الجمعة, أبريل 16, 2021

Eleonora Evi, europarlamentare Greens/EFA: rinnovo concessioni trivelle incompatibile con Green Deal

“Non posso che esprimere preoccupazione per la notizia del rinnovo delle concessioni alle trivelle in Adriatico e nelle regioni costiere” – così l’europarlamentare Eleonora Evi di Greens/EFA a commento della denuncia, fatta da alcune associazioni ambientaliste, delle recenti autorizzazioni di cinque progetti di coltivazione degli idrocarburi gassosi.

“La transizione ecologica è un percorso di senso opposto rispetto al continuo utilizzo dei combustibili fossili, la cui dismissione è imprescindibile per raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica al 2050. A questo proposito, avevo rivolto alla Commissione europea un’interrogazione parlamentare, chiedendo se l’eventuale ritorno delle trivelle fosse compatibile con gli obiettivi del #GreenDeal, anche in considerazione di eventuali pericoli per l’ambiente marino”.

La risposta della Commissione sottolinea con decisione che i combustibili fossili, compreso il gas, non fanno parte del futuro energetico dell’UE, e che le attività ad esse legate vanno ridotte, lasciando spazio a fonti energetiche compatibili con gli obiettivi climatici e con il Green Deal europeo. La Commissione ribadisce, inoltre, l’obbligo degli Stati membri a prestare particolare attenzione alla tutela dell’ambiente marino.

“Un messaggio forte e chiaro contro le trivelle che mi sento di inoltrare al Ministro Cingolani – conclude Evi – “affinché punti con determinazione e coerenza sulle fonti rinnovabili e affinché la transizione ecologica non rimanga solo un’etichetta affissa alla porta del suo ministero. Il nostro Paese ha bisogno di una vera transizione ecologica che si traduca in un rinnovato impulso economico e in nuovi posti di lavoro”.

Fonte Greens/EFA – 8 aprile 2021

Resilient Web Talks – Dealing With Plastics – Diretta LIVE giovedì 15 aprile alle ore 18,00

Nuovo appuntamento della serie Resilient Webtalks: Dealing with Plastics!

L’uso di materiali plastici è estremamente diffuso in ogni ambito della vita quotidiana e molte delle sue implicazioni sociali e ambientali sono tanto importanti quanto poco conosciute.

Con l’aiuto di tre ospiti d’eccezione, faremo luce su alcuni degli aspetti più curiosi ed interessanti del problema plastica.

Parleremo di:
– Luoghi (im)pensabili dove ormai la si può trovare
– Opportunità e prospettive di un mondo #plasticfree
– Modi di riciclare la plastica in maniera totalmente locale e circolare

I nostri ospiti:

Dr. Antonio Ragusa
Direttore Reparto Ostetricia e Ginecologia
Ospedale San Giovanni Calibita Fatebenefratelli Isola Tiberina, Roma

Prof. Antonio Rancati
Coordinatore Generale CETRI-TIRES
Circolo Europeo per la Terza Rivoluzione Industriale

Riccardo
Rappresentante associazione Pettirosso APS Milano

i aspettiamo Giovedì 15 Aprile alle 18:00, in diretta sulla pagina Facebook https://fb.me/e/4ip5MQwcu e sul Canale Resilient_GAP – Twitch e Resilient G.A.P.: Informazioni | LinkedIn

Instagram: https://www.instagram.com/p/CNW1xQqMOBp/?hl=it

#twitch #plasticfree #environment #webtalk

La Puglia si candida a diventare Centro nazionale di alta tecnologia per l’idrogeno verde

Il nostro centro studi europeo CETRI-TIRES è fra i promotori della “Puglia
Hydrogen Valley”
, che utilizzerà il più grande impianto di idrogeno verde
del mondo in corso di costruzione a Brindisi da parte della Alboran
Hydrogen: https://regione.puglia.it/web/press-regione/-/emiliano-maraschio-e-delli-noci-la-puglia-si-candida-a-diventare-centro-nazionale-di-alta-tecnologia-per-l-idrogeno-

Per approfondimenti contattare il presidente Angelo Consoli e il coordinatore generale Antonio Rancati con il nostro consiglio direttivo e comitato scientifico: comitatoscientifico@cetri-tires.eu

Michele Emiliano – Presidente Regione Puglia

Emiliano, Maraschio e Delli Noci: “La Puglia si candida a diventare Centro nazionale di alta tecnologia per l’idrogeno” 6 aprile 2021

La Giunta regionale ha approvato oggi l’atto di indirizzo attraverso il quale si candida la Regione Puglia alla localizzazione del “Centro Nazionale di Alta Tecnologia per l’Idrogeno”, come previsto dal Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza (PNRR).

Nella stessa delibera la Giunta esprime parere favorevole sia sull’istituzione di un gruppo di lavoro interdipartimentale, coordinato dal Direttore del Dipartimento Sviluppo Economico, a cui affidare l’elaborazione del Piano regionale dell’Idrogeno, sia sull’istruttoria per l’istituzione dell’Osservatorio Regionale sull’Idrogeno secondo le modalità e con le competenze definite dalla Legge Regionale 23 luglio 2019, n. 34.

“In un sistema energetico integrato – ha commentato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – l’idrogeno può favorire la decarbonizzazione dell’industria, dei trasporti, della produzione di energia elettrica e dell’edilizia. L’idrogeno verde è identificato come il vettore energetico più compatibile con l’obiettivo di neutralità climatica che l’UE vuole raggiungere entro il 2050.

