REPOWEREU, I VERDI EUROPEI CHIEDONO UNO STRUMENTO DI TRANSIZIONE ENERGETICA DA 1.000 MILIARDI DI EURO

“Non può esserci reale ambizione senza l’azione necessaria a concretizzarla. Per mettere in moto il piano RePowerEU e garantire azioni concrete su efficienza energetica e rinnovabili, a maggior ragione in tempi in cui le finanze nazionali sono sotto grande pressione, l’Ue deve garantire nuovi fondi che siano adeguati alle sfide da affrontare: indipendenza dalla Russia, transizione energetica e tutela dei più vulnerabili” – dichiarano Eleonora Evi ed Angelo Bonelli, co-portavoce nazionali di Europa Verde.

Il gruppo dei Verdi/ALE al Parlamento europeo ha avanzato la proposta di creare uno strumento di transizione energetica europeo (EU Energy Transition Facility) da mille miliardi di euro. Questo strumento potrebbe riproporre il modello del Fondo per la ripresa e la resilienza, finanziato da prestiti congiunti tramite l’emissione di eurobond. Le priorità su cui il nuovo fondo dovrebbe essere imperniato sono l’efficientamento energetico, in particolare a favore delle famiglie a basso reddito, il dispiegamento delle rinnovabili e il sostegno alle comunità energetiche, la decarbonizzazione dell’industria e il sostegno alla creazione delle competenze professionali necessarie nei settori oggetto della transizione.

“Se vogliamo veramente affrancarci dalla dipendenza dai combustibili fossili e accelerare la transizione energetica – puntualizzano Evi e Bonelli – è assurdo non prevedere nuovi finanziamenti, puntando solamente a riconvertire parte del PNRR attuale e aggiungendo una manciata di miliardi ottenuti dal ricollocamento della vendita di quote extra di emissioni sotto il sistema di scambio ETS. Il che è anche paradossale: si può davvero pensare di accelerare la transizione verde finanziandola attraverso l’aumento delle emissioni? È per questo che noi Verdi riteniamo necessario istituire un nuovo fondo europeo simile a quello che finanzia il PNRR, ma che non ne abbia gli stessi difetti: innanzitutto, il Parlamento europeo deve avere lo stesso peso del Consiglio nell’approvazione dei piani di spesa; l’applicazione del principio del ‘Non fare danno significativo’ all’ambiente e del rispetto dello Stato di diritto deve essere rigorosa; e soprattutto ci deve essere un vero coinvolgimento della società civile nella stesura dei Piani, non solo a cose fatte come accaduto con il PNRR, lasciando anche alle amministrazioni locali la possibilità di chiedere finanziamenti diretti, senza intermediazione del governo centrale”- concludono Evi e Bonelli.

Fonte Greens/EFA 31.05.2022