Thursday, March 4, 2021

Obiettivi per la decarbonizzazione: la Regione Lazio a due velocità – Prof. Livio de Santoli

Il 2021 ci accoglie con parecchi cambiamenti, un nuovo Governo del Paese, un nuovo Ministero per la Transizione Ecologica, le nuove varianti del virus. Dopo quasi un anno dal primo lockdown siamo ancora qui a combattere la pandemia.
Le parole del nuovo Presidente Draghi non lasciano spazio a interpretazioni, “Lo spazio che alcune megalopoli hanno sottratto alla natura potrebbe essere stata una delle cause della trasmissione del virus dagli animali all’uomo”.
La pandemia è la conseguenza di uno sviluppo selvaggio e senza regole che non ha rispettato l’ecosistema.
La sfida che ci aspetta è il cambio di paradigma e la riconquista di uno sviluppo sostenibile.
Basterà un Ministero per la Transizione ecologica a invertire la tendenza?
La ricetta del cambiamento ha bisogno di un mix di ingredienti: di un po’ di visione, di un po’ di coraggio, di una buona dose di volontà e della giusta competenza.
La classe politica del Paese pare abbia capito che non è il momento delle tifoserie ma quello delle competenze.
L’Italia per molti anni è stata leader europea nelle tematiche dell’efficienza energetica e della sostenibilità. Oggi più che mai, con i quasi 70 miliardi di euro del Next Generation Eu dedicati al Green New Deal, potrà continuare ad esserlo tracciando il percorso di una nuova generazione di cittadini consapevoli. E’ il momento di scommettersi in prima persona, di affrontare le sfide e di dare il proprio contributo per la svolta sostenibile del nostro pianeta.

Articolo completo di Pier Francesco Scandura, Responsabile Editoriale Energia In Comune – 26 Febbraio 2021 – Lazio: la regione a due velocità, online la nuova rivista

Il nostro prof. Livio de Santoli, socio onorario CETRI-TIRES, ha scritto un articolo di dieci pagine su questo numero di Energia In Comune che gli dedica anche la copertina. Le 4 pagine finali dell’articolo sono sul potenziale dell’idrogeno nel Lazio, da pag 6 a pag 15 del numero di gennaio/febbraio 2021.

SCARICA LA RIVISTA: energiaincomune-GenFeb.pdf

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Una cabina di regia per il mare entri nel Comitato Interministeriale per la Transizione Ecologica alla Presidenza del Consiglio

Marevivo: nel momento delle riforme, Draghi dia spazio ad una seria politica per il mare. 2 marzo 2021

https://marevivo.it/comunicati-stampa/una-cabina-di-regia-per-il-mare-entri-nel-comitato-interministeriale-per-la-transizione-ecologica-alla-presidenza-del-consiglio/

Marevivo plaude all’istituzione di un Comitato Interministeriale per la transizione ecologica (CITE) alla presidenza del Consiglio che vede uniti i Ministri della transizione ecologica, dell’economia e delle finanze, dello sviluppo economico, delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, del lavoro e delle politiche sociali e delle politiche agricole, alimentari   e   forestali, indispensabili per un coinvolgimento dei temi legati all’Ambiente in tutte le scelte future. Il Comitato rappresenta una grande occasione che può far nascere al suo interno una struttura per dare vita ad una seria governance dell’immenso patrimonio che rappresenta il Mare.

In Italia, il mare rappresenta un campo di intervento centrale sia per l’ambiente che per l’economia: il nostro Paese è infatti caratterizzato da oltre 8.000 chilometri di coste, trentadue Aree Marine Protette, nove arcipelaghi, 800 isole, oltre 500 porti. Sono 200.000 le imprese italiane blu e rappresentano il 3% del PIL con un trend in continua crescita.

Dalla chiusura nel 1993 del ministero della Marina Mercantile con la sua Consulta, le istanze legate al mare sono state divise in sette ministeri ed è mancata una vera politica integrata per l’ecosistema marino. Da allora Marevivo ha sollecitato ripetutamente i Governi che si sono succeduti affinché istituissero un organismo alla Presidenza del Consiglio che potesse assolvere a questa mancanza.

Ora all’interno del CITE potremmo vedere finalmente realizzata la nostra richiesta per porre il Mare al centro delle politiche della transizione ecologica nazionale, ma anche nelle politiche internazionali essendo il nostro Paese una importante presenza nel Mar Mediterraneo. Come diceva Matvejevic, “L’Italia promontorio d’Europa nel Mediterraneo”: il nostro Paese potrebbe svolgere uno straordinario ruolo di cerniera tra i Paesi rivieraschi e l’Unione Europea” ha dichiarato Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo.

La bravissima presidente Rosalba Giugni con il nostro coordinatore generale Antonio Rancati.

Rosalba Giugni, fondatrice e presidente di Marevivo, con Papa Francesco

Solo in Italia si consumano tra i 6 e i 7 miliardi di bicchieri di plastica monouso all’anno

#StopSingleUsePlastic #NonBerePlastica #NoUsaeGetta #PlasticFree

Emergenza pesticidi in Alto Adige: trovati residui anche nei parchi giochi dei bambini

“Oggi ho depositato un’interrogazione parlamentare in merito al grave rischio di contaminazione da pesticidi presente in Alto Adige” – dichiara Eleonora Evi, eurodeputata dei Verdi europei, membro titolare in Commissione Ambiente.

Un recente studio indipendente condotto da scienziati italiani, austriaci e tedeschi ha infatti rilevato come nel territorio la contaminazione da pesticidi agricoli sia un fenomeno fortemente impattante anche sulle aree pubbliche. Il dato più allarmante è la presenza dei pesticidi nei parchi giochi per bambini, a dimostrazione di come il problema della deriva dei pesticidi nelle aree destinate ai cittadini sia tutt’altro che risolto.

