LA PUGLIA ALL’AVANGUARDIA IN EUROPA CON LA SUA HYDROGEN VALLEY


Il nostro centro studi europeo CETRI-TIRES promotore di PGHV il più grande impianto di idrogeno verde del mondo e di una Hydrogen School


Il 6 aprile 2021 la Giunta Regionale della Puglia si è candidata a diventare “Centro Nazionale di Alta Tecnologia per l’Idrogeno” dando un ruolo primario nello sviluppo dell’utilizzo dell’idrogeno come vettore principale nel processo di decarbonizzazione avviato nell’ambito politiche ambientali ed energetiche.
www.regione.puglia.it/web/press-regione/-/emiliano-maraschio-e-delli-noci-la-puglia-si-candida-a-diventare-centro-nazionale-di-alta-tecnologia-per-l-idrogeno-
A settembre, neanche sei mesi più tardi, è stata annunciata la progettazione della Puglia Green Hydrogen Valley (PGHV) da parte di ALBORAN. Si tratta di uno dei primi e principali esempi in Italia di quel percorso obbligato delineato dall’Europa per rendere la tecnologia dell’idrogeno una soluzione in linea con il processo di decarbonizzazione.
https://www.repubblica.it/economia/rapporti/energitalia/territori/2021/09/14/news/idrogeno_verde_in_puglia_edison_snam_saipem_e_alboran_insieme_per_il_progetto_green_hydrogen_valley_-317819451/
Il CETRI-TIRES ha collaborato alla elaborazione di questo importante progetto sia in fase progettuale che nel delineare una strategia formativa nuova che permetta di ottenere le necessarie competenze tecniche per un progetto di quest’ambizione.
Marco Sambati, coordinatore della G.R.A.N.D. (Green Rifkinian Accademy for a New Deal) cetri-tires.org/press/2020/una-g-r-a-n-d-notizia-arriva-lacademy-del-green-new-deal-per-le-banche-e-le-imprese-ispirata-alla-visione-di-rifkin-e-al-green-deal-europeo/, ha infatti presentato l’idea di una Puglia Hydrogen School di sostegno alla Hydrogen Valley.

Marco Sambati con Jeremy Rifkin alla Camera dei Deputati

La Hydrogen School di Puglia avrà sede a Taranto e contribuirà in modo determinante a formare le nuove figure professionali necessarie allo sviluppo e all’espansione della Puglia Hydrogen Valley verso il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Commissione Europea, con particolare riferimento alla ricerca e sviluppo in chiave territoriale per la promozione dell’industria locale. Questa attività è perfettamente in linea con la mission dell’Academy, (nata proprio per fornire una conoscenza delle strategie europee sul Green New Deal e sull’idrogeno, e garantire la formazione delle relative figure professionali).
Prima di analizzare tali opportunità occorre comunque chiarire alcuni concetti, quali in particolare della Hydrogen Valley e delle strategie europee legate all’idrogeno verde.
Le “Hydrogen Valleys” rappresentano aree geografiche dove diverse applicazioni di idrogeno sono combinate insieme in un ecosistema integrato, che prevede produzione, consumo, sperimentazione e formazione riguardanti il vettore idrogeno. Tali progetti nascono normalmente in collaborazione con centri universitari, istituti di ricerca, associazioni di imprese, distretti tecnologici e il coinvolgimento degli enti locali. Da qui al 2030 si prevedono in Europa investimenti nell’idrogeno verde da fonti rinnovabili molto importanti, di circa 500 miliardi di euro, attraverso l’introduzione di “Hydrogen Clusters” e “Hydrogen Valleys” da svilupparsi a livello locale in conformità alla tipologia di insediamenti industriali e produttivi presenti in ogni regione.

