Sviluppo sostenibile: l’Università di Bologna ancora prima in Italia, e terza nell’Unione Europea

L’Alma Mater conferma il primato italiano e la terza posizione tra i paesi dell’Unione Europea nella nuova edizione del Times Higher Education Impact Ranking, la classifica che monitora l’impatto degli atenei sul tessuto sociale utilizzando i parametri indicati nell’Agenda 2030 dell’ONU

Per il quarto anno consecutivo l’Università di Bologna è al primo posto in Italia nel Times Higher Education Impact Rankings, la classifica che valuta l’impatto degli atenei sul tessuto sociale e il loro impegno per lo sviluppo sostenibile. L’Alma Mater conferma inoltre il terzo posto tra i paesi dell’Unione Europea, dopo l’Università di Coimbra (Portogallo) e l’Università di Aalborg (Danimarca).

Per ogni università partecipante, la classifica prende in considerazione le azioni intraprese e le risorse investite nel dare risposta agli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) proposti nell’Agenda 2030 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Il ranking include quest’anno 1406 atenei di tutto il mondo, in forte aumento rispetto allo scorso anno, quando erano 1115. L’Università di Bologna migliora il punteggio generale, che passa da 92,8 a 93,1, e ottiene il 37° posto a livello assoluto.
“Come ho più volte detto, l’Alma Mater può essere orgogliosa dei suoi record e dei suoi posizionamenti internazionali, ma deve mirare al bene della società prima che alla scalata dei ranking. E tuttavia, fra le tante classifiche che ci premiano a livello nazionale e internazionale, questa ci dà una soddisfazione particolare, perché riconosce il nostro impegno su temi fondamentali e valori profondi del nostro grande Ateneo pubblico: la formazione inclusiva, la sostenibilità ambientale, la promozione dei diritti umani, la riduzione delle disuguaglianze”, dichiara il Rettore Giovanni Molari.

Guardando al dettaglio dei singoli indicatori, spiccano alcuni piazzamenti particolarmente rilevanti. Su tutti il 4° posto a livello mondiale per l’obiettivo Istruzione di qualità (SDG 4), che monitora le azioni per promuovere attività educative eque e inclusive e per l’apprendimento permanente. C’è inoltre il 9° posto assoluto per Pace, giustizia, diritti umani (SDG 16), l’obiettivo che misura la capacità di promuovere società pacifiche e più inclusive attraverso l’accesso alla giustizia per tutti e organismi efficienti, responsabili ed inclusivi.
Da segnalare anche il 13° posto al mondo per Eguaglianza di genere (SDG 5), l’obiettivo che valuta l’attenzione alle politiche pensate per superare le disuguaglianze di genere, e il 15° posto per l’obiettivo Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni (SDG 10), che misura le azioni legate al miglioramento delle condizioni lavorative e alla redistribuzione delle risorse.

Fonte Ufficio Stampa Università di Bologna – 29 aprile 2022