NASCE IL “QUADRUMVIRATO” PER LA LEGGE SULLA TRANSIZIONE ENERGETICA ANCHE IN ITALIA

 

Nasce  il comitato promotore per la legge sulla transizione energetica ad opera di un quadrumvirato di personalità ambientaliste da sempre in prima linea per promuovere la decarbonizzazione e la Terza Rivoluzione Industriale così come delineata da Jeremy Rifkin.

 

Il Comitato è stato fondato da Angelo Consoli e Livio de Santoli, coautori del libro Manifesto “Territorio Zero-Verso una società a emissioni zero, rifiuti zero e km zero“. Livio è delegato per l’energia dell’Università “La Sapienza” di Roma e ha scritto il libro che nel 2011 ha dato il via all’idea delle Comunità dell’energia analogamente alle comunità del cibo promosse da Carlin Petrini. Angelo Consoli è il Direttore Europeo dell’ufficio do Jeremy Rifkin e ha diretto la campagna che condusse all’approvazione del pacchetto Clima energia 20 20 20 presso l’Unione Europea. Gli altri due co fondatori del comitato per la transizione energetica sono Alfonso Pecoraro Scanio, che da Ministro per l’Ambiente fece partire il sistema di incentivi per le rinnovabili che conosciuto come “Conto Energia” dando il via alla Green Economy in Italia, e Nicola Conenna, Fisico ed ex responsabile energia di Greenpeace, attualmente Presidente dell’H2U-The Hydrogen University.
Il primo compito del “quadrumvirato” sarà quello di costituire un comitato scientifico per l’elaborazione delle linee di fondo della legge per la transizione energetica per l’Italia, sulla scorta di quella approvata dal Parlamento Francese il 18 agosto 2015, e successivamente di elaborare una strategia atta a portare la legge sui tavoli di discussione sociali e economici più importanti del Paese per garantire una approvazione partecipata e il massimo ascolto della comunità e del territorio nel percorso di discussione e approvazione di questo provvedimento legislativo importantissimo per determinare una accelerazione sulla strada della sostenibilità e del risanamento di ambiente e clima, ma anche della modernizzazione del Paese e della competitività delle imprese e del sistema economico.

NICOLA CONENNA
ANGELO CONSOLI

ALFONSO PECORARO SCANIO

LIVIO DE SANTOLI

 

QUADRUMVIRATO

Il coordinamento esecutivo del Comitato sarà garantito da Antonio Rancati, esperto di sostenibilità ambientale e coordinatore  nazionale del CETRI-TIRES.

ANTONIO RANCATI

Al “quadrumvirato” i migliori auguri di buon lavoro da parte di tutto il CETRI.

——————————————————————————————-Per avere una idea più precisa della Legge francese presa a modello per la Legge Italiana sulla transizione energetica, si può leggere la seguente:

NOTA INFORMATIVA sulla LOI n° 2015-992 du 17 août 2015 relative à la transition énergétique pour la croissance verte,

La legge francese fu approvata dopo due anni di preparazione, prendendo a modello il Master Plan per la Terza Rivoluzione Industriale della Regione Nord Pas de Calais, (oggi Hautes de France, dopo la fusione amministrativa con la regione della Picardia).
L’iniziativa fu presa dalla Ministra per l’Ecologia di François Hollande, Ségoléne Royal, che riusciva a far approvare la una legge molto articolata e completa che consta di 215 articoli suddivisi in VIII titoli.

La Legge francese per la transizione energetica e la crescita verde si appoggia su due pilastri fondamentali: l’efficienza energetica e le rinnovabili, che vengono definite la chiave verso la sovranità energetica e la crescita occupazionale stabile qualificata e legata al territorio quindi non delocalizzabile.

Il sito della Terza Rivoluzione Industriale in Haute-de-France

Questi due pilastri sono definiti dalla legge veri e propri giacimenti di innovazione, di performance economica di occupazione e granzia di miglioramento della qualità della vita per tutti i francesi.
In particolare l’efficienza energetica viene declinate in tre settori principali: costruzioni, economia circolare e trasporti.  Il documento che spiega le ragioni alla base di questa legge estremamente innovativa è disponibile a questa pagina del governo francese: https://www.ecologique-solidaire.gouv.fr/sites/default/files/0-_Expose_des_motifs.pdf

Gli otto titoli dela legge sono i seguenti:

Titolo I
DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI COMUNI PER RAGGIUNGERE LA TRANSIZIONE ENERGETICA RINFORZARE L’INDIPENDENZA ENERGETICA E LA COMPETITIVITA’ ECONOMICA DELLA FRANCIA, PRESERVARE LA SALUTE, L’AMBIENTE E COMBATTERE IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Titolo II
MIGLIORARE LE RISTRUTTURAZIONI EDILI PER RISPARMIARE ENERGIA, PAGARE MENO IN BOLLETTA E CREARE POSTI DI LAVORO.