Avrà quindi un impatto eccezionale sullo sviluppo del nostro Paese, sia da un punto di vista industriale sia di ecosostenibilità dell’intero sistema, permettendo di accelerare il processo di decarbonizzazione verso un modello ecosostenibile. Il tema – ha concluso il Presidente – è tanto più fondamentale anche grazie al Recovery Fund, che prevede budget specifici per guidare la transizione energetica dell’intera Europa verso un modello green”.

“Con questo delibera di Giunta – ha detto l’assessore all’Ambiente Maria Grazia Maraschio – diamo impulso in maniera strutturale al percorso che porterà la Puglia ad un ruolo primario nello sviluppo dell’utilizzo dell’idrogeno come vettore principale nel processo di decarbonizzazione avviato nell’ambito politiche ambientali ed energetiche del Governo Emiliano. Oltre a candidare in Puglia il Centro Nazionale di Alta Tecnologia per l’idrogeno, avviamo infatti i lavori di ricerca e studio finalizzati a pianificare nel merito lo sviluppo e l’utilizzo dell’idrogeno in Puglia non per scrivere la storia delle politiche energetiche nel nostro territorio ma per tutelare e salvaguardare la storia è la vita delle prossime generazioni che qui vivranno.

Maria Grazia Maraschio
Assessore all’Ambiente della Regione Puglia

“La Regione Puglia può e deve diventare una hydrogen valley – ha aggiunto l’assessore allo Sviluppo economico, Alessandro Delli Noci – sfruttando le potenzialità in particolare di Brindisi, Taranto e Foggia. Nel 2019 la Puglia è stata la prima e ad oggi ancora l’unica regione ad aver legiferato sul tema dell’idrogeno, definendo le norme in materia di promozione dell’utilizzo di tale fonte energetica e le disposizioni finalizzate a favorire i processi di ammodernamento degli impianti di produzione solare ed eolica esistenti e ottimizzare l’uso delle fonti rinnovabili mediante la produzione di idrogeno. L’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni e la lotta contro i cambiamenti climatici ci mettono oggi di fronte alla grande sfida dell’idrogeno che proprio la Puglia non può mancare.
Per raccogliere gli enormi vantaggi dell’idrogeno – ha aggiunto Delli Noci – e rendere effettiva la transizione energetica è necessario un percorso di ricerca, innovazione e sperimentazione, finalizzato ad aumentare l’efficienza e ridurre i costi delle tecnologie associate all’idrogeno. Ci stiamo già muovendo in questa direzione sia attraverso la collaborazione già avviata su numerosi progetti con i più qualificati interlocutori in materie di energie pulite – Politecnico di Bari, CREA di UniSalento, il Distretto Tecnologico Nazionale sull’Energia, ENEA, NANOTEC e altri – sia attraverso il progetto di realizzazione della Cittadella della Ricerca di Brindisi nell’ambito della quale intendiamo ospitare un Centro di competenza per la decarbonizzazione e la sostenibilità ambientale che prevede altresì lo sviluppo di tecnologie delle energie rinnovabili ad alta efficienza, incluso l’idrogeno. Ho già ricevuto molte sollecitazioni in questa direzione da parte del tessuto imprenditoriale pugliese e dal Distretto Tecnologico Nazionale sull’Energia.

Alessandro Delli Noci
Assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia

Anche per questa ragione – ha concluso Delli Noci – ho chiesto al ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani di incontrarci al fine di discutere più nel dettaglio del futuro della nostra regione. La Puglia ha tutte le potenzialità per essere un punto di riferimento internazionale delle ricerche sull’idrogeno”.

“Con questo delibera di Giunta diamo impulso in maniera strutturale al percorso che porterà la Puglia ad un ruolo primario nello sviluppo dell’utilizzo dell’idrogeno come vettore principale nel processo di decarbonizzazione avviato nell’ambito politiche ambientali ed energetiche del Governo Emiliano. Oltre a candidare in Puglia il Centro Nazionale di Alta Tecnologia per l’idrogeno, avviamo infatti i lavori di ricerca e studio finalizzati a pianificare nel merito lo sviluppo e l’utilizzo dell’idrogeno in Puglia non per scrivere la storia delle politiche energetiche nel nostro territorio ma per tutelare e salvaguardare la storia è la vita delle prossime generazioni che qui vivranno.

Emiliano, Maraschio e Delli Noci: “La Puglia si candida a diventare Centro nazionale di alta tecnologia per l’idrogeno” – PRESS REGIONE – Regione Puglia – Pubblicato il 06 aprile 2021

Domenico De Rito, Architetto della Luce, celebra la giornata mondiale della consapevolezza sull’Autismo con i suoi progetti illuminati di “blu”

Il Castello Svevo di Cosenza illuminato di “blu” per celebrare la consapevolezza sull’Autismo (progetto premiato nel 2005)

A Domenico De Rito, Architetto della Luce, componente del Comitato Scientifico CETRI-TIRES, vanno i complimenti di tutto il Consiglio Direttivo per la sua sensibilità e la sua ricerca.

I suoi progetti, illuminati di “blu”, celebrano e onorano la giornata mondiale della consapevolezza sull’Autismo                     

Architetto De Rito ci spieghi la luce e la luce colorata:

Mi piace pensare e parlare di CULTURA DELLA LUCE, anche se ancora vedo ritratti di spazi, pubblici e privati, con luci colorate senza criterio e tanto inquinamento luminoso. La luce in primis è sicurezza per la comunità, in secundis attrattore strategico per lo sviluppo urbano sostenibile. Per iniziative e/o eventi, opportunamente la luce “indiretta” si colora e comunica, assurgendo a rivoluzione culturale.

