Tuesday, August 9, 2022

Dialogo tra Petrini e Rifkin

Pubblicato sul quotidiano La Repubblica di oggi (09 Giugno 2010) il dialogo tra Petrini e Rifkin su energia,cibo e democrazia

Incontro European Investment Bank – Commissione Europea per possibili iniziative finanziarie legate al clima

Bruxelles, 14 giugno 2010

Il commissario Europeo per l’azione climatica Connie Hedegaard ed il presidente della European Investment Bank (EIB) Philippe Maystadt hanno raggiunto lunedì un accordo per sondare il campo in vista di un’azione finanziaria congiunta legata al clima rivolta a Nazioni in via di sviluppo; il progetto si colloca nell’ambito dell’impegno preso dall’Unione Europea nella conferenza ONU sul clima tenutasi lo scorso dicembre a Copenhagen. Durante le trattative tenutesi nel quartier generale della EIB in Lussemburgo, le due parti hanno inoltre stipulato un accordo politico riguardante la mobilitazione finanziaria in favore del trattamento di raccolta ed immagazzinamento del carbonio (CCS) e delle innovative tecnologie riguardanti le rinnovabili nell’Unione Europea attraverso le iniziative del NER (New Entrants Reserve) 300.
Il commissario Hedegaard ha affermato che “interventi finanziari adeguati sono cruciali per la preparazione e l’applicazione di un accordo internazionale che miri a mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi centigradi. L’Unione Europea ha uno dei target di riduzione delle emissioni più ambiziosi al mondo. Le istituzioni finanziarie come la EIB, insieme al settore privato, avranno un ruolo chiave nell’aiutare l’Unione Europea  a completare il suo impegno sulle emissioni e a mobilitare i flussi finanziari necessari all’attenuazione ed all’adattamento delle Nazioni in via di sviluppo al cambiamento climatico”.
Il vicepresidente della EIB, Simon Brooks, responsabile delle tematiche di protezione ambientale, pensa che “una manovra di azioni finanziarie climatiche da parte dell’Unione Europea darà visibilità agli impegni presi dall’UE lo scorso anno a Copenhagen. L’idea è di combinare le garanzie date dalla Commissione Europea e dagli Stati Membri con i finanziamenti della EIB a di altre istituzioni finanziarie europee per affrontare le varie sfide riguardanti la mitigazione e l’adattamento il più efficientemente possibile”.
La Commissione Europea e il gruppo EIB stanno già cooperando per la messa in opera del Global Energy Efficiency and Renewable Energy Fund (GEEREF –  Fondo globale per l’efficienza energetica e le energie rinnovabili). Lanciato nel 2008, il GEEREF ha già procurato finanziamenti per fondi per energie rinnovabili in Africa Meridionale ed in Asia.
La EIB lo scorso anno ha concesso prestiti per circa 17 miliardi di Euro a supporto degli obiettivi climatici Europei, compresi vari progetti ad energia rinnovabile in Egitto, Kenya, Turchia e Vanuatu, oltre che in altri Paesi. Quest’anno la EIB prevede di concedere prestiti per altri 2,5 miliardi di Euro per investimenti sulle rinnovabili in Paesi extraeuropei e considera l’opzione di sviluppare ulteriormente il suo portfolio di “carbon funds” in cooperazione con altre istituzioni finanziarie.
La Commissione Europea ad aprile ha proposto di incrementare il limite massimo di finanziamenti che la EIB può concedere al di fuori dell’Europa di altri 2 miliardi di Euro per il periodo 2011-2013, con l’obiettivo di dedicare questi fondi alla lotta contro il cambiamento climatico. Il ministero delle Finanze Europeo la scorsa settimana ha dato supporto provvisorio alla proposta, in attesa di una prima lettura in Parlamento Europeo.
La Commissione Europea e la EIB stanno al momento perfezionando un accordo interistituzionale sull’applicazione dell’iniziativa del NER 300, con la quale 300 milioni di permessi di emissione NRE dell’Emissions Trading System dell’Unione Europea saranno venduti per accumulare fondi da investire in progetti dimostrativi riguardanti il CCS e tecnologie innovative per le energie rinnovabili. L’accordo sarà pubblicato una volta terminato.

