UNITI PER LA SALUTE: quando i cittadini si battono per la tutela dei loro diritti nel solco dell’articolo 32 della Costituzione

 

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credit foto Manna/Peacelink

UNITI PER LA SALUTE.  Quando i cittadini si battono per la tutela dei loro diritti  nel solco dell’articolo 32 della Costituzione

La centrale di Vado Ligure – Quiliano funziona da oltre quarant’anni in un contesto densamente abitato, vicinissima a Savona, su un tratto di costa con insediamenti abitati ininterrotti. Nonostante sia un complesso di notevole potenza (due gruppi a carbone da 330 MW ciascuno ed un gruppo a gas da 760 MW) nel 2007 la centrale chiese un ulteriore potenziamento: ancora altro carbone (460 MW).

Questa incredibile richiesta trovò però l’opposizione di associazioni, di medici, comitati, partiti e cittadini e numerosi comuni del territorio, che evidenziavano i problemi che la letteratura medico-scientifica legava alla combustione del carbone sottolineando che la centrale era situata in pieno centro abitato.

Sul progetto di potenziamento l’Istituto Tumori di Genova in un documento a firma di Federico Valerio dichiarò Nella relazione presentata da Tirreno Power vi sono gravi lacune metodologiche che mettono in discussione le tranquillizzanti conclusioni del documento. In sintesi: errori ed omissioni nelle stime delle emissioni di polveri fini primarie e secondarie; sottostima delle emissioni di gas serra; sottovalutazione dei dati derivanti da studi su bioindicatori; errori metodologici sull’impatto sanitario”.

Opposizione al potenziamento, quindi, proprio perché originata da una maggior consapevolezza relativamente al danno ambientale e sanitario provocato dal carbone, documentato da studi scientifici internazionali, ma soprattutto da un Ente terzo e sicuramente super partes come l’Ordine dei Medici della Provincia di Savona che a proposito di quei gruppi a carbone, in un documento ufficiale parlò di minaccia reale e consistente per la salute e per la vita dei cittadini della provincia di Savona e ancora “….. nelle aree interessate dalle ricadute delle emissioni della centrale si osservano elevati tassi standardizzati di mortalità, rispetto alla media regionale e nazionale sia per tutte le cause, che per malattie neoplastiche, cardio e cerebrovascolari (nello stesso documento viene citato “ la Clean Air Task Force degli Stati Uniti riporta “che l’impatto sulla salute di una centrale a carbone è massimo entro le 30 miglia (48 Km) dalle ciminiere”)

Un gruppo di cittadini del territorio nel 2007  si era costituito in associazione, dandosi per nome “Uniti per la salute”, a significare l’intento e l’impegno nella difesa e tutela della salute di tutti; iniziò un faticoso lavoro di studio e di ricerca  basato sull’approfondimento scientifico, sulla analisi dei vari documenti ufficiali e norme di legge, avvalendosi di studi medici e scientifici nazionali ed internazionali, compresi gli importantissimi documenti prodotti dall’Ordine dei Medici della Provincia di Savona.  Furono formulate richieste di informazioni specifiche a diversi Enti ma in diversi casi le risposte (quando ci furono) non parvero sufficientemente esaustive.vado ligure

Perseguendo nell’obiettivo di informare furono organizzati numerosi incontri pubblici, con  interventi di importanti scienziati, medici e tecnici, si tennero numerosi colloqui con amministratori,  interventi (su richiesta) in consigli comunali, in diverse scuole e incontri con numerose associazioni.

Le evidenze riscontrate portarono a proseguire nell’impegno anche attraverso ricorsi amministrativi ed esposti.

Nel frattempo, nonostante la richiesta di AIA presentata dalla azienda nel 2007, la  centrale ha continuato a funzionare per anni priva di quella autorizzazione.

La regione Liguria, cambiando il motivato diniego precedente, che l’aveva portata a ricorrere al tar contro il potenziamento, nel 2011 concedette l’intesa per il potenziamento con un altro grande gruppo a carbone.

