mardi, août 9, 2022

Programma evento: THE SECOND LIFE OF FASHION: LA NECESSITÀ DI UNA TRANSIZIONE VERSO UNA MODA SOSTENIBILE – 15 luglio 2022

THE SECOND LIFE OF FASHION: LA NECESSITÀ DI UNA TRANSIZIONE VERSO UNA MODA SOSTENIBILE

Dal” dire al fare”: c’è un importante cambiamento da affrontare e tutto parte dalla consapevolezza.

L’evento inizierà alle ore 18.00 di venerdì 15 luglio presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma con il talk e la sfilata finale.

18.00 – Apertura dell’evento da parte della giornalista Francesca Baldini

18.10 – Saluti Istituzionali Alessandro Onorato, Assessore allo Sport, Grandi eventi, Moda e Turismo

18.15 – Domenico Di Rosa e Arianna Geronzi, Fondatori di Fashioning, co-organizzatori dell’evento

Saluti e presentazione del manifesto sostenibile dell’Agenzia

18.25 – Presentazione degli ospiti e inizio del dibattito

18.30 – Alessandra Gallo, CEO di Fashionable Green – Glossary: le nuove parole della sostenibilità

18.40 – Dott. Antonio Rancati, Coordinatore generale Cetri-Tires – Le nuove normative europee e le principali sfide della moda sostenibile

18.50 – Ilario Melis, Responsabile CNA Federmoda Roma – Report sui modelli di moda sostenibile applicati alle piccole imprese

19.00 – Eleonora Riccio, Stilista Botanica – La sperimentazione di pigmenti con le piante tintorie: l’utilizzo del guado

19.10 – Paola Salzano, Founder Byd sustainability – La Tutela e la Salvaguardia del lavoratore: focus sulla realtà italiana e romana

19.20 – Dott. Antonio Ragusa, Primario Ostetricia e Ginecologia Fatebenefratelli – La presenza di microplastiche nelle cellule umane

19.35 – Prof. Livio De Santoli, Prorettore per la sostenibilità alla Sapienza – La situazione in essere e i nuovi percorsi di studio per la sostenibilità nelle Università Romane e Italiane

19.50 – Chiusura Talk ed inizio Sfilata di moda

Per approfondimenti Fashioning: comunicare la moda – Email: direzione@fashioningcomunicazione.com

Website ufficiale: www,fashioningcomunicazione.com

COMPUTER ECOLOGICI E OPZIONI ECO-SOSTENIBILI – MATTEO MONTAGNER, ESPERTO TRANSIZIONE DIGITALE PA E IMPRESE

Report di Matteo Montagner – Esperto transizione digitale PA e Imprese – Email: matteo.montagner@sygmund.it – LinkedIn Matteo Montagner – Venezia, 11 luglio 2022

Per una completa ed efficace Informatica Verde (Green IT), vale a dire per un utilizzo eco-compatibile di computer e sistemi informatici in generale, è necessario non solo considerare l’aspetto relativo alla produzione e gestione dei rifiuti informatici, ma anche quelli che riguardano l’immissione di gas serra in atmosfera come l’anidride carbonica (CO2), i consumi energetici e di materie prime, il ricorso a tecnologie meno impattanti.

In buona sostanza per conseguire l’obiettivo di un’Informatica Verde, il più possibile sostenibile per l’ambiente, è necessario prestare attenzione e intervenire sul ciclo complessivo del settore informatico, quindi dalle attività delle Aziende produttrici alle azioni e comportamenti dei Consumatori finali.

Per minimizzare il più possibile l’impatto ambientale del settore anche i comportamenti e le scelte dei Consumatori hanno un ruolo che può essere determinante, in particolare se viene incentivato un approccio più “verde” negli acquisti di computer da parte degli utenti.

Con un atteggiamento eco-consapevole nel mercato dell’informatica i Consumatori possono indirizzare le loro scelte verso PC sempre più “ecologici” e spingere le Aziende produttrici a progettare e realizzare apparecchiature sempre più compatibili con l’ambiente e con un’economia circolare, quindi computer a ridotto contenuto di sostanze pericolose, con solo metalli e plastica riciclabili, a basso consumo energetico e a ridotta obsolescenza.

Un consumo attento ai temi ambientali e un riutilizzo e riciclaggio responsabile possono contribuire a ridurre al minimo l’impatto del settore informatico sull’ambiente e contenere la produzione di rifiuti elettronici.

Come scegliere un PC eco-compatibile

Quando è possibile è certamente più vantaggioso per l’ambiente optare per un PC ricondizionato o di seconda mano in quanto tale scelta consente di risparmiare l’impiego di nuovi materiali.

Inoltre, a differenza di altri tipi di elettrodomestici come i frigoriferi, il consumo di energia di un PC nuovo non è molto inferiore di quello di uno ricondizionato. Anzi, vecchi computer potrebbero, a fronte di prestazioni minori, consumare meno energia non avendo schede grafiche e dischi rigidi particolarmente energivori.

Qualora sia indispensabile acquistare un nuovo computer un altro aspetto da considerare, in funzione della sostenibilità ambientale, riguarda il fatto che il PC sia riparabile e aggiornabile. Se è possibile prolungare la vita del computer, riparando e aggiornando i componenti più obsoleti, è possibile evitare di dover smaltire l’intera macchina.

Come minimo è da preferire personal computer portatili con una batteria facilmente sostituibile. La scelta ottimale sarebbe quella di un laptop in cui è possibile sostituire anche il disco rigido e la RAM. È importante considerare questi elementi quando si valuta l’acquisto di un PC perché una scelta in termini più economici nell’immediato può rivelarsi più costosa a lungo termine perché non è possibile aggiornare e riparare facilmente i componenti.

Un altro elemento da valutare quando si vaglia un computer anche sotto l’aspetto ecologico è quello di verificare se possiede una certificazione ambientale come ad esempio l’etichetta TCO- Certified o la registrazione EPEAT.

Una etichettatura ambientale certifica che il PC ha un minore impatto ambientale e sociale per tutto il suo ciclo di vita dalla costruzione allo smaltimento.

Quando si cerca un PC con caratteristiche eco-sostenibili è preferibile rivolgersi ad Aziende che adottano politiche imprenditoriali che sono orientate verso:

  • un approvvigionamento responsabile ed etico di materie prime in particolare per quelle provenienti dai Paesi in via di sviluppo
  • l’utilizzo nelle apparecchiature di componenti e sostanze non pericolose.

Altri elementi che è possibile valutare, attraverso i rapporti annuali di sostenibilità delle Aziende o altra documentazione di rendicontazione ambientale resa disponibile, sono i dati che dimostrino l’andamento verso una maggiore sostenibilità ambientale complessiva, come ad esempio obiettivi misurabili e aggiornamenti sui progressi nell’uso responsabile dell’acqua, sulla riduzione dell’emissione di gas serra o sull’utilizzo di energia rinnovabile negli impianti di produzione, azzeramento dei rifiuti in discarica e iniziative e tempistiche per eliminare gradualmente plastica vergine, componenti e sostanze pericolose.