Piano di Rifkin per Roma

La  rassegna stampa del Master Plan di Roma e l’operato di J. Rifkin

Cliccate sull’immagine qui in basso per scaricare la rassegna stampa

Meno emissioni e risparmio energetico: ecco il progetto di Rifkin per la capitale

Roma La Repubblica

 

 

Presentato in Campidoglio lo studio dell'economista americano. Piani avveniristici, ambiente e green economy. Un investimento, per 20 anni, di 10 miliardi di euro.

 

Come una "biosfera", così Jeremy Rifkin immagina il funzionamento del sistema energetica-ambientale di Roma nel futuro a venire. Una città che deve cambiare pelle, in un piano industriale che partendo dal 2010 si chiuderà nel 2030. La terza rivoluzione industriale, come è stata definita, mette in rete progetti avveniristici, ambiente e green economy e porterà Roma a un investimento, per 20 anni, di 10 miliardi di euro (circa 500 milioni di euro l'anno) ma che ne renderà alla città 16. Il Master Plan è stato presentato, dopo 6 mesi di lavoro, dallo stesso economista americano, dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno e dall'assessore capitolino all'ambiente, Fabio De Lillo.

 

Il progetto passa attraverso un elaborato piano di efficienza energetica per ridurre le emissioni del 46% entro il 2030. Il progetto di Rifkin punta ad un nuovo sviluppo del modello urbanistico romano con l'energia ripensata "per zone concentriche e intercollegate". In base al piano il centro cittadino dovrà diventare un luogo attraente in controtendenza con l'attuale spopolamento. Una possibile soluzione potrebbe essere la trasformazione di edifici militari e commerciali dismessi in nuovi blocchi residenziali attraverso l'utilizzo di tecniche di ristrutturazione innovative. Accanto a questo c'è lo sviluppo dell'anello commerciale e industriale in modo sostenibile interconnesso con il centro con sistemi di trasporto di massa biciclette e percorsi a piedi. L'anello commerciale industriale dovrebbe diventare poi un vasto laboratorio per lo sviluppo di tecnologie e servizi per trasformare roma in modello di economia a basso contenuto di carbonio. Infine la parte agricola della città che dovrà essere potenziata e sviluppata. Il tutto per limitare le emissioni che calcolando una crescita del 30% dell'economia cittadine sul periodo 2010-2030, senza azioni per limitare le emissioni potrebbe portare ad una crescita delle stesse del 4%.

 

"E' un piano economico di sviluppo, un'immaginazione creativa che diventa realtà" ha detto Rifkin. I fondi secondo lo studio dell'economista dovrebbero arrivare da un quinto del Pil di Roma per avere come ha sottolineato Rifkin "una società post-carbonio". Anche il sindaco ha sottolineato come "non ci sono, nell'attuazione del piano che è economico, edilizio e ambientale, aumenti di costo per il Comune. È una scelta obbligata perché se pensassimo di correggere i ritardi di Roma con le vecchie strategie non arriveremo mai. L'unica cosa che possiamo fare è un salto in avanti, un salto tecnologico attraverso scelte fortemente innovative".

 

Per Rifkin le linee guide del piano sono 4: "Il pacchetto '20-20-20' della Comunità europea; la creazione in ogni edificio di un centro di produzione energetica; l'immagazzinamento di questa stessa energia e una rivoluzione nella comunicazione al cittadino". L'idea di Rifkin è quella di creare un sistema di riconciliazione delle aree che partendo dal centro storico lo circondano: tre sfere (centro con abitazioni, seconda fascia anello commerciale e la terza agricola) che interagiscano fra loro.

 

I primi 10 interventi sono stati calendarizzati entro la fine del 2012: nuovo isole energetiche alla Sapienza, valorizzazione energetica dei residui arborei, intervento di generazione distribuita dell'energia nei piani di recupero urbanistici, cogenerazione negli impianti natatori, piano energetico dell'Eur, illuminazione pubblica ad emissioni zero, rete di gestione e controllo dell'energia attraverso contatori elettronici, sostituzione negli uffici comunali delle lampade a bassa efficienza con quella ad alta, comunicazione ai cittadini e predisposizione delle azioni nel settore edilizio. "Il nostro obbiettivo – ha detto De Lillo – è lo sviluppo sostenibile e l'incremento della green economy. Vogliamo coinvolgere le grandi aziende ma anche le famiglie".

