Un Green Deal per il borgo autentico di Berceto, per un turismo sostenibile e sicuro, con intervista di Francesco Fulvi al Sindaco Luigi Lucchi

Durante l’estate ‘2020, il Sindaco Luigi Lucchi, ha lanciato la sua città modello basata su turismo sicuro e sostenibile.

In questa lunga intervista, il sindaco si sofferma su cosa è stato fatto e cosa intende fare avente come obiettivo principale, quello di portare il primo Borgo Autentico sulla Via Francigena ad essere la prima città turistica totalmente Carbon Neutral molto prima del ‘2050.

Ci racconta che il suo “progetto urbano” fin dal primo giorno del suo insediamento, fosse quello di arrivare ad avere emissioni di Co2 pari a zero. E questo attraverso una serie svariata di strumenti che vanno dalla formazione professionale, gestione delle risorse idriche, alimentazione e agricoltura, fonti energetiche rinnovabili, sanità, alla redazione di linee guida, dallo sviluppo di strumenti operativi all’analisi di nuovi modelli di business. In particolare, si è lavorato su un nuovo modello energetico della città, basato su fonti rinnovabili, secondo uno schema di rete e comunità; un nuovo modo di intendere il ciclo di vita dei prodotti, che desse la possibilità di sviluppare attività in grado di risparmiare, riciclare e riusare per avere “rifiuti zero”; si  sta sempre di più sviluppando il concetto del km zero di qualsiasi prodotto, soprattutto di quello alimentare e agricolo; si cerca di avere una visione urbanistica di conservazione del territorio, cercando di riqualificare e migliorare le strutture esistenti; una politica sui trasporti che porti a una coscienza dei cittadini a inquinare meno e muoversi di più.

In altre parole, la cittadina di Berceto in questi anni ha posto indissolubile attenzione verso un modello caratterizzato dallo sviluppo Economico, Sociale, Ambientale e adesso più di prima, Sanitario. Questo lo ha fatto, riassegnando il valore all’individuo e quindi al lavoro del singolo individuo, in un’ottica di società della conoscenza e della cultura, delle scelte condivise e partecipate, della collaborazione e della visione unitaria e non parziale, in cui valorizzare la qualità in contrapposizione alla quantità. In sintesi, si è messo al centro di tutto, il benessere di ogni singolo cittadino.

Luigi Lucchi, Sindaco di Berceto (Parma)

Quali sono le azioni che il Comune di Berceto ha intrapreso negli anni in cui è stato lei ad amministrare la città per poter affermare senza alcuna esitazione che oggi, Berceto può essere annotata come una delle località turistiche più sostenibili e più sicure d’Italia?

Sono molteplici e quotidiane. Non c’è mai punto d’arrivo in questioni tanto complesse. Da subito abbiamo valutato che Berceto era un paese di villeggiatura e sarebbe dovuto diventare un paese turistico. Una sfida improba che va fatta e fatta ogni giorno per ogni azione e decisione.

Non possono essere usati soltanto gli strumenti a disposizione: Leggi, ordinanze, direttive, ma la Comunità va convinta, resa partecipe. Si deve, inoltre, superare lo shock del comportamento, che scopri, il più delle volte, gretto, della società civile. Ci si confronta con l’egoismo, innato dell’essere umano. Se desideri che coloro che vengono nel Comune di Berceto si comportino con responsabilità, la Comunità deve comportarsi per prima con responsabilità. Fiumi di informazioni e iniziative non sono sufficienti, in tempi brevi, a far mutare i comportamenti consumistici e da menefreghisti di molte persone. La chiave di volta su questi temi sono i bambini piccoli, piccolissimi. I bambini danno speranza e portano a fare bene. Siamo un Comune che ha compreso questo e non è poco. Non ci siamo arresi. Non ci accontentiamo dei proclami. Non ci accontentiamo del quieto vivere.

Sembra evidente, ascoltando anche i commenti dei cittadini, che lei abbia incentrato la sua politica sul concetto di “benessere della persona”, mettendo in campo tutte quelle soluzioni per far migliorare la vivibilità della città e quindi la vita dei suoi concittadini. Quali sono le cose che secondo lei andranno fatte prossimamente per completare il percorso intrapreso?

