Intervista ad Alice Pari della Fondazione Cetacea dal volontariato al soccorso di animali in difficoltà

Dottoressa in Antropologia Culturale ed Etnologia all’Università di Bologna. Dal 2005 inizia a fare le prime attività di volontariato per Fondazione Cetacea. Dal 2015 si occupa di ufficio stampa, comunicazione, organizzazione eventi, pubbliche relazioni, reperimento fondi e della parte tecnica di alcuni progetti europei. Ecco chi è Alice Pari. Oggi la intervistiamo a GECO FOR SCHOOL in un percorso che va dal volontariato al soccorso di animali in difficoltà: www.gecoforschool.com/intervista-ad-alice-pari/

A tuo avviso quali sono oggi le minacce più gravi per i nostri mari e quali azioni sarebbero necessarie per scongiurarle?

Senza entrare in merito a discorsi di cui non ho la competenza, l’associazione per cui lavoro (Fondazione Cetacea) è sempre più impegnata in progetti di cooperazione trasfrontaliera per la tutela del mare, in particolar modo l’Adriatico. Le minacce che incombono riguardano in particolar modo vecchie e nuove forme di inquinamento e il sovrasfruttamento delle risorse ittiche.

Negli ultimi anni abbiamo fatto molto grazie a progetti quali Tartalife e Life Medturtles per limitare l’impatto della pesca professionale sulle tartarughe marine, o per trovare nuove strategie per la raccolta dei rifiuti marini e il loro smaltimento (Clean Sea Life, Interreg MARLESS, FEAMP Una rete salvapesca), o per conoscere e far conoscere forme di inquinamento ancora poco esplorate, conosciute, studiate e monitorate quali l’inquinamento acustico sottomarino. Grazie al progetto Interreg Soundscape per oltre un anno abbiamo registrato e mappato il rumore subacqueo di origine antropica in alto Adriatico e analizzatone le conseguenze sugli organismi marini: una forma di inquinamento subdolo di cui ancora si sa troppo poco, ma che crea non pochi danni.

Con tutte queste vecchie e nuove sfide da affrontare il Ministero della Transizione Ecologica ha pensato bene di dare il via all’ennesima piattaforma (la Teodorico) finalizzata alla ricerca di idrocarburi al largo di Ferrara, a pochi passi da dove dovrebbe sorgere il nuovo SIC a mare (sito di interesse comunitario – area protetta). Io ci vedo qualcosa di miope e scoraggiante in tutto questo.

Di cosa si occupa nello specifico la Fondazione Cetacea e da quanto tempo è attiva?

Fondazione Cetacea è un’organizzazione senza scopo di lucro nata nel 1988 con l’impegno di tutelare l’ecosistema marino soprattutto adriatico, attraverso attività di divulgazione, educazione e conservazione. La sua principale attività consiste nel soccorso di animali in difficoltà, soprattutto tartarughe marine e cetacei.

Ha partecipato e partecipa a numerosi progetti europei fra cui: Sharklife, Tartalife, Clean Sea Life, LIFE Medturtles, Interreg Italia Croazia Soundscape, Aquatic Life Lab, Interreg Italia Croazia Marless.

Fondazione Cetacea gestisce il centro di recupero delle Tartarughe marine di riferimento per Emilia Romagna e Marche fra i più importanti ed attivi della nazione e per l’Adriatico. Nel Centro sono state curate e restituite al mare ad ora oltre 700 tartarughe marine, con un incremento notevole negli ultimi anni.

Il Centro, attualmente a Riccione, svolge anche importanti attività di educazione ambientale: è visitabile dalle scolaresche e dal pubblico, soprattutto nel periodo estivo, ed è un polo ufficialmente riconosciuto dalla Regione Emilia-Romagna come Centro di Educazione Ambientale. Svolge attività di ricerca con enti italiani ed esteri, e ha all’attivo convenzioni con diverse Università italiane.

Cosa può fare chi voglia impegnarsi per questa causa pur senza essere un professionista del tuo settore?

Chiunque può conoscere più da vicino il nostro lavoro: la nostra attività si svolge completamente alla luce del sole, per cui è possibile venirci a trovare, o se non è possibile, seguire sul sito e sui social quello che facciamo. Infine chiunque che abbia tempo e buona volontà, al di là della propria professionalità e competenze, può venire ad aiutarci come volontario nelle nostre attività. Last but not least, il Centro riesce a svolgere il suo lavoro quotidiano di cura e riabilitazione degli animali grazie al contributo di piccole e grandi donazioni che arrivano dai suoi sostenitori, che ci aiutano a coprire le spese, che sono molte: esami diagnostici, terapie, medicinali, materiali di consumo e pesce per nutrire gli ospiti degenti.

Quali sono state le gratificazioni più importanti negli incontri con gli studenti?

Premetto che io non mi occupo prettamente di attività didattiche, di cui si occupano egregiamente altre mie colleghe. Certo mi è comunque capitato di interloquire con studenti, fare laboratori, o visite guidate e incontri di educazione ambientale. La curiosità e la sensibilità dei più piccoli sono senza paragoni, e anche la loro capacità di acquisire nozioni e fare ragionamenti logici. Spesso mi è capitato, durante le visite guidate, di trovare bambini appassionati a determinati argomenti naturalistici con delle conoscenze superiori alle mie: in quei casi alzo le mani e imparo io da loro! In ogni caso, spero di trasmettere loro anche solo quel pochino che li renda ragazzi curiosi di quello che hanno attorno: purtroppo tanto loro quanto noi ormai abbiamo un rapporto con il mondo sempre più mediato dalla tecnologia, e facciamo poca esperienza del mondo naturale e del selvatico e quindi non sappiamo più relazionarci ad esso. Se siete interessati, passate a trovarci sul nostro sito web di Fondazione Cetacea: https://fondazionecetacea.org/