الأربعاء, سبتمبر 22, 2021

Manifesto per le Comunità Locali di Interpreti, Artisti e Musicisti (C.L.A.I.M.)

Appello alle istituzioni e alla politica

La musica e l’arte giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’essere umano.

Ascoltare e fare musica, specialmente per i giovani, e aiuta a superare momenti difficili, rappresenta un elemento di riscatto umano e sociale.

Ma spesso i giovani incontrano ostacoli insormontabili che rendono difficile se non impossibile coltivare la loro passione per uno strumento o per il canto, per altre forme d’arte. Mancano spazi nei quali sia possibile coltivare le proprie passioni artistiche, sounando, cantando, recitando, dipingendo e sperimentando qualunque pratica artistica e musicale da soli o con altri.

Degli spazi in cui sia anche possibile incontrare altri musicisti, provare, mettersi alla prova davanti a un pubblico, sperimentare la propria abilità e creatività, imparare a confezionare un prodotto musicale da mettere in rete.

Per questo, gli artisti firmatari di questo manifesto, propongono la creazione di apposite “Comunità Locali di Artisti, Interpreti e Musicisti” (C.L.A.I.M.), con spazi dedicati messi a loro disposizione gratuitamente in ogni Comune e Municipio a partire dalla Capitale d’Italia

Noi siamo a vostra disposizione per creare d’intesa con i vostri assessorati alla cultura e agli affari sociali, un comitato comunale per la creazione e la gestione di case delle arti e della musica, finanziato dal bilancio comunale e da appositi programmi europei, che sia aperto anche alle associazioni del territorio e della società civile, ai comitati di quartiere, e che identifichi da subito tutti gli spazi che potrebbero essere utilizzati per realizzare questa proposta.

Please don’t ignore our C.L.A.I.M.

Giuseppe Bockarie Consoli, (in arte Laioung)

Anouar Jamali

Yesr Shabaka

Simone Meschia

Davide Lezzi (in arte Riesen)

Leonardo Magara (Fenderfunk)

Davide Marini

Alessio Romeo

Samuel Fontana

Manuel Gagliardi

Marco Lorica

Alessio Passini

Federico Del Bianco

Maurizio Lipoli

Gabriele Fabbri

Manuel Zaffiro

Mirko Bonavita

Riccardo Cianfoni

Carlo Caso

Stefano Lacopo

Davide Arcadi

Sergio Kotbi

Michele Giuliacci

Cristiano Liguti

Omar Shabaka

Manal Abdel

Sayed Shabaka

Mustafa Jamali

Fatima Badr

Silvia Trapanese

Stefano Antonaci

Fabrizio Giaconella

Anouar Jamali

Jeremy Rifkin, un piano ventennale sulle infrastrutture per i cambiamenti climatici da 16 Trilioni di Dollari denominato “AMERICA 3.0 THE RESILIENT SOCIETY”

Jeremy Rifkin con i suoi partner hanno elaborato un Piano ventennale di infrastrutture resilienti denominato “America 3.0” da 16 trilioni di dollari, preparato per il leader della maggioranza al Senato americano Charles Schumer e pubblicato per la prima volta da Bloomberg il 29 luglio, di cui abbiamo già spiegato i concetti principali sul nostro magazine online lo scorso 10 settembre >>> http://cetri-tires.org/press/2021/jeremy-rifkin-su-bloomberg-sgomento-per-le-strategie-energetiche-di-biden/

Nell’articolo esprimeva la sua grande delusione sul nuovo piano
infrastrutturale statunitense proposto dal presidente Joe Biden.

Clicca qui per il link al rapporto completo sull’infrastruttura di 242 pagine in inglese, che ha preparato per il leader della maggioranza al Senato americano Charles Schumer >>>
https://www.foet.org/FOET-data/uploads/2021/07/Jeremy-Rifkin-America-3.0-The-Resilient-Society-20210728.pdf

DOWNLOAD “AMERICA 3.0 THE RESILIENT SOCIETY” (.PDF)

Jeremy-Rifkin-America-3.0-The-Resilient-Society

Costruire filiere agroalimentari pulite, dove i diritti dei lavoratori siano garantiti, promuovendo prodotti NoCap