La situazione generale dell’inquinamento che in passato era stata riassunta dalla stessa Regione Liguria nel “Piano di risanamento e tutela della qualità dell’aria” a pag 126: La combustione nell’industria dell’energia e quindi essenzialmente la centrale termoelettrica è la prioritaria responsabile delle emissioni di Ossidi di azoto, PM10, SOx e di COV (composti organici volatili n.d.r.)”, non servì ad impedire un parere positivo non solo al  potenziamento, ma anche alla prosecuzione dell’attività per molti anni ancora dei due gruppi a carbone esistenti, quei gruppi a proposito dei quali l’Ordine dei Medici, in un documento ufficiale parlò di “minaccia reale e consistente per la salute e per la vita dei cittadini della provincia di Savona”.

La Regione Liguria decise quindi di rilasciare l’intesa per il nuovo gruppo a carbone da 460  MW e questo  nonostante le ferme prese di posizione dell’Ordine dei Medici,  di importanti associazioni e comitati, e  nonostante le molte evidenze di seguito riportate.

Nel marzo 2012 il Ministero dello Sviluppo Economico ha emesso il decreto autorizzativo.

Questo iter autorizzativo si è sviluppato nonostante :

  • Non risultassero misurazioni pubbliche sulle emissioni ai camini! Gli unici dati sulle emissioni ci risultavano quelli  rilevati dalla stessa azienda.
  • Analogamente non risultassero misurazioni pubbliche sugli scarichi idrici della centrale (oltre 900 miliardi di litri nel solo 2010 fonte della stessa azienda). Scarichi che confluiscono alla foce del torrente Quiliano.
  • Che ARPAL nella relazione sull’attività di monitoraggio (2010) indicasse proprio in quel tratto di mare inquinanti nei sedimenti con valori elevatissimi.
  • i dati del biomonitoraggio (2007) disposto dalla stessa Tirreno Power (in ottemperanza ad una precisa prescrizione del Ministero dell’Ambiente). In quel documento, quanto alla situazione lichenica, sono riportati valori di inquinanti eccezionalmente elevati, tanto da risultare in molti casi di gran lunga i più elevati mai riscontrati in Italia secondo i dati di riferimento tratti da “Nimis-Bargagli”.

Si cita la puntuale nota su questo biomonitoraggio dell’illustre prof. Tamino dell’università di Padova che parla di “ un forte inquinamento antropico della zona, causato, se non esclusivamente, sicuramente in parte rilevante dalla centrale di Vado Ligure”.

Queste sono solo alcune delle evidenze che hanno indotto associazioni, comitati, partiti a battersi a tutela e difesa dei loro diritti e per la salute e quindi si è costituita la “Rete savonese fermiamo il carbone” proprio per collegare tra loro le associazioni, rafforzando i movimenti che da anni si battono per la salute e la verità: numerose organizzazioni locali con il fondamentale sostegno di associazioni nazionali, come Arci, Greenpeace, WWF, Legambiente.

Con molto impegno e grande fatica si è proseguita e implementa l’attività  acquisendo una  ulteriore imponente documentazione, approfondendo studi, consultando medici, scienziati, tecnici, legali,  docenti universitari  in Italia e all’estero, organizzando decine di iniziative pubbliche con interventi di personalità  mediche e scientifiche,  presentando numerosi ricorsi amministrativi ed esposti,  facendosi carico, in piena libertà ed autonomia, degli ingenti costi con l’autofinanziamento,   svolgendo un ruolo di informazione e  tutela della comunità .

Nel contempo giungeva a compimento l’emissione del decreto AIA del Ministro dell’Ambiente 227 del 14 .12. 2012  a firma Corrado Clini .

Secondo quanto prescritto dal D.lgs.152/2006 principio cardine dell’istituto dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) è quello di perseguire la prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento attraverso l’applicazione delle Migliori Tecnologie Disponibili (MTD) previste dai BREF.

Le numerose discrepanze nel decreto AIA relativamente alla applicazione delle MTD su diversi punti  e altre rilevanti questioni hanno indotto Uniti per la salute insieme con altre associazioni del territorio  e i vertici nazionali di associazioni quali Greenpeace, Legambiente, WWF e Arci a presentare ricorso al TAR del Lazio avverso al quel decreto AIA avvalendosi dello studio legale dell’avv. Matteo Ceruti di Rovigo .

