Leonardo Da Vinci, campionessa di scherma, dottoranda (PHD) presso l’Università La Sapienza di Roma, in diventata Cavaliere di Leonardo per l’incessante attività di comunicazione sull’Europa e sulle politiche Europee. Nella motivazione dell’onorificenza si legge: “fondatrice e presidente dell’associazione “Alternativa Europea” con cui ha contribuito a mantenere alto lo spirito europeo nelle giovani generazioni richiamandole al sogno visionario di pace, prosperità, e giustizia di una Europa libera e unita, proposto da Altiero Spinelli con il Manifesto di Ventotene, in sintonia con la visione leonardesca di progresso basato sulla collaborazione e l’ingegno degli esseri umani”.

La cerimonia è avvenuta nella splendida cornice della pieve di Sant’Ansano di Vinci, alla presenza del Sindaco Salvatore Torchia, di Monsignor Bellini e di Angelo Consoli, direttore europeo di Jeremy Rifkin, e Presidente del CETRI. Era presente anche Giuliano Grittini, l’esplosivo artista milanese che ha realizzato l’opera raffigurante i cavalli leonardeschi che viene consegnata ad ogni nuovo Cavaliere di Leonardo La serata è stata organizzata, condotta e presentata dal presidente dell’Ordine cavalleresco di Leonardo da Vinci, Rinaldo Denti, coadiuvato da sua moglie Anna e da tutta la sua famiglia.

Angelo Consoli a Vinci con il sindaco Salvatore Torchia e l’artista Giuliano Grittini

Il CETRI-TIRES, è fiero di aver potuto portare il suo contributo anche quest’anno, a questa prestigiosissima iniziativa con quattro eccellenze su temi fondamentali delle politiche sociali, del mondo scientifico, dell’informazione e dell’integrazione europea.

La premiazione si svolta durante il Gran galà musicale con Concerto di musica lirica con l’ Amadeus Kammerchor e Orchestra Filarmonica Amadeus, diretto dal Maestro Gianmario Cavallaro, con il soprano Victoria Shapranova, il tenore Zizhao Guo e il basso Artan Lika, con il patrocinio del Comune di Vinci e 500° Leonardo 1519-2019.

La cerimonia ha toccato un momento molto intenso quando un commosso giovanissimo Emanuele Denti ha letto la sua poesia ispirata alla sua personale storia dopo essere guarito da una malattia da cui si pensava non sarebbe riuscito a guarire, e ha portato una parola di speranza per chi non vuole rassegnarsi al proprio destino e aspira a una guarigione fisica e morale.

Quando ormai rimane solo più l’infinito abbraccio anche la speranza sembra evaporare. Ma così non è stato e non voglio perdere la memoria del mio dolore perché essa mi ha fatto crescere una persona migliore“.

L’artista Monica Antonelli, prendendo ispirazione da questi versi, ha realizzato una splendida scultura intitolata “ForzAmore”, che per tutta questa settimana rimarrà esposta in fondo al colonnato a destra dell’altare della pieve.

La Cerimonia di creazione dei nuovi Cavalieri si è conclusa nella suggestiva veranda del Golf Club Bellosguardo, tra le splendide colline di Vinci, con panorama sulle installazioni in scala 1:1 di alcuni dei più famosi progetti del genio di Leonardo, tra cui la macchina volante, l’elicottero e il carro armato.

Vinci, 15 giugno 2019

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Aiuti di Stato alle rinnovabili approvati a Bruxelles.

Pubblichiamo un articolo di Renzo Consoli per Askanews da Bruxelles sulla decisione della Commissione Europea di ammettere i finanziamenti alle rinnovabili da parte di stati membri, esentandoli dall’appricazione delle norme europee anti trust sugli aiuti di stato. ci limitiamo a considrerare che è il minimo sindacale. In una Europa in cui le fonti fossili e il nucleare godono di quasi 400 miliardi di euro di incentivi e finanziamenti pubblici diretti e indiretti, le rinnovabili dovrebbero essere incentivate con una cifra doppia. Invece qui ci si limita a permettere la miseria di 5 miliardi di aiuti di stto a livello nazionale (che peraltro in Italia possono perfino essere ritirati retroattivamente. del resto in Italia siamo abitutati alle norme punitive e retroattive contro le rinnovabili, vedi il Decreto Romani del 2011). Speriamo in una rigoros e ampia applicazione dei principi del Green New Deal per permettere una rapida espaansione delle rinnovabili e il raggiungimento degli obiettivi climatici fissati dal protocollo di Parigi.

La Commissione europea ha approvato oggi la sovvenzione da 5,4 miliardi di euro stanziati dall’Italia a sostegno della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, considerandola ammissibile in base alle norme Ue in materia di aiuti di Stato. Secondo la Commissione,  il regime di sostegno alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili contribuirà alla realizzazione degli obiettivi ambientali dell’Ue senza falsare indebitamente la concorrenza.  

Il nuovo regime di sostegno riguarderà  produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili quali l’eolico terrestre, il solare fotovoltaico, l’idroelettrico e i gas residuati dai processi di depurazione, e durerà fino al 2021.

Gli impianti di energia da rinnovabili che beneficeranno del regime riceveranno un sostegno sotto forma di premio in aggiunta al prezzo di mercato. Il premio non potrà essere maggiore della differenza tra il costo medio di produzione per ogni tecnologia di rinnovabili e il prezzo di mercato.

Il regime italiano prevede anche un meccanismo di recupero: se in futuro il prezzo di mercato dovesse superare il costo medio di produzione per ciascuna tecnologia di rinnovabili, gli impianti selezionati non riceverebbero più il premio e dovrebbero invece restituire alle autorità italiane le entrate supplementari. Il sostegno dello Stato si limita così allo stretto necessario.

Per i grandi progetti di oltre 1 megawatt il premio sarà fissato mediante una procedura di gara competitiva aperta a tutti i tipi di impianti, indipendentemente dalla tecnologia di rinnovabili utilizzata. I progetti più piccoli sono scelti in base a una combinazione di criteri ambientali ed economici.

La Commissione ha valutato il regime in base alle norme dell’UE sugli aiuti di Stato, in particolare la disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia 2014-2020.

La Commissione ha accertato che l’aiuto ha un effetto di incentivazione, in quanto il prezzo di mercato non copre interamente i costi di produzione dell’energia elettrica da fonti rinnovabili; è inoltre proporzionato e limitato allo stretto necessario, dato che copre solo la differenza negativa tra il prezzo di mercato dell’energia elettrica e i costi di produzione. Il regime garantisce che questo avvenga anche se i prezzi di mercato aumentano in modo inaspettato.

La Commissione ha pertanto concluso che la misura italiana è compatibile con le norme dell’UE in materia di aiuti di Stato, in quanto promuove la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in linea con gli obiettivi ambientali dell’UE e senza falsare indebitamente la concorrenza.

La disciplina della Commissione in materia di aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia 2014-2020 consente agli Stati membri di sostenere la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, a determinate condizioni. Queste norme sono intese ad aiutare gli Stati membri a realizzare gli ambiziosi obiettivi dell’UE sul fronte dell’energia e del clima, contenendo al massimo i costi per i contribuenti ed evitando distorsioni indebite della concorrenza nel mercato unico. La direttiva Rinnovabili ha fissato per queste energie l’obiettivo vincolante del 32 %, che l’UE nel suo insieme deve raggiungere entro il 2030.

Con particolare riguardo alle centrali idroelettriche, l’Italia assicurerà che possano beneficiare del premio soltanto se sono rigorosamente conformi alla normativa UE, soprattutto alla direttiva quadro dell’UE sulle acque 

Savona: la T.R.I. in difesa del Mediterraneo

Nasce a Savona, con il contributo del CETRI-TIRES, l’Accademia Kronos, simbolicamente insediata in una fortezza sul mare prospiecente il santuario dei cetacei. Vediamo in dettaglio questa nuova iniziativa di punta per la promozione della Terza Rivoluzione Industriale nel bacino del mediterraneo. Questa iniziativa segna l’attivazione del dipartimento CETRI sullo sviluppo economico del bacino del Mediterraneo proprio a Savona, teatro di collaborazioni con importanti associazioni ed istituzioni.

Dalla fine del 2018, quando nel corso di una conferenza si insediava a
Savona il Centro Studi Internazionale per la tutela del Bacino del
Mediterraneo ricevendo per mano del Sindaco di Savona Ilaria Caprioglio le
chiavi della nuova sede nella imponente Fortezza, sono passati pochi mesi
e sabato 8 giugno, in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani,
presso la Sala Rossa del Comune di Savona si è tenuta la conferenza di
inaugurazione e di presentazione dell’attività di Accademia Kronos, del
Dipartimento CETRI sullo sviluppo sostenibile nella Terza Rivoluzione
Industriale del prof. Jeremy Rifkin, del coordinamento regionale Ambiente
e/é Vita e delle numerose iniziative, già in calendario dal prossimo
ottobre. I campi di interesse sono il mare, l’ambiente, il Mediterraneo e
le sue coste il tutto al centro di un ecosistema da proteggere.

Ilaria Caprioglio, Sindaco di Savona

La Sede operativa e di rappresentanza è all’interno della Fortezza del
Priamàr a Savona, e da qui può certamente definirsi una sentinella che
vigila sul mare che ha di fronte e guardando al Parco marino
internazionale “Pelagos” Santuario dei Cetacei. Il Centro studi, è nato da
un’idea del suo Direttore Max Calzia, che è anche Coordinatore Regionale
Ligure di AK, progetto che fin da subito ha trovato consenso e
approvazione da parte del Presidente Franco Floris e dal Presidente
storico Ennio La Malfa.

Tra le proposte concrete che il nuovo Centro si propone, la creazione di
tavoli di lavoro a cui si chiede la partecipazione di tutte le parti
sociali indispensabili a portare a termine progetti anche in campo
energetico e industriale, che riguardino soprattutto realtà più vicine
all’area savonese e ligure coinvolgendo tutto ìl territorio interno,
costiero e marino dei Paesi affacciati sul Mediterraneo.

L’importanza di tale progetto non poteva che raccogliere sostegno,
adesioni e collaborazioni istituzionali , del mondo accademico e il
patrocinio del Senato della Repubblica, del Ministero delle Politiche
Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo, della Regione Liguria e del
suo Consiglio Regionale, della Provincia di Savona e naturalmente del
Comune di Savona città che ospita il Centro.

Da segnalare tra i partner la partecipazione di Maurizio Wurtz, studioso,
ricercatore e tra i fondatori di Pelagos, di Ambiente e/è Vita per la
prima volta in Provincia di Savona che nella giornata di ieri ha nominato
referente e responsabile provinciale Maria Maione, e di Marco Patrone del
Comitato Scientifico Cetri-Tires. La cerimonia è stata presentata e
moderata da Max Calzia, essendo lui stesso anche esperto di comunicazione
socio-istituzionale, ex documentarista RAI.

Tra gli ospiti istituzionali che hanno anche portato i saluti ed erano
presenti alla cerimonia il Presidente di Accademia Kronos Franco Floris,
il Sindaco di Savona Ilaria Caprioglio, il vice Presidente della Provincia
Francesco Bonasera, i Senatori Paolo Ripamonti e Francesco Bruzzone, la
Regione Liguria con l’assessore Stefano Mai, Il presidente del consiglio
regionale Alessandro Piana, il Sindaco di Varazze Alessandro Bozzano, il
vice Sindaco di Bormida Fulvio Florean, gli assessori del comune di Savona
Maria Zunato, Maurizio Scaramuzza e Roberto Levrero, il neo assessore a
turismo del comune di Varazze Bettina Bolla in rappresentanza anche del
settore dei balneari e presidente nazionale dell’associazione Donnedamare,
il presidente del consiglio comunale Renato Giusto, Tiziana Voarino di
Anello Verde con il Festival Internazionale dell’Ambiente e della
Sostenibilità Green. Consegnata anche la bandiera della campagna di
sensibilizzazione ” Io faccio la mia parte “al comune di Varazze.

E’ stato anche proposto un video messaggio, inviato di recente al Governo
Italiano da Jeremy Rifkin
https://www.facebook.com/CetriTires/videos/341943289825063/ sociologo,
attivista e saggista statunitense che ha spiega in modo sintetico e
semplice come tutti noi, lavorando insieme , possiamo far diventare Savona
un modello di sostenibilità internazionale, con il suo centro studi
europeo Cetri-Tires grazie al presidente Angelo Consoli, al coordinatore
nazionale Antonio Rancati ed al componente ligure del comitato scientifico
Marco Patrone.

