A Parma si scrive blu ma si legge “green”.

Blu Parma, è il nome del progetto elaborato e presentato da quattro scuole della città ducale che mira a trasformare un’area degradata in un campus a misura di cittadino (oltre che di studente).

Le scuole sono quelle di via Toscana e cioè l’Itis Da Vinci, Ipsia Levi, liceo Bertolucci e Isiss Giordani uniti in un progetto aperto alla città per migliorare spazi esterni che ogni giorno ospitano più di settemila persone

I quattro istituti, guidati dall’ Itis Da Vinci (capofila), hanno deciso di unire le forze per dare un nuovo volto, più verde, sostenibile, partecipato e funzionale, agli spazi esterni delle quattro scuole superiori. Il progetto si chiama Blu Parma e sarà il nuovo campus di via Toscana. L’obiettivo è connettere le aree al fine di realizzare un luogo di relazione sociale, di scambi, di condivisione di competenze tra studenti, docenti e cittadini; un luogo di incontro e di crescita culturale aperto alla tutta la città. Oltre alle scuole sono stati coinvolti numerose associazioni ed enti, chiamati a redigere proposte per animare, in futuro, gli spazi esterni attraverso azioni educative di vario tipo.

L’iniziativa è stata proposta dall’Associazione Culturale Manifattura Urbana che attualmente sta coordinando questa fase di analisi conoscitiva, ha il sostegno della FONDAZIONE CARIPARMA, il patrocinio e la collaborazione di Città di Parma e Provincia di Parma, Università degli Studi di Parma, Arpae, Upi, CCV Parma Centro, WWF Italia, Legambiente Parma, PARMA 360 Festival, Fruttorti Parma, ADA Onlus – Associazione Donne Ambientaliste, Slow Food Parma, Respiro Libero, McLuc Culture (Parma), AltroGiro Parma, ArcheoVEA Impresa Culturale, CETRI-TIRES, Parma Sostenibile.

Perché Blu Parma ? Perché sono definite Blu, dal professor Michel Poulain, le aree della terra in cui la longevità è maggiore, e “noi vorremmo proprio che il campus di via Toscana rappresentasse un luogo ‘longevo’ nel tempo, in grado, per tanti e tanti anni, di migliorare la qualità di vita di chi lo frequenta e del quartiere tutto”.

Ai professori, agli studenti, alle famiglie e ai cittadini sono stati distribuiti dei questionari per capire quali sono le esigenze per migliorare gli spazi esterni e renderli più vivibili durante il giorno sera compresa. L’iniziativa su cui puntano i dirigenti scolastici Elisabetta Botti, Giorgio Piva, Aluisi Tosolini e Antonia Lusardi, nasce a in seguito al progetto didattico dal titolo Il cortile reinventato che gli istituti hanno ideato e vinto nell’ambito di un bando del Miur.

L’area oggetto di intervento ha una superficie complessiva di 60mila mq, in cui se ne identificano 15mila di spazi aperti, cortili, dello stesso polo scolastico, che ogni giorno ospita più di settemila persone. Questi spazi, oggi, spiegano i promotori dell’iniziativa, si presentano come aree pavimentate, o meglio asfaltate, mal tenute, alcune aiuole da tempo senza manutenzione, cancellate, arrugginite a tratti, aperte durante il giorno per permettere appunto i flussi della popolazione scolastica, che si muove per il cortile senza viverlo. L’ambizione educativa del progetto è pensata in un arco temporale di cinque – dieci anni, tempi necessari per mettere a regime il meccanismo rigenerativo.

Affinché lo spazio diventi accogliente, fruibile e vissuto durante l’intera giornata, permeabile alla città, ricucendo il tessuto urbano oggi frammentato da barriere. Un lavoro che dovrà coinvolgere cittadini, associazioni, imprese, studenti per “rendere contemporanea, fruibile e accessibile l’area per i giovani studenti”; spazi dinamici e flessibili, percorsi funzionali, luoghi di sosta, connessione wifi, realtà aumentata, diffusione musicale, strutture per scenografie e street art, tavoli e sedie mobili, attrezzature sportive, palchi polifunzionali sono alcune delle idee proposte.

Vegetazione, tetti verdi, sistemi di ombreggiamento, strutture leggere, fontane e giochi d’acqua, permeabilità del suolo e illuminazione dovranno migliorare gli ambienti che andranno custoditi promuovendo il senso civico nella cura del bene comune e del patrimonio collettivo. Tutto questo, aspetto non secondario, non potrà che migliorare il senso di sicurezza dei luoghi attraverso la qualità degli interventi e il presidio spontaneo da parte dei cittadini. A tal fine, viene redatto un progetto preliminare dell’intera area esterna (15mila mq) e individuati diversi stralci funzionali. Quindi sarà la volta del progetto definitivo ed esecutivo dei primi passaggi individuati.

Come prima opera sarà realizzata una manutenzione minima generale sull’area cortilizia, per renderla pulita ed idonea agli interventi successivi, compresi i rilievi. In cantiere anche una eventuale realizzazione in autocostruzione con studenti e cittadini di elementi individuati nel primo stralcio.

Il progetto di rigenerazione urbana e umana è stato presentato venerdì dai dirigenti scolastici Botti, Tosolini, Piva e Lusardi, Manifattura Urbana, alla presenza, tra gli altri, dell’assessore comunale all’istruzione Ines Seletti.

Il presidente del CETRI-TIRES Angelo Consoli e il coordinatore Antonio Rancati, si congratulano con il membro del nostro comitato scientifico, architetto Francesco Fulvi, anima e motore del progetto e ideatore di Manifuattura Urbana.

Gki insegnanti che coordinano Blu Parma. A destra l’architetto Francesco Fulvi.

Chi voglia informarsi più dettagliatamente su questo splendido progetto, a cui il CETRI-TIRES ha concesso il patrocinio, può consultare i link dellqui sotto.

https://parma.repubblica.it/cronaca/2019/02/08/news/blu_parma_le_scuole_di_via_toscana_sognano_un_campus_a_misura_di_studente-218642604/

Blu Parma

BLU PARMA – Il campus di via Toscana

https://www.parmatoday.it/attualita/presentato-il-progetto-blu-parma-il-campus-di-via-toscana.html

https://drive.google.com/file/d/1sdZKc2pn8xFLVggJJiFpK1akPbbmblXT/view