Le strategie per impedire che molti PC diventino rifiuti da smaltire

Le azioni che possono essere messe in campo per ridurre la produzione di rifiuti informatici sono le seguenti:

  1. Riutilizzare

Anche se l’aggiornamento del PC non è un’opzione valida per un utente è probabile che per qualcun’altro la macchina che sta per essere dismessa non sia obsoleta.

Se è necessario acquistare un computer migliore prendere in considerazione l’acquisto di un usato può essere una valida alternativa. I computer che sono obsoleti per un’Azienda tecnologicamente avanzata potrebbero essere perfetti per l’uso domestico. L’acquisto di un computer usato può essere un’alternativa economicamente valida all’acquisto di uno nuovo, infatti oltre ad evitare che un computer diventi un rifiuto da smaltire consente un risparmio in termini economici, quindi un vantaggio sia per il portafoglio che per l’ambiente.

  • Ricondizionare

Estendere la vita di un computer è il modo più efficace per ridurne l’impatto ambientale. In generale per l’uso effettivo dell’utente medio con una semplice manutenzione e aggiornamento un computer può continuare a svolgere le attività per le quali è stato acquistato molto più a lungo rispetto all’aspettativa convenzionale.

Nel caso si debbano acquistare dei PC un’opzione eco-compatibile è quella di indirizzarsi verso apparecchiature ricondizionate. Le apparecchiature “ricondizionate” sono computer efficienti che possono avere solo qualche trascurabile difetto estetico.

La differenza tra una apparecchiatura usata e una ricondizionata è che l’usato viene venduto così com’è senza particolari aggiornamenti e revisioni per quanto riguarda lo stato di usura nella parte hardware e software mentre una “ricondizionata”, anche se non più nuova, viene rimessa in condizioni di efficienza paragonabili al nuovo salvo piccole imperfezioni di natura estetica che comunque sono preventivamente dichiarate.

La copertura della garanzia per l’usato è eventualmente solo quella residua rispetto all’acquisto iniziale a differenza di quella prevista per legge per i PC ricondizionati a carico del venditore della durata di un anno. Il risparmio per l’acquisto di un’apparecchiatura ricondizionata rispetto ad una nuova varia a seconda delle marche e dei modelli e può arrivare anche al 50%. Per marche affermate come ad esempio Apple lo sconto per i ricondizionati è di circa 11 – 15%.

In ogni caso nessuna macchina informatica obsoleta deve essere abbandonata, anzi deve essere sempre correttamente conferita al servizio pubblico di raccolta dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), agli Ecocentri o a soggetti autorizzati per essere avviata al recupero.

Le certificazioni ambientali

Gli standard di certificazione ecologica sono un ottimo strumento per fornire ai clienti le informazioni necessarie per operare le scelte migliori in funzione della sostenibilità ambientale sui prodotti elettronici e sulle aziende produttrici. Ad esempio quelle più significative per i prodotti IT sono le seguenti:

  • EPEAT (Electronic Product Environmental Assessment Tool): il registro EPEAT valuta le apparecchiature elettroniche in base al loro impatto sull’ambiente. I prodotti vengono valutati tenendo in considerazione il loro intero ciclo di vita e classificati come Gold, Silver o Bronze in base a molteplici criteri tra cui la riduzione/eliminazione di componenti e sostanze pericolose, l’analisi del ciclo di vita del prodotto (Life Cycle Assessment – LCA), durata del prodotto, risparmio di energia, quantità e tipologia di imballaggio.
  • TCO Certified: è una certificazione completa per i prodotti informatici attraverso valutazioni di minimo impatto ambientale, sociali ed economiche che comprendono l’intero ciclo di vita del prodotto e aspetti quali salute e sicurezza. La certificazione è verificata da terze parti indipendenti in base a molteplici criteri.

Come si stanno impegnando per l’ecosostenibilità le principali Aziende del settore

I laptop e desktop di ultima generazione rispetto ai precedenti a fronte di una maggiore potenza sono comunque generalmente più eco-compatibili.

Tutte le Imprese produttrici di apparecchiature IT sono da tempo indirizzate su politiche ambientali di riduzione dei consumi energetici e per prodotti eco-compatibili.

La sostenibilità ambientale è ormai approccio fondamentale a livello di marketing per le Aziende del settore e pertanto i dati relativi ad esempio al consumo energetico, percentuale di materiali riciclati e riduzione dell’utilizzo di sostanze pericolose sono elementi qualificanti dei prodotti sui quali puntare nei confronti dei Consumatori per incentivare le vendite.

Di seguito vengono illustrati gli elementi qualificanti dichiarati sui loro siti dai principali produttori di apparecchiature IT.

Acer Group

Acer per i nuovi prodotti punta su una gamma eco-friendly di monitor, notebook e accessori per il PC. I nuovi prodotti sono realizzati con il 30% di plastica riciclata che riducono di circa il 21% le emissioni di CO2.

I nuovi notebook possono essere facilmente disassemblati per consentire riparazioni, sostituzioni di parti e operazioni di riciclo più semplici ed ecologiche e sono pensati per ottimizzare le prestazioni energetiche in modo tale da consentire un notevole risparmio della batteria, grazie alla disattivazione delle funzioni critiche. L’imballaggio, infine, è realizzato in carta e plastica riciclati e nuovamente riciclabili.

Apple

Apple per i sui PC ha sempre puntato su materiali riciclati che possono essere a loro volta facilmente recuperati. Ad esempio per il MacBook Pro di ultima generazione Apple dichiara che non contiene sostanze pericolose e che è stato costruito con l’impiego di sempre maggiore energia rinnovabile.

I PC Apple sono realizzati principalmente in metallo (alluminio) e vetro facilmente riciclabili e in gran parte riciclati, piuttosto che in plastica.

Apple ha anche lanciato un programma di ritiro in cui è possibile ottenere credito per i nuovi prodotti Apple riciclando i vecchi prodotti Apple.

I MacBook sono anche efficienti dal punto di vista energetico e privi di sostanze pericolose come mercurio, arsenico, BFR (ritardanti di fiamma bromurati) e plastica PVC. Inoltre obiettivo dichiarato dell’Azienda è che tutti i suoi prodotti vengano realizzati interamente con energia pulita entro il 2030.

I negozi, gli uffici e i data center di Apple sono già alimentati al 100% da elettricità rinnovabile e le loro operazioni sono “Carbon Neutral”.

La Società ha ridotto le sue emissioni di carbonio dalle operazioni del 71% dal 2011, nonostante il consumo di energia di Apple sia più che quadruplicato.

