CHIANTI FOOD FOREST

La  “Chianti Food Forest”  Nasce nel marzo 2016 come progetto di agroecologia applicata (per volontà di Massimiliano Domizi esperto Permacultore ed ecologista membro del Comitato Scientifico del Cetri-Tires e co-responsabile del Tavolo Tecnico sulla promozione della Permacultura in Europa.)  Il suo obiettivo centrale  è quello di realizzare  un ecosistema agro-forestale, autosufficiente e resiliente, capace di produrre cibo di alto valore nutritivo, con una produttività quantificabile in fabbisogno alimentare annuo per circa 50 famiglie di media composizione.  

PERCHE’ QUESTO PROGETTO  

In un contesto climatico critico come quello che stiamo vivendo, insufficienti e poco efficaci sono le strategie che gli Stati metteno in campo per arginare il fenomeno. Un fenomeno epocale, che mette in dubbio  il nostro stesso futuro e quello delle generazioni a venire. Unanimemente infatti tutto il mondo scientifico concorda ormai sulla gravità del problema e sulla parziale irreversibilità della sua tendenza, in altre parole, per molti aspetti,  abbiamo già oltrepassato il punto di non ritorno…   In un contesto di tale gravità e urgenza la responsabilità di individuare soluzioni e intraprendere azioni concrete sembra ricadere quasi integralmente sull’iniziativa del singolo individuo.

 Noi come Chianti Food Forest sentiamo molto forte questa responsabilità e abbiamo deciso di mettere a frutto un’esperienza ventennale nell’ambito dell’agroecologia e della permacultura per individuare soluzioni e strategie efficaci. Tenendo conto che le attività legate all’agricoltura sono responsabili per il 60% delle emissioni di gas climalteranti , ci rendiamo conto che questo è il settore più critico e di conseguenza l’ambito più impattante su cui intervenire.  Da qui la ferma volontà di costruire un modello funzionale e riproducibile di agricoltura sostenibile e rigenerativa che contribuisca da una parte a ripensare le attività umane  mettendo al centro la sostenibilità e dall’altra a costruire “un’arca di salvataggio”, in grado di assicurare cibo sano, acqua ed energia alle nostre comunità locali. 

METODO E STRUMENTI:

Il metodo scientifico che utilizziamo per progettare, realizzare e gestire tali ecosistemi è la  “Permacultura“, dall’inglese “Permaculture” ossia “Coltura permanente”. La Permacultura è nella sua essenza un movimento globale costruito intorno a 3 etiche: Cura della Terra, cura delle persone, equa condivisione delle risorse. Questo viene declinato in un quadro concettuale per la progettazione e realizzazione di modi di vivere resilienti, sostenibili e rigenerativi per la terra, le persone e l’economia. Si tratta di un metodo estremamente pratico per sviluppare sistemi in armonia con la natura, efficienti e produttivi.

RISORSE TECNICHE/KNOW HOW

Le risorse tecniche ed il know how su cui fondiamo il progetto sono di tipo personale e collettivo: Il promotore legale, Massimiliano Domizi, già membro del comitato scientifico CETRI-TIRES in qualità di esperto in agroecologia e permacultura, mette in campo la sua esperienza ventennale fatta di studi specifici ed esperienze in vari progetti similari in numerose  aree geografiche del mondo, ma il valore aggiunto più importante viene dalla possibilità di attingere al gruppo di oltre 300 esperti membri del comitato scientifico del CETRI-TIRES, i quali contribuiscono con soluzioni tecniche e pratiche soprattutto nell’ambito energetico e tecnologico.

LAVORI ED ATTIVITA’REALIZZATE

Tra i lavori agronomici più importanti già effettuati alla Chianti Food Forest si conta la piantumazione di oltre 350 alberi da frutto di varietà antiche e autoctone con annesso sistema di irrigazione a goccia, oltre 250 arbusti di Goji, 300 piante di asparagi, 200 aromatiche, 100 medicinali,  3000 mq di orto produttivo,  espianto del vecchio vigneto (1Ha), pulizia e bonifica di significativa quantità di rovi e siepi, alberi e arbusti cresciuti spontaneamente in seguito al periodo di abbandono, dissodamento di terre non lavorate da oltre 20 anni, spostamento del senso di coltivazione da “ritto chino” a “cavalca poggio” (così da diminuire l’erosione idro-geologica e rendere meno difficoltosa la coltivazione su pendenza), la realizzazione di “swale” e “keyline” per aumentare la ritenzione idrica, diminuire il ruscellamento e ridurre il fabbisogno di irrigazione.

Dal punto di vista divulgativo e sociale si sono tenute numerose giornate formative sia pratiche che teoriche sui seguenti argomenti: principi di permacultura, food foresting, gestione delle risorse idriche, gestione biologica e rigenerativa di orto e frutteto, potatura, produzione ed uso del “biochar”, produzione ed uso del lombricompost, produzione ed uso del “bocashi”, fermentazione acido-lattica dei prodotti vegetali, educazione alimentazione, erbe medicinali ecc.