Il 2 aprile di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale sull’Autismo. La ricorrenza è sancita dall’ONU con la risoluzione 62/139 del 18 dicembre 2007, per promuovere la consapevolezza sull’Autismo e la solidarietà nei confronti dei bambini e delle persone che ne sono affette, che purtroppo restano spesso invisibili ai più, problema particolarmente acuito, purtroppo, in questo ultimo anno. Autism Speaks da più anni, promuove la ricerca scientifica sull’Autismo ed ha lanciato l’iniziativa battezzata ‘light it up blue’ (illuminalo di blu) per sensibilizzare tutti, ed ecco che spazi di città e monumenti nel mondo, si illuminano di blu a testimoniare la sensibilità rispetto alle problematiche connesse all’Autismo.

L’Arch. Domenico De Rito, riceve dalla Commissione il “premio per qualità della proposta” (Casa delle Culture, Cosenza 2005)

Sono orgoglioso di aver conquistato nel 2005 il “premio per qualità della proposta” con il Concorso di idee “Cosenza vive il Castello” (Bandito da The International Association of Lions Clubs – Distretto 108 YA Lions Club Cosenza Castello Svevo anno sociale 2004/2005 – Patrocinato dal Comune di Cosenza)

Il Castello Svevo di Cosenza illuminato di “verde” per segnalare iniziative e/o eventi
Il Castello Svevo di Cosenza illuminato di “rosso” per segnalare iniziative e/o eventi

Un progetto che parla di luce e musica, la luce può diventare colorata per comunicare iniziative e/o eventi.

Nel 2005 non si parlava ancora di sensibilizzare l’opinione pubblica con la luce colorata, certamente avevo intuito che la luce colorata poteva diventare inclusiva e di comunicazione sociale. Ovviamente tutto ciò non si risolve accendendo i riflettori sull’Autismo ma, in gran parte vi contribuisce, e mi permetto di aggiungere che, attraverso la luce colorata possiamo “accendere la sensibilità” anche verso altre forme di disabilità e non solo. A mio modesto avviso la luce colorata può dare un importante contributo. 

Il Castello Svevo normalmente illuminato, progetto pubblicato ed in mostra nel 2016 al MAG (Montreaux Art Gallery) Svizzera

La mia ricerca continua con lo studio della luce, per non disturbare il passaggio dei volatili e poter altresì apprezzare il cielo stellato creando suggestivi paesaggi notturni, come già scritto nella relazione di un mio progetto qualche anno fa.                                 

Luce Metropolitana sullo stretto, illuminato di “blu” per celebrare la consapevolezza sull’Autismo (pubblicato da Aracne)

L’Architetto Domenico De Rito, dal 2004 ha tenuto diversi convegni sulla tematica della luce; nel 2015 ha partecipato a 100IDEEperReggioCalabriaCittàMetropolitana con il progetto Luce Metropolitana sullo stretto, pubblicato da Aracne editrice ed in mostra presso la Facoltà di Architettura di Reggio Calabria, nel 2015.

La luce: strumento per rappresentare l’impronta metropolitana, la forma insediativa, il paesaggio della diffusione urbana e delle polarizzazioni, la struttura della popolazione, il ciclo urbano e i modelli sociali di sviluppo, fornire mappe interpretative.

Comunicare con la Luce.

Luce come sicurezza, inclusione sociale, sostenibilità, identità, riconoscibilità. La Cultura della Luce. Luce dei Porti: Reggio Calabria, Messina, Villa San Giovanni, Metropolitana del Mare. Gioia tauro: il Mediterraneo.   

Al di là della configurazione amministrativa, la luce è il filo conduttore visivamente percepibile di tutti gli elementi che dovranno caratterizzare la nuova “Città Metropolitana”.

La luce diventa elemento fondamentale per fornire una visione unitaria e immediatamente distinguibile degli elementi descritti. Se correttamente progettata, essa, oltre a fornire una mappa interpretativa, può comunicare la forma urbana ma anche dare evidenza ad eventi o situazioni particolari, può dare contezza dei caratteri culturali ma anche valorizzarne le emergenze, può contenere i consumi energetici e l’inquinamento luminoso ma anche riqualificare la città, caratterizzandola come uno dei nodi di una rete ampia nel mare nostrum: città metropolitana efficacemente mediterranea. L’idea per Reggio Calabria Città Metropolitana è progettare unitariamente la LUCE METROPOLITANA.

L’intervento dell’Arch. De Rito durante il convegno nella Facoltà di Architettura di Reggio Calabria, 8 luglio 2015
I progetti in mostra presso la Facoltà di Architettura di Reggio Calabria, luglio 2015
Luce Metropolitana sullo stretto, progetto in mostra presso la Facoltà di Architettura di Reggio Calabria, luglio 2015
La luce rompe la solitudine!
 Domenico De Rito

ESPRIMI IL TUO POTENZIALE SOSTENIBILE NELLA PRIMA EDIZIONE DI “GECO FOR SCHOOL”

GECO FOR SCHOOL per la sua prima edizione, è rivolto a tutto il mondo delle Scuole superiori e delle Università in modalità interattiva, e offrirà a tutti gli studenti un’esperienza didattica di apprendimento sul tema della sostenibilità, in un ambiente interamente virtuale.

