Video-intervista di Jeremy Rifkin con il direttore di Repubblica Maurizio Molinari ed Eugenio Occorsio in diretta dal Teatro Parenti di Milano – 6 giugno 2022

Uno dei più famosi attivisti ambientalisti a livello globale spiega perché abbiamo bisogno di una nuova visione economica unitaria per il mondo: la terza rivoluzione industriale. L’intervista con il direttore di Repubblica Maurizio Molinari ed Eugenio Occorsio lunedì 6 giugno alle 15.00 al Teatro Parenti di Milano >>> Jeremy Rifkin: “È sbagliato puntare sulle risorse fossili” – la Repubblica

Rifkin: “Puntare sulle risorse fossili è un errore”

Il celebre economista e saggista ha spiegato perché dovrebbe essere necessario allontanarsi dai combustibili fossili

L’economista e saggista Jeremy Rifkin, celebre in Italia per i numerosi libri pubblicati e per la sua attività di opinionista per diversi media, ha ribadito ancora una volta perché secondo la sua opinione è necessario abbandonare le risorse fossili.

In un’intervista a Repubblica, Rifkin è partito dalla guerra in Ucraina, con la Russia paese invasore, per inquadrare la situazione attuale: “Questa non è soltanto la prima guerra digitale, la prima in cui la comunicazione conta quanto quel che accade sul campo di battaglia, ma anche l’ultima guerra dell’era dei combustibili fossili. È un sovvertimento dell’ordine costituito che, nell’orrore generale per quello che sta succedendo, dobbiamo considerare con attenzione. Ritengo che la coscienza della sfida contro i cambiamenti climatici è lì, intatta. Proprio gli avvenimenti di questi tragici giorni ce lo ricordano. Il mondo ha combattuto troppe volte per le risorse minerarie di energia, dalla seconda guerra mondiale che aveva all’origine anche la disputa fra Francia e Germania sulle ricchezze del carbone, o alle tante guerre del Medio Oriente. Anche ora l’energia è un elemento centrale: la guerra andrà in una direzione o nell’altra se l’Europa varerà un embargo su gas e petrolio russi. Direi che il punto fermo è che le risorse fossili non devono più guidare i comportamenti dell’uomo“.

Che fare, allora? Per Rifkin la strada giusta è quella dell’Europa, con il Green New Deal che trasformerà anche il mondo dell’auto. “Questo è un progetto fantastico. I Paesi dell’Unione devono stare attenti a non perdere l’occasione, che è irripetibile. In questo senso l’Italia ha avuto dalla Commissione una responsabilità in più: con 200 miliardi da spendere su 750 totali nell’Ue, la gran parte dei quali da destinare alla transizione digitale ed ecologica, ha il compito di guidare l’intero continente, o almeno la parte meridionale, verso un mondo più vivibile, sostenibile, resiliente. Per fare tutto questo, spero che i governanti si ricordino che gli investimenti vanno fatti entro il 2024. Se c’è la volontà politica, è questione di pochi anni. Un watt di energia elettrica da fonte solare costava 78 dollari negli anni ’70, ora costa 40 centesimi, ancora meno se a comprare grossi quantitativi sono le stesse utilities che non trovano più conveniente investire in risorse fossili. Non c’è più nessun motivo per puntare sugli idrocarburi: non a caso i fondi pensione, le società assicuratrici, le banche d’investimento, cercano solo titoli verdi“.

Su La Repubblica di oggi, sabato 4 giugno 2022, Jeremy Rifkin illustra un futuro di speranza con l’energia pulita