“Già una precedente ricerca condotta nel 2017 – continua l’europarlamentare – aveva dimostrato la contaminazione da pesticidi nel 45% dei parchi testati. Il nuovo studio, non solo ha identificato la presenza di residui di 32 diversi pesticidi, ma anche la loro persistenza nell’ambiente durante tutto il corso dell’anno. Nello specifico, sono state rilevate sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino (interferenti endocrini) associate a diversi tipi di cancro, diabete, infertilità, disturbi dello sviluppo e del comportamento. L’esposizione a queste sostanze interferisce con lo sviluppo neurologico e ormonale dei bambini e risulta particolarmente pericolosa durante la gravidanza delle mamme. Voglio sottolineare che la relazione fra pesticidi e salute umana è stata ampiamente dimostrata ed è stato più volte riscontrato un nesso causale fra i danni neurologici per l’infanzia e i rischi cancerogeni nella popolazione esposta per motivi occupazionali. L’effetto deriva dei pesticidi ha conseguenze sanitarie che non possono essere ignorate: le molecole dei pesticidi sono ormai entrate stabilmente nel nostro habitat, contaminano le acque, i terreni, gli alimenti e si ritrovano persino nel latte materno! Quello che sta succedendo assume le connotazioni di un vero paradosso: l’agricoltura in Alto Adige, infatti, è finanziata dai soldi dei contribuenti europei tramite la politica agricola comune (PAC), vale a dire che sono gli stessi cittadini a finanziare pratiche che ne danneggiano la salute.

Eleonora Evi, eurodeputata dei Verdi europei, membro titolare in Commissione Ambiente

Ecco perché, con la mia interrogazione, chiedo alla Commissione quali misure stia adottando per garantire che i fondi della PAC non si traducano in contaminazione da pesticidi degli spazi pubblici e chiedo, inoltre, di tener conto degli studi menzionati per tutelare la salute dei cittadini. Ora più che mai è urgente attivarsi per cambiare il modello agricolo attuale, evitando le monocolture e il massiccio utilizzo di pesticidi che queste richiedono – conclude Eleonora Evi.

Fonte Greens/EFA – 2 marzo 2020

Sul numero di gennaio/marzo 2021 di AMBIENTE verrà pubblicata una interessante intervista all’europarlamentare Eleonora Evi del nostro coordinatore generale Antonio Rancati, direttore editoriale della testata nazionale, sulla tutela dell’acqua pubblica e le problematiche della plastica.

L’idrogeno Verde, L’Europa e l’Italia: Incentivi e nuove regole per una strategia nazionale per l’idrogeno – Webinar 5 marzo

Venerdì 5 marzo alle ore 17:00 all’interno di EXCO si terrà il Webinar di inaugurazione di EXCO H2fiera virtuale delle tecnologie dell’idrogeno in Italia

Per accedere al Webinar basta registrarsi gratuitamente nella fiera EXCO 

ENTRA IN EXCO

  • Apertura lavori: Fabio Roggiolani, Ecofuturo
  • L’ecosistema dell’idrogeno nelle strategie del Green Deal europeo: Antonio Parenti, Direttore dell’ufficio di Roma della Commissione Europea
  • Il potenziale dell’idrogeno nell’industria, la mobilità e l’edilizia per il rilancio economico: Livio de Santoli, Pro Rettore de La Sapienza incaricato delle politiche di sostenibilità
  • Un conto energia per l’idrogeno come per il fotovoltaico, per stare al passo con l’Europa: Alfonso Pecoraro Scanio, presidente Fondazione Univerde, già Ministro per l’Ambiente
  • Idrogeno: il punto di vista di Toyota: Leonardo Salcerini, Toyota Materia handling
  • Il contributo dell’industria italiana allo sviluppo della filiera idrogeno: Angelo Moreno, Consigliere di H2IT – Associazione Italiana idrogeno e celle a combustibile
  • Il Piano Nazionale per l’idrogeno: Senatore Maurizio Buccarella, presidente dell’intergruppo parlamentare per l’idrogeno
  • Conclusioni e raccomandazioni per il governo
  • Moderatore: Angelo Consoli, Presidente CETRI-TIRES Circolo Europeo per la Terza Rivoluzione Industriale

Seguite il tutorial per accedere alla sala Webinar

Closing the Carbon Cycle, a Mission for Europe with ECBPI

Materials and energy derived from biowastes and agricultural by-products, from renewable, sustainably grown, bio-based resources that complement food production, can be returned through systemic management to soil, to enhance and ensure the long-term viability of agricultural production in Europe.

We live in exciting times with extraordinary opportunities to better the condition in which humans live on Planet Earth, while recognising the enormous challenges we face in achieving peace, prosperity, ecological sustainability and improved human and animal health.  History has shown the astonishing capacity of humanity to continually develop through collaboration, scientific innovation and collective visions. 

Technological innovation is developing more rapidly than at any time in history. Whilst innovation has created well-being on an unprecedented scale, this has come  at the price of depleting basic resources and polluting the air, water, soil and food we depend upon, whilst driving climate change- an existential threat to human survival. Humanity faces a critical moment in which we ask ourselves: how can we continue to develop without the negative impacts we have created in the last two centuries?

We all recognise that the time in history has arrived in which technology needs to be deployed for us to create energy, materials and economic development that has ecologically regenerative rather than destructive outcomes.

The European Circular Bioeconomy Policy Initiative (ECBPI) is a broad alliance of those who believe that the opportunities and challenges we face in Europe for continued prosperity are intrinsically linked to the growth of a restorative, regenerative European circular bioeconomy.

