L’intensità occupazionale della Terza Rivoluzione Industriale.

In questo articolo si applica alla città di Brindisi il metodo di calcolo dell’intensità occupazionale del Master Plan di Terza Rivoluzione Industriale per la decarbonizzazione del territorio elaborato dall’equipe internazionale della fondazione del professor Jeremy Rifkin.

Quando si fa una pianificazione economica esistono precise metodologie di calcolo dell’intensità occupazionale del capitale investito. In caso di pianificazioni energetiche l’intensità occupazionale può anche essere clcolata con riferimento a una determinata unità di energia prodotta.
Fra la prima e la seconda rivoluzione industriale, ( in pratica gli ultimi 200 anni, l’era del carbone e quella del petrolio), il calcolo dell’intensità occupazionale è rimasto in secondo piano nelle programmazioni economiche rispetto ad altri fattori quali l’intensità di capitali e il profitto netto delle operazioni economiche, e il fattore lavoro è diventato progressivamente un disvalore. Ma questo modello energetico è entrato in crisi a causa dei suoi alti costi marginali, e con esso il sistema economico da esso alimentato.
Il quadro valoriale sta conseguentemente cambiando e il “disvalore” lavoro ha ricominciato a acquisire importanza perché il vecchio modello capitalistico basato sul profitto e sull’alta intensità di capitali dell’energia fossile è arrivato ai limiti della sua efficienza e ha smesso di distribuire ricchezza, mentre ha lasciato sul territorio inquinamento, malattia e disoccupazione. 

Ora è diventato chiaro che per uscire da questa “crisi” è necessaria una transizione a un nuovo modello di sviluppo ed energetico.

Secondo Jeremy Rifkin, teorico della Terza Rivoluzione Industriale, questo nuovo modello è il “commons” collaborativo (basato sull’energia solare a costo marginale zero, l’affermarsi impetuoso dell’internet delle cose , l’economia circolare e la valorizzazione dei prodotti di filiera corta locale) che sta gradualmente sostituendosi al capitalismo liberista di origine fossile.

Rifkin ed il suo gruppo di lavoro hanno redatto numerosi Masterplan (piani strategici articolati e a lungo termine che mirano alla decarbonizzazione delle attività economiche e di sviluppo di un territorio).
fra cui quello per il Principato di Monaco, Utrecht, Sant’Antonio,
Roma, la Sicilia, e la regione francese del Nord Pas de Calais (oggi Hautes de France), la Regione Metropolitana di Rotterdam L’Aia e lo stato del Lussemburgo.
Quello per Roma Capitale è ancora disponibile a questa pagina web del sito del Comune di Roma:
https://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/masterplan_rifkin_italiano.pdf
e venne presentato con una iniziativa prestigiosa alla facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza i cui riferimenti sono ottenibili a questa pagina:

Roma Caput Mundi dell’Energia Sostenibile! Consoli e de Santoli illustrano il Piano d’Azione ispirato al Master Plan di Rifkin


Il Masterplan è redatto da tecnici di ognuno dei settori di rilevanza per la Terza Rivoluzione Industriale, è uno strumento volontario liberamente condiviso e approvato dai soggetti interessati e si attua tramite una convergenza di intese realizzate tramite processi partecipativi.

L’obiettivo principale di questa operazione consiste nella pianificazione di una graduale transizione energetica verso un modello energetico rinnovabile post carbon a basso costo marginale, una nuova economia circolare in cui la materia non diventa mai rifiuto e il ciclo dei consumi si chiude in modo virtuoso senza combustioni o discariche, e una nuova gestione delle risorse secondo dinamiche di filiera corta, sostenibilità e sovranità alimentare. Tutto questo da vita a un nuovo modello economico che Rifkin ha battezzato “Commons” collaborativo, che mira alla creazione di capitale sociale (principalmente lavoro) anziché capitale finanziario.
I risultati economici del modello solare/sociale sono
sono significativamente superiori rispetto a qualsiasi risultato di economie basate sui fossili. In altri termini è la stessa performance ambientale che fa guadagnare in efficacia, produttività e dunque in competitività, fornendo alla cittadinanza una sovranità energetica, a limentare ed economica.