Fonte Savona Good News (giugno 2019)

Le Amazzoni e gli Indios del centro di eccellenza di Oncologia Pubblica con il paziente sempre al Centro dell’Ospedale Villa Sofia-Cervello di Palermo

In tantissimi anni di esperienze mai mi sarebbe venuto in mente di approfondire la conoscenza di un centro che si occupa di salvare vite umane ogni istante e di oncologia complessa. Sono sincero e dopo 2 anni di assistenza a mia madre che ho perso per un tumore al Colon , volevo prendere aria da un mondo ospedaliero oncologico e articolato con le sue terapie spesso invasive, complesse . Come segretario Generale del Cetri-Tires ho fatto tantissime cose per preservare i beni comuni primari e mi sono sempre battuto con il fine che  le future generazioni possano avere quello che ho avuto io e di più, il futuro è di chi lo vede dice un proverbio Indios ed io lo ho visto ( il mio e quello di tanti malati di leucemia complessa ) dopo una diagnosi che mi riguarda di persona al  Centro Regionale di Riferimento per la prevenzione diagnosi e la cura delle leucemie, dei linfomi, dove si effettuano trapianti di midollo osseo e dove si svolgono le attività connesse alla tipizzazione tissutale di Palermo. Un centro sanitario di eccellenza in Italia e in Europa dove ho conosciuto medici , infermieri, study coordinators , veri Indios e Amazzoni eccellenti che sono al servizio del malato con grande professionalita’, umanita’ e disponibilita’. Uomini e donne medico e infermiere  biosferici  come li chiamo io , personaggi meravigliosi di cui dobbiamo parlare e a cui dobbiamo molto per l’amore e la passione che ci dimostrano ogni giorno mentre svolgono il loro prezioso lavoro.

L’oncologia costituisce una delle priorità del sistema salute in ambito nazionale che affronta l’incidenza in crescita dei tumori in Italia, aumento confermato dai recenti studi epidemiologici Europei e Italiani. L’Unità operativa di Onco-ematologia ed il Centro Trapianti di Midollo Osseo dell’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello di Palermo sono  da molti anni orientati a sviluppare un’adeguata programmazione volta a migliorare tutti gli aspetti della lotta contro le malattie Mielo e Linfo-proliferative sia per quanto riguarda la  qualità dell’assistenza sia per quanto riguarda la ricerca scientifica . Il reparto è Centro Regionale di Riferimento per la prevenzione la diagnosi e la cura delle leucemie e dei linfomi, per il trapianto di midollo osseo e per le attività connesse alla tipizzazione tissutale. Fanno parte dell’equipe la Dott.ssa Caterina Patti, che è stata la prima dottoressa che ha istruito un progetto di terapie per lo scrivente, che ringrazio personalmente insieme a tutti gli attivisti e sostenitori del Cetri-Tires  per la professionalità e umanità dimostrata. Ringraziamo il Dott. Francesco Fabbiano Direttore della Divisione e la Dott.ssa Rosanna Scimé Responsabile del CentroTrapianti , ed inoltre la Dott.ssa Stefania Tringali, il Dott. Alessandro Indovina , la Dott.ssa Silvana Magrin , che ho avuto il piacere di conoscere in oltre 30 giorni di ricovero protetto presso il centro trapianti e di cui non dimenticherò mai la professionalità e l’umanità dimostrata, ringrazio la Dott.ssa Clotilde Cangialosi, la Dott.ssa Alessandra Malato , il Dott. Antonino Mule’, la Dott.ssa Rosaria Felice,  la Dott.ssa Monica Leone, il Dott. Francesco Di Bassiano , la Dott.ssa Alessandra Santoro Responsabile del Laboratorio di Onco-ematologia e tutti i biologi   che collaborano con la divisione, un team di professionisti che lavora in siinergia per garantire la qualità della vita ogni giorno per tantissimi malati.  Un ringraziamento particolare va ai dottori Alessandro Costa e Claudio Ortolano “Study coordinator “che lavorano assistendo medici e pazienti, retribuiti dalla Associazione AIL da circa 20 anni e che si dedicano prevalentemente agli studi clinici dei Linfomi e leucemie linfatiche croniche a cui si sono successivamente aggiunti Francesco Acquaviva e recentemente anche Monica Rizzo, Ugo Biondo, che si occupano di mieloma multiplo leucemie acute e malattie mieloproliferative croniche.

Vogliamo inoltre ringraziare uno per uno tutta l’equipe infermieristica ed il personale parasanitario del Ematologia e del Centro Trapianti di midollo: tutti indistintamente ottimi e qualificati operatori. I coordinatori infermieristici Simone Genovese e Rosalba Pitrone e gli infermieri professionali Impellizzeri Francesco,Lupo Rosanna,Pipitone Raffaele,Pisciotta Maria,Rallo Filippo Salvatore,Salvia Anna Maria,Bruno Cinzia,Cocchiara Rosalia,D’anna Ignazio,Di Pace Domenico,Fulco Antonino,Librera Emilio,Sciarrino Virginia,Spadaro Elide,Vultaggio Tiziana,Cipolla Angela,Ventimiglia Rosario,Corona Davide,Salerno Angela,Davì Rosalia,Salvatore Carollo,Eugenio Guerriero,Roberto Scaglione,Vincenzo Saullo,Gudenzio Roccamatisi,Filippo Costa,Giusi Terrana,Vincenzo Vesco,Maurizio Fragale,Mario Mandalà,Stefano La Grassa,Baldo Benenati,Antonella  Faulisi,Claudia Ciep,Elisabetta Fratelli,Francesco Giambalvo,Benenati Baldassare,Carollo Salvatore,Costa Filippo,Faulisi Antonella,Fragale Maurizio,Fratelli Elisabetta, Giambanco Francesco,Guerriero Eugenio,Mandalà Mario,Roccamitisi Gaudenzio,Saullo Vincenzo,Scaglione Roberto,Terrana Giuseppa,Vesco Giovanni,La Grassa Stefano, gli ausiliari Giacalone Fabio e Baleste Giovanni, Abbia Domenico, alla data manager Lucia Sbriglio alla Clinical Monitor Marta Castronovo. Infine un Ringraziamento particolare all’infermiere  Lanno Paolo che da 10 anni assiste con grande professionalita’ ed abnegazione i malati con contratto finanziato da AIL con la speranza di ottenere al più presto un ruolo a tempo indeterminato nella struttura, cosi come la dipendente Ail Elena Fuschi sempre disponibile e gentile responsabile della accettazione ambulatorio segretaria ematologia 1.

La Divisione di Ematologia I  ha ottenuto dal Bureau Veritas Italia l’accreditamento con certificazione Iso 9001 per i Clinical Trials. Il centro trapianti di midollo osseo è inoltre già da tempo accreditato dal GITMO e da IBMDR per l’attività di trapianti autologhi, allogenici, da donatore non familiare e ha ottenuto l’accreditamento istituzionale da parte de Centro nazionale Trapianti e l’accreditamento di qualità secondo gli standard internazionali Jacie. Questa eccellenza della Sanità Siciliana ogni giorno assiste decine di pazienti e vanta modelli organizzativi innovativi, tutti finalizzati a favorire e creare meccanismi che permettano azioni coordinate tra un numero elevato di ruoli interdipendenti, ma tutti centrati sul paziente anche con la collaborazione multidisciplinare, multi professionale e la responsabilizzazione e partecipazione delle associazioni di volontariato. 

Il 17 di Maggio ho voluto organizzare una visita che è stata importantissima come coordinatore del costituendo comitato Oncologia pubblica bene comune (  http://www.osservatoriozeta.org/)  con una delegazione di politici impegnati da anni in serie e motivate battaglie per la difesa dei beni comuni, mi riferisco all’euro deputato Ignazio Corrao e ai deputati regionali siciliani Valentina Palmeri e Francesco Cappello, con i quali abbiamo intenzione di aprire un tavolo tecnico con il governo nazionale per  potenziare questi centri di oncologia pubblica che oggi evitano a migliaia di pazienti i viaggi della speranza tra l’altro a costi piu’ elevati per il sistema sanitario regionale quando poi a curarli spesso in altre regioni troviamo medici siciliani che qui non hanno trovato nessuna opportunità non certo per mancanza di malati e malattie oncologiche che sono sempre e solo purtroppo in aumento in tutta Italia.  Vorrei concludere con questa frase che ha cambiato la mia vita e spero sia da stimolo per tutti coloro che vorranno aiutarci in questa nuova avventura nel rispetto dei malati e delle loro famiglie :” la vita è ciò che facciamo ..della vita … I viaggi sono i viaggiatori. Quello che vediamo non è quello che vediamo ma quello che siamo ” cit.Popolo asurini, fiume Xingu.

Leonida Bombace

Segretario generale del Cetri-Tires e Coordinatore Siciliano Comitato Oncologia pubblica Bene Comune

APPELLO AI RAGAZZI DI FRIDAY FOR FUTURE

Il CETRI-TIRES fa suo l’appello ai ragazzi di Friday Four Future in vista dello scioperto del 24 maggio lanciato da movimenti ambientalisti e figure di spicco della battaglia ecologista nazionale fra cui Daniela Padoan del Forum Laudato Si’ e Mario Agostinelli di Energia Felice.

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Siamo scesi insieme a voi nelle piazze del 15 marzo per il “Global strike for Future” perché finalmente una nuova generazione vuole prendere in mano i destini del pianeta. Ci siamo battuti, molti da lunghissimi anni, mossi dalle stesse vostre preoccupazioni, documentando e denunciando la devastazione di uno sviluppo fondato sulla spoliazione e il saccheggio delle risorse naturali. Contro il nuovo odioso colonialismo del landgrabbing, che attraverso i meccanismi della mera acquisizione di mercato priva intere popolazioni dei loro diritti, delle loro terre e delle loro acque senza dar loro nemmeno la possibilità di essere ascoltati o addirittura attraverso vere e proprie deportazioni.

Il consumo di risorse naturali ha assunto un ritmo sempre più vertiginoso. Il rapporto UNEP 2011 prevede entro il 2050 una triplicazione del consumo di minerali, idrocarburi, materiali da estrazione e biomasse rispetto alle attuali 16 tonnellate medie pro capite, con punte di 40 tonnellate rispetto alle 4 tonnellate pro capite dell’India; e quello dell’India è un consumo complessivo di poco inferiore a quello mondiale all’inizio del XX secolo. “Il consumo globale di risorse sta esplodendo” e “la prospettiva di molto più alti livelli di consumo di risorse è assai al di là di ciò che è verosimilmente sostenibile”. A questa crescita irrazionale e depauperante il pianeta vanno contrapposte, soprattutto nei Paesi ricchi, politiche di “disaccoppiamento” tra crescita economica e consumo di risorse, ben sapendo che “prosperità e benessere non dipendono dal consumare quantitativi sempre maggiori di risorse” e che “disaccoppiamento non vuol dire uno stop alla crescita, ma fare di più con meno

In America Latina, Asia e Africa sempre più grandi foreste, terre comunitarie, bacini fluviali e interi ecosistemi vengono spogliati e le comunità sfollate. La diversità biologica viene costantemente ridotta, la grande barriera corallina australiana è a rischio nei suoi 3000 km e il respiro degli oceani è soffocato dalla plastica.

E, soprattutto, è in atto quella che è stata chiamata “la più grande minaccia di questo secolo”: il cambiamento climatico, la transizione all’instabilità climatica che si abbatte su uomini e cose con l’intensità degli eventi meteorologici estremi, mentre si estendono le aree desertiche, cresce la siccità, si addensa negli ultimi vent’anni il numero dei massimi di temperatura media della terra. La calotta artica si è spaccata nel 2006 aprendo la caccia senza regole al suo sottosuolo, nel 2017 si è staccato dall’Antartide un “iceberg” più grande della Liguria.

Continuare così non è possibile, incalcolabili le violenze e i danni alla biosfera in cui viviamo, rubato il futuro alle generazioni che verranno.

I governi di tutto il mondo, colpevolmente lenti nell’applicare il Protocollo di Kyoto (2005), oggi in ritardo nell’attuare gli impegni dell’Accordo di Parigi ratificati nel 2016 da 180 Paesi, devono accelerare la loro azione per fare più efficacemente fronte al cambiamento climaticoe mantenere l’impegno preso di contenere l’aumento della temperatura media globale entro 1,5 °C.

