Un “sostenibile” viaggio nel tempo nel museo innovativo MATERIA, che unisce energie rinnovabili, ambiente, tessile e arte.

MATERIA logoAntonio Rancati membro del comitato scientifico del CETRI e
coordinatore nazionale delle attività di educational del CETRI ha fatto
visita in Val di Bisenzio, a Cantagallo (Appennino Tosco-Emiliano) ad un
nuovo museo che si prefigge di essere uno strumento per formare la
sensibilità ambientale.Accompagnato dall’arch. Giuseppe Guanci, ideatore della ristrutturazione
di un mulino della fine del XVI secolo, e Elisa Fabbri responsabile del
museo e splendida guida del margone (diga), la turbina idraulica dei primi
del secolo scorso, fino alla foto ricordo davanti alla ruota orizzontale
con palette a cucchiaio ristrutturata detta ritrecine.Antonio Rancati CETRI e Giuseppe Guanci davanti alla ruota orizzontale con palette a cucchiaio ristrutturata detta ritrecine

Uno sguardo al futuro, nel presente ma partendo dal passato. Ci sono
secoli di lavoro, di architettura industriale, di ingegneria e di passione
nel percorso del MATERIA, acronimo di  Museo di Arte, Tintoria, Energie
Rinnovabili e Ambiente, inaugurato oggi in Val di Bisenzio, a Cantagallo
in provincia di Prato. (Matteo Grazzini – La Spola)

Quello che molti definirebbero un progetto visionario ha preso forma e
realtà accanto al Gruppo Colle per la volontà di alcune aziende che hanno
trasformato un vecchio mulino, grazie all’architetto Giuseppe Guanci
‘archeologo industriale’ tra i più esperti in Italia,  in un centro per
Il ponte del Sessanto nel 1606 in un disegno di Michelangelo Masini (Archivio di Stato di Firenze), in basso a destra il mulino del Colle attuale sede del museo MATERIAconoscere la storia della lavorazione tessile nella valle pratese,
l’importanza della forza delle acque ma anche il rispetto dell’ambiente e
delle energie sostenibili e rinnovabili.

Un museo polifunzionale all’interno del quale c’è anche uno spazio
‘liturgico’, un “confessionale” per ammettere pubblicamente in video le
proprie colpe verso l’ambiente e fare la promessa di non ripeterle.
Il percorso museale inizia all’esterno, con la visita al margone (canale)
con una vecchia turbina ristrutturata del 1924, altre turbine storiche
italiane e straniere e il cosiddetto “inferno”, suggestiva cavità
sotterranea di contenimento dell’acqua, del 1450.Museo lungo il fiume Bisenzio
All’interno, invece, c’è l’epoca moderna, con schermi che mostrano i vari
processi idroelettrici, che illustrano la situazione in Val di Bisenzio e
tutti gli aspetti di Materia, che è completamente autonomo da energia da
fonti fossili: l’elettricità arriva da un impianto fotovoltaico e da una
turbina idroelettrica, mentre il riscaldamento è assicurato dal passaggio
degli scarichi della confinante tintoria.

Chi pensa ai musei come a un insieme di teche che conservano oggetti del
passato rimarrà spiazzato visitando Materia-Museo di Arte, Tintoria,
Energie Rinnovabili e Ambiente, inaugurato ieri, venerdì 22 gennaio, in
Val di Bisenzio, a Cantagallo. (fonte Notizie di Prato 22.01.2016)