Members of ECBPI share the vision and the principles laid out in our manifesto

OUR MISSION IS FOR

Advancement of the European Economy

Regeneration of our Environment

Sustainability of our Agriculture

Development of Scientific Research

Health of our Citizens

Our vision is to see materials and energy derived from biowastes and agricultural by-products, from renewable, sustainably grown, bio-based resources that complement food production, returned through systemic management to soil, to enhance and ensure the long-term viability of agricultural production in Europe.

The ECBPI will provide a platform to promote this vision within the context of European policies.

Website: ECBPI | European Circular Bioeconomy Policy Initiative

Firma subito la petizione #SubitoAmbienteInCostituzione #BastaRinvii!

FIRMA SUBITO LA PETIZIONE su Change.org
#SubitoAmbienteInCostituzione #BastaRinvii #EcologiaIntegrale

https://www.change.org/subitoambienteincostituzione

Il degrado ambientale, gli inquinamenti di aria, acqua e suolo, la perdita di biodiversità e il cambiamento climatico stanno distruggendo gli habitat e sono stati anche una delle cause della diffusione della pandemia da Covid19, e che la crisi climatica rischia di essere catastrofica.

CHIEDIAMO che si proceda a votare l’introduzione della tutela dell’ambiente nella Carta costituzionale italiana superando anni di rinvii.

Leggi il testo completo della petizione e FIRMA qui: https://www.change.org/subitoambienteincostituzione

Cefalù, la bellissima Perla del Tirreno sempre più green e plastic free grazie all’assessore all’ambiente Salva Mancinelli

L’Amministrazione comunale di Cefalù, la bellissima Perla del Tirreno, ha siglato il primo protocollo d’intesa nella Regione Sicilia tra un comune e l’associazione Plastic Free Onlus, con la firma del Sindaco Rosario Lapunzina. Visita online: www.comune.cefalu.pa.it

Veduta aerea del borgo storico di Cefalù tra i più belli d’Italia

Una proposta progettuale concreta che verte essenzialmente sul tema della tutela ambientale del territorio, in particolar modo riducendo l’utilizzo della plastica monouso sul territorio comunale, a partire dalla scuola primaria, da anni protagonista di diverse iniziative di sensibilizzazione ambientale, grazie all’instancabile attività dell’Assessore Salva Mancinelli, creatrice dell’evento Earth Day Cefalù, giunto alla settima edizione.

“Siamo felici di essere i primi in Sicilia a firmare questo protocollo. Il nostro impegno – dichiara il Sindaco – da anni mira a tutelare l’ambiente e a sensibilizzare sull’inquinamento da plastica con tantissimi eventi e collaborazioni, e oggi si rafforza mediante l’accordo strategico con una delle realtà più attive sul tema nel panorama nazionale. Cefalù da sempre è particolarmente attenta alle tematiche ambientali, puntando a far crescere questo tipo di sensibilità verso la lotta alla plastica usa e getta, affinchè possa diventare una vera e propria cultura di comunità, in maniera tale da farne virtuosismo che possa interessare anche gli altri aspetti del nostro territorio: la salute pubblica, il turismo e l’economia del territorio. Ci siamo prefissati degli obiettivi semplici ma importanti: ridurre la produzione di rifiuti e l’impatto ambientale generato dagli stessi; incrementare e valorizzare la raccolta differenziata diminuendo la percentuale di rifiuto indifferenziato a favore della quota destinata al recupero; orientare e sensibilizzare i cittadini verso scelte e comportamenti consapevoli e virtuosi in campo ambientale, a partire dai più piccoli. In occasione di Earth Day Cefalù tante sono le scuole che partecipano alla liberazione di tartarughe Caretta caretta presso la spiaggia del Lungomare di Cefalù, in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico della Sicilia, e diverse sono le iniziative di pulizia della spiaggia e dei fondali marini con volontari e associazioni. Ci auspichiamo che questo sia solo l’inizio di una lunga e proficua collaborazione con Plastic Free Onlus. L’adesione alla filosofia “plastic free” pone le basi per un percorso di sensibilizzazione fondamentale, un percorso che dovrà portare a ridurre al minimo l’uso della plastica e comunque creare quelle occasioni di riutilizzo di un materiale sempre piu’ presente nelle nostre case e nei nostri mari”.

Il Duomo di Cefalù, nome con cui è nota la basilica cattedrale della Trasfigurazione, dal 3 luglio 2015 fa parte del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco

“Accogliamo con grande piacere la sottoscrizione del nostro protocollo di collaborazione Plastic Free con la città di Cefalù – ha dichiarato il Segretario generale del comitato scientifico e responsabile nazionale dei progetti Comuni Plastic Free Antonio Rancati, coordinatore generale del centro studi europeo Cetri-Tires – Cefalù è la prima città siciliana della provincia di Palermo sulla costa tirrenica, per sensibilizzare tutta la popolazione sui nostri temi Plastic Free, in particolare ai numerosi turisti attratti dalle bellezze locali e del mare, per annullare definitivamente l’utilizzo della plastica usa e getta. Siamo fiduciosi – prosegue Rancati – che questa prima realtà costiera del Mar Tirreno possa essere un esempio molto positivo per tutto il resto di Italia. Prossimamente inizieremo con i pubblici amministratori ad organizzare degli incontri nelle scuole primarie per far crescere una nuova generazione più consapevole per la tutela dell’ambiente con il nostro Progetto Scuole Plastic Free e pianificheremo alcune raccolte di plastica con il coinvolgimento della cittadinanza”.

