Aiuti di Stato alle rinnovabili approvati a Bruxelles.

Pubblichiamo un articolo di Renzo Consoli per Askanews da Bruxelles sulla decisione della Commissione Europea di ammettere i finanziamenti alle rinnovabili da parte di stati membri, esentandoli dall’appricazione delle norme europee anti trust sugli aiuti di stato. ci limitiamo a considrerare che è il minimo sindacale. In una Europa in cui le fonti fossili e il nucleare godono di quasi 400 miliardi di euro di incentivi e finanziamenti pubblici diretti e indiretti, le rinnovabili dovrebbero essere incentivate con una cifra doppia. Invece qui ci si limita a permettere la miseria di 5 miliardi di aiuti di stto a livello nazionale (che peraltro in Italia possono perfino essere ritirati retroattivamente. del resto in Italia siamo abitutati alle norme punitive e retroattive contro le rinnovabili, vedi il Decreto Romani del 2011). Speriamo in una rigoros e ampia applicazione dei principi del Green New Deal per permettere una rapida espaansione delle rinnovabili e il raggiungimento degli obiettivi climatici fissati dal protocollo di Parigi.

La Commissione europea ha approvato oggi la sovvenzione da 5,4 miliardi di euro stanziati dall’Italia a sostegno della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, considerandola ammissibile in base alle norme Ue in materia di aiuti di Stato. Secondo la Commissione,  il regime di sostegno alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili contribuirà alla realizzazione degli obiettivi ambientali dell’Ue senza falsare indebitamente la concorrenza.  

Il nuovo regime di sostegno riguarderà  produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili quali l’eolico terrestre, il solare fotovoltaico, l’idroelettrico e i gas residuati dai processi di depurazione, e durerà fino al 2021.

Gli impianti di energia da rinnovabili che beneficeranno del regime riceveranno un sostegno sotto forma di premio in aggiunta al prezzo di mercato. Il premio non potrà essere maggiore della differenza tra il costo medio di produzione per ogni tecnologia di rinnovabili e il prezzo di mercato.

Il regime italiano prevede anche un meccanismo di recupero: se in futuro il prezzo di mercato dovesse superare il costo medio di produzione per ciascuna tecnologia di rinnovabili, gli impianti selezionati non riceverebbero più il premio e dovrebbero invece restituire alle autorità italiane le entrate supplementari. Il sostegno dello Stato si limita così allo stretto necessario.

Per i grandi progetti di oltre 1 megawatt il premio sarà fissato mediante una procedura di gara competitiva aperta a tutti i tipi di impianti, indipendentemente dalla tecnologia di rinnovabili utilizzata. I progetti più piccoli sono scelti in base a una combinazione di criteri ambientali ed economici.

La Commissione ha valutato il regime in base alle norme dell’UE sugli aiuti di Stato, in particolare la disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia 2014-2020.

La Commissione ha accertato che l’aiuto ha un effetto di incentivazione, in quanto il prezzo di mercato non copre interamente i costi di produzione dell’energia elettrica da fonti rinnovabili; è inoltre proporzionato e limitato allo stretto necessario, dato che copre solo la differenza negativa tra il prezzo di mercato dell’energia elettrica e i costi di produzione. Il regime garantisce che questo avvenga anche se i prezzi di mercato aumentano in modo inaspettato.

La Commissione ha pertanto concluso che la misura italiana è compatibile con le norme dell’UE in materia di aiuti di Stato, in quanto promuove la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in linea con gli obiettivi ambientali dell’UE e senza falsare indebitamente la concorrenza.

La disciplina della Commissione in materia di aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia 2014-2020 consente agli Stati membri di sostenere la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, a determinate condizioni. Queste norme sono intese ad aiutare gli Stati membri a realizzare gli ambiziosi obiettivi dell’UE sul fronte dell’energia e del clima, contenendo al massimo i costi per i contribuenti ed evitando distorsioni indebite della concorrenza nel mercato unico. La direttiva Rinnovabili ha fissato per queste energie l’obiettivo vincolante del 32 %, che l’UE nel suo insieme deve raggiungere entro il 2030.

Con particolare riguardo alle centrali idroelettriche, l’Italia assicurerà che possano beneficiare del premio soltanto se sono rigorosamente conformi alla normativa UE, soprattutto alla direttiva quadro dell’UE sulle acque