Un aperitivo Agro-ecologico con Ignazio e Valentina ad Alcamo per sostenere le buone pratiche agricole.

E’ stato organizzato un incontro tra amici e sostenitori della biosfera , buon cibo e tanti racconti, dalla Tasmania alla Sicilia , tutti con madre terra protagonista… Abbiamo condiviso buonissimi assaggi dei prodotti tipici locali e abbiamo bevuto del vino locale rosso eccellente tutto a Km zero,

di Antonio Cascio  …ora vi racconto l’incontro in Permacultura del  04/02/17 ad ALCAMO

Salve caro lettore, avrei potuto dare un altro titolo a questo articolo in cui proverò a descrivere ciò che è avvenuto ieri. Avrei potuto parlare di un workshop, di una conferenza e pomposamente enunciare che i protagonisti sono stati una Deputata della Regione Sicilia,
ed un dottore in Agronomia. 

Ma ieri abbiamo parlato di Agroecologia abbiamo parlato di persone, di un futuro sostenibile, ed è stato un incontro fra individui che credono e danno l’ esempio quotidiano di ciò che enunciano. Eravamo ospiti del Cafè Nannini, il cui proprietario Vincenzo, insieme al sottoscritto e tanti altri è stato protagonista della piantumazione di centinaia di alberi sul Monte Bonifato, dopo un criminale rogo che ne devastò il bosco.

I relatori erano l’ Onorevole Valentina Palmeri, da sempre impegnata nella promozione e
salvaguardia dell’ ambiente, non solo a parole, ma con lo splendido esempio di vita familiare dell’ azienda agricola del marito Nino Campisi, nella quale con un lavoro

e gregrio e paziente sono riusciti a salvaguardare e riscoprire specie di grani antichi e agrumi autoctoni che rischiavano l’estinzione nel territorio.

L’ altro relatore, non ché attore principale dell’ incontro è stato lui: Ignazio Schettini, presidente di Permalab Pugliese di Bari,
Laureato in agronomia presso l’ università di Bari, ha poi girato il mondo sconfessando molto di ciò che aveva appreso per tornare a casa sua e insegnare agli altri il rispetto per la Terra.

La folla degli ascoltatori era piuttosto eterogenea, ma tutti eravamo accomunati dalla voglia d’ ascoltare e dal desiderio consapevole di volere imparare, cambiare e condividere.

Abbiamo parlato di come i sistemi di coltivazione aggressivi e intensivi spesso erodono il terreno contribuiscono alla desertificazione. Abbiamo sottolineato, dati alla mano, come il ricorso ai prodotti chimici e fitosanitari in agricoltura dà delle ottime rese iniziali i primi anni, ma poi di fatto impoverisce e sterilizza il terreno stesso

Bisognerebbe ricreare un sistema agroforestale nel quale i frutteti diano la frescura adeguata al terreno per consentire la sopravvivenza della microflora e microfauna
necessaria ad una agricoltura spontanea e naturale. Poi pian piano si dovrebbero introdurre animali di piccola taglia (Pollane), fino a giungere a qualche ovino o bovino.
Tutto ciò consentirebbe, nel tempo, all’agro-ecologista   di provvedere alla sua indipendenza alimentare e quindi economica e sociale.
Naturalmente questo è uno stile di vita che comporta la rinuncia al superfluo e a tanti bisogni indotti dai Mass Media e dalla società consumista. Non è una scelta facile e nemmeno obbligatoria per il momento, ma probabilmente lo sarà in futuro. I cambiamenti climatici, la sempre più altra insorgenza di malattie neoplastiche è dovuta soprattutto a come coltiviamo e a cosa mangiamo. I cieli grigi di cui ci lamentiamo e l’ aria tossica che respiriamo un pò dappertutto non è solo una conseguenza, ma è anche una scelta di come viviamo … ora Agroecologia