Ufficio stampa Comune di Cefalù – 25 febbraio 2021

Website: www.comune.cefalu.pa.it

Sindaco Rosario Lapunzina
Assessore Salva Mancinelli e Tartaruga Gea
Fonte Wikipedia

Nasce il nuovo Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili in linea ai principi del Next Generation Eu

Il nostro centro studi europeo CETRI-TIRES, con il consiglio direttivo, il comitato scientifico ed i responsabili dei dipartimenti tematici, augurano un proficuo lavoro al Ministro Enrico Giovannini, con l’auspicio che introduca fin da subito un reale cambiamento nelle infrastrutture e nella mobilità sostenibili come indicato nel Green Deal europeo con l’Idrogeno Verde.

Il nostro coordinatore generale Antonio Rancati con il ministro Enrico Giovannini

Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti diventa “Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili”: questo è il nuovo nome approvato oggi dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro Enrico Giovannini con il decreto-legge sulla riorganizzazione dei ministeri. Lo annuncia il ministero in una nota.

“Il cambio di nome – afferma il ministro Giovannini – corrisponde a una visione di sviluppo che ci allinea alle attuali politiche europee e ai principi del Next Generation Eu.

L’obiettivo è promuovere una forte ripresa economica del Paese che sia sostenibile anche sul piano sociale e ambientale, come indicato dal Presidente Draghi, che ringrazio per aver sostenuto la proposta di modifica del nome del Ministero. Investimenti rapidi e consistenti, come quelli che stiamo programmando, in particolare con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, devono produrre un rilevante effetto sul piano della competitività del sistema economico e di stimolo occupazionale nell’attuale congiuntura economica e in prospettiva”.

Per Giovannini, “il rafforzamento e l’ammodernamento delle reti infrastrutturali e del settore della logistica, l’investimento in infrastrutture sociali e nelle diverse aree del sistema dei trasporti devono accompagnare e accelerare le trasformazioni in atto nel mondo delle imprese e dei consumatori nella direzione della sostenibilità”. “Il Ministero – conclude il ministro – aprirà un dialogo intenso con gli operatori economici e sociali per identificare le azioni più idonee per accelerare questo percorso, tenendo conto anche delle nuove opportunità derivanti dai recenti orientamenti del mondo finanziario e delle politiche europee in materia”.

26 febbraio 2021

La prof.ssa Antonella Palladino con il Comune di Tortora (Cosenza) apre le porte della Calabria agli importanti temi Plastic Free

Con delibera di Giunta numero 13 del 24 febbraio 202, il Comune di Tortora ha formalmente adottato il Protocollo d’intesa proposto dall’associazione Plastic Free Onlus.

La prof.ssa Palladino con alcuni alunni e docenti dell’Istituto Comprensivo Rocca Imperiale di Montegiordano (Cosenza) per la proiezione del docufilm TRI del nostro prof. Jeremy Rifkin

L’associazione opera dal 2019 sul territorio nazionale con una rete di volontari con l’obiettivo di informare e sensibilizzare più persone possibili sulla pericolosità della plastica, in particolare quella monouso, che non solo inquina bensì uccide tanti animali marini.

Nata come realtà digitale con oltre 450 referenti in tutt’Italia, si posiziona come la più importante e concreta associazione su questa tematica.

Tortora è uno dei primi comuni della provincia di Cosenza ad aderire all’associazione Plastic Free Onlus, il quarto in Calabria dopo Montepaone, Stefanaconi e Scalea, e uno dei primi comuni costieri a livello nazionale ad aver stretto questo patto di ecologia.

In foto a destra la nostra prof.ssa Antonella Palladino consegna l’attestato di merito CETRI-TIRES alla dirigente scolastica Elisabetta D’Elia

Il protocollo faciliterà le varie attività previste dall’associazione, come ad esempio gli eventi di raccolta nei siti maggiormente danneggiati dai rifiuti di plastica e tante altre iniziative che verranno programmate in collaborazione con tutti i cittadini, Questo atto formale testimonia la sensibilità alla tematica della sostenibilità ambientale del territorio, e la disponibilità a supportare i volontari di Plastic Free nelle loro attività ormai sentite come una missione da svolgere quotidianamente con l’obiettivo, a beneficio di tutto l’ecosistema, di liberare il territorio locale dalla plastica che danneggia il nostro pianeta.

L’amministrazione comunale, con questo atto simbolico, definisce ulteriormente la sua volontà di fare del suo territorio un luogo che serva da esempio nella pratica delle “regole del rispetto” nei confronti dell’ambiente e della natura. Invita in questo modo tutta la comunità ad una coscienza ecologica ambientale sempre più attenta, più efficace nelle azioni che nelle teorie.

Premiazione della prof.ssa Antonella Palladino al Senato della Repubblica nel 2017 dal presidente Angelo Consoli e dal coordinatore generale Antonio Rancati

“Accogliamo con grande piacere la sottoscrizione del nostro protocollo di collaborazione Plastic Free con la città di Tortora – ha dichiarato il Segretario generale del comitato scientifico e responsabile nazionale dei progetti Comuni Plastic Free, Antonio Rancati – Tortora è una delle prime città della Calabria che si è attivata subito per sensibilizzare tutta la popolazione sui nostri temi Plastic Free, in particolare sarà determinante il messaggio concreto che lancerà nella prossima estate ai numerosi turisti attratti dalle spiagge, dai boschi e dai luoghi che rendono questa cittadina unica, affinchè possano anche loro abbandonare definitivamente l’utilizzo della plastica usa e getta.