ASUS

ASUS rende facilmente riparabili i computer portatili certificati TCO e l’intera gamma di laptop ha raggiunto la conformità Energy Star (marchio di efficienza energetica statunitense per prodotti informatici) nel 2019.

ASUS è impegnata in iniziative di riciclaggio e zero rifiuti e ha formalizzato l’approccio che include la sostenibilità ambientale come aspetto fondamentale della politica aziendale.

I PC portatili ASUS certificati hanno componenti modulari e sono progettati per semplificare la sostituzione rapida di parti vecchie con nuove, un facile accesso ai componenti e per la sostituzione della batteria.

ASUS ha ridotto l’uso del PVC nei prodotti del 27% nel 2019 rispetto al 2016 e si impegna a ridurre l’uso di ritardanti di fiamma alogeni. Nel 2019 l’87,1% dei componenti nei loro prodotti è stato conforme allo standard tecnico senza alogeni, raggiungendo l’obiettivo dell’85% di componenti privi di alogeni entro il 2020.

Dell

Quasi tutti i laptop Dell sono facilmente riparabili e altamente sostenibili e l’Azienda ha gradualmente eliminato l’uso di diverse sostanze pericolose come gli ftalati, sta lavorando per rimuoverne altre come i ritardanti di fiamma e le plastiche in PVC. Dell ha un forte impegno a ridurre il consumo energetico di emissioni di gas ad effetto serra.

Dell produce alcuni dei migliori laptop eco-sostenibili in commercio facilmente riparabili. Questi modelli sono costruiti in modo da poter sostituire la batteria, i pulsanti del trackpad, il display e la tastiera e aggiornare la RAM e l’unità a stato solido (SSD). Dell offre istruzioni chiare per la riparazione e lo smontaggio, in modo da poter riparare o sostituire le parti a casa o farle riparare o aggiornare facilmente da un professionista.

Molti laptop Dell sono inoltre certificati TCO e l’Azienda pubblica un rapporto annuale sulla responsabilità sociale d’impresa con impatti ambientali e sociali.

Dell mira a ridurre le emissioni assolute globali di gas serra dell’Azienda del 50% entro il 2030 rispetto al 2011, con l’obiettivo del 75% di utilizzo di energia rinnovabile entro il 2030 e del 100% entro il 2040. Mirano inoltre a ridurre l’intensità energetica dei prodotti dell’80% entro il 2021 rispetto al 2012.

Dell ha una solida politica di approvvigionamento responsabile delle materie prime e dichiara di intraprendere ogni tentativo per evitare l’uso di minerali provenienti da aree problematiche sotto l’aspetto umanitario e dei conflitti.

HP

HP produce diversi computer facilmente riparabili e con plastiche riciclate. L’Azienda ha anche dichiarato alcuni obiettivi per ridurre i gas serra e altri impatti ambientali.

HP produce un gran numero di laptop sostenibili con certificazione TCO.

L’obiettivo di HP è quello di utilizzare il 30% di plastica riciclata in tutti i suoi prodotti entro la fine del 2025, rispetto al 7% di oggi. Si tratta di plastica « legata all’oceano », cioè plastica raccolta da corsi d’acqua, spiagge e coste che altrimenti finirebbero negli oceani.

HP si è inoltre impegnata a ridurre il consumo di acqua potabile nelle operazioni globali del 15% entro il 2025, rispetto al 2015, e a ridurre le emissioni di gas serra del 60% entro il 2025, rispetto al 2015. Hanno l’obiettivo di utilizzare il 100% di elettricità rinnovabile nelle operazioni globali entro il 2035 e il 60% entro il 2025. L’Azienda si è inoltre impegnata a utilizzare il 30% di plastica riciclata post-consumo nei sistemi personali e nel portafoglio di prodotti di stampa di HP entro il 2025.

Fujitsu

Fujitsu ha alcuni obiettivi climatici significativi e diversi modelli di PC facilmente riparabili.

I computer Fujitsu sono ragionevolmente riparabili, con guide di riparazione e aggiornamento disponibili per diversi modelli. L’Azienda ha anche alcuni laptop certificati TCO e pubblica un rapporto ambientale e di sostenibilità piuttosto regolare.

Fujitsu punta a ridurre le emissioni di gas serra di un terzo entro il 2030 e dell’80% entro il 2050, rispetto alle emissioni del 2013. Si è inoltre impegnata ad utilizzare il 40% di energia rinnovabile entro il 2030 e il 100% di energia rinnovabile entro il 2050.

Lenovo

Numerosi modelli di computer Lenovo sono certificati TCO nonché Energy Star e EPEAT Gold Standard.

Lenovo pubblica un rapporto annuale sulla sostenibilità e ha compiuto notevoli sforzi in tutte le sue operazioni per ridurre il proprio impatto ambientale. Ciò include la preferenza per il trasporto ferroviario di merci, la limitazione dell’uso di sostanze pericolose da parte dei fornitori e l’impegno a ridurre le emissioni complessive del 40-70% tra il 2010 e il 2050.

Per i loro prodotti hanno un programma di contenuti riciclati post-consumo a circuito chiuso per riutilizzare la plastica. Parte del modo in cui raggiungono questo obiettivo è l’utilizzo di una plastica monocolore (nera) per quasi tutti i loro componenti in plastica. Ciò rende molto più facile sostituire, riparare e riciclare la plastica rispetto ai laptop multicolore.

Lenovo sta anche adottando misure concrete per eliminare gradualmente l’uso di sostanze pericolose.

LA NECESSITÀ DI UNA TRANSIZIONE VERSO UNA MODA SOSTENIBILE – VENERDI’ 15 LUGLIO, SALA PROMOTECA DEL CAMPIDOGLIO DI ROMA

Presso la Sala ProtomotecaPiazza del Campidoglio a Roma, il 15 luglio p.v. prende vita il nuovo evento dell’Agenzia di comunicazione di moda “Fashioning”.

La manifestazione, patrocinata dal Comune di Roma, vuole presentare la situazione in essere della moda italiana, gli sviluppi della moda sostenibile e la necessità di una transizione di brand e aziende, con focus sulla moda sostenibile nella capitale e cenni relativi alle istanze urgenti della moda italiana nella Capitale.

Saranno presenti esponenti politici e delle istituzioni, professionisti e designer del settore moda e sostenibile, nonché esponenti degli Istituti di Moda romani.

L’evento vedrà la presenza di illustri professionisti che verranno coinvolti nel talk condotto dalla giornalista Francesca Baldini.

Insieme agli ospiti del talk, professionisti italiani e romani, tra cui Antonio Rancati Coordinatore di Cetri-Tires, analizzeremo la situazione attuale della moda sostenibile in Italia e a Roma, cercando di comprendere come le piccole realtà, gli artigiani e i brand locali possano essere rivalutati e promossi anche attraverso la transizione verso una moda più sostenibile.

