L’AIA E IL GIARDINO. Mostri e veleni del giardino accanto e la sindrome NIMBY usata come una clava contro i cittadini.

Ospitiamo volentieri un contributo del professor Erasmo Venosi, fisico tarantino sempre attento ai problemi  ambientali creati dalle violazioni delle leggi della termodinamica da parte del modello energetico fossile, che ci denuncia il paradosso di un Ministro dell’Ambiente che con una mano concede una AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) scellerata alla centrale a carbone di Cerano-Brindisi, e con l’altra partecipa a una ridicola conferenza organizzata dal NIMBY (Not in My Back Yard) Forum.

L’AIA E IL GIARDINO
Mostri e veleni del giardino accanto e la sindrome di NIMBY usata come una clava contro i cittadini.
di Erasmo Venosi

il prof. Erasmo Venosi


Una serie di studi epidemiologici allarmanti e il decreto di proroga al 2026 dell’ AIA (autorizzazione integrata ambientale) firmato per la centrale a carbone più inquinante d’Italia e il 18mo più inquinante impianto sugli oltre 600 d’Europa: ecco due temi che dovrebbero essere sul tavolo della discussione al Forum sulla cosiddetta sindrome Nimby, che si terrà a Roma il prossimo 21 novembre.
Lo studio “ Secondary particulate matter originating from industrial source and its impact on population health realizzato da ricercatori del CNR che rivela gli effetti del particolato sulla salute della popolazione, prende in esame la sorgente della centrale termoelettrica a carbone di Brindisi con una potenza termica pari a 6560 Mw termici (6,56 milioni di Kw termici per un totale di circa 16 Gwh). In altre parole del consumo medio di carbone, intorno a 5 milioni di tonnellate all’anno, (che comporta il vomitare in atmosfera di circa 80 miliardi di metri cubi di fumi all’anno) intorno al 70% viene sprecata solo il 30% circa diventa energia elettrica, per non parlare delle perdite di rete causate dalla trasmissione ad alto voltaggio, per una efficienza complessiva del sistema di all’incirca il 20%, quindi una efficienza ridicola e di gran lunga inferiore a qualunque sistema basato su energia solare. E senza contare che la centrale usa anche gasolio e olio a basso contenuto di zolfo nella fase di avviamento.

Cerano-Brindisi. L’ecomostro visto dal mare.

