Un trattato internazionale per mettere al bando le armi nucleari.

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Alfonso Navarra, “Disarmista esigente”

Il CETRI-TIRES sostiene il lavoro dei “disarmisti esigenti, il cui portavoce, Alfonso Navarra ci invia un contributo relativo alla petizione all’ONU contro la follia nucleare. Sarebbe venuto il momento di discutere seriamente un disarmo totale oltre che una dismissione di tutte le centrali nucleari civili ormai obsolete, e di smetterla con tutti questi “balletti diplomatici” che continuano ad eludere il problema che al mondo ci sono abbastanza bombe atomiche da distruggere la terra decine di volte. Da distruggere la Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano, Plutone, Mercurio, Venere, e tutta la fascia degli asteroidi. Alfonso Navarra è il portavoce dei “Disarmisti esigenti” e ci spiega cosa sta succedendo.

 

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Il mondo contemporaneo è in grave pericolo per la sua stessa sopravvivenza perché arranca sotto la spada di Damocle di tre “bombe” globali: la “bomba” nucleare, la “bomba” climatico-ecologica, la “bomba” economico finanziaria al servizio di una ristrettissima élite di straricchi. La via per la pace è disporre insieme gli sforzi di tutti per disinnescarle mettendo in secondo piano il resto: vale a dire tutti i conflitti che traggono le loro radici da problemi identitari, di sovranità nazionale, di interessi economici particolaristici. Prima l’umanità, prima le persone: ecco il motto che deve guidarci!

L’umanità di cui parliamo è ovviamente quella che sente la responsabilità di “fare la pace” con la Natura, cioè quella che sa comprendere che le sue attività devono rispettare il limite della riproduzione dei cicli ecosistemici, sia globali che locali. E’ l’umanità che sa considerarsi come una unica famiglia, pur nel rispetto delle sue ricche differenze, a partire dalla fondamentale differenza sessuale uomo-donna. Questa umanità non ce la stiamo inventando ma già si manifesta ed esprime negli atti della comunità internazionale, dove il vizio delle manovre di potenza deve rendere omaggio alla virtù, spesso tutelata dalla pressione della società civile organizzata.

Una notizia straordinaria riguarda la possibilità che si sta aprendo a livello globale di iniziare a disinnescare la prima è più terribile minaccia, quella che ci può sterminare tutti in un attimo. Dopo quasi 50 anni di inconcludenti balletti diplomatici si sta realmente profilando un salto di qualità nel diritto internazionale che può cambiare la vita e la speranza di futuro per tutti: non meraviglia quindi se possiamo facilmente prevedere che la grande stampa italiana, del tutto silenziosa finora, non dedicherà ad essa un rigo, se non (forse) a cose stra-fatte e ultra-perfezionate!

Gli Stati non nucleari hanno lanciato il cuore oltre l’ostacolo e, all’OEWG (Gruppo di lavoro aperto) ONU di Ginevra, i cui lavori si sono conclusi il 19 agosto scorso, avendo lì verificato di essere maggioranza e sostanzialmente uniti, hanno deciso: l’ONU dovrà, decidendo già questo novembre alla Assemblea Generale in corso, indire nel 2017 una Conferenza per un Trattato, persino con le potenze nucleari in disaccordo, che dichiari fuori legge le armi nucleari, così come ha già fatto con le armi chimiche e biologiche. Il Trattato aprirà la strada a negoziati per una Convenzione che elimini effettivamente gli ordigni atomici: si può bene capire che negoziare per distruggere armi dichiarate “criminali” è ben altra cosa che farlo per armi “legalizzate” dal Trattato di Non Proliferazione (del 1968, entrato in vigore nel 1970), anche se in via provvisoria!

La “buona novella” per la sopravvivenza di tutta l’Umanità sarà finalmente annunciabile se passerà la risoluzione che, raccogliendo la raccomandazione emersa dall’OEWG di Ginevra, è stata presentata dal Messico e da altri Stati. Al momento questo è l’elenco dei promotori: Angola, Austria, Belize, Brazil, Burundi, Chile, Costa Rica, Democratic Republic of the Congo, Dominican Republic, Ecuador, El Salvador, Fiji, Guatemala, Guinea-Bissau, Honduras, Indonesia, Ireland, Jamaica, Kenya, Liberia, Libya, Liechtenstein, Malaysia,Malawi, Malta, Mexico, Namibia, Nauru, New Zealand, Nigeria, Palau, Panama, Papua New Guinea, Paraguay, Peru, Philippines, Samoa, San Marino, Sierra Leone, South Africa, Sri Lanka, Swaziland, Thailand, Trinidad and Tobago, Uruguay, Venezuela, Zambia.
A questa pagina web è possibile tenersi informati sugli aggiornamenti dei paesi promotori:
http://www.icanw.org/campaign-news/live-updates-from-the-first-committee-of-the-un-general-assembly/
(ICAN continuous report on New York UN Conference)

