La pagliuzza delle rinnovabili e la trave dell’energia fossile: cronaca di una mistificazione.

Con il decreto Romani del governo Berlusconi si compì nel 2011 un crimine contro le rinnovabili e contro l’Europa che ci imponeva di incentivarle in ogni modo. Il Ministro berlusconiano di strettissima osservanza invece serviva un’altra causa, quella del nucleare (che srabbe stato definitivamente cassato dal popolo nel giugno seguente. MA le rinnovabuili avevano una colpa precisa agli occhi dei servi sciocchi del governo: essendo a costo marginale zero (il sole non manda bollette ci ricorda sempre Rifkin) stavano diventando non solo ecologicmente ma anche economicamente più convenienti. Come la matrigna di cenerentola invidiosa per la sua bellezza, i fautori del fossile e del nucleare si scatenarono in una guerra insensata contro il sistema di incentivi messo a punto dal Minstro Alfonso Pecoraro Scanio nel 2006 e distrussero per sempre la nascente green economy italiana, azzerando la speranza per una intera generazione di giovani rimessi nella sgradevole condizione di “bamboccioni” (cit- Padoa Schioppa) senza lavoro, senza pensione, senza arte nè parte, senza uno scopo nella vita. Una volta che il nucleare viene sconfitto dal referendum popolare, l’elite dominate non prende atto che è stata sconfitta e decide di vendere cara la pelle (a vantaggio dei poteri fossili) e si inventano di tutto, decreti spalma incentivi, Decreti Sblocca Italia etc) per far giadagnare ancora qualche anno ai poteri fossili e ritardare ancora l’inevitabile insorgere dell’era solare del Commons collaborativo e della nuova economia collaborativa digitale ad alta intensità di lavoro e bassa intensità di capitali di cui Rifkin parla da 30 anni. Una notevole azione di fiancheggiamento di questa strategia viene svolta da istituti privati pseudo indipendenti che vengono spesso consultati come “esperti” dai media mainstream e che sono sempre molto solerti nell’attirare l’attenzione dell’opinione pubblica contro la pagliuzza degli incentivi alle rinnovabili, e altrettanto solerti nel sorvolare sulla trave dei ben più consistenti incentivi alle energie fossili e fissili. Quella che segue è la cronistoria di uno di questi squallidi tentativi.

Angelo Parisi

Una analisi di Angelo Parisi
Fa sempre impressione constatare che alle soglie del 2018 ci siano ancora dei “trogloditi del petrolitico” che vengono invitati in TV a diffondere falsità.

L’ultima occasione si è avuta con il TG3 delle ore 19.00 del 30 dicembre scorso quando è stato invitato il presidente di Nomisma Energia Prof. Tabarelli per commentare gli aumenti delle bollette di gas ed elettricità.

Appena gli danno la parola comincia l’arrampicata sugli specchi e il doppiopesismo tipico dei “trogloditi del petrolitico”. Infatti mentre l’aumento del gas viene definito come “molto semplice” e non allarmante perché in fondo “siamo al di sotto del picco che ci fu nel 2014”, le cose cambiano per l’energia elettrica per la quale le cose si complicano e diventano allarmanti perché siamo ad un record storico che, secondo il nostro illustre professore, è dovuto principalmente alla “rivoluzione verde con le rinnovabili intermittenti”.

Insomma, il caro bolletta è ancora una volta colpa di eolico e fotovoltaico che essendo intermittenti creano problemi che bisogna gestire e che comportano dei costi.

Naturalmente non viene detto quale sarebbe questo “problema che bisogna gestire”, ci si limita a gettarlo in campo così tanto per dire qualcosa e non dare la colpa ai veri responsabili.

Quello che stupisce è che il presidente di Nomisma Energia non abbia detto nulla di ciò che è scritto nel comunicato stampa dell’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) risultante dalla riforma della precedente “Autorità per l’Energia” che informa sulle vere ragioni degli aumenti delle tariffe elettriche e del gas.

Se lo avesse fatto, infatti, saprebbe che gli aumenti delle tariffe elettriche sono dovuti principalmente a 3 fattori:

  1. l’aumento del prezzo della materia prima dovuto al fatto che le centrali elettronucleari francesi non stanno producendo come qualche mese fa e agli aumenti del prezzo del gas, almeno che non bisogna pensare che quel “normale” aumento del prezzo del gas non si traduca in un aumento del prezzo dell’energia elettrica prodotta con lo stesso gas. Infatti il gas, a differenza del sole e del vento, bisogna acquistarlo;
  2. la modifica delle tariffe elettriche che, seppur non ancora del tutto attuata, comporta un aumento del prezzo dell’energia elettrica per le fasce di consumo medio- basso, le stesse fasce per cui l’AEEGSI calcola il “prezzo di riferimento” riportato nel comunicato stampa;
  3. L’aumento degli oneri con cui vengono agevolate le aziende “energivore”.