Dieci anni fa, a Nardò, uno sciopero durato settimane organizzato da braccianti africani che dormivano presso la Masseria Boncuri e le sue vicinanze impresse una svolta decisiva nella storia della lotta al caporalato. L’Italia finalmente iniziava ad aprire gli occhi sul fenomeno. E pochi giorni dopo l’allora governo Berlusconi fu “costretto” a introdurre via decreto il reato di “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”, la base normativa su cui si è strutturata negli anni successivi la battaglia contro lo sfruttamento lavorativo nelle campagne italiane. Ad organizzare quei braccianti c’era anche Yvan Sagnet. Originario del Camerun, arrivato in Italia nel 2008 per studiare Ingegneria all’Università di Torino, nell’estate del 2011 scende al Sud per mettere da parte qualche soldo durante la stagione di raccolta del pomodoro. Lì, in Puglia, incontra persone che lavorano in condizioni agghiaccianti. Dopo aver contribuito alla loro sollevazione, Sagnet si è attivato nel sindacato con la Flai-Cgil e ha raccontato la propria esperienza di attivismo in più libri.

A dieci anni di distanza dalla protesta che ha cambiato la sua vita e quella di molti altri lavoratori e lavoratrici – e dopo la nomina a Cavaliere dell’Ordine al merito da parte di Sergio Mattarella – il suo impegno in difesa dei braccianti non è certo terminato. Grazie all’associazione No cap, di cui è fondatore, è passato “dalla protesta alla proposta”. Come? Attraverso la creazione di una filiera virtuosa di prodotti agricoli “caporalato free”, dotati di un bollino No cap, «per valorizzare e premiare l’impegno delle aziende che con noi condividono principi e valori basati sul rispetto dell’uomo e dell’ambiente – si legge sul sito della associazione – ma anche e soprattutto per i consumatori per sensibilizzarli e accompagnarli verso scelte etiche affinché non siano inconsapevolmente co-responsabili di un sistema di sfruttamento dei lavoratori». Con Yvan Sagnet abbiamo fatto il punto sul progetto No cap e non solo.

Nei giorni scorsi l’Ispettorato del lavoro di Cosenza ha verificato 45 aziende agricole e 42 son risultate irregolari. Nel foggiano su 394 braccianti di cui è stata controllata la posizione, 85 erano irregolari, 42 in nero. Perché dopo anni di lotta al caporalato non siamo ancora riusciti a compiere un vero salto di qualità?
Non è accaduto perché l’approccio è sbagliato. Noi come No cap abbiamo messo in campo un sistema innovativo e molto efficace di lotta allo sfruttamento, che ci permette di raggiungere risultati in modo più veloce rispetto agli strumenti adottati dallo Stato. La repressione, certo, è importante. Sono tra i primi a sostenerlo, abbiamo ottenuto la legge sul caporalato dopo decenni di sfruttamento e di vuoto normativo, e ora finalmente gli inquirenti possono fare indagini, arrestare caporali e colpire le aziende che li utilizzano. Ma l’approccio repressivo è… articolo di Leonardo Filippi – 16 Settembre 2021 – left.it/2021/09/16/yvan-sagnet-cosi-diciamo-no-al-caporalato/

In attesa della “tempesta perfetta” una importante analisi di Massimo Berti, esperto nazionale di microfotovoltaico

Tutti gli indicatori energetici nazionali sono in fibrillazione con il PUN (Prezzo Unico Nazionale) che oggi 15 settembre, si attesta sui 18,34 c€/kWh. e la CO2 nelle aste di interscambio, vola oltre i 6 c€/kg. “gettando benzina sul fuoco” considerando che ogni kWh. di energia termoelettrica impegna nelle aste di interscambio EU circa 0,5 kg.di CO2.

Numeri e commenti per gli addetti ai lavori… Già!!!

Ma… Che si traduce nell’immediato quotidiano Italiano in un raddoppio dei costi elettrici da un anno all’altro…
In sintesi, come se si vivesse in due case contemporaneamente!

Con questi presupposti affrontare l’inverno con il “CAROGAS” sarà un grattacapo non da poco e l’immaginario collettivo si interroga sempre più spesso sull’installazione di un impianto fotovoltaico.