Nel contempo cominciavano ad emergere notizie sulle indagini della Magistratura:  sui giornali si lessero con sgomento le notizie sui morti e gli ammalati del nostro territorio. Notizie così gravi ed inquietanti  da essere  riprese  per giorni dai principali media nazionali : Quei morti sono da attribuire alle emissioni degli impianti > “tra i 1.700 e i 2000 ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari e 450 bambini ricoverati per patologie respiratorie e attacchi d’asma, tra il 2005 e il 2012> “Senza la centrale a carbone di Vado tanti decessi non ci sarebbero stati… 400 morti dal 2000 al 2007. E queste dichiarazioni erano attribuite ad una fonte autorevolissima: la Procura della Repubblica che indagava sulla centrale a carbone su due filoni d’inchiesta, uno per disastro ambientale e una per omicidio colposo.

Fino ad arrivare all’11 marzo 2014 quando il Giudice per le indagini preliminari di Savona dr.ssa Fiorenza Giorgi ha disposto il sequestro cautelativo dei gruppi a carbone della centrale.

Nelle 45 pagine del documento  tra l’altro si legge  “E’ stato ampiamente evidenziato nei paragrafi che precedono, che la condotta tenuta dalle società che si sono succedute nella gestione della centrale di Vado Ligure (“Interpower S.p.A.” e “Tirreno Power S.p.A.”) è stata costantemente e sistematicamente caratterizzata da reiterate inottemperanze alle prescrizioni, sia negli anni antecedenti al rilascio dell’AIA, sia nel periodo successivo al rilascio della stessa”.

“In altre parole, appare dimostrato che il gestore, in tutti questi anni e fino alla data odierna, ha sempre fatto quello che gli tornava più vantaggioso, il tutto nella neghittosità degli organi pubblici chiamati a svolgere attività di controllo, e che, lungi dal sanzionare le dette inottemperanze, hanno ritardato in modo abnorme l’emissione dei dovuti provvedimenti ed emesso alla fine una AIA estremamente vantaggiosa e frutto di un sostanziale compromesso in vista della costruzione di un nuovo gruppo a carbone che si presenta come meramente ipotetica, non preoccupandosi da ultimo di imporre l’adempimento delle prescrizioni in ordine alla collocazione dello SME.

Non si può poi dimenticare – ed anzi è l’elemento di maggior rilievo – che il reato contestato prevede, come sua ipotesi sicuramente più grave, l’ingente danno alla salute provocato dal dimostrato aumento dei ricoveri ospedalieri e del numero dei decessi riconducibile direttamente alla presenza della centrale.”

Il  12/5/2014 viene avviato il procedimento per il rinnovo anticipato dell’autorizzazione integrata ambientale rilasciata il 14/12/2012 a seguito di richiesta dell’azienda, richiesta  che prevede interventi per  mantenere ancora in servizio i vecchi gruppi a carbone 3 e 4.

Il 5 gennaio 2015 viene pubblicato il decreto di nuova AIA in più punti contestato dalle associazioni  e contro cui la stessa azienda ha annunciato la presentazione di ricorso al TAR

Uniti per la salute anche in questa occasione ha presentato le sue puntuali osservazioni, così come aveva fatto precedentemente, commissionando anche uno specifico studio relativo alla mancata applicazione del misuratore dei fumi a camino.carbone

Nel corso di una audizione alla  COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA del 22 gennaio 2015 il cui resoconto stenografico è reperibile sui media, il Procuratore di Savona a proposito della centrale ha affermato tra l’altro:

“Noi abbiamo contestato la più grave delle ipotesi di reato che si possano immaginare in questa materia, ossia il disastro doloso.

………Il profilo più grosso, però, è quello dell’immissione in atmosfera. Quello è veramente un profilo drammatico. Questo non fa più parte del segreto investigativo, perché è stato riferito nel corso di numerose audizioni di persone informate.

Noi abbiamo una serie di consulenze che sono state fatte coi migliori epidemiologi, tecnici e chimici che siamo riusciti a trovare solo a Matera. Sono gli stessi che hanno lavorato per Porto Tolle e hanno fornito delle conclusioni drammatiche, perché riferite semplicemente a sette anni di funzionamento della centrale rispetto ai quaranta effettivi. La limitazione è stata fatta in relazione ai dati che erano disponibili, specialmente a quelli di tipo sanitario.