Dal successo della fiera virtuale sulla sostenibilità GECO Expo e dalle numerose richieste di partecipazione da parte delle scuole superiori, Smart Eventi lancia la nuova attività formativa virtuale GECO FOR SCHOOL dal 18 ottobre al 18 dicembre per sensibilizzare i giovani sui temi del Green New Deal ed in particolare su Turismo Sostenibile, Energie Rinnovabili, Eco-Food, Mobilità Green ed Economia Circolare.

Si tratta di un percorso formativo che verrà realizzato su Hypersmarter, una piattaforma virtuale che consente la riproduzione di un ambiente immersivo ed interattivo in cui ogni studente, dopo aver creato e personalizzato il proprio avatar, potrà muoversi ed interagire con gli altri partecipanti, accedendo agli stand ed alle attività formative composte da giochi, quiz e contest inerenti ai temi della sostenibilità.

Oltre agli stand relativi alle attività formative saranno presenti anche gli stand delle Università che prenderanno parte al progetto e che potranno fornire un open day continuativo agli studenti ma anche dare visibilità ai loro nuovi progetti sostenibili e quelli delle aziende Sponsor che, oltre a promuovere i loro prodotti e servizi green dedicati ai giovani, avranno la possibilità di sviluppare delle prove bonus dedicate agli studenti partecipanti e lanciare anche un contest a loro dedicato!

Gli studenti che parteciperanno a GECO FOR SCHOOL prenderanno inoltre parte al contest “La tua scuola sostenibile” in cui saranno invitati a creare un vero progetto sostenibile da applicare nel quotidiano e per il quale verranno eletti i vincitori durante una premiazione in alcune delle Università partner del progetto.

GECO FOR SCHOOL si pone quindi il grande obbiettivo di creare una identità ecologica nei più giovani attraverso esempi pratici di sviluppo sostenibile perché è solo con la loro formazione che sarà possibile stimolare un reale cambiamento nel nostro pianeta!

Per approfondimenti: educational@cetri-tires.eu

Da Milano un laboratorio di agricoltura urbana. Per la terra e per le persone!

“ZeroImpatto-oltreBio”. È questo il nome del progetto di agricoltura urbana che sta prendendo forma al Vigentino, quartiere nella periferia sud di Milano. Ecosostenibilità, reciprocità e solidarietà in un unico progetto, che si sviluppa su terreni del Comune, ma che parte dal basso, da chi lavora la terra con competenza e dai cittadini della zona.

Gli agricoltori urbani

Le città si trasformano, le città si evolvono, le città diventano più green. Milano non fa eccezione. Il tema delle “urban food policies” è oggi sempre più presente nelle agende delle municipalità. Non dimentichiamo, che proprio Milano è stata la città promotrice nel 2015 del “Milan Urban Food Policy Pact”, un accordo internazionale che raccoglie 211 città di ogni parte del mondo accomunate dalla volontà di “sviluppare sistemi alimentari sostenibili, che forniscano cibo sano e conveniente a tutte le persone, […] che riducano al minimo gli sprechi e preservino la biodiversità[…]”: https://www.milanurbanfoodpolicypact.org

 “ZeroImpatto-oltreBio” porta in città il concetto dei “servizi ecosistemici agricoli”, applicandolo alla produzione ecologica ed organica di cibo per la città di Milano. L’azienda agricola di quartiere produce infatti alimenti biologici su terreni inseriti nell’area urbana, utilizzando tecniche rigenerative e, allo stesso tempo, coinvolgendo i cittadini, creando comunità. Il valore così prodotto è molteplice.

Una borsa della spesa a metri 0

Anzitutto, valore ambientale e alimentare. Le tecniche utilizzate per coltivare i terreni si definiscono di agricoltura organica rigenerativa, poichè utilizzano differenti approcci ed esperienze di agricoltura sostenibile volti al recupero della fertilità e della qualità del suolo. L’agricoltura rigenerativa è una pratica essenziale in ambito urbano, in quanto permette la coltivazione di terreni che, per la loro collocazione, sono più soggetti di altri a problematiche legate alla qualità dell’aria, della terra e dell’acqua. Rigenerare vuol dire favorire la biodiversità, massimizzare la riduzione della CO2, minimizzare gli sprechi di materie prime (in primis acqua ed energia) e pianificare nel lungo termine lo sviluppo di nuovi habitat naturali.

Ma il valore prodotto è anche sociale ed economico, con ricadute dirette sui cittadini. Infatti, il progetto ha visto la creazione della prima esperienza di Comunità di Supporto all’Agricoltura della città di Milano (CSA-Milano), che si propone, fra l’altro, di riavvicinare le persone alla terra e di aumentare la consapevolezza verso un consumo responsabile. Il tutto, all’interno di una cornice di sostenibilità economica: per il produttore, che ha il giusto ritorno per il suo lavoro e per i cittadini che, grazie alla CSA, possono accedere a cibi di qualità a un prezzo più contenuto rispetto ai canali tradizionali. In due anni di attività, il progetto è riuscito a coinvolgere più di 100 famiglie sostenitrici, per un totale di oltre 300 persone. Di queste, il 20% partecipa attivamente alle attività dell’azienda e il 60% acquista regolarmente i prodotti del campo.