Da orgoglioso è restata viva l’utopia, in cui credo, che debbano essere tolti tutti i dolori superabili. Di dolori non superabili resterebbe solo la morte, la malattia grave, incurabile, l’innamoramento non corrisposto. Sono convinto che la persona si realizzerà, pur senza isterismi, quando saprà rispettare gli animali e il mondo vegetale. Ho orrore degli allevamenti intensivi e anche di chi sostituisce i figli con i cani. Ho orrore nel vedere che si asfalta anche il tronco delle piante. Desidero da anni, non riuscendo, fino ad ora, a farvi fronte, togliere l’asfalto intorno a grosse piante in Via Marconi. Quando passo per quella strada sto male. Ecco perché, per davvero, la persona starà bene se in armonia con il creato.

Una città come Berceto, con le montagne,  le sue bellezze e la sua natura, si è posta l’obiettivo di divenire carbon neutral molto prima della data imposta dalla comunità europea, del 2050. Vuol dire che c’è stato un coinvolgimento inclusivo dei cittadini visti i risultati ottenuti. Quali sono per lei i traguardi più stimolanti?

Abbiamo sottoscritto il Patto dei Sindaci e ora lo abbiamo rinnovato. Abbiamo un’aria eccellente e con un “arnia super tecnologica” che misura il PM 10 e PM 2,5 possiamo dimostrarlo. IL PM 10 è quasi sempre vicino allo zero e analogamente anche il PM 2,5  Le api, invece,  dimostrano che non abbiamo inquinamenti nel suolo. Abbiamo un alveare, recuperando una razza di Api dell’Emilia Romagna, sul balcone del Comune. E’ un esempio significativo e utile. Lavoriamo da anni per arrivare a produrre e consumare da fonti rinnovabili la nostra energia elettrica. Entreremo in E’ NOSTRA. I cittadini cerchiamo di coinvolgerli sempre e per il Patto dei Sindaci, con esperti, abbiamo fatto riunioni in ogni frazione e gruppo di case. Adesso speriamo di “sfruttare” per 5.000 alloggi il bonus fiscale.

Duomo di Berceto

La Pandemia del Covid 19 ha modificato sicuramente il programma estivo del calendario culturale/musicale che da anni contraddistingue Berceto. Cosa avete pensato per riuscire comunque a organizzare manifestazioni di spessore coniugando sicurezza e ambiente?

Berceto, pur senza soldi, riesce sempre a fare decine di iniziative e il motivo è che non dico mai no a nessuna idea. Il Covid 19 ci ha fatto desiderare d’essere una Berceto Bella e Sana. Ci siamo adeguati con piacere.

Per il lavoro fatto dall’Amministrazione, in riferimento alla mobilità sostenibile quali sono i mezzi ecologici che la sua Amministrazione mette a disposizione del turista per gli spostamenti cittadini?

Arriveremo ad avere macchine elettriche da lasciare in Stazione (ferrovia) a Ghiare. Stazione Berceto. Al momento, la povertà di mezzi, ci ha portato a promuovere molto la bicicletta elettrica che per tanti ha preso il posto delle moto, delle moto da cross e trial.

Quali sono le misure più interessanti del prossimo futuro sulle quali dedicherà tempo per accelerare sulla transizione energetica che porta all’abbandono delle fonti fossili? (per esempio una cabina di regia per mettere a disposizione dei cittadini tutte le informazioni sul Superbonus 110%)

Questa cabina di regia l’abbiamo avviata nel novembre 2019. Adesso con il 110% dovremmo essere agevolati.  Importante la pulizia, il governo del bosco e l’uso delle biomasse per la pirolisi con produzione di energia elettrica oltre alle piccole centrali idroelettriche. Di certo siamo riusciti a tenere lontano, dal nostro territorio, i colonizzatori/speculatori dell’energia rinnovabile. Gli impianti debbono essere comunitari. Della Comunità di Berceto.

Gioco bimbi nei giardini del Municipio di Berceto

Berceto può essere ritenuta una città turistica sana e sicura per tutti i motivi sopra descritti e per quali altri motivi secondo il suo parere?