Noi abbiamo un numero di morti che certamente non è inferiore a 440, riferiti esclusivamente alla centrale, eliminando altre cause di inquinamento ambientale, che sono numerose. Si è trattato di una diagnosi differenziale, se volessimo usare questo termine.

Inoltre, registriamo 1.900 ricoveri solo per malattie cardiovascolari e respiratorie, escludendo i tumori. In materia di tumori si ha una certezza assoluta che il carbone e la combustione del carbone provochino il tumore. Non ci sono, invece, gli strumenti scientifici per misurare, per contare e per vedere il resto e allora quella parte lì resta fuori.

Quello che abbiamo fatto in questa indagine, proprio per cercare nella maniera più totale e assoluta di essere non un organo dell’accusa, ma un organo pubblico di accertamento dei fatti, è stato sentire tutti gli specialisti che apparivano, che avevano fatto conoscere o manifestato fatti o che svolgevano ruoli istituzionali, che potessero fornirci degli elementi critici, delle voci contrarie, delle precisazioni e delle aggiunte

Il risultato è stato che praticamente tutti gli istituti, in sostanziale buona fede, partendo dall’Istituto superiore di sanità, nonostante una serie di critiche collaterali, come è inevitabile che avvenga in qualunque attività di tipo scientifico – se questo non ci fosse, non saremmo più nella scienza – hanno finito per rafforzare grandemente l’esito della consulenza.

Dal punto di vista processuale hanno fornito una grande tranquillità. Dal punto di vista sociale hanno confermato la drammaticità della situazione…..

Se torniamo a Tirreno Power, vediamo che i veri interlocutori, insieme all’azienda, sono gli enti locali. Guardate, vi dico tutte cose che sono state esposte negli atti. ….

carboneeLa vera controparte sono diventati la regione, i comuni, la provincia. Io non mi meraviglio che l’amministratore delegato di Tirreno Power ce la metta tutta per dimostrare la sua innocenza, ma anche per riaprire l’azienda. Se, invece, questo lo fanno le Istituzioni, mi crea un certo imbarazzo.

Devo anche dire su questo – poi mi fermo su questo – che sono state fatte moltissime intercettazioni telefoniche e ambientali, da cui derivano prove dirette di condotte che vanno a integrare l’ipotesi di reato che abbiamo contestato. Soprattutto sono quelle che ci hanno fornito la sicurezza del

procedere. Ci siamo resi conto che tutto ciò che veniva architettato e deciso era fatto per eludere, non per risolvere.”

Nello scorso giugno 2015 si è avuto l’avviso di conclusione indagine recapitato a  ben 86 indagati  contestando tra gli altri  disastro ambientale e omicidio colposo, notizia che ha avuto larga risonanza sui media a livello nazionale.

 

Si fornisce di seguito un elenco non esaustivo delle personalità del mondo scientifico, giuridico e accademico consultate  o che hanno partecipato gli incontri pubblici citati.

Maria-Rita Rosaria D’Orsogna  Fisico  California State University

Maurizio Portaluri  Ricercatore associato del CNR, Direttore  Radioterapia dell’Asl di Brindisi.   Esperto in Oncologia Clinica e di Laboratorio.

Mark Z. Jacobson  Professor Stanford University

Patrizia Gentilini  Oncoematologa  Referente ISDE

Giovanni Ghirga Pediatra-Medico ISDE-Portavoce Coodinamento Nazionale Comitato Medici per l’Ambiente Lazio

Mauro Mocci medico ISDE referente per il Lazio dell’Associazione italiana medici per l’Ambiente –Isde,

Gianni Tamino Docente di Biologia ‘Università degli Studi di Padova

Stefano Raccanelli Chimico ambientale ordine dei chimici provincia di Venezia

Marco Stevanin Titolare studio Terra

Raffaele Guariniello Procura di Torino

Valerio Gennaro epidemiologo IST Genova    medico ISDE

Ugo Trucco cardiologo Presidente dell’ Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Savona

