Gli inceneritori e Emiliano. Rifiuti Zero o coerenza zero?

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“Francamente non credo che la politica possa essere indipendente dalle lobby dei rifiuti”…

Quello dei rifiuti è evidentemente un nervo scoperto per l’attuale amministrazione regionale pugliese, e ancor di più per il Presidente Emiliano. Infatti dopo aver sfidato la pattuglia “grillina” in consiglio regionale proprio su questo argomento, ricevendo un secco rifiuto sia in campagna elettorale che nella fase immediatamente successiva alla proclamazione dei risultati, il Presidente Emiliano, sabato 16 gennaio 2016, alla fine di un commovente incontro con Rossano Ercolini alle Officine Cantelmo a Lecce,  dichiarò di voler fare Rifiuti Zero in Puglia affidandone la strategia al prestigioso interlocutore.

A seguito di questo incontro il coordinamento pugliese del movimento nazionale LIP (legge di iniziativa popolare) Rifiuti Zero Puglia, consapevole “che tante volte le aperture sul tema dei rifiuti da parte di numerosi rappresentanti istituzionali sono state disattese e alle enunciazioni di principio non sono seguiti atti concreti”, e continuava “Per questo ad Emiliano diciamo: “bene le parole ma adesso seguano i fatti”. E e in questo senso si auspicava “lo stop da parte della regione al raddoppio dell’inceneritore di Massafra e la revoca dell’autorizzazione allo smaltimento dei rifiuti nel cementificio di Barletta, così come la revoca dell’autorizzazione all’inceneritore di Manfredonia e tante altre urgenti misure necessarie iniziare ad avviare nella nostra Puglia una stagione di grandi cambiamenti nella gestione dei rifiuti”. (maggiori informazioni:

Emiliano ad Ercolini: “Sì rifiuti zero in Puglia”

Giovedì 4 febbraio 2016, meno di 15 giorni dopo: arrivò il “Contrordine compagni! Era tutto uno scherzo”. Infatti Emiliano da persona totalmente legata alle lobby dei rifiuti, come da lui candidamente ammesso in qualità di assessore a San Severo, (vedere: https://www.youtube.com/watch?v=iGU0Tw9KCeM) accettò senza fiatare il piano inceneritori del governo Renzi in conferenza Stato-Regioni  che prevedeva il raddoppio dell’inceneritore di Massafra e la nuova realizzazione di un nuovo impianto di incenerimento a Statte.

Massimo Piras
Massimo Piras

Successivamente durante le 8 tappe dell’ACE Tour in Puglia, il primo firmatario della L.I.P. Rifiuti Zero, Massimo Piras, nel lanciare la strategia referendaria contro inceneritori, trivelle, “Cattiva scuola” e privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni (meglio conosciuta come “i referendum sociali per i quali si può firmare fino a luglio referendum sociali(www.referendumsociali.info) lanciò un appello a Emiliano perchè revocasse la sua approvazione al piano inceneritori del governo, ma inutilmente.

In quest’occasione molte voci si sollevarono per ricordare a Emiliano l’incoerenza di tale comportamento contraddittorio. Ricordiamo fra tutti la reazione dei gruppi zero di Puglia il cui portavoce Giorgio Sernia, tornò a proporre che Emiliano prendesse in considerazione la creazione di un apposito assessorato all’Economia Circolare sul modello di quello creato nella Regione Francese del Nord Pas de Calais per realizzare il Master Plan di Terza Rivoluzione Industriale elaborato dalla squadra facente capo a Jeremy Rifkin. Si trattava di una proposta innovativa che partiva dalla constatazione che anche l’Europa ormai ha superato il concetto di rifiuti zero per abbracciare quello molto più positivo di “Economia Circolare” per la quale sta elaborando una nuova Direttiva

Giorgio Sernia
Giorgio Sernia

attualmente in sede di discussione al Parlamento Europeo  (http://www.statoquotidiano.it/05/02/2016/sernia-emiliano-rifiuti-zero-o-coerenza-zero/432151/).

matteologuercio
Matteo Loguercio

Fra le voci più autorevoli levatesi in questa circostanza all’indirizzo di Emiliano ci piace ricordare quella di Matteo Loguercio, membro del gruppo che ha elaborato il programma “Zero” per la Puglia ed Presidente del Comitato contro l’Inceneritore di Borgo Tressanti-Cerignola. Si tratta di una lettera ragionevole e molto equilibrata che sottoscriviamo in toto come CETRI e che riteniamo sia meritevole di una risposta da parte del Presidente Emiliano. La Lettera, pubblicata sulla stampa locale a febbraio (http://www.immediato.net/2016/02/19/incubo-inceneritore-a-borgo-tressanti-lettera-a-emiliano-accordo-per-fermare-lavvio-dellimpianto/) rimane di grande attualità e per questa ragione la riproduciamo integralmente qui di seguito.

Comitato contro l’inceneritore nei pressi di Borgo Tressanti – Cerignola

Destinatari:

Presidente della Giunta Regionale 

Lungomare N. Sauro, 33 – 70121 BARI 

presidente.regione@pec.rupar.puglia.it

e p. c. Assessore Pianificazione Territoriale Regionale

Via Gentile, 52 – 70126 BARI 

assessore.assettoterritorio.regione@pec.rupar.puglia.it

Oggetto: Realizzazione di un impianto per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ubicato in agro di Manfredonia, località Contrada Paglia, progetto CA/03/04, proponente E.T.A. S.p.A.. Richiesta di modifica degli artt. 5 e 6 della Convenzione Edilizia sottoscritta l’8.10.2004 ai sensi dell’Accordo di Programma del 24.06.2003.