Nell’elaborazione dei piani di Terza Rivoluzione Industriale di Jeremy Rifkin si introducono nuovi metodi di calcolo per misurare l’intensità occupazionale delle nuove tecnologie e dei nuovi modelli economici ed energetici. I calcoli precisi ed innovativi consentono di individuare gli andamenti a breve, medio e lungo termine del territorio preso in esame.

In Europa uno degli esempi più virtuosi in cui è stato applicato questo nuovo metodo di calcolo dell’intensità occupazionale, è quello della regione del Nord Pas de Calais, oggi Hautes-de-France, seguito lo scorso anno dalla Regione Metropolitana di Rotterdam L’Aja in Olanda.

Nel 2013 questa regione francese, di vecchia vocazione industriale, non a caso identificata come “Paese nero” a causa dei consistenti bacini carboniferi, acciaierie e impianti industriali pesanti, decise di cambiare marcia abbandonando il passato e facendo un salto nel futuro sulle indicazioni della nuova economia rinnovabile e sostenibile.

Il risultato finale è stato  è stato ottenuto grazie alla collaborazione molto stretta fra la politica, l’economia, le autorità accademica e della ricerca, e la società civile, sotto la guida dell’assessorato regionale alla Terza Rivoluzione Industriale guidato dall’ing. Claude Lenglet, capo della ricerca della Bouygues Immobiliere e inventore del primo edificio europeo ad energia positiva.

Il piano, come si vede dal diagramma sottostante prevedeva, al 2050, la riduzione del 60% del consumo di energia e l’abbattimento delle emissioni di gas ad effetto serra di ben quattro volte basandosi su cinque pilastri:

  1. Il passaggio alle energie rinnovabili, colonna portante di tutte le altre.

  2. Convertire gli edifici in centrali produttive, così da soddisfare non solo il fabbisogno di chi vi abita, ma divenire una vera e propria centrale produttiva per la collettività.

  3. Utilizzo dell’idrogeno come mezzo di stoccaggio dell’energia elettrica

  4. Applicazione di una tecnologia smart grid, una rete di informazioni che affianca e gestisce la rete elettrica in maniera “intelligente” evitando sprechi energetici, sovraccarichi e cadute di tensione elettrica

  5. Mobilità sostenibile

Per realizzare questo scenario, l’assessorato alla Terza Rivoluzione Industriale viene strutturato secondo i pilastri fondamentali della TRI come definiti da Jeremy Rifkin, che, come si vede dalla figura sottostante, consistono in

1. Energie rinnovabili distribuite

2. Edifici a energia positiva

3. Sistemi di accumulo e idrogeno per lo stoccaggio dell’energia rinnovabile

4. Smart Grid e internet dell’energia

5. Trasporti elettrici e a idrogeno a zero emissioni

6. Sharing econmy

7. Economia circolare

8. Efficienza energetica

Figura 1

GLI INVESTIMENTI EFFICACI

La stesura del masterplan in tema di investimenti, in assenza di “prospettiva storica” per quantificare con certezza l’importo e l’impatto economico di una Terza Rivoluzione Industriale, si basa sui guadagni potenziali ottenibili adottando provvedimenti sul piano della sola efficienza energetica. Tale misurazione pone delle difficoltà derivanti principalmente dalla imprevedibilità di effetti sinergici creati dalla combinazione simultanea dei cinque pilastri.

L’inefficienza del rapporto consumo/costo di energia, come si nota dalla figura sottostante, riguarda tutta l’unione Europea.

Figura 2

Nel Nord Pas de Calais il consumo medio di energia pro capite ha raggiunto 35,7 MWh l’anno nella regione, contro i 27,8 MWh della media nazionale. A livello macroeconomico, ogni GWh1 di energia produce 600.000 euro di PIL nel Nord-Pas de Calais contro i 948.000 euro di PIL in media in Francia.