Turbina idraulica dei primi del secolo scorsoMateria è più uno strumento per formare la sensibilità ambientale che un
museo tradizionale. Quello che Materia ospita di antico è per lo più al
suo esterno: si tratta di oggetti e impianti storici, che rimandano alla
produzione di energia e all’attività tessile di un tempo. Si potranno
visitare infatti il margone (canale) con una vecchia turbina ristrutturata
del 1924, altre turbine storiche italiane e straniere e il cosiddetto
inferno (suggestiva cavità sotterranea di contenimento dell’acqua) del
1450.
All’interno, invece, la nota dominante è la modernità. Materia è
completamente autonomo da energia da fonti fossili: l’elettricità arriva
da un impianto fotovoltaico e da una turbina idroelettrica, mentre il
riscaldamento è assicurato dal passaggio degli scarichi della confinante
tintoria. Non è un caso: una delle finalità di Materia è proprio la
sensibilizzazione sui temi dell’energia e dell’ambiente, partendo dalle
esperienze della società del settore delle energie rinnovabili H2E, che ha
realizzato il museo insieme al Gruppo Colle, tintoria fra le più
importanti del distretto pratese, e all’austriaca Andritz Group, leader
nella produzione di turbine.Veduta del margone (diga) e museo MATERIA sullo sfondo
“Nelle rinnovabili crediamo da sempre, da quando queste tecnologie sono
diventate alla portata di chiunque abbia sensibilità ambientale e
lungimiranza imprenditoriale – spiega il presidente di Gruppo Colle
Roberto Gualtieri – Ma non per questo ci siamo dimenticati da dove veniamo
e dove siamo ancora attivi: il tessile e più precisamente quella specifica
attività tessile che è la tintoria.
Un segmento produttivo che è essenziale per la moda made in Italy e che
oggi opera a Prato all’insegna dell’ecosostenibilità. Materia è anche
questo: informazione su cosa è oggi l’attività tessile più legata alla
chimica, appunto la tintoria, e sui cambiamenti che l’hanno resa sempre
meno impattante sull’ambiente. Il tessile pratese e italiano ha investito
moltissimo in questo ambito e dobbiamo farlo sapere. Materia ospiterà
anche mostre d’arte, evidenziando il rapporto che lega tutto ciò che è
bellezza: arte, appunto, moda e ambiente.”

Fra postazioni video e proiezioni in 3 D “Con sorprese che vogliamo
lasciare a chi verrà a trovarci”, aggiunge Gualtieri, lo spazio più
curioso di Materia è certamente il “confessionale”: una stanza rossa con
poltrona e postazione video in cui il visitatore sarà invitato a
dichiarare le sue colpe verso l’ambiente e a manifestare le sue intenzioni
per migliorarsi.
“Che si tratti dell’uso eccessivo dell’auto, dell’acquisto di prodotti con
un packaging superfluo o la pericolosa abitudine di gettare mozziconi di
sigarette – conclude Gualtieri –, tutti abbiamo qualche colpa verso
l’ambiente. Il confessionale mira a rendercene consapevoli e ad invitarci
a comportamenti più responsabili. Contiamo di accogliere ragazzi di tutte
le età, dalle elementari alla scuola secondaria superiore, ma anche
universitari ed eco turisti, una categoria in crescita. Pensando a questi
ultimi siamo in partenza anche con il portale The Other Tuscany
www.valbisenziotot.it, che farà conoscere la provincia di Prato in una
chiave inedita: il suo valore e il suo impegno per sostenibilità e
ambiente”.

“Credo che questo museo – ha dichirato Antonio Rancati a conclusione della
visita – sia un esempio concreto in cui alcuni imprenditori hanno
investito sul proprio territorio di appartenenza per comunicare alcuni
contenuti etici, storici, artistici e tecnologici, con un occhio di
riguardo sull’ambiente. E’ un ottimo investimento per tutta la comunità
per promuovere un reale turismo sostenibile, partendo dalla storia stessa
della Val di Bisenzio legata alle lavorazioni tessili fino ai giorni
nostri riscoprendo l’uso delle energie rinnovabili, coniugando le attività
produttive alle energie da fonti pulite come l’acqua, il vento e il sole.
Il museo stesso sarà una riscoperta per tutte le scuole che lo visiteranno
di come nel nostro passato, prima della rivoluzione industriale, veniva
prodotta l’energia per muovere gli strumenti tessili e la lavorazione
della tintoria, una realtà che riscopre se stessa. Tecnologie nuove che si
vedono in televisione collocate nei soliti posti in cui l’uomo produceva a
mano già nel medioevo. Complimenti agli ideatori e sostenitori del
progetto per aver collocato “a vista” nella parte esterna alcuni strumenti
storici e aver recuperato alcuni ingranaggi interni, sono un atto
simbolico molto forte per comunicare alle nuove generazioni che siamo
tutti nella green economy, nella nostra terza rivoluzione industriale”.Antonio Rancati CETRI con il libro Acqua & energia - Dalla ruota idraulica alla turbina di Giuseppe Guanci (foto di archivio)