In merito alla strategia europea si sottolinea che, per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, l’Europa deve trasformare il suo sistema energetico, responsabile del 75 % delle emissioni di gas a effetto serra. La strategia della UE prevede una vera e propria rivoluzione del settore energetico e in questo quadro un ruolo di grande rilevanza è assegnato all’idrogeno, sistematicamente considerato come uno degli elementi in grado di sviluppare un settore più efficiente e interconnesso, orientato verso una energia più democratica e condivisa.
Il piano europeo è quello del Green New Deal e prevede un rilevante pacchetto di finanziamenti a favore dell’energia pulita, in linea con il pacchetto per la ripresa Next Generation EU e la piattaforma Just Transition.
La strategia si basa su tre assi portanti:
• il primo si riferisce ad un sistema energetico circolare, imperniato sull’efficienza energetica, attraverso il miglioramento dei processi di trasformazione e di riqualificazione dell’edilizia;
• il secondo riguarda un aumento dell’elettrificazione per i settori ad uso finale, in particolare nel settore dell’edilizia, della mobilità e in alcune settori industriali;
• il terzo prevede la promozione di combustibili puliti in quei settori dove è più difficile elettrificare, quali la mobilità ferroviaria in alcune zone del paese oppure nelle industrie energy-intensive.
In questo quadro è stato espressamente indicato come l’uso dell’idrogeno può favorire la decarbonizzazione dell’industria, dei trasporti, della produzione di energia elettrica e dell’edilizia in Europa.
La Commissione Europea ha posto degli obiettivi molto ambiziosi in termini di tecnologie dell’idrogeno, obiettivi scadenzati al 2024 e al 2030 che rappresentano una vera e propria agenda di investimenti e una nuova strategia finanziaria per l’Europa, come affermato dalla stessa Commissione nella sua comunicazione dell’8 luglio 2020 riguardante la strategia dell’idrogeno. Al 2030 l’intero ecosistema dell’idrogeno in Europa necessiterà di investimenti pari a oltre 100 miliardi di euro per elettrolizzatori, fonti rinnovabili e infrastrutture per l’idrogeno.
Le tecnologie dell’idrogeno sono oramai mature per entrare a pieno titolo sul mercato in modo efficiente e competitivo e, secondo la Commissione europea, garantiscono un ritorno degli investimenti estremamente rapido e affidabile che l’Hydrogen Europe prevede si possa calcolare circa al 150% del capitale investito ed un effetto leva dell’1,36 e, per questa ragione il CETRI è tra i promotori insieme ad ALBORAN, EDISON, SNAM e SAIPEM della realizzazione della prima Hydrogen Valley in Italia, la Puglia Hydrogen Valley che si propone di realizzare tre impianti di produzione di idrogeno verde a Brindisi, Taranto e Cerignola (Foggia) per una capacità complessiva di 220 MW ed alimentati da una produzione fotovoltaica per una potenza totale di 380 MW. Si stima che, una volta a regime, i tre impianti siano in grado di produrre fino a circa 300 milioni di metri cubi di idrogeno rinnovabile all’anno. L’idrogeno verde sarà destinato principalmente all’utilizzo da parte delle industrie presenti nelle aree, anche attraverso l’iniezione – o blending – dell’idrogeno nella rete gas locale di Snam e/o impiegato per la mobilità sostenibile. Dei tre impianti previsti, il progetto di Brindisi ha già avviato l’iter autorizzativo e prevede la realizzazione di un impianto di produzione di idrogeno verde mediante elettrolizzatori con una capacità di 60 MW alimentati da un dedicato campo fotovoltaico.

L’intero progetto Puglia Green Hydrogen Valley consentirà di valorizzare e coinvolgere importanti realtà regionali, tra cui l’Acquedotto Pugliese, le Ferrovie Appulo Lucane, i Distretti tecnologici e produttivi pugliesi, il Politecnico di Bari, l’Università di Bari, di Foggia e del Salento. Inoltre, si prevedono investimenti in ricerca e sviluppo che favorirebbero la nascita e lo sviluppo di competenze e di una filiera produttiva in Puglia dedicata all’industria dell’idrogeno.
https://www.ansa.it/ansa2030/notizie/finanza_impresa/2021/03/04/saipemcon-alboran-hydrogen-per-la-produzione-idrogeno-verde_b3906a66-6904-405d-8992-763c3962e6e9.html
Si segnala che, una stima provvisoria per raggiungere gli obiettivi ambiziosi per l’idrogeno, può essere indicata in 4 miliardi di euro entro il 2030 per la ricerca e lo sviluppo degli elettrolizzatori, e 20 miliardi di euro in dieci anni per l’installazione di impianti di energia rinnovabili necessari a produrre l’elettricità per quegli elettrolizzatori, con 5-6 miliardi di euro per le strutture per il trasporto, la distribuzione, l’accumulo e le stazioni di rifornimento stradale dell’idrogeno. Il che significa 3 miliardi di euro all’anno, gran parte di questi ottenuti da fondi europei e da partecipazione di strutture private. La forchetta dei contributi statali potrebbe essere compresa tra 6 e 9 miliardi di euro.
Il progetto Puglia Green Hydrogen Valley (PGHV) si inserisce in un contesto ancora più favorevole in considerazione che la Puglia ha emanato lo scorso 25 luglio 2019 la legge n. 34/2019 relativa alla produzione e all’utilizzo dell’idrogeno da fonti rinnovabili e che in particolare sostiene la ricerca delle tecnologie di produzione dell’idrogeno e la sua produzione da fonti rinnovabili, l’istituzione di attività produttive basate sul ciclo dell’idrogeno provvedendo a concedere sostegno economico a enti pubblici, privati e imprese e tutto ciò, va peraltro inquadrato nel contesto che, le sedi operative della “Puglia Green Hydrogen Valley” sono localizzate all’interno del comprensorio della Cittadella della Ricerca, il Consorzio CETMA Centro di Ricerche Europeo di Tecnologie, Design e Materiali -che svolge attività di ricerca applicata, sviluppo sperimentale e trasferimento tecnologico nel settore dei materiali avanzati (compositi, polimeri, materiali bio-based e da riciclo), dell’ICT (sviluppo di software specialistici per applicazioni innovative nell’ingegneria, nella produzione e nei servizi) e dello sviluppo di prodotto – il Distretto Tecnologico Aerospaziale (DTA) Scarl, le cui finalità sono la ricerca e il trasferimento tecnologico nel settore aerospaziale che hanno la finalità di sostenere attraverso l’eccellenza scientifica e tecnologica l’attrattività di investimenti in settori produttivi nel campo dell’Energia e dell’Ambiente.
La strategia europea per l’idrogeno prevede di sviluppare un “Ecosistema europeo dell’idrogeno” attraverso due diverse azioni, una per stimolare l’offerta e uno per stimolare la domanda di idrogeno verde. Quest’ultima azione si articola attraverso l’identificazione di tutta una serie di “end users” destinati ad una progressiva transizione verso l’idrogeno in campi di utenza energetica individuati sia nell’industria chimica e siderurgica, che nel settore dell’edilizia abitativa e delle costruzioni che nel settore dei trasporti sia terrestri che marittimi, aerei e ferroviari.
Il CETRI-TIRES attraverso la sua Academy G.R.A.N.D. mira a sostenere il progetto, in collaborazione con l’Università La Sapenza e il Pro Rettore per le politiche sostenibili e energetiche Livio de Santoli, (coordinatore del gruppo di lavoro che ha elaborato la visione della Puglia Hydrogen Valley) attraverso la formazione delle necessarie risorse umane e competenze scientifiche atte a promuovere l’ecosistema locale dell’idrogeno, in collaborazione con imprese , enti locali, associazioni della società civile, con una vera e propria Hydrogen School per la vreazione di quelle figure professionali che per il momento non esistono e che andrebbero create con appositi programmi formativi graduali o anche accelerati al fine dello sviluppo delle diverse filiere dell’idrogeno verde dall’offerta alla domanda e l’installazione delle relative tecnologie (Fuel Cells, elettrolizzatori e infrastrutture collegate), con la creazione di moltissimi posti di lavoro diretti e indiretti che Hydrogen Europe prevede si possano calcolare in ragione di 10/15 posti di lavoro (a seconda che si tratti di industria o servizi) per milione di euro investito. Il CETRI-TIRES vuole poi anche essere promotore dell’utilizzo di tale fonte energetica per favorire la transizione energetica e il processo di decarbonizzazione dell’industria, dei trasporti, della produzione di energia elettrica e dell’edilizia e che potrebbero essere oggetto di finanziamenti da parte del sistema bancario oltre che nell’ambito di finanziamenti europei, compresi quelli del nuovo quadro comunitario 2021-2017, nonché quelli regionali.

