Presentazione dell’Enciclica “verde” di Papa Francesco

Rapporto di Antonio Rancati, che ha rappresentato il CETRI-TIRES alla presentazione dell’Enciclica Papale ”  Laudato si’  ”  in Vaticano 18 maggio 2015

Sono pienamente cosciente di aver partecipato ad un evento storico. Il cambiamento climatico non è più solo una questione scientifica. E’ anche etica e morale. Contribuirà a fornire tanto vento in vela a chi come noi crede in un futuro più pulito con le energie rinnovabili, un mondo di economia sostenibile senza diseguaglianze.

“Il clima e’ un bene comune. L’umanita’ e’ chiamata a prenderne coscienza perche’ la maggior parte del riscaldamento globale degli ultimi decenni e’ dovuto alla gran concentrazione di gas serra emessi soprattutto a causa dell’attivita’ umana. I cambiamenti climatici sono una delle principali sfide dell’umanita’.

Cordiale saluto a Padre Lombardi prortavoce di Papa FrancescoCordiale saluto a Padre Lombardi prortavoce di Papa Francesco

E’ diventato urgente e impellente lo sviluppo di politiche affinche’ nei prossimi anni l’emissione di gas serra si riduca drasticamente, sostituendo i combustibili fossili e sviluppando fonti rinnovabili”.

Alla conferenza di presentazione dell’Enciclica “Laudato si’, sulla cura della casa comune” nell’Aula del Sinodo in Vaticano con Padre Lombardi portavoce di Papa Francesco e responsabile ufficio stampa della Santa Sede si sono suggeguiti importanti interventi disponibili online http://player.rv.va/

– Cardinale Peter Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace;

– Metropolita John Zizioulas in rappresentanza del Patriarcato Ecumenico e della Chiesa Ortodossa;

– Prof. John Schellnhuber, Fondatore e Direttore del Potsdam Institute for Climate Impact Research;

– Dott. Carolyn Woo, CEO e Presidente del Catholic Relief Services e docente University of Notre Dame, U.S.A.

Tra gli eccellenti relatori segnalo con grande piacere l’inizio dell’intervento della maestra Valeria Martone:

La periferia di Roma e’ l’orizzonte mio, come di tante donne: con le difficolta’ della vita quotidiana. Il Papa scrive nell’enciclica: “l’ambiente umano e l’ambiente naturale si degradano insieme”. Lo vediamo ogni giorno, tanto che non ce ne accorgiamo piu’: dal verde che non c’e’, all’inquinamento, al calore eccessivo, che in questa stagione fa soffrire gli anziani. Nelle periferie vive un mondo di gente sola, con la crisi della famiglia, delle comunita’ e delle reti sociali. Per deboli e poveri, la solitudine e’ una poverta’ in piu’. Nelle citta’ cresce la separazione tra mondo dei ricchi e dei poveri, pur in un tempo globale che pretende di essere “connesso”.

Parole che fanno riflettere di quanto l’ambiente che ci circonda influisce sulla nostra vita quotidiana in cui con l’Enciclica siamo tutti chiamati a riscoprire energie che “rinnovano” l’ecologia umana.

Testo integrale dell’Enciclica sull’ambiente http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html

Il Pontefice è sicuramente una figura molto carismatica, un leader capace di parlare in modo semplice non solo a un miliardo di cattolici, ma all’intera platea mondiale. Contribuirà sicuramente a riportare il dibattito dei temi ambientali sul piano morale al grande pubblico invece dell’attuale ristretta arena politico-accademica.

Per mobilitare le persone e indurle a cambiare comportamenti gli argomenti razionali non bastano, ma dire che bruciare petrolio è un male per l’umanità è probabilmente più efficace, meglio fare leva sulle emozioni invece che limitarsi ad elencare gli obiettivi che entro il 2050 dobbiamo ridurre le emissioni di gas serra dell’80% rispetto ai livelli del 1990 per evitare che le temperature medie del pianeta aumentino di oltre 2°C, con tutte le relative

tragiche conseguenze per il pianeta.

Nel primo paragrafo il riferimento al Cantico delle Creature di San FrancescoNel primo paragrafo il riferimento al Cantico delle Creature di San FrancescoSia chiaro, le parole di Papa Francesco, per quanto chiare e dirette, nello stile che abbiamo imparato a conoscere, non avranno il potere salvifico di far diminuire le emissioni da un giorno all’altro, ma questa enciclica è tanto attesa con grandi aspettative dal mondo ecologista perché le parole di Papa Francesco potrebbero costringere gli altri leader politici e spirituali a dichiarare da che parte stanno. Così come, sul fronte opposto, è temuta dai grandi inquinatori e dalle lobby dei combustibili fossili, che rischiano di ritrovarsi nella scomoda posizione del peccatore.