Lo sconquasso del clima è causa di migrazioni interne e della fuga disperata delle popolazioni più povere e vulnerabili, colpite da fame, sete e malattie endemiche, marginalizzate nei loro territori, spesso nel nome stesso dello sviluppo e dell’innovazione. I rischi dovuti ai disastri ambientali accrescono tensioni e conflitti e nel 2017 hanno causato, da soli, l’esodo di 60 milioni di rifugiati ambientali, ma saranno quattro volte tanti nel giro di soli vent’anni.

Occorre “costruire ponti” senza ridurre tutto alla sola questione dell’accoglienza e della sicurezza, ponti capaci di ridurre la distanza tra chi ha troppo e chi non ha abbastanza, tra l’opulenza e la povertà, come indicato dagli obiettivi globali dell’Agenda 2030 proposta dalle Nazioni Unite.

Occorre modificare i nostri stili di vita, le nostre culture e il nostro modo di pensare se vogliamo dare futuro al futuro. Decarbonizzare l’economia sostituendo i combustibili fossili con le fonti rinnovabili, trasformare i rifiuti in nuovi prodotti com’è tecnologicamente possibile, fare di più con meno, organizzare la società della sufficienza affinché ogni risorsa sia utilizzata senza sprechi e nel modo più appropriato fino all’autogestione, privilegiare l’acquisto di beni durevoli sostenibili, praticare il commercio equo e solidale e la finanza etica: sono i passaggi fondamentali verso quella “conversione ecologica dell’economia e della società” – una nuova alleanza tra uomo e natura e degli uomini tra loro – che pensatori e movimenti hanno proposto da oltre trent’anni e che ha trovato una sua lettura di alto valore spirituale nella Laudato si’ di Papa Francesco.

Non siamo accanto a voi non per “passarvi il testimone” delle lotte che abbiamo fatto, ma per condurre insieme a voi quest’azione di cambiamento, per condividere l’impegno quotidiano, per smuovere tutti con grandi pacifiche mobilitazioni. Per questo ci ritroveremo insieme il 24 maggio 2019.

Prendiamoci in mano i destini della Terra e obblighiamo i governi a seguirci.

Massimo Scalia CIRPSAurelio Angelini CNESA2030-UnescoDaniela Padoan Forum LAUDATO SI’ Roberta Cafarotti Dir. Scient. EARTHDAY ITALY – Vanessa Pallucchi Vice Pres. LEGAMBIENTE Pippo Onufrio Dir. Gen. GREENPEACE ITALIA – Enzo Naso Dir. CIRPS – Gianni Silvestrini Dir. Scient. KYOTO CLUBErmete Realacci Pres. SYMBOLA – Maria Grazia Midulla Resp. Energia WWF Mario Agostinelli Pres. ENERGIA FELICE – Marialuisa Saviano Pres. IASS – Mario Salomone Segr. Gen. WEEC NETWORKSergio Ferraris Dir. QUALE ENERGIAVittorio Bardi Pres. SÌ ALLE RINNOVABILI, NO AL NUCLEAREPaola Bolaffio Dir. GIORNALISTI NELL’ERBA – Gianni Mattioli CNESA2030-Unesco Serenella Iovino Coord. ENVIRONMENTAL HUMANITIES Michela Mayer CNESA2030-Unesco Marco Fratoddi Dir. SAPERE AMBIENTE – Monica D’Ambrosio GiornalistaPaolo Bartolomei Commiss. Scient. DECOMMISSIONING – Anna Re Univ. IULM, Milano – Ilaria Romano Giornalista – Gianluca Senatore Univ. LA SAPIENZA-Roma – Pasquale StiglianiSCANZIAMO LE SCORIE”, ScanzanoGian Piero Godio PRO NATURA, Vercelli –Filippo Delogu CNESA2030-Unesco –Silvia Zamboni Giornalista Enzo Reda MOV. ECOLOGISTA – Linda Maggiori Blogger Giuditta Iantaffi Coord. Doc. GIORN. NELL’ ERBA – Oreste Magni ECOISTITUTO-VALLE DEL TICINO Lucia Lombardo Studentessa Giurisprudenza, Univ. LA SAPIENZA-RomaAnastasia Granito Studentessa Studi Orientali, Univ. LA SAPIENZA-Roma – Lara Attiani Studentessa Liceo MACHIAVELLI, Roma – Giulia Apicella studentessaLiceo TOUSCHEK, Grottaferrata (RM) – Elena Faustina Beste Studentessa Liceo SCUOLA GERMANICA, Roma – Francesca Contu Studentessa Liceo Classico DETTORI, Cagliari – Marco Del Signore Liceo Scientifico CAVOUR, RomaDavide Volpi Studente Scuola Media P. VIRGILIO MARONE, Pomezia (RM) – Laura Sciarretta, Studentessa Scuola Media ALBERTO SORDI, Roma – Elia Pistono, Studente Scuola Elementare BERTINETTI, Vercelli Mia Pistono Studentessa Scuola Elementare BERTINETTI, Vercelli

L’Europa riparta dalla terra – Cambiare l’Europa partendo dell’Agro-Ecologia delle periferie cittadine che chiedono un riscatto ambientale e dell’individuo #Danisinni #Palermo #Europa #natividigitali1x1


Modernizzare e semplificare la politica agricola comune (PAC) dopo il 2020 portando esempi come quello di Danisinni Palermo.

La PAC è il più importante strumento di politica comune europeo, con circa il 39% del bilancio UE per il post 2020.

La Commissione UE ha pubblicato il 29 novembre 2017, la comunicazione “Il futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura” che delinea come garantire alla più vecchia politica comune dell’UE le sfide future.

Sulla base della proposta della Commissione per il quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027, la Commissione presenta una serie di regolamenti che definiscono il quadro legislativo della PAC per il periodo 2021-2027, in particolare le proposte comprendono:

  1. regolamento sui piani strategici della PAC (che propone un nuovo metodo di lavoro relativo ai pagamenti diretti agli agricoltori, al sostegno allo sviluppo rurale e ai programmi di sostegno settoriali),


Siamo in un momento di transizione legislativo, la nuova PAC non è stata votata in plenaria dal Parlamento europeo, ma solo nelle commissioni di riferimento, aspettiamo che il nuovo parlamento che si rinnova il 27 maggio riprenda i lavori.

Danisinni Palermo centro esempio di agroecologia spirituale vocata a San Francesco di Assisi

La commissione ENVI del Parlamento Europeo ha finalizzato in data 14 febbraio 2019 l’opinione sulla proposta di regolamento recante norme sul sostegno ai piani strategici

indicando in che direzione dovrebbe andare la riforma della PAC.

No ad una PAC che paga alla cieca gli ettari, guida l’intensificazione e conduce alla distruzione dell’ambiente.

Un’altra politica agricola è possibile, una politica agricola comune che premia gli agricoltori che contribuiscono al futuro della nostra società e del nostro pianeta migliorando la biodiversità, creando abbondanza ed affrontando i cambiamenti climatici.

La PAC non deve esaudire il desiderio della grande industria agroalimentare, di coloro che sono alla ricerca del profitto a discapito del continuo utilizzo delle limitate risorse naturali causando desertificazione e contaminazione di terreni, acqua, ed in ultimo dell’aria che respiriamo.

La politica agricola comune deve trainare tutti i cittadini, i piccoli agricoltori a rigenerare le risorse economiche e alimentari.

La Comunità Borgo Fattoria rifugio e Spiritual Food Forest di Danisinni esempio unico

La PAC deve contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici attraverso una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra prodotte dal settore della produzione animale, anche mediante l’aumento del carbonio organico nel suolo, favorendo le aziende che prendono impegni volontari.

– un’agricoltura priva di pesticidi

– Filiere Etiche come l’esempio di quella del Bollino etico della Associazione No Cap ( No Caporalato di Yvan Sagnet )

– Promuovere la gestione sostenibile e idonea delle risorse naturali, come l’acqua, il suolo e l’aria, privilegiando i sistemi agricoli rispetto alle pratiche agricole individuali che apportano molteplici benefici come la gestione migliorata dei pascoli permanenti, dell’agricoltura biologica.

– Migliorare la risposta dell’agricoltura dell’UE alle esigenze della società in materia di alimentazione e salute: alimenti sani, nutrienti e sostenibili prodotti mediante metodi di agricoltura biologica, privilegiando alternative non chimiche ai pesticidi, sprechi alimentari, agricoltura biologica e benessere degli animali, garantendo un’attuazione tempestiva e più rigorosa del principio One Health, in particolare le norme dell’UE sull’uso metafilattico e profilattico degli antibiotici nell’allevamento di animali.

Da qui parte la battaglia affinché queste proposte diventino realtà per cambiare definitivamente l’Agricoltura in Europa dando linfa all’agro-ecologia, ai giovani e vecchi agricoltori che sognano la serenità alimentare, fisica e mentale.

La Associazione No Cap ( no caporalato) e la sua Rete internazionale ha aperto delle collaborazione con la Rete Francescana di Agroecologisti (spiritual food forest) con Fratel Mauro Billetta a Danisinni che da alcuni anni lavora per aiutare nel quartiere periferia dimenticato di Palermo centro ragazzi e famiglie e promuovere azioni per diffondere i principi di Agroecologia con risultati sorprendeti nel sociale e anche di vivibilità e cultura della custodia, li sono stati e saranno coinvolti tantissimi giovani ed esperti del Cetri ricordiamo Giuseppe Guerrera (membro comitato scientifico Cetri-Tires e Associaizione Noi Cap) e Leonida Bombace ( co-fondatore del Cetri-Tires a Associazione No cap) e Luciano Manna ( cofondatore Ass. No Cap ) tutti responsabili di numerosi Tavoli Tecnici del Cetri e della Associazione No Cap ed relatori in Europea per questioni di Agroecologia e diritti civili per le stesse da anni, ricordiamo Massimiliano Domizi (membro del comitato scientifico del Cetri ) e Giuseppe Lo Monaco esperto di politiche agricole Europee per la associazione No Cap ed entrambi relatori del progetto #Danisinni Agroecologia urbana a Bruxelles . L’interesse del Circolo di Terza Rivoluzione Industriale per l’Agroecologia nasce dalla conoscenza e lettura dei testi del Laudato Si di Papa Francesco,un testo che ha tantissimi collegamenti e supporta quelle che sono le visioni dell’economista Jeremy Rifkin per una società a costo Marginale zero. Siamo partiti da questa considerazione e abbiamo scoperto un mondo di persone fantastiche che si propongono per realizzare le comunità villaggio che dovrebbe essere l’espressione dello spirito familiare, un’estensione della famiglia piuttosto che una collezione di individui in competizione fra loro. Era il sogno di Gandhi, non quello dell’autosufficienza individuale e neanche dell’autosufficienza familiare ma dell’autosufficienza della comunità villaggio.

L’economia circolare è definita in opposizione a quella lineare, in cui si estraggono le materie prime, si fabbricano i prodotti, li si usano e poi si buttano via (l’approccio “take, make, use and throw away”, come l’ha chiamato il vicepresidente della Commissione Europea Frans Timmermans): chiudere il cerchio significa riusare, riciclare, recuperare tutto quello che è possibile, invece di buttarlo via (o di bruciarlo), e in questo modo aumentare l’efficienza dei processi di produzione e del ciclo di vita dei prodotti, diminuirne i costi e gli sprechi, ridurre notevolmente l’impatto sull’ambiente (e sul clima) che deriva dalla messa in discarica dei rifiuti (o, in misura minore, dal loro incenerimento). Allo stesso tempo, si riduce anche il consumo delle materie prime, che possono essere sostituite nella produzione con le cosiddette “materie prime secondarie”, ovvero ricavate dal riciclo di quelli che non dovrebbero più essere considerati come “rifiuti”. Il nostro Controllo di Circolarità, che è basato sullo specifico prodotto o servizio, valuta una pluralità di criteri per stabilire che un’impresa raggiunga un livello di circolarità in ogni ambito della sua attività. La circolarità del design, per esempio, deve includere tutta la filiera, dalla ricerca dei materiali alla manifattura al packaging. Ogni prodotto deve essere pensato per un uso ottimale e orientato al riuso e se possibile al riciclaggio. Il design deve anche lavorare sul comfort e sulla funzionalità di ogni elemento e la durata complessiva del prodotto. Il packaging, inoltre, deve essere progettato per ridurre al minimo gli sprechi e il prodotto o servizio stesso deve essere disegnato secondo un modello aziendale che sia circolare da tutti i punti di vista, compresa la relazione con l’utente finale. Una buona compagnia circolare deve anche implementare sistemi di raccolta e riciclaggio dei prodotti e materiali. Naturalmente nel controllo intervengono anche valutazioni sull’impatto ambientale complessivo dell’azienda, dalle emissioni di CO2 all’equità sociale ed eticità dei modelli di business.

