IL CETRI ADERISCE ALLA CAMPAGNA “#ENELTAPFUORIDALLAREGATA”

Dopo la brutta figura rimediata a luglio quando ha tentato di migliorare la propria immagine sponsorizzando le manifestazioni dell’estate salentina (rovinandone di fatto l’immagine), TAP ci riprova con la sponsorizzazione della XXX edizione della Regata Internazionale Brindisi-Corfù, in compagnia di quell’ENEL che è responsabile del disastro ambientale sanitario, umano sociale ed economico al secolo Centrale a Carbone Federico II di Cerano.

Ottenendo così l’effetto contrario.

La logica è sempre la stessa, marchiare il territorio per imporre la legge del più forte, una legge non scritta che fa della pubblicità a basso costo il miglior modo per passare da boia a paladini di un territorio.

Non lasciatevi ingannare, i soldi spesi per le sponsorizzazioni sono spiccioli che per queste aziende rappresentano il modo più semplice ed economico per ripulirsi l’immagine e nascondere la loro vera natura nefasta per il nostro territorio.

questi sono gli hashtag. #EnelTapfuoridallaregata #Noalcarbone? #Brindisi

Nel blog di una delle associazioni promotrici della campagna, NO AL CARBONE di Brindisi, si legge:

“La regata internazionale Brindisi-Corfù, per noi del movimento No al Carbone, era divenuto l’evento più atteso, l’evento pulito, che riusciva splendidamente a realizzare un evento di livello, da ben trent’anni in costante crescita, un evento libero dall’ingombrante e lercia presenza di sponsor che con questo nobile sport, la vela, non potranno mai avere nulla a che fare.

Un evento che per noi era una stella polare da seguire e che ci permetteva di contestare le scelte di sponsor dei vari: Medieval Fest, Salone Nautico, Negramaro Wine Festival, per non parlare di Basket, Scherma, Ginnastica Artistica e Calcio Giovanile.
Da oggi questo sogno è stato infranto ed è divenuto un incubo, da oggi la longa manus di Enel e Tap si è impadronita anche di questa nostra eccellenza.
Per chi volesse approfondire ecco il link: http://noalcarbonebrindisi.blogspot.it/2015/05/brindisi-corfu-i-soldi-sporchi-e-la_15.html
Nell’annunciare l’adesione del CETRI-TIRES a questa campagna, il Presidente, Angelo Consoli ha dichiarato: “Da brindisino mi ribello all’idea che si possano usare i soldi sporchi di ENEL e TAP per finanziare (peraltro in modo irrisorio) una manifestazione bella e simbolica come la regata Brindisi-Corfù. L’era dei fossili è finita. Ancora oggi le coste della California vicino a Los Angeles sono devastate da un altro terribile sversamento di petrolio che riporta alla memoria con orrore lo sversamento della Deep Water Horizon nel golfo del Messico di 5 anni fa. Questo succede perché l’estrazione dei fossili sta cominciando a diventare sempre più complicata e costosa, e a fronte di tutto ciò noi leggiamo nel rapporto sui comuni rinnovabili, presentato proprio questa settimana, che  ormai quasi il 40% dell’elettricità italiana è da fonti rinnovabili. Alla faccia di chi “gufava” che con le rinnovabili non si sarebbe mai arrivati a fare massa critica per le esigenze energetiche di un paese moderno.
Attraverso il contributo di oltre 800.000 impianti rinnovabili ormai presenti in tutti gli 8047 Comuni italiani, l’Italia ha ridotto le importazioni dall’estero di fonti fossili, la produzione dagli impianti più inquinanti e dannosi per il clima (nel termoelettrico -34,2% dal 2005) ed è calato anche il costo dell’energia elettrica: da 76 a 48 euro per megawattora tra il 2008 e il 2014. Perchè dunque i fossili sentono il bisogno di continuare a farsi pubblicità in modo così subdolo?
Oltretutto, il minor costo dovuto alle fonti rinnovabili non si è riflesso nelle nostre bollette, anzi l’ENEL (e il governo) continuano a “chiagnere e fottere” accusando le rinnovabili dell’esatto contrario (alto costo dell’energia), che è invece dovuto ai loro investimenti in impianti fossili ormai anti economici. Questo risultato è ancora più notevole se si pensa a tutti i bastoni fra le ruote amministrativi, fiscali, ed economici che il governo ha messo alle rinnovabili dalla revisione retroattiva degli incentivi del 2011 alla tassazione dell’auto-produzione del 2014. E al contempo si incentivano e mettono in corsia preferenziale trivellazioni, gasdotti e carbone, quando l’Europa raccomanda di fare esattamente il contrario (ma l’Europa si sa, va assecondata solo se ci impone macelleria sociale e riforme del mercato del lavoro, non se propone politiche energetiche e economiche virtuose e a lata intensità di lavoro).
E tutto questo non c’è nessuno che va in televisione a dirlo. E quando dico nessuno intendo dire proprio nessuno. A parte me. Io ci ho provato quando sono stato a Ballarò. Infatti non mi hanno più chiamato…
Assistiamo così al paradosso che, mentre l’energia rinnovabile e pulita sta cominciando a fare massa critica e sovvenire ai bisogni dell’essere umano, gli spazi di comunicazione per chi la sostiene e indica la necessità d una transizione ad una economia rispettosa delle leggi della biosfera e della termodinamica diventano sempre più ridotti, mentre per coloro che hanno interessi fossili si continuano ad aprire praterie di opportunità di comunicazione, anche se si tratta di una energia, sporca, dannosa, costosa, e via via sempre più marginale!.
Esorto dunque  gli organizzatori della regata a avere un sussulto di orgoglio e a rinunciare alla miseria dei soldi di questi due gruppi fossili.
Infatti una regata è la negazione del pensiero fossile e per sua natura afferma l’amore verso l’ambiente e la conservazione delle risorse naturali che invece l’industria fossile nega. Quindi gli organizzatori della Regata devono rendersi conto che accettando queste sponsorizzazioni fossili, negano se stessi. Se proprio hanno bisogno di soldi propongo che ricorrano al moderno sistema del crowd funding, che potrebbero intitolare “Finanziate la regata post carbon!”
La Terza Rivoluzione Industriale è digitale, sostenibile, solare, empatica e collaborativa. Tutto il contrario dell’energia fossile. Ecco perchè come Circolo Europeo per la Terza Rivoluzione Industriale non ci sentiamo di rimanere neutrali in questa campagna di civiltà contro l’ennesimo tentativo dei poteri fossili di autolegittimarsi agli occhi di una opinione pubblica sempre più accorta e sensibilizzata che comincia a non essere più facilmente manipolabile con mezzucci e trucchetti quali queste piccole operazioni di sponsorizzazione di comodo da quattro soldi.
Il CETRI rimane disponibile a collaborare in una eventuale  campagna di crowdfunding post carbon che gli organizzatori della regata volessero lanciare.