Siamo fiduciosi – prosegue Rancati – che questa realtà che apre le porte della Calabria dalla costa nord tirrenica, possa essere un esempio molto positivo per tutto il resto di Italia. Inizieremo con i pubblici amministratori ad organizzare degli incontri nelle scuole per far crescere una nuova generazione più consapevole per la tutela dell’ambiente con il nostro Progetto Scuole Plastic Free. Subito il primo evento è stato pianificato per sabato pomeriggio 6 marzo, che vedrà protagonisti i cittadini che si presteranno volontariamente alla raccolta di plastica grazie ai gruppi guidati dai nostri referenti di zona Carmelo De Leo del Comune di Aieta e dalla professoressa Antonia Palladino per la città di Tortora, stimata educatrice da me già conosciuta e molto apprezzata per progetti di successo dedicati all’ambiente e premiata con encomio al Senato della Repubblica nel 2017”.

In prima fila alla premiazione del Senato in foto sulla sinistra i pubblici amministratori di Tortora, Aieta e Praia a Mare, i primi Comuni entrando da nord della Calabria nella Riviera dei Cedri

Settimana prossima, prima della manifestazione in spiaggia, il Vicesindaco e Assessore agli affari generali dott. Biagio Benvenuto, il consigliere con delega all’ambiente Vincenzo Accardi, l’assessore alle attività turistiche Biagio Praino e il Sindaco della città di Tortora geom. Antonio Iorio, al fine di programmare un’importante campagna di sensibilizzazione sul tema dell’ambiente e sui danni dell’abbandono di plastiche sul territorio comunale, incontreranno in videoconferenza Antonio Rancati ,Segretario generale del comitato scientifico e responsabile nazionale dei progetti Comuni Plastic Free, Antonia Palladino socio e referente attivo di Plastic Free per il Comune di Tortora, Carmelo De Leo socio e referente attivo Plastic Free e il dirigente scolastico dell’IC Marco Arrio Clymeno prof. Giuseppe Peduto.

In foto di copertina e sulla testata nazionale Ambiente la prof.ssa Antonella Palladino con i pubblici amministratori di Tortora, Aieta e Praia a Mare (Cosenza) della Riviera dei Cedri, per i nostri Cetri Educational Awards al Senato della Repubblica nel maggio 2017
Istituto Professionale di Tortora (Cosenza) in visita alla Biblioteca del Senato con la prof.ssa Antonella Palladino (Maggio 2017)

Now you can Hit Italy. Your own, personal Italy!

Italy is not a Country, is a state of mind
Sree Jayaprakash (collector of experience) (*)

This statement of Indian-Australian blogger Sree Jayaprakash describes perfectly the inspiration that has driven us to create the HIT – HIDDEN ITALIAN TREASURE travel experience.

Bomarzo’s Monsters

There is much more to Italy than a single human being can see in a lifetime. Yet there are hidden treasures that will give you an experience that you will never forget and that will be your particular experience of Italy forever. Once you hit them you will have had your particular experience of Italy and that will be yours and only yours.

Bomarzo’s sliding house

But how will you hit those hidden treasures? How will you even know they exist and how will you be able to chose them when you’ll come across to them? That’s why we have created the HIT (Hidden Italian Treasures) experience.

Civita di Bagnoregio
Castel di Tora
Sammezzano Castle

You will be able to scan unknown or less known places and decide which ones speak to your hearth. Then you can compose your own “a la carte” menu and we will organize it for you.

Tuscania
Calcata Ghost town
Craco, near Matera-Basilicata

Weather you will chose to see Archimede’s Syracuse, or the abandoned town of Civita di Bagnoregio, the white hill of Ostuni or the monsters of the Bomarzo Park, the Dante’s mask museum experience or the Arabic Sammezzano Ximenes of Aragon castle in Tuscany, running the Spartan Race in the city of Taranto or visiting the Castel di Tora Lakeside ghost town, it will be your own Italy not ours.
We’ll just be the facilitators between you and your Italian dream experience!

Archimede’s Syracuse
Dante’s mask
The withe town of Ostuni

Wheather you will choose the rise picking campaign in the Vercelli wet ponds or hunting for truffles in the Monferrato region, learning how to make sculptures from olive tree branches with Tonino Zurlo in Puglia or collecting olives from the olive tree in the Fasano countryside, the wine making and testing in Tuscany or the cheese making in the Napoli’s countryside, the Bellini Belcanto Festival in Catania or the Siena Palio horse square race it will be your Italian experience, planned by you and carried out by you.

Rice ponds in Vercelli
Borgo Treiso in the Langhe land, Piemonte

It will be your personal Italian experience and stay forever in your hearth. And of course that will be on top of the usual Rome, Florence, Napoli, Palermo, Venice etc, standard tour experience. You will climax your Italian tour with your own HIT experience.

Siena: the Palio race

That’s your personal Italian state of mind that will never leave you.
Are your ready for it?

Italians also seem to have a love for love. Whether it is Verona, Venice or the story of Valentine, there is a magnetic pull towards romance and passion that you experience in Italy”. (*)
Sree Jayaprakash

(*) https://www.myraandme.com/post/an-italian-state-of-mind

Campesino chileno contra el gigante Monsanto

 
La Corte de Apelaciones de Chillán deberá fallar próximamente la causa del agricultor orgánico José Riquelme Vásquez contra la transnacional Monsanto-Chile, que lo arruinó vendiéndole semilla de melón “mejorado” que no correspondía a la variedad comprada.

Chile: “Endesa, Gener y Colbún deciden el Desarrollo Eléctrico del País” – Entrevista a Roberto Román


El ingeniero Roberto Román ha estado desde los años 60 involucrado con la problemática ambiental. Hoy es un conocido especialista en temas energéticos y particularmente en energía solar. Es el único latinoamericano que ha sido vicepresidente de la International Solar Energy Society (ISES), asociación internacional académica en la materia más antigua y más grande del mundo. Desde su cátedra en la Universidad de Chile, y desde su Corporación Ecomaipo, es un entusiasta investigador y promotor de las energías limpias.