Il Comitato in intestazione con sede in Cerignola alla Via Monviso, 12 nella persona del suo presidente, Matteo LOGUERCIO, si rivolge al Presidente della Regione Puglia, dottor Michele Emiliano, al fine di avanzare, rispettosamente, alcuni suggerimenti inerenti l’oggetto della presente.

inceneritore_tressanti1Premesso che il suddetto comitato di volontariato, di fatto presente sul territorio da diverso tempo, con ampia rappresentatività a livello locale, si prefigge lo scopo di salvaguardare la salubrità dell’ambiente locale, quale elemento essenziale ed integrante, nonché diritto inviolabile della personalità umana, costituzionalmente garantito e tutelato;

– il medesimo comitato segue le vicende connesse all’inceneritore sito in località Paglia, in agro di Manfredonia, evidenziando, contestando e denunciando pubblicamente irregolarità e vizi riscontrati nelle procedure amministrative ed autorizzative, il serio rischio di impatto dell’impianto stesso sull’ambiente circostante e sulla salute umana nonché le gravi ripercussioni sull’economia locale, il tutto, con conseguenze irreversibili;

– l’impianto in questione utilizza l’80-100% di combustibile derivato da rifiuti (CDR) e il restante 0-20% biomasse; il CDR (CDR) a norma dell’art. 183 comma 1 lettera cc) del dlgs 152/2006 e smi è considerato rifiuto speciale.

Visto che il Presidente di Regione si oppone, come affermato in una nota stampa di ‘Press Regione’

del 09 Febbraio 2016 (posizione ripetuta su altri media), sia all’ampliamento degli inceneritori esistenti che alla creazione di nuovi, comprende che l’incenerimento sia una non-soluzione riguardo alla gestione dei rifiuti, nonostante la bassa raccolta differenziata nella nostra regione. Chiediamo di fare un passo in più, ad onore del ruolo che ricoprono tutti gli amministratori eletti, ancor di più chi rappresenta la Regione, ossia, la tutela del bene massimo: la salute dei suoi cittadini.

Si cominci a pensare ad un programma che preveda la chiusura progressiva di tutti gli impianti di incenerimento e di frenare la messa in esercizio di quelli realizzati, come l’inceneritore ETA-Marcegaglia in agro di Manfredonia. Lo spunto glielo fornisce la stesura del nuovo Accordo di Programma, a norma dell’art 34 del TUEL, che la Giunta da Ella presieduta si accinge ad approvare su impulso della delibera n. 252 del 25.11.2015 della Giunta comunale di Manfredonia, che fa proprie le richieste di ETA riguardo alla riduzione del numero degli occupati nell’infrastruttura e delle relative garanzie bancarie. Può essere di supporto anche la sentenza TAR Lazio – Roma, Sez. II Bis – dell’ 8 settembre 2015 n. 110987 (soprannominata come sentenza NIMBY) in cui si riconosce che l’effetto NIMBY, nella sua ragionevole accezione di preoccupazione per la salute e l’ambiente, non è altro, in termini giuridici, che la concreta applicazione del Principio di Precauzione, per cui, facendo riferimento ad alcuni profili inerenti una nuova valutazione dell’interesse pubblico, costituiti dalla manifestazione da parte della popolazione di contrarietà alla realizzazione dell’opera e dall’interesse primario di rispondere ai bisogni manifestati dalla stessa popolazione, nell’esercizio del c.d. jus poenitendi, l’Amministrazione gode di ampia discrezionalità, deve ritenersi fondata e legittima la revoca di decisioni prese precedentemente.

Si potrebbe iniziare ad invitare al tavolo dell’Accordo tutte le amministrazioni comunali che subiranno gli effetti dell’impianto in questione (Carapelle, Stornara, Stornarella, Orta Nova, Ordona e Zapponeta), dal momento che i rispettivi centri abitati raggiungono distanze inferiori rispetto a Cerignola, Comune confinante, contrario all’impianto ed assolutamente interessato, in modo che possano far pesare la propria posizione in sede di decisione unanime prevista dal comma 4 dell’art. 34 di cui sopra; in secondo luogo, rigettando le richieste della Società, con riferimento alla riduzione dei livelli occupazionali (da 32 a 10) e del numero di anni del mantenimento degli stessi (da 10 a 5) comprese le garanzie bancarie. Poiché, seppur usufruisca dei benefici della Legge 134/2012, che non obbliga a restituire i contributi pubblici ottenuti con la nascita dell’impianto nella zona interessata dal Contratto d’Area, si ritenga di escludere ulteriori agevolazioni, venendo meno il fulcro delle ragioni per cui venivano elargiti finanziamenti pubblici a simili infrastrutture.

Ecco, se si aspetta dei suggerimenti su “dove iniziare” (parole Sue) per conseguire l’obiettivo, ambizioso ma realizzabile ed assolutamente necessario dei ‘Rifiuti Zero’, di cui si fregiava di avere nel proprio programma regionale, come detto pubblicamente nell’incontro con Rossano Ercolini a Lecce il 16 gennaio scorso, il progressivo spegnimento degli inceneritori in esercizio e la moratoria per tutti gli altri non ancora a regime, come il nostro, sarebbe un buon viatico, in grado di conferirle più credibilità e rispetto verso tutta quella comunità di cittadini che da anni invoca la protezione della salute e la gestione virtuosa dei rifiuti.

Cordiali Saluti

Matteo Loguercio
Presidente del Comitato

Attendiamo fiduciosi…