Il professor Settis aderisce all’appello “L’Ambiente dice NO!”

settisIl professor Salvatore Settis durante una manifestazione che si è tenuta questa mattina in Campidoglio, ha aderito all’appello “L’Ambiente dice NO!” promosso dal CETRI insieme a Livio de Santoli e a Alfonso Pecoraro Scanio, che mira a portare al voto per il NO i milioni di elettori che nel 2011 votarono contro il nucleare di Berlusconi, e nel 2016 contro le trivelle di Renzi.

Il noto arecheologo e storico dell’arte italiano, già direttore della Scuola Superiore Normale di Pisa e attuale Presidente del Comitato Scientifico del Louvre a Parigi, nell’aderire all’appello ha sottolineato come: «Una riforma che toglie poteri ai cittadini è anticostituzionale come lo è la definizione di Governo costituente che si è attribuita il premier. Dovrebbe rileggere Calamandrei».
Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della fondazione Univerde, sottolinea che “Questo appello si rivolge  ai 13 milioni di Italiani che ad aprile scorso hanno votato NO Triv e anche ai 25 milioni che nel 2011 hanno votato NO Nucleare perché domenica difendano il diritto dei cittadini a intervenire sui destini dei propri territori“. Le problematiche dell’energia pulita per il riscatto del territorio e la ripresa economica sono molto care all’ex ministro per l’ambiente promotore del conto energia che ha lanciato la Green Economy in Italia e creò decine di migliaia di posti di lavoro poi andati perduti quando i successivi governi intrapresero politiche di sfavore per le rinnovabili.

Angelo Consoli, Presidente del CETRI TIRES e direttore dell’ufficio Europeo di Jeremy Rifkin che afferma “Il nostro non è un NO anti europeista, e nemmeno per partito preso. Il nostro è un NO ragionato che mira ad evitare la costituzionalizzazione dello “spirito” dello Sblocca Italia, che fino ad ora è stato arginato dal dettato costituzionale. Ma se passa questa riforma non ci saranno più limiti costituzionali alla devastazione dei territori periferici decisi al chiuso delle stanze romane, con un moltiplicarsi dei conflitti energetici e ambientali”.

L’esigenza di diffondere questo appello” afferma Livio de Santoli, professore ordinario alla Sapienza che ne è il primo firmatario, “deriva dal paradosso che questa riforma dell’articolo 117 della Costituzione conferisce allo Stato centrale competenza esclusiva (quindi maggiori poteri decisionali) su materie energetiche e ambientali, quando lo stesso Stato non si è dimostrato all’altezza nemmeno di far fronte alle poche competenze “concorrenti” che aveva sulla base della riforma del 2001. Infatti l’Italia non ha un piano energetico dagli anni ’80. Era un altro mondo. In questi trent’anni è cambiato tutto, l’energia rinnovabile con le sue reti intelligenti e i suoi costi contenuti si è affacciata prepotentemente sulla scena, ma l’Italia continua a non avere un piano energetico. Cosa ci fa pensare che lo Stato sarà in grado di far fronte alla competenza esclusiva in materia di energia quando non è riuscito nemmeno a ottemperare nemmeno a quelle minori che aveva in regime di competenza concorrente? de Santoli conclude “La Costituzione va sì riformata, ma estendendo le tutele ambientali e gli spazi di partecipazione, non restringendoli”.

L’appello è firmato da eminenti personalità dell’attivismo ambientalista ed ecologico fra cui la dottoressa Patrizia Gentilini, di ISDE – Medici per l’ambiente- Italia, la professoressa Albina Colella, geologa dell’Università della Basilicata, il prof. Erasmo Venosi, Mario Agostinelli de L’Energia felice, Marzia Mastrotrilli di NAC No Al Carbone Brindisi, Benedetta Treves del Comitato Mamme No Inceneritore di Firenze, Enzo Di Salvatore, Costituzionalista del Comitato Nazionale NO TRIV, Yvan Sagnet, attivista per i diritti umani e del lavoro, Mario Agostinelli, Presidente de L’Energia Felice” e Elio Lannutti, Presidente dell’ADUSBEF.
Il CETRI ha preparato un volantino in sei “pillole” dell’appello che si può scaricare qui di seguito e diffondere in queste ultime ore della campagna referendaria per il NO

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