L’offerta del settore fotovoltaico, per diventare “Prosumer” ovvero produttore e consumatore di energia elettrica è ampiamente collaudata, potendo amplificare i suoi benefici diretti, con un apparato normativo di favore che spazia dall’iva ridotta al recupero fiscale 50% e con la possibilità di costituire, Comunità Energetiche per l’Autoconsumo.

Ma cosa sono queste novità, introdotte dal DL  30 Dicembre 2019 n. 162 sulle “Comunità Energetiche Rinnovabili” un termine nuovo che permette di scambiare l’energia fotovoltaica prodotta ma non consumata, con un mio pari, che contestualmente la utilizza, evitandone l’acquisto dalla rete, determinando una opportunità decisamente interessante se consideriamo l’accredito di un incentivo aggiuntivo  di 10/11 c€ per kWh. interscambiato. 

17/2020 – Gli schemi di Autoconsumo Collettivo e le Comunità dell’Energia – DossieRSE

Le iniziative si stanno susseguendo per rendere sempre più green il parco immobiliare italiano e la piccola generazione elettrica diffusa con la tecnologia Plug & Play risulta determinante in molteplici casistiche.

È il caso del “Condominio Bettisi” a Faenza, dove la One Way Energy di Massimo Berti propone con un approccio innovativo, con il libero arbitrio dei singoli condomini per efficentare le rispettive abitazioni, svincolandosi di fatto dal parere dell’assemblea condominiale, o dall’unicum realizzativo di un impianto fotovoltaico per le parti comuni.

Entrando nel merito esecutivo…

Come spesso capita i lastrici solari condominiali non sono ottimizzati per permettere un armonico sfruttamento dell’energia solare, lo stesso risulta compromesso da infrastrutture di ogni tipo come camini, antenne parabole tiranti che possono ridurre drasticamente la superfice sfruttabile.

Pregiudiziale a qualsiasi intervento, sottolinea “Berti” risulta portare sullo stesso piano reddituale le parti interessate dal massimo irraggiamento solare disponibile, rendendo le singole frazioni d’impianto equivalenti ma proporzionate nella dimensione ai millesimi di proprietà.  “Una forma mentis ancora sconosciuta a molti”

Ogni proprietario al netto delle opere comuni di connessione può decidere in autonomia cosa, come e quando fare il suo impianto fotovoltaico privato, non recando pregiudizi ostativi alle terze parti.

La semplicità di generazione elettrica,  impersonata dal Fotovoltaico plug & play è un valore aggiunto che permette l’autoproduzione di energia elettrica, su soli 2/3 mq. anche al singolo locatario, interessato a contenere i consumi di casa, ma difficilmente in accordo con la proprietà dei muri, sull’investimento da sostenere, che in questo specifico caso risulta non avere voce in capitolo, essendo sostanzialmente una tecnologia equipabile a un elettrodomestico.

Massimo Berti, 16 settembre 2021

n questi mesi si sta concretizzando una piccola rivoluzione!

L’autoproduzione di energia con impianti fotovoltaici è cosa normale ed acquisita

Guarda i link dei video qui sotto riportati

Ma un elettrodomestico che assolva a questo….  È ancora terra di frontiera?  

“Direi proprio di No! La svolta è molto vicina!: https://youtu.be/uBPKuZ2qJVY

E il singolo può essere protagonista:  https://youtu.be/bFS2qIKNBls

Disponibile a qualsiasi ulteriore chiarimento,  al 347 8012727

Invitandola al   www.microfotovoltaico.com   e al canale You Tube:  https://www.youtube.com/user/microfotovoltaico

L’Università degli Studi di Torino sfata i pregiudizi sui microrganismi, perchè virus, batteri, lieviti, funghi e microalghe sono il futuro del nostro Pianeta

Domani, venerdì 17 settembre, Giornata Internazionale dei #Microrganismi, alle ore 11, nell’Auletta 1 dell’Orto Botanico (Viale Mattioli 25), l’Università degli Studi di Torino presenterà alla stampa l’impegno dell’Ateneo nella ricerca sui Microrganismi e i progetti in campo: la biodiversità microbica è una risorsa preziosa per la scienza e per l’industria. Per l’occasione, verrà inaugurata, alle ore 11,45 (con la prima visita guidata), la mostra fotografica Microrganismi straordinari, che rimarrà aperta all’Orto Botanico fino al 31 ottobre.

