ILVA-Taranto: non è ancora finita. Adesso interviene l’UE contro l’immunità penale.

Ilva, immunità ai gestori: arriva lâ??altolà dellâ??Ue

L’esenzione penale per lìi nuovi proprietari dell’ILVA non è confirme alle normative europee. Lo rivela un documento inviato dalla Commissione Europea alla Regione Puglia che aveva richiesto un parere sulla questione.  La Gazzetta del Mezzogiorno se ne occupa in un articolo dal titolo:

Ilva, immunità ai gestori: arriva l’altolà dell’Ue

«Arcelor Mittal InvestCo è comunque responsabile del rispetto dell’Aia»

L’articolo spiega che  «L’operatore rimane l’unico responsabile di eventuali danni causati a terzi o all’ambiente a seguito dell’utilizzo dell’impianto» e, comunque, «Am InvestCo Italy Srl rimarrà responsabile per il rispetto dei requisiti dichiarati nell’Autorizzazione integrata ambientale». Porta la firma di Veronica Manfredi, direttore del settore Qualità della vita (Aria, acqua ed emissioni industriali) della Commissione europea la lettera proveniente da Bruxelles che risponde ad alcune domande poste dalla Regione Puglia sulla cessione dell’Ilva ad Arcelor Mittal e getta un’ombra sulla controversa immunità penale introdotta dal governo Renzi nel 2015 e confermata da tutti gli esecutivi che si sono succeduti. L’esimente, pensata per i commissari straordinari chiamati a gestire l’azienda ma poi trasferita anche ai nuovi acquirenti, prevede che «le condotte poste in essere in attuazione del piano ambientale non possono dare luogo a responsabilità penale o amministrativa». In soldoni, fino a quando non viene completato il piano ambientale – ovvero fino al 2023 – non si possono fare contestazioni, sempre che naturalmente al fatto accertato – come lo sversamento di polveri sul rione Tamburi – corrisponda una specifica misura in corso di attuazione o da attuare (la copertura dei parchi minerali, stando allo stesso esempio).

L’articolo continua  spiegando anche che “dopo aver inutilmente chiesto l’accesso a tutti gli atti della cessione dell’Ilva ad ArcelorMittal, attraverso la controllata Am InvestCo, l’ingegner Barbara Valenzano, dirigente della Regione, lo scorso 10 settembre ha scritto alla Commissione europea lamentando tutta una serie di violazioni nella procedura e paventando rischi per la salute degli operai e dei tarantini. Secondo la Valenzano, «il piano ambientale manca completamente di proposte operative e di prestazioni che siano in grado di affrontare le criticità dello stabilimento in termini di impatto ambientale, sicurezza e salubrità» e, soprattutto, «l’acciaieria Ilva di Taranto è ufficialmente autorizzata dallo Stato Italiano, grazie a 12 decreti legge, per continuare la sua produzione, ma gli attuali commissari-direttori che governano l’acciaieria e i futuri affittuari o proprietari sono esonerati da ogni responsabilità civile e penale derivante dall’inquinamento ambientale e minacce alla salute umana prodotte dall’acciaieria». Una visione, quest’ultima, non condivisa dal direttore Manfredi che ritiene invece, carte alla mano, ben individuabili in caso di violazione – e dunque senza immunità di sorta – le responsabilità del gestore dell’Ilva.

Dalla Manfredi arrivano poi altre notizie importanti sempre sul dossier Ilva. «Per quanto riguarda la procedura di infrazione per il superamento dei valori limite di pm10 si ricorda che la Commissione – si legge nella lettera – ha deciso, nel maggio 2018, di deferire l’Italia alla Corte di Giustizia Europea». La Commissione euoropea, inoltre, continua a lavorare ad una ulteriore procedura di infrazione «per far fronte alle numerose violazioni della direttiva UE sulle emissioni industriali in relazione all’impianto siderurgico Ilva. La Commissione ritiene che le due procedure di infrazione siano della massima importanza e sta lavorando per trovare le migliori soluzioni possibili per garantire la protezione della salute e dell’ambiente nella città colpita».

È terminato ieri, intanto, dopo ben sette udienze, l’esame dell’ing. Valenzano, nella veste di custode giudiziario dell’Ilva, nel processo «Ambiente Svenduto». Il tecnico ha ripercorso l’attività svolta dal luglio del 2012 – quando gli impianti furono sequestrati – sino agli ultimi mesi, attività condensate in relazioni depositate all’attività giudiziaria e al centro di un fitto fuoco di sbarramento da parte del collegio difensivo che oggi comincerà il controesame” conclude infine l’articolo che può essere letto a questo link nella sua interezza.

https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/1072118/ilva-immunita-ai-gestori-arriva-laltola-dellue.html?fbclid=IwAR13eQ-iJ87dHSNGjJH0KaxtQkaucPKmmmc2ZczvjNt8rzDA5EyWOdp0VBI

Sulla questione si sono espressi anche i Verdi Pugliesi con un comunicato stampa che potete leggere qui sotto.

ILVA:L’EUROPA BOCCIA L’IMMUNITÀ PENALE, ORA GOVERNO CI ASCOLTI E RITIRI LA NORMA

L’Europa boccia l’immunità penale sull’Ilva, infatti da Bruxelles Veronica Manfredi, direttore del settore Qualità della della Commissione Europea conferma quello che noi Verdi diciamo da anni: Am InvestCo Italy Srl rimarrà responsabile per il rispetto dei requisiti dichiarati nell’Autorizzazione integrata ambientale. Questo è un vero “de profundis” sull’immunità penale introdotta dal governo Renzi nel 2015 e confermata da tutti gli esecutivi che si sono succeduti e quindi anche da Di Maio e dall’attuale maggioranza giallo-nera.” Scrive in una nota il Verde Angelo Bonelli, che spiega:

“Nella lettera della Commissione Europea si precisa che anche nel caso dell’Ilva, come succede in tutte le altre industrie, l’operatore rimane l’unico responsabile di eventuali danni causati a 

terzi o all’ambiente a seguito dell’utilizzo dell’impianto. E’ la risposta che aspettavamo alle nostre numerose sollecitazioni, culminate con la lettera inviata al premier Conte e i membri del Governo responsabili per chiedere che la norma sull’immunità penale venisse immediatamente cancellata, come promesso più volte da Di Maio in campagna elettorale che sulla cancellazione dell’immunità ha fatto il pieno di voti a Taranto e poi non ha mantenuto le promesse. La cosa grave è neanche il Ministro Il ministro dell’Ambiente Costa si è degnato di rispondere alle nostre lettere voltando lo sguardo da un’altra parte sapendo che l’immunità penale porta alla violazione delle leggi ambientali e sanitarie.”

“Ora il governo non può essere più reticente, deve eliminare immediatamente l’immunità penale per i proprietari e i commissari dell’Ilva che è una vera e propria licenza di inquinare l’ambiente e far ammalare lavoratori e cittadine e cittadini di Taranto.” Conclude Bonelli