Il primo passo è sicuramente la consapevolezza. Occorre comprendere e approfondire come produttori e consumatori le problematiche attuali della moda in Italia, del suo impatto sull’uomo e sull’ambiente, comprendendo che spesso sono le piccole e semplici azioni a migliorare il nostro impatto.

A seguire una sfilata di moda per esaltare la creatività e l’innovazione dei brand italiani che attraverso produzioni limitate, lavorazioni su richieste, tecniche innovative… realizzano un prodotto di alta qualità estetica e produttiva, che rispetta i dettami della moda sostenibile.

Fashioning presenterà il suo manifesto sulla moda sostenibile, ricordando il grande impegno di questa nuova giunta per dar lustro al Brand “Roma Capitale” nel mondo.

Fashioning ha accolto questa sfida e organizzato questo evento, format unico e originale, raccogliendo e supportando i piccoli brand e l’immenso patrimonio degli stilisti romani e italiani in Italia e nel mondo.

Avremo modo di presentare le nostre attività legate alla sostenibilità e il nostro primo libro “Un ora con il sarto”, un volume che racconta l’arte sartoriale italiana e valorizza il lavoro di sarti famosi italiani.

Questo primo evento rappresenta l’inizio della seconda fase dell’Agenzia in cui Fashioning intende raccontare patrimonio e know how relativo ai tanti brand e designer che collaborano attivamente all’interno della community.

L’intento è dare un contributo e approfondire temi legati alla impellente necessità di una transizione verso la sostenibilità come produttori e anche come consumatori.

Tartaruga Caretta Caretta depone uova tra gli ombrelloni di un bagno di Poveromo (Marina di Massa): nasceranno per la prima volta sul litorale delle Alpi Apuane della Regione Toscana

Il nostro rifkiniano Antonio Rancati con responsabili di Arpat Toscana, Università di Pisa e Ministero della Transizione Ecologica

Massa, 9 luglio 2022 – Nasceranno per la prima volta sul litorale delle Alpi Apuane piccoli esemplari di tartarughe marine tra gli ombrelloni di uno stabilimento balneare. Accadrà sulla spiaggia di Poveromo, a Massa  dopo che durante il monitoraggio notturno coordinato dal Wwf Alta Toscana, è stata individuata poco prima della mezzanotte di venerdì 8 luglio, una tartaruga marina Caretta caretta che cercava un luogo per deporre le uova.

Questa mattina lo studioso Marco Zuffi (foto sopra), erpetologo del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, autorizzato dal Ministero della Transizione Ecologica, ha iniziato le operazioni di ricerca delle uova ed ha individuato il nido, a circa 12 metri dalla linea di battigia, tra due file di ombrelloni di uno stabilimento balneare.

L’area è stata opportunamente isolata con operazioni di messa in sicurezza del nido e le prime attività di sensibilizzazione rivolte alle persone. « Questo – si legge in una nota del Wwf – è il primo nido toscano del 2022 e quello più a nord della Toscana di tutti i nidi a oggi ritrovati ».

Fonte news >>> www.lanazione.it/massa-carrara/cronaca/spiaggia

THE SECOND LIFE OF FASHION: LA NECESSITÀ DI UNA TRANSIZIONE VERSO UNA MODA SOSTENIBILE (ANTEPRIMA 30 GIUGNO 2022)

Giovedì 30 giugno alle 21.00: presentazione del nuovo evento del format “The second life of fashion” in DIRETTA LIVE

CLICCA QUI >>> www.linkedin.com/video/event/urn:li:ugcPost:6947542981482565632/

THE SECOND LIFE OF FASHION: LA NECESSITÀ DI UNA TRANSIZIONE VERSO UNA MODA SOSTENIBILE

Dal” dire al fare”: c’è un importante cambiamento da affrontare e tutto parte dalla consapevolezza.

Questo anno abbiamo abbracciato la volontà del Comune Di Roma, nella figura dell’Assessore Alessandro Onorato, Assessore al Turismo, Moda, Grandi Eventi e Sport di Roma Capitale, nel portare grandi eventi moda e promuovere il tema della sostenibilità. Vogliamo passare dal “dal dire al fare”, collaborando con il Comune per portare il nostro know how per la riuscita del prossimo evento del 15 luglio 2022 in Sala della Protomoteca a Roma.

The second life of fashion è un format nuovo per approfondire e discutere di temi legati alla transizione verso una moda sostenibile da parte di produttori e consumatori. Abbiamo creato una bella sinergia con il Comune di Roma e lo staff agli eventi, trovando sul nostro cammino professionisti e brand che hanno aderito entusiasticamente al progetto condividendone la filosofia. Per questo evento il Comune di Roma, insieme a Fashioning ha siglato partnership con professionisti, oltre alla moda, del mondo della cultura, arte, musica, sanità ed economia per creare qualcosa di unico e diverso.

Questo giovedì sera saremo live per presentarvi e anticipare l’evento, veicolando un messaggio propositivo per creare consapevolezza attraverso la nostra community.

Ecco la scaletta della diretta:

· Saluti

· Presentazione dell’Evento

· Cenni al Manifesto sostenibile e al percorso di Fashioning per promuovere la sostenibilità

· Presentazione del tema e dei brand coinvolti

· Brevi interventi di alcuni relatori

· Saluti finali

Ringraziamo il Comune di Roma, nello specifico l’Assessorato ai Grandi Eventi. Ringraziamo per il supporto: Danilo Nava di Financial Services Ltd, Pinella Vergine per Snep SpA, Dott.ssa Donatella Quaroni di Tenuta Borgolano.

Grazie ai relatori che approfondiranno tematiche sensibili per la moda sostenibile. Nello Alessandra Gallo, Dott.Antonio Rancati, Dott.Antonio Ragusa, MBA – LLM, Eleonora Riccio, Ilario Melis, Paola Salzano, Prof.Livio de Santoli.

Un ringraziamento speciale ai brand che sfileranno in passerella: Etikology, Ferrara Style di e Crearti Gioielli e alla voce di Sabrina Fardello che accompagnerà il momento.

Save the date: vi aspettiamo live giovedì alle ore 21.00!

CLICCA QUI >>> www.linkedin.com/video/event/urn:li:ugcPost:6947542981482565632/

Biodiversità: la Commissione europea adotta e presenta il Pacchetto Natura, ovvero la legge per il ripristino degli habitat e il nuovo regolamento sui pesticidi

Per la prima volta l’Europa mira a dotarsi di uno strumento con obiettivi vincolanti per il risanamento della natura. Le associazioni che hanno chiesto sostegno a Gentiloni: “E’ come una nuova direttiva Habitat. Ora rapida approvazione di Parlamento e Consiglio e piena attuazione ovunque, Italia inclusa”.