Interverranno alla conferenza stampa, ore 11:

Maria Lodovica Gullino, Vice-Rettrice dell’Università di Torino per la valorizzazione del patrimonio umano e culturale in Ateneo,

Alessandro Vercelli, Vice-Rettore dell’Università di Torino per la ricerca biomedica,

Marco Pironti, Assessore all’Innovazione e Smart City della Città di Torino,

Luigi Somenzari, Responsabile Area Ricerca e Istruzione Fondazione CRT,

Cristina Varese, docente di Botanica Sistematica al Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino e curatrice della mostra “Microrganismi straordinari”.

La conferenza stampa potrà essere seguita anche online al link https://unito.webex.com/meet/eventiunito
Ricordiamo che, in conformità alla normativa anti Covid, per accedere alla conferenza stampa sarà necessario esibire il #GreenPass.

A Buonvicino sulle vie della seta nel Parco Nazionale del Pollino, per valorizzare la gastronomia, la cultura e l’arte dei percorsi naturalisti e per promuovere un turismo sostenibile

i è conclusa la manifestazione “A Buonvicino sulle vie della seta in compagnia del Duca” organizzata dalla PRO LOCO BUONVICINO, che ha visto la fattiva collaborazione anche del gruppo SEZIONE CAI Verbicaro “Pino Aversa”. Una full immersion nella natura del Sarapoto per gli abiti in fibra naturale dello stilista Giuseppe Cupelli e nel centro storico con gli abiti della stilista Vincenzo Salvino e Maria Rosaria Quintiero.

Ruderi Commaroso

Due shooting fotografici realizzati dalla fotografa Katia Grosso. L’idea ha trovato ispirazione nella riscoperta (o scoperta) della lavorazione della seta e in Ippolito Cavalcanti, duca di Buonvicino famoso gastronomo alla Corte di Borboni. Accompagnati dal gruppo CAI Sezione Verbicaro “Pino Aversa” di Buonvicino – sottolinea la Pro Loco – che ci ha permesso di continuare il percorso fino ai ruderi di Commaroso, strutture cilindriche realizzate in pietre, alte sei-sette metri diventato il set fotografico per le cinque modelle che indossavano gli abiti di Cupelli.

Località Sarapoto

Una bella occasione di valorizzazione per gli appassionati della montagna, della gastronomia, della cultura e dell’arte, dei percorsi naturalisti con l’intento dichiarato anche di favorire un turismo interno, lento, consapevole ed autentico che susciti l’interesse di persone che hanno voglia di ammirare e di scoprire paesaggi e tradizioni.

16 settembre 2021

Paideia Campus – Future Food Institute, docenti e studenti fianco a fianco per portare la Transizione Ecologica nelle scuole

Si è appena conclusa a Pollica, nello splendido Cilento, la 3 giorni del Paideia Campus del Future Food Institute, in cui abbiamo fatto conoscere ed utilizzare i bicchieri smart & green PCUP, start-up in linea alle teorie sulla Terza Rivoluzione Industriale del nostro prof. Jeremy Rifkin.

Sara Roversi, presidente Future Food Institute

Durante questi 3 giorni dirigenti scolastici e studenti si sono ritrovati seduti sui banchi fianco a fianco per portare la #transizione #ecologica nelle #scuole.

Il Paideia Campus si inserisce all’interno della settimana di studio Food and Climate Shapers Boot Camp, il percorso di formazione di Future Food Institute e FAO – Food and Agriculture Organization of the United Nations dedicato ai temi della #Dieta #Mediterranea e della rigenerazione ecologica integrale per formare giovani attivisti del clima, con gli importanti contributi della European Commission e dell’UNESCO.

Media partners Rai – Radiotelevisione Italiana e Rinnovabili.it

Transizione ecologica, sostenibilità, cura e salvaguardia del pianeta sono principi che PCUP e il Future Food Institute condividono. E’ su questi fondamenti che è nata e si è sviluppata la nostra partnership. Questa edizione del boot camp è stata più #green e #sostenibile anche grazie a questi bicchieri riutilizzabili.

Un grande ringraziamento a tutti gli studenti e professori che hanno apprezzato tantissimo una soluzione innovativa totalmente #plasticfree!

