Informatica Sostenibile: gli aspetti applicativi – Matteo Montagner, Esperto di transizione e trasformazione digitale PA e Imprese

Il peso ambientale dell’ICT[1]

Nel precedente articolo #greenIT – Il concetto di Informatica Verde sono stati presentati i criteri che sovrintendono ad un’Informatica Verde (Green Computing) e si sono definiti gli impatti generali sull’ambiente che ne derivano e su quali linee è possibile sviluppare un’Informatica sostenibile sotto l’aspetto ambientale, in particolare per quanto concerne le apparecchiature elettroniche e le condizioni di utilizzo.

L’incessante espansione delle tecnologie informatiche ed, in particolare, l’utilizzo delle ICT (Information and Communication Technologies), incide fortemente sulle società a livello globale.

Si tratta di tecnologie che riguardano i sistemi integrati di telecomunicazione, i computer e che consentono di realizzare, memorizzare e trasmettere informazioni, documenti, audio e video e relativi software e di creare, immagazzinare e scambiare informazioni.

La crescente diffusione di tali tecnologie provoca profondi mutamenti nel modo di vivere con indubbi benefici in tutti i settori. Per contro l’aumento del ricorso alle tecnologie informatiche comporta delle notevoli ricadute in campo ambientale in termini soprattutto di consumo di materie prime e di energia elettrica, nonché di produzione di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE).

Tali processi implicano altresì direttamente o indirettamente anche un aumento delle emissioni di gas serra come l’anidride carbonica (CO2) in atmosfera.

Questo andamento, come già trattato nell’articolo precedente sopra citato, può essere contenuto mediante l’impiego di tecnologie “verdi” e modalità gestionali virtuose in modo da ridurre l’impatto ambientale delle ICT in generale. Tali azioni sono in grado di assicurare non solo benefici in campo della tutela ambientale, ma anche di carattere sociale ed economico.

Pertanto l’adozione di tecnologie e modalità di utilizzo “verde” dell’Informatica e delle ICT è una necessità ormai indifferibile per raggiungere condizioni di equilibrio e di sostenibilità ambientale.

In particolare è necessario fare riferimento al cosiddetto “inquinamento digitale” e alle azioni che possono essere assunte dalle Imprese e dagli utenti delle ICT per minimizzare gli impatti ambientali negativi.

Anche i comportamenti di comuni utenti, che utilizzano ogni giorno le tecnologie informatiche, possono contribuire a ridurre le ricadute ambientali negative.

  • Le azioni delle Imprese

Il settore IT è fortemente energivoro e pertanto contribuisce oggi per il 4% delle emissioni globali di gas serra e in proiezione al 2040 potrebbe triplicare tali valori anche in termini di consumo di energia elettrica.

Tutte le attività in rete Internet come ricerche, acquisti, post sui social necessitano che ci siano dei server, dislocati nel mondo, che elaborino tali richieste. Oltre ai dispositivi connessi (ad esempio computer, tablet, telefoni cellulari) consumano energia elettrica anche i server, i data center, e le infrastrutture di comunicazione con i relativi sottosistemi che fanno parte della rete.

Un altro aspetto prioritario è quello relativo all’alimentazione degli impianti di raffreddamento nei data center, particolarmente energivori, per i quali applicando il Machine Learning (ML), un sottoinsieme dell’Intelligenza Artificiale (AI), è possibile ottenere considerevoli risparmi di energia elettrica.

Il fabbisogno energetico degli impianti di condizionamento rappresenta circa la metà di tutta l’energia elettrica consumata dai data center.

I data center, preposti all’elaborazione e memorizzazione dei dati, sono tra i maggiori utilizzatori di energia elettrica, secondo stime circa metà dell’intero settore ICT, per il quale sarà sempre più necessario provvedere a soddisfare il fabbisogno di energia attraverso il ricorso a fonti rinnovabili. Potenziare l’efficienza e la sostenibilità attraverso l’alimentazione con energie rinnovabili, prodotte da impianti eolici o solari, consente di svincolarsi dal ricorso ai combustibili fossili.

Al fine di ottimizzare e ridurre il consumo di energia elettrica le Aziende possono anche implementare sistemi più efficienti di trasferimento dei dati come può essere adottare il modello di calcolo distribuito Edge Computing nel quale si elaborano i dati il più vicino possibile alla fonte generatrice dei dati stessi. Il risparmio di energia rispetto a una rete centralizzata tipica del cloud computing si ottiene in quanto processare i dati in loco elimina la necessità di trasmetterli a un data center che può essere anche a grande distanza da dove i dati da elaborare vengono prodotti. Le misure da adottare sono tanto più efficaci quanto sono più prossime ai dati e agli applicativi.