Berceto è un paese di villeggiatura che ha capito la differenza tra villeggiatura e turismo e soprattutto ha capito che il turismo non è tutto, ma va selezionato non in base al portafoglio, ma alla mentalità che deve essere altruista ed educata. Berceto, inoltre, è un posto pieno di posti che non vuole svendersi a maleducati, ladri di polli, colonizzatori. Desideriamo il “foresto” che conosciamo da oltre 1.000 anni e non ne abbiamo paura. Ma il foresto non prende il posto di una Comunità che ha tra questi nostri monti le radici.

Come immagina il futuro nell’immediato e a medio termine del suo Comune?

Sapendo che Berceto ha risorse illimitate e moderne, nonostante i piagnistei di tanti, immagino un futuro roseo. Abbiamo 131 kmq di boschi, aria eccellente, acqua buona e nostra e la chiave sulla toppa della porta perché siamo un paese tranquillo capace di rimanere tale. Se andrà male, ancora una volta, non sarà colpa di un destino cinico e baro, ma nostra. Dare la colpa agli altri è un analfabetismo di ritorno dal punto di vista civico e democratico.

Progetto di riqualificazione delle Ghiare di Berceto

Ripartire dai territori significa aumentare la coesione tra zone urbane, rurali e montagne per mettere l’Italia in relazione con i sistemi Europei ed Internazionali?

Dai piccoli Comuni può ripartire la buona Politica. La buona Politica rispetta la Costituzione e riporta la nostra al 27 dicembre 1947. La Costituzione porta la Democrazia vera e quindi il benessere. L’Italia è l’Italia dei campanili e delle eccellenze oltre che delle biodiversità. I politicanti considerano questo dei limiti mentre i Politici sanno che sono punti di forza. L’Italia non è per la quantità, ma per la qualità e può insegnare e ospitare il mondo.

Il telelavoro e lo smart working favorirà il popolamento dei Borghi come il suo?

Se si tarda ad avere ogni casa, la più lontana da una strada asfaltata, cablata, saremo, ancora una volta i più danneggiati. Zone a fallimento di mercato. Se avremo la banda ultralarga e la capacità di recuperare al meglio, con cultura, anche il cumulo di sassi di una casa lasciata diroccare, saremo l’attrattiva del mondo. In caso contrario una brutta ed invivibile periferia.

Bisogna ripartire dai territori? Cosa offre il suo Comune ai turisti?

Bisogna ripartire dai piccoli, piccolissimi Comuni. Sono fortissimi per uno sviluppo vero e duraturo. Ai turisti offriamo tutto. Ma sarebbe sufficiente mantenere la nostra architettura, la nostra aria eccellente, la nostra buona acqua, la nostra tranquillità con la chiave sempre sulla toppa della porta e i nostri paesaggi magari al tramonto. In poche parole “Il paese di montagna piu’ vicino al mare, Berceto un posto pieno di posti”.

Intervista grazie a

Prof. Ing. Arc. Francesco Fulvi

Fondatore Manifattura Urbana

Consiglio direttivo e Comitato scientifico CETRI-TIRES

Email: francesco@francescofulvi.it

Studenti di un workshop per la riqualificazione delle Ghiare di Berceto (Parma) con l’associazione Manifattura Urbana di Francesco Fulvi

Ex Cementifico Marchino: la valorizzazione attraverso l’autorecupero e la   partecipazione di giovani e cittadini volontari.

L’ex-Cementifico Marchino a Ghiare di Berceto si trova nella provincia di Parma e venne costruito nel 1910 quale stabilimento di produzione di cemento poi dismesso negli anni trenta.

Nel 2009 il proprietario del comparto ha donato al Comune di Berceto una porzione costituita dalla ex Fornace e un capannone, condizione questa che ha permesso di usufruire di fondi Europei che però non furono sufficienti per recuperare tutto il manufatto che si trovava in stato di elevato degrado, tuttavia hanno consentito la sua messa in sicurezza statica e la parziale fruibilità.