A tutto ciò bisogna sommare la struttura del mercato elettrico italiano che non permette agli operatori di offrire energia elettrica a prezzi negativi a differenza di quanto avviene ormai con regolarità in quelli tedesco e francese. Mi auguro che il Prof. Tabarelli sappia, ad esempio, che durante l’anno appena trascorso in Germania il prezzo dell’energia elettrica è stato negativo per oltre 100 giorni.

Infatti in Germania i gestori delle tanto osannate centrali elettriche non intermittenti, principalmente quelle a carbone e nucleari che, essendo poco “flessibili”, mal si adattano alle fluttuazioni della domanda e quindi nelle giornate in cui l’offerta da rinnovabili è elevata, per mantenere accese le loro centrali pagano perché qualcuno acquisti l’energia elettrica prodotta. Offrire energia elettrica a prezzi negativi non fa altro che abbassare il prezzo medio della componente materia prima che è il principale motivo per cui da noi l’energia elettrica costa di più1.

In Italia, al contrario, oltre a non consentire agli operatori del mercato elettrico di offrire energia a prezzo negativo, si impone l’acquisto prioritario dell’energia elettrica dalle cosiddette centrali “essenziali” per la sicurezza della rete elettrica, per lo più centrali a carbone, a gasolio od olio combustibile, a discapito anche delle centrali eoliche o fotovoltaiche che, per logica, dovrebbero sempre avere priorità di dispacciamento per evitare di bruciare combustibili fossili ed inquinanti quando è disponibile il sole ed il vento.

L’aumento del prezzo di riferimento rispetto al quarto trimestre 2016 sarà di 1,037 centesimi di Euro per kWh.

Inesorabile, Nomismatico Tabarelli

costi per l’approvvigionamento dell’energia passano da 7,68 centesimi di Euro per kWh a 8,35 centesimi di Euro per kWh, con un aumento di 0,67 centesimi di Euro. Quindi il 65% dell’aumento è da addebitare all’aumento del prezzo dell’energia elettrica nei mercati dovuto alle ragioni già dette.

A seguire ci sono gli aumenti degli oneri di sistema che passano da 3,71 a 4,05 centesimi di Euro per kWh, con un aumento di 0,34 centesimi di Euro, quasi il 34% dell’aumento.

Andando ad analizzare le varie voci che compongono gli oneri di sistema, si scopre che l’unica voce che aumenta è la ex “Componente Ae” che passa da 0,25 a 0,59 centesimi di Euro per kWh. Questa componente serve a garantire alle aziende a forte consumo di energia elettrica, cosiddette “energivore”, uno sconto sul prezzo di acquisto dell’energia elettrica che complessivamente vale circa 1,5 miliardi di Euro.

Questo vuol dire che, differentemente da quando affermato dal Prof. Tabarelli, il “peso delle rinnovabili” in bolletta non è aumentato di un solo centesimo, anzi le rinnovabili hanno contribuito a far diminuire il costo complessivo dell’energia secondo quel fenomeno che i tecnici chiamano “merit order effect”, ossia la copertura del prezzo di picco dell’energia attraverso le rinnovabili (principalmente il fotovoltaico) più produttive proprio nelle ore di maggiore richiesta.

Coprire la domanda nei momenti di picco attraverso le rinnovabili che sono a costo marginale zero (come afferma Rifkin nell’omonimo libro in cui sottolinea che il sole, il vento, a differenza dei carburanti fossili, sono gratis), dovrebbe determinare, secondo logica, una diminuzione, e non un aumento del prezzo complessivo dell’energia elettrica. Specialmente considerando che il fotovoltaico può ormai contare su una potenza installata di 18.000

Quindi la domanda che sorge spontanea è: come può il Prof. Tabarelli attribuire alle rinnovabili la responsabilità dell’aumento della tariffa elettrica?

Forse non ha letto il comunicato stampa? O lo ha letto e non lo ha capito? O, molto più probabilmente, cerca di sviare l’attenzione dalle vere ragioni degli aumenti, fonti fossili e sconti alle aziende energivore, per puntare come al solito il dito contro le energie rinnovabili.

Poi il Prof. Tabarelli dice che è stato un errore per l’Italia abbandonare il nucleare.