Barbabietola

Il progetto può essere considerato un modello sperimentale di eco-sostenibilità replicabile anche su scala più diffusa, nonché un laboratorio per testare e certificare nuove pratiche agricole e sociali ottimizzate per il contesto urbano. Inoltre, l’iniziativa è coerente con le raccomandazioni proposte dalla Fondazione Barilla nel report “Cibo, città, sostenibilità. Un tema strategico per l’agenda 2030”. Una di queste, recita: “Garantire a tutti il diritto di avere accesso a cibo sano e nutriente, riducendo le disuguaglianze socioeconomiche”. Una raccomandazione che rimanda a un agire comunitario, dal cittadino all’istituzione, in un momento in cui la sostenibilità alimentare si confronta con un’emergenza sanitaria ed economica che potrebbe lasciare cicatrici, anche profonde, a livello sociale.

Ricordiamo, che oggi i cittadini sono importanti motori di cambiamento, in quanto più consapevoli nelle loro scelte di consumo e più determinati nel ricercare risposte all’interno della dimensione locale in cui vivono. Sono dunque loro i più forti alleati per le istituzioni territoriali che vogliano davvero avviare un concreto cambio di passo nella creazione di sistemi più sostenibili. 

Attività per i ragazzi

Il Vigentino, fino a pochi decenni fa quartiere industriale e oggi in completa trasformazione, sta dimostrando che il nuovo corso, oltre a cultura, arte, design, moda, può includere anche l’agricoltura urbana. Vedere per credere.

Milano, 8 marzo 2021

D.ssa Alessandra Irene Rancati

Rappresentante Comitato Terre del Vigentino

Email: alex.rancati@gmail.com

Preparazione dei campi
Raccolta di broccoli

Il “Recovery Plan” del governo Draghi fa a pugni coi principii ambientali dell’Europa…

Le associazioni nazionali co-promotrici ed i comitati aderenti alla presente comunicazione chiariscono preliminarmente che sono consapevoli delle straordinarie circostanze dovute al Covid 19 che hanno spinto la Commissione europea a varare il piano Next Generation EU e che sono dunque del tutto favorevoli ad una sua corretta attuazione. Tale piano rappresenta una irripetibile possibilità di poter utilizzare le ingenti risorse finanziare annunciate per una svolta verso l’economia circolare e l’avvio di un percorso di vera sostenibilità ambientale per mitigare i cambiamenti climatici in atto.
Siamo tutti da anni impegnati a sostenere l’avvio di un cambiamento generazionale verso una vera “economia circolare” basata sulla riduzione degli scarti, sulla preparazione al riutilizzo e sul riciclo dei materiali post-consumo per la conservazione della materia e della sua energia intrinseca.
Siamo peraltro impegnati a contrastare in ogni caso i processi di trattamento termico dei rifiuti, come l’incenerimento ed il loro utilizzo per produrre combustibili come il biogas con il cosiddetto “recupero di energia”, che rappresentano processi di distruzione della materia nocivi per la salute pubblica che creano inquinamento irreversibile nell’ambiente, ma che sono tuttora fortemente incentivati dallo Stato ogni anno tramite il finanziamenti erogati dal G.S.E.
Abbiamo preso atto che il cambiamento tanto atteso è stato avviato nel 2018 dalla Commissione e dal Parlamento Europeo con il pacchetto delle quattro direttive di “Economia circolare”, recepite dal parlamento italiano in data 3 settembre con quattro appositi Decreti legislativi, di cui lamentiamo il mancato rispetto nella bozza di PNRR in particolare per quanto riguarda la direttiva 851/2018/CE.
Si rileva infatti che la direttiva citata prescrive, per attuare il paradigma di una corretta “economia circolare” la gestione dei rifiuti si basi sul principio del “recupero della materia”, quindi sulla prevenzione – sulla preparazione al riutilizzo e sul riciclaggio dei materiali provenienti da raccolte differenziate, ai fini stessi del calcolo relativo agli obiettivi europei fissati al 2035 ed ai suoi step intermedi.
Ci domandiamo intanto perché non venga data ancora concreta attuazione all’articolo 8 bis della stessa Direttiva, sulla Responsabilità Estesa del produttore basata sul principio giuridico “chi inquina paga”, che sgraverebbe le amministrazioni comunali ed i cittadini-utenti dagli onerosissimi costi della raccolta differenziata della enorme quantità di
imballaggi immessi al consumo dai produttori associati al Consorzio CONAI: “4 – Gli Stati membri adottano le misure necessarie ad assicurare che i contributi finanziari versati dai produttori di prodotti in adempimento ai propri obblighi derivanti dalla responsabilità estesa del produttore:
a) coprano i seguenti costi per i prodotti che il produttore immette sul mercato nello Stato membro interessato: — costi della raccolta differenziata di rifiuti e del loro successivo trasporto, compreso il trattamento
necessario per raggiungere gli obiettivi dell’Unione in materia di gestione dei rifiuti, e i costi necessari a raggiungere altri traguardi e obiettivi di cui al paragrafo 1, lettera b), tenendo conto degli introiti ricavati dal riutilizzo, dalla vendita delle materie prime secondarie ottenute dai propri prodotti e da cauzioni di deposito non reclamate
;
E’ comunque noto il gravissimo deficit italiano sia di infrastrutture per la preparazione al riutilizzo che di impianti per il “recupero di materia” della frazione organica tramite il compostaggio aerobico (soprattutto nel Centro e nel Sud). Ma per queste strutture strategiche nulla è stato previsto nelle quattro linee progettuali di utilizzo concreto nel capitolo M2C1, a parte le ovvie citazioni generiche delle normative. Anzi si è previsto per il
trattamento della frazione organica differenziata, di destinare la quasi totalità dei fondi (3,7 dei 4,5 Miliardi) per la produzione di combustibili come il “BIO-METANO”, un processo di “recupero di energia” impropriamente assimilato ad “economia circolare”.
Tale combustibile è derivato dalla depurazione del BIOGAS prodotto a sua volta da scarti agricoli e dalla frazione organica dei rifiuti urbani, ma occorre considerare che la direttiva 851/2018/CE (recepita dal parlamento con il D. Lgs. 116/2020) stabilisce che:
1) l’articolo 3 punto 15 bis ha del tutto escluso la produzione di combustibili dai rifiuti dal ”recupero di materia”:
«t-bis) “recupero di materia”: qualsiasi operazione di recupero diversa dal recupero di energia e dal ritrattamento per ottenere materiali da utilizzare quali combustibili o altri mezzi per produrre energia. Esso comprende, tra l’altro la preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio e il riempimento;»;
2) l’articolo 11 comma 2 sugli obiettivi di economia circolare previsti dal 2025 sino al 2035: «2. Al fine di rispettare le finalità della presente direttiva e avanzare verso un’economia circolare europea con un alto livello di efficienza delle risorse, gli Stati membri adottano le misure necessarie per conseguire i seguenti obiettivi: … e) entro il 2035, la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti urbani saranno aumentati almeno al 65 % in peso.»;
3) l’articolo 11 bis comma 5 precisa che comunque ai fini delle regole per calcolare gli obiettivi di riciclo sono esclusi i processi di “recupero di energia” e smaltimento: “5. Per calcolare se gli obiettivi di cui all’articolo 11, paragrafo 2, lettere c), d) ed e), e all’articolo 11, paragrafo 3, siano stati conseguiti, la quantità di materiali di rifiuto che hanno cessato di essere rifiuti a seguito di un’operazione preparatoria prima di essere sottoposti a ritrattamento possono essere computati come riciclati a condizione che tali materiali siano destinati a successivo ritrattamento per ottenere prodotti, materiali o sostanze da utilizzare per la loro funzione originaria o per altri fini. Tuttavia, i materiali di cui è cessata la qualifica di rifiuti da utilizzare come combustibili o altri mezzi per produrre energia, o da incenerire, da utilizzare in riempimenti o smaltiti in discarica, non sono computati ai fini del conseguimento degli obiettivi di riciclaggio. »