L’agenzia internazionale per l’energia rapporta l’utilizzo di energia in milioni di tonnellate di di petrolio equivalente (Mtep), altrimenti, come è stato fatto per il Nord Pas des Calais, si calcola in giga watt ora (GWh). Un’altra misura frequentemente utilizzata è il bilione di Joules, detto anche teraJoules (TJ). La tabella di seguito illustrata ci illustra i vari rapporti per convertire la quantità di energia da una unità di misura all’altra.

FATTORI GENERALI DI CONVERSIONE DEL CONSUMO DI ENERGIA2

Tabella 1

Da/a

TJ

Mtep

GWh

TJ

1

2.388 x 10-3

0.2778

Mtep

4.1868 x 104

1

11,630

GWh

3.6

112

1

1.000 kWh

= 1 MWh

Costo medio 1 MWh UE

= 27,00 Euro

Costo medio 1 MWh Francia3

= 20,73 Euro4

Figura 3

In altre parole, la Francia mobilita mediamente l’8% del suo PIL in energia, mentre il Nord Pas des Calais ne destina il 13%. L’obiettivo di una riduzione del 60% del consumo di energia nel 2050, proposto dal piano di sviluppo regionale e dallo sviluppo sostenibile del territorio (SRADDT), avrà dunque come effetto il raddoppio dell’efficienza energetica nell’intera regione. Per raggiungere questo obiettivo l’investimento che gli attori (governi, imprese e privati) si sono prefissi di mobilitare nel periodo 2014-2050, è di circa 5 miliardi di euro annui e rappresenta circa il 5% del PIL annuale della regione.

Più nel dettaglio gli obiettivi economici/energetici prefissati con copertura rinnovabile al 40%, prevede di impiegare 200 miliardi di euro fino al 20505, con risparmi energetici di circa 320 miliardi6 sempre al 2050 e dunque un saldo attivo di circa 120 miliardi*7.

Tabella 2

VALORE TOTALE

Consumo medio di energia annua nella regione del Nord Pas de Calais carbon

35,7 MWh annui procapiti

x 4.500.000 (circa di abitanti)

= 160.000.000 MWh circa (160 Twh)8

(Consumo tot. Annuo)

Euro 20,739 x 142.800.000 MWh

= Euro 3.316.800.000

(Costo annuo)

Abbattimento prefissato

(60% al 2050)

(= Risparmio energetico al 2050)

160.000.000 MWh x 60%

= 96.000.000 MWh

(risparmiati al 2050)

Euro 20,73 x 96.000.000 MWh

= Euro 1.990.080.000

(= Risparmio economico reale

al 2050)

Consumo medio di energia regione Nord Pas de Calais

Post carbon

160.000.000 MWh

96.000.000 MWh

=64.000.000 MWh

Euro 20,73 x 64.000.000 MWh

= Euro 1.326.720.000

(Costo annuo energia post carbon)

Impieghi al 2050

(2050-2010) x 5.000.000.000 (Euro annui)

= 200.000.000.000

Risparmio

stimato

in bolletta

7.000.000.000 annuali

= 320.000.000.000

(dal 2010 al 2050 cumulati)

Saldo attivo

Risparmio economico al 2050

Impieghi al 2050

= [320.000.000.000 – 200.000.000.000]

= Euro 117.016.000.000*

In sintesi questo è il quadro generale dell’intensità occupazionale in CHIAVE DI LETTURA ‘’Nord Pas de Calais’’

Investimento 5% PIL annuo

Circa 8 nuovi posti di lavoro per milione di Euro riallocato (fossili)

Circa 16 nuovi posti di lavoro per milione di Euro riallocato (rinnovabili)

Con effetto moltiplicatore tra 25 e 35 nuovi posti per milione di Euro riallocato (rinnovabili)

Impatto costo energia in scenario BAU: 40%

Figura 4

Lo scenario di riferimento, sulla base di un PIL di partenza di circa 90 miliardi di euro al 2010, proietta l’ipotesi di una economia in crescita ad un ritmo costante dello 0,8% annuo. In questo caso è probabile che il PIL del Nord-Pas de Calais raggiunga i 122 miliardi euro nel 2050.

