Sparta lives on. In Taranto

On the initiative of tiredless activist Marco De Bartolomeo,  tomorrow the cituzen of Taranto will open the debate on their future and theior pas. In fact taranto and Sparta were twin cities. taranto was a colony of the Spartans and survived to see or days.

Marco De Bartolomeo tells the story wonderfully in an exciting presentation called Taranto Spartan City.

This is also becoming a brand name for the future of a city whose present image is suffering of the negative externalities created on the economy, public health and environment by the crazy choice of making a natural and historic paradise, host ground for heavy steel industries.

This model is a typical fossile second industrial revolution model and is now in a terminal crisis. The only way out is a new model based on the  Thrid Industrial Revolution principles, based on the territory, its biosphere, its people its food and natural resources and its culture.  These assetts will garantee a more balanced development of Taranto that will take the city in his glourious Spartan Past and out of steel and fossil energies. . Millions of people in the world feel attracted to the Spartanity, call their football teams with Spartan names, have an adoration for the “300” movie.

Marco De Bartolomeo

Let them come to Taranto to see the heritage of Sparta with Spartan races and competition, enogastronomical experiences, theme parks, renewable energies,  hydrogen boats, 3D printed souvenirs and items, and forget about the steel once and for all.

The Association Taranto the Spartan City aims at redefining the future through the past and discussing in an inclusive and open way all ideas on this framework in an event that takes place in Taranto on the 18th of June, in the shadow of 2300 years old doric columns.

This is a presentation (in Italian) of the event:

