Parlamento europeo: voto deludente sul trasporto di animali vivi, mancano vere tutele – Animal Equality

Oggi il Parlamento europeo ha votato sulle raccomandazioni della Commissione d’inchiesta per la protezione degli animali durante il trasporto (ANIT), annacquando un testo già debole che non fermerà la sofferenza di miliardi di animali. 

Bruxelles, 21/01/2022 – Stella Kyriakides, Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare, ha aperto e chiuso il dibattito ricordando ai membri del Parlamento europeo (MEP) che il benessere degli animali è una priorità all’interno della strategia Farm to Fork e, allo stesso tempo, una priorità del suo mandato e per lei. 

Ma il Parlamento ha consegnato nelle mani della Commissione un voto che va in direzione opposta, di fatto annacquando il testo già debole uscito dalla Commissione di inchiesta sul trasporto di animali vivi a dicembre. Si tratta di un fatto molto grave, che non tiene conto delle numerose inchieste e denunce portate avanti non solo da alcune autorità dei singoli Stati membri ma anche delle organizzazioni non governative che da tempo denunciano l’orrore del trasporto di animali vivi. 

La Commissione europea (CE) deve rivedere il regolamento sui trasporti (Regolamento del Consiglio (CE) n. 1/2005) e lo farà “sulla base delle ultime prove scientifiche, creando una banca dati europea per i controlli ufficiali e la verifica delle navi cargo per trasporto animali negli Stati membri”, oltre a garantire l’attuazione delle norme esistenti. Pertanto, una nuova proposta legislativa è attesa nell’autunno del 2023, mentre gli atti esecutivi relativi ai controlli sul trasporto marittimo (secondo le disposizioni della legge esistente) arriveranno anch’essi prima della fine di quest’anno.  

Alcuni membri del Parlamento europeo si sono fatti sentire durante il lungo dibattito, chiedendo alla Commissione europea di agire subito e porre fine alla sofferenza di miliardi di animali, come riportato nelle conclusioni della commissione d’inchiesta. 

Il voto di dicembre, per quanto un primo passo importante, non aveva affrontato completamente diverse questioni chiave legate al trasporto di animali vivi, all’interno e all’esterno dell’UE, e oggi la Plenaria ha perso l’opportunità di rafforzare il testo approvato dalla Commissione d’inchiesta ANIT. 

“Speravamo che il Parlamento europeo si dimostrasse ancora più ambizioso del rapporto ANIT e prendesse seriamente in considerazione le opinioni dei cittadini vietando qualsiasi trasporto a lunga distanza, e affinando, sostituendo e riducendo il trasporto intra-UE”, dichiara Alice Trombetta, Direttrice esecutiva di Animal Equality in Italia. 

Dopo decenni di campagne e inchieste per fermare la sofferenza degli animali durante il trasporto, siamo profondamente delusi nel vedere come il voto in Parlamento si sia dimostrato un fallimento, che ha protetto istanze industriali ed economiche dimenticandosi delle continue e terribili violazioni e sofferenze a cui sono sottoposti ogni giorno milioni di animali, trasportati spesso in condizioni in piena violazione delle norme, in camion sovraffollati e senza cibo né acqua per ore e giorni, fino a casi estremi come quelli delle navi Karim Allah ed Elbeik, alla deriva per mesi nel Mediterraneo. 

Nonostante il Parlamento europeo ora chieda un tempo massimo di viaggio di 8 ore anche per gli animali destinati alla macellazione, purtroppo tale limite rimane applicabile solo al trasporto su strada e gli animali trasportati via mare rimangono dimenticati (§ 87).

Purtroppo, il Parlamento europeo ha anche votato contro gli emendamenti che avrebbero richiesto una definizione della durata del viaggio come l’intero tempo di movimento, compreso il tempo di carico e scarico (§ 91), contro l’interpretazione della Commissione europea che invece dice che “il tempo trascorso per il carico e lo scarico dovrebbe essere incluso per stabilire la durata massima del viaggio”(1), riducendo così potenzialmente l’impatto che un limite di 8 ore potrebbe avere.

Il Parlamento europeo ha anche respinto gli emendamenti che avrebbero vietato il trasporto di animali gravidi al 40% della fase di gestazione, e la richiesta di vietare il trasporto di animali molto giovani (bovini, ovini, caprini o suini, ed equini domestici) di età inferiore ai 35 giorni è scomparsa (§ 104). Il limite di 4 settimane per permettere il trasporto rimane solo per i vitelli.

“Crediamo che il Parlamento europeo abbia perso l’occasione di sostenere dei cambiamenti profondi e importanti e non sia riuscito a soddisfare le richieste dei cittadini. Ora le nostre speranze sono riposte nella Commissione europea, a cui affidiamo il compito di permettere la sostituzione del trasporto di animali vivi con un commercio di sola carne, carcasse e materiale genetico, non solo “per quanto possibile” come indicato invece nel testo del Parlamento”, conclude Alice Trombetta di Animal Equality Italia. 

Chiara Caprio
Communications and Programme Manager 

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