“La Commissione europea ha fatto proprio il cosiddetto “Pacchetto Natura”, ovvero la proposta di legge per il ripristino degli habitat naturali europei (“Restoration Law”) e il regolamento per l’uso sostenibile dei pesticidi (che sostituisce la precedente direttiva). Entrambi, quando approvati, diventeranno regolamenti vincolanti, a vantaggio della biodiversità, del clima e del benessere dei cittadini”.

Lo dichiarano 30 associazioni ambientaliste e della società civile a commento della decisione del Collegio dei Commissari europei di oggi, 22 giugno 2022, di presentare ufficialmente alle istituzioni europee il “Pacchetto Natura”, cuore del percorso della nuova Strategia Ue sulla biodiversità e in generale del Green Deal europeo.

“Mai prima d’oggi – dichiarano le associazioni che nei giorni scorsi hanno scritto al Commissario Paolo Gentiloni per chiedere di sostenere l’iniziativa – l’Unione europea aveva inteso dotarsi di uno strumento vincolante come la Restoration Law, indispensabile per ridare salute e funzionalità alle specie e agli habitat naturali e seminaturali del continente, dalle zone umide alle coste, dalle foreste alle torbiere eccetera.

“Con la seduta di oggi, la Commissione ha fatto propria questa proposta, che, sebbene non perfetta, rappresenta un forte tentativo di invertire la tendenza della perdita di biodiversità e contrastare il cambiamento climatico, con obiettivi ambiziosi e vincolanti e una tempistica precisa, tali da fare della proposta una sorta di nuova Direttiva Habitat, esattamente 30 anni dopo.

“Tra le previsioni della proposta di legge, il ripristino dell’80% degli habitat europei in cattive condizioni, lo stop al declino degli impollinatori entro il 2030 e la successiva inversione di tendenza, l’aumento di biodiversità nei terreni agricoli e di spazi verdi urbani, il ripristino degli habitat marini, il ripristino del flusso libero di almeno 25mila chilometri di fiumi e molto altro ancora.

“Di grande importanza è altresì la proposta di nuovo regolamento sull’uso sostenibile dei pesticidi, che si inserisce nel percorso di trasformazione in senso ecologico e di tutela della biodiversità dell’agricoltura europea e che rappresenta un’ulteriore grande speranza per la conservazione della natura del continente, oltre che per la salute dei suoi cittadini.

“Per entrambi i provvedimenti il lavoro contrario di molte lobby è stato – e continuerà ad essere notevole ed anche per questo ringraziamo il Commissario Paolo Gentiloni e l’intero Collegio dei Commissari, per aver accolto le istanze del mondo ambientalista, della società civile e dei cittadini europei e aver dato seguito alla volontà quasi unanime espressa dal Parlamento europeo nel giugno dello scorso anno.

“Ora lavoreremo per convincere il Parlamento a migliorare taluni passaggi delle proposte e spingeremo per una rapida approvazione dei due regolamenti e la loro piena attuazione nazionale, un passo davvero importante per la biodiversità europea e italiana”.

Per conto delle associazioni: Altura – Altritalia Ambiente – Animal Law Italia – Apincittà – Associazione Italiana Turismo Responsabile – Associazione Terra! – CAI Club Alpino Italiano – CIRF Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale – CIWF Italia – Enpa – Federazione Nazionale Pro Natura – Fondazione Capellino – Greenpeace Italia – info.nodes – ISDE Medici per l’Ambiente – Italia Nostra – Lav Legambiente – Leidaa – Lipu-BirdLife Italia – LNDC Lega nazionale per la difesa del cane Marevivo – Mountain Wilderness Italia – OIPA – Rete Semi Rurali – Salviamo l’Orso – The Good Lobby – Touring Club Italiano – VAS Verdi Ambiente e Società – WWF Italia

Fonte: Biodiversità: la Commissione Europea adotta e presenta il Pacchetto Natura, legge ripristino habitat e il nuovo regolamento pesticidi – Lipu Onlus – 22 giugno 2022

“AMBIENTE CLIMA FUTURO”: LA TUTELA AMBIENTALE IN ITALIA MAPPATA CON OLTRE 1500 IMMAGINI IN MOSTRA FINO AL 4 SETTEMBRE 2022

Inaugurate lo scorso 18 giugno la grande mostra nazionale a Bibbiena (AR) e le 100 mostre locali in tutta Italia

Presentato ufficialmente il progetto “AMBIENTE CLIMA FUTURO”, la prima iniziativa di documentazione fotografica e analisi interpretativa del fenomeno della tutela ambientale nel nostro Paese, promossa da FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) e Fondazione CENSIS e realizzata da fotografi professionisti e amatoriali.

Lo scorso 18 giugno è stata inaugurata a Bibbiena (AR) dal Presidente della FIAF, Roberto Rossi, alla presenza del Sindaco Filippo Vagnoli, il Consigliere della Regione Toscana Vincenzo Ceccarelli, gli sponsor del progetto, gli autori, numerose altre autorità e un folto pubblico di oltre 500 persone provenienti da tutta Italia, la grande mostra fotografica nazionale AMBIENTE CLIMA FUTURO e, in contemporanea e collegamento streaming, le 100 mostre locali organizzate dai circoli fotografici in tutta Italia. 

La mostra nazionale AMBIENTE CLIMA FUTURO, allestita presso il CIFA, Centro Italiano della Fotografia d’Autore e presso gli spazi al primo piano del Comune di Bibbiena, comprende oltre 1500 immagini realizzate da 228 Autori che, esprimendosi attraverso i vari linguaggi, si sono cimentati con le molteplici tematiche ambientali “mappando” l’intero territorio nazionale e restituendoci una visione complessiva della percezione collettiva della crisi climatica e delle condizioni in cui oggi versa il Paese.

Il particolare allestimento cattura e avvolge il visitatore nella potenza straordinaria delle immagini, calandolo nelle problematiche ambientali e nei disastri causati dall’uomo al territorio e accompagnandolo in un percorso che offre un insegnamento e un’indicazione chiara all’azione, rendendolo partecipe dell’economia circolare, delle « buone pratiche », dello sguardo verso una produzione sostenibile.

La mostra rimarrà aperta fino al 4 settembre.