——————————————————

La città e la provincia di Taranto sono al centro di complessi e storici processi di transizione tali da richiedere una immediata e speciale attenzione ed un vigoroso sostegno da parte delle componenti sociali locali e, in particolare, delle alte dirigenze sia pubbliche che private. A differenza di quanto accaduto a favore di altre province del sud e centro Italia, le azioni dei governi nazionali e regionali condotte nell’area tarantina sono apparse sino a questo momento orientate a garantire e favorire prevalentemente le attività delle grandi industrie pesanti specializzate nella produzione massiva di manufatti adatti al mercato nazionale ed internazionale, ma non in grado di dare corpo ad una virtuosa e locale rete dell’indotto. La programmazione ed i finanziamenti privilegiati a favore delle produzioni pesanti, definite strategiche per l’intera filiera nazionale, hanno pertanto garantito la prosecuzione e la continuità delle attività affini anche in altri centri industriali remoti, senza però comportare una benefica ricaduta per tutte le altre imprese locali. I relativi cicli produttivi hanno finito tra l’altro per generare importanti ed estese esternalità negative soprattutto sul piano ambientale e sanitario, le quali hanno offuscato l’immagine generale del territorio e danneggiato le altre attività tradizionali. Le azioni condotte a difesa dei comparti produttivi tradizionali, spesso spontanee, si sono invece mostrate deboli, insufficienti e frammentate poiché poste al di fuori di un contesto e di un progetto unitario ed integrato sostenuto a livello nazionale ed europeo. La peculiarità si è pertanto articolata in un profondo stato di crisi del territorio ionico, risolto spesso con la cessazione ed il ridimensionamento persino di noti e storici marchi ed esercizi di imprese private di piccole e medie dimensioni; in pratica, della vera e principale ossatura della filiera produttiva ionica. Le categorie più colpite sono state quelle di commercianti, artigiani, pescatori, allevatori, agricoltori, ma sono risultate penalizzate in generale anche tutte le altre libere professioni. Malgrado i generali e negativi fattori congiunturali ed il momento storico particolarmente sfavorevole, altri centri provinciali pugliesi sono riusciti lo stesso ad avviare un graduale e provvidenziale processo di riconversione e differenziazione, mentre la programmazione economica ed industriale operata nel territorio ionico si è rivelata spesso un vero e proprio tallone d’Achille in grado di far perdere alla comunità locale importanti opportunità di sviluppo e di riconversione, quelle stesse promosse e finanziate anche e soprattutto dalla Comunità Europea e, purtroppo, prossime all’esaurimento in virtù dell’imminente uscita delle regioni meridionali dagli elenchi di attenzione riservati alle aree svantaggiate. In uno scenario talmente critico e recessivo sarebbe stato opportuno prendere atto dell’esaurimento e della restrizione verificatasi sul fronte della domanda nel mercato interno, per poi puntare sulla selezione di tutte le attività alternative con indici economici positivi e stabili, quelle caratterizzate da una forte domanda da coltivare nel tentativo di intercettare e dirottare nuovi flussi finanziari esteri e idonee a riportare la provincia ionica nell’alveo delle attività sicure e con grandi ricadute occupazionali ed economiche per tutti e non solo per pochi. A tale proposito, non è da escludere il ricorso alla sinergia e alla cooperazione internazionale. Ma le azioni atte ad imprimere una svolta duratura e concreta ad un complesso processo di riconversione, possono essere coronate dal successo esclusivamente in presenza di unimpegno comune e partecipato di tutti i soggetti portatori di interessi. Per tale motivo, l’Associazione “Taranto, la Città Spartana”, consapevole delle esigenze e delle opportunità generate dal corretto utilizzo del patrimonio e delle risorse territoriali, in associazione ad un brand di respiro internazionale, ha posto non a caso all’attenzione delle parti sociali il problema di concentrare gli sforzi e le energie a favore di un piano omogeneo ed integrato, valorizzato da un tema portante ed universalmente riconosciuto, in grado di svolgere il ruolo di volano e di rilanciare tutte le attività produttive da sempre reale espressione delle naturali, storiche e genuine vocazioni del territorio ionico. In quest’ottica, l’Associazione “Taranto, la Città Spartana”, ha già identificato quattro principali filoni attraverso i quali promuovere il rilancio del territorio, e relativi alla cultura e al turismo, alla logistica e alla organizzazione dei flussi internazionali di merci, all’esportazione dei prodotti locali e infine all’industria della ottimizzazione dei servizi pubblici e privati. Tali attività sono state inquadrate e sviluppate nell’ambito di 5 distretti polifunzionali e integrati; l’obiettivo è semplice: sostenere lo sviluppo di Taranto incentrato sul turismo, sulla cultura, sulla ricchezza storica, artigianale ed enogastronomica del nostro territorio, ma anche sulla logistica e sul traffico internazionale delle merci. Tuttavia, l’intervento strategico proposto dalla nostra Associazione e che nelle linee generali mira a dotare il territorio di tutte le infrastrutture ancora mancanti e necessarie a sostenere le nuove attività, non vuole essere unico ed esclusivo ma desidera piuttosto compendiare ed integrare armonicamente gli altri valenti progetti a favore della provincia e della città di Taranto. Si tratta, in sintesi, di un insieme di linee guida di fusione ed armonizzazione più che di un unico progetto, che vogliamo costruire assieme a tutta la cittadinanza. Fino ad oggi la nostra Associazione, attraverso incontri e presentazioni, ha cercato di far conoscere il potenziale che, come città, abbiamo a disposizione. Ma oggi appare finalmente maturo anche il tempo di passare alla dimensione reale ed operativa dei progetti a breve, medio e lungo termine. Noi ne abbiamo alcuni, ma siamo consapevoli che sono solo una minima parte di ciò che una comunità come quella tarantina, può ancora esprimere e sostenere.. Per questo lanciamo una CALL PUBBLICA, un incontro aperto a tutti da realizzarsi nella giornata del 18 giugno, ore 17, presso il Salone della Provincia, dove invitiamo tutti coloro che vogliono unirsi a noi per iniziare questo percorso, a partire dalle associazioni che da anni sono attive nel valorizzare il nostro patrimonio culturale e naturale, dal mare che può essere uno splendido “acquario senza vasche” alla scoperta degli affascinanti segreti dell’Isola del Centro Storico. Dalle radici spartane fino alla Taranto contemporanea, passando per tutte le civiltà susseguitesi nel tempo, non c’è alcun contrasto tra i vari elementi perché costituiscono un unicum tarantino. Il pian strategico proposto alla cittadinanza tarantina è compatibile e non è in contrasto con nulla, ma si pone come un nuovo tassello in una necessaria e inderogabile dimensione di rete, in cui ognuno sostiene e promuove gli altri, per offrire ai viaggiatori italiani e stranieri un “pacchetto” esperienziale unico al mondo. Per salire negli standard internazionali e diventare una meta di qualità davvero appetibile, c’è tuttavia bisogno del contributo di tutti, dei professionisti dell’accoglienza e del marketing turistico, di studiosi, archeologi, ingegneri, architetti, artigiani, commercianti, imprenditori, ma anche di singoli cittadini che hanno buone idee e la voglia di realizzarle, si tratti di start-up di giovani o di un artigiano in pensione. Tutta la società alla quale, lo abbiamo probabilmente dimenticato, appartiene il territorio in cui vive, può diventare artefice del proprio futuro. Ne ha la possibilità e anche il dovere. La progettazione è un valore assoluto e l’esperienza della vicina Matera ci indica la strada giusta da percorrere. Per questo iniziamo ufficialmente il nostro viaggio con una “call”, perché crediamo nel valore della partecipazione attiva, un concetto ben coltivato negli altri Paesi quando occorre affrontare temi che hanno un forte impatto sulla vita di una comunità. Nel nostro caso, il tema è come detto un turismo sostenibile che rilanci e sostenga parte della nostra economia per il prossimo secolo. Desideriamo offrire il nostro contributo a questo processo: ci incontreremo, discuteremo e insieme, magari creando un comitato ad hoc nei prossimi mesi, decideremo una road map da seguire. Anche il sito web, che verrà attivato in occasione della call, sarà una piattaforma dove proporre idee, singole disponibilità e competenze, dove tutti i progetti che verranno scelti saranno monitorati in modo trasparente in tutte le fasi di sviluppo. Questa è la partenza di un viaggio comune che speriamo porti lontano, che inizia il 18 giugno, ore 17, presso il Salone della Provincia, dove sono invitati tutti i cittadini di Taranto. Tutti coloro che vogliono aderire al dibattito sono pregati di prenotare i propri interventi rispondendo alla mail sottostante scrivendo “PRENOTO INTERVENTO” oppure prenotandosi in sede di evento attraverso la registrazione che verrà eseguita prima della Call pubblica. N.b. Ogni intervento avrà max 5 minuti di tempo a disposizione. Farà fede l’ordine cronologico di prenotazione.

Per info: tarantocittaspartana@gmail.com

fb: tarantolacittaspartana

twitter: tacittaspartana

tel: 3939523786