Tutto ciò è accompagnato dalla falsa narrazione secondo cui il Bio-metano potrebbe addirittura “sostituire i combustibili fossili”, nell’utilizzo per autotrazione. Diversi recenti studi mostrano come i mezzi pesanti alimentati a metano emettano più CO2 e altro particolato tossico rispetto a diesel e benzina. Nel paper redatto a settembre 2019 dalla “European Federation for Transport and Environment AISBL” viene riportato che il GNL (Gas naturale liquefatto / metano al 99%) e lo stesso Bio-metano utilizzato per autotrazione non sarebbero affatto sostenibili, anzi produrrebbero un inquinamento atmosferico da NOx e da particolato PM2,5 e PM10 5 volte superiore ai motori Diesel modello 2013.

Con la presente lettera invitiamo dunque a riflettere sulle forti criticità di natura ambientale e giuridica da noi rilevate, esplicitate nel comunicato allegato, contenute nella bozza di PNRR predisposta, nella Missione titolata “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, e provvedere alla urgentissima revisione prima della sua approvazione finale.

I motivi che ci hanno sollecitato a prendere posizione e diffondere il nostro comunicato stampa ci inducono a chiedervi con urgenza di rendere coerente tale documento con la recente direttiva 851/2018/UE sull’economia circolare. Riteniamo che questo debba essere necessariamente il paradigma “sostenibile” di riferimento del PNRR, oltre al rispetto del Regolamento europeo RRF del 2021, onde evitare di mettere a rischio l’accesso ai fondi europei per incoerenza delle linee progettuali con tali norme.

Vi invitiamo pertanto ad un confronto urgente con una delegazione del nostro comitato tecnico scientifico collegiale, previo contatto via mail a postmaster@pec.leggerifiutizero.org

I co-promotori della presente iniziativa e firmatari:

  1. Massimo Piras per il Movimento Legge Rifiuti Zero per l’economia circolare,
  2. Roberto Romizi per ISDE Italia medici per l’ambiente,
  3. Angelo Consoli per il Circolo Europeo per la Terza Rivoluzione Industriale – CETRI-TIRES,
  4. Giovanni Damiani per il Gruppo Unitario per le Foreste Italiane – G.U.F.I.
  5. Stefano Deliperi per il Gruppo di Intervento Giuridico – GrIG
  6. Gianni Cavinato per l’Associazione Consumatori e Utenti – ACU
  7. Maurizio Pallante per il movimento Sostenibilità Equità Solidarietà – SEquS

Segue comunicato:

Join the C.R.I.S.!

Times are a changing, Bob Dylan used to sing back in the 60s. Now Times must REALLY change. They have to if we want to give a chance to the human race.

Jeremy Rifkin has been advocating this change since around the same time when Bob Dylan was singing it. In the seventies he wrote the milestone book “Entropy” in collaboration with master philosopher Nicholas Georgescu Rogen, warning that climate change and wealth concentration in a few hands mostly involved in the fossil based economy, would destroy not only social equality and human justice but the very same foundations of the world market economy and ultimately determined the extinction of the human race.

