Green Deal e Next Generation EU: prospettive e scenari futuri, con approfondimenti di Fabio Signorello, fondatore di Risparmio Idrico

Gli incubi più pressanti che incombono sulla nostra realtà sono due: la crisi economica che seguirà alla pandemia in corso e l’inquinamento, causa prima dei cambiamenti climatici.
Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha promosso il progetto Green Deal, approvato e sottoscritto dal consiglio europeo stesso. Tale progetto prevede la trasformazione delle economie UE in chiave ecologica e digitale, nonché la riduzione del 90% dell’emissione dei gas serra entro il 2050.

Come faranno i Paesi ad affrontare i grandi cambiamenti richiesti, considerando le difficoltà in cui versano attualmente molte economie dell’Unione? Per risollevare le sorti dell’Europa post pandemia, rendendo al contempo i Paesi più digitali, resilienti ed economicamente green, è stato varato il piano finanziario Next Generation Eu. Questo piano di salvataggio prevede l’erogazione di 750 miliardi, supplementari al bilancio UE, che verranno assegnati agli Stati membri in base alle specifiche esigenze.

Green New Deal: i punti chiave

Per raggiungere gli obiettivi entro i tempi stabiliti, il progetto verde dell’Europa richiede ai singoli Paesi di lavorare su più fronti. In particolare, gli ambiti che richiederanno il maggior numero di interventi sono:

  • mobilità sostenibile: tra i Paesi EU, il 25% delle emissioni di gas serra è ad oggi causato dai trasporti, in particolare dai mezzi su strada. Per questo motivo, il progetto prevede il passaggio a mezzi di trasporto più green sia in ambito pubblico che in ambito privato, al fine di ridurre le emissioni di almeno il 90%;
  • edilizia: gli edifici, in particolare quelli pubblici, dovranno riconvertirsi all’utilizzo di energie pulite, mentre il riscaldamento dovrà essere decarbonizzato;
  • industria: anche il comparto industriale dovrà rinnovarsi per eliminare la produzione di gas inquinanti e ridurre lo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali. Il rinnovamento industriale dovrà puntare sull’utilizzo di materiali a basso impatto ambientale, sull’utilizzo di materiali riciclati e sulla decarbonizzazione.

Il Green Deal prevede anche interventi mirati sull’ambiente, con l’aumento delle aree verdi e la tutela della flora e della fauna locali, nonché il ripristino e la conservazione degli ecosistemi terrestri e marini. L’aiuto all’ambiente passerà anche dal limitare l’utilizzo di pesticidi, dannosi non solo per la salute degli animali, ma anche per la nostra.

Gli effetti in Europa

Grazie agli interventi del Green New Deal e ai finanziamenti del piano Next Generation EU, l’Europa punta a una rinascita economica in chiave moderna, digitale ed ecosostenibile.
Entro il 2050 l’Unione dovrebbe liberarsi dalla morsa dei gas serra, riconvertendo le sue fonti energetiche e ripristinando la biodiversità e gli ecosistemi.
Secondo le previsioni, questi cambiamenti epocali dovrebbero portare alla riconversione delle aziende e delle professionalità, creando nuovi posti di lavoro. Il Meccanismo della Giusta Transizione, distribuendo fondi alle realtà maggiormente in difficoltà, eviterà che qualcuno rimanga indietro.

L’Italia del progetto verde

In quanto membro dell’Unione Europea, anche l’Italia dovrà mettere in campo le proprie forze, promuovendo una rinascita economica green e digitale.
Per riuscire nell’intento, potrà contare innanzitutto su una cospicua fetta dei fondi del Next Generation EU o Recovery Fund.
Nello specifico, al nostro Paese potrebbero essere assegnati 209 miliardi di euro così suddivisi:

  • sussidi: 81,4 miliardi
  • prestiti a tasso agevolato: 127,6 miliardi.