#BCPollica21 #ClimateShaper #future #food #formazione #verde

Canale YouTube del Future Food Institute >>> https://www.youtube.com/c/FutureFoodInstitute

AMBIENTE NEWS – NUMERO 122

Mappa aggiornata dei punti vendita NOCAP

L’inchiesta della TV tedesca ProSieben si conclude nell’azienda Prima Bio della rete NoCap dove hanno avuto modo di verificare e raccontare tutti i passaggi biologici ed etici della trasformazione e dell’etichettatura.Il noto conduttore tv Stefan Gödde è rimasto molto colpito dall’esperienza di poter vedere passaggio dopo passaggio cosa si cela dietro prodotti che stanno avendo una sempre più grande diffusione in Germania, dovuta ad all’importazione della nostra sana dieta Mediterranea.

Il consumo critico e consapevole è tematica centrale in Germania, come la tutela dell’ambiente, e queste sono buone pratiche per le quali anche il Bel Paese può e deve migliorare.

Dove potete trovare i prodotti NoCap: Mappa punti vendita NoCap – Google My Maps

PeopleBeforeProfits #stopracism2021 #no #caporalato #biologico #bioetica #NoCap #RacismIsAVirus #pomodoro#filieracorta #filieracontrollata #agroalimentare

Borghi del Respiro, presentato il riconoscimento del Borgo di Civitaretenga per un turismo sostenibile

L’iniziativa è nata per promuovere il turismo legato alla salute e alla salubrità dell’area nei piccoli borghi incontaminati. Questo borgo di Civitaretenga  ha superato una selezione da parte del comitato scientifico composto dai rappresentanti di cinque enti nazionali: ISPRA – Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri, Associazione Italiana Pazienti Bpco Onlus e Organizzazione Internazionale del Turismo Sociale. 

Sono intervenuti, oltre al sindaco Paolo Federico, la Coordinatrice del Comitato Francesca MarinangeliLuciano Morini presidente associazione nazionale “Borghi del Respiro” con il consigliere Massimo Alesii, il pneumologo di Aipo-Its, Roberto Tazza e Loretta Pace botanica aerobiologo Mesva dell’Università degli studi dell’Aquila.

Consigliamo la visione la registrazione della cerimonia a questo link:

TURISMO : BORGHI DEL RESPIRO; PRESENTATO IL RICONOSCIMENTO DEL BORGO DI CIVITARETENGA _ AQ – ManuWebTv.it

A moderare l’incontro Massimiliano D’Innocenzo, presidente del Consorzio per la Tutela dello Zafferano dell’Aquila DOP, mentre le conclusioni sono state affidate a Roberto Santangelo, vice presidente del Consiglio regionale d’Abruzzo.

Per approfondimenti: Civitaretenga (AQ) inserita nel circuito dei ”Borghi del respiro” (news-town.it)

Trasmissione della IV edizione del Premio Sole, Vento e Mare di Marevivo Onlus sull’Isola di Salina nell’Arcipelago delle Eolie

Da anni Marevivo Onlus lavora per una transizione energetica, perché il mare è la prima vittima dei cambiamenti climatici, causa di riscaldamento e acidificazione delle sue acque. È necessario sviluppare una rete sempre più diffusa di produzione di energia pulita e rinnovabile, coinvolgendo le comunità di persone consapevoli: è l’unico futuro possibile!

A questo scopo Marevivo porta avanti il progetto Sole, Vento e Mare: energie rinnovabili nelle Isole minori e nelle Aree Marine Protette nella #TransizioneEcologica, per promuovere e premiare progetti innovativi di produzione energetica da fonti rinnovabili ed altre tecnologie sostenibili per le isole minori e le aree marine protette.

In video la trasmissione della IV edizione del Premio Sole, Vento e Mare con premiazione di Marevivo Onlus sull’Isola di Salina nell’Arcipelago delle Eolie al nostro socio onorario prof. Livio de Santoli insieme ad altri illustri personaggi della tutela ambientale: marevivo.it/blue-news/in-diretta-da-salina-la-iv-edizione-del-premio-sole-vento-e-mare-2021/

10/11 settembre 2021

Testo completo ed immagini delle premiazioni: I vincitori del Premio Internazionale Marevivo “Sole, Vento e Mare” 2021 – Marevivo

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