“I contadini saranno i principali protagonisti della terza rivoluzione industriale, che partirà dai villaggi, dalle aziende agricole, dalle campagne. La prima rivoluzione industriale con la macchina a vapore e la seconda con l’elettricità, hanno utilizzato energie provenienti da materie fossili. La Terza Rivoluzione Industriale sarà quella dell’energia pulita e sostenibile e partirà dalle campagne, perché l’agricoltura costituisce l’unica attività umana basata sulla fotosintesi. Da secoli gli agricoltori lavorano grazie al sole e quindi vi sollecito a darvi da fare per costruire e utilizzare energia pulita, rinnovabile.”  Citazione di Carlo Petrini

Il CETRI-TIRES ha raccolto l’appello di Carlo Petrini del libro “Terra Madre” e ha creato un Tavolo Tecnico di esperti coordinato dal direttore tecnico Peter Marchl e Angelo Parisi per lo sviluppo di un rivoluzionario progetto che coinvolge i vari rami del settore agricolo, con l’obiettivo di eliminare le emissioni di gas serra dai processi produttivi del settore primario.

Il Tavolo Tecnico per la decarbonizzazione dell’agricoltura mira anche a rimettere le energie rinnovabili al loro giusto posto: al servizio dell’agricoltura. E in ultima analisi al servizio dell’uomo, che dall’agricoltura trae sostentamento ed energia.

Per questo ci si è dati un metodo di lavoro preciso che parte dall’identificazione dei bisogni energetici dell’agricoltura come settore portante dell’economia, e poi mira a creare applicazioni standard basate su tecnologie energetiche rinnovabili.

Sono così stati identificati sei gruppi di lavoro:

  • Irrigazione e pompaggio fotovoltaico
  • Energia rinnovabile per coltivazioni protette
  • Refrigerazione solare per il settore ortofrutticolo e ittico
  • Rinnovabili per il calore di processo dell’industria conserviera
  • Bio digestori anaerobici per gli scarti agricoli
  • Applicazioni agricole per la mobilità a zero emissioni  

Fare energia per il territorio e l’agricoltura, e non viceversa, ecco il semplice segreto della Terza Rivoluzione Industriale a supporto della Agroecologia e delle Food Forest e delle Food Spiritual Forest

Vittoria!!! L’Europa ci salva dagli inceneritori!

IL CETRI TIRES si congratula con il Movimento Legge Rifiuti Zero e con Massimo Piras per la splendida vittoria contro l’oscurantismo fossile del governo Renzi confermato dall’attuale governo, per la sentenza caparbiamente ottenuta contro l’art. 35 dello Sblocca Italia che metteva gli inceneritori in posizione strategica come modo di chiusura del ciclo dei consumi, in totale contrasto con la legislazione europea esistente e anche quella in corso di approvazione. Si tratta di una vittoria personale del bravissimo Massimo Piras a cui anche noi abbiamo contribuito cosa che rivendichiamo con orgoglio.

Adesso speriamo che questa vicenda sia di insegnamento a chi governa che potrebbe tagliare la testa al toro abrogando direttamente l’art. 35 senza aspettare l’onta di essere invitato a farlo in via giudiziaria.

Oggi da Lussemburgo riportiamo con grande soddisfazione la condanna definitiva del governo italiano sugli inceneritori previsti nell’articolo 35 dello Sblocca Italia, dopo la prima vittoria il 24 aprile 2018 con l’accoglimento da parte del TAR Lazio del nostro ricorso per annullamento del Decreto attuativo presidenza del consiglio ministri del 10 agosto 2016 del governo Renzi.

COMUNICATO STAMPA DEL Movimento Legge Rifiuti Zero sulla sentenza del Lussemburgo.

logo della campagna

Nel nostro ricorso avevamo chiesto infatti al TAR Lazio il rinvio alla Corte di giustizia europea per motivato contrasto tra le norme contenute rispetto all’articolo 35 – Piano nazionale di inceneritori – nel decreto legge Sblocca Italia e nel successivo Decreto attuativo e la Direttiva europea 98/2008/CE su due punti fondamentali:
1) stabilire che i quaranta inceneritori esistenti e nuovi da realizzare siano “infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale ai fini della tutela della salute e dell’ambiente” ponendo al primo posto una tecnologia obsoleta e nociva da rifiuti indifferenziati che alimenta anche le discariche, senza aver programmato nulla rispetto sugli impianti per il riciclaggio ed il recupero di materia;
2) stabilire che l’aumento delle emissioni di polveri e diossine dovute al “potenziamento al massimo carico termico” dei quaranta inceneritori esistenti al centro nord (quantificato in circa un ulteriore milioni di tonnellate annue incenerite) e la costruzione di otto nuovi inceneritori al centro sud con annessa ubicazione e capacità in ogni regione (quantificati in circa altri tre milioni di tonnellate annue incenerite) non sia un piano / programma nazionale da sottoporre a Valutazione Ambientale Strategica.

Finalmente siamo riusciti a rimuovere il principale ostacolo al dispiegarsi sia in Italia che in Europa di una vera “economia circolare” basata sul “riuso-riciclo-recupero di materia”, dato che l’incenerimento distrugge materia per recuperare una bassa quantità di energia pagata salatissima dagli incentivi pubblici del GSE al contrario di quanto affermano sia necessario fare già da oggi le quattro nuove Direttive europee sull’economia circolare, in particolare la 851/2018/CE, di cui chiediamo che il governo italiano acceleri urgentemente il suo recepimento.

Lussemburgo 8 maggio 2019

Movimento Legge Rifiuti Zero Comitato Donne 29 agosto Acerra
per l’economia circolare

il coordinatore nazionale il presidente

Massimo Piras Virginia Petrellese

Usciti vittoriosi dall’Udienza Virginia e massimo si sono espressi così:

https://www.facebook.com/LeggeRifiutiZero/videos/655772234882923/

ssimo Piras alla Corte Europea di Giustizia del Lussemburgo

Il mostro di Bolkestein è ancora vivo (e vuol prendere il controllo dei servizi pubblici europei).




Tumulto contro il tentativo della Commissione di riesumare il cadavere di Bolkstein e impadronirsi dei servizi pubblici. Questo articolo di Corporate Europe spiega tutto.

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Le istituzioni dell’UE stanno attualmente negoziando nuove regole del mercato unico che potrebbero avere un impatto grave e decisamente negativo sul processo decisionale dei Parlamenti, delle Assemblee regionali e dei Consigli comunali di tutta Europa . La Commissione propone di attuare la direttiva sui servizi, ovvero la direttiva Bolkestein, in un modo nuovo ed estremamente invasivo. In pratica, Bruxelles vuole il diritto di approvare o meno nuove leggi e altre misure contemplate dalla direttiva, che copre una vasta gamma di provvedimenti: leggi urbanistiche (pianificazione urbana), politiche abitative, approvvigionamento energetico, approvvigionamento idrico, gestione dei rifiuti e molto altro. .

L’opposizione alla proposta della Commissione sta crescendo rapidamente, in particolare da parte dei Consigli comunali, la cui sovranità potrebbe essere fortemente limitata in molti settori se la proposta verrà approvata. Poiché non sono stati adeguatamente informati sulle implicazioni, molti di loro stanno scoprendo in una fase avanzata che anche i Comuni dovranno chiedere il permesso alla Commissione prima di adottare una misura relativa ai servizi.

Ad Amsterdam, il Consiglio comunale ha adottato all’unanimità una risoluzione in cui si afferma che la proposta “incide sull’autonomia delle Autorità locali e costituisce quindi una minaccia per la democrazia a livello locale” . Questo messaggio forte a supporto della democrazia e autonomia degli Enti locali sta iniziando a circolare nelle città di tutta Europa. Una dichiarazione pubblica contro la proposta è stata sottoscritta da oltre 90 organizzazioni europee, tra cui ONG, movimenti sociali e partiti politici, con nuovi firmatari che si aggiungono giorno dopo giorno. Perché tutta questa mobilitazione? Corporate Europe Observatory ha elaborato un elenco di domande che ci vengono poste di frequente, per cercare di spiegare le principali preoccupazioni e problemi della proposta della Commissione.

1.    Come la Commissione UE vuole fermare o modificare le decisioni prese negli Stati membri?

La proposta riguarda la “notifica”, cioè la necessità di “informare” la Commissione europea, una procedura che potrebbe sembrare abbastanza innocua. Ma non è così semplice. Attualmente, quando viene adottata in uno Stato europeo una nuova iniziativa legislativa che rientra nel perimento di competenza della Direttiva europea sui servizi, la Commissione deve essere informata. Lo Stato membro può informare la Commissione dopo l’adozione e l’entrata in vigore della misura. La Commissione verificherà quindi se le previsioni della Direttiva sono state applicate. Se ritiene che non sia successo, avvia un confronto con lo Stato membro in questione per trovare una soluzione.

Questa procedura è in vigore dal 2006 quando la Sirettiva sui servizi è stata adottata. Tuttavia, una pletora di gruppi di lobby e la stessa Commissione hanno lamentato che questo approccio è inefficace e lento.

Raccogliendo una proposta presentata da BusinessEurope – la Confindustria europea – e sponsorizzata da pressioni di un certo peso da parte di vari altri gruppi industriali, la Commissione ha proposto una procedura nuova e molto più invasiva. Secondo la nuova proposta le Autorità, siano esse Comuni o Ministeri, sarebbero tenute a informare la Commissione in merito alle misure imminenti riguardanti i servizi pubblici tre mesi prima del voto che potrebbe approvarle . Ciò darebbe alla Commissione la possibilità di esaminare il testo in anticipo e, nel caso in cui trovasse qualcosa che ritenesse in contraddizione con la Direttiva sui servizi, di emettere una “segnalazione”. Nella “segnalazione” la Commissione indicherebbe ciò che deve essere cambiato per ottenere la sua approvazione.

FRITZ BOLKSTEIN

Se i suggerimenti della Commissione, che possono andare dal rifiuto totale a modifiche minori, non vengono presi in considerazione e il Consiglio comunale o il Parlamento in questione procedono all’adozione della misura, la Commissione prenderà una decisione che impone allo “Stato membro interessato … di abrogarla”(articolo 7).

Questo in sostanza, e in modo allarmante, autorizza la Commissione a prevalere sulle assemblee elettive in un vasto numero di settori democratici e amministrativi, che sono cruciali non solo per l’economia, ma per la maggior parte delle attività della società. Inoltre, cambierebbe radicalmente il processo decisionale, soprattutto a livello di Comuni e Autorità regionali, minando il principio e la pratica della democrazia locale in tutta l’UE.

2.    Che significa in pratica? È davvero così grave?

Prima di continuare a esaminare la base giuridica della proposta della Commissione, facciamo un paio di esempi concreti per capire la posta in gioco.

– Quando il consiglio comunale di Amsterdam si è pronunciato contro la proposta della Commissione, il consigliere comunale Tiers Bakker, che ha redatto la risoluzione, ha fatto riferimento ai tentativi di regolare AirBnB nella città. Per molto tempo AirBnB ha goduto di regole molto flessibili ad Amsterdam, ma col passare del tempo il servizio è diventato così ampiamente utilizzato che ha creato problemi per quanto riguarda l’accesso a alloggi a prezzi accessibili per i residenti, e ha trasformato il contesto sociale in zone chiave della città. Il Consiglio comunale è intervenuto, rispondendo alle richieste del proprio elettorato (i residenti della città) per limitare l’invadenza di questi affitti a breve termine, ma ha scoperto che limitare l’utilizzo di AirBnB poteva tradursi in una violazione della direttiva sui servizi. Se la nuova proposta della Commissione UE andasse in porto, la città di Amsterdam dovrebbe chiedere alla Commissione UE il permesso preventivo per introdurre regolamenti di questo tipo.

– Le leggi di pianificazione e / o urbanistiche sono ricomprese nella Direttiva sui servizi, secondo una recente sentenza della Corte di giustizia europea . In base alla pianificazione urbana, una città può decidere dove collocare zone commerciali ricche di negozi e dove no, regolando perfino le dimensioni degli esercizi. Alcune città potrebbero preferire di non autorizzare mega supermercati per salvaguardare l’esistenza dei piccoli negozi al dettaglio. Quest’aspetto della pianificazione, però, rientra nel raggio d’azione della Direttiva europea sui servizi. Anche in questo caso, ogni eventuale decisione dovrebbe essere notificata anticipatamente alla Commissione, dando all’organo dell’Unione l’ultima parola, forse non su ogni singola decisione di pianificazione, ma consentendole di bloccare o rifiutare piani complessivi e a lungo termine per lo sviluppo della città.