In order to avert the disaster and spring new hope, Jeremy Rifkin advocates a Third Industrial Revolution which should be led by willing institutions and companies. Many businesses in fact are already on the road of sustainability in all the ways they can, like installing solar panels, encouraging short supply chains in the food industry and other industries, reuse and recycle objetcs according to the circular economy principles, use electric cars and car sharing services, avoid energy waste, respect ecosystems and biodiversity… They represent a virtuous example for all the other companies in sharing the vision of Jeremy Rifkin. In other words it is like they were members of a Rifkin inspired society without knowing it.

The Third Industrial Revolution European Society has therefore decided to create it.

Welcome to the CRIS (Creative Rifkin Inspired Society) for companies who identify with Jeremy Rifkin’s vision for change and want to become part of this change with their work and their mission. A group of companies who can create synergies and exchanges ideas and operations contributing to turn the commonly shared Rifkinian vision it into practice and to and speed up its practical implementation.

In order to examine which companies will qualify to the membership of this club, the GRAND Academy will use a multi criteria matrix that will evaluate all social and environmental responsibility of every applicant with the following Rifkin oriented 6 criteria grid
– 1) energy policy,
– 2) waste management and circular economy,
– 3) labor rules conformity,
– 4) mobility strategies,
– 5) heating and cooling sustainability,
– 6) social awareness,

For each criteria a vote ranging from 0 to 5 will be expressed.

Companies ranking from 25 to 30 will receive a Diamond membership.

Companies ranking from 20 to 25 will receive a Platinum membership.

Companies ranking from 15 to 20 will receive a Gold membership.

Companies ranking from 10 to 15 will receive a Silver membership.

Companies ranking from 0 to 10, will be granted Iron membership.

The membership ranking will be reviewed annually in order to reconsider the position of the companies who will have made significant progresses which will be re-examined by the GRAND.

The platinum and diamond members will form a selecting and judging committee that will grant annually the GRAND Award intended to reward and give visibility to the best Green New Deal projects of the member companies. The award, will be presented in an ceremony that will be held by the CRIS yearly, will be divided in the nine categories of the European Green Deal, and namely:

1 – Climate protection award

2 – Clean Energy policy award

3 – Preservation of natural capital and biodiversity

4 – Short food supply chain

5 – Zero emission mobility

6 – Sustainable constructions and buildings

7 – Circular Economy

8 – Financing the Green transition

9 – Pollution remediation and land reclamation

Welcome to the new era of resilience and transformation.

Welcome to the Club of the Rifkin inspired Society!

The GRAND Award, created by the Italian Sculptor Giacomo Arrau in wood and terracotta, symbolizing the four natural elements Water, air, earth and fire.

We’ll see you at the next GRAND Awards Ceremony!

Video ufficiale della Campagna nazionale 30×30 per salvare i mari e il nostro futuro

Worldrise ONLUS lancia la petizione per la Campagna 30×30 Italia affinché l’Italia assuma l’impegno concreto di proteggere il 30% dei mari Italiani entro il 2030

La nostra esistenza dipende dal mare, ovunque noi siamo: proteggerlo significa proteggere la vita e il futuro del pianeta. Il mare è la linfa vitale del Pianeta: ci dona il 50% dell’ossigeno, assorbe circa il 25% dell’anidride carbonica in eccesso, e svolge un ruolo chiave nella lotta ai cambiamenti climatici. Tuttavia ad oggi il suo stato di salute è gravemente compromesso: inquinamento, riscaldamento globale, pesca eccessiva e illegale e perdita di biodiversità ne stanno ledendo la funzionalità e produttività, mettendo in pericolo il futuro della vita stessa sul Pianeta.

Le minacce affrontate dal nostro Pianeta Blu possono apparire schiaccianti e l’iniziativa singola può sembrare una goccia nell’oceano. Ma ogni goccia conta e la buona notizia è che possiamo risolvere la situazione.

La comunità scientifica internazionale ha parlato chiaro: se vogliamo salvaguardare la produttività e la funzionalità del mare con tutti i servizi che è in grado di offrire, compreso l’ossigeno che respiriamo, dobbiamo proteggerne almeno il 30% entro il 2030.

Ogni goccia conta: ora tocca a noi!

Oggi, 25 marzo 2021, Worldrise Onlus lancia la petizione della Campagna 30×30 Italia “Insieme per salvare i nostri mari e il nostro futuro” tramite cui è possibile aderire individualmente con una semplice firma per manifestare il proprio supporto.

Le Aree Marine Protette (AMP) sono il miglior strumento che abbiamo a disposizione per invertire rotta: in queste aree la biodiversità viene tutelata e salvaguardata in un’ottica di sviluppo sostenibile in modo che le bellezze del mare e le sue risorse siano fruibili anche per le generazioni future. Se correttamente gestite, le AMP sono in grado non solo di produrre benefici ecologici ma anche di diventare un importante volano di sviluppo economico e sociale per il nostro paese.

A questo link è possibile approfondire tutti i benefici ambientali, sociali ed economici derivanti dall’istituzione di Aree Marine Protette.

La petizione è rivolta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nella persona di Mario Draghi e al Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, affinché l’Italia assuma l’impegno concreto volto alla protezione dei nostri mari, agevolando, promuovendo e sostenendo l’istituzione di AMP su tutto il territorio nazionale e a livello globale.

Con quasi 8000 km di coste, l’Italia ha un’occasione unica non solo per raggiungere questo obiettivo, ma anche per porsi come leader in Europa della campagna 30×30, diventando punto di riferimento per il perseguimento del target da parte degli altri stati Europei alla prossima conferenza delle parti della Convenzione sulla Diversità Biologica e rendendolo quindi legalmente vincolante.