Il catalogo del progetto nazionale “AMBIENTE CLIMA FUTURO” e il libro delle mostre locali contenente una selezione delle immagini esposte nelle mostre locali diffuse in tutto il territorio nazionale si possono acquistare dal sito della FIAF a questo link: shop.fiaf.net/301-ambiente-clima-futuro

Per maggiori informazioni: www.fiaf.net/ambientefuturo

Mostra fotografia “Ambiente Clima Futuro”

Date: da sabato 18 giugno a domenica 4 settembre 2022

Dove: CIFA, Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena (AR), Via delle Monache 2

Orari da martedì a sabato 9,30 / 12,30 e 15,30 / 18,30 – domenica 10,00 / 12,30

Biglietto: ingresso gratuito 

Web: www.centrofotografia.org – Contatti: Tel. 0575 1653924 – Cell. 349.2335011

Fonte Ufficio stampa 6Glab – il laboratorio di idee di SEIGRADI – 22 giugno 2022

PARTE IL CENTRO NAZIONALE PER LO SVILUPPO DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN AGRICOLTURA “AGRITECH”. UN PROGETTO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE DELL’INDUSTRIA AGROALIMENTARE. UN FINANZIAMENTO SENZA PRECEDENTI PER LA RICERCA NELL’AGRIFOOD

L’Università di Torino coordina lo Spoke 6, che vede lavorare insieme, oltre a UniTo, il Politecnico di Torino e le Università di Genova, Piacenza, Ancona e Foggia, nello sviluppo e nella verifica di sistemi agricoli sostenibili anche in scenari climatici in evoluzione

Parte “Agritech”, il Centro Nazionale per lo sviluppo delle Nuove Tecnologie in Agricoltura, un progetto basato sull’utilizzo delle tecnologie abilitanti per lo sviluppo sostenibile delle produzioni agroalimentari, con l’obiettivo di favorire l’adattamento ai cambiamenti climatici, la riduzione dell’impatto ambientale nell’agrifood, lo sviluppo delle aree marginali, la sicurezza, la tracciabilità e la tipicità delle filiere. Un progetto che vale circa 350 milioni di euro di cui 320 milioni a carico del Pnrr: un finanziamento senza precedenti per la ricerca in agrifood.

28 Università5 centri di ricerca18 imprese. Un parterre costituito dalle eccellenze italiane nel settore agrifood, che conta al momento 51 attori distribuiti su tutto il territorio nazionale, e che ha raccolto quasi mille manifestazioni d’interesse nel settore industriale di riferimento. Il progetto rientra nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Missione 4 Componente 2 Investimento 1.4 “Potenziamento strutture di ricerca e creazione di ‘campioni nazionali di R&S’ su alcune Key Enabling Technologies” finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU.

Il Centro Agritech nasce con l’ambizione di combinare le migliori competenze scientifiche per rendere l’industria agroalimentare italiana più competitiva e sostenibile. Vuole collegare infrastrutture di ricerca in agricoltura disponibili a livello nazionale, utilizzare le tecnologie abilitanti per migliorare produttività e sostenibilità, oltre a promuovere transizione ecologica e digitale, collaborare con le imprese per aumentare la resilienza e la competitività economica nel settore agroalimentare e formare la prossima generazione di studiosi nel settore, garantendo il capitale umano e le competenze necessarie per affrontare le sfide future.

Il Centro Nazionale per le Tecnologie dell’Agricoltura è una risposta concreta ai bisogni di crescita di un settore chiave per l’economia che pesa notevolmente sul Pil italiano e su quello regionale.

Il Centro prevede l’applicazione di tecnologie per l’Agricoltura perseguendo 5 obiettivi principali:

RESILIENZA – Adattamento delle produzioni ai criteri di sostenibilità e ai cambiamenti climatici;
BASSO IMPATTO – Riduzione degli sprechi e dell’impatto ambientale;
CIRCOLARITÀ – Sviluppo di strategie di economia circolare;
RECUPERO – Sviluppo delle aree marginali;
TRACCIABILITÀ – Promozione della sicurezza, tracciabilità e tipicità delle filiere agroalimentari.

L’Università Federico II è l’ente promotore del Centro Nazionale Agritech ed è responsabile dell’HUB nazionale. L’Università di Torino coordina lo Spoke 6, che vede lavorare insieme, oltre a UniTo, il Politecnico di Torino e le Università di Genova, Piacenza, Ancona e Foggia, nello sviluppo e verifica di sistemi agricoli sostenibili anche in scenari climatici in evoluzione.

I soggetti coinvolti sono: Consiglio Nazionale Ricerche, Università degli Studi di Bari, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Università degli Studi di Milano, Università di Napoli Federico II, Università di Padova, Università di Siena, Università degli Studi di Torino, Università degli Studi della Tuscia, Centro Euro-Med sui Cambiamenti Climatici, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, New Technologies, Energy and Sustainable Economic Development, Found Edmund Mach, Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, Scuola Superiore Sant’Anna, Università degli Studi della Basilicata, Università di Bolzano, Università Campus Bio-Medico di Roma, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università di Catania, Università di Foggia, Università di Firenze, Università degli Studi di Genova, Università di Perugia, Università di Pisa, Università di Parma, Università di Reggio Calabria, Sapienza Università di Roma, Università di Salerno, Università di Sassari, Università di Udine, Università delle Marche, Antares Vision, Consorzi Agrari d’Italia, Casillo, CNH, De Matteis, Egeos, Enginnering, Eni, Graded, IBF, Irritech, Relatech, Società Sementi Italiana, Telespazio, Bonifiche Ferraresi, Fondazione Cassa Depositi e Prestiti, Intesa San Paolo e Nestlé.

Fonte Ufficio Stampa Università di Torino – 22 giugno 2022

Different fresh vegetables on the table

Cambiamenti climatici: il Parlamento europeo chiede azioni rapide e indipendenza energetica

Il Parlamento Europeo ha approvato oggi, 22 giugno 2022, la sua posizione su tre progetti di legge per combattere i cambiamenti climatici, ridurre le emissioni di almeno il 55% entro il 2030 e proteggere cittadini e lavoro. 

Riforma del sistema di scambio di quote di emissione: eliminazione graduale più rapida delle quote gratuite per le industrie e inclusione successiva dei cittadini
Nuovo strumento contro la rilocalizzazione delle emissioni di CO2: applicazione più ampia e attuazione più veloce
Nuovo Fondo sociale per il clima per combattere la povertà energetica e di mobilità
Il Parlamento ha approvato la sua posizione negoziale su tre importanti atti legislativi dell’UE che fanno parte del pacchetto « Pronti per il 55% nel 2030 » #FITfor55.
Si tratta del pacchetto legislativo dell’Unione europea che ha lo scopo di ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, e conseguire la neutralità climatica entro il 2050, secondo quanto previsto dalla legge europea sul clima.
Il Parlamento è ora pronto ad avviare i negoziati con i governi UE sulla forma definitiva delle norme.
Il pacchetto è anche un passo verso l’indipendenza da combustibili fossili costosi e inquinanti provenienti dalla Russia, da raggiungere prima del 2030.

