I “prosumer” di Dario Tamburrano

“Testo tratto dal blog di Dario Tamburrano”  

Il diritto di produrre, auto-consumare, scambiare energia da fonti rinnovabili al posto dello strapotere di poche e grandi aziende. Il Parlamento Europeo riconosce la necessità di dare dignità giuridica ad un concetto rivoluzionario

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Oltre lo Stato, oltre il mercato La nuova realtà cui stiamo per affacciarci non è facile da immaginare. Siamo così abituati a credere in un’economia segnata dalla scarsità che stentiamo a ritenere possibile un’economia benedetta dall’abbondanza. eppure questo è possibile. Le nuove tecnologie della comunicazione stanno trasformando lo spettro di trasmissione da risorsa limitata a risorsa abbondante; la stessa cosa sta accadendo con l’informatica, le energie rinnovabili, la stampa 3D, il cammino verso un’economia dell’abbondanza è però ingombro di ostacoli che potrebbero ritardare, o addirittura far naufragare, l’era collaborativa  di  Jeremy Rifkin tratto dal libro ” La società a costo marginale zero”

Volete per caso che l’Italia finisca come la Spagna? Che il Governo, per accomodare gli interessi delle grandi società dell’energia, vieti l’autoconsumo delle rinnovabili? Possiamo evitarlo solo stabilendo a livello UE che ciascuno ha diritto ad un posto al sole. Ha diritto cioè di produrre, consumare, scambiare energia da fonti rinnovabili: un “ce lo chiede l’Europa” diverso da tutti quelli sentiti finora.

Per ottenerlo, é indispensabile inserire nelle strategia UE per l’energia la definizione – e dunque il riconoscimento – dei “prosumer”, i cittadini che sono contemporaneamente produttori e consumatori di energia da fonti rinnovabili: il termine é la fusione dei vocaboli inglesi corrispondenti ai nostri “produttori” e “consumatori”. Il primo passo é andato a buon fine: la richiesta del M5S di elaborare una definizione giuridica dei “prosumer” di energia é stata approvata a larga maggioranza dal Parlamento Europeo  in seduta plenaria nell’ambito della relazione  che contiene le considerazioni sulla comunicazione della Commissione Europea “New Deal for energy consumers”.

La relazione contiene numerosi riferimenti all’importanza dei “prosumer” e alla necessità di eliminare gli ostacoli che essi incontrano. 

Per soli 47 voti su 650 non é stato approvato in plenaria il mio emendamento (sottoscritto da tutti i cinquestelle e da un centinaio di altri colleghi di varie nazionalità) che chiedeva di considerare un bene comune l’energia rinnovabile prodotta da “prosumer” e cooperative locali. Così pure la plenaria non ha adottato la nostra definizione dei “prosumer” che era stata approvata dalla commissione ITRE del Parlamento Europeo (energia e industria): i risultati delle votazioni sono nel verbale, dalle ultime righe di pag. 4 in poi.

Il sì alla necessità di dare una definizione giuridica dei “prosumer” (e l’esiguo margine con cui é stato bocciato il concetto di energia rinnovabile come bene comune) sono dei risultati sorprendenti in un Parlamento come questo: grigio e conformista fin dentro l’anima, sfacciatamente impegnato a mantenere lo status quo.

Va da sé che continueremo a lavorare per dissodare questo terreno così pietroso ed arido, affinché sia possibile raccogliere dei risultati sempre maggiori. Abbiamo due strumenti importanti: il primo é la sensibilità che sempre più numerosi colleghi di altri schieramenti mostrano per i temi legati a “prosumer”, rinnovabili, beni comuni; il secondo consiste nel documento redatto dagli avvocati ambientalisti di Client Earth su richiesta di Greenpeace e relativo alle differenti possibilità di dar vita ad un quadro legale europeo che riconosca giuridicamente i “prosumer” e i loro diritti.

Controllare la produzione e la distribuzione dell’energia significa condizionare e modellare la società. E’ questa la vera posta in gioco a proposito dei “prosumer”, anche se sono importantissimi gli altri aspetti: contrastare il clima impazzito e il riscaldamento globale; evitare che i produttori e consumatori di rinnovabili siano trattati come in Spagna.

Cosa potremmo fare senza energia? Praticamente niente: neanche cuocere la pasta. Ora le chiavi della produzione e della distribuzione dell’energia sono per lo più nelle mani di poche, grandi società che possiedono pochi impianti, enormi e costosi. La struttura che ne consegue consiste in una piramide economica e sociale che sovrasta e schiaccia i cittadini. Il concetto di “prosumer” spazza via la piramide e la sostituisce con la collaborazione fra uguali: la rete dei cittadini che producono, consumano, si scambiano l’energia pulita prodotta da una miriade di impianti piccoli e poco costosi. E’ la democrazia energetica, é il cambiamento sociale e culturale per il quale noi 5 stelle europei, i marziani venuti dall’Italia, stiamo lavorando.