Il Covid tra destra e sinistra, evitare l’errore di una lettura distopica

“Ma la paura del coronavirus è di destra o di sinistra?” Si chiedono in molti. Pubblichiamo una interessante riflessione sugli aspetti politici dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo dell’avvocato Maurizio Rizzo Striano, membro della nostra Academy per il Green New Deal e esperto di legislazione ambientale che ha appena pubblicato il libro “IL PROCESSO ILVA” che mette in luce le collusioni della politica tutta con i l deep state della politica siderurgica italiana.

Scienziati di tutto il mondo si dividono in merito alla reale efficacia dei lockdown ( per esempio da noi la pensano molto diversamente Zangrillo e Bassetti in confronto a Galli e Crisanti). Se si guarda agli orientamenti politici di questi scienziati la diversità di visione corrisponde , in generale, alla diversità di pensiero della destra da quello della sinistra. Dappertutto i leaders della destra si sono dimostrati più favorevoli a tutelare le libertà individuali ed economiche rispetto a quelli della sinistra. Chi ritiene , come me, che gli attuali dati sulla pandemia non giustificano la lesione dei diritti di libertà è portato a dare ragione alla linea della destra. Tuttavia questa destra non è quella liberal perché è incarnata da leaders fortemente razzisti , populisti ed antiecologisti. Non bisogna cadere pertanto in conclusioni distopiche perché si finisce con il cadere dalla padella nella brace. . Come tutte le pandemie anche questa finirà . I virus non sono fatti da madre natura per estinguere le specie, ma per selezionarle. E’ così da un miliarduccio di anni. Attenzione allora a non portare acqua alla destra simil Trumpista. Perché a fine pandemia non possiamo consentire che ci governino negazionisti sui cambiamenti climatici , costruttori di muri e predatori dell’ambiente. Lo stesso vale per la sinistra. La sua perdita di identità e di riferimento a classi sociali va di pari passo con il suo appiattimento al neoliberalismo , esattamente come la destra, ma con più marcate tendenze ad esercitare funzioni di controllo da parte del potere sulle masse.

Come a dire che sopravvive la parte sbagliata del materialismo storico. Una terza via è possibile , prendendo il meglio del pensiero liberale e di quello progressista, non il peggio. Il tutto coniugandolo con due obiettivi: abbandono del neoliberismo di Milton Friedman ed intervento del potere pubblico per la transizione energetica e per la sostenibilità di qualsiasi piano. Non si devono inseguire conservatori o progressisti, Sono loro, rectius il meglio di loro, che devono inseguire chi si propone il cambiamento del sistema.