ELEONORA EVI: GLI STATI MEMBRI SIANO PIU’ AMBIZIOSI CONTRO LE EMISSIONI DI CARBONIO DEGLI EDIFICI E LA POVERTA’ ENERGETICA

“A intervalli regolari la nostra stampa rilancia la narrazione dell’Europa cattiva, che stavolta metterebbe le mani addirittura sulle case degli Italiani” – così l’eurodeputata Eleonora Evi, co-portavoce di Europa Verde, sulla pubblicazione della revisione legislativa della Commissione europea della direttiva sulla prestazione energetica degli edifici, prevista per domani.

“Si tratta di una revisione cruciale per l’implementazione del Green Deal europeo e della Renovation Wave, perché ridurre l’impronta climatica degli edifici significa di fatto contrastare una delle maggiori cause di emissioni nell’UE, dato che gli edifici sono responsabili del 36% delle emissioni di CO2 e consumano circa il 40% delle fonti di energia dell’UE” – continua Evi, relatrice ombra per la relazione di attuazione della EPBD al Parlamento europeo.

 “Questa revisione è un’occasione preziosa non solo per ridurre drasticamente l’impronta climatica del nostro patrimonio edilizio, ma anche per affrontare il problema della povertà energetica, che colpisce milioni di cittadini europei, che non riescono a permettersi di riscaldare adeguatamente le proprie abitazioni. La strumentalizzazione di questo tema da parte di certa stampa è del tutto fuorviante rispetto al fulcro del problema, che di fatto è rappresentato dalla presenza nel nostro Paese di edifici che inquinano e sprecano energia, contribuendo ad aggravare ulteriormente il problema del caro bollette.

Sono questi problemi a doverci indignare, non le misure, tra l’altro ancora in discussione, avanzate per risolverli. Le risorse del Recovery Fund rappresentano un’occasione unica per accelerare il tasso di ristrutturazione del nostro patrimonio edilizio, con l’obiettivo di rendere i nostri uffici più efficienti e tagliarne le emissioni, sfruttando a pieno il potenziale delle infrastrutture verdi e delle cosiddette ‘nature-based solutions’. Senza dimenticare che una ristrutturazione in chiave di efficienza energetica degli edifici non ne diminuisce solo l’impatto ambientale, ma ne aumenta anche la qualità e il valore immobiliare.

Ecco perché è importante che la transizione ecologica parta da qui, al netto delle speculazioni narrative di questi giorni che ancora una volta cavalcano l’onda dell’Europa matrigna, invece di mettere in luce l’urgenza dei cambiamenti da fare e i vantaggi concreti di queste misure, specialmente per le fasce più deboli della popolazione” – conclude l’eurodeputata.

Fonte europarl.europa.eu – Bruxelles, 13 Dicembre 2021