Già, perché il nucleare è economico e sicuro. Tanto economico che il governo britannico ha approvato la costruzione di una nuova centrale nucleare ad Hinkley Point garantendo ai gestori un prezzo di acquisto dell’energia prodotta di 92,5 Sterline a MWh per i prossimi 35 anni, più del doppio dei prezzi medi di mercato2.

Tanto economico che il costo di costruzione del famoso reattore nucleare di terza generazione, quello che avremmo dovuto costruire in Italia, è più che triplicato passando da 3 a 11 miliardi di Euro con un ritardo nella realizzazione di oltre 5 anni3.

Riguardo le centrali a carbone che, secondo il professore, non dovremmo chiudere prima lo faccia la Germania, bisogna fargli sapere ciò che avviene nel mondo: a marzo del 2016 la Scozia ha chiuso la sua ultima centrale a carbone e il Regno Unito ha annunciato la chiusura di tutte le centrali a carbone entro il 20254. La Cina, la manifattura del mondo, ha deciso di non realizzare oltre 100 centrali a carbone programmate, di cui 47 già in corso di costruzione, e di realizzare centrali eoliche5. L’India ha deciso di non costruire 14 GW di centrali a carbone già programmate preferendo il fotovoltaico6.

Inoltre più della metà delle centrali a carbone, a differenza di quanto sostiene l’esimio Professore, sono in perdita economica e secondo uno studio riportato dal Financial Times, chiuderle entro i prossimi 10 anni ci permetterà di evitare 22 miliardi di Euro di perdite. Lo stesso studio afferma che a breve anche in Europa sarà più conveniente costruire nuovi impianti eolici o fotovoltaici onshore piuttosto che continuare a gestire le centrali a carbone esistenti7.

E tutto questo senza tenere in conto i danni ambientali e sanitari incalcolabili prodotti dalla combustione dei fossili su territori vocazionalmente orientati sull’agricoltura di qualità, il turismo esperienziale, l’enogastronomia di livello, la cultura e l’archeologia (come ampiamente documentato dal film “Vento di Soave” (https://www.youtube.com/watch?v=FFIhUovMNik&t=14s)

In realtà riguardo alle “costose” fonti rinnovabili intermittenti bisogna informare il Professore che secondo il rapporto “Variable Renewables Integration in Electricity Systems – How to get it right” presentato dal World Energy Council (WEC) il 20 settembre 2016, nel primo semestre 2016 i prezzi delle aste per impianti fotovoltaici sono stati pari a 30 Dollari a MWh negli Emirati Arabi Uniti, 35 Dollari a MWh in Messico e 48-55 Dollari a MWh in Perù e Sud Africa, mentre quelli per l’eolico sono stati pari a 28 Dollari a MWh in Marocco, 38 Dollari a MWh in Perù e in un range tra i 40 e i 55 Dollari a MWh in Egitto, Messico, Sud Africa e Brasile. Prezzi che sono ulteriormente scesi in seguito alla pubblicazione dello studio arrivando a 32 Dollari a MWh in Messico e a 40 Dollari a MWh in Cile per l’eolico, mentre per il fotovoltaico negli Emirati Arabi e in Messico le migliori offerte sono scese a circa 25 Dollari a MWh e in Cile a 30 Dollari a MWh8.

Prezzi confrontabili, quando non inferiori, con quelli delle fonti tradizionali, ma senza costi indiretti e impatti ambientali e sanitari.

Oltretutto una delle centrali fotovoltaiche che saranno costruite in Perù, sarà realizzata da Enel Green Power che si è aggiudicata l’asta con un’offerta di 48 Dollari a MWh.

Vede, caro Professore, le consiglio vivamente di uscire dalla caverna in cui si ostina a vivere isolato dal mondo esterno per catapultarsi nel 2018. Scoprirà che molte delle cose che pensa di sapere sono ormai superate dai fatti.

1 www.nytimes.com/2017/12/25/business/energy-environment/germany-electricity-negative-prices.html

2 www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/hinkley-point-nucleare-regno-unito

3 http://www.repubblica.it/economia/finanza/2015/09/03/news/edf_un_altro_rinvio_per_la_centrale_nucleare_in_normandia-122121670/

4 http://www.rinnovabili.it/energia/scozia-carbone-333/

5 www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/cina-chiude-104-centrali-carbone-investe

6 www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/india-abbandona-carbone-per-solare

7 www.agi.it/blog-italia/energia-e-sostenibilta/centrali_carbone_perdite-3220176/post/2017-12-09/

8 http://orizzontenergia.it/news.php?id_news=6057