– La Direttiva influisce, inoltre, anche sui diritti dei lavoratori. Quando la Direttiva sui servizi fu proposta per la prima volta, si sollevò un grande polverone per il fatto che essa avrebbe consentito alle società di servizi di operare in tutta l’UE seguendo solo le norme e i regolamenti del proprio Paese di origine. I sindacati sostenevano che ciò avrebbe comportato un inevitabile dumping sociale, in quanto le società con sede in un Paese con bassi redditi medi sarebbero state in grado di inviare lavoratori nei Paesi con limiti salariali più elevati e pagare loro una frazione delle retribuzioni locali. Dopo massicce proteste in tutta Europa, tutte le norme relative al lavoro sono state eliminate dalla Direttiva. Ma ciò non significa che siano consentite misure tese a monitorare il rispetto dei contratti collettivi o degli accordi locali per l’occupazione da parte delle società di servizi. Recentemente la Commissione ha contestato l’introduzione in Danimarca di norme che consentono alle autorità e ai sindacati di individuare potenziali violazioni dei contratti collettivi e del diritto del lavoro .  

– La Direttiva sui servizi regola anche l’uso delle risorse naturali. Nel 2015 l’Autorità europea di vigilanza dell’Associazione di libero scambio (EFTA), che vigila sull’adesione alle norme del mercato unico nei Paesi SEE (Islanda, Norvegia e Liechtenstein), ha deciso che la legge islandese sull’uso dell’energia geotermica e delle acque sotterranee viola la Direttiva sui servizi rendendo troppo difficile agli operatori privati stranieri l’accesso alla risorsa. La legge nazionale voleva rispondere a una preoccupazione diffusa in Islanda secondo cui le società private tendono ad avere un approccio a breve termine all’uso delle risorse geotermiche, che non tiene conto dell’interesse pubblico a lungo termine. Tuttavia questa normativa ancora oggi è considerata una violazione della Direttiva europea e a rischio di sanzione .

3.    Quali settori sono interessati da questa Procedura, e quindi anche dalla Direttiva sui servizi?

Le decisioni nazionali e locali relative a temi e misure coperti dalla Direttiva sui servizi a partire dal 2006 possono essere respinte dalla Commissione se la nuova proposta dovesse essere approvata. E la Direttiva sui servizi copre una vasta gamma di ambiti democratici e amministrativi. Quando la Direttiva sui servizi era stata inizialmente pianificata nel 2004, si occupava di unicamente dei servizi. La direttiva Bolkestein – che prende il nome dal commissario che l’ha redatta, Frits Bolkestein – era un piano di vasta portata per liberalizzare i servizi e copriva praticamente tutto ciò che si poteva vendere.

Tuttavia, poiché la direttiva è stata accolta da una fortissima opposizione, con oltre 100.000 persone che hanno manifestato per le strade di diversi Stati membri, alcuni settori e aree sono stati rimossi dalla direttiva e in altre aree il suo impatto è stato ridotto, per rispondere alla protesta. Anche nella sua riformulazione, tuttavia, la Direttiva copre una vasta area di questioni e politiche. I settori coperti comprendono: istruzione, contabilità, servizi legali, consulenza, servizi di architettura, approvvigionamento idrico, gestione dei rifiuti, pubblicità, servizi postali, elettricità, fornitura di gas, vendita al dettaglio, mercati rionali e molti altri settori.

BOLKENSTEIN

In effetti, potrebbe essere più facile capirne laportata elencando i settori di servizi non regolati dalla direttiva: servizi non economici di interesse generale (ovvero quei servizi pubblici per i quali i cittadini non pagano neanche un piccolo contributo come carceri, esercito, polizia e poco più), servizi finanziari, servizi sanitari, gioco d’azzardo, comunicazione elettronica, servizi audiovisivi (TV e radio), servizi di sicurezza privata, trasporti, agenzie di lavoro temporaneo, notai e ufficiali giudiziari. Esiste anche, formalmente, un’esenzione per i servizi sociali, ma sono inclusi tutti i regimi complementari di sicurezza sociale.

4.    Che cosa è vietato dalla Direttiva dei servizi?

La Direttiva sui servizi è essenzialmente un elenco di misure, tipi di richieste e quadri normativi che è vietato adottare o imporre da parte degli Stati membri quando si tratta di regolamentare i servizi. La direttiva è composta da tre elenchi. I primi due riguardano tutti i settori non esentati dalla Direttiva, mentre l’ultima e più ampia lista copre tutti i settori, meno alcuni citati esplicitamente nel testo.

Il primo elenco limita l’introduzione di regimi di autorizzazione, vieta i requisiti di residenza per i proprietari e limita le restrizioni sul numero di aziende e la quantità di attività permesse in uno specifico settore di servizi. Vieta inoltre le domande di contributo ai regimi assicurativi o ai sistemi di garanzia finanziaria (con poche eccezioni) e vieta di chiedere alle società di servizi di iscriversi ad un registro sotto specifiche condizioni (come nell’esempio danese di cui sopra).

Il secondo elenco vieta – in linea di principio – di richiedere alle società di servizi requisiti specifici in merito al numero minimo di dipendenti, ai prezzi massimi o minimi, di porre limiti alle attività della società in base alla popolazione in una data area e vieta le regole che richiedono alle società di avere una specifica “forma legale”. A questa seconda lista è anche allegata una procedura speciale: essa prevede, finora, che se uno Stato membro adotta un provvedimento che riguardi i settori sopra elencati, debba notificarlo alla Commissione. La Commissione europea con le regole attuali può, quindi, chiedere (non richiedere) allo Stato membro di non adottare, o di abolire la misura, se la trovasse troppo restrittiva e quindi in violazione della Direttiva sui servizi. Ma, e questo è il punto, finora non è stato chiesto agli Stati membri di inviare in visione una misura alla Commissione prima della sua adozione.

Il terzo elenco, contenuto nell’articolo 16 della Direttiva, è il più ampio. Secondo tale articolo, le società di servizi devono essere libere di fornire i loro servizi e non sono consentite restrizioni a meno che non discriminino in base alla nazionalità, e siano proporzionali e “necessarie”. Ciò che rende questo articolo particolarmente rigido e restrittivo è che la “necessità” può essere “giustificata solo per ragioni di ordine pubblico, sicurezza pubblica, salute pubblica o protezione dell’ambiente”. Questa dicitura legale esclude tutte le molte altre preoccupazioni legittime che potrebbero motivare l’introduzione di regole e limiti, come, ad esempio, preoccupazioni sull’accesso ad alloggi e altri servizi essenziali a prezzi accessibili, una vita dignitosa, la protezione degli ambienti urbani e molte altre ragionevoli eccezioni.

Quest’ultimo elenco è stato il più politicamente controverso quando la Direttiva sui servizi è stata adottata nel 2006. Per tale ragione, alcuni servizi pubblici sono stati espressamente esentati da questa particolare sezione: elettricità, gas, servizi postali, approvvigionamento idrico e gestione dei rifiuti. Tutto quanto finora illustrato delinea l’ampia serie di settori disciplinati dalla Direttiva sui servizi, ma non è ancora del tutto chiaro quali siano state e siano tuttora le conseguenze che la Direttiva abbia avuto o avrà in un determinato settore. In Italia, in realtà, la direttiva è riemersa qualche mese fa quando il commercio al dettaglio, in particolare quello dei mercati rionali, ha dovuto fare i conti con la sua capillarità e difficoltà di adattamento alle esigenze dello sviluppo locale . Questo è infatti molto spesso il caso delle direttive UE, in cui l’attuazione deve essere attentamente monitorata per comprenderne appieno l’impatto e le implicazioni amministrative e politiche.

5.    La notifica preventiva verrà richiesta per tutti gli articoli della direttiva, incluso il famigerato articolo 16?

Le decisioni assunte rispetto agli argomenti legati all’articolo 16 vanno obbligatoriamente notificate alla Commissione.

Durante la precedente campagna di protesta contro la direttiva Bolkestein, tutti erano molto preoccupati per l’articolo 16, a causa del cosiddetto “Principio del paese d’origine”. Questo principio comporta essenzialmente che un fornitore di servizi debba rispettare solo le regole del suo Paese di origine, non quelle degli altri Stati membri in cui opera. Dopo una lunga battaglia, l’articolo è stato modificato per affrontare alcune delle preoccupazioni sollevate, ma è ancora molto debole.

Essenzialmente, esso proibisce le restrizioni di ogni genere sui servizi, a meno che non possano essere dimostrate necessarie per raggiungere un numero molto limitato di obiettivi. Quanto questo principio sia invasivo, o lo sarà, è legato all’interpretazione stessa delle regole. E con la sua nuova proposta, la Commissione europea sta chiaramente cercando di attribuire a se stessa il diritto di interpretare il testo una volta per tutte nel tentativo di “fortificare il mercato unico”.

6.    Ma la Commissione non deve limitarsi a rispettare le leggi dell’Unione?

No, non è così semplice. Come dovrebbe essere evidente dalle informazioni già condivise, la Direttiva sui servizi è un atto estremamente complicato. È piena di articoli che richiedono una sorta di valutazione caso per caso prima di arrivare a stabilire se la Direttiva sia stata rispettata. Ad esempio: chi decide se una misura adottata a livello nazionale o locale è “proporzionata” o no? Oppure se viene adottata a causa di “cogenti motivi di interesse generale”?

Queste sono valutazioni in parte soggettive, che richiedono una valutazione completa e una motivazione chiara per ogni decisione presa al riguardo. La proposta di modificare la “Procedura di notifica” conferisce alla Commissione la prerogativa di dare risposte precise a domande come queste e di agire motu proprio: mentre nella vecchia versione della Direttiva sui servizi la Commissione può decidere “quando ritenga opportuno chiedere che una misura non sia adottata o abrogata”, nella nuova proposta la Commissione può richiedere la cancellazione di una misura.

Ciò che la Commissione propone di fare non è esattamente il rispetto e l’applicazione del diritto dell’UE: sta infatti proponendo di sostenere e far rispettare la propria lettura e interpretazione dei trattati. E poiché molte delle più cruciali lotte politiche nell’UE riguardano la modalità di interpretazione delle leggi dell’Unione, questa è una mossa sfacciata e una chiara presa di poteri da parte della Commissione. Inoltre, si può sostenere che se la proposta fosse adottata, alla Commissione sarebbe consentito di oltrepassare il suo mandato in due modi:

– La Direttiva sui servizi è proprio questo:  una direttiva. Si suppone che una direttiva lasci agli Stati membri il margine di manovra per raggiungere determinati obiettivi in qualsiasi essi modo scelgano di farlo, in contrapposizione ai “regolamenti”, che indicano chiaramente come dovrebbero essere raggiunti. Secondo lo stesso sito web della Commissione , le direttive “impongono ai Paesi dell’UE di ottenere uno stesso determinato risultato, ma lasciano loro la libertà di scegliere come farlo”. La nuova procedura di notifica tuttavia mina completamente la libertà degli Stati membri di scegliere in merito.

– In definitiva, non spetta alla Commissione decidere se una direttiva sia stata rispettata o meno, questo è il ruolo della Corte di giustizia europea. La Commissione può certamente farsi un’opinione e può avvertire uno Stato membro che potrebbe violare la Direttiva sui servizi, ma affermare di possedere la massima autorità nell’interpretazione della direttiva, fino al punto di superare le politiche delle assemblee elettive nazionali, significa superare il mandato e il ruolo della Commissione stessa.

7.    Ma, ehi, il Parlamento europeo non reagirà con forza a questo attacco alla democrazia?

Purtroppo, no, almeno fino ad oggi. In realtà, al contrario, la Commissione per il Mercato unico del Parlamento europeo ha già adottato una posizione, che non sembra affatto preoccupata per gli impatti la proposta della Commissione che avrà sul processo decisionale dei Parlamenti, delle Assemblee regionali o dei Consigli comunali. Il principale contributo del Parlamento europeo finora è stato quello di suggerire che, mentre la Commissione analizza le notifiche eventualmente ricevute da parte dei Ministeri e dei Comuni, le imprese dovrebbero essere autorizzate a offrire un proprio contributo alla valutazione.