Riforma del sistema di scambio di quote di emissione
L’obiettivo del Parlamento è incentivare le industrie a ridurre ulteriormente le loro emissioni e investire in tecnologie più verdi. I deputati propongono quindi di riformare il sistema di scambio di quote di emissione (ETS), ad esempio attraverso:
– l’istituzione di un nuovo ETS II per gli edifici e il trasporto su strada con l’esclusione degli edifici privati almeno fino al 2029;
– l’aumento dal 61% (proposto dalla Commissione) al 63% dell’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per il 2030;
– la graduale eliminazione delle quote gratuite dal 2027 e loro completa eliminazione entro il 2032;
– un sistema bonus-malus da introdurre a partire dal 2025 per favorire le imprese più ecologiche;
– entrate di bilancio da utilizzare esclusivamente per l’azione per il clima nell’UE e negli Stati membri.

Il nuovo strumento di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio
I deputati chiedono un campo di applicazione più ampio e una più rapida attuazione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) dell’UE, che serve a sostenere la riduzione delle emissioni nei paesi non UE e prevenire la rilocalizzazione delle emissioni. Fra le proposte approvate figurano:
– l’introduzione graduale e anticipata del CBAM entro il 2032, in concomitanza con l’eliminazione delle quote gratuite ETS;
– l’estensione del campo di applicazione ai prodotti chimici organici, alla plastica, all’idrogeno e all’ammoniaca, nonché alle emissioni indirette;
– l’utilizzo di un importo equivalente alle entrate del CBAM dal bilancio UE per sostenere la transizione verde nei Paesi meno sviluppati;
– l’istituzione di un’autorità CBAM a livello UE.

Fondo sociale per il clima
Il Parlamento ha sostenuto la creazione di un Fondo sociale per il clima (SCF) per aiutare le persone più colpite dalla povertà energetica a far fronte all’aumento dei costi della transizione energetica.
Il Fondo dovrebbe includere:
– misure temporanee di sostegno diretto al reddito (come la riduzione delle tasse e delle tariffe energetiche) per far fronte all’aumento dei prezzi del trasporto su strada e del combustibile per riscaldamento;
– investimenti nella ristrutturazione degli edifici, nelle energie rinnovabili e per passare dal trasporto privato a quello pubblico, al car-pooling e car-sharing e all’utilizzo di modi di trasporto attivi quali la bicicletta. Le misure potrebbero prevedere incentivi fiscali, voucher, sovvenzioni o prestiti a tasso zero.

Il Parlamento ha inoltre adottato la sua posizione negoziale su:
– Livelli di emissione CO2 per auto e furgoni
– Uso del suolo, cambiamenti di uso del suolo e forestale (LULUCF)
– Emissioni di gas serra in altri settori (condivisione degli sforzi)
– Revisione del sistema ETS per il trasporto aereo
– Riserva stabilizzatrice del mercato
Per ulteriori informazioni
Risultati delle votazioni (22/06/2022)
I testi approvati saranno disponibili qui (cliccare su 22/06/2022)
Servizio di ricerca del PE: approfondimento sul pacchetto « Pronti per il 55% nel 2030 »
Infografica – “Pronti per i 55% nel 2030”
Servizio ricerca del PE: Azione per il clima dell’Unione europea: situazione attuale (14/12/2021)
Centro multimedia del PE – Green Deal europeo
L’UE punta alla neutralità climatica entro il 2050 ©Kampan/Adobe stock

L’attivista per i diritti umani Yvan Sagnet racconta l’esperienza NoCap in occasione della presentazione del fumetto ispirato al suo impegno

Yvan Sagnet, fondatore e presidente NoCap: «In rete con le imprese e i lavoratori. Ecco come si sconfigge il caporalato»

Fonte «In rete con le imprese e i lavoratori. Ecco come si sconfigge il caporalato» (avvenire.it) 17 maggio 2022

Il romanzo a fumetti sulla nostra storia « La Città di Cap » ideato da A mano disarmata ed edito da BeccoGiallo Editore oggi su Avvenire.

Cosa c’è dietro a una città solo apparentemente perfetta? Una realtà distopica, una cortina di fumo che nasconde una realtà infernale in cui si calpestano i diritti civili. È questo il cuore de ‘La città di Cap’, graphic novel ispirato alla battaglia per i diritti umani di Jean Pierre Yvan Sagnet, autore della prefazione al libro. Il lavoro, nato dalla collaborazione con l’associazione NoCap e A Mano Disarmata e con il sostegno di Intesa Sanpaolo, verrà presentato oggi a Torino, nel corso del 7° Forum dell’informazione contro le mafie, che metterà al centro proprio la lotta al caporalato e le cui conclusioni saranno affidate a don Luigi Ciotti, fondatore di Libera. Come ne ‘La città di Cap’ la rivoluzione è nelle mani di una giovane donna che dal gradino più basso della società, muove le coscienze, accendendo il senso civico, così adesso tocca a tanti protagonisti nascosti della società civile emergere dal buio e lottare per la propria emancipazione.

«Abbiamo accolto con tanto entusiasmo la proposta di raccontare con un fumetto lo sfruttamento dei lavoratori. Soprattutto perché è rivolto a un pubblico di giovani. E perché, purtroppo, il fenomeno è ancora gravissimo e in evoluzione». Così sottolinea Yvan Sagnet, attivista camerunense, nominato cavaliere della Repubblica dal presidente Mattarella per il suo impegno in difesa dei diritti dei lavoratori, promotore del progetto NoCap che ha ispirato il libro di fumetti. Un progetto che in tre anni ha coinvolto in sei regioni una cinquantina di aziende e circa 1.200 lavoratori.

Yvan, bisogna parlare ancora molto di caporalato?
Certo. Anche perché il fenomeno è in evoluzione. Ci sono nuove forme di caporalato, come le cooperative senza terra e le agenzie interinali. Cambia forma, ma ormai il sistema di produzione si regge sullo sfruttamento, che colpisce non solo il settore agricolo ma tutti i settori economici. E non riguarda più solo il Sud. Ben il 55% delle inchieste riguardano il centronord.

La legge 199 del 2016, conosciuta come “legge anticaporalato”, ha dato strumenti molto importanti a magistratura e forze dell’ordine. E i risultati si vedono. Ma basta?
No. Serve una vera e seria riforma del mercato del lavoro. Non possiamo lasciare tutto alla magistratura. La repressione serve ma non è sufficiente, risolve una parte del problema. Bisogna lavorare sulla prevenzione introducendo tutta una serie di strumenti.

La copertina della graphic novel “La città di Cap”, ispirata alla battaglia per i diritti umani di Yvan Sagnet

Quali?
Serve una riforma del sistema ispettivo. C’è un’illegalità così diffusa che è diventata quasi legale, e vige una cultura dell’impunità alimentata dalla scarsezza dei controlli. Servono più ispettori. In Puglia a fronte di 40mila imprese agricole ci sono solo 99 ispettori, in Toscana una cinquantina. Utilizziamo il Pnrr per nuove assunzioni. Ma non basta il personale. Una riforma riguarda anche la qualità dei controlli. E poi va riformato il collocamento. Oggi i caporali svolgono una funzione di intermediazione, sono una sorta di centri per l’impiego illegali. Manca un vero sistema legale di incrocio tra offerta e domanda di lavoro. Il collocamento pubblico è stato completamente smantellato. E le aziende chiamano i caporali.