Le banche potrebbero essere attori e cofinanziatori della filiera dell’idrogeno garantendosi una redditività degli impieghi grazie al buon ritorno sugli investimenti assicurato dalle imprese che vorranno essere protagoniste della nuova strategia dell’idrogeno.
L’hydrogen valley pone al centro tutte quelle aziende che intendono investire nell’economia dell’idrogeno (celle a combustibile, fuel cell, elettrolizzatori, ecc.) ovvero essere attori o utilizzatori di tale tecnologia (imprese industriali altamente energivore, imprese agro-industriali, dell’automotive, delle costruzioni e dei trasporti, ecc.), ma la produzione in loco e, quindi le brevi distanze, consentono l’utilizzo dell’idrogeno non solo in applicazioni industriali e di trasporto, ma anche nel settore sanitario, utilizzando l’idrogeno quale vettore nell’ambito ospedaliero, ovvero il settore residenziale, commerciale e turistico e, anche in tal caso, quale vettore per il riscaldamento e il raffrescamento. Di fatto l’ecosistema dell’idrogeno va dalla produzione all’utilizzo con una filiera completa che coinvolgerà nel tempo tutti i settori dell’economia e del territorio e dove le regioni e gli enti locali sono chiamati a supportare lo sviluppo del vettore idrogeno, con effetti positivi in termini di decarbonizzazione e di occupazione.
La PGHV si compone di tre poli (gli Hydrogen Cluster di cui parla la strategia europea per l’Idrogeno), per articolare sul territorio lo sviluppo delle attività dell’ecosistema dinamico dell’idrogeno nei vari campi, dalla ricerca al commercio, all’industria al turismo e alle attività sociali.
Questo darà nuovo respiro alle aree di Brindisi, Cerignola, Taranto con le tradizionali attività inquinanti legate alla presenza del porto, carbone e chimica, ormai in crisi. Poi sarebbe una grande opportunità, trattandosi grandi volumi di idrogeno prodotti localmente e di notevoli potenze installate per gli elettrolizzatori, per sviluppare tecnologie italiane, mediante attività di Ricerca & Sviluppo e, vista la presenza di una importante industria chimica a Brindisi, anche ricerche sulle membrane e catalizzatori potrebbero essere possibili. E metterebbe la Puglia all’avanguardia in Europa in uno dei settori più importanti della trasformazione ecologica.