Ciò consentirebbe alle imprese con un interesse specifico rispetto ad una nuova legge o misura proposta, con una procedura consolidata, di esercitare le proprie pressioni sulla Commissione per fermare iniziative che andrebbero contro i loro interessi commerciali. In altre parole, il Parlamento europeo vuole aprire un altro spazio alle lobby industriali .

8.    I Comuni e i Parlamenti nazionali non possono affermare che si tratta di una presa di potere illegittima e invocare il principio di sussidiarietà?

Sì e no. I parlamenti nazionali hanno la possibilità di opporsi, utilizzando il cosiddetto “cartellino giallo”. Possono così affermare che la Commissione sta invadendo un’area che dovrebbe essere gestita a un livello inferiore di governo, a livello nazionale o cittadino. E infatti, il Bundesrat austriaco , il Senato italiano , la Camera francese  e tedesca  hanno tutti esercitato il proprio potere di ammonizione. Hanno affermato che la proposta viola il “principio di sussidiarietà” dell’Unione europea, secondo cui una questione che è gestita in modo migliore a livello nazionale o locale non dovrebbe essere disciplinata da norme di livello europeo.

Le risoluzioni di questi organi lanciano un messaggio chiaro alla Commissione. La dichiarazione austriaca afferma che la proposta “si intromette profondamente sulla sovranità legislativa degli Stati membri”, mentre il Bundestag tedesco è andato anche un passo più avanti e ha affermato che la proposta viola effettivamente il trattato costitutivo dell’Unione. Tuttavia, in base alle normative in vigore, obiezioni anche forti da parte di Parlamenti e Consigli in Austria, Italia, Francia, Germania e Paesi Bassi non sono sufficienti per sostenere la Proposta o per farla modificare dalla Commissione. Ci vorrebbero obiezioni da almeno altri 5 paesi per costringere Bruxelles a rivederla.

9.    Quando sarà presa la decisione finale sulla Proposta?

Potrebbe succedere molto presto. La proposta è stata presentata nel 2016 ed è andata molto avanti nel suo iter. Nel momento in cui scriviamo, le delegazioni degli Stati membri (riunite nel Consiglio europeo) stanno negoziando con il Parlamento europeo per vedere se riescono a individuare un terreno comune di compromesso. Il coordinatore dei negoziati – il Governo austriaco – punta a concludere le trattative prima di consegnare la presidenza del Consiglio al governo rumeno. Dopo di ciò, gli unici due piccoli passi che resterebbero sono un voto al Parlamento europeo e uno al Consiglio.

C’è poco tempo per agire, e la questione è decisamente allarmante, perché la proposta può minare alle fondamenta la democrazia locale e la partecipazione dei cittadini europei, insieme alla capacità delle loro istituzioni di rispondere all’esigenza del proprio elettorato di legiferare nell’interesse pubblico

Per approfondire;
Stop the EU’s Services Notification Procedure
The EU’s obstacle course for municipalism

COP 212: Paris talks at a stand still.

Well it does not seem that the people who have responsibilities for the world are aware of the huge responsibilitiy tothe human species they bear. At the moment it looks like they are just play around and enjoying the “Ville Lumiere. leonor Taylor, political correspondant of The Guardian Australia tells us everything about the first week of the COP 21 in Paris.

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On Day 2 most of the 150 world leaders who had spoken to the summit on Monday had gone home, the motorcades were thinning out and the grinding process of actually negotiating the agreement began.

US president Barack Obama was still around though and at a press conferencehe confirmed the US was happy for one critical part of the deal to be legally binding – the need for each country’s reduction target to be periodically reviewed.

The US can’t agree to the whole deal being legally binding because it would be virtually impossible to get it through the Republican-controlled Congress, but the president’s remarks are important because the targets now on the table would at best hold warming to 2.7C – which would still unleash catastrophic climate impacts on low-lying islands and poor countries. Regular reviews hold open the hope that countries do more over time.

Obama also met leaders of some of the low lying island states, recognising the extreme threat they face from global warming. I wrote about that meeting.

The Australian environment minister Greg Hunt was challenged about why he had approved a coal mega-mine proposed by Indian company Adani in Australia with a production so huge the coal mined would create annual emissions greater than New York City. He came up with a whole new “rationale” – that it wasn’t Australia’s mine and Australia wasn’t a “neo-colonialist” power telling poor countries what to do. Yesterday he downplayed suggestions that the developing countries would be able to amend the purpose of the agreement to keep global warming under 1.5C (a harder goal than the current 2C).

Negotiators are saying the initial talks are “bumpy” with deep disagreement over thousands of points. Their job is to hone down the 50-plus page document before handing the running of the talks to the French presidency on the weekend for the final, critical week.

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Here’s today’s reading list, with a few extra long reads for the weekend

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Weekend reading

Lenore Taylor,

political editor, Guardian Australia

Byron McCormick’s updates on hydrogen cars: more the present than the future!

The Third Industrial Revolution, Like Moore’s Law, Is a Guide to the Future

As an informed reader of The WorldPost, if you viewed Jeremy Rifkin’s articles on the “Third Industrial Revolution,” you may have read seriously and given some thought to the premises and projections for a few moments. You may have just skimmed. You may have thought, “Interesting, but just another projection of the future that’s jamming the Internet and talk television.” Or, “So what, another prophet is reading the tea leaves to predict the future.”

Whatever your initial thoughts, you then got on with your life, worrying about the kids, planning your day, going to work, taking care of all manner of today things. If you run a business, you went on worrying about cash flow, keeping customers happy and employees engaged and on track — and if there was time, planning prudently to invest and build for the future. If you are in government, you were swamped with meetings and generally trying to get things done through the myriad of mazes that is government bureaucracy.

So, the question is, the Third Industrial Revolution … so what!?

The “so what” of it is that this is only the third time in human history when there has been a confluence of radically more capable technologies in energy, propulsion andcommunications, enabling not only new, but revolutionary new forms of human endeavor, new products serving peoples’ needs and desires, new businesses and new social models. When enabling fundamentals such as the five pillars of the Third Industrial Revolution converge, ideas spawn and connect. People experiSOLAR ELECTRIC VEHICLEment. New ideas breed even newer and better ideas. Things reorganize. The world changes.

The last time such a major confluence of enablers happened is called the Industrial Revolution in textbooks. But, in truth, it was one of only two such events in the history of mankind. Each changed human history fundamentally and irreversibly.

The initial result of this last event is that a small island off the coast of Europe transformed itself into the British Empire, a global colossus that turned much of the world into suppliers of raw materials needed to feed the massive industrial engine of the Empire. English became a necessary form of communication, and the framework of today’s global education structure was created to supply capable workers to keep the global enterprise running efficiently. We are all today now living in the evolved form of that revolution.

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Smoke streams from the chimneys of a coal-fired power station in Germany. (AP Photo/Martin Meissner, File)

The “so what” message, then, is that there are massive winners and losers in this process. Nations rose. Nations fell. Economies prospered. Economies went bankrupt. Businesses were created. Businesses failed. Workers thrived. Workers were displaced. Fortunes were made. Fortunes were lost. And the Luddite movement, which protested, sabotaged looms and gears and set fires in factories, was squashed by the inevitability of the creative construct. Stop it in one place and it springs up somewhere else in a new and more capable form. Such is the power of the fundamental, enabling, synergistic ideas, technologies, products, businesses and social constructs that the world was forever changed.

I think we would all agree that it’s been for the better, even though there are undeniable and serious problems and externalities that need our most urgent attention. Yet, I suspect that most of us would rather stay in this time and place than go back to a past time of incredible scarcity and shorter lifespans.

In that historical context, the Third Industrial Revolution concept and understandings are then potentially vitally important.

The synergistic effect of Rifkin’s five pillars and the multiplicative power of their combined capabilities and virtues enables solutions to the most pressing deficiencies of the current world, which is based on the Second Industrial Revolution, like pollution, climate change and global distribution of wealth. The Third Industrial Revolution is a natural and healthy way to address these critical problems without needing to resort to artificial mandates and penalties-based approaches, which, no matter how carefully conceived, always bring manifold and often serious unintended consequences.

It is far better and more efficient to work to enable the Third Industrial Revolution, which is eventually and inevitably going to happen anyway.

As Les Shephard of the University of Texas, San Antonio wrote in a recent email to me, “It seems Rifkin’s message has become a beacon for many in the developed world and a source of hope for those from emerging nations.”

‘Rifkin’s message has become a beacon for many in the developed world and a source of hope for those from emerging nations.’

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Jeremy Rifkin

If this is true, then how should we think about the Third Industrial Revolution? What is it really?

A good analogy for the Third Industrial Revolution is to think of it as an all-encompassing “Moore’s Law” for energy, power, communications and major social constructs. “Moore’s Law” is a well-known projection by Gordon Moore of Intel that described the future frenetic progress of integrated circuits, their size, capability and cost. It is based on a fundamental understanding that the path to those things would be determined by continued reductions in the wavelength of light used in the photolithographic processes and the normal learning processes from experience and volume manufacturing, aided by inevitable human creativity and ingenuity. Smaller feature sizes. Smaller devices. Chips with millions of devices. Faster computers. Faster data rates. Massive memories.

Moore’s Law is at once a vision of the future — millions of devices on a chip, higher speed, more capability — as well as an important guideline on the path to that end. The critical piece of learning from this analogy, however, is that those that understood and consistently acted on the many implications of this seemingly simple statement have prospered. They grasped the opportunity. Like Intel, Microsoft, Apple, Amazon, Google, Uber, Kahn Academy, Alibaba and so many others. Computers are everywhere.

Bandwidth, powerful software, Internet, communications, personal power, the “Internet of Things.” Those that missed or did not think through the broader implications failed. Here are a few examples: RCA, the then dominant global electronics giant, which made modern integrated circuits for the government, chose, for internal reasons, to wait until it was too late to catch the semiconductor pioneers. RCA is now, at best, a second-rate brand name only. Then there’s Kodak, with an enabling tech base, big money at its disposal and formidable patent portfolio, which has basically gone away, dissolved by choosing to make its profits and invest in film for far too long. (“Mama, Moore’s Law done took your Kodachrome away.”) And IBM, the globally dominant computer company, which invented the basic architecture of the modern personal computer, euphemistically known as “Wintel,” chose not to build on the opportunity, instead focusing on defending its mainframe computer business. That choice, in turn, opened the door for Intel and Microsoft to become the dominant enterprises they have become. Other examples abound.

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Android smartwatches on display in San Francisco, California. (David Paul Morris/Bloomberg via Getty Images)

So, is the Third Industrial Revolution really a Moore’s Law?

Those of us who have been involved with helping create some of the technologies, products and businesses embodied in Rifkin’s five pillars think it is. And, by working with and applying its synthesis deeply and in detail, we become convinced it is. The Third Industrial Revolution is based solidly on observations of what is and what is now emerging. For example, solar cells are following their own Moore’s Law trajectory. They are now at parity with and soon will be cheaper than conventional power generation. It’s happening globally today. China installed almost as much solar capacity in 2014 than is currently in place in the total U.S.

For my part, in the automotive industry, antilock brakes led to stability control, and electric power steering and advanced sensors led to “active safety” and automatic parking. Internet connectivity will soon enable driverless cars, which inevitably will be connected with Uber-type business constructs.

When our General Motors team created EV1, we knew from basic physics that an electric drive was a better way to propel vehicles. The protests and movies when EV1 was shut down poignantly proved its popularity. Next generation, on-board electric power and energy-storage systems that we and others had under development at that time are now entering the marketplace. Today, those lithium batteries and hydrogen fuel cells are powering electric cars being introduced by numerous automotive companies. During the run up to the Frankfurt Motor Show, BMW, Mercedes, Audi, Porsche and Jaguar Land Rover announced or showed new electric vehicles and/or vehicle architectures that enable several electric propulsion variations all from the same modular architecture.

China announced a 50 billion yuan ($7.85 billion) development this year for electric and highly electrified cars. Additionally, China’s production of such vehicles is expanding rapidly, threatening to surpass the United States. Meanwhile, Toyotaannounced a new plug-in hybrid Prius with 30 miles of pure electric range, in addition to its revolutionary Mirai fuel cell automobile.

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Red Saturn EV1, parked at a gas station. (John B. Carnett/Bonnier Corp. via Getty Images)

The electrification of the automobile is in full swing, including Formula 1 race cars being hybridized, not only because of mandates, but because the products are better, more responsive, more efficient, quieter and, like Teslas, just plain more fun.

Some EV’s are being fueled by solar today. More will be tomorrow as more solar is installed.

