Aznar e Rifkin, ecco la nostra Africa

Il punto di vista dell’ex primo ministro spagnolo e del notissimo “futurologo” americano

Parlare proprio di “network”, di qualsiasi tipo, è stato per Jeremy Rifkin come invitare il sorcio nella stanza del formaggio. Il “futurologo” americano, divenuto ormai una celebrità mondiale perché, al di là di qualche forzatura, quasi sempre ci azzecca, si è scatenato, dipingendo un pianeta giunto ormai a un bivio: o l’autodistruzione, frutto di un’ingordia di chi si mangia oggi l’uovo e  pure la gallina, o una presa di coscienza sulla necessità di perseguire la retta via dello sviluppo sostenibile. Un mondo, insomma, senza figli e figliastri, che nella più pura delle soluzioni “cooperativistiche” costruisca un domani basato sulla condivisione delle risorse e sulla possibilità, per tutti, di utilizzarle in maniera equanime.

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