Nell’attesa di nuovi finanziamenti il gruppo di progettisti incaricati per il recupero della parte pubblica ha immaginato una metodologia alternativa per proseguire e avanzare nel lavoro: Il Workshop/Cantiere ovvero l’insieme di attività teorico/pratiche finalizzate alla formazione e al recupero del patrimonio storico esistente

Questo tipo di approccio alternativo e di supporto alla tutela dei monumenti, in altre nazioni si è sviluppato e diffuso parecchi anni fa. In Francia, ad esempio, l’associazione Rempart è attiva da più di 50 anni e oggi raggruppa più di 170 associazioni sparse sul territorio francese, organizza e promuove cantieri coinvolgendo cittadini e giovani volontari per recuperare in autonomia i beni pubblici. Rempart svolge questa questo sia in Francia che nel resto del mondo.

L’associazione culturale Manifattura Urbana nata nel 2014 dopo la prima esperienza sull’ex Cementificio Marchino dove un gruppo di professionisti ha pensato di organizzare un WS per varie motivazioni: la prima, quella economica essendo finite le risorse pubbliche il cantiere in autocostruzione dà l’opportunità di  proseguire l’opera, la seconda di tipo didattico in quanto gli studenti universitari all’Università hanno la possibilità di vivere un’esperienza diretta di cantiere, la  terza ragione riguarda il fatto che organizzando attività ed iniziative oltre a stimolare il senso di appartenenza degli abitanti, si moltiplicano le possibilità ottenere interessi, idee e finanziamenti da parte di chi viene a conoscenza del manufatto.

Il Workshop ha la durata di una settimana e si è svolto consecutivamente da sette anni. Viene organizzato coinvolgendo e coordinando sia la Proloco di Ghiare, che l’amministrazione comunale di Berceto, la Soprintendenza, i professionisti e i docenti oltre agli abitanti del paese. Ciascuno collabora fattivamente affinché i volontari possano vivere al meglio l’esperienza. La Proloco si occupa della parte logistica: alloggi, servizi, supporto con attrezzature, il Comune Berceto oltre a divulgare e sostenere il progetto, rende disponibile la scuola elementare per consentire l’alloggio dei partecipanti. La Soprintendenza ha approvato da subito l’esperienza formativa e ogni anno tiene un intervento in apertura del Workshop teso a ringraziare e motivare gli studenti alla tutela del nostro patrimonio.

La prima edizione, nel luglio del 2014 ha visto la partecipazione di quasi 80 studenti provenienti da molte università italiane rispondendo ad una call pubblicata sui social network e sui siti internet del settore edile. Le edizioni seguenti hanno visto la presenza di studenti Polacchi e Francesi, questi ultimi grazie alla convenzione stipulata con Rempart. Ad oggi, il lavoro svolto dagli studenti e volontari ha consentito di recuperare e rendere disponibile in sicurezza oltre 1000 mq, realizzato numerose pulizie e manutenzioni, oltre ad aver preparato il cantiere per le opere future. Questi interventi hanno nel tempo consentito alla Proloco e ad altri cittadini di organizzarvi vari eventi, oltre a suscitare l’interesse in potenziali investitori. Inoltre, durante i 6 giorni i cittadini e le attività commerciali del piccolo Comune di Berceto hanno beneficiato della presenza degli studenti e quest’ultimi hanno conosciuto e apprezzato il contesto integrandosi con i cittadini.

Il meccanismo innescato ha portato ottimi risultati per tutti gli attori coinvolti, gli studenti, l’amministrazione, i cittadini e l’intero contesto. Operando in questo modo si dimostra facilmente che il workshop/cantiere non si vuole sostituire né alle imprese né ai professionisti, anzi, ne è di supporto, dato che favorisce le possibilità d’investimento, in quanto un monumento, meno degradato, è commercialmente più appetibile.

Dal 2014 al 2020 sono stati organizzati complessivamente 8 workshop che hanno coinvolto complessivamente 255 persone di cui 15 provenienti dall’estero. L’evento ha avuto una forte risonanza sia locale che nazionale, al punto che altre amministrazioni hanno mostrato disponibilità ed interesse ad intervenire sui propri monumenti con le stesse modalità. L’esperienza è stata presentata in varie conferenze e convegni in Italia e all’estero come nel 2018 al Louvre in concomitanza col salone del patrimonio.

Pausa pranzo durante un workshop con gli studenti dentro le Ghiare di Berceto con il nostro coordinatore generale Antonio Rancati (ph Francesco Fulvi)