Without a doubt, renewable wind and solar energy will create electricity and electrolyze water to form the electricity-hydrogen complimentary energy carrier set, which will fuel our vehicles and allow us to store our renewable energy. It is happening today. And, with something on the order of 100 KW of power electronics, energy storage and power capability in every car, how long before cars that are parked over 90 percent of the time will be plugged into and become part of a new Web-enabled distributed energy network and energy-price arbitrage network?

So, relative to the Third Industrial Revolution construct, it delineates both an end point and guidelines to the future, based on today’s observed realities. It is the foundation on which the next phase of our collective human future will be built. How quickly and well that future is built matters to our kids and grandkids and those of future generations unborn.

How quickly and well this future is built matters to our kids and grandkids and those of future generations unborn.

 There is little doubt that it will happen. It is happening today. It is built on the ongoing results of ideas turned into products and businesses by the sustained effort of millions of our fellow humans worldwide, combined with the investment of billions of dollars.

But, we must recognize that the next stage of the rollout will not be smooth or easy. It will be messy and confusingly people-centric, with our today-focused pressures and preoccupations, prejudices, fears and the all too human foibles.

Make no mistake. There will be winners. There will be losers. Nations will prosper. Nations will stumble. Companies will arise. Companies will disappear. People who develop the requisite skills through luck or educational opportunity or personal drive will prosper. Those without will struggle.

Looking back on the last industrial revolution or the recent computer/semiconductor/software/Internet revolution, it all appears deterministic in hindsight. Clearly this was all enabled and foretold, and only a fool would have missed it, at least as books and magazines present it.

But, in fact, it was generally chaotic. It was created by those with an idea and passion here, a risk taken there, a decision taken to commit to, protect and grow the disruptor in spite of the ever-present inertia and bureaucratic obstacles, emotional objections and protection of what currently is. The Internet of Things was created by people who internalized the basic understandings of what was happening through Moore’s Law and acted on it. Opportunities were missed by those who didn’t see the storyline, chose to ignore the all-too-clear message, chose the path of obstructionism, or were not, owing to various circumstances, able to participate.

So, with that in mind, we are presenting this conversation on the Third Industrial Revolution for your consideration in the hopes that as a Moore’s Law-like guideline, it will aid you personally, your family, your organization, your nation, your region and, as a result, mankind in general, to understand, align activities, seize opportunities and together, piece by piece, create a far better, more prosperous, sustainable, healthy and more equitable society and future for all of us.

As Sheikh Zaki Yamani, a Saudi oil minister for more than two decades, once said, “The stone age didn’t end for lack of stone.”

And, as Louis Pasteur said, “Chance favors the prepared mind.”

The Third Industrial Revolution is now upon us. What we make of it will be our legacy.

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Courtesy of the Huffington Post

Original link here:

http://www.huffingtonpost.com/j-byron-mccormick/third-industrial-revolution-moores-law_b_8537990.html

Paris Talks on COP 21, day two. A report from John Vidal.

John VidalJohn Vidal Environment reporter for the Guardian, is in Paris and sends his reports on what’s going on from a particular perspective, that of the Newspaper who started the “Keep it in the Ground” campaign to leave oil and fossil fuels where they are.

(http://www.theguardian.com/environment/series/ke
ep-it-in-the-ground?utm_source=esp&utm_medium=Email&utm_campaign=KIITG_PCC_
Day2_011215&utm_term=140822&subid=15418181&CMP=ema-60).
Keep-it-in-the-ground

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I’m out in Paris as part of the team of Guardian correspondents covering the UN climate talks. Yesterday was the big set piece day for speeches by heads of state and government. They were meant to stick to 3 minutes each but of course many spoke for much longer and the speeches carried on well after dark. Barack Obama said the fact the talks were going ahead was an “act of defiance” following the terrorist attacks 2 weeks ago.

 

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Brazil’s president Dilma Rousseff at Paris climate conference in Le Bourget

Ban Ki-moon, the UN secretary general, implored countries to come to a deal: “Please, let’s meet on the middle ground, show some flexibility and sense of compromise for the common good. We can’t go on like this. We can’t waste any further time.”

I spent the first two days talking to the heads of the most important developing country negotiating groups and I must say they have rather more faith than I do that they will get a deal. Now that the leaders have jetted out, there are only three days of negotiations left before the politicians COP212arrive and, boy, there are mountains to climb over cuts, long term goals, finance, equity, and the principle that the rich countries should act first and dig deeper because they are responsible for the historical emissions. My feeling now is that there will be a monster collision and rows in a few days time, but then all parties will come to their senses and realise that everyone has to compromise. It will be painful, but it’s the only chance of success.

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John Vidal
Environment Editor

Here’s today’s reading list:

 

 

THE ROLE OF THE COMMUNITIES TO FIGHT CLIMATE CHANGE AND GLOBAL INJUSTICE. INTERVIEW WITH ANGELO CONSOLI ON THIRD INDUSTRIAL REVOLUTION.

Hyperboling is one of my favourite sports. But when it comes to climate, I don’t like playing with fire, nor water. This is the last call. Theupcoming COP 21 United Nations Climate Conference in Paris is by no means the only opportunity left to our decision makers to give human life still a chance on this planet. But it’s not only about them. Personal, daily decisions about our lifestyle play an equally important role. Please, at least turn off the car engine when reading this article.

World’s decision makers, among other things, are called upon to decide how to counter the rise in earth’s temperature that is radically changing the way water is distributed around the globe. We are already witnessing bizarre weather events everywhere, and this is just the beginning. The failure of Copenhagen talks in 2009 for stronger commitments in this respect, together with the renewed expressions of idiocy of dirty energy companies against renewables are only making it more difficult to find a solution.

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I am talking first to those who are planning to have a family, raise children, make plans for the future and are not yet aware. Each and every one of us should know what is going on. Scientists tell us since a while that human economic activities in their current form areadversely affecting the biosphere. And it happens that the human life takes place here, in the biosphere. Projections are clear: if we do not reduce carbon emissions and take a radical departure towards a post-carbon era, half of Earth’s species will be extinguished by the end of the current century, humans included.

If you still think that I’m over-exaggerating, consider what James Hansen, the former head of the NASA Goddard Institute for Spece Studies, forecasts: a rise in the Earth’s temperature of 4 degrees Celsius between now and the turn of the century, meaning the end of human civilization. Oh, you’ve finally turned off the car engine, thank you.

I see people enjoying climate change

For those who do not care about the future, nor human life in general: cool maynes, but your nihilist stance will be affected by the prospects of a Third Industrial Revolution that will take place soon. Actually, it has already started, with the active involvement of ordinary citizensaround the world. Yes, human life still has a chance on this Earth, based on what American economist and social scientist Jeremy Rifkin calls the emerging political consciousness of the biosphere.

The Third Industrial Revolution is entirely based on new technological developments applied to the sharing economy model. It’s better if this revolutionary change takes place with rather than without you, of course. It’s up to you to decide if you want to joins forces and accelerate the shift or just play the inertial mass’ role in the whole process.

Forget the Green Economy – Change Paradigm

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The gradual emergence of a highly unequal society goes hand in hand with the devastation of the natural environment. These phenomena aremanifestations of the same problem: a faith in the so-called ‘progress’ as we’ve come to know it. Since the Second Industrial Revolution, our life depends on the extensive use of fossil fuels and theover-exploitation of land, water and air.

Recent attempts toward sustainability were mainly blabla that brought no change at all. Indeed, we are observing now thecommodification of natural resources and the ever greater concentration of the economic power in the hands of a few. The Green Economy was just a cosmetic change that paved the way to the extension of the existing (failed) markets for carbon and environnmental services to agriculture and water. We keep on using the tools of the same model that caused this socio-economic disaster.

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Dear Prosumers, Welcome to the Third Industrial Revolution

The Third Industrial Revolution (TIR) is based on the idea of adistributed energy deriving from renewable sources. Unlike fossil fuels and uranium for nuclear power, the sun and the wind are free. This means that after the fixed costs for the renewable infrastructure are paid back, the marginal cost of producing green energy is near zero. In some regions of Europe and America, solar and wind energy is already as cheap, or cheaper, than fossil fuel or nuclear generated energy. The TRI implies that developing countries could leap-frog from the pre-industrial age to the Third Industrial Revolution. China has already embraced this new approach.

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The TIR involves a radical shift from a consumer toward a prosumerperspective: we will be able to produce energy at home and exchange the surplus of green electricity on the national/ global market thanks to the smart grid. In Germany, where green energy is among the most innovative and successful sectors worldwide, a democratised use of solar and wind energy is already taking place. Indeed, the majority of the green electricity powering is being generated by small players in electricity cooperatives. In the TIR perspective, this democratisation will also apply to the Information and the Logistic & Transportsectors.

Angelo Consoli: Together they will constitute the Internet of Things. The Internet of Energy, the Internet of Information and the Internet of Logistics and Transport – with digital manufactoring, 3D printing and satellite driven clean vehicles – are now converging in an Internet of Things platform that, if properly planned, will create millions of Jobs for the next 40/50 years. This is the core of Digital Agenda as we explained it to President Juncker back in September.

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So the EU is at the forefront in developing plans for digitalisation. At the same time, it still provides funding for fossil fuels extraction and distribution activities. Lobbies, right?

A. C.: Yes. The fossil lobbies are still very very very powerful and manipolative in Brussels. But still less than in Washington, may I add.

Various stages are envisaged in TIR towards establishing the Energy Community: where are we at in Italy?

A. C.: Italy is struggling because it has a very fast forward civil and economic society, and a very backwards political leadership. Let’s look at renewable energies: while Germany has virtually no bureacreacy to install them, in Italy there are very heavy bureacratic procedures, taxation, and continuosly changing legal framework, while instead fossil fuels are heavily subsidized and put in fast lane with special urgent legislation. That is the opposite of what Europe recommends in its 2020 Strategy that I have contributed to draft and pass in 2007. Let’s take another example, waste policies: while Europe reccommends the three R policy (Reduction-Reuse-Recycle), and is now even planning a Circular Economy Directive, Italy is puttingincinerators in fast lane. Again, the opposite of the European virtuous cycles.

Instead, in the French Nord Pas de Calais region TIR plans are already at an advanced stage. During a 4-day workshop in June 2013 with some 50 experts of the Jeremy Rifkin TIR scientific team and the local authorities, a work plan has been set up according to Rifkin’s TIR vision (renewable energies, hidrogen storage, positive energy buildings, smart grids, Zero Emission transports). That later became a TIR Master Planpresented in Lille in October 2013.
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A C : the Master Plan foresees full decarbonization of the region by 2050, reducing energy intensity by 2/3 and covering the remaining part with distributed renewable energies. It also foresees a transition from a linear to a circular economy, from mechanical to digital manufacturing and original funding schemes that include crowdfunding and TIR special savings schemes. The secret fo this outstanding success is that the region has created a special unit that coordinates and leads all operations related to the social, economic and political transition to a post carbon TIR future.

The TIR implies a radical structural change in the world’s economy. How fossil fuel companies could adjust – and facilitate – this shifting? Is there a place for them in the new era?

A C : There will be place for all industries, in the TIR future. Telecommunications, utilities, logistics, constructions, services, culture. The only industry I can really not find a place for is the fossile industry.

Angelo Consoli is the European Director at The Office of Jeremy Rifkin and President of the Third Industrial Revolution European Society” CETRI-TIRES.

Federica Morelli

Researcher & translator based in Brussels. An inquiring mind and aspiring reporter with a soft spot for music and visual arts. Italian mothertongue, but I dream in French.
Writing for ROOSTERGNN on governance issues.
This article appears by courtesy of the  Global News Network and the original of it can be found at this web page: http://rgnn.org/2015/11/12/the-third-industrial-revolution-interview-with-angelo-consoli/

JEREMY RIFKIN IN CHINA: “OUT OF THE CRISIS WITH THE THIRD INDUSTRIAL REVOLUTION

TRI China

This chinese statement means: ” Jeremy Rifkin’s  Third Industrial Revolution arrives in China and speeds up the Country’s transition towards a sustainable, empathic, digital and sharing future”.

This is breaking newsfrom the Huffington Post today.

Jeremy Rifkin meeting with the Chinese Vice Premier Wang Yang in Beijing to discuss how China can be a global leader in the transition toward a Third Industrial Revolution sustainable paradigm.

Third Industrial Revolution Cover

 

 

Premier Li Embraces the Third Industrial Revolution in China
President XI and Premier Li Keqiang
The Huffington Post reports today from Beijing that “Chinese Premier Li Keqiang has not only read Jeremy Rifkin’s book, The Third Industrial Revolution, and taken it to heart. He and his colleagues have also made it the core of the country’s thirteenth Five-Year Plan announced in Beijing on October, 29th.”
 