Un altro aspetto che riguarda la sostenibilità ambientale è relativo alla produzione e allo smaltimento delle apparecchiature elettroniche. L’obiettivo dovrebbe essere quello di puntare sulla completa riciclabilità dei metalli utilizzati per limitare al massimo la loro estrazione e raffinazione, nonché sul recupero degli altri materiali utilizzati per conseguire la sostenibilità ambientale, considerato che le risorse a disposizione sono limitate. Riciclare significa anche dover utilizzare meno energia per produrre i beni. Oltre ai costi ambientali legati all’uso di materie prime ed energia per produrre i device vi sono quelli dovuti all’utilizzo dei dispositivi stessi.

Per l’Informatica Verde in fase di progettazione si deve già considerare l’intero ciclo di vita di un’apparecchiatura elettronica.

La finalità dell’Informatica Verde è quella di chiudere il ciclo con il ritorno nella fase di produzione delle apparecchiature elettroniche dei materiali recuperati contribuendo così a conservare le risorse non rinnovabili della Terra, a consumare meno energia, e a ridurre la produzione di rifiuti.

La strategia dovrebbe essere quella di puntare sull’allungare il tempo utile di utilizzo dei dispositivi elettronici mentre attualmente le Aziende produttrici adottano iniziative di marketing che puntano a stimolare, attraverso la comunicazione pubblicitaria, gli acquisti di modelli sempre nuovi con un ciclo di vita sempre più ridotto. Ad esempio per gli smartphone avviene che solo dopo qualche anno sono considerati obsoleti mentre si potrebbe puntare su modelli progettati per essere costituiti da componenti modulari in modo tale che possano essere facilmente aggiornati e riparati. Per gli apparecchi elettronici in generale si dovrebbe puntare su materiali completamente riciclabili e sull’utilizzo di imballaggi completamente biodegradabili. Allungare la “vita” degli apparecchi significa ridurre la produzione di RAEE.

E’ altresì necessario intervenire per massimizzare in sicurezza lo smaltimento dei componenti e delle sostanze pericolose contenute nelle apparecchiature elettroniche, che rappresentano una possibile fonte di inquinamento ambientale con implicazioni anche per la salute umana, massimizzandone però il riciclo di tutte le parti recuperabili. In sede di produzione deve essere comunque ridotto il più possibile il ricorso a sostanze pericolose.

I dispositivi elettronici infatti contengono sostanze che sono a tutti gli effetti preziose risorse che non devono essere disperse come metalli preziosi e rari.

Si deve incentivare la realizzazione di impianti di recupero dei RAEE che in parte, rispetto al fabbisogno, sono già esistenti in Italia anche se la loro presenza non è omogenea su tutto il territorio nazionale. Tali impianti effettuano la messa in sicurezza degli apparecchi smontando i componenti che contengono sostanze pericolose, provvedono a disassemblare e riutilizzare le parti che possono esser utili e avviare a riciclo nelle filiere industriali di settore gli altri materiali come metalli, vetro e plastica.

La produzione di nuovi beni utilizzando come risorse le materie prime recuperate dai rifiuti punta a contribuire alla cosiddetta “economia circolare”, che è il giusto approccio per ottenere la sostenibilità ambientale a differenza del modello economico verticale che distrugge risorse.

La strada per ridurre l’impatto sull’ambiente è quella di utilizzare una quota sempre maggiore di materiali riciclati nei nuovi device fino a conseguire l’obiettivo del 100%. Inoltre è necessario ridurre la quantità degli imballaggi utilizzando solo materiali biodegradabili ed eliminando il ricorso alla plastica.

In buona sostanza le Aziende devono puntare sull’uso di materiali riciclabili e su fonti di energia rinnovabili.

Per raggiungere questi obiettivi sia la normativa europea di settore (Direttiva Europea 2012/19/EU modificata dalla vigente Direttiva UE 2018/849) che quella nazionale di recepimento[2] hanno stabilito la responsabilità estesa del produttore sull’intero ciclo di vita delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE). La normativa di settore pertanto, per ridurre gli impatti ambientali negativi derivanti dalla gestione dei RAEE, ha inteso che in questo ambito i produttori di apparecchiature elettroniche debbano investire in soluzioni tecnologiche verdi e in piani di gestione del fine vita dei dispositivi come i programmi di ritiro.

  • Le azioni degli Utenti

Non solo le Aziende, ma anche ogni utente può con il suo comportamento ridurre il proprio contributo all’inquinamento digitale.

