Il nostro vicepresidente Yvan Sagnet è stato nominato cittadino onorario di Lecce

Il Consiglio comunale ha riconosciuto la cittadinanza onoraria a Yvan Sagnet, su proposta di un nutrito gruppo di consiglieri

Il nostro vicepresidente Yvan Sagnet nella sala del consiglio comunale di Lecce

«Nominato Cavaliere della Repubblica dal Presidente Mattarella, Jean-Pierre Yvan Sagnet rappresenta il protagonista e il simbolo della battaglia civile, sindacale, politica per i diritti dei lavoratori migranti in agricoltura. Con coraggio, nell’agosto del 2011, scelse di ribellarsi a condizioni di lavoro intollerabili, guidando la protesta dei braccianti immigrati per le strade della nostra città, che oggi ne riconosce appieno l’alto valore civile. (…) Legare il nome di Sagnet alla città di Lecce significa ribadire l’alto valore delle sue azioni, anche in rappresentanza dei lavoratori agricoli migranti che, in quei giorni e in successive occasioni, sono stati e sono ancora protagonisti di battaglie per la dignità del lavoro e il rifiuto dello sfruttamento, contribuendo alla salvaguardia effettiva del valore costituzionale del Lavoro sul quale è fondata la nostra Repubblica».

Questa la motivazione che ha spinto il Consiglio comunale a riconoscere la cittadinanza onoraria a Yvan Sagnet sempre in prima linea, con coraggio, per proteggere i più deboli, sfruttati per pochi euro.

La sua vita è cambiata l’estate del 2011, quando i soldi della borsa di studio non bastano e per continuare a “mantenersi” al Politecnico di Torino (vuole diventare ingegnere) cerca un lavoro. Arriva così a Nardò, a  masseria Boncuri, ma nelle campagne salentine conosce il dramma dei braccianti costretti a lavorare anche 18 ore al giorno sotto il sole cocente. La difficile vita nei campi, per spiccioli, continuava in condizioni disumane negli alloggi di fortuna. Sagnet decide di incrociare la braccia e per un mese guida la protesta contro i caporali e gli imprenditori agricoli. Uno sciopero che portò all’introduzione del reato di caporalato e al primo processo in Europa sulla riduzione in schiavitù che lo scrittore camerunense ha messo nero su bianco nel libro «Ama il tuo sogno. Vita e rivolta nella terra dell’oro rosso». Ora è tra i fondatori dell’associazione internazionale No-Cap, che nasce per diffondere la cultura del rispetto, rispetto dei diritti umani, di chi lavora ma anche del consumatore.

Yvan Sagnet il primo cittadino Carlo Salvemini

«Sentiamo, in quanto capoluogo di rappresentare la sensibilità dell’intero Salento nel riconoscere il valore e il significato di quel passaggio storico. Che è storia di questa terra, al pari di altre e non meno significative stagioni di battaglia per i diritti. Il percorso di Yvan – ha ricordato il primo cittadino Carlo Salvemini nel suo intervento – rappresenta una fortissima testimonianza di quanto abbiamo bisogno di regole chiare e condivise per una corretta gestione delle politiche migratorie. A chiederle sono i migranti stessi, consapevoli che ogni percorso di riconoscimento dei diritti passa dalla fuoriuscita da una condizione di invisibilità e marginalità che è il terreno di coltura dei fenomeni di sfruttamento e prevaricazione dei quali i braccianti di Nardò sono stati vittime».

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