PARLAMENTO EUROPEO APPROVA PARTE DEL PACCHETTO “FIT FOR 55”. ELEONORA EVI (EUROPA VERDE): BLOCCATA ALLENZA DEI FOSSILI, MA SERVE MAGGIORE AMBIZIONE

“Quella di oggi sarà ricordata come una vera giornata campale al Parlamento europeo. Dopo il tentativo fallito delle destre di annacquare il testo al voto due settimane fa sullo scambio di quote di emissioni (ETS), siamo riusciti a rinegoziare alcuni aspetti chiave del dossier, che ora è sì migliorativo rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea, ma non ancora sufficientemente ambizioso come chiesto da noi Verdi. E questo purtroppo, ma non sorprendentemente, a causa dell’antagonismo e delle posizioni antiscientifiche e pro-lobby industriali dei soliti gruppi conservatori” – dichiara in una nota stampa l’eurodeputata Eleonora Evi, co-portavoce nazionale di Europa Verde.

“Oltre alla revisione dell’ETS, oggi abbiamo votato anche la proposta per la creazione di un meccanismo di aggiustamento del carbonio alle frontiere (il cosiddetto CBAM – Carbon Border Adjustment Mechanism), nonché quella sull’istituzione di un Fondo sociale per il clima. Sebbene soddisfatti di aver rafforzato i testi originali, ad esempio estendendo l’ambito di applicazione del CBAM a settori altamente inquinanti quali quelli relativi a prodotti chimici e plastiche, ci rincresce non aver avuto pieno sostegno da parte degli altri gruppi alle posizioni ambiziose uscite dalla Commissione Ambiente, in particolare per quanto concerne la possibilità per le industrie di continuare ad emettere senza pagare. Il nostro gruppo sosteneva infatti la cessazione dei permessi ETS gratuiti in parallelo all’entrata in vigore del CBAM, o al massimo entro il 2030, mentre la Commissione europea aveva proposto come data ultima il 2035. Esemplificativo della natura dei compromessi votati oggi, il testo approvato fissa al 2032 la cessazione dei permessi gratuiti.

Sorprende però che per Forza Italia persino questo accordo sia stato inaccettabile, il che è sintomatico di quanto questo partito metta sempre e solo al primo posto la difesa dei privilegi dell’industria. Dobbiamo essere chiari: i dossier del pacchetto clima approvati oggi dall’emiciclo sono coerenti con l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas climalteranti almeno del 55% entro il 2030, ma non sono sufficienti per rispettare gli Accordi di Parigi e l’obiettivo di mantenere l’aumento delle temperature entro 1.5°C. Come gruppo dei Verdi/ALE, abbiamo deciso di sostenere il pacchetto, perché sappiamo che per ora questo livello di ambizione è il massimo su cui si possa trovare un compromesso all’interno dell’aula parlamentare. Per noi quello di oggi è però solo un trampolino di lancio per continuare a batterci con rinnovato vigore per una maggiore ambizione sull’azione climatica, tanto nei negoziati interistituzionali quanto nell’iter legislativo delle altre proposte del Green Deal ancora in discussione” – conclude Evi.

Fonte Greens/EFA 22.06.2022