The Huffington Post goes on to say that “this blueprint for China’s future signals the most momentous shift in direction since the death of Mao and the advent of Deng Xiaoping’s reform and opening up in 1978.”
 
There are currently 500,000 copies of Mr. Rifkin’s book, The Third Industrial Revolution, in print and 100,000 copies of his new book, The Zero Marginal Cost Society, in print in China.

 

China’s New Five-Year Plan Embraces the Third Industrial Revolution

Nathan Gardels Headshot

EUROPE OF THE CITIZENS OR EUROPE OF THE LOBBIES?

The recent decision of the European Commission to raise the emission limits for the EURO 6  diesel engines so that the not complying motors can become legal and the Volkswagen (and others) infringment miraculously healed, draws attention on how powerful are the corporate lobbies in Brussels. The Commission was questioned today by journalists in the Berlaymont press room and frankly it got really ugly when, in front of  journalists asking direct questions the Commission spokesmen appeared uncapable of offering any sensible answer and kept  dodging the questions, sputtering, mumbling and stuttering, repeating unconvincing and unbelieveable explainations that destroy the residual credibility of an already largely discredited institution.

At this link the full press conference can be watched.

http://ec.europa.eu/avservices/video/player.cfm?ref=I111322

Renzo Consoli Vs Margaritis Schinas
Renzo Consoli, ASKA NEws reporter in Brussels, questioning the European Commission on Euro 6 fiasco.

This facebook page contains a very meaningful moment  in which the Commission was under accusation for violating their own rule:

https://www.facebook.com/angelo.consoli.77/videos/vb.631397409/10153657262582410/?type=2&theater

 

In order to understand what is going on in Brussels and how corporate special interests and lobbyists are taking over the European troublesome legislative function, it is necessary to read this contribution by anti corporate expert and activist Federica Morelli.

 

Do you ask yourself about the state of democracy in the European Union? Do you like austerity? Does it appears to be unjust and unsustainable to you to pay for private losses with public cuts? What about environmental legislation failing to prevent the Wolkswagen emissions’ scandal? Or the threat of having GMOs massively imported or even produced in Europe? If you are still ignoring the heavy influence of corporate power in EU decision-making process, this article is written for you.

This is a story about the power of lobbies in today’s EU. Have you ever been in Brussels? I live there. I live in the city of beer, chocolate and … lobbies. Private companies operating in virtually any economic sector have their office set up in Brussels. Being operational at a walking distance from EU institutions is a must for big business. Their main goal is to make sure that corporate priorities drive the EU political agenda.

Photograph:Isopix/Rex

The EU quarter is packed with offices of trade associations and ‘public relations’ firms channelling their financial and political resources into the corporate agenda. Corporations use to organize themselves in interest groups: they merge their efforts to lobby more effectively on European institutions and shape EU legislation. Their work goes far beyond mere marketing and advertising activities. The private sector is omnipresent in the shaping of EU legislation at all levels. Most of the time, this results in a weakening of policies conceived as a safeguard for public interest.

This is how it works. The European Commission [the EC] works in close connection with the so called “stakeholders” to shape legislation that heavily affects our lives. What’s the problem with this? Well, this would not be a problem at all if most of these “stakeholders” weren’t representing private sector interests at the detriment of the public interest. Private interests are not intended to protect human health and environment. Quite the opposite. They merely follow economic goals. A good corporate lobbyist usually works to prevent stricter regulations negatively affecting his/her company’s overall profits. And if thousands of people took to the streets to call upon a new, stricter regulation to protect climate – then that regulation should never come to light in a way that endangers business as usual.

Brussels has the highest concentration of lobbyists in the world after Washington D.C. We don’t know precisely about how many soldiers are fighting in the European capital for the corporate army. Estimates vary between 15,000 and 30,000 lobbyists attempting to influence the Brussels institutions. The daily activities of lobbyists include meeting officials and politicians, organising events inside and outside EU buildings, circulating briefings and securing the right media coverage of their issue.

Following huge pressure from pro-transparency groups such as Corporate Europe Observatory and Alter-EU, the EC made some attempts to regulate this sector and shed some light on lobbying activities. However, this is a quite recent phase and there is still little progress on this issue. For the moment, all we have is a voluntaryTransparency Register deeply flawed in that is not legally binding and contains too much missing, inaccurate or misleading information.

Corporate lobbyists sit in the advisory groups as ‘experts’ to influence the earliest stages of decision making. Among the ‘stakeholders’ consulted by the EC, the private sector is largely over-represented.More than two thirds of these advocates represent private sector interests. So it happens that oil and gas majors’ lobbyists or car industry lobbyists sit in the advisory groups as ‘experts’ to help draft new environmental legislation or amend existing one. They have more financial resources, more visibility and a stronger voice compared to public interest groups such as green and human rights organisations.

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With the emerging role of the European Parliament as co-legislator, lobbying activities are targeting MEPs in a more aggressive way compared to what happened a few years ago. MEPs are invited to dinner or cocktail parties, asked to join a cross-party group funded by corporations in order to build personal, trustful relationships. The private sector also invites MEPs to paid travels and visits worldwide to help promote their case further. The more lobbies work on thesepolitical networks with key actors in decision making, the more they can boost their chances for bigger profits. And the cash-for-amendment scandal teaches us about the never-ending downward spiral in dubious lobbying activities.

Are you interested in working in the EU environment? Or you came to think that the European Union is just crap because of its activities clashing with your needs and hopes? Remember: there is a battle going on in Brussels for lobbying transparency. Time is ripe to regulate the overwhelming corporate power in Europe. Do you fancy defending the public interest?

 

Courtesy by Global News Network

THE SOLAR 3D PRINTER. Democratization of manufactoring and energy at the same time. This Saturday ate the Rome Makers Faire.

12048779_10208144134308049_584330074_nOn Saturday 17th of October 2015, Jeremy Rifkin’s dream is coming true in Rome at the European Makers Faire.

Professor Livio de Santoli’s research center Citera and  CETRI-TIRES have developed  a solar 3D printer with the assistance of renewable energy company Enerworks  and of the Roman co-working fab lab ROMA MAKERS.

 

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Roma Makers’ Silvio Tassinari

The project will be introduced by a video message from Jeremy Rifkin and represents the first phase towards a final step which is the perfectly stand alone hydrogen powered solar 3D printer.

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Solarizing the digital manufactoring. Rolando and Edoardo Roberto from Enerworks

That will bring the wonders of the digital manufactoring  to the remote areas of the world from under developed Africa to  the Peruvian Amazon, allowing them to leap frog from under-development to the inclusive, empatic, sharing, sustainable Third Industrial Revolution.

Digital manufactoring (or as Jeremy Rifkin calls it “infofacturing”) is all the more important in the under developped world because it is a factor of fast development at very low marginal cost and delivers consumers goods and items that are not available in those areas because they are too expensive to make under the financial and technical conditions of the very high marginal cost fossil second industrial revolution.

Indeed,  if 3D printing for western consumers and producers is just a way to shift from one way to produce to another (less expensive and smaller scale one), for Africans, South-East Asians or Amazonians, it is the only way to make and have those consumer goods.

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The TRI LED Lantern

The first application of the solar 3D printer in the Peruvian Amazon will be the production of the plastic body of the  TRI Led Lantern, that will spinn the local economy and bring light and energy to remote rural forestry areas.  The TRI LED Lantern allows Amazon kids to study at night when there is no sun light anymore, and allows them to acquire the cultural capacity to become “guardians of our biosphere”.

So the solar 3D printer is much much more than  a technological breaktrough. It is the democratization of energy and manufactoring together. According to the vision of Jeremy Rifkin.

If you are attending the Rome Makers Faire in the coming week-end don’t miss the opportunity to participate to the presentation of the Solar 3D printer.

Download and print the following invitation to  have free access to the Maker Faire on the Conference day.

The Third Industrial revolution is speeding up. Be an actor of it, not a spectator!

Invitation Solar 3D printer

 

 

DON’T HIDE FROM THE SUN! Sweeping away anti solar mythology.

dont hide

Ever heard how scientists estimate that more than enough solar energy strikes the earth every hour to power our whole society for an entire year?

Yep, that’s right: every hour.

CETRI TIRES is proud to offer you this free ebook, (courtesy of the Climate Reality project) that will help you set the record straight in all the social media about:

  • How solar power affects our economies
  • Real causes of climate change
  • Reliability of solar energy
  • False solutions to climate change
  • And more

Yet despite this fact, many people debate – or simply don’t understand – the tremendous benefits of solar power and other renewable energies. That’s why we put together the ebook, Top Solar Energy Myths, where we debunk some of the most common misconceptions around solar power.

DOWNLOAD YOUR DOCUMENT HERE:
http://www.climaterealityproject.org/sites/climaterealityproject.org/files/solarmyths_final.pdf?utm_source=email-solarmyths&utm_medium=email&utm_campaign=General

Find out how powerful and practical solar energy is, and how it will help lead us toward a sustainable, clean energy future for our planet. Enjoy!

More info at :   www.climaterealityproject.org

P.S.  Spread the word about the benefits of solar energy!
Use the hashtags
#PutSolarOnIt
#ClimateHope
and give your contribution to the solar cause.


The Salentinian Television TELERAMA says the thruth on the Greek debt and the Commission led by professor Eric Toussaint

The Editor of the Salenvernaleonetinian TV station  Tele Rama, has made a clear choice of freedom of information and has decided to broadcast the report from Athens made by free lance Italian journalist Giorgio Simonetti telling the public the thruth about how the Greek Debt has been formed and  its illegal carachter. As the International Monetary Fund has unequivocally stated the Greek debt is unsustainable and the agreement reached on monday the 12th in Brussels is not serious because Greece will never be able to pay it back, therefore a debt massive reduction is  strongly reccommended if the EU wants to have a realistic approach to this probelm. The final report of the Commission chaired by professor Toussaint will be issued at the end of the year, while the report presented last June is only the preliminary findings. This report will clearly identufy the proportion of the greek debt that should be cut because it is illegal and immoral, being related to teh bailout of Greek banks involved in losses due to hazardous investments in toxic assests.

toussaint 18 giugnoThe basic assumption of the work performed by the Toussaint Commission (Toussaint also led the Ecuador Commission for the audit of the Ecuador Debt established by President Correa in 2007) is that these losses should not be covered by the Greek State and the Greek people and tax payers because they are private debt, and should be  covered by the private financial institutions that provoked them.

The full  TV program can be viewed at this link:

 

The Third Industrial Revolution is contageous

The Third Industrial Revolution extended from  Nord Pas de Calais to all French regions?

It is in fact what is suggested in the Corinne Lapage Report (you can download it here: http://adnmonde.fr/2015/06/17/econostrum/) presented yesterday in Paris with the presence of Jeremy Rifkin. by the former Minister and MEP, who was required to write a “New World Economy” Report by .Ségolène Royal, Minister for energy and Environment of the French Government

The Nord Pas de Calais has been the first Region in France to elaborate a Third Industrial Revolution master Plan involving the Jeremy Rifkin International TIR team, that foresees the total decarbonization of the Region by 2015 and the creation of 275.000 jobs bay 2050, with a spectacular  economic growth.

The Lepage report, L’Économie du nouveau monde,  suggests thatthe same methodology can be adapted to all French Region to obtain comparable results and achieve similar objectives. The Principles of the Nord Pas de Calais Master Plan become  hencefporth a blue print to be followed by all virtuous local administrations, 

« the  Nord-Pas de Calais wants to be a New World actor !  This is the deep  motivation that moved us to follow Jeremy Rifkin’s team indications, to become a leading Region into theThe Third Industrial Revolution future! Putting stakeholders together, give visibility to good practices, f help them funding them and creating the necessary synergies.

We are happy that our initiative can serve as a blu print for the  developement of a wider French creative and profitable sharing circular economy, making more with less and stimulating citizens’ participation and responsibility. We’ll keep putting all energy we have to stimulate the ambition to enter in the future with Hearth and spirit of our fellow  citizens. » declared Philippe Vasseur, President of the Regional Chamber of Commerce and very active supporter of the Third Industrial Revolution project in the Nord Pas de Calais Region.

For more detailed information in French please consult: http://www.latroisiemerevolutionindustrielleennordpasdecalais.fr/2015/06/26/la-troisieme-revolution-industrielle-generalisee-a-toutes-les-regions-de-france/

For the Corinne Lepage report you can go to this link: http://adnmonde.fr/2015/06/17/econostrum/

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