Texto y Foto: Pablo Sepulveda

Usted debe ser un bicho raro entre los ingenieros de su generación…
Llevo más de 40 años en esto. Ya de alumno en Ingeniería, con unos profesores franceses, me metí en temas ambientales, con proyectos de desalinización de agua en Calama. En ese tiempo conocí a Félix Trombe, pionero en el tema solar a nivel mundial. Durante el gobierno de Allende se pensaba instalar un horno solar en Chile. Después del golpe, en 1974, asistí a escuelas internacionales en Argentina, Francia, Italia, y conocí profesores muy interesantes, gente de todo el mundo destacada en el tema de energía solar.

¿Se ha sentido “quijote”?
Hasta que salió Michelle Bachelet de Presidenta, sí. Ella fue la primera que se tomó el tema en serio, y a pesar de que fue demasiado tibia sin duda hubo avances: la Agencia Chilena de Eficiencia Energética y primeras versiones de leyes de energías renovables. Antes nos habíamos dado puros cabezazos en la pared.

¿Algunos ejemplos?
En la época de Frei Ruiz–Tagle, cuando se habló del gasoducto argentino, tratamos de disuadirlo que era una estupidez traerlo por el Cajón del Maipo, que lo lógico era que entrara a Chile por el sur y así crear un eje de desarrollo a través del valle central. No nos hicieron caso, y se trajo combustible barato sólo para Santiago, con lo que se aceleró su concentración y su crecimiento al hacer menos competitivas a las regiones. Después, con Ricardo Lagos, hicimos con Chile Sustentable la primera versión de una ley de energías renovables: con estudios dijimos al Gobierno y al Parlamento que el gas argentino se iba a acabar. No había que ser muy pitoniso, porque los argentinos nunca tuvieron gas para exportar. No nos hicieron caso tampoco.

“Las energías renovables son una excelente solución”

¿Qué es lo más satisfactorio que se ha logrado?
Después de tantos años de ser un poco quijote, ver que las ideas que hemos planteado y trabajado se están haciendo realidad y masificándose. La formación de muchos alumnos que hoy están trabajando en esto o están haciendo doctorados. Ejemplo: ya en 2000 propusimos sistemas solares con Minera El Abra y con Codelco, y hoy día esas plantas finalmente se están construyendo. Hoy hay más de 3.000 mw de proyectos fotovoltaicos en el SING (Sistema Interconectado del Norte Grande).
 
Aún escuchamos gente que dice que las energías renovables no convencionales (ERNC) no están maduras, que son muy caras, que no dan garantías…
No hay ninguna voz independiente que lo sostenga. Quienes dicen eso tienen velas en el entierro: están ligados a intereses de generación eléctrica convencional. Ahora, ellos en cierta forma tienen razón, pues mirado como negocio puede que las ERNC no sean la mejor alternativa para que ganen más plata. Pero si se mira como país, son una excelente solución. Me explico: hoy el precio final de la energía solar es muy similar al de las centrales a carbón. Entonces, en términos simples, si una central de carbón vale 1, pero tengo que gastar en insumo (carbón) para que funcione, y una solar vale 2, pero no tengo que gastar nada, un inversionista privado va a elegir el carbón porque tiene más rápido retorno de utilidades. Para el privado es buen negocio, para el país es malo, pues quedamos casados con precios inciertos y con la contaminación de la que el inversionista no se hace cargo, pues la contaminación la pagan los habitantes de Huasco, de Puchuncaví, de Mejillones, no ellos. Por lo tanto, hacer ERNC es una decisión país, de gastar más al comienzo, pero con un gasto a futuro mucho menor, y además sin contaminar. Al país le conviene más.

¿Por qué si son tan buenas en ningún país las ERNC son la mayor parte de la matriz energética?
Porque esto es muy nuevo. Hoy en Alemania las ERNC son el 20% de la electricidad, y los alemanes están apuntando al 80% para 2050, incluyendo también transportes. El cambio ha sido muy rápido; en 2000 no tenían casi nada y hoy generan más energía eléctrica a partir de la energía solar que toda la energía eléctrica que nosotros generamos en el SING, y eso con una radiación que es como en Coyhaique. Esos mismos paneles alemanes puestos en el norte de Chile generarían más energía que la que generamos en todo el país.

Pero la energía solar sólo está en el día… hay que tener suplementos…
Eso es una falacia también. Hay centrales solares que operan las 24 horas, con sistemas de acumulación, que por ahora son caros, pero van a ir siendo cada vez más competitivos en precio. Si hay algún lugar en el mundo donde pueden ser competitivos es acá, por la radiación que tenemos.
Una traba llamada Frei

¿Por qué estos temas no se discuten en Chile?
Endesa, como empresa estatal, condujo el desarrollo eléctrico de Chile: el SIC (Sistema Interconectado Central) nace con ella. Pero en la época de Pinochet se privatiza y se pierde la visión de país. Ahora está en manos de privados y su óptica es maximizar la ganancia. Lo que hace falta es una visión sistémica, de país. Nadie mira los costos ambientales. Hoy el enfoque es: viene el señor Batista, inventa Castilla, con 2.300 mw de una, y se agarra contratos por 25 años. Esa es la lógica de capturar mercados.

Puede ser entendible que el privado opere así, pero ¿y el interés del país?
En el modelo eléctrico implantado por los Chicago Boys el Estado sólo puede regular las inversiones de los privados. Ahora han dicho NO a la idea de interconectar el SIC con el SING. Con eso lo que están diciendo es que el Estado no puede tener iniciativa en cómo se desarrolla el modelo eléctrico. En buenas cuentas, Endesa, Gener y Colbún deciden el desarrollo eléctrico más conveniente para el país. Y los más chicos tienen que a patadas tratar de agarrar las migajas. Los mismos que desde el gobierno privatizaron, pusieron las normas, luego se pasaron al otro lado de la mesa y hoy son los empresarios: Yuraszcek, Bernstein, Philippi, etcétera. Dejaron todo amarrado.