Recentemente abbiamo siglato un programma di collaborazione con il docente ricercatore  italo australiano Dott. Francesco Gimelli, Università di Melbourne,  il quale ha già iniziato presso di noi un percorso che durerà 6 mesi, volto alla realizzazione di uno studio socio-ambientale sui sistemi agroecologici. Se il risultato dello studio sarà quello che riteniamo possa essere verrà utilizzato come materiale didattico dall’ateneo Australiano con cui si stabilirà un programma di monitoraggio permanente che ci accompagnerà durante tutte le fasi di sviluppo del progetto.

Anche con l’università di Firenze si sta discutendo sulla possibilità di realizzare un programma di collaborazione per creare come centro studi sperimentale  per l’implementazione di nuove tecniche per la coltivazione biologica.

E’ stato inoltre attivato un programma di volontariato internazionale, realizzato con il supporto dell’associazione Wwoof international, che ha visto in solo due anni decine di ragazze e ragazzi, uomini e donne, provenienti da ogni parte del mondo, dare il loro contributo a questo progetto e beneficiare delle conoscenze e delle esperienze che lo stesso mette a disposizione nell’ambito dell’agroecologia applicata.

Per concludere questo quadro generale merita menzionare che è stato recentemente raggiunto quello che per noi è un importante obiettivo, grazie al supporto di una comunità di oltre 1300 persone che segue e interagisce con le nostre attività e attraverso la determinazione di una ventina di famiglie residenti in  zona è stato creato un G.A.S  che fa arrivare nelle loro tavole cibo sano e a km zero. Per molti potrebbe essere un’aspetto non di primaria importanza, per noi è la realizzazione di un proposito sostanziale.

TECNOLOGIA A SERVIZIO DELLA NATURA

Un punto fondamentale per produrre cibo sano, in quantità sufficienti ed in forma sostenibile è sicuramente la tecnologia, forse questo è il punto realmente qualificante e decisivo per costruire un’attività agricola “amica della natura” e nello stesso tempo capace di coniugare la sostenibilità delle attività umane con i bisogni alimentari di una popolazione mondiale in continua crescita.

Uno degli obiettivi è implementare sistemi efficienti di coltivazione mista animale-vegetale, capaci di utilizzare fino al 90% di acqua in meno, sviluppare e stratificare in verticale la produzione di ortaggi e inserire l’elemento “pesce” in sinergia nel processo produttivo; questa tecnica è conosciuta come “aquaponica”, ossia la combinazione di acquacoltura e idroponica, dove in un sistema di “economia circolare” le deiezioni dei pesci nutrono le piante e le piante restituiscono ai pesci un acqua fitodepurata quindi adatta al  loro benessere.  Questo sistema è da molti considerato una delle principali soluzioni del futuro prossimo per la produzione diffusa (anche nelle realtà urbane) di cibo sano, a km 0 e in spazi limitati (balconi, terrazze, piccole stanze, tetti ecc)

Nel momento in cui saranno realizzati i bacini di ritenzione idrica e di conseguenza la rete di irrigazione questa sarà trasformata in una “smart net” grazie alla sensorizzazione della superficie con rilevatori di umidità, i quali permetteranno di irrigare in maniera efficiente e puntuale solo laddove il livello di umidità del terreno scenderà  sotto il livello di fabbisogno delle colture.

Insieme a queste, molte altre sono le soluzioni che la tecnologia ci mette a disposizione e che è nella nostra intenzione implementare; nell’intento di realizzare una via alternativa e funzionale per la gestione sostenibile delle attività umane ed agricole, con la speranza che queste  scongiurino o mitighino gli allarmanti scenari climatici che si prospettano da qui a 10-20 anni.

OBIETTIVI E FINALITA’ IN SINTESI

1) Costruire un ecosistema agro-forestale produttivo, autosufficiente e resiliente.

2) Costruire un modello ripetibile e quantificabile di azienda agricola, realmente sostenibile sia  dal punto di vista ambientale che economico (diversamente non avrebbe un valore di utilità sociale e di indirizzo)

3) Produrre cibo sano, di alto valore nutritivo in un rapporto di 40 famiglie medie ad ettaro.

4) Realizzare un’azione informativa e divulgativa rispetto alle “buone pratiche” ambientali, agricole, etiche e sociali promosse dalla permacultura e dall’agroecologia.

Chianti Food Forest5) Attivare programmi di collaborazione con enti, università, studi tecnici, associazioni e soggetti coinvolti, per la sperimentazione, ricerca, sviluppo e divulgazione delle migliori pratiche  per fronteggiare i cambiamenti climatici.

Massimiliano Domizi è l’autore di articolo e autore questo progetto Biosferico

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