Titolo III
SVILUPPARE UNA MOBILITÀ PULITA PER MIGLIORARE LA QUALITÀ DELL’ARIA E PROTEGGERE LA SALUTE

Titolo IV
COMBATTERE GLI SPRECHI E PROMUOVERE L’ECONOMIA CIRCOLARE: DALLA PROGETTAZIONE AL RICICLO DI TUTTI I PRODOTTI

Titolo V
FAVORIRE LE ENERGIE RINNOVABILI PER DIVERSIFICRE GLI APPROVVIGIONAMENTI E VLORIZZARE LE RISORSE DEL TERRITORIO

Titolo VI
RINFORZARE LA SICUREZZA NUCLEARE E L’INFORMAZIONE DEI CITTADINI

Titolo
VII SEMPLIFICARE E RENDERE TRASPARENTI LE PROCEDURE PER GUADAGNARE IN EFFICIENZA E COMPETITIVITÀ

Titolo VIII
CONFERIRE IL POTERE DI AGIRE INSIEME AI CITTADINI, ALLE IMPRESE, AL TERRITORIO E ALLO STATO

La legge per la transizione energetica prevede anche la creazione di organismi specifici incaricati della sua attuazione sia a livello nazinale (Comitè de Pilotage) che a livello locale dove vengono valorizzate le associazioni della società civile. La proposta di creare anche per l’Italia un comitato per la promozione dell’idea di una legge

Angelo Consoli e Francesco Quarto

 per la transizione energetica modellata (mutatis mutandis) sulla legge dei cugini di oltr’alpe è stata lanciata da Angelo Consoli, presidente del CETRI e co-fondatore del gruppo Giù le mani dal nostro mare, coordinato dall’immarcescibile Francesco Quarto) durante la manifestazione NO TRIV PER UN NUOVO MODELLO ENERGETICO tenutasi a Mola di Bari il 31 agosto scorso, che ha visto la partecipazione e mobilitazione di molti attivisti lovali e nazionali che animano iniziative di presa di coscienza e promozione dell’idea di una transizione energetica sostenibile e post carbon che comincia a fare breccia nei territori e nel senso comune della gente, requisito indispensabile per il successo della campagna per la legge per la transizione energetica. Le Regioni in questo senso rivestono un ruolo da “chef de file”  e vengono incaricate di predisporre dei piani (simili a quello del NORD Pas de Calais, denominati SRCAE (schémas régionaux climat air énergie) che devono avere un carattere intercomunale per territori che coprano una media di 200.000 abitanti (il che significa, più SRCAE per le grandi città, e raggruppamenti delle città più piccole in ambiti territoriali di quelle dimensioni in mod che tutto il territorio sia alla fine coperto per aree omologhe e analoghe.  Lo sviluppo delle energie rinnovabili del territorio e di reti internet dell’energiapermetterà l’emergere della progettualità della società civile. Il finanziamento di tali progetti è programmato su scala diffusa, secondo il modello partecipativo distribuito che permette la mobilitazione dei cittadini molto di più che gli interventi bancari classici in project financing. Si tratta di progetti “élaborés et co-pilotés par des citoyens, des collectivités et des acteurs économiques de proximité,” per i quali i paesi di riferimento sono Danimarca, Germania, Austria, Olanda e Belgio, che “testimoniano una volontà politica di democratizzare l’accesso locale all’energia e garantirne una gestione condivisa con ricadute positive sul territorio, i suoi abitanti l’occupazione, e le imprese locali“. Per questo la legge prevede un diritto alla sperimentazione locale e la messa a disposizione di tutti i cittadini dei dati relativi alla politica energetica perchè le comunità locali siano messe in grado di partecipare al capitale di una “société par actions simplifiées (SAS)” e l’agevolazione dell’intervento cooperativo in progetti di produzione delle energie rinnovabili.
La legge è stata approvata con un ampio processo partecipativo nel quale sono stati espressi e sono stati tenuti in debito conto tutti gli orientamenti degli aventi interesse, le ONG, le associazioni, le filiere industriali e i territori. “Questo dialogo” afferma il documento introduttivo della legge, “ha permesso di condividere le informazioni con grande franchezza, di confrontarsi sulle soluzioni, di confrontare e spesso ravvicinare i punti di vista, di mettersi alle spalle una concezione verticistica dell’elaborazione delle politiche pubbliche confiscate sai soliti esperti e decisori, di fare scelte trasparenti e realizzare una co-costruzione degli orientamenti da mettere in atto che pur non annullando le differenze, e prefino aspettative inconciliabili, rispetta tuttavia ogni singolo attore e quello che unisce anzichè quello che divide di una comunità“. La manifestazione che in Francia è diventata molto conosciuta come “Le Grenelle de l’Environnement” è stato un momento iniziale ricchissimo di spunti che ha pèrmesso per tutto il 2013, un grande dibattito nazionale sulla transizione energetica con presa in considerazione delle buone pratiche (come il Master Plan TRI del Nord Pas de Calais), che ha permesso al Ministero “de l’écologie, du développement durable et de l’énergie”. A ciò si sono affiancati i lavori del Comitato consultivo economico, sociale e ambientale, e il consiglio nazionale per la transizione ecologica.  E’ venuto il momento anche per l’Italia di interrogarsi sul suo futuro energetico ede economico, come la Francià ha già cominciato a fare con le Grenelle più di dieci anni fa, e passare dalle giustissime manifestazioni di protesta a tutela del nostro mare e del nostro territorio, alla proposta di un nuovo modello energetico di transizione verso un nuovo protagonismo dei cittadini e degli esseri umani. 

Il testo completo della legge è visionabile a questo indirizzo:

https://www.legifrance.gouv.fr/affichTexte.do?cidTexte=JORFTEXT000031044385&dateTexte=20180729