Pero las normas se pueden cambiar, ¿o acaso los parlamentarios están cooptados?
Yo creo que muchos parlamentarios están cooptados, no todos. No me atrevo a decir quienes, pero sé quienes no lo están: Horvath, Bianchi, Cantero y otros senadores del norte. Hay muchos que quieren que esto cambie, pero está claro que hay intereses fuertísimos.

¿Quiénes son los que se oponen a los cambios?
Uno con nombre y apellido es Eduardo Frei Ruiz–Tagle. No sé si está cooptado, pero él claramente es una traba. Y además tenemos un sistema político que está totalmente trabado, que está enfermo, que no toma en cuenta para nada a la ciudadanía.

¿Se viene una crisis energética y se nos apagará el refrigerador, como dijo el gobierno?
No, eso es falso. Es una campaña del terror orquestada por HidroAysén en la que el ex ministro Laurence Golborne estuvo avivando la cueca. Inventaron esta campaña para asustar, pero afortunadamente tuvo el efecto contrario: la gente no les cree.

“HidroAysén no tiene ningún sentido”

¿Y cree en la viabilidad de HidroAysén?
No es viable de ninguna manera. Se está haciendo demasiado caro, está demasiado lejos y haría un sistema demasiado vulnerable. Si fallara la línea de transmisión quedaríamos con 20% menos de energía. Lo bueno es que se está tornando demasiado caro. Se han triplicado los costos. Y con esas cifras ya no es rentable. No tiene ningún sentido.

Pero seguimos empantanados. ¿Qué hacer para lograr cambios?
Los cambios se pueden lograr gracias a la presión ciudadana. Antes de las manifestaciones contra HidroAysén, yo veía difícil oponerse al proyecto, por el poder que tienen. Al principio no entendía qué estaba haciendo Colbún en el proyecto, porque Endesa tiene la capacidad técnica para hacerlo. Hasta que me di cuenta que están ahí por el lobby que aporta el grupo Matte, esa familia es parte de los dueños de Chile. Por eso con la primera manifestación quedé alucinado. Luego fue agarrando tanta fuerza que esto ya no se para. Hoy HidroAysén es una piedra en el zapato para el gobierno, que le está haciendo una carretera eléctrica a la medida.

¿Cree entonces que ya no hay que hacer proyectos hidroeléctricos?
No, yo creo que se necesitan muchos proyectos de minihidro y hay zonas críticas, donde se necesita hidroelectricidad, pero antes se necesita mirar el sistema. No con una mirada privada, de cómo gano lucas, sino de qué se necesita. Por ejemplo, de Temuco al sur se necesita generar. Allí se han producido muchos conflictos, porque la gente hoy desconfía de cualquier proyecto si es privado. Lo que hay que hacer es transparentar, poner las cosas sobre la mesa, decir claramente dónde falta energía, para qué se necesita y ver cómo la podemos obtener. Si a la gente se le dice la verdad, va a reaccionar de manera razonable. El problema es tratar a la gente como idiotas y hacer las cosas a escondidas.
Oportunidad para Chile

¿Cómo evalúa la política energética de Piñera?
Partió con grandes declaraciones, como la promesa de la ley 20/20 (20% de generación eléctrica chilena por ERNC en 2020). Parecía que el ministro Rainieri quería hacer cosas, pero después lo fueron cooptando las grandes empresas. Igual que antes. Oficialmente la política energética de la Concertación fue igual a la de Pinochet: no tener política energética. Que es asunto de privados. Por eso digo que la primera persona que dio una tímida señal diferente fue la presidenta Bachelet. Piñera partió con fuerza, pero se le trancaron todos los proyectos. Se aprobó la ley de net meetering, pero el reglamento que sacaron es una mugre. Es un reglamento para que la gente NO se empalme. Con un buen reglamento se podrían tener unos 1.000 mw de ERNC en unos cinco años con generación local. Si tuviésemos una red de sistemas fotovoltaicos de los más charchas podríamos ahorrar mucha energía.

¿Cómo ha incorporado las energías limpias en su vida cotidiana?
En la vida cotidiana desde hace muchos años he trabajado en varios niveles. Con mi señora creamos la Corporación Ecomaipo, para que el trabajo académico lo pudiésemos volcar en un sentido social y transmitirlo a la comunidad. Colaboramos con mucha gente, hubo ideas que salieron y se transformaron en iniciativas comerciales. Llevo mucho tiempo trabajando en secado solar, en cocción de alimentos con el sol, calentadores de agua; ha sido un trabajo bien satisfactorio. Pero esto hay que desarrollarlo, no sólo porque es un aporte para el sistema energético chileno, sino que es una tremenda oportunidad de desarrollo tecnológico: de abrir un nicho en el largo plazo, pues el cobre no va a durar para siempre y no podemos sólo exportar materias primas. Son tecnologías que se pueden ir mejorando con distintos aportes hasta llegar a ser de punta. Chile puede ser ejemplo para el resto del mundo. España, hace 25 años, no tenía energía solar. Sin embargo, tuvieron la claridad de apostar por investigación, desarrollo, capacitación y hoy son líderes mundiales en energía eólica y solar. Cuando veo a ex alumnos míos que están trabajando en España, desarrollándose, innovando, montando plantas, me digo por qué no hacemos eso en Chile. ¿No es lo lógico hacerlo acá, que tenemos 40% más de radiación que en el mejor lugar de España? ¿O somos más tontos que los españoles?