Le decisioni che prenderemo nel prossimo decennio incideranno sul futuro del nostro pianeta per i secoli a venire: abbiamo una enorme responsabilità verso il pianeta, verso noi stessi e le generazioni future. Per questo è necessario agire ora: con le nostre firme possiamo sollecitare l’urgenza di un’azione concreta prima che sia troppo tardi. 

Il nostro futuro dipende dal mare, il futuro del mare dipende da noi.

Molti settori della società, in soli tre mesi, hanno già aderito alla Campagna 30×30 Italia manifestando il loro supporto nel lavorare insieme per salvare i nostri mari: ringraziamo i funding partners della Campagna 30×30 Italia AXA Italia, Gucci e North Sails, tutti i supporter supporting partners e i media partners e l’’alleanza di 30 associazioni e movimenti di tutela ambientale presenti sul territorio nazionale. La Campagna vanta inoltre il patrocinio della Commissione Mondiale per le Aree Protette dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (WCPA, IUCN).

Per prendere parte all’onda del cambiamento è possibile firmare la petizione cliccando qui.

Contatti per Campagna 30X30 Italia: info@30×30.it 

Mariasole Bianco, Fondatrice e Presidente di Worldrise

Insieme per salvare i mari e il nostro futuro con la Campagna nazionale 30×30

Worldrise ONLUS lancia la petizione per la Campagna 30×30 Italia affinché l’Italia assuma l’impegno concreto di proteggere il 30% dei mari Italiani entro il 2030

La nostra esistenza dipende dal mare, ovunque noi siamo: proteggerlo significa proteggere la vita e il futuro del pianeta. Il mare è la linfa vitale del Pianeta: ci dona il 50% dell’ossigeno, assorbe circa il 25% dell’anidride carbonica in eccesso, e svolge un ruolo chiave nella lotta ai cambiamenti climatici. Tuttavia ad oggi il suo stato di salute è gravemente compromesso: inquinamento, riscaldamento globale, pesca eccessiva e illegale e perdita di biodiversità ne stanno ledendo la funzionalità e produttività, mettendo in pericolo il futuro della vita stessa sul Pianeta.

Le minacce affrontate dal nostro Pianeta Blu possono apparire schiaccianti e l’iniziativa singola può sembrare una goccia nell’oceano. Ma ogni goccia conta e la buona notizia è che possiamo risolvere la situazione.

La comunità scientifica internazionale ha parlato chiaro: se vogliamo salvaguardare la produttività e la funzionalità del mare con tutti i servizi che è in grado di offrire, compreso l’ossigeno che respiriamo, dobbiamo proteggerne almeno il 30% entro il 2030.

Ogni goccia conta: ora tocca a noi!

Oggi, 25 marzo 2021, Worldrise Onlus lancia la petizione della Campagna 30×30 Italia “Insieme per salvare i nostri mari e il nostro futuro” tramite cui è possibile aderire individualmente con una semplice firma per manifestare il proprio supporto.

Le Aree Marine Protette (AMP) sono il miglior strumento che abbiamo a disposizione per invertire rotta: in queste aree la biodiversità viene tutelata e salvaguardata in un’ottica di sviluppo sostenibile in modo che le bellezze del mare e le sue risorse siano fruibili anche per le generazioni future. Se correttamente gestite, le AMP sono in grado non solo di produrre benefici ecologici ma anche di diventare un importante volano di sviluppo economico e sociale per il nostro paese.

A questo link è possibile approfondire tutti i benefici ambientali, sociali ed economici derivanti dall’istituzione di Aree Marine Protette.

La petizione è rivolta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nella persona di Mario Draghi e al Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, affinché l’Italia assuma l’impegno concreto volto alla protezione dei nostri mari, agevolando, promuovendo e sostenendo l’istituzione di AMP su tutto il territorio nazionale e a livello globale.

Con quasi 8000 km di coste, l’Italia ha un’occasione unica non solo per raggiungere questo obiettivo, ma anche per porsi come leader in Europa della campagna 30×30, diventando punto di riferimento per il perseguimento del target da parte degli altri stati Europei alla prossima conferenza delle parti della Convenzione sulla Diversità Biologica e rendendolo quindi legalmente vincolante.

Le decisioni che prenderemo nel prossimo decennio incideranno sul futuro del nostro pianeta per i secoli a venire: abbiamo una enorme responsabilità verso il pianeta, verso noi stessi e le generazioni future. Per questo è necessario agire ora: con le nostre firme possiamo sollecitare l’urgenza di un’azione concreta prima che sia troppo tardi. 

Il nostro futuro dipende dal mare, il futuro del mare dipende da noi.

Molti settori della società, in soli tre mesi, hanno già aderito alla Campagna 30×30 Italia manifestando il loro supporto nel lavorare insieme per salvare i nostri mari: ringraziamo i funding partners della Campagna 30×30 Italia AXA Italia, Gucci e North Sails, tutti i supporter supporting partners e i media partners e l’’alleanza di 30 associazioni e movimenti di tutela ambientale presenti sul territorio nazionale. La Campagna vanta inoltre il patrocinio della Commissione Mondiale per le Aree Protette dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (WCPA, IUCN).

Per prendere parte all’onda del cambiamento è possibile firmare la petizione cliccando qui.

Contatti per Campagna 30X30 Italia: info@30×30.it 

Mariasole Bianco, Fondatrice e Presidente di Worldrise

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