Per entrare più nello specifico, il testo della risoluzione ha come titolo “Portare avanti i negoziati per il disarmo nucleare multilaterale”, ed è costituito da 19 paragrafi di preambolo nei quali, tra le altre cose, si sottolinea la necessità urgente di un mondo senza armi nucleari, con il riferimento a varie iniziative in corso per il disarmo. Vi sono poi 15 paragrafi operativi che includono: (paragrafo 8) la decisione, come si è scritto, di convocare una conferenza delle Nazioni Unite nel 2017, allo scopo di negoziare uno strumento giuridicamente vincolante per vietare le armi nucleari, che conduca alla loro eliminazione totale; (paragrafo 9) l’incoraggiamento di tutti gli Stati membri a partecipare alla conferenza; (paragrafo 10) l’indicazione di convocare la conferenza a New York, con la partecipazione e il contributo delle organizzazioni internazionali e della società civile.

Su internet tale testo è reperibile alla URL: http://www.icanw.org/wp-content/uploads/2016/09/71UNGA-Taking-Forward-DRAFT-RESOLUTION-28-SEPTEMBER-2016.pdf

Noi “disarmisti esigenti” (prendiamo il nome dal testamento, che abbiamo pubblicato in Italia per i tipi della EDIESSE, dell’”indignato” Stéphane Hessel, il partigiano francese tra gli estensori della Dichiarazione dei diritti dell’Uomo, ad “esigere” un disarmo nucleare totale) ci stiamo dando da fare perché l’Italia possa contribuire attivamente alla “svolta storica” che gli ambienti pacifisti dell’ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons) danno ormai per scontata. E’ bene comunque – come dice un proverbio italiano – non dire gatto finché non lo si ha nel sacco poiché va tenuto presente che i votanti a favore la risoluzione in oggetto devono ottenere il quorum dei 2/3 per la sua validità legale. Va anche considerato che il calcolo del quorum non tiene conto del voto di astensione, quindi una scelta come quella dell’Olanda, paese NATO come l’Italia ospitante sul suo territorio atomiche americane, viene quasi ad essere un via libera che il governo italiano potrebbe imitare.

Stiamo sottoponendo una bozza di mozione all’attenzione dei parlamentari italiani che riprende i contenuti di un appello che abbiamo lanciato, sottoscrivibile on line al link: www.petizioni24.com/italiaperilbando.

L’appello ricorda che c’è già stato un voto parlamentare “per il diritto alla sopravvivenza garantito dalla liberazione dalla minaccia della guerra nucleare”: la proposta di inserire tale diritto in una Dichiarazione ONU dei diritti dell’Umanità è passata alla Camera in sede di preparazione della COP 21 di Parigi, grazie ad una mozione di cui il primo firmatario era l’onorevole Filiberto Zaratti. E sottolinea la necessità di una sensibilizzazione la più ampia e a tutti i livelli sull’importanza e l’urgenza assolute di portare avanti il disarmo nucleare, che evita in radice gli incidenti, gli errori e la follia che possono fare fallire la “deterrenza”. Per questo motivo l’appello propone la premiazione istituzionale di Stanislav Petrov, il colonnello sovietico che il 26 settembre 1983 probabilmente evitò al mondo la guerra nucleare provocabile da un falso allarme di attacco missilistico su Mosca (vedi articolo del Corriere della sera a firma di Fabrizio Dragosei rinvenibile al seguente link: http://www.corriere.it/esteri/16_giugno_20/guerra-fredda-eroe-dimenticato-petrov-salvo-mondo-apocalisse-nucleare-cd52da90-371e-11e6-88d7-7a12a568ff47.shtml).