 

Mentre Rifkin ha sottolineato: "È un piano economico di sviluppo per far si che Roma diventi la prima città al mondo senza carbonio. Roma sarà la prima città 'biosferica' al mondo e diventerà una città sostenibile e un modello". Infine per Alemanno questo piano "servirà anche alla candidatura Olimpica visto che l'Italia è stata bocciata per gli Europei di calcio proprio per lo scarso impegno ambientale". Ma soprattutto per il sindaco è fondamentale "coinvolgere i cittadini, che non sono carenti in senso civico, con progetti non calati dall'alto ma con un senso di partecipazione".

 

"Il compenso che ho ricevuto dal comune di roma per lo studio e la realizzazione del masterplan è pari ad uno stipendio medio di un dirigente medio di un'impresa media pari a 250.000 Euro più 30.000 Per rimborso spese e viaggi", ha spiegato l'economista. "Il lavoro è durato otto mesi – ha aggiunto – e ci hanno lavorato 25 persone, che sono solo, però, una punta di un iceberg di una realtà che ha coinvolto più settori ed un gruppo di studiosi più ampio", pari a circa 40 persone.

 

Reazioni. "In attesa che le biosfere creative ecosostenibili immaginate da Rifkin si trasformino in qualcosa di concreto, è preoccupante constatare come negli ultimi tempi non si sia registrato a Roma alcun incremento nei numeri delle fonti rinnovabili. Il sindaco Alemanno non può limitarsi a reiterare annunci che riguardano interventi già in corso, come quello per l'illuminazione ad alta efficienza; oppure a prospettare progetti indefiniti che rimandano a cose futuribili, come quello per l'Eur; o, infine, a riproporre comportamenti di buon senso per i quali non c'era bisogno di scomodare un esperto di fama mondiale". È quanto dichiara il presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati. "Come testimonia il Rapporto 'Comuni rinnovabili 2010', i numeri della capitale sono fermi per quanto riguarda i pannelli solari sia fotovoltaici (7.918 kW) che termici (3.219,8 mq) – sottolinea Parlati – e sono anche piuttosto bassi tenendo conto del numero degli abitanti. In più non si registra alcun incremento nell'uso sui tetti degli edifici comunali (solo 256,62 kW di fotovoltaico)".

Roma capitale della biosfera e delle energie rinnovabili: il “masterplan” firmato Rifkin

01/06/2010

Roma

L’Urbe, antico centro di un impero dalla cui capitale tutto partiva e verso cui tutto muoveva, getta le basi per divenire la capitale del decentramento energetico, grazie al quale i nuclei urbani potranno trasformarsi in organismi autosufficienti (ma pure in grado di scambiarsi, in virtù di reti intelligenti, l’energia rinnovabile prodotta localmente). Consegnato nelle mani del sindaco Alemanno dall’economista Jeremy Rifkin il “masterplan energetico-economico per la città di Roma”.

Rifkin, teorico della “terza rivoluzione industriale”, ha ricevuto a dicembre scorso dal Sindaco l’incarico di elaborare con il suo gruppo il “masterplan”. Ora il piano, che parte dall’idea di conciliare la questione energetica con l’economia (ovvero di concepire l’economia pensando all’ambiente), è sul tavolo e conferisce a Roma una “missione” estremamente ambiziosa: essere l’apripista di una nuova concezione globale del modo in cui l’uomo abita la terra e interagisce con essa, “facilitare la transizione dall’attuale geopolitica verso la politica della biosfera, contribuendo così “al risanamento del pianeta per le generazioni a venire”.

Le parole d’ordine del “masterplan”: esaltare la relazione tra la città e il suo territorio agricolo (e non c’è in Europa un’altra città che ne possieda uno altrettanto vasto, prestandosi – da questo punto di vista – a sviluppare così ampiamente l’approccio “olistico” di Rifkin); “ripensare l’energia a Roma per zone concentriche e intercollegate” (centro, anello commerciale-industriale, Agro Romano); “apprendimento collaborativo e distribuito”, ovvero sistemi d’insegnamento e formazione totalmente ripensati “rispetto al modello iper-competitivo attualmente vigente”, all’insegna – invece – della condivisione, dello scambio dei saperi e di una crescente “empatia” (così come ormai determinato dalla grande “aula virtuale” di Internet).