Questa la previsione, ma cosa dovrà fare lo Stato per ottenere i fondi? Come gli altri Paesi dell’Unione, l’Italia dovrà presentare, entro il mese di aprile 2021, i progetti che illustrino come verranno utilizzati e distribuiti i fondi ricevuti. In particolare, questi dovranno essere impiegati per la ripresa e la trasformazione economica del paese in chiave verde e digitale, senza escludere nessuno, così come richiesto dalla commissione europea.
Solo dopo l’approvazione dei progetti da parte del Consiglio europeo, il nostro Paese potrà iniziare a ricevere i fondi.
Una cospicua fetta di questi 209 miliardi verrà naturalmente impiegata per vincere la sfida del Green Deal.

Quali saranno gli effetti di questo innovativo progetto europeo in Italia?
Vediamo insieme:

  • Edilizia: agli edifici pubblici e privati è imputato, secondo un documento redatto dalla Commissione europea, un consumo di energia pari al 40% del totale, nonché il 36% dell’emissione di gas serra. Per questo, uno dei principali aspetti su cui il governo dovrà intervenire consiste nella ristrutturazione degli edifici esistenti, volta a ridurre il consumo di energia e le emissioni inquinanti, nonché la costruzione di nuove unità in chiave ecosostenibile, dai materiali all’energia.
  • Mobilità: dai mezzi pubblici a quelli privati, gli interventi dovranno anche in questo caso mirare alla riduzione dell’emissione di sostanze inquinanti e all’utilizzo di energia verde. Per quanto riguarda le automobili, il progetto verde spingerà verso la tipologia elettrica, con un conseguente aumento delle aree di ricarica presenti nelle nostre città. Gli interventi legati alla mobilità riguarderanno anche il trasporto marittimo e aereo, nonché quello su rotaia.
  • Agricoltura: per ridurre l’impatto sull’ambiente, gli agricoltori dovranno limitare l’uso di sostanze che possano risultare nocive per l’ambiente, per gli animali e per il consumatore. Oltre alla riduzione dell’uso di pesticidi e fertilizzanti chimici, verrà incentivata l’agricoltura biologica.
  • Ambiente: ristabilire gli ecosistemi e proteggere la biodiversità sono due punti fondamentali del progetto europeo. Dalla natura ricaviamo molte materie prime, oltre al cibo; in più, un ambiente sano ed equilibrato, aiuta a mantenere acqua e aria pulite, a fertilizzare, a impollinare. Per questo, anche la tutela dell’ambiente e il ripristino degli habitat naturali dovranno essere al centro delle azioni di governo, il quale dovrà destinare una parte dei fondi alle zone verdi.

Le aziende e i lavoratori impiegati in ambiti toccati dal cambiamento, riceveranno aiuti e incentivi che li aiuteranno ad affrontare la trasformazione. Secondo le aspettative, il Green New Deal dovrebbe creare nuovi posti di lavoro.

Energia pulita per un’Europa a emissioni zero

Attraverso il progetto verde, l’Europa punta a diventare il primo continente a emissioni zero. L’eliminazione dell’inquinamento non solo dell’aria, ma anche dell’acqua e del suolo, non potrà che passare attraverso l’utilizzo di nuovi tipi di energia.
A pochi giorni dalla fine del 2020 infatti La Commissione europea ha dato il via libera alle nuove reti transeuropee dell’energia: il regolamento TEN-E, che ha lo scopo di modernizzare le infrastrutture energetiche transfrondaliere tra i paesi d’Europa e realizzare gli obiettivi del Green Deal.

Una delle novità è che i gasdotti e gli oleodotti sono stati esclusi dai finanzamenti europei per dare spazio a nuove infrastrutture per lo sviluppo dell’Idrogeno e alcuni tipi di elettrolizzatori.

Il Vicepresidente della commissione Frans Timmermans, ha dichiarato alla testata Euractiv : “Le norme TEN-E consentiranno di collegare al nostro sistema energetico le tecnologie pulite, compreso l’eolico offshore e l’idrogeno”.

Dunque, a prescindere dalla nostra crisi politica interna del gennaio 2021, la via maestra del comparto energetico della “Nuova Unione Europea”  (ricordando che la Brexit è oramai compiuta ed effettiva), sembra essere stata tracciata: riduzioni delle emissioni per il 2030 e neutralità climatica entro il 2050.


Fabio Signorello, PhD risparmioidrico.com fabio.signorello@gmail.com