Il dispositivo della mozione che proponiamo invece (il primo firmatario al senato sarà Roberto Cotti) consiste in due impegni “caricati” sul governo:

  1. Dare mandato alla propria delegazione diplomatica ufficiale di sostenere, in tutti i lavori all’ONU fino alla coerenza del voto favorevole, la conferenza proposta dagli Stati non nucleari;
  2. considerare e preparare, in dialogo con il Parlamento e con la società civile, scelte che, come già indicato da precedenti prese di posizione parlamentari, favoriscano il disimpegno dell’Italia dalla “deterrenza” nucleare NATO. Questo, nel momento in cui una comunità internazionale che sempre più intende far prevalere la forza del diritto sul diritto della forza, essenza della nonviolenza efficace secondo le parole di Papa Bergoglio, va a condannare come propriamente criminale non solo la minaccia dell’uso degli ordigni nucleari ma il loro stesso possesso (e detenzione).

Ad essere sincero, nonostante gli sforzi che stiamo prodigando, sulla disponibilità del Parlamento italiano, sia Camera che Senato, ad adottare posizioni disarmiste coraggiose oggi non scommetterei un euro bucato. Avendo direttamente partecipato ai lavori dell’OEWG di Ginevra mi sento invece di condividere una parte dell’ottimismo che oggi manifestano i miei amici disarmisti francesi, inglesi, australiani, americani, giapponesi, latinoamericani, etc.

L’esito del voto nella sede ginevrina non lascia dubbi, come pure posso testimoniare della schiacciante maggioranza degli interventi in favore di un Trattato Internazionale di Proibizione delle Armi Nucleari; ed anche dell’enorme sproporzione tra la grande pertinenza e qualità degli argomenti forniti da questa maggioranza di Stati e quella degli argomenti utilizzati dalle delegazioni degli Stati “pro nucleari”. Stiamo parlando dei cd “Stati ombrello” (quelli che accettano di essere protetti dall’ombrello nucleare offerto dalle grandi potenze) perché ovviamente gli Stati nucleari, tutti, quelli nel TNP e quelli fuori del TNP, non si sono fatti vedere!

Segnalo anche il documento del movimento ICAN del 25 Agosto scorso, molto chiaro e dettagliato e quindi utile per capire quanto è avvenuto durante lo svolgimento dell’Open Ended Working Group alle Nazioni Unite a Ginevra.

Questo documento è accessibile tramite il link :

http://www.icanw.org/campaign-news/support-for-a-conference-in-2017-to-negotiate-a-treaty-banning-nuclear-weapons/

È da notare in particolare un fatto molto interessante che da questo documento possiamo apprendere : 4 Stati della NATO (Olanda, Norvegia, Portogallo e Islanda), più un altro Stato pure alleato degli USA (il Giappone) non hanno votato contro l’apertura di negoziati per un Trattato Internazionale d’Interdizione della Armi Nucleari, ma si sono semplicemente astenuti. Ho in precedenza citato l’Olanda dato che essa non è un “semplice” Paese atlantico, ma anche “ospita” delle bombe nucleari USA (? 20) sul suo territorio ! Diciamo che alcuni governi non confondono la fedeltà alla NATO con una specie di masochismo, per il quale si dà l’avallo a dottrine di impiego delle armi nucleari che corrispondono a scenari suicidio di porzioni del proprio territorio, se non proprio dell’intero Paese, nel caso della “guerra nucleare limitata al teatro europeo”.

Questo argomento, insieme a molti altri, è trattato ed approfondito nel libro che ho scritto insieme a Mario Agostinelli e Luigi Mosca, dal titolo: “La follia del nucleare: come uscirne”.

Nel libro proponiamo una riflessione critica sul problema nucleare nei suoi multiformi aspetti, ed in particolare focalizziamo il legame tra nucleare civile e nucleare militare. Noi non siamo pacifisti specialisti e settorializzati, comprendiamo – lo accennavo all’inizio di questo pezzo – che la lotta contro la guerra deve significare in primo luogo “fare pace con la Natura” anche nella vita quotidiana. Contro il nucleare civile (che alla fine è copertura di quello militare), contro i combustibili fossili e l’alterazione del clima, contro lo spreco sociale e ambientale, per il risparmio, l’efficienza e la valorizzazione dei beni comuni e, infine, per una piena occupazione oggi bandita dal neo-liberismo, la via delle fonti rinnovabili è un contributo, dal nostro punto di vista, indispensabile alla costruzione di una società più libera e giusta, pacifica nella sua più intima e fondamentale struttura.

Alfonso Navarra

portavoce dei “DISARMISTI ESIGENTI” (www.petizioni24.com/esigiamo)

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Alfonso Navarra