Tra le molte indicazioni contenute nel “masterplan”: incremento dell’agricoltura sugli 80 mila ettari di aree verdi romane (oltre la metà dei 150 mila ettari del territorio comunale) per accorciare sempre più la filiera, valorizzare la produzione locale e ridurre così costi ed emissioni nocive dovute al trasporto delle derrate – ma anche per impiantare parchi eolici e solari e per produrre biomassa –; creazione di parchi tecnologici e della biosfera, in tutta la città ma soprattutto nelle zone agricole; sviluppo (in accordo con gli orientamenti già espressi dal Campidoglio su una Roma “low carbon”) delle nuove imprese operanti nei settori della compatibilità ambientale.

Il Masterplan per Roma Capitale firmato Rifkin può essere scaricato qui:

masterplan_rifkin_italiano

Merkel, la Grecia e l’Europa

Intervista a Lorenzo Consoli, Presidente della associazione della stampa estera di Bruxelles “A.P.I.”

Meeting col Ministro dell’energia del Bahrain


Una delegazione del CETRI composta da Angelo Consoli, Peter Marchl e il professor Bruno D'Aguanno del CRS4 di Cagliari, ha incontrato questa mattina il ministro dell'energia del Bahrain per discutere di una possibile collaborazione per un piano energetico distribuito nel Paese del Golfo.

Nel corso della tre giorni nel Bahrain, la nostra delegazione ha tenuto una conferenza su "Le tecnologie della Terza rivoluzione industriale" organizzata dall'ordine degli ingegneri e architetti del Barhain, introdotta dal loro Presidente Ing. Mazen Ahmed Alumran, e dall'architetto Khalood Akbari nota per le sue costruzioni energeticamente visionarie. Nella tre giorni in Bahrain, la delegazione ha poi incontrato il ministro per l'ambiente Ahmad al-Kaabi, il Dr Majeed H A Karim presidente della compagnia elettrica e dell'acqua EWA. Infine la delegazione ha incontrato la comunità imprenditoriale del Bahrain nel corso della tradizionale cena annuale del Rotary, a cui i nostri rappresentanti sono stati ospiti d'onore con rituale discorso introduttivo dal Presidente merito Mohamed Salahuddin, e dal Presidente Regionale Mazen Alumran, e ha poi incontrato il rettore del Politecnico dr John Scott, per una collaborazione, CETRI Politecnico sulle energie di Terza rivoluzione industriale.

Una delegazione del CETRI composta da Angelo Consoli, Peter Marchl e il professor Bruno D'Aguanno del CRS4 di Cagliari, ha incontrato questa mattina il ministro dell'energia del Bahrain per discutere di una possibile collaborazione per un piano energetico distribuito nel Paese del Golfo.

Nel corso della tre giorni nel Bahrain, la nostra delegazione ha tenuto una conferenza su "Le tecnologie della Terza rivoluzione industriale" organizzata dall'ordine degli ingegneri e architetti del Barhain, introdotta dal loro Presidente Ing. Mazen Ahmed Alumran, e dall'architetto Khalood Akbari nota per le sue costruzioni energeticamente visionarie. Nella tre giorni in Bahrain, la delegazione ha poi incontrato il ministro per l'ambiente Ahmad al-Kaabi, il Dr Majeed H A Karim presidente della compagnia elettrica e dell'acqua EWA. Infine la delegazione ha incontrato la comunità imprenditoriale del Bahrain nel corso della tradizionale cena annuale del Rotary, a cui i nostri rappresentanti sono stati ospiti d'onore con rituale discorso introduttivo dal Presidente merito Mohamed Salahuddin, e dal Presidente Regionale Mazen Alumran, e ha poi incontrato il rettore del Politecnico dr John Scott, per una collaborazione, CETRI Politecnico sulle energie di Terza rivoluzione industriale.

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