Ordine dei Medici provincia di Savona

Mario Alverà  relatore per l’ Italia di  Al Gore e   del Climate Reality leader ship corps

Trusha Reddy International Coal Network Coordinator Earthlife Africa-Johannesburg

Julia HuscheHealth and Environment Alliance (HEAL) , Buxelles

Kathrin Gutmann Coal Policy Officer CAN Europe     Climate Action Network (CAN)

 

ALCUNI DEGLI EVENTI

 

2 maggio 2007    incontro pubblico soc. Aurora Valleggia

20 maggio 2007 incontro pubblico  con Libera e Giudice Caselli teatro nuovo Valleggia

19 ottobre 2007  incontro pubblico  teatro nuovo Valleggia “ produzione di energia e rischi per la      salute, la parola ai medici”(dott Ghirga ISDE dott Trucco pres Ord Medici)

13 giugno   2008  incontro pubblico  teatro nuovo Valleggia “non bruciamoci il futuro”   (dott. Gentilini, Gennaro, Ordine dei Medici, ecc)

13 dicembre 2008   marcia Valleggia Vado con presenza dei sindaci del territorio

23 ottobre 2009 incontro pubblico Savona Teatro Chiabrera “CENTRALI A CARBONE:UN PERICOLO PER LA NOSTRA SALUTE E IL NOSTRO TERRITORIO?”( Ghirga, Portaluri, Trucco, D’orsogna in colleg USA)

28 settembre 2010 sala rossa Savona presentazione perizia Stevanin

19 febbraio 2011 incontro pubblico Savona Teatro Chiabrera  (Ghirga da Parigi, Stevanin , Bianchi, Trucco, Forzano delegazioniComitati di Porto Tolle ,Civitavecchia,Tarquinia,Brindisi e Rossano Calabro

02 novembre 2012  incontro pubblico  teatro nuovo Valleggia A VADO LIGURE,COME A TARANTO, I CITTADINI DEVONO SAPERE.

16 marzo 2013 incontro pubblico Savona Sibilla“Inquinamento e reati ambientali” – Le battaglie a tutela della salute nei posti di lavoro e nella vita quotidiana dei cittadini

RAFFAELE GUARINIELLO, Sostituto Procuratore di Torino;

GIOVANNI GHIRGA, medico dell’ISDE esperto di danni ambientali;

FERRUCCIO SANSA, giornalista de Il Fatto Quotidiano,

GIOVANNI DURANTE, Presidente di ARCI Savona

29 marzo 2013 libreria Ubik conferenza stampa avv. Matteo Ceruti, Dott Marco Stevanin, Mariagrazia Midulla,Responsabile Clima ed Energia WWF Italia;

Alessandro Giannì, Direttore campagne di GreenpeaceItalia

17-18 agosto 2013  Savona Zinola festival contro il carbone

Raffaele Guariniello, Marco Revelli, Valerio Gennaro,Ugo Trucco, Massimiliano Varriale  WWF Italia, Santo Grammatico Legambiente, Carlo Freccero

8 Maggio 2014  webinar on coal and health in collegamento internazionale

Trusha Reddy International Coal Network Coordinator Earthlife Africa-Johannesburg

14 Luglio 2014  Savona Sibilla conferenza nazionale WWF

“L’impatto sanitario del carbone. La funzione sociale del medico: promotore di salute e di ambiente”

Donatella Bianchi, Presidente WWF Italia

Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima ed Energia WWF Italia

Ugo Trucco, Presidente Ordine dei Medici Provincia di Savona

Roberto Bertollini, Chief Scientist and Reppresentante dell’Organizzazione Mondiale della

Sanità presso l’Unione Europea

Julia Huscher, Responsabile “Salute e Carbone” di Heal – Healt and Enviroment Alliance

Giuseppe Miserotti, Associazione Medici per l’Ambiente ISDE Italia

Mauro Mocci, Referente per il registro tumori di Civitavecchia – ISDE Lazio

Silvia Varnero, Coordinatrice della Commissione dell’Ordine ‘Ambiente e Salute’

Matteo Ceruti, Giurista ambientale

Stefano Ciafani, Vicepresidente Legambiente