Il dibattito potrebbe così spostarsi dalla sostenibilità alla giustizia sociale, dalle urgenze economiche a quelle morali. E anche se non assisteremo a quella conversione ecologica universale auspicata da Bergoglio, il pensiero ambientalista potrebbe comunque toccare le coscienze di una fetta straordinariamente grande della popolazione mondiale.

È noto che Bergoglio ha posizioni ecologiche improntate alla visione di Francesco. La sua enciclica è quella di un Papa verde, francescano. Più volte ha denunciato che l’economia legata agli interessi e alle lobby «uccide». Ciò che preoccupa il sistema capitalistico delle multinazionale non sono tanto i concetti quanto il linguaggio di Francesco, diretto, popolare, comprensibile a tutti.

Quello del clima è un tema cruciale dell’enciclica di papa Francesco. I suoi mutamenti incidono sugli animali e le piante e quindi sulla vita stessa dei poveri. L’aumento dei migranti viene visto dal Papa in questo contesto di degrado ambientale. I migranti fuggono da una terra resa inospitale anche dai mutamenti climatici. Papa Francesco è deluso dall’indifferenza nei confronti di questi problemi: «Molti di coloro che detengono più risorse e potere economico o politico sembrano concentrarsi soprattutto nel mascherare i problemi o nasconderne i sintomi, cercando solo di ridurre alcuni impatti negativi di cambiamenti climatici». Sintomi che sono il frutto degli attuali modelli di produzione e di consumo.

Cardinale Peter Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace

Cardinale Peter Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della PaceNelle 192 pagine con 246 paragrafi divisi in 6 capitoli e due preghiere finali, il Papa parla di ecologia come studio della casa di tutti. Della responsabilità per il “bene comune” contro il rischio concreto di autoannientamento. L’incipit cita il Cantico delle Creature del santo di cui Bergoglio ha preso il nome: San Francesco è “patrono” e “testimone” di una “ecologia integrale” scrive che “un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale e deve integrare la giustizia nelle discussioni sull’ambiente, per ascoltare tanto il grido della Terra quanto il grido dei poveri”.

Bergoglio elenca i guasti della “crisi ecologica”: riscaldamento globale, cambiamento climatico, inquinamento, innalzamento dei mari, impoverimento della biodiversità, distribuzione iniqua del cibo, la carenza e il diritto di tutti all’acqua. Denuncia “l’inequità” planetaria e punta il dito contro la debolezza della politica internazionale: “È indispensabile creare un sistema normativo che includa limiti inviolabili e assicuri la protezione degli ecosistemi, prima che le nuove forme di potere derivate dal paradigma tecno-economico finiscano per distruggere non solo la politica ma anche libertà e giustizia”.

Francesca Maccaglia giornalista esperta ambientale in colloquio con Padre LombardiFrancesca Maccaglia giornalista esperta ambientale in colloquio con Padre Lombardi“I poteri economici continuano a giustificare l’attuale sistema mondiale, in cui prevalgono una speculazione e una ricerca della rendita finanziaria che tendono ad ignorare ogni contesto e gli effetti sulla dignità umana e sull’ambiente. È prevedibile che, di fronte all’esaurimento di alcune risorse, si vada creando uno scenario favorevole per nuove guerre”.

Un cambiamento negli stili di vita potrebbe arrivare ad esercitare una sana pressione su coloro che detengono il potere politico, economico e sociale. È ciò che accade quando i movimenti dei consumatori riescono a far sì che si smetta di acquistare certi prodotti. L’educazione alla responsabilità ambientale può incoraggiare vari comportamenti che hanno un’incidenza diretta e importante nella cura per l’ambiente, come evitare l’uso di materiale plastico o di carta, ridurre il consumo di acqua, differenziare i rifiuti, utilizzare il trasporto pubblico o condividere un medesimo veicolo tra varie persone, piantare alberi, spegnere le luci inutili. Tutti concetti di economia sostenibile dove la green economy e la tutela dell’ambiente porteranno ad un futuro con un mondo più pulito. Il mondo che vogliamo con le energie rinnovabili!

Foto ricordo con Angelo Raffaello Consoli  European Director The Office of Jeremy Rifkin

Foto ricordo con Angelo Raffaele Consoli European Director The Office of Jeremy Rifkin