Gli acquisti di hardware devono essere calibrati in base ai reali bisogni in modo tale di evitare di dover sostituire gli apparecchi troppo di frequente, bisogna farli durare il più possibile e, una volta dismessi, questi vanno avviati ad un corretto smaltimento.

La scelta dei dispositivi elettronici deve essere oculata in funzione di evitare di doverli sostituire spesso. Non è necessario possedere tutti gli strumenti informatici presenti sul mercato quali telefono, computer, tablet e orologio connesso che, insieme, consumano molta energia. Bisogna dotarsi dei dispositivi necessari adeguati e dimensionati in base alle proprie necessità.

Ad esempio se si utilizza il computer per cose elementari come visualizzare video e navigare su internet può essere più consono dotarsi di un tablet piuttosto che di un computer fisso che consuma energia elettrica in misura circa 15 volte maggiore.

Inoltre il comune utente può assumere una serie di comportamenti virtuosi, che definiamo “verdi”, per contribuire alla transizione all’uso sostenibile dell’Informatica come:

  • Per la posta elettronica:
    • mantenere le mailing list personali e di lavoro aggiornate
    • nelle mail inviare solo gli allegati necessari
    • cancellare l’iscrizione alle newsletter a cui non si è più interessati
    • tenere aggiornate le caselle di posta elettronica mantenendo solo i messaggi che servono
    • ottimizzare le dimensioni dei file che si inviano
    • per la condivisione di file privilegiare l’utilizzo di siti di archiviazione temporanea piuttosto che inviarli come allegati, in particolare quando si tratta di più destinatari e/o di file di grandi dimensioni
    • per i documenti che si inviano agevolare il più possibile la lettura a video in modo tale da rendere non necessaria la stampa degli stessi.
  • Per ottimizzare l’archiviazione dei dati:
    • organizzare le cartelle per conservare l’essenziale ed evitare doppioni
    • archiviare e utilizzare quanti più dati possibile localmente
    • archiviare solo ciò che è necessario nel cloud
    • utilizzare il cloud solamente per le cose molto importanti che si vogliono conservare sul lungo termine, per il resto è opportuno utilizzare un disco rigido esterno.
  • Per le modalità d’uso in generale:
    • effettuare le call preferibilmente solo in voce utilizzando la videocamera solo se strettamente necessario
    • sui dispositivi mobili quali ad esempio telefoni cellulari, palmari, smartphone, tablet non utilizzare quando non sono necessarie le funzioni Gps, Wifi, Bluetooth
    • non mantenere in standby le apparecchiature, ma spegnerle eventualmente adoperando una ciabatta dotata di interruttore alla quale collegare il computer e le relative periferiche
    • ottimizzare le ricerche in Internet badando a non accumulare schede in quanto anche se inattive consumano energia perché continuano a comunicare con i data center, è necessario quindi procedere sistematicamente ad eliminare le schede che non siano più di interesse
    • utilizzare screensaver che spengono lo schermo
    • stampare solo quando è indispensabile e in ogni caso utilizzare un ecofont per consumare meno toner.

Conclusioni

In tema di Informatica Verde si sta procedendo per realizzare dispositivi sempre più eco-compatibili e per l’efficientamento energetico. Anche il progressivo passaggio a fonti di energia rinnovabili è in costante aumento. Il problema è che lo sviluppo dell’Informatica, soprattutto per quanto riguarda le ICT così energivore, è così rapido che le misure di Green Computing non riescono attualmente a recuperare il gap negativo che ne consegue in termini di impatto ambientale.

E’ quindi necessario profondere ancora maggiore impegno in campo di ricerca tecnologica, adeguamenti gestionali e di investimenti di capitali per ridurre gli impatti negativi sull’ambiente e riuscire a raggiungere condizioni complessive di sostenibilità ambientale per l’ICT.

Matteo Montagner
Esperto di transizione e trasformazione digitale PA e Imprese
Email: matteo.montagner@interlogica.it

Marzo 2022

[1] Con l’acronimo ICT, in conformità a quanto espresso nei contesti accademici, si intende il settore delle tecnologie digitali nel suo complesso che comprende la tecnologia dell’informazione (IT) e l’ambito relativo alle tecnologie della comunicazione digitale.

[2] Il D.Lgs. n. 49/14 modificato dal D.Lgs. n. 118/2020 ha stabilito l’obbligo per i Produttori di AEE di organizzare e finanziare le operazioni di raccolta, trattamento e riciclo dei RAEE.