L’esperienza NoCap dimostra che è possibile fare altro. Quale è il segreto del vostro successo?
Siamo passati dalla protesta alla proposta. Le persone hanno bisogno di risposte concrete, non solo di raccontare i problemi. Siamo partiti dall’analisi del fenomeno. È un problema di sistema economico che produce sfruttamento e caporalato che sono funzionali a questo modello che pensa solo al profitto e non ai diritti della persona.

E dopo l’analisi?
Cominciare a lavorare. Sul territorio manca una risposta pratica. Molte delle battaglie, lo dico senza polemiche, si svolgono ai tavoli istituzionali, nei convegni, e meno sul territorio.

Non servono navigatori solitari, ma una rete di soggetti coinvolti…
Proprio così. Stiamo creando una rete sul territorio con i vari attori della società civile, soprattutto quelli che hanno esperienza, e sono in contatto permanente coi lavoratori e le imprese. Abbiamo così fatto un’alleanza con la Caritas, e con la Chiesa che conoscono i problemi dei lavoratori. Ma abbiamo fatto un’alleanza anche con tantissime imprese agricole perché non possiamo risolvere questi problemi se non le coinvolgiamo. Lasciamo da parte l’ideologia, andiamo sulla concretezza. Sono loro che assumono. A noi non serve diventare un’impresa agricola. Se non apriamo un confronto, un dialogo con le imprese, non riusciremo a fare niente. Questa collaborazione è stata la chiave della nostra impostazione e ci ha consentito di entrare nelle imprese e dettare le nostre condizione in accordo con loro. Ci fanno fare i controlli, e ci consentono di inserire nelle aziende soggetti deboli del mercato del lavoro.

Con che risultati?
Operiamo in sei regioni e in tre anni abbiamo intercettato una cinquantina di aziende agricole importanti, mediograndi, inserendo circa 1.200 lavoratori. Non è assistenzialismo, è lavoro. E coinvolgendo anche i consumatori.

E come?
I consumatori che sostengono queste aziende agricole e acquistano i prodotti col marchio NoCap, chiudono la filiera creando un ponte tra l’azienda, la distribuzione e il consumatore che riconosce un prodotto giusto, etico, pulito attraverso il nostro bollino NoCap. Il supermercato è contento di commercializzarlo, e l’azienda è contenta di produrlo. Il bollino lega la filiera dalla raccolta al consumo. E i consumatori stanno rispondendo, sia in Italia che all’estero, dove c’è una grande richiesta.

Fonte «In rete con le imprese e i lavoratori. Ecco come si sconfigge il caporalato» (avvenire.it) 17 maggio 2022

Territoire ZERO diffusé sur sites marocains


Le membre marocain du comitè scientifique du CETRI TIRES, Zakaria Hachlaf a publieè sur le prestigieux  portail d'informarion V – Express un'illustraction ponctuelle du Manifeste Térritoire Zéro – vers une societé tendant à émissions zéro, déchets zéro et kilomètres zéro.

Zakaria Hachlaf pour Ville Expresse: L’energie verte: le levain d’une economie de terroir

 
Zakaria Hachlaf, Membre permanent du Comité scientifique du C.E.T.R.I.-T.I.R.E.S. Cercle Européen pour la Troisième Révolution Industrielle evoque dans cet article le scenario énergetique de la Troisième Révolution Industrielle basé sur les renouvelables distribuèes

L’Argentine a sauvé le peuple et non les banques – Gérard Thomas pour Libération

 
Il est extrêmement intéressant de noter que la spéculation financière, qui certains généreusement ont re-baptisée «marchés financiers» ne va pas gagner à chaque fois.
 
En effet, quand un gouvernement est opposé aux revendications de ce groupe criminel de parieurs endurcis qu ont leur siège social mondial à Wall Street, les menaces de faillites se révélént pour ce qu'elles sont: une bluff.

Efficacité énergétique: des milliards à économiser



Des mesures contraignantes d'économie d'énergie, notamment la rénovation de bâtiments publics, des programmes d'économie d'énergie pour les services publics, et des audits énergétiques pour toutes les grandes entreprises, seront obligatoires selon une directive européenne sur l'efficacité énergétique approuvée en plénière ce mardi. En réduisant la consommation d'énergie de 20 %, l'UE pourrait économiser 50 milliards d'euros par an. 

La Troisième Révolution Industrielle dans le pays des Révolutions

 
 
22/02/2012
 
"Vous les Français avez fait  la plus grande révolution de tous les temps qui a changé à jamais le cours de l'histoire en libérant l'homme du Moyen Age et en l'amenant dans l'ère moderne.

Jérémy Rifkin: La troisième révolution industrielle est en marche! – Anne-Cécile Bras sur RFI.fr

 
 
12/02/2012

Pour Jérémy Rifkin, les révolutions ont toujours démarré par la conjonction des modes de communication et de nouvelles énergies.
 
La fusion de la technologie d’Internet et des énergies renouvelables serait à la base de la Troisième Révolution Industrielle qui doit s’accélérer si nous voulons que l’Humanité ait un futur. Une révolution qui repose sur 5 piliers et qui devrait créer des millions d’emplois!

POURQUOI J’AI DÉVORÉ LE DERNIER RIFKIN – Anne-Sophie Novel sur Ecoloinfo.com

 
 
07/02/2012
 
Jeremy Rifkin est en France ces jours-ci pour présenter son dernier ouvrage, La Troisième Révolution Industrielle. J’ai eu la chance de lire son ouvrage en avant-première… et je l’ai dévoré en quelques heures seulement. Voilà pourquoi.

Une troisième révolution industrielle est en vue – Le Figaro et Jeremy Rifkin


 
07/02/2012

L'économiste américain Jeremy Rifkin présente ce mardi à Paris son dernier essai sur les mutations en cours de l'économie et les bases d'une croissance durable tout au long du XXIe siècle. Voici sa vision du futur.

La Troisième Révolution Industrielle – Comment le pouvoir latéral va transformer l’énergie, l’économie et le monde – cdurable.info

 
 
05/02/2012

Les éditions Les Liens qui Libèrent (LLL) publie en ce début février 2012 la traduction française du dernier opus de Jeremy Rifkin : The Third Industrial Revolution.
 
L’auteur est d’ailleurs en France à l’occasion de cette sortie. Il était notamment l’unique invité de 3D, l’émission dominicale de Stéphane Paoli diffusé sur France Inter (le 29 janvier 2012 –(Ré)écoutez).

RSS Feed