L’efficienza e la sostenibilità, nuovi paradigmi dell’operare delle imprese nell’era digitale

Settimana per l’Energia “Efficienza, energia per la vita delle imprese” settima edizione 18 – 24 ottobre 2015 Sabato 24 ottobre Convegno “L’efficienza e la sostenibilità, nuovi paradigmi dell’operare delle imprese nell’era digitale” Ha suscitato grande interesse tra i presenti il convegno conclusivo della Settimana per l’Energia tenutosi sabato 24 ottobre nell’Auditorium dell’I-lab al Kilometro Rosso di Bergamo 1525315_10153647655497410_7374060623793615443_nSi è trattato di uno stimolante confronto sulle teorie dell’economista statunitense Jeremy Rifkin che, non avendo potuto partecipare a causa di un importante impegno internazionale, ha comunque voluto essere presente con un videomessaggio oltre che attraverso le parole del direttore del suo ufficio europeo Angelo Consoli.

10404145_10153647655622410_3100127083045380964_n

L’incontro si è aperto con il saluto introduttivo di Giuseppe De Beni, managing director di Italgen S.p.A., che ha parlato dell’esperienza dell’impresa, chiamata a compiere interventi nei paesi in via di sviluppo, sottolineando che il porre la massima attenzione a tutti gli stakeholders già nel momento dell’avvio di ogni progetto, sarà un aspetto sempre più rilevante per ogni realtà imprenditoriale. Sul tema delle rinnovabili ha spiegato che il problema non è la capacita di installazione, ma la distribuzione ed altro problema è l’efficienza.

12039577_10153647655882410_8209384696531934932_n

“Non ragionerei tanto sugli incentivi – ha detto – quanto sul fare gli investimenti dove ci sono le condizioni per farli”. De Beni ha infine sottolineato che l’I-lab che ha ospitato il convegno è una costruzione sostenibile, a impatto zero, che ha ottenuto il LEED Platinum, il più alto livello di valutazione in materia energetica e ambientale per gli edifici. Di seguito il messaggio video di Jeremy Rifkin, presidente di The Foundation on Economic Trends.

10408747_10153647655367410_3766018127067058323_n

Nel suo saluto Rifkin ha ringraziato tutti e posto le basi dell’intervento di Consoli in merito alla Terza rivoluzione industriale alla quale, secondo le sue teorie, ci stiamo avviando.

10402986_10153647655697410_3778575586194056080_n 12046927_10153647656382410_6723346850423012339_n 12039577_10153647655882410_8209384696531934932_n

 