L’area di riferimento è rappresentata da 120 comuni delle province di Brindisi, Lecce e Taranto. Un secondo studio, riguarda le malformazioni congenite nella città di Brindisi, realizzato da ricercatori del CNR ,dall’Asl di Brindisi, dal titolo “ Congenital anomalies among live births in a polpute area. A ten years retrospective study”, è un studio di coorte residenziale su Brindisi, per la valutazione degli effetti delle esposizioni ambientali e occupazionali coordinato dal Prof. Forastiere. Poi ci sono il Rapporto di “Valutazione speditiva del danno sanitario nell’area di Brindisi “ effettuato in applicazione della Legge della Regione Puglia (21/2012) per valutare il danno sanitario in aree ad elevato rischio di crisi ambientale dove sono ubicati impianti industriali, valutazione condotta da Arpa Puglia , Asl di Brindisi e AReS ( Agenzia Regionale Sanitaria) Puglia, e il Report su “Ambiente e Salute in Provincia di Lecce” predisposto dalla Asl di Lecce e pubblicato a febbraio 2016. Infine ci sono la Relazione di AReS Puglia, in Commissione Ambiente del Senato del settembre 2016, e il progetto Jonico-Salentino, che ha la finalità di verificare l’impatto sanitario delle emissioni di Brindisi e Taranto sui cittadini dell’area jonico-salentina. Tale lunga elencazione serve a dare l’idea di quanto sia incredibile la mancata effettuazione della VIS (Valutazione d’Impatto Sanitario) da parte del Ministero dell’Ambiente, VIS tra l’altro prevista dal Testo Unico sull’Ambiente per centrali con potenza superiore a 300 MW e dunque obbligatoria nel riesame dell’AIA (Autorizazione Integrata Ambientale) alla centrale di Cerano-Brindisi, da effettuare, in conformità alle “Linee Guida”, predisposte dall’Istituto Superiore di Sanità anche se riferite al procedimento di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) prevista dalle normative europee a cui la centrale a carbone di Cerano non è mai stata sottoposta. VIS peraltro richiesta dal ministero della salute e dal Comune di Brindisi a luglio 2016 e mai effettuata con la motivazione surreale da parte della Direzione Generale del Ministero dell’Ambiente che l’AIA è una un’autorizzazione esclusivamente ambientale dove gli aspetti sanitari sono marginali. Sarebbe sufficiente leggersi bene la direttiva IED (Direttiva Europea sulle Emissioni Industriali, del 2015), e le norme italiane. Il tema della salute è centrale in questa Direttiva, essendo presente in ben quattro consideranda e quattro articoli della Direttiva medesima. Altrettanto fanno tre articoli del Codice Ambiente. Infine dottrina e giurisprudenza evidenziano la centralità della questione salute, in ambito di procedimento di AIA. Tutto questo non è stato sufficiente a persuadere il Ministro dell’ambiente, che in data 3 luglio scorso ha firmato il la riautorizzazione dell’AIA per la centrale di Cerano con validità fino al 2026. Intanto dieci giorni fa, la Capitaneria di Brindisi ha sequestrato l’impianto di raccolta delle acque di dilavamento e meteoriche della centrale, da cui venivano scaricate in mare acque di colore scuro. Per questo episocio i responsabili dell’impianto termoelettrico Enel Produzione sono stati denunciati alla magistratura. Secondo la Capitaneria di porto, lo sversamento, “considerata la notevole estensione della chiazza, potrebbe aver causato grave danno all’ambiente marino interessato“. Interessante osservare, che tale danno non si sarebbe mai dovuto produrre se le autorizzazioni allo scarico incorporate nell’AIA ( ai sensi del titolo I parte quinta Testo Unico ambientale). appena rinnovata, fossero state rigorose e non lacunose come questo episodio rivela. Lo stesso Ministro partecipa in tutta tranquillità e con grave sprezzo del ridicolo, al convegno organizzato al Senato dal “Nimby Forum” sulla “ Sindrome Nimby e post verità” il 21 novembre, convegno che gode del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri oltre che del medesimo Ministero dell’Ambiente. Questo è il paese dove le questioni ambientali, e quindi il diritto alla salute, diventano una variabile subordinata agli interessi degli inquinatori e burocrazie e direzioni politiche ministeriali asservite alle lobby preferiscono che rappresentano gli interessi degli inquinatori piuttosto che i diritti alla salute e all’ambiente dei cittadini. Si sono distinti come sostenitori del Nimby Forum nel corso degli anni inquinatori recidivi come Autostrade per l’Italia , A2A, Buzzi Unicem, CMC Ravenna, E.On, FS, Gruppo Hera, Impregilo ora Salini, Stretto di Messina, TAP, Terna, Sogin e perfino la Regione Piemonte e Lombardia ed alcune associazioni pseudo ambientaliste in un tripudio di ipocrisia e conflitti d’interesse!!! In questo convegno a senso unico sulla sindrome Nimby è prevista anche una sezione case history che sarebbe molto interessante estendere allo strano caso della autorizzazione AIA per la centrale di Cerano, concessa senza troppe formalità con grave danno per la salute e l’ambiente. Sarebbe interessante per esempio approfondire il caso recentemente rivelato dall’indagine della Procura di Lecce dell’utilizzazione illegale di ceneri leggere pericolose derivanti dalla combustione di carbone gasolio e OCD negli impianti della CEMENTIR e dell’ILVA che hanno così cemento con caratteristiche meccaniche alterate e di bassa qualità e resistenza. Infatti è stato disposto nell’ambito di questa indagine il sequestro con facoltà d’uso per “traffico illecito e gestione non autorizzata di rifiuti”. Altro che sindrome di NIMBY! Ci sarebbe da ridere se in questa tragedia non avessero perso la vita centinaia di cittadini e il lavoro migliaia di agricoltori..