NO CAP la prima rete internazionale contro il caporalato viene presentata alla Camera martedì 6 giugno

Il Caporalato non è un incidente di percorso del modello economico fossile, ma è uno degli obiettivi strategici di tale modello. La compressione dei diritti dei lavoratori, che alle estreme conseguenze diventa schiavismo (= caporalato) è funzionale ad un modello economico basato sullo sfruttamento delle fonti energetiche fossili ad altissima intensità di capitali e a bassissima intensità di lavoro. Un modello in cui il lavoro dell’uomo non ha più nessuna importanza perché viene gradualmente sostituito dalla macchina (dai motori a vapore della prima rivoluzione industriale, alla rivoluzione digitale odierna che distrugge lavoro nelle fabbriche e nei servizi). Bisogna battere la logica di quello che il grande filosofo Zygmunt Bauman recentemente scomparso, definiva “capitalismo parassitario” ovvero, un modello economico dominato da parassiti che prosperano a detrimento di altri organismi di cui si nutrono ma solo finchè il corpo parassitato è in grado di reggere. Oggi siamo arrivati a quel punto di rottura, in cui l’organismo “ospite” (il lavoro) sfruttato dal capitalismo finanziario, è arrivato al punto di rottura, e con esso entra in crisi anche il modello da cui il “parassita” traeva le condizioni della sua prosperità e addirittura della sua sopravvivenza.

Bauman spiega che questo moderno schiavismo, fatto di carte di credito, mutui, “eternizzazione del debito”, compressione dei diritti e distruzione di lavoro e dignità, è ormai arrivato ai limiti della sua efficienza e sopravvivenza.

In questa logica del profitto estremo, il lavoro viene visto solo come un costo aggiuntivo e nulla più senza nessun riguardo per lo sviluppo della persona, e, come ci ricorda Rifkin ne “La fine del lavoro” e recentemente anche in “La Società a costo marginale zero”, viene creato solo se diventa funzionale alla produzione di capitale finanziario mentre si perde totalmente di vista la sua dimensione di creazione di capitale sociale e di valore per l’essere umano. Noi ci ribelliamo a questa logica, e prendiamo le mosse dalla sacrosanta lotta contro il caporalato per abbattere tutti i muri costruiti intorno alla dignità, ai diritti ne alla creatività dell’essere umano dalle politiche fossili della seconda rivoluzione industriale. Per questo nasce la rete NO CAP. Di seguito il comunicato stampa che illustra l’evento introduttivo di martedì 6 giugno alla Camera dei deputati.

 

 

 

Roma, 1 giugno – Martedì prossimo, 6 giugno, alle 11.30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati (Ingresso in Via della Missione, 4), il MoVimento 5 Stelle e l’associazione ‘No Cap’ presenteranno in Italia la rete internazionale anti caporalato volta a promuovere un nuovo modello economico ed occupazionale, libero dallo schiavismo e dal sovra sfruttamento delle risorse ambientali e Paesaggistiche.

Interverranno:

Massimiliano Bernini, deputato del M5S in Commissione Agricoltura
Yvan Sagnet, presidente dell’associazione ‘No Cap’
Angelo Consoli, Direzione strategica ‘No Cap’

Per accrediti contattare l’ufficio stampa della Camera alla seguente email: sg_ufficiostampa@camera.it

Si ricorda che per gli uomini obbligatoria è la giacca e che le apparecchiature audio e video vanno dichiarate insieme con i propri dati anagrafici contestualmente alla richiesta di accredito

http://www.movimento5stelle.it/parlamento/2017/06/invito-stampa—m5s-e-no-cap-presentano-rete-internazionale-anti-caporalato.html