El precio de la electricidad en España en el mercado libre cae a niveles de hace 15 años

 
La caída de la demanda, exceso de capacidad, bajada del petróleo y aumento de las renovables fuerzan este descenso histórico.

Comunicado Nacional e Internacional – MOVIMIENTO RIOS VIVOS

 
Detenidos de manera arbitraria 77 activistas del Movimiento Ríos Vivos en el Valle de Toledo que realizaban una protesta pacífica contra Hidroituango.
 
 
Alrededor de las 9:20 de la mañana de hoy, sábado 16 de marzo, fueron detenidas 77 personas que hacen parte de la protesta pacífica contra la construcción del proyecto Hidroeléctrico Ituango.

El PE da luz verde al ahorro energético en edificios públicos y grandes empresas



El PE ha adoptado hoy una nueva directiva sobre eficiencia energética que obliga a renovar un mínimo de edificios públicos e impone auditorías energéticas a las grandes empresas. De acuerdo con la nueva normativa, acordada con el Consejo, las compañías energéticas también tendrán que presentar planes de ahorro. Se estima que la reducción del consumo energético de la UE en un 20% puede ahorrar cerca de 50.000 millones de euros al año. 

Articulo de Jeremy Rifkin en Financial Times: ‘Sólo una “Internet de la energía” puede impedir el desastre’



30/05/2011

Este año hemos asistido a la subida de precios del crudo, contemplado cómo los rebeldes tomaban los campos petrolíferos libios y observado atónitos cómo una central nuclear quedaba totalmente destruida en Japón.

Manifiesto CETRI-TIRES

 

MANIFIESTO DE LA SOCIEDAD EUROPEA PARA LA TERCERA REVOLUCION INDUSTRIAL

 
 
El modelo de energía de la segunda revolución industrial, basado en fuentes fósiles y concentradas, está irreversiblemente en crisis. Este modelo ha permitido un crecimiento de la especie humana sin precedentes, pero también ha supuesto desventajas que hoy por hoy están eclipsando sus ventajas y amenazando la supervivencia de la especie humana del planeta.
 
Las desventajas se resumen en las tres crisis globales que estamos experimentando en este momento histórico, a saber; la crisis energética, la crisis climática y la crisis financiera. No estamos padeciendo una crisis financiera temporal, sino una crisis estructural de la economía basada en los combustibles fósiles, lo cual tiene efectos tanto sobre nuestra energía (precios inestables y el petróleo en máximos) como sobre nuestro clima, y pone en peligro la civilización tal y como la conocemos. Esta interacción diabólica de la crisis no va a ser corregida con medidas cosméticas, como la refinanciación de las instituciones crediticias, ya que estas soluciones sólo afectan a los efectos superficiales del problema y no a su causa más profunda.
 
La única respuesta efectiva en este sentido será una transición rápida a una Tercera Revolución Industrial, introduciendo un nuevo modelo de energía distribuido, interactivo y democrático, capaz de sustituir por completo al modelo de energía de la segunda revolución industrial, muy centralizado y ya agotado. Las tecnologías innovadoras de este nuevo modelo energético abarcarán todas las actividades humanas y ayudarán a redistribuir la riqueza, el empleo y las oportunidades de negocio, ya que se basan en las fuentes solares, que se encuentran a disposición de todo el mundo, y no en las fuentes concentradas, sólo al alcance de unos pocos. Esto supondrá un nuevo proceso energético, muy democrático, que apelará a la responsabilidad de todos los actores económicos, políticos y sociales. En este escenario de “capitalismo distribuido”, los consumidores producirán directamente la energía, preservando el clima y el medio ambiente y al mismo tiempo utilizando razonablemente los recursos naturales, como el aire, el agua y la tierra, aportando valor a la agricultura de calidad y proporcionando a los agricultores un acceso más directo a los mercados para colocar sus productos.
 
La Tercera Revolución Industrial permitirá el reequilibrio de poderes entre los ricos y los pobres, desplazando las actividades de producción energética a los países en vías de desarrollo, en un esfuerzo mundial hacia un nuevo escenario de “política de la biosfera”, en el cual todos los seres humanos actuarán como si fueran uno solo, superando las divisiones geopolíticas y los conflictos energéticos que han marcado el período de la segunda revolución industrial. Este período ha proporcionado enormes beneficios solamente a una cuarta parte de la especie humana, en detrimento de las otras tres cuartas partes, que en la actualidad se encuentran expuestas (injustamente) a los mayores riesgos causados por el cambio climático.
 
Los expertos aseguran que el plazo en el que nos tenemos que preparar para una nueva infraestructura energética es muy corto: siete años, diez a lo sumo, antes de que el daño causado por el cambio climático sea irreversible. Algunos expertos sostienen, de forma más pesimista, que la crisis climática ya ha tocado un punto de no retorno, que ya es muy tarde. Nos gustaría pensar que esto no es así, que el hombre todavía puede hacer uso de su ingenuidad, su voluntad y su empatía para salvar la biosfera, que le albergó desde su primera aparición en el planeta. Por este motivo impulsaremos -con todos los medios que tengamos a nuestro alcance y en todas las ocasiones económicas, políticas y sociales que sean posibles-, la idea de la transición más rápida posible hacia los modelos energéticos de la Tercera Revolución Industrial.
 
Compete a los poderes públicos crear una infraestructura para la Tercera Revolución Industrial, que permitirá recoger, almacenar y redistribuir la energía de las fuentes renovables, desarrollando a la vez todos los sectores relacionados, desde las energías renovables hasta el hidrógeno, las redes inteligentes y la construcción de plantas energéticas -los cuatro pilares de la Tercera Revolución Industrial-, lo cual permitirá a la economía mundial acceder a una nueva era de ciclo energético y a una nueva dinámica económica que creará millones de empleos.

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