Tabella 310

 

2010/2011

2020

2030

2050

SCENARIO 1: DI RIFERIMENTO11

EVOLUZIONE

DEL PIL12

IN MILIARDI DI EURO

9013

9714

(54.089)

10515

(115.905)

12316

(255.000)17 (lavoratori in più)

SCENARIO 2: IMPATTO CRESCENTE DEI PREZZI DELL’ENERGIA18

EVOLUZIONE

DEL PIL

IN MILIARDI DI EURO

90

9519

10020

11221

(153.000)

VARIAZIONE OCCUPAZIONALENETTA

22

0

– 29.000

– 62.000

– 102.00023

SCENARIO 3: TERZA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE24

EVOLUZIONE

DEL PIL25

IN MILIARDI DI EURO

90

99

112

133

(420.000)26

VARIAZIONE

OCCUPAZONALE NETTA 27

0

+ 87.000

+ 109.000

+ 165.000

 

Il masterplan, in definitiva, dimostra come il solo intervento sul settore energetico28 si permette un trasferimento dei flussi finanziari ad altri settori più promettenti in termini di occupazione.

Secondo i metodi di calcolo tradizionale, il settore energetico tradizionale genera 8,5 posti di lavoro per milione di euro di PIL, mentre altri settori impiegano una media di 16,3 (tra 14,1 e 20,6) persone. In base a tale calcolo si stima, in termini assoluti, la possibile creazione di 7,8 posti29 di lavoro per ogni milione di euro riassegnati. Questi potrebbero gradualmente raggiungere 165.000  posti di lavoro nel 2050 (utile netto cumulato nel periodo)30.

Figura 5

DISTRIBUTION PROBABLE DES GAINS NETS D’EMPLOI PAR SECTEUR DANS LA RÈGION

PRINCIPAUX SECTEURS D’ACTIVITÈ

PART

BÀTIMENT

9%

AGRICULTURE ET INDUSTRIE MANUFACTURIÈRE

15%

SERVICES PUBLICS (Y COMPRIS L’EAU, LES ÈGOUTS ET L’ÉNERGIE

2%

COMMERCE DES GROS ED DE DÉTAIL

12%

TRANSPORT ET LOGISTIQUE

7%

HÒTELLERIE ET SERVICES D’HEBERGEMENT

3%

SERVICES PROFESSIONELS

11%

FINANCE ET AUTRES SERVICES

8%

EDUCATION ET ADMINISTRATION PUBLIQUE

34%

GAINS NETS D’EMPLOIS EN MOYENNE SUR LA PÉRIODE 2014 – 2050

100%

Al 2050 nello scenario tradizionale si creerebbero circa 7.727 (255.000/33) nuovi posti di lavoro con 33 miliardi in più riallocati (123 mld-90 mld). Se si suppone, in uno scenario T.R.I., che non subisce l’incremento del costo dell’energia ed in più la produce, un incremento dei posti di lavoro dello 0,25% in più per milione di euro riallocato, si comprendono nel dettaglio i numeri in tabella.

Il secondo scenario, infine, esamina l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia sull’economia regionale31. In questo caso, i calcoli indicano che il PIL crescerebbe, ma ad un livello inferiore rispetto allo scenario di riferimento, raggiungendo 112 miliardi di euro nel 2050 e generando una perdita di 29.000 posti di lavoro nel 2020, 62.000 nel 2030, 102.000 nel 2050. L’erosione dell’impiego si calcola facilmente sui dati appena enunciati: se infatti applichiamo dei dati occupazionali di 14,5 al 2020, 12,4 al 2030 e 10,2 al 2050 (=posti di lavoro per milione di euro perso a causa dell’aumento del costo dell’energia rispetto allo scenario di riferimento) basta eseguire una semplice moltiplicazione per spiegare i dati.

Figura 6