L’Internet delle Cose: stampanti 3D per una “Società a Costo Marginale Zero”.

 Sta nascendo una nuova economia dal basso, empatica, condivisiva, collaborativa e inclusiva che gradualmente sostituirà l’economia di mercato, competitiva, escludente, orientata al profitto anzichè al benessere sociale. Le stampanti 3D sono la forma produttiva per eccellenza di questa nuova economia perchè con il loro modello produttivo che riduce quasi a zero i costi marginali, sostituiranno gradualmente la produzione di massa (mass production) con la produzione delle masse (production by the masses).
Jeremy Rifkin, The Zero Marginal Cost Society

La diffusione delle tecnologie e delle conoscenze di Terza Rivoluzione Industriale apre scenari totalmente nuovi e fino a poco tempo fa impensabili per i cittadini del Mondo del terzo millennio.
L’Internet dell’Informazione crea la base per la diffusione su vastissima scala del know-how e delle esperienze personali di milioni di professionisti, docenti, ricercatori, studenti e semplici cittadini.
L’Internet dell’Energia può fornire alla popolazione i mezzi per troncare i rapporti di dipendenza dai monopoli energetici e produrre nelle Comunità tutta l’energia necessaria alle Comunità stesse, garantendo reale indipendenza e libertà d’azione e creando occupazione e ricchezza a livello locale.
Gli ultimi risvolti tecnologici permettono, oggi, di estendere il concetto di democrazia ed indipendenza anche ai materiali: grazie alla stampa 3D sarà infatti possibile creare l’Internet delle Cose e rivoluzionare i processi industriali per come li abbiamo conosciuti fino ad oggi.
Con il termine “stampante 3D” si intendono quei macchinari capaci di modellare le materie prime ed assemblarle in tempo reale per creare oggetti che possono essere di dimensioni limitate (viti, bulloni, targhe, scodelle, posate, ecc.) ma anche più grandi, come dimostrano i recenti e confortanti esperimenti svolti in California ed in Cina, dove ad essere “stampate” sono state addirittura delle abitazioni. A Cameri, in Piemonte, vengono prodotte tramite stampa tridimensionale turbine di aeromobili.
La stampa 3D, essendo un processo additivo anzichè sottrattivo (si aggiungono materie prime, strato su strato, invece di intagliare gli oggetti da blocchi più grandi), permette un enorme risparmio in termini di uso delle risorse, creando meno detriti e sottoprodotti e consentendo di risparmiare energia.
Moltissimi sono gli appassionati alle tecnologie di stampa 3D in tutto il mondo; in Italia i principali (ma non unici) attori di questa rivoluzione sono i numerosi FabLab sparsi sul territorio dello Stivale, che giornalmente impiegano il loro tempo e le loro risorse per l’avanzamento e la diffusione di queste tecnologie.

Obiettivi del Tavolo Tecnico:
– Diffondere conoscenza ed informazione sulle tecnologie di stampa 3D
– Creare network di laboratori di stampa 3D per la condivisione di dati ed esperienze
– Ricercare e proporre metodi di finanziamento ed agevolazione per queste tecnologie
– Creare ulteriori laboratori di stampa 3D per implementare l’Internet delle Cose
Il Capitalismo muore in 3D (firmato 3D MakersTRI)  con la democratizzazione della produzione, alla fine chiunque potrà accedere ai mezzi di produzione e quindi la questione di chi debba possedere e controllare i mezzi di produzione diventerà inutile, così come il capitalismo. Come tante altre invenzioni, anche la stampa tridimensionale è stata ispirata dagli scrittori di fantascienza.

Creare una società moderna letteralmente da zero sarebbe stato impensabile una generazione fa. mentre la corrente dell’ecologia open source porta avanti la sua concezione integrata e sistematica, intesa a sviluppare una produzione ecologica di macchine che consentano di approdare a un’economia moderna, altri gruppi impegnati nella stampa 3D hanno scelto di fungere da archivi di progetti open source per la stampa 3D, che permetteranno ai realizzatori di stampare tutta una serie di macchine indispensabili all’instaurazione di un’economia di maker TRi

Tratto dall’ultimo libro: Zero Marginal Cost Society di Jeremy Rifkin
Documenti e link:

Maker Faire Roma, dal robot maggiordomo alle stampanti 3D: una seconda edizione da record

 

Una carrozzina hi-tech con meno 200 euro: il progetto di un maker per aiutare i disabili