L’incontro infatti è entrato subito nel vivo con la relazione di Consoli. “Come ha detto Rifkin – ha esordito Consoli – oggi noi siamo al margine di una svolta epocale. Stiamo facendo il percorso inverso di quello compiuto 200 anni fa, quando abbiamo rotto il legame tra energia e termodinamica, producendo energia secondo principi che non seguono più le leggi della termodinamica. Per essere chiaro, come scritto da Rifkin già nel 1979 nel suo libro “Entropia”, è il sole la nostra principale fonte di energia. La prima legge della termodinamica decreta che nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Queste leggi non si possono contravvenire senza conseguenze! Se ci pensiamo, bruciare il carbone credendo di liberarsene lo fa solo cambiare stato da solido a gassoso, creando problemi ancora maggiori. Mi chiedo dunque, è necessario distruggere la vita quando abbiamo dal sole un’energia istantaneamente irradiata pari a 15000 volte quella che consumiamo ogni giorno? In questi anni ci hanno fatto credere che l’energia principale fosse quella dei fossili. È falso. L’energia fossile è energia solare che si è accumulata in milioni di anni. Solo l’energia solare ci dà la sovranità energetica, evitandoci così di passare per la mediazione dei grandi gruppi finanziari che hanno preso in mano il potere in materia energetica. In questi anni si è infatti creato un nuovo modello sociale che non aveva al centro l’essere umano ma la ricchezza per pochi gruppi di investitori, e ci è stato spacciato come fosse l’unico modello esistente. Ma non lo è!”. “La logica oggi è quella del profitto estremo – ha continuato Consoli -, per non ridurre piccole fette di profitto non si fanno le cose che salvaguarderebbero la salute e la vita. Nel suo libro Papa Francesco dice parole straordinarie: questa economia uccide, per tanti motivi ma soprattutto per la denutrizione e perché il sistema economico è basato su fonti fossili disponibili solo per chi le può pagare. Per questo muore un bambino ogni 3 secondi. I dati mostrano infatti che abbiamo 3,5 miliardi di persone sotto la soglia di povertà, mentre la ricchezza del mondo si concentra nelle mani di 85 persone”. “Ciò che spinge le decisioni di queste persone – ha aggiunto – è la convenienza economica, per questo da sempre si sono fatte le guerre, ma oggi questa economia ha raggiunto i limiti della propria efficienza energetica aggregata, cioè diventa sempre più difficile e costoso andarsi a prendere il petrolio e distribuirlo. Al contrario la convenienza economica di fonti rinnovabili diventa sempre maggiore, e se ne sono accordi tutti. Anche i grandi gruppi stanno passando alle rinnovabili, perché sono più convenienti”. “Si impone quindi un nuovo modello, ad altissima componente di lavoro, – ha detto Consoli – basato su una rete collaborativa tra Pmi specializzate in tutte le tecnologie della terza rivoluzione industriale, un commons collaborativo. In questo momento abbiamo la convergenza di tre grandi sistemi di Internet: Internet dell’informazione (la comunicazione è diventata molto più democratica, chiunque può comunicare a milioni di km di distanza e con chiunque), Internet dell’energia (oggi all’estero è possibile condividere in rete l’energia prodotta, in Italia al momento è illegale: è auspicabile che questo cambi subito) Internet della logistica (possiamo inventare un prodotto a Bergamo e stamparlo a Milano con le stampanti 3D). Questo da un lato brucia lavoro, ma dall’altro ne crea. Ci sono lavori che scompariranno, ma si creeranno molti più posti di lavoro per gestire queste nuove attività”. Consoli ha quindi illustrato il progetto dell’”Assessorato alla Terza rivoluzione industriale” seguito dalla fondazione di Rifkin nella regione francese del Nord Pas de Calais. Il progetto, in cui la base e il vertice lavorano insieme fianco a fianco, prevede l’abbattimento dei consumi di 2/3 dell’energia prodotta da fossile entro il 2050 e la copertura con energia rinnovabile. La previsione è di un aumento di 175.000 posti di lavoro, a fronte di una perdita nello scenario fossile di 102.000 posti di lavoro. Il progetto costa 200 miliardi di euro, ma, grazie ai risparmi energetici accumulati, incamera 320 miliardi di euro e quindi non solo si spesa, ma anzi c’è un guadagno. Il bilancio dopo un anno di progetto è più che positivo: sono state create 150 nuove imprese e 20.000 posti di lavoro. Nel concreto sperimentano l’eolico verticale, i muri solari, gli edifici intelligenti, l’economia della condivisione attraverso spazi di coworking. E ancora trasporto a zero emissione a idrogeno da biogas, distretto della stampa 3D (internet delle cose) e riutilizzo degli scarti (un’azienda che prima faceva il macero dei vestiti usati, adesso ne fa materiale isolante per l’edilizia). “Si è passati dalle parole ai fatti, – ha commentato Consoli – all’economia degli esempi. Per cambiare le cose non bisogna protestare contro la realtà esistente, bisogna costruire un nuovo modello che la renda obsoleta”. Consoli ha quindi comunicato che Confartigianato Bergamo ha “adottato solarmente” 3 bambini in Africa dotandoli di tre lanterne solari che consentiranno loro di poter aver abbastanza luce per studiare. Un momento interessante è stato quello dell’illustrazione del progetto GIFRE Global Index Future Renewable Energy dell’Istituto Natta da parte di Sara e Pierangela, due studentesse e componenti del Solar Lab. Il progetto, destinato ai paesi più poveri e siccitosi, si propone di offrire acqua e cibo grazie alle rinnovabili, in modo da favorire l’occupazione e far aumentare la qualità della vita. Un’iniziativa ambiziosa che rappresenta la sensibilità delle nuove generazioni per questi temi così importanti per la cui realizzazione le ragazze hanno chiesto la collaborazione di tutti i presenti. Il presidente di Confartigianato Bergamo Angelo Carrara ha quindi consegnato alle studentesse le spillette del progetto Nord Pas de Calais “In questo momento – ha detto – idealmente il Natta diventa attore della Terza rivoluzione industriale”. E Carrara ha voluto parlare proprio di cambiamento culturale e condivisione, sottolineando come dobbiamo cominciare a mettere in moto una green culture. “La cosa principale – ha detto – è che se ne cominci a parlare, a discutere, perché la nostra società ha delle punte di eccellenza diffuse che magari non conosciamo, come il Natta, come l’I-Lab. Servono certamente le grandi concentrazioni, ma io credo che il futuro, come insegna Rifkin, debba essere condizionato dal concetto della permeabilità, della condivisione, del contributo che ciascuno di noi nel suo piccolo può dare. Ad esempio io stesso sono un autoproduttore di energia: nella mia casa produco 1000 kw anno di surplus energetico. Purtroppo tutte le cose che facciamo sono considerate settorialmente, ognuno ha la sua campana di vetro e tutte queste cose sembra che non riescano a contaminare in modo positivo quello che sta intorno. Per questo noi dobbiamo essere in grado di dare una visione di insieme, un futuro. In italiano diciamo futuro, in francese si dice “avenir”, che significa ciò che deve venire, ciò che verrà. Sta solo a noi, se ciò che verrà andrà nella giusta direzione. Consoli ci ha dato la testimonianza che si può fare, che si fa con la testa ma soprattutto con il cuore”.