L’Economia Circolare crea lavoro! Gli inceneritori di Salvini no!

Il vice Premier Matteo Salvini si è lasciato andare recentemente a uno scivolone alquanto penoso sui cosiddetti Termovalorizzatori (in realtà

Vice Premier Matteeo Salvini

sono solo inceneritori, anche se l’impopolarità con le comunità locali di questo tipo di impianto suggerisce l’espediente semantico di cambiare loro il nome in Termovalorizzatori e perfino (adesso) hanno inventato la WTE (=Waste to Energy). Vorrebbe costruirne uno per ogni provincia in Campania.
Ma non la pensava così nel 2016 quando era impegnato con la Lega  nella campagna contro il termovalorizzatore in Umbria, e solidarizzò apertamente  con i consiglieri regionali che occupavano l’aula per protesta contro l’inceneritore programmato a Terni dallo sblocca Italia di Renzi. L’anno successivo avrebbe vinto le elezioni comunali in città, e naturalmente la musica sarebbe cambiata. Non si può che rimanere colpiti da tanta coerenza!

Purtroppo per Salvini, la sua idea che per terminare il ciclo dei consum sia necessario incenerire rifiuti, è una visione superata non solo dall’Unione Europea, ma anche da quell’Austria il cui governo è in teoria alleato della Lega, e perfino da mlti Stati di quella America che adesso è governata dal suo amico e sodale Donald Trump!

Ma aldilà degli aspetti ambientali e sanitari sui quali si sono ambiamente soffermati il Movimento Rifiuti Zero per l’Economia Circolare e l’ISDE (International Society of Doctors for the Envirnoment – Società Internazionale di Medici per l’Ambiente (per approfondire si veda questo link: http://unitiperlasalute.blogspot.com/2016/01/inceneritori-ed-inquinamento-ambientale.html ), quello che va sottolineato principalmente è che gli inceneritori tradiscono una idea vecchia e non moderna di società, quella di Salvini, fatta di esclusione sociale, fonti fossili (Salvini vuole TAP) infrastrutture per smaltire rifiuti.

Patrizia Gentilini, oncologa e ematologa dell’ISDE

Noi invece poreconizziamo una società in cui il ciclo dei consumi non si chiude con i rifiuti una società che crea soprattutto ricchezza distribuita, occupazione e opportunità per la piccola e media impresa. Infatti con un articolo intitolato “Zero Waste creates many JOBS!”  JOAN MARC SIMON, ci spiega che uno pei principali punti di forza della strategia Rifiuti Zero consiste nell’altissima sua intensità occupazionale che crea ricchezza, posti di lavoro e mercato sul territorio locale. Ad esempio, come si vede dalla tabella qui sotto, per 10.000 tonnellate di rifiuti l’anno smaltiti (TPY= Tons Per Year) con incenerimento e discariche si crea un posto di lavoro, con il riciclo del vetro se ne creano 26, con il riuso della dei mobili se ne creano 62, e con il riuso di apparati elettronici (TV, Smartphones, computers etc) se ne creano 296. E sempre, si badi bene,  sempre per lo stesso quantitativo di TPY! 

One of the strongest points in favour of Zero Waste is the social impact not only on education but also on job creation.
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In the EU we are approaching the sad figure of 24 million unemployed; in countries such as Spain almost one out of every four is jobless and this figures doubles if we look at youth unemployment. At the same time 86 million tons of waste are being sent to disposal in the EU!

The opportunities we are trashing with the current waste policies are just mind-blowing; especially when you think that half of these 86 million tons of household waste are recyclable and the other half represent a mistake of industrial design that needs to be fixed. In both cases there is a huge job opportunity; jobs in waste collection, jobs in reuse centres, jobs in repair shops, jobs in recycling, jobs in composting, jobs in designing better products, jobs in producing high quality products with recycled materials… all of these are jobs that cannot be delocalised and that we are destroying with every tone we send to landfills or incinerators.

According to a study by the European Commission 400.000 jobs can be created in Europe only if we implement the current EU waste policies. Environment Commissioner Janez Poto?nik said: “We need to see waste as a resource – and to bury that resource in the ground is worse than short-sighted. This report shows that waste management and recycling can make a big contribution to economic growth and job creation. And let’s not forget that recycled materials are cheaper than virgin ones – and that they reduce greenhouse gas emissions and our dependence on imports.”

The E. Commission explains how the underlying problem is that too many prices do not reflect the true disposal of goods and that many member states still lack adequate infrastructure. However, one thing the E. Commission always tends to ignore is that waste-to-energy incinerators –currently burning 20% of European household waste- also destroy not only resources but also employment. A study from

Greenpeace proved how recycling generates 39 times more jobs than incineration.

 

But experience shows how those towns/regions implementing Zero Waste, are being able to create a lot more jobs than those claimed by the study of the European Commission. This is because the study considers only implementation of current legislation which for instance has targets of 50% recycling for 2020. The Zero Waste municipalities work well above 70% recycling and since they have extensive policies in repairing, reusing, consumption of sustainable proximity products, etc they are managing to create a lot more jobs than the current traditional waste management strategies.

The economic crisis in Europe is setting new priorities for our societies and job creation and sustainable resource management can only be at the core of it. This is exactly what Zero Waste is about; reduce the size of your waste bin, maximise separate collection and recycling, redesign the economy, build resilient social and material systems and channel the public investment into building natural and social capital and not into landfills and incinerators.

Ecco perchè l’Unione Europea il 4 luglio 2018 ha approvato le direttive del “pacchetto economia circolare” http://ec.europa.eu/environment/circular-economy/index_en.htm mentra la BEI, Banca Europea per gli Investimenti), ha già speso un budget di 2 miliardi e 100 milioni negli ultimi sei anni e si prepara a spèenderne il triplo nei prossimi sei (http://www.eib.org/en/infocentre/publications/all/the-eib-in-the-circular-economy.htm?f=search&media=search), le cuii linee guida si trovano in questo documento:

http://www.eib.org/attachments/thematic/circular_economy_guide_en.pdf

Dopo queste argomentazioni, sulla questione Rifiuti, chiunque sostenga ancora la necessità di termovalorizzatori è solo un troglodita (etimologicamente e figurativamente.